martedì 20 Gennaio 2026
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Si è chiuso SIGEP World 2026 a Rimini, con il +33% di espositori esteri ed operatori da 160 Paesi

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SIGEp 2026 (immagine concessa)

RIMINI – A poco più di un mese dal riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale UNESCO, il foodservice internazionale ha trovato a SIGEP World il punto di incontro tra mercati, modelli di consumo e visioni di business. La manifestazione, organizzata da Italian Exhibition Group alla Fiera di Rimini dal 16 al 20 gennaio, ha confermato il proprio ruolo di piattaforma globale per le filiere di Gelato, Pasticceria, Cioccolato, Caffè, Panificazione e Pizza, anche alla luce di un comparto del fuori casa che solo in Italia vale 71 miliardi di euro (fonte Circana).

SIGEP (immagine concessa)

E dove le presenze del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida – anticipata da quella del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli – e del presidente di ICE-Agenzia Matteo Zoppas hanno sottolineato il valore strategico del comparto e della formazione del capitale umano per la competitività del settore.

Numeri globali: offerta internazionale e domanda da 160 Paesi

L’edizione 2026 ha registrato una forte espansione della componente internazionale, con un +33% di espositori esteri da 45 Paesi accanto a una presenza italiana solida e di eccellenza. Tra i nuovi ingressi figurano Canada, Arabia Saudita, Algeria, Ecuador, Estonia, Serbia, Singapore, Nepal e Repubblica Ceca. Una proposta di respiro globale che ha incontrato una forte risposta dal lato della domanda, confermando l’affluenza della scorsa edizione: operatori da 160 Paesicon quasi un visitatore su quattro che proviene dall’estero.

I top sei Paesi esteri sono: Spagna (8,9%), Germania (6,6%), Romania (4,9%), Francia (4,1%), Grecia (4,0%), Polonia (3,8%). I Paesi più in crescita per continente: Stati Uniti (+2%), Argentina (+40%), Filippine (+78%), Serbia (+29%). Tra i Paesi per la prima volta in fiera molta Africa: Repubblica Democratica del Congo, Tanzania, Zimbabwe, Guinea.

SIGEP (immagine concessa)

Tutti hanno scelto Rimini come punto di riferimento privilegiato per intercettare trend, tecnologie e format emergenti. Decisivo il contributo del Top Buyer Program, grazie alla strategica collaborazione con ICE – Agenzia e MAECI, che ha portato a Rimini 500 buyer da 75 Paesi (rappresentati in particolare da Stati Uniti, India, Canada, Cina, Brasile, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Singapore). L’incontro tra domanda e offerta si è tradotto in 5.650 business meeting, confermando SIGEP World come piattaforma operativa per lo sviluppo internazionale delle imprese.

Guest Country 2026 è stata l’India, con una delegazione di 50 top buyer, rappresentanti istituzionali ed espositori specializzati nelle tecnologie per il gelato, a conferma del dinamismo del mercato indiano nei settori foodservice e hospitality. L’edizione 2026 ha registrato anche un significativo incremento della stampa estera (802 il totale dei giornalisti accreditati), con la presenza di numerosi giornalisti internazionali provenienti da decine di Paesi.

Il dialogo con i mercati internazionali

Rilevante anche il confronto con i principali contesti globali del settore, testimoniato dalla presenza dei National Pavilion e dalle collettive di Arabia Saudita (al debutto dopo il progetto Guest Country 2025), Cina e Ucraina. Un ecosistema in cui ingredienti, tecnologie e format hanno dialogato oltre i confini geografici, restituendo l’immagine di un foodservice sempre più interconnesso e ibrido.

Il gelato, leva strategica per il foodservice globale

Pilastro identitario di SIGEP World, il Gelato artigianale si conferma nel 2026 non solo eccellenza del Made in Italy, ma leva strategica per il foodservice globale, capace di generare marginalità, differenziazione e nuove opportunità su mercati e format diversi. Con Gelato Meets Chains, la manifestazione ha sviluppato un progetto dedicato alle catene internazionali di ristorazione, hotellerie, coffee shop e bakery, favorendo l’integrazione del gelato nei menu globali. A rafforzare questa visione, la campagna internazionale What is Gelato? e la guida Gelato means Business, che hanno offerto dati, modelli e casi concreti per dimostrare come il gelato possa garantire alti margini, destagionalizzazione dei consumi e rapido ritorno sugli investimenti.

