domenica 30 Novembre 2025
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Guido Gobino presenta la nuova collezione di San Valentino

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guido gobino san valentino
La collezione di Guido Gobino per San Valentino (immagine concessa)

MILANO – Guido Gobino dedica alla festa più romantica dell’anno la collezione “Heartbeats of chocolate lovers”, regalo perfetto da donare a tutti coloro che ci fanno battere il cuore. Una grafica dai toni delicati e romantici avvolge i raffinati cofanetti che custodiscono le nuove ricette e gli intramontabili classici, per offrire abbinamenti sorprendenti e un momento di pura dolcezza.

La collezione “Heartbeats of chocolate lovers” di Guido Gobino

Novità di quest’anno le sei ricette inedite di cuoricini, dove il cioccolato e la bontà della frutta si incontrano in un perfetto equilibrio di sapori per regalare ad ogni assaggio un gusto unico e indimenticabile: Indonesia 80%: un cacao straordinariamente dolce, con note di frutta secca e candita, prodotto nella parte indonesiana dell’isola del Borneo, tra foreste di mangrovie e la barriera corallina; Latte 35%: il cioccolato Guido Gobino al latte finissimo al 35% di cacao aromatici prodotto con latte della filiera alpina piemontese e zucchero italiano; Pera e vaniglia: tutta la dolcezza della pera incontra il profumo della vaniglia; Frutti di bosco: una ricetta a base di mirtilli, more e lamponi del Nord Europa, ricche di note acide, fresche e fruttate; Fragola: una ricetta con tutto l’intenso sapore delle fragole; Agrumi e sale: cioccolato bianco aromatizzato con scorza di arance e limoni di Sicilia, guarnito da un tocco di sale.

I cuori finemente decorati a mano con pennellate colorate sono disponibili in due varianti: cioccolato fondente 63%, prodotto con un blend di cacao del Sud America, e latte finissimo dove la dolcezza del latte piemontese si sposa con il carattere aromatico del cacao sudamericano.

Al loro interno, i cuori nascondono anche una piccola sorpresa di preziosi dragées ricoperti a base di chicchi di caffè indiano, Nocciola Tonda Gentile Trilobata e uvetta candita.

A completare la collezione, l’elegante scatola di pralineria che racchiude le sei nuove ricette di cuoricini, le cialdine ripiene e con granella insieme ai grandi classici come Tourinot, cremini e dragées, perfetta per soddisfare tutti i gusti.

Tutti i prodotti sono disponibili nella sezione e-commerce del sito e nelle Botteghe di Torino e Milano.

La scheda sintetica della Cioccolateria artigiana Guido Gobino

La Cioccolateria artigiana Guido Gobino si caratterizza dalla costante aspirazione e tendenza alla realizzazione di un cioccolato di eccellenza, prodotto nel rispetto della tradizione torinese con uno sguardo rivolto al futuro. La pregiata qualità del suo cioccolato nasce dal connubio di creatività, gusto e passione.

La sua è una storia lunga sessant’anni e contraddistinta da un’attenta selezione delle materie prime, da una lavorazione all’avanguardia, da una sperimentazione ininterrotta con il fine di raggiungere una qualità assoluta.

Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti ed è distribuito in 52 Paesi, dal Giappone agli Emirati Arabi Uniti, dagli USA alla Francia, dalla Cina all’Australia.

Dal 2021 Guido Gobino è affiancato dal figlio Pietro che ha portato un nuovo spirito innovativo e, oltre a rimarcare la sensibilità verso le tematiche ambientali, ha contribuito alla pubblicazione del primo Bilancio di Sostenibilità, quale strumento per testimoniare l’impegno dell’azienda nella divulgazione di una strategia d’impresa responsabile.

Nell’autunno del 2020, in occasione del 25° anniversario del Tourinot, viene presentato “5 grammi di felicità”, il libro scritto da Giuseppe Culicchia ed edito da Slow Food Editore che racconta la storia del celebre Tourinot, il Giandujotto di Torino.

Nel gennaio 2019 l’azienda sigla un accordo di licenza pluriennale con Armani/Dolci per la produzione e la distribuzione in tutto il mondo della linea Armani/Dolci by Guido Gobino.

Lindt per la festa degli innamorati lancia la limited edition del poeta Gio Evan

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lindt lindor san valentino

INDUNO OLONA (Varese) – Lindt Italia, azienda parte del Gruppo Lindt & Sprüngli, leader nella produzione di cioccolato premium, quest’anno festeggia gli innamorati con le praline Cuore dall’irresistibile scioglievolezza di Lindor nei tre gusti più amati: cioccolato al latte, pistacchio e cioccolato fondente. Ma le sorprese non finiscono qui, per rendere il San Valentino ancora più speciale, Lindt ha creato una romantica limited edition in collaborazione con il poeta, scrittore e cantautore Gio Evan che il 19 gennaio pubblica il suo nuovo album tra musica e poesia dal titolo “Ribellissimi”.

Limited edition San Valentino Gio Evan

A tutti coloro che vogliono celebrare l’amore, Lindt dedica la limited edition di San Valentino realizzata in collaborazione con l’artista Gio Evan: la perfetta combinazione tra versi poetici e tutta l’irresistibile scioglievolezza delle praline Cuore Lindor.

Non è sempre facile dichiarare o rinnovare il proprio amore attraverso dolci pensieri, per questo Lindt aiuta gli innamorati a esprimere i propri sentimenti con le giuste parole grazie alla romantica collezione firmata dal poeta dei millennials, composta da tre confezioni Latte Cuore di dimensioni differenti – 55g, 110g e 250g – ognuna personalizzata da una dedica speciale: parole che arrivano dritte al cuore, proprio come il gusto unico delle praline Lindor.

