domenica 11 Gennaio 2026
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Lualdi Advisors, secondo viaggio esplorativo di SIGMA: “Crescente volatilità, per noi non è negativa”

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Alex Lualdi, Sigma (foto concessa)
Alex Lualdi, Sigma (foto concessa)

MILANO – Secondo appuntamento con Lualdi Advisors per comprendere il funzionamento di uno strumento potenzialmente rivoluzionario per il settore caffè, SIGMA. Qui l’incipit di questo dialogo avvenuto con il fondatore e che ora procede con il seguito della conversazione.

Lualdi: “Abbiamo approcciato il mercato del caffè da relativamente poco perché è un mercato strepitoso “

“Sebbene la nostra esperienza sia particolarmente consolidata sul caffè negli Stati Uniti e in Sud America, con un focus sui traders più esposti e quindi maggiormente interessati a utilizzare il nostro strumento, lo scenario di crescente volatilità apre uno spazio ancora più rilevante per il nostro servizio come supporto alle aziende del settore.

In un contesto del genere, ciò che per molti operatori rappresenta un rischio, per un modello come il nostro non è un fattore negativo. Al contrario, la volatilità diventa una fonte di informazione preziosa: ne traiamo beneficio sia in termini di opportunità operative sia come segnale di allerta precoce, da gestire in modo strutturato insieme al cliente.”

“Comunichiamo il segnale con un semplice report con tutti i parametri di cui abbiamo discusso prima. “

“Lo Sharpe Ratio è un indicatore statistico che mette in relazione rendimento e rischio, misurando quanto extra-rendimento viene generato per ogni unità di volatilità assunta. In finanza vengono privilegiati i modelli che producono una linea di equity regolare, con oscillazioni contenute del capitale investito.

Un valore intorno a 1 è già considerato soddisfacente; nel caso di SIGMA lo Sharpe Ratio si colloca tra 4 e 6 a seconda dello strumento a cui viene applicato. Questo si traduce in una precisione operativa eccezionale e in drawdown molto limitato, cioè in una distanza ridotta tra i massimi e i minimi della linea di equity nel tempo.”

Qui si inserisce Giancarlo Samaritani, uno dei primi nel caffè italiano a credere in questo approccio:

“Ho capito subito che rappresentava un’opportunità straordinaria per il nostro settore. Parliamo di un segmento di mercato che muove cifre enormi. Abbiamo iniziato a presentarci a diverse torrefazioni per proporre il servizio SIGMA. Tuttavia, trattandosi di uno strumento profondamente innovativo, anche le aziende più strutturate stanno ancora imparando a coglierne fino in fondo le potenzialità.

Ci muoviamo quindi in un contesto ancora molto conservativo, che richiede tempo per accettare un cambio di paradigma di questo tipo.

C’è ancora una certa paura, accompagnata però da una forte curiosità, soprattutto tra i torrefattori che guardano al presente con l’occhio di chi ha vissuto un passato in cui i picchi del mercato del caffè si sono sempre riassorbiti senza mettere davvero in crisi l’economia del settore. Oggi, però, quello che stiamo vivendo non può più essere letto soltanto attraverso l’esperienza passata.

La variabile tempo è cambiata in modo radicale, e proprio per questo diventa necessario dotarsi di strumenti nuovi. Lualdi sviluppava e sperimentava sull’intelligenza artificiale già 15 anni fa, quando ancora quasi nessuno la nominava.”

Prosegue Lualdi:

“L’Italia ha una tradizione fortissima e questo, per noi, rappresenta certamente una sfida quando presentiamo il nostro strumento. Allo stesso tempo, va riconosciuto che proprio questa prudenza ha protetto molte aziende da diverse crisi nel corso degli anni. Oggi, però, il mercato non premia più questo atteggiamento di prudenza. La volatilità attuale non può essere gestita con un approccio fondato su fondamentali che ormai non sono più adeguati alla realtà in cui operiamo.

Per aziende di grandi dimensioni, che acquistano oltre 700 milioni di euro l’anno, è fondamentale capire che comprare in modo casuale o semplicemente seguendo il ritmo delle scadenze produttive significa esporsi a decisioni di acquisto completamente errate dal punto di vista del pricing. Oggi questo equivale a lasciare sul tavolo enormi quantità di denaro, e quindi di margini.”

La dimensione delle aziende quale dev’essere per avere vantaggi da SIGMA?

“Le aziende esposte sul mercato delle materie prime, hanno bisogno di strumenti per preservarsi dai rischi. Il caffè non può aumentare all’infinito con rincari sul cliente finale, non è una modalità più sostenibile per fronteggiare la volatilità del mercato. Non si può continuare a compensare la volatilità aumentando i listini: così si finisce solo per erodere margini. Per recuperare davvero valore serve acquistare meglio, affidandosi a strumenti tecnici avanzati.

Nel nostro lavoro ci confrontiamo principalmente con i teams di procurement: non ci sostituiamo alle loro decisioni, ma ci proponiamo come un’estensione delle loro competenze, potenziandone l’analisi e il timing operativo. In questa direzione abbiamo riscontrato molto interesse.

A livello globale, non solo in Italia, le piattaforme più diffuse nell’ambito delle commodities e della consulenza tendono a concentrarsi soprattutto sugli aspetti fondamentali come raccolti, clima, dinamiche agricole. L’analisi quantitativa, applicata con un livello di precisione come quello di SIGMA, è ancora relativamente nuova, anche perché costruire uno strumento di questo tipo è estremamente complesso, richiede investimenti significativi e diversi anni di sviluppo.

