MILANO – Secondo appuntamento con Lualdi Advisors per comprendere il funzionamento di uno strumento potenzialmente rivoluzionario per il settore caffè, SIGMA. Qui l’incipit di questo dialogo avvenuto con il fondatore e che ora procede con il seguito della conversazione.
Lualdi: “Abbiamo approcciato il mercato del caffè da relativamente poco perché è un mercato strepitoso “
“Sebbene la nostra esperienza sia particolarmente consolidata sul caffè negli Stati Uniti e in Sud America, con un focus sui traders più esposti e quindi maggiormente interessati a utilizzare il nostro strumento, lo scenario di crescente volatilità apre uno spazio ancora più rilevante per il nostro servizio come supporto alle aziende del settore.
In un contesto del genere, ciò che per molti operatori rappresenta un rischio, per un modello come il nostro non è un fattore negativo. Al contrario, la volatilità diventa una fonte di informazione preziosa: ne traiamo beneficio sia in termini di opportunità operative sia come segnale di allerta precoce, da gestire in modo strutturato insieme al cliente.”
“Comunichiamo il segnale con un semplice report con tutti i parametri di cui abbiamo discusso prima. “
“Lo Sharpe Ratio è un indicatore statistico che mette in relazione rendimento e rischio, misurando quanto extra-rendimento viene generato per ogni unità di volatilità assunta. In finanza vengono privilegiati i modelli che producono una linea di equity regolare, con oscillazioni contenute del capitale investito.
Un valore intorno a 1 è già considerato soddisfacente; nel caso di SIGMA lo Sharpe Ratio si colloca tra 4 e 6 a seconda dello strumento a cui viene applicato. Questo si traduce in una precisione operativa eccezionale e in drawdown molto limitato, cioè in una distanza ridotta tra i massimi e i minimi della linea di equity nel tempo.”
Qui si inserisce Giancarlo Samaritani, uno dei primi nel caffè italiano a credere in questo approccio:
“Ho capito subito che rappresentava un’opportunità straordinaria per il nostro settore. Parliamo di un segmento di mercato che muove cifre enormi. Abbiamo iniziato a presentarci a diverse torrefazioni per proporre il servizio SIGMA. Tuttavia, trattandosi di uno strumento profondamente innovativo, anche le aziende più strutturate stanno ancora imparando a coglierne fino in fondo le potenzialità.
Ci muoviamo quindi in un contesto ancora molto conservativo, che richiede tempo per accettare un cambio di paradigma di questo tipo.
C’è ancora una certa paura, accompagnata però da una forte curiosità, soprattutto tra i torrefattori che guardano al presente con l’occhio di chi ha vissuto un passato in cui i picchi del mercato del caffè si sono sempre riassorbiti senza mettere davvero in crisi l’economia del settore. Oggi, però, quello che stiamo vivendo non può più essere letto soltanto attraverso l’esperienza passata.
La variabile tempo è cambiata in modo radicale, e proprio per questo diventa necessario dotarsi di strumenti nuovi. Lualdi sviluppava e sperimentava sull’intelligenza artificiale già 15 anni fa, quando ancora quasi nessuno la nominava.”
Prosegue Lualdi:
“L’Italia ha una tradizione fortissima e questo, per noi, rappresenta certamente una sfida quando presentiamo il nostro strumento. Allo stesso tempo, va riconosciuto che proprio questa prudenza ha protetto molte aziende da diverse crisi nel corso degli anni. Oggi, però, il mercato non premia più questo atteggiamento di prudenza. La volatilità attuale non può essere gestita con un approccio fondato su fondamentali che ormai non sono più adeguati alla realtà in cui operiamo.
Per aziende di grandi dimensioni, che acquistano oltre 700 milioni di euro l’anno, è fondamentale capire che comprare in modo casuale o semplicemente seguendo il ritmo delle scadenze produttive significa esporsi a decisioni di acquisto completamente errate dal punto di vista del pricing. Oggi questo equivale a lasciare sul tavolo enormi quantità di denaro, e quindi di margini.”
La dimensione delle aziende quale dev’essere per avere vantaggi da SIGMA?
“Le aziende esposte sul mercato delle materie prime, hanno bisogno di strumenti per preservarsi dai rischi. Il caffè non può aumentare all’infinito con rincari sul cliente finale, non è una modalità più sostenibile per fronteggiare la volatilità del mercato. Non si può continuare a compensare la volatilità aumentando i listini: così si finisce solo per erodere margini. Per recuperare davvero valore serve acquistare meglio, affidandosi a strumenti tecnici avanzati.
Nel nostro lavoro ci confrontiamo principalmente con i teams di procurement: non ci sostituiamo alle loro decisioni, ma ci proponiamo come un’estensione delle loro competenze, potenziandone l’analisi e il timing operativo. In questa direzione abbiamo riscontrato molto interesse.
A livello globale, non solo in Italia, le piattaforme più diffuse nell’ambito delle commodities e della consulenza tendono a concentrarsi soprattutto sugli aspetti fondamentali come raccolti, clima, dinamiche agricole. L’analisi quantitativa, applicata con un livello di precisione come quello di SIGMA, è ancora relativamente nuova, anche perché costruire uno strumento di questo tipo è estremamente complesso, richiede investimenti significativi e diversi anni di sviluppo.
