domenica 18 Gennaio 2026
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Eddi Righi svela i segreti della preparazione di Francesco Sanapo al Wbc

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MILANO – Quando in Italia saranno passati 20 minuti dopo la mezzanotte. Saranno già le 8 e 20 di venerdì a Melbourne, Francesco Sanapo darà il meglio di se per emergere dai 53 concorrenti. Al suo fianco, Eddi Righi.

Gli sfidanti provengono da tutto il mondo. Sanapo cercherà di entrare nella semifinale alle 12 del giorno dopo che selezionerà i migliori 6 per la finale.

Eddi Righi a supporto del nostro campione

Francesco entrerà in scena alle 8.20. Mentre sarà in corso la prova del britannico John Gordon, per la messa a punto della sua postazione. Dopo di lui toccherà al finlandese Kalle Freese.

Eddi Righi, amico e allenatore di Francesco Sanapo, è abbastanza ottimista per la prova del campione italiano di caffetteria.

I due hanno lavorato anche in Australia senza tregua per 15 giorni

Dalle 8 di mattina sino alle 17. Con una breve pausa per il pranzo che si portavano da casa per perdere il minor tempo possibile.

Sarà una prova difficile quella di Sanapo, spiega Righi nell’intervista. “ha scelto un caffè molto difficile da lavorare. Ma lui lo sa trattare molto bene e di sicuro preparerà bevande adeguate per i giudici“.

Ma sentiamo che cosa racconta Righi da Melbourne

Eddi Righi e Adam Genovese spiegano da Melbourne come Francesco Sanapo ha organizzato le ultime ore di preparazione

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caffè corsini Francesco sanapo
Francesco Sanapo durante le prove

MILANO – Ormai ci siamo. Domani notte alle 24 in punto, quando in Italia saranno passate da poco le 8, Francesco Sanapo sosterrà la prima prima fondamentale sfida. Quella che la vedrà il confronto diretto con tutti i 53 concorrenti. Al termine di questo confronto i punteggi determineranno i migliori 12 che si confronteranno il giorno dopo per fare emergere i 6 migliori baristi del mondo dai quali uscirà il più bravo di tutti. Noi ci prepariamo alla gara con le parole di Eddi Righi.

Righi e Genovese: il commento

In diretta da Melbourne alla vigilia del confronto Eddi Righi, e Adam Genovese.

Parla quindi il secondo classificato al campionato italiano baristi, amico e allenatore ufficiale di Sanapo. Assieme al torrefattore di Melbourne.

Spiegano così, come il campione italiano abbia organizzato le ultime ore di preparazione.

Adam Genovese

Erede di una famiglia di chiara origine italiana, è il torrefattore di Melbourne che ha messo a disposizione di Sanapo tutto quello che serviva per continuare gli allenamenti sino a poche ore dalla gara.

Adam e Francesco si sono incontrati a Milano. Alla Fiera Host del 2011 e si sono rivisti l’anno dopo a Vienna. E’ stato lì, che dopo l’annuncio della sede della finale del 2013 a Melbourne, che Adam ha offerto a Francesco, se fosse riuscito a vincere il campionato italiano tutta l’assistenza possibile in loco.

Per Sanapo, Genovese ha allestito un vero e proprio laboratorio. Con la riproduzione esatta della postazione di gara che ha dotato della stessa macchina del WBC.

Una Aurelia T3 della Nuova Simonelli, e un macinadosatore Mahlkoenig. Oltre ad una torrefattrice da 5 chili per preparare il caffè di cui Francesco aveva via via bisogno.

Genovese, che ha seguito da vicino la preparazione di Sanapo, è abbastanza ottimista

“Francesco – spiega nell’intervista – prepara con ripetizioni perfette ottimi espressi e cappuccini e anche la bevanda a base espresso è molto valida”.

Ma ascoltiamo la voce di Adam Genovese, che capisce bene l’italiano ma ha preferito rispondere in inglese. Così come quella di Eddi Righi, che si è prestato anche a fare da interprete.