Il mercato non è particolarmente affollato di modelli paragonabili a SIGMA. Questo, da un lato, rappresenta un grande vantaggio competitivo; dall’altro, crea qualche difficoltà sul fronte del pricing, in particolare in Italia, dove le dimensioni medie del procurement sono molto inferiori a quelle di molte realtà Americane.

Negli Stati Uniti, lavoriamo con aziende che hanno procurement da 1,5 miliardi di dollari: in contesti di questa scala, il valore percepito del servizio e la mentalità rispetto agli investimenti in strumenti avanzati sono molto diversi, e questo rende il terreno estremamente fertile.

Il nostro pricing riflette il valore generato e la complessità del lavoro svolto. Partiamo dalle dimensioni del procurement di ogni azienda cliente: una realtà che investe un miliardo all’anno in acquisti di materie prime ha esigenze, frequenza operativa e profondità di analisi molto diverse rispetto a chi muove volumi più contenuti. Di conseguenza, anche il costo del servizio si adatta. In linea di massima, il pricing medio per cliente e’ di 350,000 dollari l’anno.”

Che tipo di indicazioni dà il modello rispetto alle strategie di hedging?

“Abbiamo a che fare con teams di procurement molto evoluti, che gestiscono la finanza in modo altamente professionale. Su questo piano non è necessario aggiungere la nostra “firma”. Il tema critico emerge invece sul fronte dell’hedging: quasi tutte le aziende applicano coperture fisse (a 3, 6 o 12 mesi), ma se la copertura viene effettuata a un livello di prezzo sfavorevole, il problema non viene risolto, viene solo spostato avanti nel tempo.

I nostri strumenti, in ambito di hedging, possono essere messi a disposizione sia dell’area finance sia del procurement, e sono applicabili tanto alle posizioni sul fisico quanto a quelle puramente finanziarie.”

Qual è il livello di rischio previsto nel caso di operazioni speculative controllate?

“Prima di tutto, il nostro lavoro consiste nello speculare sull’andamento dei prezzi nei mercati finanziari, e lo dico con trasparenza. La parola “speculazione” è spesso percepita in modo negativo, ma in realtà esistono modalità corrette e responsabili di applicarla.
Nel trading, la nostra filosofia operativa si basa sul long only: privilegiamo posizioni in acquisto e non effettuiamo short selling su singole aziende. Le operazioni di short le utilizziamo solo su futures sugli indici, in modo da esprimere una visione ribassista sul mercato nel suo complesso, senza influire negativamente su una singola impresa

Non speculiamo contro aziende che riteniamo possano trovarsi in difficoltà; preferiamo concentrarci sulla parte positiva del mercato, cioè sui movimenti di rialzo dei prezzi. Molti operatori costruiscono la loro strategia puntando sul declino delle aziende, mentre noi abbiamo fatto una scelta diversa.

Si tratta di un’impostazione sia etica sia metodologica: osserviamo la direzione naturale dei mercati, che nel lungo periodo tendono a crescere. Il modello, tecnicamente, è in grado di fare tutto, anche identificare fasi di mercato ribassiste, ma la nostra linea guida resta quella di lavorare in modo costruttivo, senza alimentare dinamiche speculative dannose.»

Può dirci quali sono i motivi pratici per cui un’azienda dovrebbe adottare il vostro modello?

“Parliamo di un vantaggio che nasce da un’elevata precisione nel determinare il momento di acquisto, un elemento fondamentale in ottica procurement: scegliere il momento giusto per comprare o vendere fa davvero la differenza. Il livello di prezzo in sé è relativamente meno importante. Noi lo forniamo come riferimento operativo legato al segnale, ma il vero punto chiave è la direzionalità del mercato.

È su questo che si concentra il nostro impatto per le aziende e da cui derivano i margini economici che possono ottenere.

Da un punto di vista commerciale, non colleghiamo il nostro compenso alle performance per due motivi. Prima di tutto, il modo e i tempi con cui il cliente sceglie di reagire alle nostre indicazioni restano totalmente sotto il suo controllo: noi forniamo segnali, ma le decisioni operative spettano esclusivamente all’azienda.

In secondo luogo, vogliamo evitare qualsiasi conflitto di interessi: se il nostro guadagno dipendesse direttamente dai margini del cliente, esisterebbe il rischio, anche solo inconscio, di spingere verso operazioni più rischiose, perché sono quelle che potenzialmente generano più profitto.

Preferiamo che il focus resti sulla qualità del segnale operativo.

Per questo la nostra consulenza ha un costo fisso per singolo cliente, in un’ottica di massima trasparenza: il nostro lavoro consiste nel fornire segnali che creano un vantaggio economico e di profitto, senza variabili nascoste nella struttura delle commissioni.
SIGMA è anche personalizzabile.

Cambia l’approccio a seconda del profilo del cliente: i traders hanno una logica più speculativa, mentre torrefattori e trasformatori tendono a ragionare in modo più tradizionale, concentrandosi sul margine industriale e spesso trascurando le opportunità che derivano dalla componente finanziaria. La customizzazione esiste ed è articolata su diversi livelli di servizio.

Siamo una realtà piccola per scelta e vogliamo restare snelli. Fondata nel 2015, Lualdi Advisors ha avviato la sua fase di espansione nel 2023 con un team di tre persone; Oggi ne contiamo quindici e puntiamo a raggiungere una struttura di circa cinquanta entro la fine del 2026. Sul caffè ci stiamo concentrando in particolare su Italia e Sud America, facendo leva sul lavoro del nostro team italiano.”

Manilla e N1: quando specialty e cartoleria si uniscono in un unico format gestito da due donne

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Ieva Lazdane e la sua socia Emmy Popesco (foto concessa)

MILANO – Le caffetterie specialty hanno diverse forme: c’è chi ha unito fiori e caffè, c’è chi i libri, chi gli occhiali da sole: la storia di Manilla a Milano quindi, si inserisce in questo filone di concept ibridi che però si muovono sempre sullo stesso binario, la qualità.

