giovedì 15 Gennaio 2026
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Corea del Sud: scoppia il consumo del caffè gourmet tra il 2006 e il 2011

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corea del sud

MILANO – Abbiamo trovato alcune statistiche sul grande interesse che sta suscitando il caffè in Corea del Sud, in particolare per il caffè gourmet, una passione esplosa negli ultimi cinque anni. Tra il 2006 e il 2011, il numero di negozi di caffè gourmet è aumentata di quasi 10 volte, e le entrate di queste botteghe specializzate nella diffusione di buon torrefatto è aumentata di quasi 17 volte.

Nello stesso periodo c’è stato un aumento del 15% nel consumo totale di caffè e lo scorso anno l’istituto locale di statistica ha calcolato che i coreani con più di 15 anni hanno consumato in media 1,4 tazze di caffè ogni giorno.

Corea del Sud aperta al caffè gourmet

Anche se la maggior parte del consumo di caffè viene ancora sotto forma di miscela di caffè solubile, per abitudine e per economicità, anche perché la polvere è sempre abbinata a latte egualmente polverizzato, tra il 2006 e il 2011 il consumo di caffè è aumentato del 19,2% ogni anno.

Da notare che la maggior spinta al consumo di caffè torrefatto è venuta dalle cinque grandi città per Paese dell’Estremo Oriente, ancor più che dalla capitale Seoul

In queste che sono comunque metropoli il numero di negozi di caffè gourmet è aumentato del 24,1%, e il loro fatturato del 96,8%. Gli stessi dati indicano per Seoul 2,3% e 45,2%. Un particolare è che nella capitale il consumo maggiore non avviene nelle zone eleganti della città, ma dai quartieri più giovani e informali come Dobong e Gangbuk-gu-gu.

L’essenza del crudo: il libro dei cibi non cotti, conta anche il caffè verde

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l'essenza del crudo

MILANO – La presentazione della bevanda a base di caffè crudo è l’occasione per annunciare l’uscita di un libro che, anche se non si occupa di caffè verde, si concentra sui cibi non cotti, illustrandone aspetti poco noti ma molto interessanti. Il libro L’essenza del crudo, 180 ricette crudiste vegan e biologiche delle edizioni Sonda sostiene che l’alimentazione viva è uno stile di vita che va oltre il crudismo e promuove un’alimentazione sana e naturale che oltre ad essere uno stile etico è rispettoso dell’ambiente e degli animali.

L’essenza del crudo: dentro la lettura

Un modello alimentare rivolto a chi vuole fare prevenzione e ottenere il massimo dal proprio organismo e migliorare le condizioni di salute. Una carica di vitamine, minerali e antiossidanti per un incredibile effetto anti-età. Inoltre l’alimentazione viva ha a cuore l’impronta ecologica, economica e umana degli alimenti.

In questo libro trovate piatti «sani e vivi», per tutte le occasioni: dai frullati energetici alle torte salate; dalle polpette agli sformati; dai «classici» reinterpretati come sushi, spiedini, lasagne, cannelloni e pizze ai pani da fare in casa; dalle insalatone multicolore alle golosità dolci di ogni tipo. Tutte le ricette sono suddivise in pratiche sezioni di facile e immediata consultazione: per generi (bevande, zuppe, insalate, pâté); per metodo di preparazione (fermentazione e disidratazione); per tipologie (antipasti, piatti unici, dolci e dessert).

Coloratissime e invitanti foto accompagnano e illustrano la preparazione di ogni piatto

Facilissimo da realizzare nella propria cucina grazie alle spiegazioni complete passo dopo passo, oltre a numerosi approfondimenti e consigli per mantenere uno stile di vita sano e rispettoso dell’ambiente. Gli autori Mathieu Gallant e David Côté hanno fondato a Montréal nell’estate del 2007 Crudessence, società di consulenza sull’alimentazione (con ristoranti, self-service e negozi specializzati).