Luxury Food Experience: il food come nuovo linguaggio dell’hospitality

Grande attenzione anche al progetto Luxury Hotel Food Experience che ha delineato un dialogo sempre più stretto tra hôtellerie e foodservice, trovando a SIGEP World una delle sue espressioni più compiute nel racconto della colazione, oggi vero banco di prova dell’ospitalità contemporanea. In Pastry Arena, la colazione è andata in scena come esperienza completa. Un rito capace di trasformarsi in leva economica e strumento di differenziazione per hotel e format internazionali.

Sustainability District: filiere, origini, innovazione

La sostenibilità è entrata nel vivo delle strategie di filiera con il Sustainability District, che ha acceso un confronto internazionale su cacao, caffè e nuove frontiere del food sostenibile. L’area ha messo in relazione produttori, cooperative, istituzioni e aziende lungo tutta la catena del valore, portando in fiera la voce dei Paesi di origine insieme a soluzioni tecnologiche, innovazioni energetiche e nuovi modelli di cooperazione. Dall’Africa (Uganda, Ruanda, Etiopia, Costa D’Avorio, Tanzania e Kenya) all’America Latina (Costa Rica, Guatemala, Repubblica Dominicana), il distretto ha raccontato filiere sempre più orientate alla trasparenza, al mercato e alla responsabilità.

Progetti trasversali: filiere sempre più connesse

SIGEP World ha inoltre reso evidente come il foodservice non si muova più per comparti separati, ma attraverso filiere sempre più connesse. Progetti trasversali come Kitchen Equipment Hub, Frozen Product Hub e il Digital District hanno mostrato come attrezzature, soluzioni frozen e tecnologie digitali siano oggi fattori chiave nella progettazione dei format, nella gestione operativa e nella crescita internazionale delle imprese.

SIGEP Giovani: i numeri della formazione

Centrale anche l’attenzione alle nuove generazioni di professionisti, attraverso SIGEP Giovani, il programma formativo-competitivo di SIGEP Academy dedicato a scuole e istituti professionali. L’iniziativa ha coinvolto 53 istituti italiani e Università provenienti da 14 regioni, per un totale di oltre 2.750 partecipanti.
In crescita la dimensione internazionale, con delegazioni dalla Serbia (5 istituti di formazione professionale da Belgrado e oltre 360 partecipanti) e dalla Slovenia (115 partecipanti da corsi universitari triennali e istituti di formazione professionale). Il programma di SIGEP Academy ha inoltre registrato 10 eventi dedicati alle scuole, tutti sold-out, con 270 partecipanti.

I Campionati Internazionali: un successo consolidato

A completare il racconto, il successo dei grandi campionati internazionali, dalla Gelato World Cup (vinta da Singapore, seguita da Francia e Argentina) alla Juniores Pastry World Cup, che hanno confermato SIGEP World come palcoscenico globale dei talenti e delle competenze, rafforzando il legame tra formazione, eccellenza e futuro del settore.

SIGEP World nei mercati chiave del foodservice

A rafforzare ulteriormente il profilo globale della fiera è infine una strategia di sviluppo internazionale che guarda ben oltre Rimini. Tra i prossimi appuntamenti, SIGEP USA, in programma dal 24 al 26 marzo 2026 a Las Vegas, il roadshow di SIGEP China nella primavera 2026 a Shanghai e SIGEP Asia, dal 15 al 17 luglio 2026 a Singapore, a presidio di alcune delle aree più dinamiche del foodservice mondiale.

Collegamenti aerei potenziati e viabilità ottimizzata in città

La crescente apertura internazionale della manifestazione è stata accompagnata da un potenziamento dei collegamenti e dei servizi di accesso per buyer ed espositori. Tra le novità, l’attivazione di nuovi voli diretti su Rimini da Monaco di Baviera e Madrid, oltre alla partnership con Lufthansa Group che ha garantito tariffe agevolate per raggiungere l’aeroporto di Bologna da oltre 310 destinazioni nel mondo.