Dalla Lettonia, Manilla nasce come cartoleria e poi si evolve in una sintonia con angolo specialty coffee

Ieva Lazdane e Emmy Popesco sono socie, la prima segue la parte della cartoleria, la seconda la caffetteria. Ma per capire meglio come tutto è partito, bisogna fare un passo indietro e osservare le origini di Manilla: Lazdane, da architetto di interni si sposta in Italia per creare qualcosa di proprio e così porta il primo franchising ibrido del format lettone ideato da Linda Lukstina, a Milano, città di suo marito.

Lo specialty arriva soltanto dopo, perché si sposava bene con la filosofia di Manilla: consumo rilassato, momenti di bellezza: “Anche il caffè richiede tempo, attenzione al dettaglio, ricerca della materia prima e dell’estrazione”.

Emmy ha fatto questa proposta di una caffetteria specialty coffee in un fortunato incontro, e dopo un anno e mezzo il sogno, si è fatto realtà. Emmy è nata in Francia e si è trasferita in Italia a 5 anni, crescendo a Milano e poi viaggiando per studiare nel mondo. Ora si trova a Singapore, ma Milano è rimasta nel cuore.

Una distanza siderale, colmata con naturalezza grazie ai 20 anni di amicizia e dalla condivisione di esperienze e passione per il caffè. Emmy confessa: “Non riesco ormai più a bere il caffè cattivo. A Singapore, questa bevanda è di un livello più alto, è considerata maggiormente, ed è qui che è iniziato il mio interesse per lo specialty coffee.

Con N1 abbiamo sviluppato il concetto di proporre un coffee corner dove vivere il rito del caffè con calma.”

Ieva ed Emmy, si sono così unite nella trasmissione di prodotti di qualità tra bakery e caffè. Da questo sogno ora si è arrivati in realtà.

Parliamo di caffè nel nuovo concept store

L’angolo caffetteria (foto concessa)

Sul menù una monorigine Etiopia Sidamo, più floreale, che sa di cioccolato e frutta secca, ben bilanciato. Poi un blend tra Colombia, Brasile e Perù che si equilibrano in tazza “Per non shockare publico non abituato al specialty coffee’’, – specifica team N1. Manilla si colloca comunque in una zona residenziale e quindi era essenziale per noi iniziare con una soluzione di origine specialty ma comprensibile al palato anche meno esperto.”

Tutti chicchi selezionati dalla torrefazione Caffè del Borgo con cui esiste una collaborazione, che rispecchiano i gusti, l’etica e la qualità di N1.

Il caffè Etiopia Sidamo è servito sia in espresso (a 1.80 euro) e sia in pour over, invece la miscela anche nelle versioni fredde e con il latte, anche d’avena. “Siamo molto consapevoli del prezzo che abbiamo fissato, dopo una lunga ricerca che ci ha fatto comprendere che quella cifra era giustificata”.

In un corner specialty coffee, non poteva mancare una macchina di caffè La Marzocco sul bancone, gestita da un barista senior con l’esperienza nel mondo di caffe’ dal tutto il mondo.

E gli spazi?

Dentro Manilla a Milano (foto concessa)

Racconta Lazdane: “Essendo innanzitutto un architetto di interni, avevamo un vantaggio sul riformulare gli spazi nel rispetto delle norme di somministrazione valide qui a Milano. Abbiamo valutato ogni centimetro e alla fine siamo riuscite a modificare solo il 30% del negozio. La parte più complicata da gestire sono stati i bagni e aggiungere l’angolo caffè. I clienti restano sorpresi da quanto siamo riuscite a sfruttare un ambiente piccolo di appena 40 metri quadri, dividendolo in due aree. Le vetrine aiutano a far percepire gli spazi più ampi e luminosi.”

Un aneddoto che sembra quasi destino: in precedenza nello stesso locale, c’era proprio un bar. Era un po’ già scritto: “Avevo lasciato invariati gli attacchi dell’acqua e scarico, la trifase. Come se ci fosse già in qualche angolo della mia mente la prospettiva di integrare la caffetteria.”

Ovviamente, per realizzare questo format, entrambe si sono appoggiate e confrontate con specialisti e professionisti, da costruttori di macchine agli stessi baristi, per comprendere come organizzare al meglio la zona bancone e assicurare un flow del servizio che fosse il più fluido possibile.

Il Nuovo concept store in via Bronzino 21 è nella sua versione ibrida ed è ancora agli inizi, ma si pensa già ai prossimi sviluppi: attualmente ci sono sei posti per sedersi al interno e delle panchine nei dehors ma “Valuteremo più avanti come ampliare ulteriormente il business”.

Una cosa è certa fin qui: In questo prezioso angolo di Milano, si è creato un team al femminile affiatato che funziona anche con tanta distanza geografica tra loro.

IMF, le torrefattrici al TCE 2025: tecnologia, intelligenza artificiale e sostenibilità al servizio della tostatura del futuro

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Alessandro Garbin, Amministratore Delegato di IMF.

TRIESTE – In occasione del TCE 2025, IMF ha presentato la propria visione di una tostatura sempre più efficiente e sostenibile, capace di coniugare il sapere artigianale italiano con le più avanzate soluzioni tecnologiche. Un approccio che guarda al futuro senza rinunciare alla qualità in tazza, valore fondante dell’identità aziendale.

«Il nostro focus è esclusivamente il mondo del caffè», ha spiegato Alessandro Garbin, Amministratore Delegato di IMF. «Progettiamo soluzioni che permettano di mantenere le stesse caratteristiche qualitative delle tostature tradizionali, riducendo al contempo l’impatto ambientale».