Il primo è cuoco, oltre che istruttore di yoga e di meditazione; il secondo studioso di nutrizione, chef crudista e terapeuta shiatsu. Insieme hanno fondato anche l’Accademia dell’alimentazione viva, di cui Mathieu è direttore e David docente. L’essenza del crudo, 180 ricette crudiste vegan e biologiche Edizioni Sonda Formato 21×26,5 cm – Pagine 224 – Prezzo 19,90 € ISBN 978 88 7106 659 2 Mail: michela.lavagno@sonda.it

Green Coffee for Slimming: la bevanda dimagrante al caffè verde

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funcafé ico caffè verde green coffee for slimming
Dentro il caffè verde

MILANO – C’è una novità a base di caffè verde, il caffè crudo, per chi vuole provare a dimagrire. Ora anche in Italia si trova – ma soltanto su Internet al sito  – Green Coffee for Slimming, una bevanda che i produttori definiscono “dimagrante” che da anni viene usata con successo in Australia. Si tratta di una speciale miscela basata sul caffè verde “che è di grande aiuto per bruciare i grassi in eccesso”.

Questa caratteristica è dovuta al fatto che il caffè verde, ovvero il caffè non tostato, a differenza del caffè tostato, contiene una maggiore quantità di acido clorogenico, che è naturalmente in grado di intervenire sul metabolismo umano, contribuendo a diminuire l’assorbimento degli zuccheri da parte dell’intestino, favorendo il processo di utilizzo dei grassi da parte del nostro corpo.

Green Coffee for Slimming: il caffè verde è l’ingrediente segreto per la bevanda dimagrante

In sostanza, l’acido clorogenico non fa altro che aiutare un processo naturale del nostro fisico, accelerandone i tempi. La totale naturalità di questo sistema lo rende ancora più adatto e apprezzato da chi desidera perdere peso in modo più sano e sicuro. La percentuale di acido clorogenico è di circa il 10% per ogni tazza, un percentuale di gran lunga superiore rispetto al caffè normale. Infatti, è proprio il processo di tostatura dei chicchi che causa la perdita di questo importante componente naturale del caffè. Un’altra importante caratteristica del caffè verde è quella di rilasciare la caffeina molto più lentamente del caffè tostato.

L’efficacia dimagrante del Green Coffee for Slimming è una garanzia

Esiste infatti, uno studio dell’ American Journal of Clinical Nutrition che asserisce il ruolo essenziale del Green Coffee nelle diete dimagranti. È stato studiato che è sufficiente inserire il caffè verde tra le proprie abitudini alimentari per perdere peso, senza necessariamente modificare completamente il proprio regime dietetico e le proprie abitudini.

Certamente, se volete raggiungere il vostro obiettivo nel minor tempo possibile, è consigliabile unire all’assunzione del caffè verde anche un regime alimentare più sano, riducendo grassi e zuccheri, oltre ad introdurre o intensificare, a seconda dei casi, anche l’attività fisica, anche leggere come può essere una passeggiata al giorno. In questo modo l’azione di Green Coffee for Slimming sarà ancora più efficace.

Colzani, miglior bar d’Italia: “Una vittoria che rappresentano uno stimolo”

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fratelli colzani
I fratelli Colzani

MILANO – Per la seconda volta consecutiva la la Guida Bar d’Italia del Gambero Rosso ha indicato il bar-pasticceria Colzani di Cassago Brianza come il miglior locale d’Italia. Vi proponiamo un’intervista ad uno dei due fratelli titolari, Marco Colzani.

Come è nata e in cosa consiste la sua attività?

Colzani: “La nostra attività, dico nostra perché si tratta di un’azienda a conduzione famigliare, è nata nel 1977 come pasticceria tradizionale”

“Grazie alle idee innovative di mio padre e alla partecipazione mia e di mio fratello, la pasticceria ha assunto caratteristiche particolari, che la contraddistinguono”. Da dove provengono gli ingredienti che utilizzate per i vostri prodotti? “Oggi vendiamo prodotti interamente rivisitati rispetto a quelli che venivano venduti da mio padre. Qui ci occupiamo della trasformazione artigianale delle materie prime che acquistiamo, attraverso un attento controllo sulla qualità, da fornitori locali ed esteri.

Ad esempio i frutti di bosco provengono dalle coltivazioni sul lago di Como e il rosmarino da Montevecchia; per il cacao il discorso è un po’ diverso perché ovviamente dobbiamo importarlo”.

Privilegiate l’utilizzo di prodotti biologici?

