martedì 13 Gennaio 2026
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RIMEDI NATURALI – Una tazza di tè. Per prevenire malattie cardiovascolari

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proprietà benefiche

Il tè è una bevanda a cui da tempo si attribuiscono enormi proprietà benefiche. Come le capacità diuretiche e depurative, ma può essere considerato anche un aiuto nei confronti di chi sta cercando di dimagrire o chi ha problemi di colesterolo troppo elevati.

Ma non è finita qui.

 Proprietà benefiche del tè

Alcune ricerche presentate alle Giornate Europee della Società Francese di Cardiologia di Parigi, infatti, avrebbero dimostrato come questa bevanda possa rappresentare una vera e propria chiave di svolta per combattere sovrappeso ed obesità.

Almeno due studi hanno dimostrato, infatti, come bere quotidianamente fino a tre tazze di te possa portare a dei benefici non indifferenti. Tra i quali la prevenzione nei confronti delle malattie cardiovascolari, grazie al suo contenuto piuttosto elevato di flavonoidi.

Alcuni esempi eclatanti

Dimostrerebbero, inoltre, come i bevitori di the regolari riescano a ridurre il rischio di contrarre ictus tra il 13 e il 23%, una percentuale piuttosto sostanziosa. Almeno se si considera l’impegno minimo che si deve tenere per ottenere questo tipo di risultati.

Gli studi condotti avrebbero messo al centro dell’attenzione il metabolismo alterato dell’endotelio

Ossia quel tessuto che forma il rivestimento interno dei vasi sanguigni; ed è proprio questa disfunzione che provoca in molti casi disturbi come ictus o malattie cardiovascolari.

Il tè verde o nero, ad ogni modo, è considerato anche un ottimo rimedio per ridurre i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, agendo direttamente sulla capacità di resistenza dell’insulina.

Questo tipo di benefici, tuttavia, si ottiene solo se la bevanda si beve senza zucchero o aggiunte di latte.

Per quel che riguarda le donne in gravidanza, invece, sarebbe meglio evitare di assumere più di tre tazze al giorno, poiché alte quantità di ferro possono provocare una riduzione della capacità di assorbire il ferro da parte del nostro metabolismo.

 

Fonte: Blogsfere.it

 

EUROMONITOR – “Nessuna crisi globale del cacao nel 2017”

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mercato cacao
Il logo dell'Organizzazione internazionale del cacao (Icco)

LONDRA – La richiesta di cacao non supererà la disponibilità delle scorte nel 2017. Quindi non ci sarà la crisi paventata in precedenza dalle previsioni della International Cocoa Organization ( Icco ) sul deficit di questo prodotto.

Icco, non solo questo. A dirlo, gli analisti dell’Euromonitor International

I quali, infatti hanno dichiarato che “non vedono nei prossimi 16 anni problemi di rifornimento”.

Abbiamo differenti dati, rispetto all’Icco: sulla base delle nostre valutazioni non ci sarà un ampio incremento del prezzo del cacao a meno che non si verifichi una importante siccità”. Così ha dichiarato Francisco Redruello, fra gli autori del report.

Le previsioni Euromonitor

Si basano su interviste condotte con i grandi produttori di cacao.

“Ci aspettiamo una domanda di burro cacao e polvere di cacao molto minore di quella prevista dall’Icco”, ha concluso Redruello.

NOVITA’ – Elisa Molle Campionessa italiana Cibc lancia il proprio calendario 2013

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elisa molle
Elisa Molle

Gli scatti rappresentano il caffè e la donna nella vita di tutti i giorni, la similitudine che c’è tra loro: il risveglio, il bisogno, gli stimoli, la passione, la trasgressione, il calore domestico ma anche lavoro che deve essere affrontato con cognizione di causa e con etica professionale

MILANO – Elisa Molle Campionessa italiana baristi caffetteria Cibc, lancia il proprio calendario 2013. “Prima di tutto – scrive lei – spiego le motivazioni che mi hanno portata a progettare e a realizzare, in qualità di Campionessa Italiana CIBC, di rappresentante della filosofia ACIB e di donna, il calendario 2013: oltre l’obiettivo, la professionalità’.

In quest’ultimo anno ho assistito sofferente e “impotente” a quello che è stato un vero e proprio fenomeno in forte crescita: le sexy bariste. 

