martedì 13 Gennaio 2026
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Cioccolato di Modica IGP con i dati del Consorzio: 4 milioni di tavolette all’anno, un valore al consumo di 12 milioni e 100 mila€

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Nino Scivoletto (foto concessa)

MODICA – Tutti hanno sentito nominare almeno una volta il cioccolato di Modica (il primo e ad oggi l’unico cioccolato in Europa a ottenere l’IGP, nel 2018), in tanti probabilmente lo hanno acquistato e anche assaggiato: ma quanti davvero sanno cosa c’è dietro questo nome, questa provenienza geografica, lavorazione e origine?

Quanti sanno che contiene soltanto zucchero, pasta amara di cacao e non viene sottoposto al concaggio. O che necessariamente ha la forma di un parallelepipedo rettangolare con i lati rastremati a tronco di piramide?

Per fare un po’ di chiarezza, ci siamo rivolti al Direttore generale del Consorzio di tutela del Cioccolato di Modica Nino Scivoletto.

Parliamo di 4 milioni di tavolette all’anno (348mila chilogrammi nel 2024, nel 2019 la produzione era di 171mila chilogrammi) e un valore al consumo di 12 milioni e 100 mila euro.

Tre milioni e duecentomila il valore delle barrette destinate all’estero.

Da un po’ di tempo il cioccolato di Modica è arrivato anche nei supermercati della grande distribuzione organizzata (GDO).

Scivoletto inizia il racconto: “Nella città di Modica, tutti i produttori IGP hanno sottoscritto il disciplinare. Chi non aderisce, non può usare questa denominazione. Ci sono venti imprese che attualmente possono affermare di realizzare e vendere il cioccolato di Modica IGP, di cui sedici associate al Consorzio. “

Gli stampi per realizzare le barrette del cioccolato di Modica IGP (foto concessa)

Proviamo a partire dalle dovute premesse: quali sono i criteri per cui un cioccolato può essere definito cioccolato di Modica?

“Dal 1746, stante la ricerca archivistica condotta da una equipe coordinata dalla etno antropologa Grazia Dormiente, il cioccolato si produceva nella famiglia aristocratica del Principe Grimaldi; le barrette venivano prodotte in forme di latta da 100 grammi, con tre incisioni che designavano quattro porzioni da 25 grammi, misura che veniva usata per preparare una tazza di cioccolata calda.

Per questo motivo, storicamente il cioccolato di Modica nasce in forme di latte di questa grammatura. Nel ‘700, il cioccolato in tavoletta solida, pertanto, non veniva consumato tal quale, bensì per essere utilizzato al bisogno per una fumante tazza di cioccolata calda. Oggi, esiste un disciplinare che è consultabile per intero sul nostro sito (qui), dove sono indicati tutti i parametri per definire il cioccolato di Modica IGP. Per esempio, deve contenere una percentuale di cacao non inferiore al 50% , un tenore di burro di cacao non inferiore al 25% e una umidità non superiore al 2,5%.

Condizioni anni luce lontane dal cioccolato standard, che secondo la direttiva comunitaria del 2000, per essere definito tale può contenere un minimo di cacao al 35%. Il cioccolato di Modica IGP è l’unico al mondo composto solo da pasta amara di cacao e zucchero.

In seguito, per effetto della tecnica di lavorazione , dopo esser lavorato a temperature che non superano mai i 50 gradi, il burro contenuto nella pasta amara di cacao si scioglie e i cristalli di zucchero che hanno un punto di fusione più elevato restano intatti, conferendone la sensazione granulosa sua caratteristica. Poi secondo il disciplinare si possono aggiungere spezie, aromi, frutta secca e disidrata e il sale.

Ci sono invece ingredienti vietati, come coloranti, conservanti, emulsionanti, grassi vegetali, vanillina, latte.”

Da dove arriva il cacao utilizzato per ottenerlo? Avete contatti diretti con i coltivatori?

“L’ingrediente principale del cioccolato di Modica è la pasta amara, che si ottiene dalla spremitura delle fave di cacao che provengono dall’America Latina e dal Nord Africa, anche se da un po’ si è affacciata sul mercato l’Indonesia, che con il distretto di Berau esprime fave di cacao di altissima qualità.

Alcuni produttori importano direttamente le fave di cacao dai Paesi produttori le processano a Modica per ottenere la pasta amara prima e produrre di seguito le barrette di cioccolato di Modica IGP secondo la tecnica bean to bar.

Il cioccolato di Modica viene prodotto seguendo due linee: utilizzando pasta amara ottenuta miscelando fave di origine e caratteristiche diverse , oppure impiegando cacao monorigine. Inoltre, eccezionalmente, per il cioccolato di Modica IGP , è consentita l’indicazione in etichetta del Paese di origine del cacao da cui è ricavata la pasta amara di cacao (massa di cacao) utilizzata.

Quindi si può acquistare il cioccolato di Modica IGP dell’Ecuador , Costa d’Avorio, Ghana, del Messico etc., mentre nel caso della miscela non si indicano le origini. Questa possibilità è stata un’eccezione che abbiamo voluto e ottenuto come Consorzio inserendola espressamente nel disciplinare di produzione. Per quanto riguarda il prezzo, anche questo può variare: una barretta in blend sul mercato di Modica può trovarsi intorno a tre euro, mentre una monorigine anche a 7/8 euro.”