“Il nostro interesse è quello di avere prodotti di alta qualità e spesso questa nostra esigenza viene soddisfatta da prodotti biologici.”

Dal momento che siete specializzati in diversi ambiti vorremmo sapere quante persone collaborano con voi.

Colzani: “Con noi collaborano numerose persone, alcune ci seguono da molti anni, altre sono appena entrate a far parte della nostra “famiglia” dopo essere state formate nei nostri laboratori. Da qualche anno abbiamo allargato i nostri contatti sul territorio, coinvolgendo nell’attività alcuni stagisti e apprendisti”.

A proposito di scuole sappiamo che portate avanti alcuni progetti che vedono la vostra attività integrarsi con quella degli enti del territorio

“La nostra maggiore collaborazione è quella con le scuole dei paesi limitrofi, offriamo gratuitamente una visita al laboratorio del cioccolato per bambini delle scuole dell’infanzia ed elementari. In particolare, per quanto riguarda l’aspetto pedagogico dell’esperienza – giochi a tema, approfondimenti… – chiediamo un aiuto agli studenti dell’istituto superiore Greppi (indirizzo socio-psicopedagogico)”.

Colzani, occupiamoci ora dell’ultimo passaggio del processo produttivo, cioè la vendita e l’esportazione

“Sicuramente, con l’introduzione dell’e-commerce abbiamo potuto abbattere la barriera della distanza fisica tra noi e il cliente e di conseguenza ampliare il nostro mercato. La pasticceria Colzani è conosciuta sia a livello locale, quindi in Brianza, sia a livello europeo, grazie al flusso turistico che ogni anno raggiunge il nostro hotel”.

Siete stati definiti dal Gambero Rosso “miglior bar d’Italia”. Come pensa che sia stato possibile raggiungere un risultato di così alto livello?

“Fin da quando l’attività era gestita da mio padre siamo stati seguiti dai giornalisti del settore enogastronomico; poi, con l’avvento di internet e l’utilizzo dei media è stato sempre più facile diffondere la nostra immagine. In questi ultimi anni ci sono stati attribuiti numerosi titoli, tra cui, a sorpresa, anche quello di “bar dell’anno” per il 2012.

Per noi è stata una sorpresa, perché avevamo già ricevuto numerosi riconoscimenti. Questi giudizi rappresentano uno stimolo: ai nostri clienti dobbiamo offrire un prodotto di qualità sempre maggiore”. Fonte www.isgreppi.it

Luigi Lupi si aggiudica il Passionate Educate Awards 2012

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Luigi Lupi ritira il premio Passionate educate a Vienna

VIENNA – Nelle giornate del WBC, il Campionato mondiale Baristi, Luigi Lupi (al centro nella foto) è stato premiato con il Passionate Educator Award 2012. Si tratta del premio indetto dalla Scae, Speciality Coffee of Europe: tutti gli iscritti all’associazione potevano indicare il Formatore dell’anno.

Luigi Lupi vincitore

Scrutinate le schede Colin Smith, membro del consiglio Scae, ha invitato Lupi – che è istruttore e allenatore autorizzato Scae – a presentarsi a Vienna per ritirare il premio perché sul suo nome era arrivato il più alto numero di voti soprattutto dai paesi asiatici e Latino americani.

Per Lupi una cerimonia carica di emozione, soprattutto per aver scoperto di avere un così grande numero di estimatori in tutto il mondo.

Caffè Moak vince il concorso Sugar[not]free con 18mln di bustine di zucchero design

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Sugar [not]free caffè moak
Le bustine dello zucchero

MILANO – Le principali fasi del caffè, dalla lavorazione alla degustazione, saranno il soggetto grafico delle nuove bustine da zucchero Moak. A vincere il concorso Sugar [not]free, promosso da Caffè Moak, in collaborazione con Aiap (associazione italiana design della comunicazione visiva), di cui l’azienda è partner, è stato Dario Quatrini, designer industriale e socio Aiap, nonché autore grafico, insieme al team grafico Toroc, delle medaglie olimpiche “Torino 2006”.