In quest’ottica si inseriscono lo sviluppo di nuove tostatrici totalmente elettriche e di macchine alimentate da una miscela di metano e idrogeno, affiancate da un software di nuova generazione basato sull’intelligenza artificiale, sviluppato in collaborazione con il Trinity College di Dublino.

IMF non si limita alla produzione della singola tostatrice, ma progetta impianti completi di torrefazione: dalla ricezione e pulizia del caffè verde allo stoccaggio, dalla tostatura – cuore pulsante del processo – fino allo stoccaggio del caffè torrefatto, al trasporto verso macinazione e alle diverse soluzioni di confezionamento.

Le parole di Giorgio Mosca, Senior Area Sales Manager IMF

A entrare nel dettaglio del processo è stato Giorgio Mosca, Senior Area Sales Manager IMF, che ha ricordato come l’azienda sia oggi presente in oltre 70 Paesi, con impianti interamente progettati e realizzati in Italia. «Lavorare a livello globale ci ha portato a sviluppare soluzioni su misura per torrefazioni di ogni dimensione e per diversi stili di consumo, non solo espresso».

Giorgio Mosca, Senior Area Sales Manager IMF

Particolare attenzione è dedicata alla qualità del caffè verde, che negli ultimi anni mostra un progressivo calo. Da qui la crescente importanza di sistemi di pulizia avanzati, in grado di eliminare impurità e corpi estranei prima della tostatura. Le tostatrici IMF integrano inoltre sistemi di post-combustione che, con un unico bruciatore, consentono sia la generazione di calore sia l’abbattimento delle emissioni, garantendo efficienza energetica e riduzione dell’impatto ambientale.

Il sistema brevettato Vortex

Elemento distintivo resta il sistema brevettato Vortex, che assicura una miscelazione ottimale dell’aria di tostatura e un controllo estremamente preciso delle temperature tramite sistema PID. L’intero impianto lavora in circuito chiuso, favorendo il recupero energetico, una caratteristica che contraddistingue IMF fin dalle origini.

Il nuovo software di tostatura basato sul concetto di ROR (Rate of Rise)

Ampio spazio è stato dedicato al nuovo software di tostatura basato sul concetto di ROR (Rate of Rise). Il torrefattore può creare il profilo desiderato disegnando semplicemente la curva, mentre la macchina, grazie al machine learning, determina i parametri necessari per replicarlo con costanza.

Un sistema che garantisce uniformità non solo di tempo e temperatura, ma soprattutto di risultato in tazza, e che consente l’importazione e l’esportazione di curve da software esterni.

L’intelligenza artificiale, ha sottolineato Mosca, non sostituisce l’esperienza umana ma la valorizza: «Parliamo di un’intelligenza artigianale. Senza il know-how del torrefattore, i dati restano numeri». Il software dialoga con l’operatore, raccoglie informazioni tecniche e sensoriali e propone profili coerenti con il gusto desiderato, diventando un vero assistente di torrefazione sempre disponibile.

Guardando al futuro, IMF installa già oggi bruciatori compatibili con miscele fino al 30% di idrogeno e sta sviluppando, insieme ai propri partner, soluzioni a idrogeno con post-combustione integrata.

Parallelamente prosegue il lavoro sulle tostatrici elettriche a convezione, attualmente disponibili fino a 15 kg e in sviluppo fino a 60 kg, con possibili sistemi catalitici per l’abbattimento delle emissioni. L’obiettivo resta garantire la qualità della tostatura e il recupero termico tipico delle macchine IMF, completando in futuro la gamma con modelli elettrici fino a 480 kg.

Una direzione chiara, che riassume la visione dell’azienda: una tostatura più pulita, efficiente e sostenibile, senza compromessi sulla qualità.

SIGEP 2026: tutti gli espositori possono anticipare gratis su Comunicaffè le novità per la Fiera in programma dal 16 al 20 gennaio

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Il ritorno di Sigep (immagine concessa)

MILANO – Come per tutte le manifestazioni importanti anche per SIGEP 2026 Comunicaffè diventa una vetrina gratuita per le innovazioni e tutte le attrezzature che gli espositori porteranno alla Fiera di Rimini dal 16 al 20 gennaio prossimi. Ma come sempre non ci limiteremo a presentare soltanto le novità. Sì perché, di nuovo, intendiamo valorizzare anche tutti quei prodotti più originali e riusciti che saranno riproposti durante il grande evento del prossimo gennaio, in programma dal 18 al 22.

SIGEP 2026: tutte le aziende troveranno spazio sia nella newsletter giornaliera sia nella home page comunicaffe.it che è leader nella comunicazione per la filiera del caffè. Inviate subito i vostri articoli, i loghi, le fotografie.

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Il logo di SIGEP world

Naturalmente anche questa volta la pubblicazione degli articoli e dei comunicati è gratuita
Partecipare all’iniziativa è molto facile e non costa nulla, agli espositori del SIGEP.
Basterà inviare urgentemente articoli (meglio) o comunicati stampa. Però ben scritti per essere poi letti meglio e di più dai nostri lettori, che sono poi i vostri clienti che si stanno preparando a visitare SIGEP 2026.

Che cosa intendiamo noi di Comunicaffè per «ben scritti»?

Frasi brevi.
Niente aggettivi retorici o autoreferenziali.
Mai verbi in prima persona plurale, cioè con il noi.
Tutti gli articoli e i comunicati devono sempre accompagnati da fotografie e/o dal marchio aziendale che sono necessari per la pubblicazione. Assolutamente obbligatoria l’indicazione di padiglione e stand.