La Lattina Cuore Gio Evan 55gr è disponibile nei Lindt Shop, nelle migliori pasticcerie, nei negozi specializzati e sullo shop online Lindt. Prezzo al pubblico consigliato 6,5 euro.

La Latta Cuore Gio Evan 110gr è disponibile nei Lindt Shop, nelle migliori pasticcerie, nei negozi specializzati e sullo shop online Lindt. Prezzo al pubblico consigliato 12 euro.

La Latta Cuore Gio Evan 250gr è disponibile nei Lindt Shop, nelle migliori pasticcerie, nei negozi specializzati e sullo shop online Lindt. Prezzo al pubblico consigliato 20 euro.

La scatola cuore Lindor latte

A San Valentino vai sul sicuro con la scatola cuore Lindor latte: il regalo perfetto per sciogliere il cuore di chi ami. Al suo interno, le praline Lindor dalla simbolica forma a cuore riprendono la preziosa ed elegante confezione: un romantico gesto dedicato a tutti i veri choco lover.

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Scatola Lindor cuore al latte (immagine concessa)

La Scatola Lindor cuore latte da 96g è disponibile in GDO, nei negozi monomarca Lindt, nelle migliori pasticcerie, nei negozi specializzati e sullo shop online Lindt, al prezzo consigliato di 8,00 euro.

La scatola Lindor cuore pistacchio

Tutta l’irresistibile scioglievolezza di Lindor viene declinata anche nella versione al pistacchio: un finissimo guscio al latte che racchiude un morbido e avvolgente ripieno al pistacchio. Grazie al goloso incontro tra la dolcezza del cioccolato al latte e le note tostate del pistacchio, il giorno di San Valentino sarà più dolce e goloso che mai.

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Scatola Lindor cuore pistacchio (immagine concessa)

La Scatola Lindor cuore pistacchio da 96g è disponibile in GDO, nei negozi monomarca Lindt, nelle migliori pasticcerie, nei negozi specializzati e sullo shop online Lindt, al prezzo consigliato di 8,00 euro.

La scatola Lindor cuore fondente 70%

La Latta cuore Lindor fondente 70% è perfetta per un romantico messaggio da donare agli amanti del gusto intenso del cioccolato fondente. Il guscio croccante fondente al 70% racchiude un morbido ripieno che si scioglie in bocca.

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Scatola Lindor cuore fondente 70% (immagine concessa)

La Scatola Lindor cuore fondente 70% da 96g è disponibile in GDO, nei negozi monomarca Lindt, nelle migliori pasticcerie, nei negozi specializzati e sullo shop online Lindt, al prezzo consigliato di 8,00 euro.

Futuro e sostenibilità al SIGEP: ecco tutti gli interventi del convegno di Comunicaffè nella maxi cupola Vision Plaza

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I relatori di una delle tavole rotonde organizzate da Comunicaffé al Vision Plaza del Sigep (foto concessa)
I relatori di una delle tavole rotonde organizzate da Comunicaffé al Vision Plaza del Sigep (foto concessa)

RIMINI – Due appuntamenti imperdibili al SIGEP di Rimini, nell’area Vision Plaza: durante il terzo giorno del Salone internazionale del caffè, gelato e pizza, è andato in scena un doppio focus fondamentale sulla filiera caffeicola e del cacao con uno sguardo in particolare ai temi attuali della sostenibilità e delle prospettive future, organizzato da Comunicaffè e Comunicaffè International.

Di entrambi i convegni riferiremo in dettaglio riportando gli interventi integrali di ciascun relatore. Qui trovate una sintesi del primo dei due incontri che si sono svolti a SIGEP 2024.

Ricordiamo che la discussione attorno a questi punti è stata possibile grazie alla partecipazione di un panel di esperti italiani e internazionali.

SIGEP 2024 si parte con il convegno “Il futuro del caffè, tendenze e innovazioni”

La palla passa ai relatori: ciascuno è intervenuto sui temi, che riportiamo di seguito.

Michele Cannone e Davide Cobelli al convegno (foto concessa)

Michele Cannone Lavazza Global Brand Away from Home director:”Nel corso degli ultimi dieci anni si sono persi quasi 16mila bar, stiamo tornando al 1990. Sicuramente siamo in un momento di cambiamento, generato probabilmente non dal Covid che però forse è stato un acceleratore.

Questo è uno scenario in movimento. Vediamo un fenomeno parzialmente compensato da un recupero: una maggior distribuzione del caffè in punti vendita che non sono più bar ma sono ibridi, che riportano la disponibilità del caffè in contenitori come questi dove prima non esisteva. Significa che sicuramente il tema molto forte esiste legato al contesto esperienziale in cui si beve.”

Davide Cobelli CEO Micro Roastery Specialty Garage Coffee Bros., Campione Italiano Roasting 2020, Consulente e Trainer Autorizzato SCA e National Coordinator SCA Italy: “La mia visione del futuro parte sicuramente da una maggiore sostenibilità. Discutiamo di quello che può essere il prezzo della tazzina, argomento scottante e attuale che avrà un’influenza sulla sostenibilità economica del bar.

Uno degli scenari è quello che vede queste attività svanire. E’ necessario un cambiamento di mentalità partendo proprio dal consumatore, arrivando a ritroso per aiutare i contadini che producono il caffè. Come SCA ci occupiamo della materia prima specialty, ma il lavoro da fare a livello globale è più ampio.