Dove si vende in particolare il cioccolato di Modica? Qual è la quota in percentuale in Italia e quali all’estero?

“In questo momento si vende più in Italia che all’estero. Il dato rilevato di riferimento è il seguente: la quota estera esportata è di 82mila chili su 348mila in totale, meno del 16% circa. Una cifra però destinata a crescere, perché le attività del Consorzio si concentreranno nella ricerca di mercati anche extra UE.”

Venderlo nella grande distribuzione: a che prezzo, e si può mantenere alta la qualità della tavoletta?

“La grande distribuzione vende tutti i prodotti italiani a denominazioni DOP e IGP. Qualcuno pensava o sperava che il nostro prodotto rimanesse di nicchia, legato in termini di consumo e di commercializzazione al territorio modicano. Da quando è IGP, dal 2019, abbiamo raggiunto 19milioni e 900 mila barrette; quindi, venti milioni di persone sono entrate in contatto con questo cioccolato, la sua storia e la città che lo esprime. Dal che, se si dice Modica si pensa subito al Cioccolato e da alcuni anni se si dice cioccolato, la mente corre fino a Modica.

Il canale del supermercato occupa una quota del 31% del nostro venduto. Non significa però che le barrette siano di qualità inferiore: la grande distribuzione ha il merito di aver diffuso invece questi prodotti di alto livello per la massa. Come può essere per il parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma o la piadina Romagnola.”

Prima l’IGP, quali altri passi sta portando avanti il Consorzio di Tutela?

“Ora con i rincari incredibili del cacao, frutto di speculazione per lo più, abbiamo deciso di fare un passo indietro, tornando al 1746. Ovvero al periodo in cui il cioccolato di Modica veniva realizzato a partire dalle fave di cacao del Centro America, che approdavano nel porto di Palermo e attraverso, “fidati bordonari” i corrieri di allora, a dorso dei muli raggiungevano Modica.

Stiamo quindi lavorando affinché entro il 2026 nasca a Modica un’impresa consortile di importazione e trasformazione: produrremo la pasta amara di cacao direttamente nella nostra città: Pasta Amara Modica.

La barretta del cioccolato di Modica IGP (foto concessa)
La barretta del cioccolato di Modica IGP (foto concessa)

Abbiamo contatti con i coltivatori di diversi Paesi: è stato nostro ospite da pochissimo l’ambasciatore dell’Ecuador, con cui abbiamo stipulato un’ipotesi di accordo in previsione proprio di questa prossima evoluzione. I nostri cioccolatieri acquisteranno sempre meno dalle multinazionali, ma attraverso questa società appositamente costituita a Modica. In linea con il Consorzio c’è il Perù, il Ghana, la Costa d’Avorio, il Camerun e l’Indonesia.”

Il cioccolato di Modica è anche un ponte che crea connessioni con altri settori e materie prime: ci può fare qualche esempio?

“Tornando alle percentuali che abbiamo esposto tra la vendita diretta (22%), c’è il 16% che va alle industrie di trasformazione. Il cioccolato di Modica è diventato un ingrediente importante per le grandi aziende che producono gelati, una su tutti la Sammontana che ha realizzato una linea di gelati caratterizzata dal nostro cioccolato , o la Bauli che lo ha impiegato per i propri prestigiosi lievitati : panettoni e colombe. Esiste anche il primo liquore denominato “CHO” con il cioccolato di Modica IGP.

Ma gli esempi trasversali sono tanti: Macadamia, società di vendita di confezioni che contengono frutta secca da diversi Paesi, ha inserito anche le scaglie di cioccolato di Modica IGP. Sta succedendo un piccolo miracolo: il cioccolato sta sempre più crescendo come elemento caratterizzante.

Stiamo lavorando anche con grandi imprese che realizzano biscotti per la colazione e merendine proprio perché il cioccolato di Modica IGP conferisce una caratteristica particolare al risultato finale.”

È obbligatoria l’iscrizione al consorzio per poter esser produttori di questo cioccolato, come si procede?

“Associarsi al Consorzio avviene subito dopo che sono stati maturati i requisiti necessari a farne parte: bisogna avere un laboratorio attrezzato, sottoposto alla verifica dell’organo di controllo CSQA che ha sede a Thiene in Veneto. I tecnici verificano che il laboratorio e gli strumenti siano conformi alle previsioni del disciplinare e che le tecniche siano state acquisite operativamente e culturalmente.

A quel punto si ottiene una certificazione indispensabile per avere accesso al Consorzio. Un consorzio che oggi è regolatorio, gestisce e rilascia autorizzazioni alle imprese produttrici e trasformatrici, tutela e promuove il prodotto in Italia e all’estero. Funzioni che da quando il Consorzio è stato riconosciuto con decreto del MASAF esercita a pieno titolo.

Tutto questo passa poi attraverso il passaporto digitale: il cioccolato di Modica è il primo prodotto al mondo, seguito ora dall’aceto balsamico di Modena, che ne è dotato. In ogni barretta è applicato un contrassegno emesso dalla zecca dello stato. Attraverso la scansione del codice QR, fornisce la tracciabilità di ogni singola barretta e consente al consumatore di confrontarsi con il produttore e con il Consorzio; in apposite sezioni è possibile anche attivare un video che promuove Modica patrimonio Unesco e diverse ricette di chef che hanno impiegato il cioccolato di Modica come ingrediente.