Per sapere che cosa inviare basta prendere spunto dalle nostre pubblicazioni e soprattutto dai numerosi articoli delle aziende espositrici che sono stati già pubblicati in occasione di manifestazioni analoghe come per esempio le precedenti edizioni di SIGEP. Basta usare la lente in alto a destra della home pagine, il motore di ricerca interno: ha un funzionamento rapidissimo.

Come sempre il materiale che riceveremo, sarà pubblicato in ordine di arrivo.

Comunicaffè è pronto. E voi?

L’indirizzo dove inviare il materiale per la pubblicazione è info@comunicaffe.it .
Grazie per la collaborazione.

Due talk a Rimini organizzati da Comunicaffè sabato 17 e domenica 18: sull’EUDR e la sostenibilità della filiera, il secondo sulle superautomatiche

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Sigep: i convegni organizzati da Comunicaffè e Comunicaffe International
Sigep: i convegni organizzati da Comunicaffè e Comunicaffe International al SIGEP 2025, sempre sul palco Sustainability

RIMINI – C’è anche Comunicaffè al SIGEP Rimini 2026 all’insegna degli incontri di business, scambi e momenti di dialogo tra tutti i protagonisti del mondo dell’horeca nelle sue diverse prospettive. Sono tanti i temi discussi di recente, le tendenze emerse che troveranno spazio anche in Fiera, attraverso voci pronte ad esporsi. Che non è sempre facile e va reso merito a tutti i relatori che hanno accettato l’invito di Comunicaffè per i due talk che abbiamo organizzato.

Ma non parleranno soltanto i relatori perché anche gli addetti ai lavori che parteciperanno ai talk potranno dire la loro, dopo la prima tornata di interventi.

I relatori di una delle tavole rotonde organizzate da Comunicaffé al Vision Plaza del Sigep (foto concessa)
I relatori di una delle tavole rotonde organizzate da Comunicaffé al Vision Plaza del Sigep 2024 (foto concessa)

Due di questi appuntamenti, con focus sugli ultimi sviluppi dell’EUDR e la diffusione sempre maggiore delle superautomatiche anche nei bar, li abbiamo organizzati come Comunicaffè e con il SIGEP per sabato 17 e domenica 18 nell’arena dibattiti palco Sustainability del padiglione B1. L’orario? In entrambe i casi sempre dalle 11 alle 12.30.

E al termine dei talk i relatori resteranno a disposizione per eventuali richieste ed approfondimenti.

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Il logo di SIGEP world 2026

Con la proposta di questi due appuntamenti Comunicaffè ha voluto interpretare l’attuale momento di grande evoluzione, per quanto critico, che la filiera del caffè sta affrontando, coinvolgendo alcuni degli attori principali del settore. Due talk con tanti argomenti da approfondire.

SIGEP 2026, il primo talk ha per titolo “EUDR? Arriva, nonostante tutto: il futuro del caffè”, si svolgerà presso l’area Sustainability padiglione B1 del SIGEP dalle ore 11 alle ore 12.30.

Diversi i relatori che animeranno il dibattito che è aperto gratuitamente a chi vorrà partecipare:

Claudia Carroccia (quality and sustainability Olam Ofi Italia)
Alessandro Chell (Ceo Trusty)
Max Fabian (Ceo Demus Spa, Presidente ECF, European Coffee Federation e past president del Consiglio dell’Ico, International coffee organization)
Fabio Felisi (Ceo Segafredo Zanetti)
Arianna Mingardi (Presidente Associazione Caffè Trieste e Amigos Caffè)
Luigi Scordamaglia (Presidente Filiera Italia in Coldiretti)
Omar Zidarich (Presidente Gruppo Italiano Torrrefattori caffè e Caffè Excelsior)

Introduce e presenta sul palco Emma Jane Barltrop

SIGEP 2026 il talk caffè numero 2 ha per titolo: “Le superautomatiche sostituiranno il Barista?”. Sull’agenda, da segnare domenica 18 gennaio dalle ore 11 sempre presso l’area dibattiti Sustainabilty Padiglione B1

Sul palco i relatori saranno. in ordine alfabetico:

Maurizio Giuli (Chief Strategy Officer Simonelli Group)
Antonio Malvasi (docente di sala bar all’alberghiero di Marconia, autore di numerose pubblicazioni sulla caffetteria)
Michele Mastrocola (director partner channels Eversys), da remoto.
Andrea Pozzolini (amministratore delegato Rhea Vendors)
Francesco Sanapo (Ditta Artigianale, pluricampione italiano Baristi caffetteria)

Il talk sarà introdotto e presentato da Emma Jane Barltrop.

Questi due eventi vogliono proporsi come il punto di riferimento per gli addetti ai lavori che hanno bisogno di una sintesi ed un confronto rispetto al mare magnum di informazioni che da diversi mesi ha tenuto in allerta i professionisti, dai torrefattori ai crudisti, dai traders agli stessi coltivatori.

Tutti insieme in un percorso di maggiore consapevolezza per trovare gli strumenti necessari a farsi trovare pronti per le prossime scadenze fissate dall’Unione Europea e dal mercato.

Costatoro presenta Expresso in Fiera: il cioccolatino ripieno di 100% Arabica

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expresso (immagine concessa)

BOLOGNA – Costadoro amplia il proprio universo di gusto e competenza con expresso, il nuovo prodotto che reinterpreta l’espresso in una veste ricercata e gourmet: un cioccolatino ripieno di caffè, pensato per raccontare l’essenza più autentica del marchio e la sua visione contemporanea del caffè.