Oggi il prezzo di un euro non è più sostenibile.”

Alessandro Galtieri Campione di caffetteria, barista, giudice e trainer autorizzato Sca ha detto al convegno SIGEP: “Il futuro del caffè è un argomento molto vasto. Mi focalizzo su un aspetto in particolare: la crescita all’interno della catena di distribuzione dei grandi coltivatori a discapito dei piccoli. Bisogna capire bene questo fenomeno: chi cresce di più ha un maggiore potere contrattuale e una più grande possibilità di essere performante sul mercato.

Il 74% della produzione mondiale del caffè avviene in 5 Paesi: Brasile, Vietnam, India, Indonesia e Honduras. Fra 15 anni, questa percentuale passerà all’80%. Altro aspetto che contribuirà questo fenomeno all’origine sta per entrare in vigore, è il nuovo regolamento sulla deforestazione EUDR, varato alla fine del dicembre 2024, che sta già dando i suoi effetti.”

Maurizio Giuli Chief Strategy officer Simonelli Group e vice presidente dell’Ucimac – l’associazione dei costruttori italiani delle macchine per l’espresso così al SIGEP: “Possiamo leggere il futuro attraverso il passato? Che cosa ci ha insegnato? Partiamo dalle waves, dalla prima che vede il packaging avvicinare il prodotto al consumatore: priorità è rendere il prodotto accessibile. I limiti di questo modello: eccessiva focalizzazione sui prezzi e un degrado della qualità.”

Alessandro Mazzocco, direttore generale Olam Italia ha introdotto al SIGEP le colleghe Claudia Carroccia – quality and sustainability Olam Italia e Sara Mason – Head of Substainability Engagement – Coffee di ofi.

Spiegato al SIGEP che cosa è l’Eudr

Carroccia inizia con una domanda:”Che cos’è l’EUDR? È il regolamento della deforestazione dell’Unione Europea che impone a tutte le aziende che importano caffè, cacao, soia, bovini, olio di palma o legname di dimostrare che questi non provengano da appezzamenti di terra che siano stati deforestati o che abbiano contribuito al degrado forestale.

Gli obblighi saranno applicati dal 30 dicembre 2024. Deforestazione zero significa che i terreni non siano stati soggetti alla deforestazione dopo il 31 dicembre 2020 e che siano legali, cioè conformi alle leggi vigenti in materia nei Paesi di produzione.

Il regolamento fissa per la dichiarazione di Dovuta Diligenza delle norme obbligatorie, infatti la dichiarazione deve contenere al suo interno: precise informazioni geografiche, la valutazione del rischio di conformità e la mitigazione del rischio. L’unico responsabile, per il momento, rimane l’importatore.”

Il pubblico al convegno (foto concessa)

Tommaso Nastasi Senior Partner – Deloitte Value Creation Service Leader. “Alcuni punti: la nostra visione sul mercato, sulla prospettiva di quelle che sono secondo noi le più importanti leve di creazione di valore per l’industria nei prossimi anni. Un comparto che oggi vale circa 5 miliardi: sugli ultimi 5 anni si è visto che si tratta di un mercato solido, cresciuto del 5% a valore e del 2% per quanto riguarda i consumi.”

A seguire, la seconda parte del convegno SIGEP “Sostenibilità: i casi caffè e cacao”

Anche in questo caso, diverse sono state le voci che si sono fatte sentire sul palco del SIGEP.

Paolo Andrigo – director in Accenture ed esperto di caffè.

Adriana Bustamante Romero – manager sostenibilità per l’Honduras.

Mario Cerutti – direttore Sostenibilità Lavazza, segretario Fondazione Lavazza.

Max Fabian – Demus Spa e Past president Consiglio mondiale Ico, International coffee organization

Andrej Godina – ph doctor in Scienza del Caffè.

Silvia Totaro – responsabile sostenibilità di Nespresso Italia.

Ne riferiamo QUI.

Federico Pinna, il barista numero uno in Italia:” Grazie a Daniele Ricci e a Bugan, che è una famiglia ancora più che un team”

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Federico Pinna con il suo trofeo @coffeeandlucas @myMediaStudio
Federico Pinna con il suo trofeo @coffeeandlucas @myMediaStudio

MILANO – Federico Pinna è il miglior barista d’Italia del 2024: un risultato ottenuto durante Sigep e che arriva da grandi sforzi e impegno, ancora una volta all’interno della fucina di campioni che si conferma essere Bugan Coffee Lab – ancora fresco è il trionfo mondiale di Daniele Ricci -.

Pinna, avere alle spalle quello che è stato definito da Maurizio Valli come il Cristiano Ronaldo del caffè, è stato uno stimolo per la sua gara?

“Daniele Ricci per me ha rappresentato un upgrade. Con Bugan ho cominciato un percorso di due/tre anni che sono stati incredibili, ma è stato quest’anno, quando Daniele ha deciso di aiutarmi, che ho sentito quel qualcosa in più dentro di me per spingermi oltre. Lui ha creduto tanto nel mio lavoro e per me la sua fiducia mi ha portato a dare il massimo e a valorizzare al massimo il suo supporto.

L'ex campione italiano Daniele Ricci con il neo campione Federico Pinna @coffeeandlucas @myMediaStudio
L’ex campione italiano Daniele Ricci con il neo campione Federico Pinna @coffeeandlucas @myMediaStudio

La sua vicinanza per preparare la mia gara è stato incredibile: parliamo di ore passate in video call, il 26 dicembre eravamo insieme per provare e riprovare, curare ogni minimo dettaglio cercando il pelo nell’uovo. Il suo ruolo è stato quindi essenziale come quello di tutto il team.