Come si stanno svolgendo le ultime ore di preparazione di Francesco Sanapo in vista del WBC

https://www.youtube.com/watch?v=6TBrcaTnG1s

Le capsule Denner non violano i diritti Nestlé. Una vittoria del marchio

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MILANO – Nel lungo contenzioso riguardante le capsule di caffè compatibili con il sistema Nespresso di Nestlé, Denner ha ottenuto un’altra vittoria. Il Tribunale del commercio di San Gallo in Svizzera ha stabilito che il prodotto venduto dal discounter, Denner, non viola i diritti di marchio del gigante vodese.

Denner in regola

Determinante è stata una breve perizia che il Tribunale del commercio ha commissionato su istruzione del Tribunale federale per determinare se la forma delle capsule Nespresso sia davvero tecnicamente necessaria.

Basandosi sulla perizia, il Tribunale ritiene che la forma tridimensionale delle capsule registrata dalla Nespresso possa essere protetta.

Tuttavia giunge alla conclusione che le capsule della Denner, prodotte dalla Alice Allison di Grono, non violano i diritti di marchio; il rischio di confondere i prodotti non sussiste, ha spiegato la portavoce della Denner Paloma Martino.

Nespresso e Nestlé possono ricorrere al Tribunale federale

Ma la portavoce non ritiene che abbiano chances di successo: Denner nel frattempo ha sviluppato le sue capsule. In vendita da due settimane, esse hanno una forma diversa.

Nel gennaio 2011 la corte sangallese aveva vietato a titolo “superprovvisionale” la vendita delle capsule compatibili con Nespresso.

Appena messe sugli scaffali del discounter, ma meno di due mesi più tardi il provvedimento cautelare era in parte stato revocato.

Nel giugno dello stesso anno

Il Tribunale federale ha parzialmente accolto il ricorso che la filiale di Nestlé aveva presentato contro il giudizio del Tribunale del commercio di San Gallo.

Chiamata a deliberare nuovamente, nell’agosto seguente la corte sangallese ha revocato ancora una volta il divieto di vendita.

Tuttofood 2013. L’evento ha chiuso con il numero visitatori cresciuto del 25%

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Tuttofood a Fiera Milano di Rho dall'8 all11 maggio 2023

MILANO – Si dunque concluso ieri sera con 50.210 visitatori certificati, una crescita del 25%, la quarta edizione di Tuttofood, Milano World Food Exhibition.

Occasione organizzata da Fiera Milano. La rassegna dell’agroalimentare che ha segnato il via ufficiale del percorso di Milano verso Expo 2015 ha fatto registrare nei quattro giorni di manifestazione un incremento degli operatori esteri, provenienti da 122 paesi, del 40%.

Tuttofood: i dati del 2013

E anche i primi riscontri dai 2.000 espositori, che hanno occupato 6 padiglioni e 120mila metri quadri a Fieramilano, sono più che positivi.

Infatti, segnalano soddisfazione sia per la qualità della manifestazione nel complesso. Sia, in particolare, per l’alto profilo dei buyer presenti in manifestazione.

Molto interesse ha suscitato in particolare la presenza di 53 torrefazioni, alcune presenti in stand collettivi

Affollati anche gli stand dei principali espositori di macchine professionali per il caffè che non hanno voluto mancare alla manifestazione per rodare le loro strutture espositive in vista di Host che si terrà a ottobre.

Alcuni record

«L’avevamo detto, l’abbiamo fatto: siamo la prima piattaforma italiana per il settore dell’agroalimentare per numero di top buyer internazionali. La nostra potenzialità, in crescita continua fin dalla nascita, si è pienamente espressa in questa edizione dai numeri record.

Con aumento a due cifre di tutti i valori a partire dal +15% per la superficie, +11% per gli espositori e +25% per i visitatori. – ha detto Enrico Pazzali, amministratore delegato di Fiera Milano.

– La grande soddisfazione di tutti i nostri partner, degli espositori e dei visitatori conferma la validità della visione strategica con cui abbiamo costruito Tuttofood.

La partnership con Expo 2015 ha rappresentato e rappresenterà un asset vincente. Avviata già nelle passate edizioni e diventata parte integrante della manifestazione.

Un’alleanza che culminerà con l’ appuntamento del 2015 in cui Tuttofood avrà la sua quinta edizione in contemporanea con l’avvio dell’Esposizione Universale».