Sul fronte della viabilità stradale, l’articolazione degli orari di apertura dei padiglioni dalle 10 alle 18, la rimodulazione della viabilità e l’ottimizzazione dei servizi di trasporto pubblici – grazie ad una perfetta collaborazione con il Comune di Rimini – hanno contribuito a una gestione più fluida dei flussi, migliorando sensibilmente la viabilità e riducendo le criticità legate agli orari di punta.

Rubens Gardelli, una bussola dello specialty coffee tra blend, single origin, drip bag, instant e capsule

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Rubens Gardelli con il nuovo pacchetto green (foto da Instagram)
Rubens Gardelli con il nuovo pacchetto green (foto da Instagram)

MILANO – All’interno del discorso aperto sullo stato attuale del mercato degli specialty coffee (altri professionisti si sono espressi sul tema ad esempio, qui e qui), con un occhio di riguardo all’Italia e poi al resto del mondo, si inserisce la testimonianza del campione roasting mondiale, Rubens Gardelli, che da Forlì risponde ad alcune fondamentali domande.

Gardelli, innanzitutto secondo lei, può essere sostenibile economicamente un’attività che si concentra solo sugli specialty oggi?

“La risposta in modo generico, è sì. Ovviamente è difficile darne una soltanto, perché innanzitutto molto dipende dal luogo in cui si apre la propria attività. Secondo il mio punto di vista, i costi elevatissimi di città come Milano, Roma, Firenze o Napoli, rendono estremamente difficile se non impossibile, la missione di avviare una caffetteria che venda solo specialty e possa considerarsi economicamente performante. E’ più fattibile se l’attività commerciale è un negozio di proprietà della torrefazione.

Questo perchè le spese di gestione sono altissime – sono richiesti degli orari di apertura costanti e il personale va mantenuto -. Anche il prezzo dato alla bevanda fa la sua parte: prendere un espresso a New York a 5 dollari, di certo ti aiuta a fare cassa.

Quindi, la cifra media che si riesce a fissare sulla tazzina, fa la differenza: ritengo che il 95% delle entrate si facciano su ricette a base espresso, mentre chi fa filtro, a meno che non si trovi in una zona altamente turistica, ovvero a contatto con una clientela abituata a questa tipologia di bevanda.

Se un barista apre una caffetteria in cui si punta soltanto sul caffè, secondo me non può farcela in tanti casi.

O meglio, può farlo a determinate condizioni: solo se lavora 12 ore al giorno, 7 giorni su 7, senza altri dipendenti. Noi abbiamo fatto così per il nostro store a Forlì. Un negozio con la torrefazione alle spalle, con un affitto d’azienda, un contratto dove si disciplina cosa può essere venduto, può sopravvivere. Ma è una situazione speciale: è economicamente sostenibile perché si apre al mattino alle 7.30 e si chiude alle 17, con solo caffè e qualche brioche, ed è seguito da un gestore che lavora da solo tutta la settimana, in una città come Forlì e un affitto calmierato.

Infatti, come si può vedere, molti dei locali che vendono specialty oggi, offrono anche qualcos’altro all’interno della caffetteria.”

Da micro torrefattore, ha notato uno shift dell’offerta, magari con tostature meno chiare, miscele e non solo monorigini?

Gardelli: “Il cambio che ho potuto notare è che anche i torrefattori che offrivano solo per scelta, il caffè in grani, si sono un po’ adeguati al poter offrire specialty ma in maniera più fruibile. Per esempio gli instant coffee di specialty stanno prendendo piede, come le capsule: sono metodi più semplici per il consumatore da usare in casa.

Così si è aperto il mercato a tutte quelle persone che hanno meno voglia di dedicare del tempo a macinarlo e ad estrarre lo specialty in casa propria, ma non vogliono rinunciare alla qualità. In questo modo possono bere buon caffè, senza investire troppo in attrezzature e senza dover dedicare troppo tempo alla preparazione. Tempo fa non era possibile vederlo tra le più rinomate roasteries europee, mentre ora è più comune.

Stessa cosa succede con le bustine con il caffè macinato all’interno, con cui si può ottenere un’infusione semplice. Questa è la maggiore novità che ho notato.

Per quanto riguarda le tostature più scure: non ho visto un reale spostamento verso soluzioni più spinte. In realtà però sono più focalizzato nel tostare la materia prima che io stesso acquisto. Ormai ho il mio stile, so come esprimere in tazza un lotto rispetto a un altro. Naturalmente poi il cliente finale resta il mio metro di misura per capire se sto facendo bene o meno il mio lavoro.