Maurizio e Sonia Valli, Andrea Villa, Roberto Breno: tutti loro hanno fatto parte del lavoro per costruire delle basi solide. Con Daniele abbiamo invece lavorato più sulla scelta del caffè e sullo speech, per creare un collegamento dal chicco alla tazzina e capire cosa riportare alla giuria. Gli ultimi 20 giorni ci siamo concentrati sul perfezionamento dei dettagli.”

Ci racconta cosa ha portato in gara?

“Ho portato il concetto scientifico di come la chimica e la fisica possono migliorare la esperienza del consumatore finale e in questo caso, dei giudici. Ho scelto il caffè Finca El Diviso della Colombia: li abbiamo contattati subito dopo le selezioni per farci inviare dei campioni. Abbiamo trovato due caffè eccezionali, Bourbon Sidra con il processo hydro honey e la reidratazione di ciliegie, l’Ombligon con una fermentazione anaerobica naturale.

Sono due caffè con determinate caratteristiche: li volevo dolci, fruttati e dal timbro unico con note di ciliegia e fragola, così da poter avere due caffè ben riconoscibili per i giudici.

Ho scelto Finca El Diviso proprio perché sono l’esempio di come le fermentazioni possono portare in tazza delle sensazioni eccezionali.

Federico Pinna durante la gara @coffeeandlucas @myMediaStudio

Ho usato il primo in espresso e l’Ombligon per il milk e il drink signature, perché era più complesso e si sposava bene con il resto degli ingredienti. Con Andrea Villa abbiamo ricreato 5 elementi trattati con diversi processi chimici: l’espresso con la fermentazione dello yogurt, la macerazione, l’infusione, infine la riduzione per abbassare la temperatura ed evidenziare le note floreali dell’Ombligon.

L’effetto wow che ho portato in pedana è legato alle due infusioni, con due PH differenti – una basica e una acida e una in stage una in casa – con dei fiori Butterfly tea blu che rilasciano questo colore: mettendo in contatto le due infusioni, il blu si trasformava in viola.

Questi fiori insieme al tè bianco mi sono stati portati sempre da Daniele Ricci dal suo viaggio di dicembre a Dubai.

Per il latte invece abbiamo utilizzato MILBOK, un blend di due latti: 4 parti di MILBOK e una di avena hanno creato una tazza bilanciata e dolce, che esaltava le note fruttate dell’Obligon ed è quello mi ha dato più punti.

Il bello di questo latte è che ha una costincency solida e dei processi controllati che sono diffcili da replicare da soli in casa.”

Pinna, quanto è stato importante essere supportato dal team Bugan?

Tutto il team Bugan @coffeeandlucas @myMediaStudio

“Il supporto del team Bugan sin dal primissimo giorno in cui ho fatto il mio ingresso nel 2020, è stato fantastico. E’ un gruppo che prima di aiutarti in gara ti porta pronto alla sfida mentalmente e moralmente, impegnandosi a creare il tuo confort dall’allenamento alla gara, al set up. Si tratta di una famiglia più che di una squadra. Quello che fanno Maurizio e Sonia sulla ricerca del caffè insieme a Roberto sulla tostatura è pazzesco. Averli a mio fianco è stato fondamentale. E questa storia finirà a Busan.

Questo è il mio terzo anno di gare in questa categoria, con il rammarico di non esser mai salito sul podio. Quest’anno ho fatto un salto di qualità. Non me l’aspettavo perché mi misuravo con competitor importanti come Matteo Pavoni, Matteo D’Ottavio ed Erika Giardino.

Il livello era alto, ma ero sicuro del lavoro meticoloso di un anno, in cui ho scelto e curato il caffè nella sua ricerca, preparazione, per arrivare alla finale con tutto sicuro e tranquillo in pedana.

Per poterlo fare, ho fatto avanti indietro quando finivo di lavorare dal mio locale a Treviglio, saltando anche le ferie: mi sono dedicato totalmente a questo sogno.”

Come si allenerà ora per i mondiali a Busan?

Pinna: “Dobbiamo ancora parlarne e non abbiamo avuto modo di organizzare gli allenamenti. Ma in questi due mesi farò un viaggio in piantagione per prendere il caffè della gara con Daniele Ricci e altri membri del team che faranno lo stesso in giro per il mondo.”

Con questa vittoria, il suo lavoro di barista cambierà?

“Fare il barista è il mio lavoro quotidiano e non lascerò mai il bancone del mio locale. Da quando ho 19 anni ho deciso di svolgerlo con la più grande professionalità possibile. Oltre a questo, faccio parte del dipartimento di Simonelli Group con cui collaboro per una ricerca e sviluppo delle attrezzature: è stato anche un anno incredibile di studio. Quindi questa vittoria è un po’ il coronamento del mio lavoro fin qui.

Ringrazio principalmente la mia famiglia perché senza di loro non ci sarei riuscito: mi hanno sempre supportato in questa mia passione e mi hanno spinto a crescere in qualsiasi mia decisione. E poi tutti nel team di Bugan Coffee Lab.”