Allarme Fipe Confcommercio Catania – Liberalizzazioni, bar e pasticcerie

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CATANIA – C’è grande preoccupazione tra i gestori di bar e pasticcerie. Ci si mette pure la concorrenza dei panificatori. Si, perché, da un po’ di tempo, denuncia la categoria, a preparare pizzette e arancini, ma anche torte e dolci vari, si sono messi pure loro, i panettieri. Hanno allargato la loro offerta affiancando al pane e ai suoi derivati la tavola calda e la pasticceria.

Panificatori diversificano

“Quando la liberalizzazione genera confusione”, afferma il presidente di Fipe Confcommercio Catania sezione bar pasticcerie Massimo Magrì;

aggiungendo che “il mercato libero pur fissando regole ben precise alle suddette liberalizzazioni, diventa un po’ troppo libero in una città come la nostra.

Ormai regina delle irregolarità e tutti fanno quello che vogliono in totale anarchia. Così siamo costretti a contestare la concorrenza sleale che i panificatori stanno facendo a pasticcerie e bar.

Tramite la vendita di prodotti che vanno ben oltre la michetta e il filoncino. Mettendo in crisi una categoria già provata dallo stato di crisi generale”.

La protesta la Fipe Confcommercio

Quello che si è creato è un mondo parallelo della somministrazione non autorizzata. Uno che opera senza l’autorizzazione al consumo sul posto.

Senza licenza per l’occupazione di suolo pubblico; facendo pure uso di tavoli snack e/o veri e propri posti a sedere. Resi disponibili, a mezzo tavoli e sedie riposti spesso anche su suolo pubblico per la somministrazione di bevande e generi di gastronomia e pasticceria.

PASTICCERIA-GRANDE
Caffetterie, pasticcerie e panificatiori ai ferri corti a Catania

Contro la normativa

“Come è possibile che tutto ciò avvenga – si chiede allarmato il presidente Fipe Bar Magrì – quando la normativa prevede una serie di accorgimenti che vanno dalla divisione degli alimenti nei frigoriferi alla ripartizione dei settori di produzione.

In laboratori che in media non superano i 16mq sufficienti giusto per la produzione del pane ma non adatti alla lavorazione di altri generi alimentari”.

La denuncia arriva a voci congiunte dagli operatori bar e pasticcerie della Fipe

I quali hanno deciso di far uscire fuori il problema e di portalo in un tavolo tecnico insieme agli stessi panificatori alla presenza del presidente provinciale della Fipe Confcommercio Dario Pistorio.

“E’ tempo di fare un po’ di chiarezza nel settore –. conclude il presidente Magrì – Curare gli interessi di una categoria che manifesta malcontento è il mio compito.

Non dobbiamo essere un bersaglio facile per ispettori sanitari e municipali che, nello svolgere il loro compito, ci tengono in riga con controlli ripetuti. Quando intorno a noi esistono realtà di palese abusivismo”.

Fonte: blogCatania

Caffeina – Per il farmacologo il caffè è inutile per le maratone di studio

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Lattina di Red Bull energy drink
Lattina di Red Bull

MILANO – Si avvicina la fine dell’anno scolastico e torna d’attualità parlare dei metodi migliori per resistere davanti ai libri. Caffè, energy drink, pillole al fosforo.

La lista di rimedi a cui si appigliano gli studenti per il rush finale pre-maturità è lunga. Un classico intramontabile? Le maratone notturne di studio con `aiutino´ annesso per restare svegli, a poche settimane dall’appuntamento con l’esame. «Tour de force inutili», assicura il farmacologo ed esperto di nutrizione Michele Carruba.

Energy drink e caffeina: ci sono dei falsi miti da sfatare

«Il caffè, la caffeina e le bibite contenenti sostanze stimolanti (i cosiddetti energy drink) vanno usati con cautela. Anche perché un buon caffè aiuta il risveglio, fa bene alle performance quando la vigilanza è bassa, cioè al mattino.

Quando invece si è già stimolati da un po’ di stress – assicura il professore del Dipartimento di farmacologia, chemioterapia e tossicologia medica dell’università Statale di Milano – il caffè influisce sulla funzione cardiaca.

Quindi può provocare palpitazioni e tachicardia che aumentano ancora di più lo stress. Rischiando di farlo andare oltre la soglia fisiologica.