Invece sulle miscele, posso confermare che soprattutto nell’America del Nord, c’è una tendenza a vendere diversi blend. A mio modo di vedere, non ha molto senso, perché si possono ottenere gli stessi sapori solo con le single origin. Una miscela nasce per mantenere costante lo stesso profilo sensoriale per tutto l’anno. I lotti cambiano, quindi ci si deve adeguare e proprio qui la miscela gioca un ruolo.

Il cliente si sente sicuro di ciò che acquista perché è lo stesso che ha sempre bevuto. Questa abitudine naturalmente viene a mancare con i singoli lotti e capisco quindi i torrefattori che puntano su più blend. Ma secondo me non si dovrebbe andare oltre la proposta di due o tre.”

Gardelli, com’è la situazione dei suoi clienti all’estero rispetto a quelli italiani?

“I miei clienti non hanno cambiato abitudini di consumo, anche se è difficile da stabilire con esattezza. La mia offerta non è cambiata, quindi chi acquista la miscela tradizionale continua su questa linea e viceversa chi è solito rifornirsi di sacchetti da 250 grammi per rivenderli, è rimasto fedele a questa scelta.

Non ho mai proposto alternative in solubile, in drip bag e in capsule e continuo a dire di no al contrario di altri roasters di specialty. In Cina vendo molto poco anche perché impedisce l’arrivo di caffè t ostato dall’Europa, ma mi hanno riferito che in quei Paesi il Drip bag sta funzionando bene.

Non ci sono stati clienti che mi hanno richiesto queste alternative. Ma probabilmente ci siamo selezionati a vicenda e si aspettano da me il mio tipo di specialty, non macinato e tostato a modo mio.

Ho registrato delle differenze tra i miei clienti all’estero rispetto a quelli italiani (quelli privati, cioè retail superano quelli B2C oltre i confini nazionali, uno shift avvenuto dopo il Covid). Mentre per i B2B: i single origin nei sacchetti dai 250 grammi dominano all’estero, al contrario di quello che avviene in Italia dove viene richiesta ancora molto la miscela.

Quindi dopo la pandemia la parte retail italiana è cresciuta meglio. Ma resta un paragone poco equo in termini di volumi: nel Nord Europa e nei Paesi del Golfo Persico, nell’Asia, nel Nord America, ci sono delle differenze. Nel Nord Europa ad esempio, prediligono single origin ma non di altissima fascia, nella zona del Golfo acquistano single origin anche premium, così come accade in Asia molto e infine Nord America si avvicina alle monorigini ma non super premium. “

Segafredo Zanetti Deutschland GmbH, è il caffè allo stand Fjord-e Hanse durante il boot Düsseldorf

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Segafredo Zanetti
Cosimo De Palma, responsabile vendite territoriale presso Segafredo Zanetti Germania (foto concessa)

DÜSSELDORF (Germania) – In occasione del boot Düsseldorf (17–25 gennaio), il Blue Monday si arricchisce di un’autentica esperienza italiana grazie alla collaborazione tra HanseYachts AG e Segafredo Zanetti Deutschland GmbH.

L’operazione, ideata e promossa da Mr.Blu, dealer italiano di Fjord, nasce dalla volontà di offrire ai visitatori non solo un buon caffè, ma un vero gesto di ospitalità italiana nel contesto della principale fiera nautica europea.

Le proposte al boot di Dusseldorf (foto concessa)

Su impulso di Mr.Blu, Hanse Group e Segafredo Zanetti hanno unito le forze attorno al messaggio “Strong partnerships. Great taste”, mettendo al centro qualità e relazione con il pubblico.

Lo stand Fjord (foto concessa)

Per tutta la durata della manifestazione, presso gli stand Fjord e Hanse è possibile degustare un eccellente espresso italiano, preparato con i macchinari professionali forniti da Segafredo Zanetti, a testimonianza di una partnership concreta e di valore.

segafredo zanetti
La tazzina Segafredo Zanetti (foto concessa)

Un momento di pausa semplice ma significativo, che rafforza il legame tra nautica, design e cultura del caffè italiano fino al 25 gennaio.