Simone Zaccheddu, parla il campione italiano cup tasters: “7 tazze in 2 minuti e 10, grazie all’esperienza”

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Simone Zaccheddu vincitore, Credits SCA Italy Coffeeshots.it
Simone Zaccheddu vincitore, Credits SCA Italy Coffeeshots.it

MILANO – Simone Zaccheddu, campione italiano di cup tasters, ancora in pieno caos della Fiera di Sigep Rimini, racconta la sua prestazione in pedana che lo ha portato ad essere la lingua più allenata dello Stivale questo 2024. Un percorso iniziato e perseguito negli anni, come lui ha raccontato: “All’inizio ero attratto dal mondo delle gare ma non avevo il coraggio di cimentarmi.

All’epoca lavoravo da Ditta Artigianale con Francesco Sanapo che gareggiava per il cup tasters e così abbiamo provato insieme. Poi sono arrivato secondo per due volte di seguito e la cosa mi ha preso.”

Zaccheddu, ci racconti la sua vittoria: quante tazze, in quanti secondi?

“Ho riconosciuto 7 tazze in 2 minuti e 10, con uno scarto rispetto al secondo classificato Roberto di 4 minuti e 58. Nessuno di noi però è riuscito a individuarne tutte e 8.”

In quanti avete partecipato quest’anno e il livello era alto?

“E’ il quarto anno che competo e l’esperienza è stata essenziale: la gara di per sé è facile ma così si sa affrontare gli imprevisti, come le temperature differenti dalle bollenti alle meno calde e ciascun scenario richiede di sviluppare delle strategie che si apprendono via via dalle volte che hai sbagliato.

Quest’anno alle selezioni in tutto hanno partecipato una quarantina di persone, di questi, quasi metà sono veterani delle gare, con un nocciolo duro che più o meno da quando ho iniziato io competeva, quindi il livello era alto. Anche se non c’era Fabio Dotti quest’anno. Lo capisco, ma se ci fosse stato sarei stato contento.

La vivo un po’ come una vittoria mutilata perché non mi sono misurato con lui e mi ci sarei confrontato volentieri.

Aggiungo poi che tra molti di noi c’è una bella sinergia e non è scontato: con alcuni ci si è allenati insieme e siamo un gruppo di amici.”

Ma qualcuno le ha dato filo da torcere?

Zaccheddu: “Avendo ri gareggiato per ultimo, sono stato avvantaggiato perché potevo pensare ad una strategia: Roberto è stato primo finché non ho gareggiato io. Allo stesso tempo per me non è stato banale, avendo la pressione di dover farne almeno 7.

Però ho vinto probabilmente per via del mio mestiere – coffee expert all’Accademia del caffè espresso – che mi porta ad assaggiare tanto, sia per il controllo qualità, nell’acquisto di nuovi caffè e nelle prove di nuove curve di tostatura.

Capita spesso di organizzare delle giornate in cui si presentano tanti caffè da singoli Paesi. Per cui la realtà in cui lavoro aiuta e mi ha sostenuto.

Nelle gare c’è bisogno di un supporto molto importante e una forza economica, soprattutto nella categoria barista.

Bisogna investire molto tempo, anche restando lontano dal bancone di un bar a lungo e non tutti possono permetterselo.

Per quanto riguarda il cup tasters è leggermente diverso, e per assurdo anche una persona a totale digiuno di analisi sensoriale ma con un buon approccio, potrebbe gareggiare.
Chiaramente in Italia non siamo in tantissimi di avere l’opportunità di lavorare nell’ambiente giusto come il mio e sono grato di questo. Devo ringraziare La Marzocco come azienda, Nora Smahelova, Marco Purini e Tommaso Baldini.”

Qual è stata per te la parte più difficile da preparare in questa gara e come ti sei allenato?

“C’è stato poco tempo tra le selezioni e la gara vera e propria. Abbiamo organizzato un po’ di sessioni di allenamento in Accademia con i miei colleghi, svolgendo delle simulazioni con diversi livelli di difficoltà, anche superiori della stessa sfida.

In totale mi sono preparato per un mese più il tempo per prepararsi prima alle selezioni, con dieci sessioni.

I set venivano preparati ad esempio con 8 Colombia lavati, 8 Guatemala lavati, oppure 8 Etiopia naturali, assaggiando quindi dei caffè con processamento e origine uguale, o blendando 3/4 caffè, con percentuali diverse.

La parte che mi ha messo più in difficoltà è stata quella mentale perché è la più complessa da controllare. Il palato si allena più facilmente della testa.

Stavolta sono riuscito a lavorare sugli errori commessi in pedana negli anni passati: una volta che entri in trance agonistica, devi stare attento a non perdere mai il controllo di te stesso. E questo giro ce l’ho fatta.”

Qualcuno già alle selezioni, diceva che tu hai la stoffa dei mondiali: cosa ci puoi anticipare di quello che farai per affrontare i competitor internazionali?

Ci sono dei giorni in cui fai le prove e la bocca non risponde. A volte accadono cose imprevedibili e nonostante tutti gli sforzi tra l’alimentazione e la salute sotto controllo, comunque non funziona.

Per i mondiali mi allenerò cercando di stare sereno, facendo il mio lavoro quotidiano e mettendomi alla prova con delle sfide iper complicate, magari con tre o quattro caffè molto simili in purezza e poi blendati tra di loro in percentuali diverse.

L’altra emozione rispetto a quello che mi attende, è il fatto che sarà il mio primo viaggio intercontinentale, dovendo arrivare a Chicago ad aprile.

Sono grato a SCA Italy per questa grande opportunità e a La Marzocco e all’Accademia.”