Sugar [not]free conquistato dal design di Quatrini

Il giovane designer “ha interpretato il progetto – questa la motivazione della giuria – con attinenza al brief e graficamente in modo innovativo, attraverso la costruzione di un piccolo ed estendibile alfabeto, composto da segni pittogrammatici ispirati alle principali fasi del caffè”.

Il concorso Sugar [not]free prevedeva la progettazione per una piccola serie composta da sei bustine di zucchero bianco e da una di zucchero di canna. Tra i quaranta partecipanti, tutti soci Aiap, sono stati dieci i progetti selezionati, in quanto attinenti all’identità Moak, alla produzione delle bustine e alla capacità narrativa sia della singola bustina sia dell’intera serie.

Oltre a Dario Quatrini, sul podio anche gli elaborati di Lorenzo Grazzani e Loredana Bontempi, rispettivamente secondo e terzo classificato

La giuria era composta da Cinzia Ferrara, vicepresidente Aiap e presidente di giuria e dai Valeria Bucchetti , socio professionista Senior Aiap docente universitario, Politecnico di Milano,Ginette Caron, socio professionista Senior Aiap, Annalisa Spadola Responsabile Marketing & Comunicazione Moak e Marco Lentini Graphic Designer/Marketing for[me] Moak . Sugar[not]free non è stato soltanto un concorso fine a se stesso. Ancora una volta l’obiettivo di Caffè Moak è quello di dare un valore aggiunto ai propri prodotti, veicolando nuove forme d’arte e dando la possibilità a giovani artisti di emergere. Le nuove bustine da zucchero saranno prodotte e distribuite, con una tiratura annua di circa diciotto milioni di pezzi.

Caffè Vergnano si unisce alla catena Eataly con l’apertura a Roma

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eataly caffè vergnano
Il logo Eataly

TORINO – Per i 130 anni della torrefazione torinese, un nuovo spazio dedicato al gusto della tradizione. Uno spazio che riporta alle origini: è la filosofia che ha ispirato il nuovo Coffee Shop di Caffè Vergnano situato all’interno del nuovissimo Eataly a Roma (Air Terminal della stazione Ostiense) e che aprirà al pubblico giovedì 21 Giugno 2012. Per l’azienda torinese, al 130 anniversario dall’anno di fondazione, questa nuova apertura è il raggiungimento di un obiettivo importante e la conferma di una collaborazione consolidata, quella con Oscar Farinetti.

Caffè Vergnano e Eataly a Roma

“Quando realizziamo un progetto con lui sappiamo che dobbiamo proporre sempre qualcosa per stupirlo e osare con idee sempre nuove. Da qui sono nate l’idea del “Caffè Fresco” nel punto vendita di Torino che consegniamo ogni due giorni e la sfida della torrefazione all’interno di Eataly New York”, racconta Enrico Vergnano, direttore commerciale di Caffè Vergnano. Che aggiunge: “La nostra presenza a Roma rappresenta una grande opportunità, ma anche la prova di avere sempre proposto progetti di successo.”

Partendo dal format di New York, il nuovo Coffee Shop avrà al suo interno una torrefazione tradizionale

Dove verrà tostato e macinato il caffè destinato alla vendita e al bar. Al centro del bancone circolare troverà spazio la tostatrice per la torrefazione quotidiana. Ogni giorno il profumo del caffè e il rumore della macchina in azione accoglieranno i visitatori, coinvolgendone tutti i sensi.

“Abbiamo voluto riproporre un’idea che si allineasse alla filosofia del nuovo Eataly. E cioè che presentasse una forte di spettacolo con tutte le preparazioni a vista” racconta Roberto Ferrero – architetto di Caffè Vergnano che ha curato il progetto. “Per questo abbiamo scelto una soluzione che fosse di impatto e che rendesse la visita del cliente una vera e propria esperienza nel mondo del caffè.

Ma per Caffè Vergnano si tratta di un ritorno alle origini

Anche il nostro primo caffè di Chieri, infatti, proponeva la tostatura in diretta” Nel Coffee Shop saranno disponibili quattro miscele diverse: due sono costituite dalla stessa base declinata in una versione più forte e intensa ed un’altra meno tostata e quindi più delicata. A queste si aggiungeranno la miscela Terre Alte, che nasce dalle due origini dei Presidi Slow Food di Huehuetenango e Honduras, e la 1882, servita nel locale e tostata direttamente nel Coffee Shop. Il nuovo locale, si presenta come uno spazio monotematico dedicato al mondo del caffè e sarà caratterizzato da uno stile lounge con poltrone e tavolini bassi. Questa soluzione risponde ad una scelta precisa: offrire ai visitatori una sosta di piacere e relax a 360 gradi nel loro percorso all’interno di Eataly.