Al centro di expresso? Il caffè, protagonista assoluto: una miscela 100% Arabica selezionata con cura e capace di esprimere finezza aromatica, equilibrio e rotondità. Una scelta che riflette pienamente l’identità di Costadoro: attenzione alla qualità, rispetto della materia prima e costante ricerca dell’eccellenza.

Con un guscio di cioccolato fondente, la novità conserva infatti tutta l’intensità e la complessità dell’espresso, fino a diventare un’autentica esperienza di gusto, sorprendente e raffinata.

Il nuovo prodotto sarà presentato ufficialmente in occasione di Marca Bologna, la principale manifestazione italiana dedicata alla Distribuzione Moderna Organizzata, in programma il 14 e 15 gennaio a Bologna (stand B1, PAD 26), e di SIGEP, la fiera internazionale di riferimento per i settori del gelato, della pasticceria, del cioccolato, del caffè, della panificazione e della pizza, che si terrà dal 16 al 20 gennaio presso la Fiera di Rimini e che anticipa le tendenze future del foodservice artigianale (stand n. 200, PAD B1).

A seguito del lancio, expresso potrà essere acquistato nei migliori bar Costadoro e online sull’e-commerce di Costadoro.

La presentazione di expresso rappresenta il primo passo di un progetto più ampio: sono infatti già previste future estensioni di gamma, pensate per arricchire e sviluppare ulteriormente questo nuovo modo di vivere l’espresso secondo Costadoro.

Con questa novità, Costadoro dimostra ancora una volta la propria capacità di interpretare il presente, restando fedele ai valori che da sempre la contraddistinguono: centralità del caffè, qualità senza compromessi e visione.

I Maestri AMPI al SIGEP World 2026: la pasticceria italiana è lanciata nel futuro

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AMPI Sigep

MILANO – Accademia Maestri Pasticceri Italiani partecipa alla 47° edizione di Sigep- The Dolce World Expo, in programma dal 16 al 20 gennaio 2026, nel quartiere fieristico di Rimini. L’associazione si presenta con una veste rinnovata e uno spazio polifunzionale nella Hall SUD – stand 009 per accogliere i pasticceri, i pastry chef, i consulenti, le aziende e le istituzioni.

Il tema di quest’anno è Riflessi: la pasticceria specchio delle evoluzioni del gusto. Nell’anno della nomina della Cucina Italiana a Patrimonio UNESCO, AMPI si fa promotrice e amplificatrice del ruolo della pasticceria all’interno della nostra tradizione gastronomica. Un ruolo non accessorio e che deve essere valorizzato al meglio.

Il dolce, più svincolato rispetto alla parte salata dalla funzione puramente nutrizionale del cibo, nel tempo si è fatto portatore di un linguaggio diverso e in alcuni casi più libero, vero riflesso nelle modificazioni del gusto e dei riti del consumo.

AMPI rende omaggio a questo importante traguardo internazionale con “I dolci patrimonio dell’Umanità”. Un ’esibizione di creazioni di Maestri AMPI – esaltate dal tableware F.S.G. Italia –  da osservare come un viaggio temporale nella tradizione della pasticceria italiana. All’interno di tre differenti espositori saranno disposte le monoporzioni realizzate da Carmen Vecchione e Francesco Boccia –  torte all’italiana da ricorrenza – a cura di Elisabetta Filonzi e di Roberto Cantolacqua –  e  torte moderne firmate Emmanuele Forcone e Giuseppe Russi.

Il Presidente AMPI  Sal De Riso: “Per noi SIGEP  WORLD si conferma l’appuntamento più importante dell’anno e come tale investiamo tempo ed energie nel renderlo uno strumento di amplificazione del nostro ruolo e visione nel mondo della pasticceria italiana. il nostro percorso di comunicazione e posizionamento, iniziato cinque anni fa,  acquisita passo dopo passo più forza e valore. Ogni accademico e ogni azienda partner ne sono profondamente orgogliosi ”

Lo spazio espositivo  

Lo stand di 200 mt-  nato dal concept di  MNcomm, progettato dallo studio di architettura EET Cobolli Gigli & Monico e WIP e realizzato da AFA Arredamenti, nuovo partner di AMPI- è accessibile solo su invito.  La lounge dello stand –  curata da Hausbrandt Trieste 1892 che  proporrà agli ospiti caffè selezionati, cocktail, flute di champagne  – accoglierà giornalisti, partner e ospiti internazionali: uno spazio esclusivo pensato per agevolare le relazioni tra gli stakeholder del settore.

Siamo orgogliosi di aver progettato questo nuovo spazio che diventa un vero e proprio hub di condivisione di tutti gli attori del settore connessi ad AMPI.

Un’ulteriore tappa del percorso, iniziato lo scorso anno, volto a rafforzare ed elevare l’immagine dell’alta pasticceria italiana. Il nostro obiettivo principale era valorizzare lo spazio espositivo, sia dal punto di vista qualitativo che di design, ispirandoci alle ultime tendenze del settore e trasformandolo in un atelier dell’alta pasticceria.

Ogni dettaglio è stato studiato per offrire agli ospiti un’esperienza esclusiva e raffinata, in cui tradizione e innovazione dialogano in perfetto equilibrio. Siamo grati di partecipare al SIGEP insieme ad AMPI, contribuendo a rappresentare l’eccellenza e il futuro dell’alta pasticceria italiana in un contesto così prestigioso.”– afferma Luigi Brognoli Senior Associate di EET e Project Manager del progetto.

Gli appuntamenti

AMPI accoglierà gli ospiti in uno spazio esclusivo, un vero e proprio hub di innovazione e condivisione che non è solo un’esposizione raffinata, ma prevede anche appuntamenti che celebrano l’arte della pasticceria.