SCA Italy incorona Federico Pinna nella categoria barista: 2° posto a Matteo Pavoni e 3° a Erika Giardino

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Federico Pinna (Crediti per la foto: Sca Italy / Coffeshots.it)

RIMINI – Federico Pinna, titolare dell’Urban Caffè di Treviglio è il miglior barista d’Italia: a dichiararlo vincitore una giuria di esperti, che ha sapientemente valutato i sei candidati nella categoria Barista all’interno dei campionati italiani organizzati da Sca Italy, la delegazione italiana della Specialty Coffee Association, promotore di una cultura autentica del caffè di qualità.

La gara si è svolta domenica 21 gennaio all’interno della Coffee Arena di Sigep, uno degli eventi più importanti in Europa dedicato ai professionisti del food & beverage.

Ogni anno nella cornice del Sigep si svolgono i campionati italiani dopo diverse tappe di selezione sul territorio italiano che decretano i talentuosi ragazzi che accederanno al circuito delle semifinali e finali del Sigep.

Federico Pinna è stato dichiarato vincitore nella categoria Miglior barista: la sfida consisteva nel preparare, in un massimo di 15 minuti, tre categorie di bevande da servire ai quattro giudici sensoriali, nello specifico quattro espressi, quattro bevande al latte e quattro signature drinks personalizzate a base espresso.

Questo titolo permetterà a Federico di accedere ai campionati mondiali organizzati da Sca che si terranno a Busan in Corea del Sud, a Maggio 2024. Una passione indissolubile per il mondo del caffè unita alla costanza e all’impegno profusi negli anni grazie ad una formazione encomiabile: così nasce un barista d’eccellenza.

“Ogni anno durante il Sigep ci sono tantissimi ragazzi che si sfidano per vincere il titolo ed è emozionante vedere come siano preparati in maniera eccellente” commenta Davide Cobelli, national coordinator di Specialty Coffee Association Italy. “ Federico è un ragazzo giovanissimo che ci mette davvero il cuore, per offrire ai suoi clienti una vera e propria esperienza sensoriale nella tazzina: complimenti davvero a lui che porterà il nostro paese ai campionati mondiali ”.

Chi è Federico e l’emozione del titolo

Originario di Treviglio, in provincia di Bergamo, Federico, 26 anni, si è avvicinato al mondo del caffè da giovanissimo grazie al bar di famiglia e ha deciso di formarsi nel 2016 quando era ancora sui banchi di scuola: da quel momento non ha più lasciato il mondo del caffè.

Grazie a un primissimo corso base, ha potuto scoprire un mondo dai mille colori fino ad arrivare a conoscere la famiglia Bugan, insieme a Maurizio Valli e Daniele Ricci, secondo classificato nel Campionato mondiale Barista, che lo hanno seguito e preparato con forza e determinazione.

La formazione, unita alla sua grande passione per il mondo del caffè, sono state il motore per mettersi in gioco e iniziare a gareggiare ai campionati, esperienze che lo hanno fatto crescere da cui ha attinto spunti per migliorarsi costantemente ed arrivare a vincere il titolo. Oggi possiede e lavora presso l’Urban Caffè, caffetteria specialty a Treviglio, tra Milano e Bergamo.

“Prima di tutto voglio sicuramente ringraziare tutte le persone fantastiche che mi hanno aiutato in questo meraviglioso e difficile percorso, in primis i miei coach Maurizio Valli e Daniele Ricci, abbiamo fatto una crescita esponenziale partendo dalle basi tre anni fa e arrivando oggi al titolo nazionale.” commenta Federico Pinna. “La qualità non è mai casuale, è sempre il risultato di un grande sforzo e la preparazione dietro questa gara è stata davvero tantissima anche se sono stato sempre supportato da persone meravigliose. Ora vorrei girare il mondo tramandando una passione che non ha confini.”

Il secondo e terzo classificato

Al secondo posto si è classificato Matteo Pavoni proprietario, insieme al fratello Riccardo di Peacocks Coffee di Lissone (MB) e già campione 2022 per la medesima categoria. Al terzo posto Erika Giardino, originaria di Torino che ha lavorato negli anni scorsi presso l’azienda Lavazza.

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Matteo Pavoni, il 2° classificato (immagine concessa)

I campionati italiani firmati Sca Italy

Nella Coffee Arena dal 20 al 24 una giuria composta da giudici nazionali e internazionali, esperti degustatori, decreterà inoltre il vincitore nella categoria Brewers cup, in cui i partecipanti, prepareranno 3 bevande a testa da servire a 3 giudici sensoriali, Cup Tasters dove l’obiettivo è identificare nel più breve tempo possibile la tazza contenente il caffè dal gusto differente.

Erica Giardino, la 3° classificata (Crediti per la foto: Sca Italy / Coffeshots.it)

Latte Art, la sfida del caffè artistico, Coffee in Good Spirits, un mix tra caffè e cocktail di qualità, Roasting, la gara di tostatura e per finire la categoria Ibrik, ovvero il caffè turco.

Sca Italy ringrazia le aziende che hanno supportato l’organizzazione dei campionati e in particolare i suoi partner diretti: NKG Bero per il caffè della gara Roasting, Quamar srl per le attrezzature del Campionato Ibrik, Cimbali Group sponsor Campionato Barista con macchina espresso LaCimbali M200 GT1, Fiorenzato sponsor Campionato Barista con macinacaffè F83 E PRO, Kind of green sponsor e fornitore di caffè verde per Campionato Cup Tasters, His Majesty the Coffee che ha tostato il caffè verde per la gara Cup Tasters, Rancilio Group, con la Rancilio Specialty RS1 per Campionato latte art e Coffee in good spirits, DM Italia con attrezzature gara Cup Tasters e Ibrik, Anfim con macinacaffè gara Latte Art e Coffee in Good Spirits, Ipa Porcellane per tazze Campionato Cup Tasters. Un ringraziamento anche a PulyCaff per il supporto al team giudici.