Con l’intelligenza artificiale, è possibile acquistare in Cina il cioccolato di Modica IGP trovando tutte le informazioni tradotte nella lingua di quel Paese. Si tratta di un’innovazione tecnologica importante.”

Perché quindi è fondamentale oggi l’azione del Consorzio e una denominazione come l’IGP?

“La missione di tutti i Consorzi, è quella di evitare innanzitutto che una produzione storica, artigianale, possa scomparire. La seconda è quella di disciplinare e tutelare un metodo di trasformazione, che apparentemente semplice, può essere contraffatto da terze persone. Molti i casi di contraffazione e di evocazione del prodotto che stiamo combattendo con l’aiuto delle autorità preposte. Fondamentale l’azione dell’ICQRF, dei Carabinieri per la tutela dei prodotti agroalimentari, della Guardia di Finanza.

Infine, l’IGP, è una denominazione che si lega indissolubilmente alla città di origine e questo ha consentito alla stessa Modica di decuplicare la capacità ricettiva: 10 anni fa erano meno di 100 le strutture, ora sono quasi mille. L’IGP è diventato un attrattore gastronomico e turistico.”

La Teiera Eclettica ospita il focus sul sencha e okumidori tra diversi modi di lavorazione

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Dal Giappone, la cultura del tè con il maestro Tanimoto (foto concessa)
Dal Giappone, la cultura del tè con il maestro Tanimoto (foto concessa)

MILANO – Si fa ritorno ne La Teiera Eclettica a Milano, in via Melzo 30, per un incontro stavolta con il Giappone attraverso naturalmente, il tè. La prima guida eccezionale in questo mondo di foglie e lavorazioni, Tanimoto Kotaro: vicepresidente della Japan Tea Exporters Association, è stato ed è ancora un ponte tra importatori e produttori, grazie anche alla sua attività di mediatore in grado di fornire la documentazione giusta e necessaria ad ogni spedizione richiesta dalla dogana italiana.

Un passaggio spesso molto delicato (racconta la titolare Barbara di un episodio esemplificativo di come siano stati costretti una volta a rispedire indietro tazze costose a causa di un misunderstanding burocratico).

Durante l’evento è stato possibile anche ascoltare Muramatsu Sayuri con la sua profonda conoscenza degli effetti del tè sull’organismo e sul piano estetico, che si è tradotta anche in diversi abbinamenti di questa bevanda con il cibo e come ingrediente nei drink.

Otsuka Takanobu, TEMOMI Tea Master

Ultimo ospite, ma non per importanza, Otsuka Takanobu, TEMOMI Tea Master (processo di arrotolamento ed essicazione delle foglie per ottenere il tè sencha, così come avveniva prima della creazione di macchinari industriali) che proprio all’ingresso del locale si è prodigato nella lavorazione a mano delle foglie di tè sencha, raccolte nelle piantagioni in Giappone, congelate e portate in aereo sino a Milano.

La Teiera eclettica, sede di questo evento dedicato al Giappone

In cui la prima parte è avvenuto un confronto tra tè che hanno subito una lavorazione differente delle foglie. Per processo di produzione si intende determinati passaggi:

– cultivar della pianta da cui selezionare le foglie
– la loro raccolta
– vaporizzatura per bloccare il naturale processo di ossidazione
– arrotolamento
– essiccazione

Insieme si è compresa l’importanza della cultivar, ovvero la pianta da cui si scelgono le foglie per ottenere il tè verde giapponese e non solo, in quanto ad esempio con la cultivar koshun si produce anche il kocha, che è invece un tè nero.

Altro elemento fondamentale che subito è emerso al fine di ottenere un risultato differente: la durata della vaporizzatura che potrebbe variare dai 20 secondi (per il matcha) a 30-120 (per il sencha) e che incide molto su come si presenta il liquore e sul suo stesso sapore.

Come prima cosa, si è assaggiato e paragonato due tè sencha di due cultivar differentiyabukita e koshun – le cui foglie hanno subito la stessa vaporizzatura, circa 30 secondi (asamushi, vaporizzatura breve).

Poi è stato il turno del terzo tè, fukamushi okumidori, che allo sguardo ha colpito per il suo verde acceso dato dalle foglie raccolte da cultivar okumidori (ovvero tardiva rispetto alle altre cultivar, ma con naturale nota dolce e per questo utilizzata recentemente molto anche per produrre matcha) sottoposta ad una vaporizzatura prolunungata (fukamushi).

Questo processo ha determinato una maggiore frammentazione della foglia e, di conseguenza, un liquido particolarmente verde e con residui della foglia stessa in tazza, dal sapore pieno e complesso.

Secondo giro di assaggio

In questo altro momento, protagonisti a confronto due tè che hanno subito un’essiccazione finale differente, in giapponese “hire”, che ha un forte impatto sul sapore finale del tè. Racconta Barbara, per chiarire ancora meglio questa fase fondamentale: un Tea Master impiega addirittura dieci anni per impadronirsi delle tecniche per poterla gestire al meglio.

Una menzione a parte l’approfondimento sull’estetica e il paring

I tè a confronto (foto concessa)

L’organismo grande protagonista del tema: grazie alle catechine (polifenolo del tè verde), vitamina C, vitamina E, caffeina, GABA, teanina, il tè si dimostra avere grandi effetti per contrastare obesità, diminuire pressione sanguigna, ridurre rischi di arteriosclerosi e diabete, e in particolare per quelle bevande con alto contenuto di GABA, supporta il sistema nervoso.