Non solo: il rendimento nelle maratone notturne cala

Perché quelle sono ore da dedicare al riposo. Dunque sarebbero sforzi poco produttivi».

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Il farmacologo ed esperto di nutrizione Michele Carruba

Rimedi oltre gli energy drink

L’ideale, per avere massimi risultati nell’ultimo mese di sforzi in vista delle prove, «è rispettare il più possibile il ciclo sonno-veglia e i bisogni fisiologici dell’organismo.

Assecondarli sfruttando al meglio le ore giuste – suggerisce Carruba – Capisco che si arrivi all’ultimo momento con l’impressione di non aver studiato abbastanza e con l’esigenza di un ripasso generale; ma imbottendosi di caffè, andando a letto tardi (o per niente) e studiando in queste condizioni, l’apprendimento non è al massimo.

E’ molto meglio programmare un po’ prima i tempi di studio, comiciando già adesso a calendarizzare gli argomenti da riguardare, non rinunciare a ore di sonno, ma a qualche divertimento che si può rimandare.

Qual è la regola è

Non usare per lo studio il tempo dovuto al benessere dell’organismo, come le ore del sonno». Inutile anche rifugiarsi nel fosforo, osserva l’esperto: «Le famose pillole non aiutano la performance intellettuale. Questa è una vecchia credenza che è stata smentita».

Le origini misteriose del tiramisù. Unica certezza: il legame con Treviso

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tiramisù

TREVISO – Di ogni piatto – dolce e no – della tradizione è praticamente impossibile trovare il creatore. Le ricette popolari sono patrimonio comune, si tramandano simili mai uguali di famiglia in famiglia. Acquistano vita propria, si contaminano con suggerimenti di amiche. Si modificano in base a gusti personali. Cosa si dice del tiramisù?

Su questo dolce infatti, esiste una vertenza nata pochi anni fa. Era il luglio del 2007 quando Carminantonio Jannaccone, pasticcere a Baltimora che prima di stabilirsi negli Usa aveva lavorato come cameriere a Treviso, dichiarò in un’intervista al Washington Post di aver inventato il tiramisù negli anni della gioventù trascorsa in Italia.

Tiramisù: parte la sfida

La cosa non mancò di offendere e far insorgere i buongustai e cultori della trevigianità. Tra le iniziative, quella di Gianni Garatti, titolare del ristorante Fogher che ha rilanciata l’idea di registrare alla camera di commercio il marchio ‘tiramisù’.

In effetti, Garatti sarebbe direttamente coinvolto nella questione delle origini del dolce: la madre Speranza Bon è riconosciuta come creatrice della coppa imperiale.

Correvano gli anni ’50, al Camin (di fronte al Fogher). Il suo preparato aveva gli ingredienti del tiramisù ed era servito in coppa.

Una paternità multipla

«Era la metà degli anni ’50 o giù di lì, mia madre aprì il Camin nel lontano 1954 – spiega – era in visita a Treviso una regina, e mia madre preparò per l’occasione questa coppa.

La facciamo ancor oggi così, non abbiamo cambiato nulla negli ingredienti da oltre mezzo secolo, né nel nome. E’ ancora la coppa imperiale. Certo, i Campeol, alle Beccherie, hanno dato poi al dolce il nome vincente, facendolo trionfare nel mondo».

Ma la letteratura gastronomica e i maestri della cucina trevigiana non assecondano la ricostruzione di Garatti

E incoronano le Beccherie, difendendo la trevigianità della leccornia dalla ricostruzione «americana» di Jannaccone. Bepo Zoppelli, accademico della Cucina Italiana e delegato trevigiano, è categorico: «Il tiramisù è trevigiano, hanno ragione i Campeol, sono stati loro a crearlo, moltissimi anni fa. – spiega.

– è vero che forse le radici affondano nel lontano Medioevo, su ispirazione di una zuppa inglese, e che quel dolce girò diverse zone d’Italia, fra cui la Toscana.

Ma sulla trevigianità non ci sono dubbi. Che poi girino altre ipotesi sulla sua nascita è vero, ma la paternità delle Beccherie è storia; consacrata dai maestri della cultura veneta».