Elisa Molle, anche modella

Senza scendere in particolari giudizi o false critiche puritane, ciò che fortemente contesto è che il messaggio che “tali “personaggi”, o meglio, tale fenomeno  sta lanciando sia completamente contraddittorio a ciò per cui invece io mi “batto”. Ovvero competenza, professionalità, etica; qualità e soprattutto formazione e qualificazione di un mestiere che sia sempre meno considerato “un parcheggio” in attesa di qualcosa di migliore”.

Vorrei, attraverso questo calendario, attirare l’attenzione dei media e degli addetti ai lavori

Nel rispetto di chi s’impegna per cambiare le cose. E di chi umilmente e con professionalità s’impegna a svolgere questo lavoro sempre troppo improvvisato. Con uno sguardo anche all’euro che al mattino si spende per l’espresso; infine, nel rispetto SOPRATUTTO delle donne sfruttate nei luoghi dove il caffè nasce.

Donne che devono giornalmente lottare per avere uno standard di vita rispettabile

E lottare con l’ormai consolidata attitudine al maschilismo prevalente in tutto il mondo del caffè.

Spesso soffrono di abuso, abbandono e povertà e non sono in grado di ottenere il potere economico, sociale o politico nel settore del caffè di famiglia o nelle loro comunità.

Donne sottratte spessissimo ai loro figli, alla loro salute e alla loro dignità in cambio di un pasto e di un tetto sotto cui dormire.

Gli scatti rappresentano il caffè e la donna nella vita di tutti i giorni, la similitudine che c’è tra loro: il risveglio, il bisogno, gli stimoli, la passione, la trasgressione, il calore domestico ma anche lavoro che deve essere invece affrontato con cognizione di causa e con etica professionale.

Il ricavato di tale vendita verrà devoluto in beneficenza all’associazione:International Women’s Coffee Alliance http://womenincoffee.org/   

Per acquistare il calendario, a € 5,oo+iva, potete contattarmi direttamente all’indirizzo mail info@elisamolle.it oppure contattare la segreteria ACIB.

 

                                                                                  Elisa Molle

MILANO – “Io bevo caffè di qualità”: un pomeriggio tra degustazioni speciali e nuove tendenze di consumo, guidati dai coffee expert Andrej Godina e Francesco Sanapo

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paolo berti

Dalle ore 14 alle ore 15.30 “Cappuccino d’autore” con il pittore Paolo Berti, che, per la prima volta dipingerà con colori alimentari sulla crema di latte

Domani approda a Milano “Io bevo caffè di qualità”, una full immersion negli aromi e gusti della tazzina di caffè e alcune tra le più diffuse modalità di preparazione del caffè.

È un’iniziativa dedicata a chi già conosce e opera con questo prodotto, a chi lo ama e vorrebbe saperne di più, a chi vuole sorprendersi scoprendo un fermento inaspettato di gusti e modalità di estrazione: un mondo quantomai vitale che ruota attorno al “chicco più amato dagli italiani” (e non solo).

A tutti i partecipanti (l’ingresso è libero), tra le 15 e le 18 presso l’Hotel Straf (via S. Raffaele 3), è offerto un percorso sensoriale innovativo a base di caffè e decaffeinati made in Italy, attraverso caffè monorigine (provenienti da singoli paesi di produzione) e “specialty” (di particolare pregio qualitativo), realizzati in modalità espresso, filtro e con aeropress, guidato da due quotati coffee expert: Andrej Godina, dottore di ricerca in scienza, tecnologia ed economia dell’industria del caffè, eFrancesco Sanapo, che ha da poco conquistato per la terza volta il titolo di campione italiano di caffetteria 2013.

L’intreccio di diverse qualità di caffè, con particolari caratteristiche di aroma e gusto e di differenti metodi di estrazione, vuole suscitare interesse attorno a un prodotto ricco di inaspettate sorprese organolettiche, nonché alle ultime tendenze internazionali di consumo.

L’evento sarà aperto, alle ore 14, da una parentesi artistica interessante, con vere opere d’arte dipinte con colori alimentari sui cappuccini dall’artista Paolo Berti. Pittore trentino che ha prodotto più di cinquecento opere tra olii, acquerelli, grafica.

I cappuccini verranno preparati con un latte, Recappuccio

Studiato appositamente dalla Centrale del Latte di Brescia che permetterà all’artista di poter dipingere come su una vera e propria tela.