Sabato 17 Gennaio alle 16:30 I Pasticceri del futuro Accademia celebra il progetto AMPI Giovani e AMPI Juniores e i loro protagonisti. Domenica 18 gennaio dalle 16.30 Riflessi Cocktail Party alla presenza dei Maestri AMPI, istituzioni, partner e stampa.  Un momento per brindare all’anno appena concluso, a quanto realizzato, ai nuovi progetti e i nuovi appuntamenti.

Da non perdere la Sky Room, un box trasparente dove all’interno si svolgeranno –  nelle giornate di Venerdì, Sabato e Domenica alle 12:00 – 13:00 e alle 14:00 – 15:00 –  i casting rivolti ai pasticceri professionisti che vorranno prendere parte alla prossima edizione di Accademia di Pasticceria: i dolci della tradizione, il format di successo firmato AMPI andato in onda su Sky Uno e in streaming su NOW.

Per AMPI l’appuntamento è anche in Pastry Arena, Hall B5,  il 16 gennaio alle ore 13:00 con il panel “Il consulente in pasticceria: una scelta imprenditoriale”. I Maestri AMPI Corrado Carosi, Fabrizio Fiorani, Emmanuele Forcone e  Armando Palmieri – moderati da Carla Icardi Direttore divisione Food MNComm – dialogheranno sul ruolo dei consulenti nella pasticceria contemporanea, analizzandone  la gestione,  i pro e i contro di questa scelta imprenditoriale.

Partner dello stand

Concept, management e comunicazione: Mn Comm, Food Factory

Progettazione: by WIP and EET Cobolli Gigli & Monico

Powered by AFA  Arredamenti

Supplier: Aeffe Sedie e tavoli, ASD, BRX, F.S.G. Italia, Hausbrandt Trieste 1892, Col Sandago, Champagne Martin Orsyn, Theresianer, Simonelli Group, Irinox.

AMPI al Sigep Hall SUD – stand 009, dal 16 al 20 gennaio 10:00 – 18:00, mercoledì 20 gennaio 10:00 – 17:00.

Partner AMPI

AFA Arredamenti, Agrimontana s.p.a., Artecarta, Barry Callebaut, Belcolade/Puratos, Bombonette, Brazzale, Brita, Cesarin,Club Kavè, Domori, Elenka Spa Elle & Vire, Eurovo, Filicori Zecchini, Fugar, Granarolo, Hausbrandt, illycaffè, Irinox, Italia Zuccheri, Italian Exhibition Group (Sigep), Luxardo, Martellato, Molino Colombo, Molino Dallagiovanna, Molino Grassi, Mulino Caputo, Novacart, Olitalia, Pavoni Italia, PCB, Polin, Pomati, Ravifruit, Roboqbo, Silikomart, Simonelli Group, Staff Ice System, Two Sides, Valrhona Italia, Vaniglia Gourmet.

Infusi Personalizzati private label: tè e tisane premium a Rimini

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Logo Infusi Personalizzati

RIMINI – InfusiPersonalizzati.com si occupa di creare linee di tè, tisane e infusi premium, a marchio dei clienti, offrendo un servizio di private label full service. L’azienda, divisione industriale della SGV SERVICE SRL, affianca il cliente in tutte le fasi della realizzazione, dalla selezione delle materie prime al packaging, fornendo consulenza tecnica e commerciale a 360 gradi.

La tecnologia di produzione e confezionamento

La SGV SERVICE SRL è dotata di diverse linee di produzione ed utilizza la migliore tecnologia disponibile per la realizzazione dei propri filtri compostabili in PLA. Questo permette ai clienti di poter gestire i propri riassortimenti in tempi rapidi, con ordini minimi molto gestibili e senza l’obbligo di immobilizzare grandi stock di prodotto.

L’attenzione al mercato e alla differenziazione

Filtri piramidali
Filtri piramidali (immagine concessa)

Proporsi come partner e non come semplice fornitore: questo è il concetto che l’azienda pone alla base di ogni nuovo sviluppo. Il cliente ha l’esigenza di differenziarsi sul mercato e con Infusi Personalizzati ha la possibilità di scegliere tra diverse tipologie di prodotto (miscele in foglia sfusa, filtri in PLA a forma di piramide, filtri in PLA a forma di cuscino) e a ciascuna di queste soluzioni può abbinare una diversa tipologia di confezionamento e packaging.

La novità in anteprima che verrà presentata al Sigep World 2026

Filtro cotone red fruit (immagine concessa)

Durante il Sigep World di Rimini verrà presentato un nuovo prodotto destinato ai clienti di fascia alta, ovvero il filtro in cotone o PLA cucito a mano. Si tratta di un prodotto ancora poco presente in Italia, in grado di mettere insieme l’alta qualità delle materie prime, l’estetica accattivante del filtro e uno storytelling molto forte, tipicamente legato ai prodotti realizzati a mano.

Si tratta di un nuovo modo di servire quelle nicchie di mercato più esigenti, che hanno bisogno di differenziarsi e che stanno sviluppando la propria strategia di comunicazione e marketing sui temi del biologico e del rispetto dell’ambiente.

Contatti e posizione in fiera

E’ possibile contattare l’azienda scrivendo dai moduli di contatto online sul sito web ufficiale https://www.infusipersonalizzati.com, via mail a commerciale@infusipersonalizzati.com o telefonicamente allo 0039 0827.22.49.41.