Il mercato non è particolarmente affollato di modelli paragonabili a SIGMA. Questo, da un lato, rappresenta un grande vantaggio competitivo; dall’altro, crea qualche difficoltà sul fronte del pricing, in particolare in Italia, dove le dimensioni medie del procurement sono molto inferiori a quelle di molte realtà Americane.
Negli Stati Uniti, lavoriamo con aziende che hanno procurement da 1,5 miliardi di dollari: in contesti di questa scala, il valore percepito del servizio e la mentalità rispetto agli investimenti in strumenti avanzati sono molto diversi, e questo rende il terreno estremamente fertile.
Il nostro pricing riflette il valore generato e la complessità del lavoro svolto. Partiamo dalle dimensioni del procurement di ogni azienda cliente: una realtà che investe un miliardo all’anno in acquisti di materie prime ha esigenze, frequenza operativa e profondità di analisi molto diverse rispetto a chi muove volumi più contenuti. Di conseguenza, anche il costo del servizio si adatta. In linea di massima, il pricing medio per cliente e’ di 350,000 dollari l’anno.”
Che tipo di indicazioni dà il modello rispetto alle strategie di hedging?
“Abbiamo a che fare con teams di procurement molto evoluti, che gestiscono la finanza in modo altamente professionale. Su questo piano non è necessario aggiungere la nostra “firma”. Il tema critico emerge invece sul fronte dell’hedging: quasi tutte le aziende applicano coperture fisse (a 3, 6 o 12 mesi), ma se la copertura viene effettuata a un livello di prezzo sfavorevole, il problema non viene risolto, viene solo spostato avanti nel tempo.
I nostri strumenti, in ambito di hedging, possono essere messi a disposizione sia dell’area finance sia del procurement, e sono applicabili tanto alle posizioni sul fisico quanto a quelle puramente finanziarie.”
Qual è il livello di rischio previsto nel caso di operazioni speculative controllate?
“Prima di tutto, il nostro lavoro consiste nello speculare sull’andamento dei prezzi nei mercati finanziari, e lo dico con trasparenza. La parola “speculazione” è spesso percepita in modo negativo, ma in realtà esistono modalità corrette e responsabili di applicarla.
Nel trading, la nostra filosofia operativa si basa sul long only: privilegiamo posizioni in acquisto e non effettuiamo short selling su singole aziende. Le operazioni di short le utilizziamo solo su futures sugli indici, in modo da esprimere una visione ribassista sul mercato nel suo complesso, senza influire negativamente su una singola impresa
Non speculiamo contro aziende che riteniamo possano trovarsi in difficoltà; preferiamo concentrarci sulla parte positiva del mercato, cioè sui movimenti di rialzo dei prezzi. Molti operatori costruiscono la loro strategia puntando sul declino delle aziende, mentre noi abbiamo fatto una scelta diversa.
Si tratta di un’impostazione sia etica sia metodologica: osserviamo la direzione naturale dei mercati, che nel lungo periodo tendono a crescere. Il modello, tecnicamente, è in grado di fare tutto, anche identificare fasi di mercato ribassiste, ma la nostra linea guida resta quella di lavorare in modo costruttivo, senza alimentare dinamiche speculative dannose.»
Può dirci quali sono i motivi pratici per cui un’azienda dovrebbe adottare il vostro modello?
“Parliamo di un vantaggio che nasce da un’elevata precisione nel determinare il momento di acquisto, un elemento fondamentale in ottica procurement: scegliere il momento giusto per comprare o vendere fa davvero la differenza. Il livello di prezzo in sé è relativamente meno importante. Noi lo forniamo come riferimento operativo legato al segnale, ma il vero punto chiave è la direzionalità del mercato.
È su questo che si concentra il nostro impatto per le aziende e da cui derivano i margini economici che possono ottenere.
Da un punto di vista commerciale, non colleghiamo il nostro compenso alle performance per due motivi. Prima di tutto, il modo e i tempi con cui il cliente sceglie di reagire alle nostre indicazioni restano totalmente sotto il suo controllo: noi forniamo segnali, ma le decisioni operative spettano esclusivamente all’azienda.
In secondo luogo, vogliamo evitare qualsiasi conflitto di interessi: se il nostro guadagno dipendesse direttamente dai margini del cliente, esisterebbe il rischio, anche solo inconscio, di spingere verso operazioni più rischiose, perché sono quelle che potenzialmente generano più profitto.
Preferiamo che il focus resti sulla qualità del segnale operativo.
Per questo la nostra consulenza ha un costo fisso per singolo cliente, in un’ottica di massima trasparenza: il nostro lavoro consiste nel fornire segnali che creano un vantaggio economico e di profitto, senza variabili nascoste nella struttura delle commissioni.
SIGMA è anche personalizzabile.
Cambia l’approccio a seconda del profilo del cliente: i traders hanno una logica più speculativa, mentre torrefattori e trasformatori tendono a ragionare in modo più tradizionale, concentrandosi sul margine industriale e spesso trascurando le opportunità che derivano dalla componente finanziaria. La customizzazione esiste ed è articolata su diversi livelli di servizio.
Siamo una realtà piccola per scelta e vogliamo restare snelli. Fondata nel 2015, Lualdi Advisors ha avviato la sua fase di espansione nel 2023 con un team di tre persone; Oggi ne contiamo quindici e puntiamo a raggiungere una struttura di circa cinquanta entro la fine del 2026. Sul caffè ci stiamo concentrando in particolare su Italia e Sud America, facendo leva sul lavoro del nostro team italiano.”



















