lunedì 12 Gennaio 2026
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COMUNICATO D’ANCAP – Un’esplosione di colore in tavola 8 tinte per una sfida creativa e sensoriale a 360 gradi.Nuovo decoro d’Ancap a tutto colore su tazze e piatti

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la tavola ancap
Logo d'Ancap

Oggi più che mai stiamo assistendo ad una vera rivoluzione nell’ambito della convivialità che porta ad un ripensamento degli oggetti da portare per la tavola. Infatti, nel momento della pausa del caffè o del pranzo fuori casa soprattutto, oggi sempre più costretto in tempi ridotti, le persone ricercano un’esperienza appagante e gratificante a tutto tondo.

La tavola si evolve quindi

Per soddisfare i nuovi bisogni. Lo fa riscoprendo il colore con tutta la sua capacità di regalare vivacità, energia, piacevolezza estetica e non solo.

Pare da recenti studi infatti che ci sia una stretta relazione tra i vari sensi attivati dai contenitori dei cibi. Un armonioso accostamento cromatico rende le pietanze più appetibili, determinati colori risultano più stimolanti di altri; la cioccolata calda è più buona sorbita in una tazza arancio, ad esempio.

Quest’evoluzione comporta che il mondo dell’ospitalità sia sempre più attento all’importanza del contenitore

Anche alla luce della crescente attenzione alla presentazione dei piatti, sempre più elaborati, d’effetto, più spinti esteticamente. Il  piatto ha così perso in gran parte il lato decorativo; offrendosi come tela pittorica. In cui l’unica estrosità  è rappresentata dalla forma a volte rotonda, altre quadrata. Oppure ancora con linee più o meno originali. O dal colore!

Ancàp, interprete sempre attento delle tendenze attuali del settore professionale, presenta

COLORE, la proposta perfetta per una tavola INNOVATIVA. E’ l’ultimo decoro pensato e realizzato da Ancàp, un giocoso trionfo di cromie vivaci. Su piatti e tazze in porcellana estremamente lucidi e brillanti.

COLORE è poli-funzionalità

Offre infatti la possibilità di proporre una tavola sempre piacevole, sempre diversa, secondo stagione, estro creativo, menù da presentare; tema del banchetto, occasione, stile degli ospiti.

Arancione, Giallo, Azzurro, Verde, Caramello, Marrone, Blu, Nero

Declinato in otto varianti cromatiche, COLORE permette di scegliere, accostare, combinare cibi e contenitori alla  ricerca del gusto perfetto.  Sempre con la certezza delle qualità delle porcellane d’Ancàp: igienicità, resistenza a shock termici e durata nel tempo.

A partire dallo studio delle forme, tutto viene pensato da Ancàp per rendere gli oggetti fruibili e funzionali anche sotto il profilo pratico: ecco quindi che i cerchietti di appoggio tazze dei piattini caffè, tè e colazione sono lasciati bianchi per evitare l’usura del colore nello sfregamento, i bordi dei piatti sono lasciati bianchi per evitare che una minima scalfittura possa comprometterne la perfezione, l’interno tazze rigorosamente in cristallina trasparente.

Al contempo, i colori sono stati creati per resistere: l’abilità nella tecnica della cottura del materiale, lavorato a determinate e precise temperature, garantisce colori lucidi, brillanti e durevoli nel tempo; nel rispetto delle normative igieniche di settore  sull’impiego del colore.

Il contrasto bianco-colore, nella brillantezza di entrambi, conferisce a questi pezzi un valore aggiunto di funzionalità, un unicum nel mercato.

COLORE, una sfida sensoriale a 360° che offre  la possibilità di creare accostamenti più o meno audaci, monotematici o con spunti estremi, giocando sull’armonia o sul contrasto in una sfida giocosa che regala agli ospiti la possibilità di gustare con gli occhi prima che col palato.

BRASILE 2/ – Esportazioni in crescita (+18,2%) secondo i dati Cecafé

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MILANO – Cresce l’export del Brasile, stando ai dati mensili diffusi la scorsa settimana dal consiglio degli esportatori di caffè (Cecafé).