Valentino Garavani muore a 93 anni: lo stilista iconico aveva incontrato il compagno di vita e lavoro in un caffè romano di Via Veneto

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Valentino nella sua Maison (foto dal sito dell'azienda)
Valentino nella sua Maison (foto dal sito dell'azienda)

Il rosso Valentino saluta il suo celebre creatore, spentosi a 93 anni dopo aver lasciato il segno nel mondo della moda made in Italy. Valentino Ludovico Clemente Garavani è scomparso a Roma, città da lui scelto per la vita, notizia condivisa dalla Fondazione intitolata allo stilista e al suo socio e compagno Giancarlo Giammetti.

Una coppia professionale e personale, che come spesso accade, si sarebbero incontrati fortunatamente in un caffè di Roma, di via Veneto. Da lì, nell’atmosfera di un locale che ha assunto un ruolo cruciale per la nascita di un sodalizio che ha contribuito a cambiare l’ambiente del fashion italiano e internazionale.

La camera ardente sarà allestita, in Piazza Mignanelli 23 a Roma,presso PM23 nelle giornate di mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, dalle 11:00 alle 18:00.

Il funerale invece si svolgerà alle 11 di venerdì 23 gennaio, all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica 8 a Roma.

Nei prossimi giorni, la capitale ospiterà le cerimonie funebri, permettendo al pubblico e agli addetti ai lavori di rendere omaggio. La Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti continuerà a tutelare l’immagine e il patrimonio dello stilista, garantendo la continuità del marchio nel settore.

Valentino Garavani, la persona, il personaggio

Valentino Garavani è nato l’11 maggio 1932 a Voghera, in Lombardia. Nel corso della sua carriera ha fondato la maison Valentino, diventando un punto di riferimento internazionale per l’alta moda.

La camera ardente si terrà il 21 e 22 gennaio 2026 presso PM23, Piazza Mignanelli 23 a Roma. Il funerale è previsto per il 23 gennaio 2026 alle ore 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, Piazza della Repubblica. La Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti ha diffuso l’annuncio della scomparsa, confermando i dettagli organizzativi.

Valentino ha rappresentato una delle figure più influenti del fashion system globale, con creazioni iconiche e un marchio riconosciuto in tutto il mondo. La sua attività ha contribuito a consolidare l’immagine della moda italiana d’alta gamma, influenzando sia le passerelle che la cultura popolare. La fondazione gestisce oggi l’eredità artistica e culturale dello stilista, promuovendo iniziative legate al patrimonio della maison.

 

 

SIGEP 2026: bilancio estremamente positivo per La San Marco tra innovazione, formazione e networking internazionale

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La San Marco (immagine concessa)

RIMINI – A un giorno dalla chiusura di SIGEP 2026, il bilancio della presenza de La San Marco è estremamente positivo. Lo stand dell’azienda ha accolto centinaia di addetti ai lavori, tra professionisti del settore, operatori horeca, torrefattori e buyer internazionali, che hanno partecipato con grande interesse alle attività in programma e hanno apprezzato l’allestimento, le proposte tecnologiche e l’approccio esperienziale del brand.

Fin dalle prime giornate, lo spazio La San Marco si è confermato come un ambiente vivo e operativo, capace di attrarre il pubblico non solo per l’esposizione dei prodotti, ma soprattutto per la qualità dei contenuti. Il ricco programma di masterclass e workshop ha registrato un’alta affluenza, con sessioni seguite da pubblico qualificato e attento, interessato ad approfondire temi chiave come l’estrazione a leva, la gestione della temperatura, il rapporto tra tostatura ed estrazione, la latte art e le nuove tendenze beverage.

Particolarmente apprezzato l’allestimento dello stand, concepito come uno spazio aperto al dialogo e alla sperimentazione, dove tutte le macchine sono state utilizzate in condizioni reali di lavoro. Un approccio che ha permesso di valorizzare sia  la tecnologia, che l’affidabilità, la costanza e la qualità costruttiva delle soluzioni La San Marco, trasformando il prodotto in esperienza concreta.

La manifestazione ha rappresentato anche un’importante occasione di sviluppo commerciale, con numerosi nuovi contatti internazionali avviati nel corso della fiera e prospettive di collaborazione che rafforzano ulteriormente il posizionamento globale dell’azienda.