Conab: la produzione brasiliana risalirà quest’anno a 58,1 mio di sacchi (+5,5%)

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Conab produzione Brasile
Il logo di Conab

MILANO – Produzione brasiliana in ulteriore crescita, ma sempre lontana dai record stabiliti a cavallo degli ultimi due decenni. Questo il responso della prima stima ufficiale Conab per il raccolto 2024/25, che inizierà la prossima primavera per concludersi a inizio autunno. Secondo l’agenzia specializzata del ministero dell’agricoltura di Brasilia, il Brasile raccoglierà nella prossima stagione 58,082 milioni di sacchi: il 5,5% in più rispetto all’anno scorso.

Si tratta comunque del terzo raccolto più abbondante di sempre, inferiore soltanto a quelli del 2020 (63 milioni) e del 2018 (61,6 milioni).

Il ricorrere di un’annata positiva nel ciclo biennale porterà a un’ulteriore ripresa nella produzione brasiliana di arabica, ancorché con effetti differenziati da area ad area.

Il raccolto della varietà più pregiata risalirà così a 40,749 milioni di sacchi, in crescita del 4,7%.

Il raccolto di robusta sarà invece di 17,333 milioni. Pur in ripresa del 7,2% rispetto all’annata anteriore, la produzione rimarrà al di sotto del dato record di 18,2 milioni, raggiunto nel 2022.

L’area coltivata a caffè si mantiene abbastanza stabile: crescerà quest’anno dello 0,8% attestandosi a 2,25 milioni di ettari circa.

Da notare un apprezzabile incremento delle superfici in produzione (+2,4%), pari a 1,92 milioni di ettari, cui fa riscontro una contrazione delle aree in formazione del 7%.

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illycaffè ottiene il premio Innovazione a Rimini con Illetta

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illycaffè illetta
illycaffè si aggiudica il premio Innovazione grazie a Illetta (immagine concessa)

RIMINI – Un nuovo riconoscimento per illycaffè, leader globale del caffè di alta qualità sostenibile, che grazie a Illetta, la nuova macchina professionale che reinventa completamente l’esperienza del caffè al bar, si aggiudica al Sigep 2024 di Rimini il prestigioso premio Innovazione, attribuito ai migliori progetti tra le imprese espositrici, con una menzione speciale per il progetto più sostenibile.

illycaffè vince il premio Innovazione con la macchina Illetta

Progettata secondo i più alti standard di sostenibilità ambientale, la nuova macchina professionale targata illy presenta una vera rivoluzione.

Illetta è caratterizzata da un sistema brevettato con tecnologia instant-heating, che la rende sempre pronta a erogare caffè, vapore in maniera delicata e progressiva e acqua calda a diverse temperature, annullando i tempi di attesa legati al riscaldamento.

Illetta assicura in questo modo un risparmio energetico fino al 50% rispetto alle normali macchine da caffè con caldaia fino a oggi presenti sul mercato.

Sigep inizia la settimana tra convegni e premiazioni: ecco cosa è successo lunedì

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Convegno Italmopa (foto concessa) sigep
Convegno Italmopa (foto concessa)

RIMINI – Al talk condotto da Circana, nel corso della terza giornata di Sigep (alla fiera di Rimini fino al 24 gennaio), Matteo Figura, direttore Foodservice per l’Italia, ha parlato delle dinamiche dei consumi out of home. In Italia la fruizione di bar e ristoranti si adegua a un nuovo concetto di mobilità e gestione del tempo trascorso fuori casa.

Un italiano su 3 ha ridotto i consumi fuoricasa. E se da un lato il 40% degli italiani è più attento alla spesa a causa di una diminuzione del potere d’acquisto, dall’altro, a guidare la scelta del ristorante è il grado di fidelizzazione.

Il 48% degli italiani ha una lista di luoghi preferiti più ridotta rispetto al passato ed è rassicurato da un’offerta inclusiva, ovvero un menù che accontenti tutti gli stili di consumo.

L’offerta e la qualità sono alla base della scelta del consumatore. In questo contesto si rivelano fondamentali la ricerca di un’esperienza non replicabile a casa, la sostenibilità e il benessere inteso come la ricerca di prodotti healthy. Prendersi cura di sé, degli altri e del mondo conta più dell’essere veloci.

Infatti, in termini di offerta di prodotti e punti vendita, se in passato abbiamo assistito all’ascesa del fast casual, oggi si può dire che l’offerta del futuro è sempre più proiettata al care casual.

Verità e mistificazioni nel mondo delle farine: il convegno Italmopa

Si è svolto in Sala Neri, al Sigep di Italian Exhibition Group, il convegno “Farine: tra verità a mistificazioni. Contrastare le notizie ingannevoli attraverso la conoscenza scientifica”, organizzato da Italmopa, l’Associazione Mugnai Industriali d’Italia. Il presidente Andrea Valente ha sottolineato le specificità del settore molitorio, ribadendo come «alle notizie, non di rado totalmente infondate, che circolano da tempo sulla farina e prodotti da essa derivati, vogliamo rispondere opponendo la ‘forza’ della conoscenza e del rigore scientifico».