Ecolaboration: lanciato il progetto di riciclo capsule alluminio di Nespresso

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Il progetto Nespresso

MILANO – Nespresso, azienda leader nel settore del caffè porzionato in tutto il mondo, ha presentato ieri Ecolaboration, il programma globale di produzione sostenibile e di responsabilità sociale di Nespresso volto a garantire l’elevata qualità del caffè, il riciclo delle capsule e la riduzione delle emissioni. Partner italiani del programma sono Federambiente, Unione Agricoltori di Pavia, Fondazione Banco Alimentare Onlus e CiAl – Consorzio Imballaggi Alluminio, che insieme a Nespresso hanno finalizzato un progetto per il recupero e riciclo dell’alluminio ed il rimpiego del caffè residuo all’interno delle capsule consumate.

Ecolaboration: in cosa consiste

Il sociologo Francesco Morace ha poi presentato i risultati della ricerca “La Metamorfosi della Sostenibilità”, illustrando le tematiche attuali della Sostenibilità, che rappresentano, secondo l’analisi commissionata da Nespresso, nuclei concettuali forti dai quali partiranno i trend del futuro. “Le prossime tendenze avranno strettamente e necessariamente a che fare con il paradigma della sostenibilità – afferma Francesco Morace – che diventa così una delle grandi direzioni in grado di plasmare la società che ci attende e il mercato globale, compresa quella delle scelte aziendali.”

Ecolaboration è il programma che Nespresso ha messo a punto nel 2009 e oggi modello di cooperazione tra tutti gli attori coinvolti nella filiera produttiva

Che lavorano assieme attraverso un approccio ed un metodo condiviso, per migliorare le condizioni sociali delle comunità con cui il marchio della Nestlè nel porzionato collabora e per limitare l’impatto ambientale di ogni fase del processo. In Italia Ecolaboration amplia ulteriormente il raggio di attività, estendendosi oltre lo smaltimento delle capsule e permettendo a Nespresso di collaborare con partner italiani per il riutilizzo efficiente del materiale smaltito.

Indicatore composto ai minimi ad agosto, in calo per valore e volume

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ice -br indicatore composto prezzi ice picchiata Forti ribassi sui mercati a termine del caffè circolare Green Mountain

MILANO – L’ottavo mese dell’annata caffearia segna l’ottavo calo consecutivo della media mensile dell’indicatore composto, che scivola a 157,68 centesimi per libbra (-1,7%) ossia il valore più basso da agosto 2010. I 3 indicatori degli arabica perdono, nell’ordine, il 3,3% (colombiani dolci), il 3,5% (altri dolci) e il 3,7% (brasiliani naturali). Invertono il trend, invece, i robusta, il cui indicatore torna a salire rivalutandosi del 5% sul mese precedente.

Indicatore composto in calo

Analogamente, New York arretra del 2,9%, mentre Londra guadagna il 5,5%. Per effetto di questo andamento si restringe ulteriormente la forbice dei differenziali arabica-robusta e l’arbitraggio New York-Londra si riduce dell’11,4%. Arrivano intanto nuove rettifiche per quanto riguarda il dato sulla produzione mondiale, che viene corretto al rialzo di circa mezzo milione di sacchi rispetto al report di aprile ed è stimato attualmente in 131,86 milioni di sacchi.

Rilevanti gli aggiustamenti attuati nelle cifre disaggregate, in particolare per quanto riguarda Africa e Asia

La produzione dell’Africa è quantificata in 17,145 milioni di sacchi, principalmente per effetto di un forte ridimensionamento della stima sulla produzione dell’Etiopia (-1,8 milioni di sacchi), peraltro ampiamente atteso. A ciò fa riscontro una correzione al rialzo delle cifre relative all’Asia di oltre un milione e mezzo di sacchi, imputabile interamente al Vietnam, la cui produzione viene ora stimata nel volume record di 20 milioni di sacchi. Nel compiere tale correzione, l’Ico non fornisce alcuna spiegazione, né rimanda a qualche fonte statistica in particolare.