Esportatori di caffè: un gennaio positivo

Secondo le statistiche del consiglio, le esportazioni di caffè in tutte le forme sono risultate superiori a gennaio del 18,2% a quelle allo stesso mese del 2012. Per un totale di 2,53 milioni di sacchi.

Ben 2,273 milioni sono stati costituiti da caffè verde

Mentre le esportazioni di prodotto trasformato, torrefatto e solubile, sono state pari a circa 256.290 sacchi.

Nonostante il consistente incremento a volume si è registrato, in pari tempo, un calo a valore del 13,3% determinato dalla flessione registrata nelle quotazioni internazionali della derrata.

Tra luglio 2012 e gennaio 2013, gli imbarchi hanno totalizzato un volume di 18,211 milioni di sacchi, in calo del 5,65 rispetto all’anno precedente.

PORZIONATO – Le capsule rilanciano vendite e utile del caffè. Nel 2012 macinato giù dello 0,6% nella grande distribuzione

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capsule il salvagente
Il mensile che si pone dalla parte dei consumatori, Il Salvagente, ha condotto una ricerca sulle capsule

MILANO – Anche gli ultimi dati confermano l’andamento degli anni recenti con il successo del caffè espresso in capsule. Che ha ridato slancio a un mercato ormai maturo come è quello del macinato e contemporaneamente un’iniezione di margini alle torrefazioni.

Capsule: cosa dicono i dati

Secondo le ultime indicazioni raccolte da un’indagine SymphonyIri Group riportata nel numero di ieri del Sole 24 Ore, nei 4 anni passati le vendite di caffè per espresso in capsula sono triplicate.

Ma non è soltanto questo l’aspetto perché sul risultato globale un influito il prezzo al chilogrammo. Che è sempre rimasto di quasi 5 volte superiore al caffè destinato alla moka.

Dati di mercato confermano che, a volume, le porzioni in carta e plastica contano per il 4% delle vendite ma a valore hanno toccato il 15%

A margine di questo successo del caffè porzionato dai primi consuntivi del 2012 è emerso le vendite di caffè torrefatto nella grande distribuzione sono calate in quantità dello 0,6%. Ma il prezzo è aumentato del 6,1%, dopo il +15% dell’anno precedente.

Il risultato è che le vendite nella grande distribuzione (hard discount esclusi) sono passate dai 960 milioni del 2010 a 1,12 miliardi dell’anno scorso.

 

BARAVALLE AL SOLE 24 ORE – “Lavazza scommette sugli Usa. Diventerà il secondo mercato dopo l’Italia nel medio periodo”

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guerra del caffè
Flagship store Lavazza di Milano

La guerra del caffè sugli scaffali prosegue anche quest’anno: parola di Antonio Baravalle, ad di Lavazza. «Il 2013 sarà un altro anno difficile – sostiene il top manager –. Continueremo a sviluppare una politica di vicinanza al consumatore».

Guerra del caffè: Lavazza deve contrastare la pressione

L’anno scorso Lavazza ha «aumentato la pressione promozionale sul prezzo, spostando rilevanti investimenti. Alla fine abbiamo recuperato due punti a volume, arrivando al 43,4%, e lo 0,5% a valore, attestandoci al 48,4%».

Per il 2012 Lavazza ha chiuso un preconsuntivo con ricavi per 1,33 miliardi (1,268 l’anno prima) e un utile intorno ai 40 milioni.

Quanto al piano industriale 2013-15 «le linee strategiche – aggiunge Baravalle – puntano sull’America con l’obiettivo di renderla il nostro secondo mercato dopo l’Italia nel medio lungo periodo».

E i 400 coffee shop in Gran Bretagna?

Baravalle non si sbilancia: «Lavazza opererà attraverso una gestione indiretta, tramite accordi di master agreement e concessions con operatori specializzati. Questo vale anche nel Regno Unito, dove abbiamo un accordo con un partner locale che ha individuato una forte potenzialità di sviluppo».

Martedì scorso la Flai Cgil ha scioperato nel polo di Settimo: perché non si riesce a chiudere l’integrativo?