“Il caffè di qualità è riconoscibile grazie a parametri ben definiti. Al pari di altri prodotti di cui da tempo il consumatore ha imparato a conoscere provenienze e differenze di lavorazione e di gusto, come il vino e il cioccolato.” – Così affermano gli organizzatori di questo innovativo evento, giunto alla sua seconda tappa dopo l’evento di Roma. Tenutosi lo scorso 14 dicembre, alla presenza di numerosi operatori del settore.

“Lo scopo dell’iniziativa è far capire al pubblico come riconoscerlo e degustarlo, per sensibilizzare alla qualità”. Alla degustazione si unisce un’interessante parentesi artistica. Con vere opere d’arte dipinte con colori alimentari sui cappuccini dall’artista Paolo Berti, pittore trentino.

La “tela” di questi decori è la crema di latte realizzata con un latte studiato appositamente dalla Centrale del Latte di Brescia.

I caffè visti da vicino

Tra i caffè in degustazione giovedì, alcuni caffè della Sandalj Trading Company, provenienti da differenti paesi d’origine. In primis, il Cuba Serrano Superior Lavado. Coltivato principalmente nella regione della Sierra Maestra. Un prodotto pregiato che è stato assente dal mercato per circa dieci anni,. E solo recentemente è tornato ad essere importato e distribuito dalla Sandalj Trading Company.

In degustazione anche il Guatemala Huehuetenango, San Pedro Necta, La providencia; Ace National Winner, con sentori di noce verde; cereali tostati e una punta di spezie, e il caffè Mexico Chiapas Nueva Linda – La concordia, traceability project Sandalj, su note agrumate e percezioni fruttate.

Tra i caffè, anche il decaffeinato in miscela GOURMET presentato Demus Spa di Trieste.

Espresso e non solo

Un buon caffè, per l’italiano, corrisponde al classico espresso o moka. Per esprimere il meglio in tazza espresso, ogni caffè necessita di mantenere la temperatura ideale di estrazione.

La macchina dc one di Dalla Corte, che verrà usata durante l’evento, permette di ottenere al meglio

A lei spetta il compito di erogare espressi perfetti, in grado di esaltare l’aroma intenso di ogni varietà.

Nel nostro mondo globale entriamo sempre più spesso in contatto con il caffè filtro, particolarmente amato nei Paesi del Nord Europa e negli Stati Uniti. E’ un prodotto che per lo più noi italiani non conosciamo, che può riservare interessanti soprese. Alla tazzina si sostituisce la tazza mug in cui si eroga caffè filtro. Protagonista la macchina dell’americana BUNN-O-MATIC.

Giovedì a Milano, per la prima volta sarà presentato in Italia la linea “Ti Amo” della Caffè Corsini

Nuova linea di strumenti per estrarre il caffè secondo la tradizione dello Slowly Brewed Coffee Bar: tra questi metodi fa parte anche l’innovativo Aeropress. Importato da pochi mesi ufficialmente anche in Italia.

Non mancherà inoltre un approfondimento sulla pulizia dell’attrezzatura per fare il caffè a cura della Pulycaff.

Io bevo caffè di qualità è in collaborazione con 

Sandalj Trading Company – Italian coffee passion, Dalla Corte – macchine caffè espresso; DM Italia – AeroPress e macinacaffè Mahlkönig; Caffè Corsini, PulyCaff – pulitori certificati per caffetteria; Demus Spa, Sesamo comunicazione visiva, Bunn macchine caffè filtro; Recappuccio, SCAE – Speciality Coffee Association of Europe.

L’INTERVISTA CON LUIGI LUPI – “Quella grande passione per la Latteart: cominciai ad impararla con Pietro Merlo del Bar Bauli di Verona, grande professionista

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Lupi

Luigi Lupi continua: “Poi ho potuto approfondire grazie alla Caffè Musetti che ha sempre creduto nella formazione nominandomi capo del centro istruzione di Piacenza”. “La parola LatteArt? E’ di fantasia e la scoprii nel 2000 negli Usa durante un viaggio d’istruzione”

Lupi: “La crisi della caffetteria dovuta alla scarsa professionalità”

“Se posso permettermi una definizione, ti vedo come un professionista del settore a 360 gradi. Intendo dire che a mio avviso, veramente pochissimi in questo settore hanno saputo interpretare la professione dell’operatore bar così appieno come lo hai saputo fare tu. Cimentandoti su tutti i fronti del mestiere e riuscendo ad eccellere su ogni segmento di questo articolatissimo e splendido settore professionale.”

Come hai cominciato? Quando hai capito che questo sarebbe stato il tuo lavoro?

C’è qualcuno a cui devi un particolare ringraziamento, magari all’inizio della tua carriera?