Naturalmente poi sono interessanti i benefici antiossidanti e anti-invecchiamento per la pelle (ancora una volta sono le catechine ad avere un ottimo potere antiossidante e anti glicazione, e sono nutrienti facilmente assimilabili.)

Per quanto riguarda gli abbinamenti, ecco un possibile modus operandi: o si procede per sovrapposizione di profili dal sapore simili per creare armonia o per contrasto. In ogni caso resta fondamentale regolare la temperatura e l’intensità del tè, in modo da modificarne e guidarne le sensazioni, ovviamente scegliendo in base alla stagione e all’ora del giorno in cui si propone il pairing.

Seguono degli esempi pratici, tra cui quello che ha sicuramente incuriosito tutti è il cocktail Negroni Special, ma i suggerimenti di come abbinare con il cibo si sono concentrati su Hojicha (che potrebbe andare a nozze con la pizza Margherita), Genmaicha (buono con un risotto al sugo), Sencha (con un bel piatto di pasta condita con l’olio) e Gyokuro (un esempio che è piaciuto a tutti, la carbonara).

SIGEP 2026: tutti gli espositori possono anticipare gratis su Comunicaffè le novità per la Fiera in programma dal 16 al 20 gennaio

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MILANO – Come per tutte le manifestazioni importanti anche per SIGEP 2026 Comunicaffè diventa una vetrina gratuita per le innovazioni e tutte le attrezzature che gli espositori porteranno alla Fiera di Rimini dal 16 al 20 gennaio prossimi. Ma come sempre non ci limiteremo a presentare soltanto le novità. Sì perché, di nuovo, intendiamo valorizzare anche tutti quei prodotti più originali e riusciti che saranno riproposti durante il grande evento del prossimo gennaio, in programma dal 18 al 22.

SIGEP 2026: tutte le aziende troveranno spazio sia nella newsletter giornaliera sia nella home page comunicaffe.it che è leader nella comunicazione per la filiera del caffè. Inviate subito i vostri articoli, i loghi, le fotografie.

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Il logo di SIGEP world

Naturalmente anche questa volta la pubblicazione degli articoli e dei comunicati è gratuita
Partecipare all’iniziativa è molto facile e non costa nulla, agli espositori del SIGEP.
Basterà inviare urgentemente articoli (meglio) o comunicati stampa. Però ben scritti per essere poi letti meglio e di più dai nostri lettori, che sono poi i vostri clienti che si stanno preparando a visitare SIGEP 2026.

Che cosa intendiamo noi di Comunicaffè per «ben scritti»?

Frasi brevi.
Niente aggettivi retorici o autoreferenziali.
Mai verbi in prima persona plurale, cioè con il noi.
Tutti gli articoli e i comunicati devono sempre accompagnati da fotografie e/o dal marchio aziendale che sono necessari per la pubblicazione. Assolutamente obbligatoria l’indicazione di padiglione e stand.

Per sapere che cosa inviare basta prendere spunto dalle nostre pubblicazioni e soprattutto dai numerosi articoli delle aziende espositrici che sono stati già pubblicati in occasione di manifestazioni analoghe come per esempio le precedenti edizioni di SIGEP. Basta usare la lente in alto a destra della home pagine, il motore di ricerca interno: ha un funzionamento rapidissimo.

Come sempre il materiale che riceveremo, sarà pubblicato in ordine di arrivo.

Comunicaffè è pronto. E voi?

L’indirizzo dove inviare il materiale per la pubblicazione è info@comunicaffe.it .
Grazie per la collaborazione.

Il Salone di Rimini si prepara al pienone: hotel all’85% e piano traffico straordinario ma s’arriva bene pure in treno

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SIGEP World 2025 (immagine concessa)

Mancano pochissimi giorni al Sigep 2026, dal 16 al 20 gennaio a Rimini, con hotel occupati all’85% e un’affluenza record. La città si prepara con un piano straordinario su traffico e trasporti: 70 agenti al giorno, strade chiuse, parcheggi e collegamenti potenziati per gestire i flussi verso la Fiera. Leggiamo in seguito alcune parti dell’articolo pubblicate su Rimini Today.

Pienone per il Sigep, atteso traffico intenso: 70 agenti in servizio. Hotel, camere occupate all’85%

RIMINI – Mancano pochi giorni al taglio del nastro dell’edizione 2026 del Sigep, la più importante vetrina dedicata al mondo del dolce in programma dal 16 al 20 gennaio. Un evento con una vocazione sempre più internazionale, per il quale si prevede un’affluenza eccezionale.

“Sigep apre un 2026 che per Rimini si preannuncia particolarmente dinamico – commenta Coralie Delaubert, direttrice di Visit Rimini -. Per la fiera registriamo ottimi livelli di riempimento alberghiero, in linea con lo scorso anno, con 450 strutture aperte, un tasso medio di riempimento dell’85% nei giorni centrali e una domanda già sostenuta nelle giornate precedenti.

Un andamento che, come ogni anno, genera ricadute positive anche sulle località vicine, grazie alla forte domanda che si estende oltre i confini cittadini. È un segnale forte che conferma il valore del nostro sistema turistico e la crescente attrattività internazionale della destinazione”.

Un flusso di operatori e visitatori in città

Un flusso di operatori e visitatori che l’intera città si sta preparando ad accogliere con un piano straordinario di presidio e di collegamento, in grado di agevolare l’arrivo in Fiera e lo spostamento sul territorio dei visitatori.