Troverete l’azienda in fiera nel Padiglione B1 – Stand 147

Signor Stefano presenta le novità 2026 per gelateria e pasticceria al SIGEP

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Pernigotti lancia il cioccolato gelato

NOVI LIGURE (ALESSANDRIA) – Arrivano nuovi prodotti di Signor Stefano, il brand di proprietà di Pernigotti Spa che propone semilavorati per le gelaterie artigianali. Il gruppo dolciario di Novi Ligure (Alessandria), controllato da JP Morgan Asset Management e Invitalia, presenterà infatti diverse novità in occasione del prossimo salone internazionale SIGEP World 2026, che si svolgerà dal 16 al 20 gennaio alla Fiera di Rimini.

Innanzitutto, sarà lanciata un’esclusiva rivoluzionaria: si tratta di un innovativo preparato (in forma di “pepite”) per la produzione del Cioccolato Gelato, un gusto di gelateria realizzato non con il cacao, ma direttamente con il cioccolato.

Questo semilavorato, prodotto nello stabilimento novese di Pernigotti SpA, consentirà di ridurre notevolmente i tempi di produzione del gelato: è infatti sufficiente aggiungere solo latte o acqua calda alle “pepite” e procedere quindi con la mantecazione, ottenendo del gelato al cioccolato o al cioccolato fondente di altissima qualità.

Altre novità in arrivo per Signor Stefano sono nuovi semilavorati a base di frutta per le gelaterie artigianali e anche farciture per le pasticcerie. La linea di prodotti alla frutta comprende basi in polvere e creme ai gusti di fragola, melone, pesca, banana, cocco e mango, che vanno ad aggiungersi ai prodotti classici come la pasta nocciola e la pasta gianduia, con l’utilizzo solamente di nocciole italiane, e anche ai preparati per stracciatella e pistacchio.

I nuovi semilavorati per le pasticcerie, raggruppati nella nuova linea Golosina, riguardano invece la passata di albicocca e le creme ai gusti di nocciola & cacao e pistacchio, utilizzabili per le farciture di croissant, biscotti, crostate, sfoglie, lievitati e torte, sia prima che dopo il passaggio in forno. Queste novità porteranno il catalogo di Signor Stefano ad oltre 100 referenze, che saranno disponibili anche sul nuovo canale e-commerce.

I prodotti a SIGEP

Tutti i nuovi prodotti verranno presentati presso lo stand di Pernigotti Spa al SIGEP World 2026 (padiglione A5, postazione 187), dove ogni giorno alle ore 11 sarà anche possibile assistere ad una dimostrazione di maestri gelatieri ed assaggiare il nuovo Cioccolato Gelato e gli altri gelati realizzati con i prodotti Signor Stefano.

“Queste novità si inseriscono nel percorso di rilancio e di crescita che Pernigotti ha intrapreso, un percorso che oggi ci riporta, in modo naturale, nel mondo della gelateria con il brand Signor Stefano, un ambito che fa parte della nostra storia e del nostro futuro”, ha dichiarato Francesco Pastore, amministratore delegato di Pernigotti Spa.

“Signor Stefano prende forma a Novi Ligure, nel cuore del sapere Pernigotti, dove tradizione, ricerca e cultura del gusto convivono ogni giorno. Con questo progetto, vogliamo dare il nostro contributo ad una grande storia collettiva: quella del gelato italiano, simbolo riconosciuto del Made in Italy nel mondo, espressione di creatività, qualità e passione che appartengono al patrimonio del nostro Paese”.

“Mi preme sottolineare il grande lavoro svolto da tutta la Divisione gelateria Signor Stefano, dal marketing alla ricerca e sviluppo”, ha sottolineato Gianluca Cazzulo, direttore Commerciale di Pernigotti Spa, “che ha permesso, in così breve tempo, di completare la gamma con i semilavorati alla frutta e con la nuova linea Golosina per pasticceria, ma soprattutto con un processo di lavorazione ready-to-use per il Cioccolato Gelato, segno di autentica innovazione che consente di legare alle profonde radici della nostra tradizione una visione di futuro nitida ed innovativa.

In questo primo anno dal lancio di Signor Stefano, abbiamo inoltre lavorato al completamento della struttura commerciale, proseguendo nella copertura del territorio nazionale e anche riattivando rapporti importanti con nostri importatori e clienti finali in vari Paesi europei, fino ad arrivare pure in Cina e Sud America”.

Ulteriori informazioni: www.signorstefano.it.

Franke rafforza la sua presenza in Nord Europa con l’acquisizione di Røros Metall specializzata in cappe e sistemi di ventilazione

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franke
Il logo Franke

Il gruppo svizzero Franke rafforza la propria presenza nei Paesi nordici acquisendo il 100% di Røros Metall, azienda norvegese specializzata in cappe e sistemi di ventilazione a marchio RørosHetta. L’operazione integra Røros Metall nella divisione Franke Home Solutions, ampliando le competenze di Franke nel settore della ventilazione centralizzata. Leggiamo in seguito alcune parti dell’articolo pubblicate su Il Sole 24 ore.

Franke rileva Røros Metall e si rafforza in Nord Europa

SVIZZERA – Il gruppo svizzero Franke rafforza la propria presenza in Nord Europa e amplia le proprie competenze nel settore della ventilazione centralizzata, rilevando il 100% di Røros Metall, azienda norvegese specializzata nella produzione di cappe e sistemi di ventilazione a marchio RørosHetta.

I dettagli finanziari dell’operazione non sono stati resi noti, ma una nota diffusa dal gruppo precisa che Røros Metall entrerà a far parte di Franke Home Solutions, la divisione dedicata ai sistemi e alle soluzioni intelligenti per la cucina domestica.

Questa integrazione rafforza la posizione di Franke nel mercato nordico, combinando i punti di forza di entrambe le aziende nello sviluppo di soluzioni di ventilazione sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico, e consentirà inoltre a RørosHetta di crescere all’interno del network globale di Franke.

Per leggere la notizia completa basta cliccare qui.