“Ho cominciato dopo che sono tornato da 4 anni di esperienza lavorativa in tutt’altro settore dal Venezuela. Parliamo degli inizi anni 80. In Venezuela passavo i fine settimana in diversi locali di Caracas.

Proprio qui mi è venuta la passione della miscelazione. Al punto tale che in un famoso locale di Caracas da cliente sono diventato anche aiutante volontario, solo per il piacere di imparare.

Ritornato in Italia ho aperto il mio primo bar a Piacenza e in attesa di ristrutturare il locale ho seguito il mio primo corso per Barman con l’AIBES, e il primo corso per gelateria al Capac di Milano dato che avrei impostato il locale anche come gelateria.

Mio grande maestro gelatiere è stato il signor Scolari di Cremona e miei maestri in Aibes ai quali sono legato in modo particolare sono stati Marino Marini e Claudio Errani di Bologna.

Maestri nel settore Vitivinicolo devo citare Giancarlo Derba di Piacenza e il grande Fiorenzo Detti di Pavia. Emozionante e di grande influsso anche nel tema della comunicazione è stato aver conosciuto il dott. Merlini”.

AIBES, AIS sono due associazioni a cui appartieni a pieno titolo, con le quali hai vinto anche numerosi premi, ma evidentemente non ti bastava essere un ottimo barman e un ottimo sommelier, quando e come è nata la grande passione per il caffè, il cappuccino e la latteart ?

“Nel settore caffè devo ringraziare Caffè Musetti che ha sempre creduto nella formazione dei propri clienti e con loro sono cresciuto professionalmente a tal punto di diventare ora il responsabile del centro formazione della Torrefazione. Però devo dire che i primi decori sui cappuccini li ho imparati grazie a Piero Merlo barista del Bar Bauli di Verona, grande professionista”.

Per i frequentatori di questo blog che volessero approfondire maggiormente la tua attività ed il meraviglioso mondo della latteart, consiglio di visitare il tuo sito www.latteart.us , ma per i soliti frettolosi, quelli che vogliono capire velocemente di cosa stiamo parlando, puoi riassumere in poche battute di cosa si tratta?

“Comunemente in Italiano il significato sarebbe Cappuccini Decorati. Ossia creare figure con il solo movimento della lattiera durante l’ esecuzione dei Cappuccini. David Schumer di Seattle (USA) grande appassionato di caffè aveva nel 2000 creato un VHS con il termine Latteart.

Io ebbi la fortuna in quel periodo di conoscerlo. Nel frattempo anche io avevo prodotto un corso su VHS col nome Cappuccini Decorati.

Quindi ce li scambiammo e pensai bene di portare in Italia il termine LATTEART parola di fantasia che sta a significare ciò che ho appena spiegato.

Decisi anche nel 2000 di Creare vari siti web con questo termine e quest’anno ho ottenuto la registrazione di tale termine”.

Tra e tante attività che svolgi, ce ne è una che costituisce sicuramente un fiore all’occhiello per tutto il settore. Sto parlando della LatteartCoffeeSchool (presso Caffè Musetti di Pontenure) che è la prima scuola di caffetteria nata in Italia. So che i corsi sono divisi in due livelli: il corso base, dove mi è parso di comprendere che la conoscenza del caffè viene spiegata fin dall’inizio, dalla parte botanica, dalla coltivazione, e il corso avanzato che invece si apre al mondo delle ricette a base di latte e caffè, ai cocktail, alle decorazioni. Ci puoi spiegare a chi si rivolgono principalmente i corsi, quanto durano ecc….?

“I corsi sono rivolti a tutti coloro che vogliono aprire una attività di Somministrazione di Bevande o a coloro che hanno già un bar/caffetteria e vogliono approfondire il tema sul caffè e sulla preparazione del cappuccino che è la bevanda più bevuta al mondo e dovrebbe essere il nostro “ fiore all’occhiello “ nei Bar Italiani.

I corsi normalmente durano 6 ore per il base e altre 6 ore per l’avanzato. Molto spesso però li personalizziamo in base agli impegni e ai livelli di preparazione che hanno gli iscritti”.

Da questa scuola è uscita, tra molti altri bravissimi operatori bar, anche Chiara Bergonzi, la 26enne piacentina che ha sbaragliato tutti al Sigep di Rimini, con il suo “cavalluccio marino” colorato che decora come una vera opera d’arte il cappuccino. Certamente Chiara Bergonzi ha un grande talento che la porterà a traguardi ancora più ambiti, ma quanto è contato a tuo avviso la seria preparazione professionale che ha ricevuto anche grazie alla LatteartCoffeeSchool?