La Polizia locale, in sinergia con la Fiera e con gli altri soggetti coinvolti, ha definito i dettagli del piano che sarà attuato per gestire l’afflusso e deflusso al quartiere espositivo nelle giornate di manifestazione e per ridurre al massimo i disagi alla circolazione sulle principali arterie di collegamento, in particolare negli orari di punta.

Potenziato al massimo il personale che quotidianamente sarà impegnato, con le donne e gli uomini del corpo della polizia locale che presidieranno oltre venti punti nevralgici lungo i percorsi che conducono alla Fiera, sia di collegamento verso l’autostrada, sia verso l’asse della Statale 9 e della Statale 16 e verso il mare e il quadrante centro-sud della città.

Per leggere la notizia completa basta cliccare qui.

 

pulyCAFF al SIGEP: 65 anni di eccellenza nella pulizia delle macchine da espresso

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giudice (immagine concessa)

RIMINI – Nel mondo della caffetteria, il marchio pulyCAFF® ha un respiro sempre più internazionale e un ruolo attivo accanto ai concorrenti nel corso delle competizioni. Tra il 16 e il 20 gennaio 2026 Asachimici-pulyCAFF® attende baristi, operatori e appassionati del mondo del caffè al Sigep di Rimini, pad.A1, stand 055, davanti alla Coffee Arena, dove si svolgono le finali dei campionati organizzati da Sca Italy, di cui pulyCAFF® è Gold Sponsor.

Il suo logo sarà presente sui grembiuli, sulle cartelline e sui gilet indossati dai giudici, a ricordare che una buona ed ancora più un’eccellente preparazione possono prendere il via solo da una macchina espresso e un macinacaffè ben puliti (giornaliera la prima, ogni 2-3 giorni il secondo).

Lo scorso anno il marchio e i prodotti pulyCAFF hanno fatto il giro del mondo, accompagnando i campionati mondiali del circuito Sca, che hanno visto l’Azienda di Vescovato (CR) in qualità di WBC Cleaning Sponsor in pedana a Houston (Usa), Jakarta (Indonesia), Ginevra (Svizzera) ed infine a HostMilano, dove il World Barista Championship è stato vinto dall’australiano Jack Simpson.

Nel corso del WBC a Host, il logo pulyCAFF® è stato presente sulle cartelline dei giudici e sulle magliette dei numerosi volontari che hanno collaborato alla buona riuscita delle competizioni.

Come ogni anno, gli Esperti del Pulito (la preziosa squadra di esperti composta da Andrea Antonelli, Davide Mazzetto e Luca Ventriglia) affiancati da alcuni studenti che frequentano la scuola alberghiera, saranno in pedana durante le finali italiane di Sca Italy: tra una prova e la successiva, la macchina espresso e il macinacaffè verranno puliti a fondo con i prodotti pulyCAFF, al fine di assicurare a ogni concorrente le condizioni ottimali per la sua prova.

Un anniversario importante

Per tutti l’invito è a visitare lo stand pulyCAFF® per scoprire i prodotti e i segreti della manutenzione e festeggiare i 65 anni di attività di Asachimici-pulyCAFF® che nel 1961 ha messo a punto il primo “concetto applicato” per la manutenzione delle macchine espresso.

Grazie alla sua efficacia, al rispetto per le apparecchiature, l’operatore e l’ambiente, pulyCAFF® ha conquistato il mercato dei cinque continenti, diventando leader incontrastato insieme agli altri prodotti per la pulizia della macchina espresso e del macinacaffè: pulyMILK®, che rimuove i depositi di latte dalla lancia vapore o dal cappuccinatore automatico.

L’attenzione alle richieste del mercato e all’ambiente hanno dato il via alla linea “New” realizzata con ingredienti ancora più raffinati e rinnovabili, che comprende pulyGRIND Crystals®, i cui cristalli a base di amidi alimentari liberano le macine e la camera di macinatura dai depositi di caffè vecchio e rancido; pulyGRIND Hopper®, pulitore della tramoggia e del dosatore; pulyBAR Igienic®, adatto alla pulizia delle superfici in acciaio, piani di lavoro, carrozzerie di macchine per caffè, vetrinette, pulyCAFF® New, la variante a pulyCAFF Plus® e pulyMILK® New.

Gli Esperti del Pulito sono sempre disponibili per dare consigli, confrontarsi sul mondo del caffè a tutto tondo e illustrare i vantaggi di un servizio di grandissima importanza, che da sempre pulyCAFF® offre gratuitamente in Italia e nel mondo: i Puly Day, ovvero appuntamenti formativi gratuiti di 4 ore composti da una parte teorica e tanta pratica, che guidano alla corretta manutenzione e alla sicurezza igienica: elementi che danno un importante valore aggiunto a qualsiasi locale.

Mokaitalia tra Marca e SIGEP 2026: un anno di migliorie e nuove miscele bio

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capolavori italiani (immagine concessa)

RIMINI – Un anno che si preannuncia decisivo per casa Mokaitalia, storica torrefazione del Sud Italia, con la sua presenza a Marca – evento leader per il settore della GDO , che si terrà a Bologna dal dal 14/16 gennaio – e al Sigep ,evento internazionale di riferimento e di ispirazione per la community del Foodservice che si terrà dal 16 al 20 gennaio 2026 a Rimini.