L’anno di raccolto 2012/13 è iniziato da poco in alcuni paesi produttori – si legge nel rapporto – tra cui Brasile, Indonesia, Perù e Papua Nuova Guinea. Le prospettive produttive appaiono buone. Incrementi significativi sono attesi in Brasile, per effetto della ciclicità degli arabica. Gli elevati livelli di prezzo raggiunti di recente – prosegue ancora il report – hanno incoraggiato gli investimenti in input.

Ma il crescere dei costi e l’onerosità sempre maggiore della manodopera potrebbero rivelarsi un freno a un accrescimento significativo della produzione. Non va poi trascurata la variabile meteorologica, che anche in questo momento sta incidendo in modo significativo sugli esiti produttivi di numerosi paesi. La minor offerta di arabica (in particolare colombiani dolci e brasiliani naturali) ha portato intanto a un calo dell’export. Nei primi 7 mesi dell’annata caffearia 2011/12 le esportazioni mondiali sono state di 60,3 milioni di sacchi, contro i 62,8 milioni dell’analogo periodo del 2010/11. Va ricordato che l’export ha raggiunto, nell’arco dell’anno solare 2011, il livello record di 104,2 milioni di sacchi, contro i 96,9 milioni del 2010.

È importante sottolineare inoltre come, a fronte di un incremento a volume del 7,5%, il valore delle esportazioni sia cresciuto di ben il 45,5%, raggiungendo un totale, anch’esso senza precedenti, di 24,3 miliardi di dollari. In appendice al report viene proposta una breve analisi dei consumi mondiali degli ultimi 20 anni, basata su recenti studi dell’Organizzazione.

Da essa apprendiamo che, nel periodo 1990-2011, i consumi sono passati da 89,810 a 137,9 milioni di sacchi, con un incremento complessivo del 53,5% e un tasso di incremento annuo del 2,1% Un rapido sguardo alle cifre evidenzia il ruolo chiave dei mercati emergenti e dei paesi produttori, che hanno registrato entrambi, nell’arco del periodo considerato, una crescita media annua del 3,8%, contro lo 0,9% dei mercati tradizionali.

La share di mercato di questi ultimi è scesa dal 65,7% del 1990 al 51,3% del 2001. Ossia, la quota di consumi mondiali riconducibile ai paesi produttori e ai mercati emergenti è passata nell’arco di un ventennio da poco più di un terzo a quasi la metà ed appare destinata, vista la forza e il radicamento del trend, a crescere ulteriormente negli anni a venire. Nel complesso, i consumi dei paesi esportatori sono passati dai 19,418 milioni di sacchi del 1990 ai 42,412 milioni del 2011, con un incremento del 118,4%. Il solo Brasile è passato da 8,2 milioni a 19,573 milioni di sacchi (i suoi consumi attuali sono dunque superiori a quelli di tutti i paesi esportatori messi assieme vent’anni fa) pari a una crescita del 138,7%.

Spettacolari anche gli incrementi registrati dagli altri principali paesi produttori, anche se va detto che questi ultimi sono partiti, quasi sempre, da livelli molto bassi

L’Etiopia vede lievitare i propri consumi del 181,9%, l’Indonesia del 169,7%, il Messico del 52,5%, le Filippine (da tempo importatrici nette di caffè) del 202,8%, l’India del 142,8%, il Vietnam addirittura del 1307,1%. L’unico paese in parziale controtendenza (ma il dato andrebbe verificato e analizzato più da vicino) è la Colombia dove la crescita, dal 1990 al 2011, è stata di appena l’8,2%% e i consumi sono addirittura calati, nel corso dell’ultimo decennio. I margini di crescita rimangono rilevanti, se si considera che solo i primi 5 paesi esportatori hanno consumi superiori ai 2 milioni di sacchi o che un paese come l’India, con una popolazione di 1,1 miliardi di abitanti, presenta consumi interni di appena 1,763 milioni di sacchi.