“Talentuosi non si nasce ma li si diventa in questo settore. Il livello di passione che ci metti e la voglia di riuscire a fare determinati lavori ti portano senza dubbio ad emergere. Questo vale in qualsiasi settore.

Chiara addirittura è stata per due settimane a Tokyo a sue spese per lavorare vicino a maestri nell’arte del cappuccino decorato. Nell’estremo oriente troviamo fantastici Baristi appassionatissimi e con estreme capacità in questa arte. Sicuramente anche noi abbiamo fatto la nostra parte preparandola tecnicamente e psicologicamente per poter affrontare al meglio i Campionati Italiani”.

Dall’alto della tua lunga carriera, come lo vedi il settore del bar in Italia?

“Più che settore bar, io vorrei parlare di settore Caffetteria. Siamo di fronte ad un “Turn Over” di cambi gestionali incredibili. Gli elevati costi di gestione di un bar sono il motivo principale.

Ma altro motivo è la poca professionalità con cui ci si avvicina a questa tipologia di lavoro. I gestori sono disposti a spendere soldi per corsi di formazione sulla miscelazione liquoristica, su corsi di Vinoviticultura, ma pochi investono soldi sulla Caffetteria.

Qui quindi, dovrebbero ,a parer mio ,intervenire le associazioni di categoria ed il governo stesso obbligando, a chi volesse aprire un bar, ad avere i requisiti GIUSTI per poter affrontare questo lavoro.

E per me i requisiti non sono assolutamente quelli che oggi ti chiede la legge.

Sto riferendomi a professionalità, conoscenza teorico/pratica , comunicazione e predisposizione ai rapporti umani”.

Essendo io una persona che si muove molto per lavoro, ogni mattina faccio colazione in un bar diverso e a volte mi sorprendo per la meravigliosa professionalità di alcuni operatori, anche molto giovani, ma più spesso inorridisco di fronte alla scarsa professionalità e alla improvvisazione che riscontro in locali anche collocati nei centri storici delle nostre meravigliose città d’arte. Tu che hai un osservatorio privilegiato in materia, come la pensi? Come vedi il futuro di questa categoria? C’è un consiglio che ti sentiresti di dare a coloro che si stiano affacciando oggi a questa professione?

“Appena citato nella domanda sopra…senza una giusta formazione professionale e senza conoscenza della materia prima che si sta vendendo, non si va da nessuna parte”.

In questo momento a quale progetto, idea o evento stai lavorando?

“Ora insieme ad ACIB (associazione campionato italiano baristi), stiamo cercando di creare un team forte e compatto per affrontare i Campionati del Mondo. Dobbiamo portare i campioni italiani di caffetteria ai massimi livelli per poter strappare il titolo di mondiale di Latteart al Greco e al barista di El Salvador campione del mondo Baristi”.

Nonostante la straordinaria carriera fatta e i tanti riconoscimenti internazionali ricevuti, hai ancora un sogno nel cassetto?

“Un sogno che sto poco a poco sto cercando di realizzare è quello di poter produrre a mio nome un macinadosatore, una macchina professionale per espresso e una tostatrice”.

Se qualche operatore che segue il blog avesse piacere di poterti contattare, dove deve rivolgersi?

“Al mio sito www.latteart.us  o chiamandomi al 348 3963394”.

 

Intervista a cura di Monica Palla

 

Fonte e per saperne di più: http://barnews.it/intervista-a-luigi-lupi/

COLOMBIA – Cifre Fedecafé abbozzano una prima ripresa produttiva

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Fedecafé Colombia
Fedecafè Colombia

MILANO – Produzione colombiana in forte ripresa a gennaio. Secondo i dati diffusi la scorsa settimana da Fedecafé, lo scorso mese sono stati prodotti 877.000 sacchi da 60 kg. Quindi in crescita del 64% rispetto allo stesso mese del 2012.

Per effetto di questo incremento, la produzione negli ultimi 12 mesi disponibili (febbraio 2012-gennaio 20313) risale sopra gli 8 milioni di sacchi. – più precisamente a 8.086.000 sacchi – . Risultando così superiore di 650.000 sacchi (+9%) a quella dei 12 mesi immediatamente precedenti.

Positiva anche l’evoluzione dell’export mensile, che cresce a gennaio del 34% raggiungendo i 725.000 sacchi.