Sulla stessa linea Annibale Toffolo, direttore di Taste Vin e allievo di Maffioli

«Macchè Jannaccone, hanno ragione le Beccherie, lo diceva sempre Maffioli – dichiara – l’innovazione, rispetto al tradizionale uso dello zabaione, è l’innesto dei savoiardi e del caffè con il mascarpone. La coppa imperiale di mamma Garatti? E’ un’altra cosa, non si possono accomunare».

Altre ipotetiche nascite

Ma basta uscire dall’Accademia per avere altre e più popolarissime versioni sulla nascita del dolce. Anche piccanti. Arturo Filippini, patron del Toulà e allievo di Alfredo Beltrame, porta indietro le lancette del tempo.

Fa uscire il primo tiramisù nientemeno che da un bordello. «Nacque in casin, garantito – spiega ridendo – da una signora di facili costumi che oggi chiameremmo un’avvenente maîtresse.

Me lo raccontavano Alfredo, Comisso, anche Boccazzi: era in piena Cae de Oro, a due passi da Duomo e San Nicolò. Quando i ragazzi scendevano un po’ provati, lei preparava questo dolce.  Diceva “desso ve tiro su mi, tosatei. Parliamo degli anni 30 e 40′, eh…»

E’ dunque un altro esempio di piatto dei poveri – il quartiere della Cae de Oro era la zona più degradata entro le mura, ma anche cuore pulsante di vita – che diventa un must internazionale; come già avvenuto per pasta e fagioli e radicchio? L’ipotesi è affascinante, non ce ne vogliamo Alba Campeolo e Speranza Garatti.

Uno dei testimoni della vecchia Treviso, Gianni Turchetto

Proprio lui spiazza tutti, con un’altra versione. «Tutto accadde all’hotel Baglioni (l’albergo sorgeva all’angolo fra l’attuale corso del Popolo e via Diaz, fu bombardato nel 1944), era cuoco un fratello di mia madre, lo zio Tita, cioè Giovanni Battista Piasentin – racconta – aveva il figlio Giuseppe ad aiutarlo.

Fonte: La Tribuna di Treviso

I titoli in italiano delle notizie diffuse ieri da Comunicaffè International

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mondo del caffè

MILANO – Pubblichiamo sul sito italiano i titoli delle notizie pubblicate nello scorso numero di Comunicaffè International. Per recuperare così una giornata di aggiornamenti del settore, traducendola per chi ha difficoltà con l’inglese.

Aggiornamenti da tutto il globo

Sono tante le novità. Tra eventi australiani che hanno viste esposte macchine italiane e evoluzioni in fatto di capsule.

MICE 2013 – Al via domani la grande kermesse australiana con le finali mondiali Wbc

Nuova Simonelli e Coffee Kids lanciano una nuova partnership

– Gli inventori Joseph Behm e Jakob Forssling allo stand di Coffeesnobs

DENNER – Via libera dal tribunale di San Gallo alla vendita delle capsule Nespresso-compatibili

UK – Hope & Glory Coffee Company punta sul porzionato

GLOBAL – Nespresso sceglie Deep Focus come digital agency

Gli aggiornamenti dall’America

Non potevano mancare notizie dal versante occidentale. Il caffè americano continua a far parlare di sè in vari modi.

USA – Brian Perkins (ex Johnson & Johnson) è il nuovo presidente di Puroast Coffee

– Cold Brew Coffee disponibile anche nei supermercati della California

– Dunkin’ Donuts espande la sua rete nella Carolina del nord

I Paesi produttori

Quali sono invece gli aggiornamenti in quelle terre che sono all’origine del chicco? Diamo subito un’occhiata all’andamento del mercato nei luoghi che producono.

SUD AFRICA – Caturra Coffee adotta le soluzioni per il packaging di NatureFlexT

VIETNAM – Vendite dei produttori fanno scendere i prezzi ai minimi settimanali

KENYA – Kitaban Coffee Factory ottiene un finanziamento dalla Banca Mondiale

Incuriositi dalle ultime notizie?

Se i titoli hanno solleticato ulteriormente la curiosità, Comunicaffè è pronto on-line per esser approdondita. Gli aggiornamenti sono fermi sul portale che attendono solo un click per essere lette.