I consumi dei mercati emergenti sono passati, in pari tempo, da 11,336 a 24,717 milioni, in crescita del 118,1% L’assieme dei paesi importatori registra un incremento del 35,7%, da 70,392 a 95,488 milioni di sacchi. Di poco inferiore al 20% (+19,8%) la crescita dei mercati tradizionali, che passano da 59,057 a 70,771 milioni di sacchi. I paesi dove i consumi sono aumentati maggiormente risultano essere il Canada (+81,1%), il Giappone (+38,6%) e la Germania (+30%). L’Italia è passata dai 4,832 milioni di sacchi del 1990 ai 5,689 milioni del 2011, con una crescita, nell’arco di 2 decenni, del 17,7%. La breve analisi si conclude con una proiezione al 2020, in base alla quale i consumi mondiali, continuando a crescere a ritmi simili a quelli attuali, potrebbero superare, a fine decennio, i 170 milioni di sacchi. Riuscirà la produzione a stare al passo con un incremento così significativo della domanda mondiale?

Raul Rodas è il campione mondiale baristi di Vienna

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Raul Rodas campione WBC 2012
Raul Rodas Campione WBC 2012

VIENNA – Il guatemalteco Raul Rodas, 25 anni, è campione del mondo Baristi per il 2012: nella foto vicino alla speciale Aurelia T3 ricevuta in dono dalla Nuova Simonelli. Per la seconda volta consecutiva, come già Alejandro Mendes lo scorso anno, il migliore del mondo è arrivato da un Paese produttore, come il secondo classificato, il messicano Fabrizio Sención Ramírez, e questa potrebbe non essere una coincidenza. Anche se il vincitore era rodato da 4 anni di competizioni internazionali, assistito anche da super maestri come Fritz Storm e Brent Fortune.

Raul Rodas ha tenuto duro e ora la sua vita professionale cambierà profondamente come è capitato a tutti i vincitori del WBC

La classifica finale 1. Raul Rodas, Paradigma Coffee Roasters, Guatemala 2. Fabrizio Sención Ramírez, Cafe Sublime, Messico 3. Colin Harmon, 3Fe, Irlanda 4. Miki Suzuki, Coffee Maruyama, Giappone 5. Stefanos Domatiotis, Taf, Grecia 6. Maxwell Colonna-Dashwood, Colonna e Small, Gran Bretagna Dietro i primi due hanno raccolto premi, nell’ordine: Colin Harmon (Irlanda); Miki Suzuki (Giappone); Stefanos Domatiotis (Grecia Rodas) che ha portato in gara un caffè che ha seguito dalla coltivazione nella Finca Soledad, nella regione di Acatenango del suo Guatemala.

Un caffè che ha sviluppato tutte le sue potenzialità con una preparazione molto particolare

Fermentato a secco per 14 ore e poi fatto asciugare per 15 giorni su graticci sollevati da terra come usa in Africa. La suo programma era molto complessa. In particolare la bevanda a base di caffè era basata su una ricetta con quattro ingredienti: infusione di cascara fresca (ciliegia di caffè), infuso di caffè in grani non tostati ricoperti di mucillagini, caffè appena torrefatto di colore giallo e infine dell’altro caffè con la cottura fermata al primo crack, circa 205° di colore marrone chiaro.

Infine il magro bottino dell’Italia: la campionessa italiana Elisa Molle ha offerto ha buona prestazione. Ma non ha convinto i giudici con il gusto del suo caffè e non è andata oltre la 35° posizione, uscendo di scena sin dalla prima giornata. Ci spiegherà nel dettaglio lei che cosa è successo esattamente dopo una così attenta e faticosa preparazione. L’edizione 2013 del WBC si svolgerà in Australia a Melbourne nel prossimo mese di maggio – L’organizzazione locale coordinata da Andy di Coffeesnob è già al lavoro Le altre classifiche Nella capitale austriaca si sono disputati altri due mondiali.

Ecco i risultati.
World cup Tasters:
1. Cory Andreen (Germania)
2. Toss Moschopoulous (Grecia)
3. Kim Ossenblok (Spagna)

World Brewers cup
1. Matt Perger (Australia)
2. Andy Sprenger (Usa)
3. Christos Loukakis (Grecia).