Tutto ciò conferma e consolida la presenza del brand Moka Italia sul territorio Nazionale ed Internazionale.

Come sempre forte sarà l’attenzione alle nuove tendenze con la presentazione delle nuove miscele BIO/Organic ed ai sistemi porzionati 100% green.

Nelle giornate di Sabato 17 e Domenica 18 a Rimini ci sarà la presentazione della nuova Colomba al caffè con la presenza dal vivo del Pastry Chef Manuel Turco.

<<Sarà una settimana impegnativa>> queste le parole del Socio di maggioranza Rossi Vincenzo, “che ci vedrà protagonisti con le nostre innovazioni e con il sapore autentico dell’espresso italiano su due fronti uno dedicato al private label ed alla GDO dove confermeremo la nostra gamma di referenze, ed uno caratteristico del nostro core business quale la distribuzione HORECA su larga scala

Dopo un anno di sfide, innovazioni e traguardi, siamo pronti a confrontarci sulle novità di settore e presentare nuove linee, HORECA e nuovi sistemi chiusi per il monoporzionato, con rinnovata energia. In ogni prodotto Mokaitalia c’è passione, qualità e voglia di costruire relazioni durature con chi, come noi, vive il mondo food & beverage .

Saremo lieti di condividere un buon caffè e fare due chiacchiere con chi passerà a trovarci con lo sguardo rivolto verso il futuro per nuovi traguardi da raggiungere.

“La nostra resta un azienda lungimirante e pronta a cogliere le sfide del futuro su settori che nei prossimi anni subiranno profonde modifiche ed epocali cambiamenti” ha poi proseguito il Dott.Rossi per poi concludere “Negli ultimi anni vi è stato una evoluzione significativa sui nostri prodotti che ha portato ad un consolidamento del Marchio nei settori Ho.Re.Ca. ed OCS”

Di seguito ricordiamo il posizionamento degli stand per entrami gli eventi:

Marca  Pad 23 Stand A7 dal 14 al 15 gennaio 2026 A Bologna;

Sigep  Pad. B1 Stand 033 dal  16 al 20 gennaio 2026 A Rimini

 

 

Club Kavè alla kermesse riminese con un ricco programma di eventi dedicati a caffè e alta pasticceria

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Club Kavè
Il logo di Club Kavè

RIMINI – In occasione della 47ª edizione di SIGEP – The World Expo for Foodservice Excellence, in programma alla Fiera di Rimini dal 16 al 20 gennaio, Club Kavè conferma il proprio ruolo di riferimento nel mondo del caffè e dell’alta pasticceria, presentandosi con uno stand completamente rinnovato e un fitto calendario di appuntamenti formativi e dimostrativi.

Per tutta la durata della manifestazione, il brand sarà affiancato da alcuni tra i più autorevoli maestri pasticceri italiani, che interpreteranno il caffè Club Kavè attraverso ricette, tecniche e visioni contemporanee, valorizzandone la versatilità e il potenziale creativo.

Il calendario degli eventi

Venerdì 16 gennaio

11.30 – Mario Di Costanzo – L’Esprimessino
12.30 – Luca Montersino – Bicolore con crema al latte
13.30 – Roberto Cantolacqua – La Torta Opera
15.00 – Yuri Cestari – Chocotacos al caffè

Sabato 17 gennaio

11.30 – Antonio Montaldo – Biscottone bretone cacao, caffè e caramello
12.30 – Luca Montersino – Biscotti saraceni con cremino alla nocciola
13.30 – Cesare Murzilli – Babà inzuppato al caffè, caramello al caffè e crema di
mascarpone
15.00 – Armando Palmieri – Banana bread declinato al caffè

Domenica 18 gennaio

11.30 – Tommaso Foglia – La merenda esotica
12.30 – Luca Montersino – Biscottone home made
13.30 – Roberto Cantolacqua – La decorazione sulle torte da ricorrenza
15.00 – Felice Venanzi – Cappuccino da mangiare

Lunedì 19 gennaio

10.30 – Davide Malizia – Coffee banana bread
11.30 – Marco Battaglia – Risveglio

12.30 – Luca Montersino – Serini alla crema di nocciola
13.30 – Giuseppe Amato – Il tuorlo al caffè nel tiramisù
15.00 – Emanuele Forcone – Croccantissimo con cuore colante al caffè e nocciola

Questo programma testimonia l’impegno costante di Club Kavè nella promozione dellalta pasticceria, al fianco delle migliori scuole di settore e delle più prestigiose associazioni di categoria, e con la sponsorizzazione delle Guida Pasticceri e Pasticcerie del Gambero Rosso, la più prestigiosa guida del settore. Un percorso fondato su qualità, ricerca e formazione continua, con l’obiettivo di offrire ai professionisti strumenti concreti di crescita e ispirazione.

SIGEP rappresenta per Club Kavè un appuntamento strategico, un luogo di incontro e confronto dove il caffè diventa ingrediente, linguaggio e cultura, capace di dialogare con le eccellenze del mondo dolciario italiano e internazionale.