Carmen Clemente (immagine concessa)

Grande soddisfazione per il debutto della nuova collaborazione con la brand ambassador Carmen Clemente, che ha riscosso un riscontro molto positivo sia durante la masterclass dedicata sia nei momenti di confronto informale con il pubblico. Un’intesa che ha dimostrato fin da subito la sua efficacia nel raccontare il brand attraverso competenza, autorevolezza e capacità di coinvolgimento.

Accanto alle nuove collaborazioni, SIGEP 2026 ha confermato e consolidato anche i rapporti con i partner storici, protagonisti delle diverse attivazioni in programma. Le sessioni sviluppate insieme a torrefattori, professionisti e realtà affermate del settore hanno rafforzato una rete di relazioni basata su valori condivisi, qualità e visione comune del futuro del caffè professionale.

A un giorno dalla chiusura della fiera, La San Marco guarda a questa edizione di SIGEP come a un momento chiave di confronto, crescita e relazione. Un appuntamento che ha confermato la capacità dell’azienda di unire tradizione e innovazione, creando valore sia attraverso le sue macchine, che grazie alle persone, i contenuti e le esperienze.

Federico Pinna è il miglior barista d’Italia: a Rimini ha vinto il campionato e ha staccato il biglietto per il Mondiale 2026 a Panama

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Federico Pinna Campione Italiano Barista 2026 (foto concessa)
Federico Pinna Campione Italiano Barista 2026 (foto concessa)

RIMINI – Si conclude il Sigep World 2026 con la gara Barista svoltasi nello spazio della Coffee Arena al Padiglione A1 della fiera di Rimini. I finalisti della competizione hanno messo alla prova la propria creatività nella preparazione delle tazze presentate ai giudici, raccontando nei minimi dettagli il loro caffè.

Sul palco della finale quattro professionisti del settore: Valentina Palange, Federico Pinna, Cesare Spinella e Matteo Pavoni.

I finalisti della gara Barista (foto concessa)

Federico Pinna in cima al podio: come si è svolta la gara Barista

I concorrenti hanno preparato in un tempo massimo di 15 minuti: 4 espressi, 4 bevande a base di caffè e latte caldo e 4 bevande analcoliche personalizzate a base espresso, da servire a una giuria formata da esperti giudici degustatori.

Le regole della gara sono le stesse del WBC (World Barista Championship – Campionato Mondiale Baristi) e il campionato è valido per il WBC (World Barista Championship) e il campionato è valido per il WBC (World Barista Championship) che si svolgerà a Panama dal 23 al 25 ottobre 2026.

Federico Pinna vince la competizione Barista dopo due giorni intensi di preparazioni con un livello di gara molto alto: “Ringrazio chiunque mi abbia sostenuto, il mio team, ma anche la mia famiglia e adesso andiamo a Panama pronti per una nuova sfida”.

Questa la classifica finale della gara: primo posto per Federico Pinna, secondo Cesare Spinella, terzo Matteo Pavoni e quarta Valentina Palange.

SCA Italy ringrazia tutti gli sponsor per il supporto alla gara: Sanremo Coffee Machines, Cimbali Group con Casadio e Hermes Dual e BWT – Water&More.

Quarto giorno dei Campionati Italiani 2026 di SCA Italy: Stefano Cevenini vince la Latte Art e Roasting conquistato da Francesco Masciullo

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Il vincitore della Latte Art Stefano Cevenini

RIMINI – La giornata di lunedì 19 gennaio si è aperta con le finali di Latte Art e Roasting e, in contemporanea, la competizione per decretare il miglior barista italiano che avrà la sua conclusione martedì 20 gennaio, ultimo giorno della fiera Sigep World 2026 di Rimini.

Come si sono svolte le gare di Latte Art e Roasting

Si sono sfidati sul palco 4 professionisti del comparto caffè per la categoria Latte Art; in questa gara i concorrenti hanno dato prova della loro abilità manuale e del loro spirito artistico. I partecipanti hanno dovuto superare varie fasi prima di accedere alla finale, riservata solo a 4 concorrenti.