«Abbiamo l’obbligo – conclude Baravalle – di perseguire una politica industriale uniforme per tutti gli stabilimenti. È difficile immaginare un sano sviluppo aziendale quando lo stesso pacchetto di caffè ad oggi è prodotto con costi non omogenei in due stabilimenti italiani differenti: quello di Settimo Torinese e di Verrès.

Se nel sito di Gattinara vige la flessibilità in linea, la turnazione della mensa e

i premi di performance perché questo non può realizzarsi anche a Settimo? ».

 

Fonte: Il Sole24Ore

MILANO – “Io bevo caffè di qualità”: un pomeriggio tra degustazioni speciali e nuove tendenze di consumo, guidati dai coffee expert Andrej Godina e Francesco Sanapo

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MILANO – Giovedì 14 febbraio approda a Milano “Io bevo caffè di qualità”, una full immersion negli aromi e gusti della tazzina di caffè e alcune tra le più diffuse modalità di preparazione del caffè.

È un’iniziativa dedicata a chi già conosce e opera con questo prodotto, a chi lo ama e vorrebbe saperne di più, a chi vuole sorprendersi scoprendo un fermento inaspettato di gusti e modalità di estrazione: un mondo quantomai vitale che ruota attorno al “chicco più amato dagli italiani” (e non solo).

A tutti i partecipanti (l’ingresso è libero), tra le 15 e le 18 presso l’Hotel Straf (via S. Raffaele 3), è offerto un percorso sensoriale innovativo a base di caffè e decaffeinati made in Italy, attraverso caffè monorigine (provenienti da singoli paesi di produzione) e “specialty” (di particolare pregio qualitativo), realizzati in modalità espresso, filtro e con aeropress, guidato da due quotati coffee expert: Andrej Godina, dottore di ricerca in scienza, tecnologia ed economia dell’industria del caffè, e Francesco Sanapo, che ha da poco conquistato per la terza volta il titolo di campione italiano di caffetteria 2013.

L’intreccio di diverse qualità di caffè, con particolari caratteristiche di aroma e gusto e di differenti metodi di estrazione, vuole suscitare interesse attorno a un prodotto ricco di inaspettate sorprese organolettiche, nonché alle ultime tendenze internazionali di consumo.

“Il caffè di qualità è riconoscibile grazie a parametri ben definiti, al pari di altri prodotti di cui da tempo il consumatore ha imparato a conoscere provenienze e differenze di lavorazione e di gusto, come il vino e il cioccolato” – affermano gli organizzatori di questo innovativo evento, giunto alla sua seconda tappa dopo l’evento di Roma, tenutosi lo scorso 14 dicembre, alla presenza di numerosi operatori del settore.

“Lo scopo dell’iniziativa è far capire al pubblico come riconoscerlo e degustarlo, per sensibilizzare alla qualità”. Alla degustazione si unisce un’interessante parentesi artistica, con vere opere d’arte dipinte con colori alimentari sui cappuccini dall’artista Paolo Berti, pittore trentino.

La “tela” di questi decori è la crema di latte realizzata con un latte studiato appositamente dalla Centrale del Latte di Brescia.

 

I caffè visti da vicino

Tra i caffè in degustazione giovedì, alcuni caffè della Sandalj Trading Company, provenienti da differenti paesi d’origine. In primis, il Cuba Serrano Superior Lavado, coltivato principalmente nella regione della Sierra Maestra.

Un prodotto pregiato che è stato assente dal mercato per circa dieci anni.

E che solo recentemente è tornato ad essere importato e distribuito dalla Sandalj Trading Company.

In degustazione anche il Guatemala Huehuetenango, San Pedro Necta, La providencia, Ace National Winner, con sentori di noce verde, cereali tostati e una punta di spezie, e il caffè Mexico Chiapas Nueva Linda – La concordia, traceability project Sandalj, su note agrumate e percezioni fruttate.

Tra i caffè, anche il decaffeinato in miscela GOURMET presentato Demus Spa di Trieste.