 

APEI torna al SIGEP 2026: gli Ambasciatori dell’Eccellenza Italiana presenti all’appello

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Iginio Massari a Sigep (immagine: concessa)

MILANO – Gli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana tornano al SIGEP di Rimini, il luogo in cui fu presentata APEI nel 2022, l’associazione presieduta dal Maestro Iginio Massari che conta oggi 71 Ambasciatori, suddivisi tra Pasticceri, Gelatieri, Cioccolatieri ed Imprenditori. Presso il proprio stand (Padiglione Hall Sud, n. 043) ed in tanti altri luoghi della fiera, da venerdì 16 a martedì 20 gennaio 2026, gli Ambasciatori APEI saranno protagonisti di presentazioni, degustazioni, talk, dimostrazioni, giurie e premiazioni, con proposte che vedranno protagonisti specialità e pasticceri di tutt’Italia ed un laboratorio di gelateria artigianale dal vivo.

Gli Ambasciatori APEI animeranno in qualità di ospiti anche gli stand di molte Aziende parte, tra cui Agrimontana, Acquaviva, Bravo, Brazzale, Esssecaffè, Eurovo, Filicori Zecchini, Giuso, Lavazza, Molino Dallagiovanna, Polin, Tecnoarredamenti, Zucchi.

L’appuntamento di venerdì 16 gennaio

Tra gli appuntamenti in programma si segnalano venerdì 16 gennaio, dalle 11.00 (Pastry Arena Hall B5), i Maestri Kabir Godi e Pierfederico Pascale protagonisti della demo “Dal Panettone al dessert stellato, una storia di condivisione.

Differenti visioni, grandi idee

Sabato 17 gennaio, dalle 15.30, presso la Vision Plaza (Pad. Hall Sud), è in programma l’evento dal titolo “Differenti visioni, grandi idee”, nel corso del quale Iginio Massari si confronterà con i Mestri Antonio Bachour, Fabrizio Galla, David Pasquiet, Toni Rodriguez e Vincent Vallèe per un talk che presenterà al pubblico presente esperienze e visioni tra i più grandi professionisti della pasticceria internazionale.

Al termine del talk, ai Maestri verranno consegnati i riconoscimenti al merito “Differenti visioni, grandi idee Sigep World” e le aziende Molino Dallagiovanna e Fugar verranno insignite della “Medaglia d’oro al merito” APEI per essersi distinte quali leader di settore.

Presso lo stand APEI si susseguiranno, a partire dalle 11.00 di sabato 17 gennaio, fino alle 15.30 di martedì 20 gennaio, presentazioni e degustazioni di prodotti a cura degli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana e, in contemporanea, i gelatieri APEI, proporranno in degustazione alcune creazioni realizzate per l’occasione.

Sempre presso lo stand APEI saranno esposte le esclusive Sfere Olimpiche realizzate in cioccolato con la tecnica dell’aerografo dal Maestro Nicola Giotti, dedicate ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Il Maestro Giuseppe Piffaretti domenica 18 gennaio, presso la Gelato Arena, dirigerà le giurie di selezione dei Panettoni tradizionali ed al cioccolato, con la presenza dei Maestri Stefania Mantero, Carlotta Filippini, Marco Pedron e Paolo Staccoli.

Gli eventi alla Pastry Arena

Nel corso delle giornate di svolgimento, presso la Pastry Arena (Pad. B5) il Maestro Iginio Massari, in qualità di Presidente d’onore, sarà presente per le degustazioni del Campionato Mondiale di Pasticceria Juniores, mentre lunedì 19 gennaio, dalle 15.00, parteciperà all’incontro con il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, per il riconoscimento alla cucina italiana quale “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità”. 

Aggiornamenti sul sito apeiitalia.it e sui canali social dell’associazione.

A Rimini Gianni Cocco tra masterclass, competizioni e visioni future della caffetteria

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Gianni Cocco Sigep
RIMINI – Come ogni anno, il Sigep si conferma uno degli appuntamenti più attesi per i professionisti del mondo coffee & beverage, un evento che va oltre la semplice esposizione per diventare un vero punto di incontro tra presente e futuro della caffetteria professionale.
Anche in questa edizione torna protagonista Gianni Cocco, coffee performer, formatore e volto televisivo, insieme al suo staff, con una serie di masterclass esclusive, momenti formativi e format speciali ospitati presso alcuni tra i più importanti espositori della manifestazione.

16 gennaio

Programma 16 gennaio
Il programma si apre già venerdì 16, giornata ricca di contenuti di alto profilo.
Alle ore 11.30, Gianni Cocco sarà protagonista della presentazione del libro dedicato alle ricette del tiramisù, di cui è coautore insieme ad alcuni dei più importanti nomi del panorama della ristorazione e grandi chef italiani. Un progetto editoriale che racconta uno dei dessert simbolo della tradizione italiana attraverso interpretazioni contemporanee, tecniche e creative.
La presentazione si terrà presso lo stand Italian Gourmet Hall SUD/035
Sempre nella giornata di venerdì 16, a partire dalle ore 14.00, prenderà il via una gara professionale dedicata all’utilizzo della macchina a cialde in ambito professionale c/o lo stand di Aroma pad B1/014,un format pensato per valorizzare tecnologia, tecnica e qualità del servizio.
La gara sarà condotta da Gianni Cocco e vedrà l’utilizzo delle bevande vegetali Instead of, partner dell’iniziativa, a conferma dell’attenzione verso le nuove esigenze di consumo e le tendenze plant-based nel mondo della caffetteria moderna.
Prima dell’inizio della competizione, il pubblico potrà assistere a una masterclass introduttiva, pensata per contestualizzare strumenti, metodi e approccio professionale alla gara.