Qui, nel tempo massimo di 10 minuti si sono sfidati preparando4 bevande artistiche a base di caffè e latte, uguali a due a due, utilizzando tecniche diverse: la decorazione e il free pour, due espressi macchiati con la tecnica free pour identici nel disegno, da presentare a 2 giudici visual, 1 giudice tecnico e un capo giuria. Il campionato è valido per il WLAC (World Latte Art Championship) che si svolgerà a San Diego (USA) dal 10 al 12 aprile.

L’Area Roasting ha visto invece sfidarsi 6 concorrenti: la gara di tostatura si è sviluppata su un fitto programma della durata complessiva di tre giorni. Classificazione del caffè verde, tostatura e assaggio del caffè tostato, sotto la supervisione di una giuria tecnica internazionale. Il campionato è valido per il WCRC (World Coffee Roasting Championship) che si svolgerà a Bruxelles dal 25 al 27 aprile 2026.

Stefano Cevenini è Campione Italiano Latte Art che vince per la seconda volta consecutiva il titolo. Al secondo posto della competizione Maurizio Boi e terzo classificato Giovanni Ivan De Rosa. Un grazie speciale va ai Platinum Sponsor BWT – Water&More, Dalla Corte e Cimbali Group con Casadio per aver messo a disposizione le attrezzature migliori per le gare.

Francesco Masciullo vincitore Roasting

Ad aggiudicarsi il titolo 2026 nella categoria Roasting è Francesco Masciullo di Ditta Artigianale per la prima volta sul gradino più alto del podio. La gara di tostatura è una delle più lunghe e articolate dei Campionati Italiani di SCA Italy. Secondo posto per Max Franchi e terzo classificato Emanuele Bernabei. Si ringraziano gli sponsor Best Coffee per il caffè verde e IMA Petroncini per gli impianti per la torrefazione del caffè.

I finalisti della gara Barista

Finalisti gara Barista (immagine concessa)

Martedì 20 gennaio dalle ore 11.00 alle 16.00, nello spazio della Coffee Arena al Padiglione A1, si sfideranno i 4 finalisti della gara Barista: Valentina Palange, Federico Pinna, Cesare Spinella e Matteo Pavoni. Metteranno alla prova estro e creatività, dalla preparazione alla presentazione delle loro tazze per uno storytelling del caffè.

SCA Italy vi aspetta al Padiglione A1 nello spazio della Coffee Arena e allo stand dedicato per seguire le competizioni in tutti i momenti della giornata.

Segui la diretta dei campionati sul sito: www.scaitaly.coffee

Dubai e caffè: conclusi i campionati internazionali al World of Coffee

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World of coffee dubai (immagine: Mario Conti)

DUBAI – L’Emirato è stato teatro dei campionati internazionali dedicati al mondo del caffè, ospitati all’interno del World of Coffee Dubai. La manifestazione ha riunito professionisti e addetti ai lavori da tutto il mondo, protagonisti delle competizioni riservate ai baristi e alla latte art.

Le gare hanno confermato il ruolo sempre più centrale dell’evento nel panorama internazionale del settore. Ecco alcune immagini dei momenti più significativi, inviate da Mario Conti della DVG De Vecchi Giovanni.

Dubai (immagine: Mario Conti)

 

Competitive Data sul Vending: ricavi totali in crescita a 1,7 mld di euro nel 2024

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ROMA – Competitive Data ha analizzato i bilanci delle prime 240 gestioni vending, e dei primi 35 produttori di macchine per la distribuzione automatica e semiautomatica.

I ricavi totali delle gestioni vending, al netto delle cessazioni, fusioni, e quelle ancora ferme al 2023, sono stati pari a 1,7 mld di euro nel 2024, in crescita del +5,9% rispetto al 2023.

La crescita maggiore (+7,7%) la fanno registrare le gestioni con ricavi superiori ai 10 milioni di euro, seguite dalle gestioni con ricavi inferiori ai 5 milioni di euro (+2,1%), ed infine quelle con ricavi compresi tra 5 e 10 milioni di euro (+1,1%).

A livello territoriale sono le regioni del Nord Ovest a mostrare la crescita maggiore con una variazione positiva del +17,0%, seguite dalle regioni del Sud e Isole con il +3,5%. Figurano di segno opposto le regioni del Nord Est con una leggera flessione del -0,1%, e quelle del Centro con il -7,3%.