 

Espresso e non solo

Un buon caffè, per l’italiano, corrisponde al classico espresso o moka. Per esprimere il meglio in tazza espresso, ogni caffè necessita di mantenere la temperatura ideale di estrazione. Una condizione che la macchina dc one di Dalla Corte, che verrà usata durante l’evento, permette di ottenere al meglio.

A lei spetta il compito di erogare espressi perfetti, in grado di esaltare l’aroma intenso di ogni varietà.

Nel nostro mondo globale entriamo sempre più spesso in contatto con il caffè filtro, particolarmente amato nei Paesi del Nord Europa e negli Stati Uniti.

E’ un prodotto che per lo più noi italiani non conosciamo, che può riservare interessanti soprese. Alla tazzina si sostituisce la tazza mug in cui si eroga caffè filtro: protagonista la macchina dell’americana BUNN-O-MATIC che sarà mostrata a Milano.

La proposta di Caffè Corsini

Inoltre, giovedì a Milano, per la prima volta sarà presentato in Italia la linea “Ti Amo” della Caffè Corsini.

È una nuova linea di strumenti per estrarre il caffè secondo la tradizione dello Slowly Brewed Coffee Bar. Tra questi metodi fa parte anche l’innovativo Aeropress, importato da pochi mesi ufficialmente anche in Italia.

BRASILE 1/ – Comexim stima il raccolto 2012/13 in 56,5 milioni di sacchi

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raccolto brasiliano

MILANO – Benché le operazioni si siano concluse ormai da mesi, il gigantesco raccolto brasiliano 2012/13 continua a essere oggetto di calcoli e valutazioni da parte di analisti e operatori del commercio.

Raccolto brasiliano, qualche dato nel dettaglio

La stima più recente è quella diffusa la settimana scorsa dal trader brasiliano Grupo Comexim, a firma del suo principale responsabile commerciale John Wolthers. Esperto internazionalmente noto, che riveste, tra le altre cose, la carica di coordinatore della Camera degli esportatori dell’Associazione commerciale di Santos.

In una nota che porta la data del 7 febbraio

Wolthers ha rivisto al rialzo di 650 mila sacchi la precedente stima di Comexim – risalente a un anno fa –; portandola a 56,45 milioni di sacchi. Di cui 41,45 (+1,85 milioni di sacchi rispetto alla stima precedente) di arabica e 15 milioni (-1,2 milioni di sacchi) di robusta.

“Per gli arabica – osserva Wolthers – crediamo che tutti gli addetti ai lavori saranno d’accordo con la correzione da noi operata. Mentre la revisione al ribasso delle cifre relative ai robusta giunge inaspettata.

Non va dimenticato che la stima precedente risale a un anno fa e molte cose sono accadute nel frattempo. Il fattore principale rimane comunque, a nostro giudizio, la produttività minore del previsto nello stato di Espírito Santo”.

Ottimismo anche per quanto riguarda l’entità delle scorte di riporto

Anch’essa oggetto di una correzione al rialzo di circa 600 mila sacchi, per un volume stimato di 36,2 milioni di sacchi. La stima preliminare per il 2013/14 è di è di 53,2 milioni di sacchi, dei quali 36,4 di arabica e 16,8 di robusta.

Guardando ai singoli stati, il Minas Gerais subirebbe una flessione di oltre 4 milioni di sacchi

Cui farebbe riscontro un incremento di un milione di sacchi del raccolto dell’Espírito Santo Santo, determinato dalla maggiore produzione di robusta, a fronte di una produzione di arabica invariata sull’anno precedente.

“L’attuale situazione meteo nelle aree di produzione è eccellente – prosegue Wolthers – Dall’Espírito Santo abbiamo notizie di un raccolto di robusta straordinario e anche per gli arabica la produttività sarà eccezionale.

In termini quantitativi, il miglior raccolto brasiliano di cui si abbia memoria statistica in un anno negativo del ciclo biennale.

Per quanto riguarda la qualità sarà necessario attendere il periodo della raccolta e sperare che esso sia accompagnato da condizioni di clima secco”.

In flessione anche il raccolto dello stato di San Paolo. Costante invece il Paraná, mentre sono attesi incrementi in Bahia e Rondônia.