17, 18, 19 gennaio

Programma 17 gennaio
Accanto a questi appuntamenti speciali, il Sigep ospiterà, nelle giornate di sabato 17, domenica 18 e lunedì 19, un ricco palinsesto di masterclass innovative sempre condotte da Gianni Cocco, molte delle quali ispirate anche al mondo e alle ritualità degli Emirati Arabi, oggi tra i mercati più dinamici e influenti nel panorama internazionale del coffee & beverage.
Programma 18 gennaio
Le masterclass di Gianni Cocco si distinguono da sempre per il loro mix di formazione, spettacolo e concretezza: non semplici dimostrazioni, ma vere esperienze immersive, costruite per offrire strumenti immediatamente applicabili nel lavoro quotidiano. Dalla caffetteria contemporanea ai signature drink, dalle coffee & tea experience fino alle contaminazioni con bitter, cioccolato e nuove tecniche di servizio, ogni intervento è progettato per anticipare i trend e ispirare i professionisti del settore.
Programma 19 gennaio
Il Sigep si trasforma così in più giornate dense di contenuti, visione e confronto, confermandosi un evento imprescindibile per chi guarda alla caffetteria come professione, passione e progetto futuro.

Kimbo e Walter Ricci insieme per ‘Na Samba ‘e Cafè: il jazz incontra il caffè di Napoli

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Kimbo nel video di Walter Ricci (immagine concessa)

NAPOLI – La collaborazione tra Kimbo, il Caffè di Napoli oggi presente con i suoi prodotti in oltre cento paesi del mondo, e l’artista Walter Ricci, uno degli interpreti più versatili e internazionali della scena jazz italiana, è nata quest’anno in occasione del “Concerto per Kimbo” del Primo Ottobre, International Coffee Day, al Conservatorio di Napoli con gli studenti che si sono aggiudicati la borsa di studio bandita annualmente dall’azienda.

Dopo la performance straordinaria offerta dall’artista con i giovani musicisti del “San Pietro a Majella” è stato naturale per il presidente Mario Rubino affidare a Ricci una nuova rielaborazione dello storico jingle, ormai heritage aziendale, per trasformarlo in un nuovo brano.

Con queste premesse, l’artista e il team creativo di Kimbo si sono messi al lavoro per portare avanti una nuova idea artistica attraverso un linguaggio comune: la musica.

Na Samba ‘e Cafè

E c’è infatti tutto l’aroma del Caffè di Napoli in ‘Na Samba ‘e Cafè, il nuovo singolo di Walter Ricci prodotto da Mauro Romano per la Mr.few e distribuito da Altafonte Italia, già disponibile su tutte le principali piattaforme musicali e video, da Spotify a YouTube.

La canzone rappresenta una nuova tappa nel percorso musicale del cantante e apre la strada al nuovo album in uscitane prossimi giorni, “Neapolis Mambo”. Registrato tra New York e Napoli, “Na Samba ‘e Café” esprime l’incontro vibrante e raffinato tra jazz contemporaneo, sonorità brasiliane e atmosfere mediterranee.

“Questo samba l’ho registrato a New York – racconta Walter Ricci – con i miei amici musicisti americani, e dentro si sente tutto: il jazz della città, il caos dei clacson, la sua energia e la sua eleganza.

Il brano però parla del caffè di Napoli, che è come una vera e propria pozione magica, capace di accendere l’amore e la passione. Per questo l’ho cantato in italiano e in napoletano: un samba newyorkese, con tutta la magia e… l’aroma di una storia speciale”.

“Mettiamo spesso in luce il “senso” del caffè, il suo valore culturale. Più volte abbiamo espresso e narrato i cinque sensi del caffè” – afferma Mario Rubino – “Ed oggi, con Walter Ricci, riusciamo ancora una volta ad esprimere il “sesto senso” del nostro caffè, il senso per il ritmo della vita e dunque per la musica, che è insito nel nostro DNA di napoletani.

Il brano è un samba che ci riporta ad una delle terre in cui nasce e cresce la nostra materia prima, il Brasile, terra di musica e di caffè come Napoli. Un’occasione anche per riflettere sulla sostenibilità della nostra filiera attraverso il jazz allegro, spensierato e accessibile di un talento di Napoli, la città in cui la nostra azienda ha piantato le sue radici nel 1963”.

“Con Walter Ricci abbiamo dato vita ad una jam session, ad una nuova “miscela” che mette insieme la sua e la nostra musica” – chiude Massimiliano Scala, Head of Marketing di Kimbo – “Nel videoclip, romantico e scanzonato, dopo un colpo di fulmine Ricci incontra a più riprese la sua anima gemella, interpretata dall’attrice Chiara De Cristofaro, che finisce per comprendere il suo amore proprio al banco di un bar, assaporando una tazzina di Kimbo”.

Attraverso le immagini del video, girato dai registi Guido Lombardi e Fabio Gargano in alcuni tra i luoghi più iconici e riconoscibili di Napoli, la collaborazione tra Kimbo e Walter Ricci esplode in una sorta di insolito duetto che procede nel solco della Canzone Napoletana, da sempre aperta alle contaminazioni e alle altre culture del mondo, in questo caso alle sonorità del Jazz e del Samba, per parlare d’amore e di incontro, ergo di caffè, in un mondo musicale personale e autentico, lontano dal mainstream.

Di seguito il link al video del brano che ha già superato le 100.000 visualizzazioni:

https://www.youtube.com/watch?v=9whDRgQsZpY