Fedecafé: le esportazioni degli ultimi 12 mesi sono state pari a 7.352.000 sacchi

Tuttora inferiori dell’1% a quelle dell’analogo periodo precedente “Abbiamo rinnovato oltre 460 mila ettari a livello nazionale negli ultimi 5 anni e i nostri sforzi cominciano a dare i loro frutti a livello di dati sulla produzione e di indici di produttività media delle piantagioni.” Così ha dichiarato il direttore generale della federazione Luis Genaro Muñoz Ortega aggiungendo che ha inciso positivamente anche il miglioramento delle condizioni climatiche registrato durante il periodo della fioritura del raccolto principale.

Nell’ambito dell’accordo per la prosperità caffearia

Il governo ha annunciato intanto il varo di un nuovo pacchetto di misure a supporto del settore.

Oltre alla proroga del sussidio al reddito dei produttori (Aic) sono previsti provvedimenti per la ristrutturazione dei debiti; contributi per l’acquisto degli input agricoli e la costituzione di una commissione consultiva per le strategie di settore. Che avrà a capo l’ex co-direttore della banca centrale colombiana Juan José Echavarría.

Attualmente, la Colombia ha 930 mila ettari di piantagioni, rinnovati per il 45% con varietà resistenti alla ruggine del caffè.

L’obiettivo è quello di completare il rinnovo sul 100% dell’ettaraggio entro il 2016. Dopo di che “non potremo che crescere in termini di raccolti e produttività – ha dichiarato Muñoz – e perché no, se il mercato lo consentirà, espandere le superfici coltivate oltre il milione di ettari, per un raccolto che raggiungerebbe i 18 milioni di sacchi”.

VENDING – Arriva VendingtoGo esposizione di prodotti e servizi per la distribuzione automatica in 5 grandi città italiane. Si comincia il 31 maggio a Torino, chiusura il 23 novembre a Padova

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VendingtoGo

MILANO – Promosso da CONFIDA e organizzato da Venditalia Servizi, prende il via VendingtoGo. la prima esposizione di prodotti e servizi per la distribuzione automatica professionale, horeca e self store.

Da Venditalia, la più grande ed importante manifestazione al mondo interamente dedicata al Vending, nasce VendingtoGo. Un nuovo format fieristico, volto a facilitare i contatti tra i professionisti del vending. Per promuovere l’eccellenza delle aziende in modo capillare sul territorio.

 VendingtoGo, cinque gli appuntamenti in calendario in cinque città differenti:

•    Torino, 31 maggio – 1 giugno 2013

•    Bari, 14 – 15 giugno 2013

•    Firenze, 4 – 5 ottobre 2013 

•    Messina, 8 –  9 novembre 2013

•    Padova, 22 – 23 novembre 2013

Il valore di una fiera di risonanza mondiale portato là dove operano le imprese

Due giorni di manifestazione (venerdì e sabato) e tre aree tematiche:

•    VendingtoGo: dedicato agli operatori del Vending tradizionale

•    VendHoreca: indirizzato alle applicazioni del Vending per il mondo dei bar, della ristorazione e dell’ospitalità

•    VendItalia SelfExpo: per chi è interessato ai negozi automatici e ai self store.

I leader del settore presentano i propri prodotti alle imprese di gestione del territorio

Dalle più grandi alle più piccole, le quali potranno visitare la fiera senza il peso di lunghe trasferte e con maggiore disponibilità di tempo.

Una giornata sarà dedicata alla presentazione del Vending e delle sue eccellenze alle realtà economiche e sociali locali, con momenti di informazione e dibattito.

Le stesse imprese di gestione potranno avere una grande visibilità in un contesto di prestigio e mostrare ai propri clienti il grande livello di professionalità che caratterizza il nostro comparto.

TRIESTE – illycaffè e Indesit Company partner nel mercato del caffè porzionato in capsule. Dal 2013 sarà commercializzata una linea di macchine per il caffè espresso “Hotpoint for illy”

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Il logo illycaffè

TRIESTE – illycaffè e Indesit Company, tra i leader in Europa nella produzione e commercializzazione di elettrodomestici, hanno siglato un accordo per la realizzazione e distribuzione di una nuova linea di macchine espresso per la casa “Hotpoint for illy”. Basate sul sistema Iperespresso di illy e la tecnologia e il design Hotpoint.