Indici di redditività

Aggregando i bilanci di un campione di società che realizzano nel settore delle gestioni vending una quota superiore al 50% dei ricavi si ottiene il bilancio somma settoriale, dal quale vengono calcolati i valori medi di riferimento con cui confrontare le performance aziendali.

Il ROE, Return on Equity, è il rapporto tra Utile e Patrimonio netto e rappresenta la redditività per i soci. Il ROE medio passa dal 6,5% del 2023 al 6,6% del 2024.

Il ROI, Return on Investment, è il Risultato operativo (ottenuto sottraendo dai ricavi tutti i costi operativi) sul Capitale investito netto (cioè l’attivo di Stato Patrimoniale al netto dei fondi di rettifica). Rappresenta la redditività della gestione caratteristica. Il ROI medio passa dal 5,1% del 2023 al 5,8% del 2024.

ROS, Return on Sales, è il rapporto tra il risultato operativo e i ricavi e rappresenta il margine operativo sulle vendite. Il ROS passa dal 4,2% del 2023 al 4,5% del 2024.

Migliora anche l’EBITDA medio rispetto al fatturato, o ebitda margin, passa dal 13,0% del 2023 al 13,5% del 2024.

Le previsioni del bilancio medio settoriale

Sono numerose le variabili che possono avere un impatto sul conto economico delle aziende: il contesto macroeconomico, i costi energetici (a loro volta influenzati dalle dinamiche geopolitiche), le normative sugli imballaggi, l’evoluzione dello smart working, ecc.

L’intensità con cui le variabili individuate si manifesteranno generano due scenari, quello base e quello peggiore, che proiettati al 2029 restituiscono risultati molto diversi tra loro.

Il 2025 vedrà una sofferenza della marginalità per entrambi gli scenari, ma molto più significativa per lo scenario peggiore; tuttavia nel caso dello scenario base questa supererà il valore del 2024 già a partire dal 2026.

Il risultato operativo assume una traiettoria discendente sempre più marcata nel periodo 2025-2029 in caso di scenario peggiore.

I ricavi sono previsti in crescita ad un CAGR del +2,5% nel periodo 2025-2029 nello scenario base. Lo scenario peggiore vede invece un CAGR negativo nell’arco dello stesso quinquennio.

Ulteriori approfondimenti sono disponibili al link https://www.monitoraitalia.it/analisi-del-settore-vending-nel-2025-con-le-previsioni-al-2029/

Gelato artigianale, 2025: nel mondo le vendite a +8,5%, giro d’affari di 16,5 miliardi di euro

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filiere gelato
Il consumo dei gelati aumenta insieme ai prezzi

Nel 2025 il mercato del gelato artigianale conferma una solida performance a livello globale, con ricavi in crescita e un’espansione significativa nei Paesi extra europei. L’Italia resta il principale riferimento europeo, consolidando la sua posizione sia per fatturato che per numero di punti vendita.

Questi dati sottolineano la rilevanza del gelato artigianale come segmento dinamico del settore foodservice.

Gelato artigianale: numeri in aumento

A livello globale il mercato del gelato artigianale ha raggiunto un valore di circa 16,5 miliardi di euro nel 2025, segnando una crescita dell’8,5% rispetto all’anno precedente.

La spinta principale alla crescita proviene dai mercati extra UE, che hanno registrato un’espansione del 10%, con la rete di punti vendita (gelaterie, bar, ristoranti) superiore a 45.000 unità.

In Europa

Il mercato del gelato artigianale raggiunge 11,7 miliardi di euro nel 2025, con un aumento del 7% e circa 66.000 punti vendita che impiegano circa 300.000 addetti.

In Italia, il settore supera i 3,1 miliardi di euro di fatturato, con un incremento del 3,5% rispetto al 2024; i consumi restano stabili con circa 2 kg di gelato pro capite e una spesa media di 48 euro a persona.

Nel complesso, la filiera italiana del gelato artigianale arriva a un valore stimato di 4,9 miliardi di euro e dà occupazione a oltre 120.000 addetti.

Per il 2026 si prevede che il mercato del gelato artigianale mantenga traiettorie positive

Anche grazie a eventi internazionali come il SIGEP World Expo e alla consolidata presenza di reti commerciali globali. I produttori più innovativi, capaci di integrare qualità, sostenibilità e accessibilità, saranno probabilmente tra i più competitivi in un mercato sempre più globalizzato e dinamico.