La nota osserva inoltre come la commercializzazione del raccolto 2012/13 stia stata sin qui una “storia a sé stante”

In ragione dei bassi standard qualitativi, della riluttanza dei produttori a vendere, della costante erosione delle quotazioni di New York e del rafforzarsi del real sul dollaro.

“Il Brasile ha perso rilevanti quote di mercato a favore di altri produttori, principalmente del Vietnam – conclude Wolthers – e urge porre rimedio a questa situazione”.

brasile

FIRENZE – Sequestrato il caffè Bonetti di piazza dei Pitti era legato a un narcotrafficante di Napoli

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Firenze

FIRENZE – C’é anche un bar a Firenze, il Bar Bonetti, in piazza dei Pitti, dominata dal celebre e omonimo Palazzo, oltre ad un complesso alberghiero e varie altre attività commerciali a Napoli, e ad una serie di appartamenti tra i beni per 15 milioni di euro sequestrati dalla Polizia di Napoli.

Bar Bonetti sotto la lente della giustizia 

Il provvedimento è stato adottato nei confronti di Carmine D’Ario, considerato componente di un’organizzazione di narcotrafficanti. Assieme all’aiuto della suocera, Concetta Vitucci. Accusata di aver reimpiegato capitali da usura in attività economiche.

Il caffè Bonetti è di proprietà di una società con sede legale al corso Novara, di Napoli

Gli uomini del settore misure di prevenzione della sezione antimafia della divisione della Questura di Napoli ha dato esecuzione, a diversi decreti di sequestro beni emessi dalla sezione misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli. in collaborazione in fase operativa con personale del commissariato Vasto-Arenacci.

D’Ario il 3 gennaio 2002 condannato dalla Corte di Appello di Napoli a 6 anni e 8 mesi di reclusione

Per la partecipazione ad una complessa organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti, per condotte risalenti al 1989. Dopo essere stato scarcerato, D’Ario è stato nuovamente condannato il 21 aprile 2006 dall’ufficio gip presso il Tribunale di Milano a 8 di reclusione. Per la partecipazione ad un sodalizio criminale dedito al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

La complessa attività investigativa svolta dai carabinieri della compagnia di Monza

Ha consentito così di accertare, secondo le forze dell’ordine, che l’uomo era inserito in un gruppo di narcotrafficanti. (facente capo a Timpano Vincenzo; legato alla malavita organizzata calabrese). Il quale poi importava ingenti quantitativi di cocaina dal sud America e dalla Spagna, con lo specifico compito di procacciare la droga da distribuire in Italia.

Arrestato nell’aprile 2006 D’Ario è poi stato scarcerato poco più di un anno dopo per decorrenza dei termini di custodia cautelare

D’Ario il 26 giugno 2007 è stato vittima di un attentato di chiara matrice camorristica. Ferito da numerosi colpi d’arma da fuoco al torace ed al braccio; questa vicenda è stata inquadrata nell’ambito dell’attività criminale posta in essere dal clan Contini per assicurarsi in via esclusiva il controllo sul traffico di stupefacenti nel proprio territorio.

L’uomo è stato latitante fino al maggio 2010

Quando è stato arrestato in Spagna e successivamente estradato in Italia, ove si trova detenuto. Concetta Vitucci ha infatti numerosi precedenti. Secondo le forze dell’ordine, i capitali illeciti, acquisiti nell’esercizio delle attività di contrabbando e di usura, sarebbero stati reimpiegati nei plurimi acquisti di beni immobili e societari; quindi non compatibili con la sua lecita capacità reddituale.

 

NAPOLI – Dal 2015 terrazza panoramica con caffetteria sul Duomo

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duomo di napoli

NAPOLI – Entro il 2015 sul Duomo di Napoli sarà realizzata una terrazza da cui si potrà godere una vista mozzafiato sul panorama della città e prendere anche un buon caffè.

Duomo-Napoli 

INDIA – Starbucks-Tata inaugura una torrefazione a Coorg (Karnataka)

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Starbucks-tata coffee

MILANO – Taglio del nastro venerdì scorso a Kushalnagar, distretto di Coorg (Karnataka), per lo stabilimento di torrefazione nato dalla joint-venture Starbucks-Tata Coffee Ltd.