“Si tratta di una collaborazione strategica. Con cui intendiamo rafforzare ulteriormente la nostra già consolidata presenza nel comparto del caffè porzionato in capsule. Il quale sta vivendo una crescita continua e significativa.” Così dichiara Andrea Illy, presidente e amministratore delegato di illycaffè S.p.A.

Indesit Company, una strada per l’ampliamento

“Arricchiremo così la gamma delle macchine Iperespresso. Un fatto che quindi rappresenta per illycaffè una preziosa opportunità per amplificare la sua forza distributiva”.

“L’operazione è una novità assoluta che permette a Indesit Company di iniziare ad allargare il proprio perimetro d’azione verso settori affini a quello attuale. 

La scelta del marchio Hotpoint 

Per all’alto livello di innovazione e all’eccellenza delle prestazioni che lo caratterizzano da sempre nel mondo dei grandi elettrodomestici.” ha dichiarato così Andrea Merlon; Presidente di Indesit Company.

Nei prossimi mesi Indesit Company lancerà i primi due nuovi modelli di macchine 

I quali rappresentano la sintesi di  innovazione e design caratteristici del brand Hotpoint, unite al know-how tecnologico e all’eccellenza di illycaffè nella preparazione del caffè espresso.

Le nuove macchine utilizzeranno Iperespresso è il sistema ideato da illycaffè, protetto da 5 brevetti internazionali; concepito e sviluppato nei laboratori di ricerca dell’azienda triestina, che si basa su una speciale capsula a camera di estrazione. In cui il caffè viene estratto in due fasi – iperinfusione ed emulsione – consentendo di ottenere un espresso dalle inedite caratteristiche di morbidezza, corposità e aroma, con una crema  persistente, ricca e vellutata. 

La capsula Iperespresso è disponibile in diverse tipologie di caffè illy 100% Arabica

Il classico blend illy (in versione morbido, forte, lungo e decaffeinato) o le singole varietà della linea illy Monoarabica. (Brasile, Guatemala ed Etiopia). L’alleanza strategica con illy rientra in un più ampio progetto di crescita  di Indesit Company nel settore dei piccoli elettrodomestici per la cucina e per la cura della casa. 

In primavera il lancio della collezione Hotpoint HD Line

Caratterizzata  da tecnologie innovative e alte prestazioni, oltre che da un design coordinato e dall’elevata qualità dei materiali. In questa prima fase la partnership guarda al  mercato italiano, per poi andare successivamente ad altri Paesi. Le macchine Hotpoint for illy saranno nei migliori punti vendita di elettrodomestici a partire dal mese di giugno.

 

ALIMENTAZIONE – Il caffè, prezioso alleato della nostra salute

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ocs pausa caffè covid Caffeine Zone
Un momento di condivisione

MILANO- La premessa “leggera” ma con un fondo di assoluta verità è che “senza il caffè non esisterebbe la pausa caffè”. Al di là del significato benefico o meno che questa bevanda ha, indubbiamente rappresenta la “scusa” per fare una pausa dal lavoro o dallo studio. Magari per fare due passi, distrarci e fare due parole con amici o sconosciuti.

Sembrerebbe già sufficiente per scagionare questa bevanda. Ma siamo una testata scientifica, e dobbiamo andare doverosamente oltre.

Pausa caffè scagionata

E’ ovvio che una tazzina al giorno non rappresenta in ogni caso un problema. Altrettanto ovvio è che nemmeno l’acqua, se assunta in quantità eccessive fa bene. Il buonsenso dovrebbe quindi guidare le nostre scelte alimentari.

Il caffè favorisce la secrezione gastrica, dunque la digestione

Inoltre, favorisce il dimagrimento perché stimola il consumo di grassi e di calorie, in questo caso però bisognerebbe prenderlo amaro, poiché un cucchiaio di zucchero è sufficiente a bilanciarne in negativo gli effetti.

Già, ma quante calorie ha il caffè?

Pochissime, solo 6 ogni 10 cl.

Che diventano 18 con un cucchiaio di zucchero, 22 se anche macchiato.

Favorisce la dilatazione bronchiale e di conseguenza la respirazione; contiene sostanze antiossidanti importanti per la salute, in particolare del cuore. Riducendo i rischi di malattie circolatorie e infiammatorie. Ha effetto preventivo nei confronti del tumore al fegato.