Tanti i temi analizzati, attraverso un panel ricco di ospiti. Tra loro, il professor Luigi Cattivelli, direttore di Crea Centro di Ricerca Genomica e Bioinformatica che ha trattato il tema dei grani antichi; Alessandra Marti, professore associato di Scienze e Tecnologie dei Cereali, che ha presentato una relazione su macinazione a cilindri e macinazione a pietra; Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista, che ha parlato di farine bianche e integrali; Franca Marangoni, Direttore scientifico del Nutrition Foundation of Italy, che ha trattato le diete ‘low carb’. A moderare il dibattito è stato Giorgio Donegani, esperto in nutrizione ed educazione alimentare.

Il Gambero rosso premia con i tre coni ben 70 gelaterie

Nella consueta edizione della guida Gelaterie d’Italia, presentata dal Gambero Rosso a Sigep, sono state ben 70 le gelaterie meritevoli dei prestigiosi “Tre Coni” a rappresentare le eccellenze del Paese: Lombardia (14) e Piemonte (10) sono state le Regioni più rappresentate, seguite da Emilia-Romagna (9), Lazio (8) e Veneto con 6.

Per quanto riguarda i premi individuali, è Taila Semerano il Gelatiere Emergente 2024 secondo la guida del Gambero Rosso: la 33enne, dopo una laurea in economia alla Bocconi, ha deciso di tornare nella sua Ostuni, prima per intraprendere un progetto tutto suo (Ciccio in Piazza), per poi eguire le orme del nonno nella sede storica di Ciccio, alla quale ha regalato una ventata di novità.

Oltre alla Semerano, tra gli altri, hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti anche il ‘Sottozero’ di Vincenzo Pennestrì a Reggio Calabria, premiato per il Miglior gelato al cioccolato e Rocco Naviglio con #Educazionegelatoartigianale a Foggia.

Focus on SIGEP 2024

Data: 20-24 gennaio 2024; Organizzazione: Italian Exhibition Group SpA; In collaborazione con: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Agenzia ICE; Con il patrocinio di: Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Rimini, Camera di Commercio della Romagna, Comune di Rimini; edizione: 45ª; periodicità: annuale; qualifica: fiera internazionale; ingresso: riservato agli operatori professionali; info: www.sigep.it

Quamar, Sponsor Tecnico Ufficiale del Campionato Italiano Cezve/Ibrik al Sigep

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Macchina Quamar per caffè ibrik (foto concessa)
Macchina Quamar per caffè ibrik (foto concessa)

RIMINI – Quamar, il produttore veneto di macinacaffè, sarà uno degli sponsor tecnici
ufficiali alla fiera Sigep di Rimini, offrendo il proprio supporto per il Campionato Italiano Cezve/Ibrik del 23 gennaio 2024. L’azienda metterà a disposizione le proprie attrezzature in area gare, contribuendo a elevare l’esperienza di preparazione del caffè Ibrik.

Le attrezzature di Quamar in evidenza durante il Campionato nazionale Cezve/Ibrik saranno: la macchina scalda sabbia Ibrik-Q e il macinacaffè Sirio-Q. Questi strumenti rappresentano la perfetta combinazione di tradizione e innovazione, progettati per offrire prestazioni eccellenti nella preparazione del caffè Ibrik.

Quamar: Un tributo alle tradizioni e alla storia

Il caffè Ibrik, o cezve, è una delle tecniche più antiche e particolari di estrazione del caffè, con un ampio consumo nel Medio Oriente, Europa orientale e Nord Africa. Quamar, consapevole dell’importanza di preservare e rispettare queste tradizioni, presenta la sabbiera Ibrik-Q.

In un’intervista, il rappresentante di Quamar ha spiegato: “In origine, il particolare metodo utilizzato per scaldare il pentolino detto ibrik o cezve, era tramite l’utilizzo di sabbie roventi del deserto. Noi di Quamar poniamo molta attenzione e rispetto verso le tradizioni e la storia delle altre culture.

Per questo motivo abbiamo provato a ricreare l’antico e affascinante rituale di preparazione del caffè ibrik tramite la nostra macchina scalda sabbia Ibrik-Q”.

La sabbiera Ibrik-Q offre ai concorrenti la possibilità di sperimentare la tipica tecnica mediorientale di preparazione del caffè, contribuendo al contempo a diffondere un patrimonio culturale così affascinante in tutto il mondo.

Macinacaffè SIRIO-Q: versatilità per tutti i gusti

In aggiunta alla sabbiera Ibrik-Q, Quamar metterà a disposizione il macinacaffè premium Sirio-Q. Dotato di macine piane verticali, consente una macinatura ideale per espresso, moka, filtro e caffè ibrik. La versatilità di Sirio-Q permette agli appassionati di caffè di sperimentare diverse tipologie di estrazione con le stesse macine, garantendo una qualità costante in ogni tazza.

Promuovere la cultura del caffè

Quamar si distingue come l’unico produttore italiano di macchine per caffè Ibrik/Cezve e agirà come sponsor tecnico ufficiale in accordo diretto con SCA Italy fornendo le attrezzature utilizzabili per la finale nazionale del Campionato Italiano Cezve/Ibrik 2024.

La sabbiera ed il macinacaffè saranno a disposizione dei finalisti, con l’opzione facoltativa per i competitors di utilizzarli sia nel backstage che sul palco dell’arena di gara.

L’invito di Quamar a proporre le proprie attrezzature per la finale nazionale sottolinea l’impegno dell’azienda nel promuovere l’eccellenza nella preparazione del caffè e nell’incoraggiare la partecipazione di esperti a questa affascinante competizione.