Starbucks-Tata Coffee insieme in uno spazio imponente

La struttura si sviluppa su una superficie di 750 metri quadrati per una capacità produttiva di 375 tonn. Rifornirà i locali Starbucks in India ed esporterà in futuro verso vari mercati esteri.

“L’apertura di questo stabilimento rafforza il nostro legame con l’India e con i suoi produttori ed è la riprova del nostro impegno a lungo termine a selezionare in questo paese caffè arabica di alta qualità” ha dichiarato John Culver, presidente di Starbucks per l’area Cina e Asia Pacifico.

“Questa fabbrica costituisce una pietra miliare nello sviluppo delle nostre relazioni con Starbucks, poiché ci consentirà di produrre ed esportare caffè torrefatto al 100% indiano” ha aggiunto il direttore esecutivo di Tata Coffee Hameed Huq.

Starbucks ha aperto il suo primo locale indiano lo scorso ottobre. Mercoledì ha inaugurato un flagship store nella capitale Delhi.

La multinazionale di Seattle intende fare dell’India uno dei suoi primi cinque mercati a livello mondiale, ma non ha fornito, per il momento, alcuna scadenza temporale rispetto al raggiungimento di questo obiettivo.

I progetti originari di Starbucks prevedevano 50 aperture in India entro la fine del 2012.

CALTANISSETTA – Il Municipio cancella la pausa caffè. Vietato recarsi al bar dopo la timbratura

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CALTANISSETTA – Giro di vite con tanto di monito nei confronti dei dipendenti di Palazzo del CarmineLimitazioni alla pausa caffè, al parcheggio delle auto, rigidi orari di entrata e uscita dal posto di lavoro e per finire e limiti anche al recupero delle ore o dei minuti non lavorati.

La circolare che reca la firma del dirigente Angela Polizzi è stata accolta con un tumulto di mugugni dai dipendenti.

Palazzo del Carmine, una pausa caffè limitata

Si parte con l’orario di ingesso negli uffici che non potrà avvenire prima della 7,45 quindi nessuna deroga prima di quell’ora. Da controlli effettuati risulta, infatti, che alcuni lavoratori timbrano con largo anticipo e questo forse per compensare eventuali ritardi in altri giorni e per uscire dal posto di lavoro in anticipo.

L’entrata in ufficio deve avvenire dall’attuale ingresso del municipio (locali ex Torregrossa)

Mentre non è consentito l’ingresso da corso Umberto o dalla Salita Matteotti e nemmeno dagli sportelli anagrafe e cambi di residenza. Questi due ingressi dovranno rimanere sempre chiusi e saranno effettuati accertamenti sulle aperture momentanee non autorizzate.

Andiamo alla famosa pausa caffè

I dipendenti che entrano al lavoro dopo la timbratura ”devono immediatamente raggiungere senza indugio il posto di lavoro”. Per cui non è consentito timbrare e uscire per parcheggiare l’auto lasciata in via provvisoria o per andare al bar per il consueto caffè.”

L’auto si parcheggia prima di entrare in ufficio e andare al bar

Subito dopo la timbratura non rientra nella nozione di pausa caffè che, evidentemente – è scritto nella circolare – si riferisce a una breve break solo dopo un congruo periodo di lavoro”.

In ogni caso il dipendente dopo la timbratura di ingresso deve sempre giustificare con una timbratura l’uscita o l’assenza.

Poi la stoccata finale con il monito: “La giornata lavorativa è fatta di sei ore e nei giorni di lunedì e giovedì di nove ore. Ne deriva che il dipendente non può fare meno di sei o nove ore pertanto ad una entrata alle 8,15 dovrà corrispondere una uscita alle ore 14,15”.

Eventuale lavoro in meno nel corso della giornata dovrà essere recuperato nei pomeriggi di martedì, mercoledì e venerdì, entro il mese successivo, previa autorizzazione del dirigente.

 

Fonte: Giornale di Sicilia