Favorisce l’assorbimento di zucchero alleviando i problemi di chi soffre di diabete di tipo 2. Può rallentare la progressione dell’insufficienza renale, in quantità modesta. E’ un tonico, energizzante

Uno degli effetti più stupefacenti è la riduzione del 50% nei consumatori abituali di caffè dell’insorgenza del morbo di Parkinson

A questo punto possiamo anche dire che 3 tazzine al giorno sono un quantitativo perfino auspicabile, mentre non bisognerebbe esagerare. Per non rischiare un aumento dell’acidità gastrica, infiammazioni quali la duodenite, irritabilità, ulcera. Controindicato in caso di aritmie ed extrasistole.

Un’unica avvertenza: mai bere il caffè a stomaco vuoto. Basta mangiare qualcosa di leggero, per accompagnare questa bevanda. Come abbiamo visto, benefica da moltissimi punti di vista.

 

Fonte: meteoweb.eu

STARBUCKS – Non solo una tazza in più Sbarca in Vietnam, dove la cultura del caffè finora si era diffusa benissimo anche senza l’azienda di Seattle

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Ho Chi Minh City

Ma di fronte all’emergere dei nuovi ricchi e della voglia di globalizzazione, la qualità passa in secondo piano

di Alessandro Ursic*

Lo metto in chiaro dall’inizio: considero il caffè Starbucks mediocre e orribilmente sopravvalutato, mentre vado matto per quello vietnamita fatto gocciolare col tradizionale filtro.

Caffè Starbucks da Ovest a Est

E per quanto conscio di cadere nella classica trappola “orientalista”, non mi piace neanche la globalizzazione dei consumi che porta con sé l’appiattimento di tante piccole differenze culturali.

Quindi attendevo l’apertura del primo Starbucks in Vietnam, avvenuta questa pochi giorni fa a Ho Chi Minh City. Col malcelato desiderio che si rivelasse un fallimento strategico. Ovviamente, sbagliavo.

Nei 372 metri quadri di negozio lungo l’elegante Dong Khoi

Proprio dove per decenni sorgeva un caffè-pasticceria che ben si adattava all’atmosfera tardo-coloniale di Saigon. Centinaia di giovani vietnamiti della nuova classe media urbana si sono diligentemente messi in fila per provare cappuccini, “frappuccini” e altre creazioni dell’azienda di Seattle che conta ormai oltre 18.200 negozi in 62 Paesi.

In coda per due ore

Ingannando l’attesa fotografandosi con gli onnipresenti smartphone, per condividere poi l’esperienza sui social media. In poche parole, un successo clamoroso. In una città dove una tazza di caffè è dappertutto, dagli angoli di strada alle catene nazionali (Highlands Coffee, Trung Nguyen) a quelle occidentali (Coffee Bean & Tea, Gloria Jean’s).

Già il primo Paese per esportazione di “robusta” al mondo, con la diffusione del benessere il Vietnam ha iniziato anche a gustare il caffè in dosi massicce: dal 2008 al 2011, il consumo è cresciuto del 65 per cento.

Ed è anche cambiato

Meno caffè denso fatto scendere in cinque minuti, più instant coffee per i ritmi frenetici di oggi. Ma anche maggiore attenzione allo status sociale tra i figli dei nuovi ricchi. E voglia di far parte delle mode mondiali del momento.

“Su Facebook e Twitter in Vietnam, Starbucks viene definito un caffè ‘lussuoso e arrogante’, dato che è il luogo più alla moda dove farsi vedere in città”

Così mi spiega Lana Tran, una consulente di social media originaria di Saigon. E’ questo il fattore su cui punta Starbucks, il cui amministratore delegato ha già annunciato di voler aprire “centinaia” di negozi in Vietnam nei prossimi anni.

I rivali ostentano tranquillità

Il fondatore di Trung Nguyen ha dichiarato baldanzoso che “Starbucks non vende caffè. Chi va da loro vuole far vedere che è moderno e alla moda. Se sei un intenditore di caffè, vieni da noi”.

Ma sottovalutano il potere della “voglia di globalizzazione” che domina tra i giovani di molti Paesi asiatici emergenti; figuriamoci nel Vietnam che sta emergendo da decenni di guerra prima e grigiore socialista poi.

Detto questo, se visitate il Paese vi consiglio di continuare a bere il caffè col ghiaccio di qualsiasi negozio all’angolo della strada: costa un quarto di Starbucks, ed è più buono.

 

*Fonte: la stampa

Per saperne di più: http://www.lastampa.it/2013/02/06/blogs/asian-express/non-solo-una-tazza-in-piu-umoI3BnNlVnVlkQlgKQiDK/pagina.html