Parla Maurizio Maccagnani. A TuttoFood La Spaziale punta dalla S5

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MILANO – Una mattinata a Tuttofood per scoprire La Spaziale, il costruttore bolognese famoso per il suo caffè d’autore. Con un approccio particolare, non partendo dai modelli Top di gamma, dalle S40, ma dalla S5.

Da sei anni cavallo di battaglia di un’azienda che nei primi due anni di produzione ne ha venduti 18.000 pezzi. Oggi, in tempi di crisi, ha incrementato il fatturato di un 25 per cento tondo.

La Spaziale raccontata dal suo Presidente

Ne abbiamo parlato con il Presidente de La Spaziale, Maurizio Maccagnani. Nella seguente intervista, spiega nel dettaglio come la gamma S5 rappresenti la sintesi dei prodotti dell’azienda.

La macchina essenziale, che va incontro alle esigenze dei torrefattori che vogliono per i bar che servono macchine semplici ma di qualità.

Con un’estrazione del caffè in tazza sempre perfetta e un’assistenza tecnica famosa per tempi d’intervento rapidissimi in tutta Italia e nei numerosissimi Paesi del mondo.

Con filiali – negli Stati Uniti, in Brasile e in Romania – o distributori è presente. Tempi d’intervento con i quali La Spaziale vuole sorprendere sempre i baristi. Non soltanto a Milano dove il costruttore bolognese ha in funzione 4.850 macchine.

Ma sentiamo Maurizio Maccagnani

Parlando della S5, comunica con tranquilla convinzione l’eccellenza dei suoi prodotti che, anche in questi momenti difficili, riescono ogni giorno a stabilire primati invidiati dalla concorrenza.

Nessun segreto, ma macchine progettate pensando esclusivamente a chi le deve usare ogni giorno, tante ore al giorno.

Senza che si presenti il minimo problema. E se il guasto si presenta, una chiamata, pochi minuti e due viti sul frontale che, svitate, danno l’accesso a tutto quello che c’è nella macchina. Uno dei tanti primati de La Spaziale.

Scaduta la cassa integrazione per 132 operai Brasilia. Primi licenziamenti

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lettere di licenziamento
La sede della Brasilia

RETORBIDO (Pavia) – Le tanto temute lettere di licenziamento incominciano ad arrivare. Suscitano sgomento tra i 132 lavoratori della ditta Brasilia di Retorbido.

«Il 24 maggio sarà quindi l’ultimo giorno di cassa integrazione – spiega Renzo Scinaldi della Fiom-Cgil -. Avremo 132 disoccupati. Il rischio è quello che esploda una vera e propria bomba sociale».

Lettere di licenziamento: il risultato di una lunga agonia

Venerdì mattina al centro Auser di Voghera il sindacato ha tenuto un’assemblea per fare il punto sulla situazione. A fine aprile la ditta produttrice di macchinette per il caffè, fallita nel maggio 2012, era stata messa all’asta su Internet dal Tribunale fallimentare di Milano.

Ma nessuno si è fatto avanti per comprarla. Oltretutto, compresi nel prezzo c’erano i contratti dei dipendenti, che hanno così visto sfumare la loro possibilità di tornare al lavoro. Oltre che recapitate le lettere di licenziamento.

La Fiom-Cgil annuncia

«Andremo sicuramente avanti con le iniziative già pianificate. Certamente l’arrivo delle lettere di licenziamento ha formalizzato quello che già era nell’aria. Venerdì effettueremo un presidio davanti al palazzo della Provincia di Pavia».

Il presidio si terrà dalle 10 alle 12

La denuncia del sindacato non lascia spazio a interpretazioni di sorta. «In questo caso le istituzioni locali si sono dimostrate totalmente assenti nei confronti dei lavoratori. – sottolinea Scinaldi.

– Il Governo guidato dal presidente del Consiglio Enrico Letta ha precisato che il lavoro rappresenta una priorità rispetto ad altre azioni.

Ma a livello locale nei fatti questo non succede. L’obiettivo del presidio che stiamo promuovendo è quello di far emergere questa situazione rispetto all’opinione pubblica.

E nei prossimi giorni bisognerà discutere a fondo sul futuro dei lavoratori e delle loro famiglie».

La richiesta del sindacato

«l’istituzione di un tavolo di coordinamento per trovare un piano di ricollocazione con risorse pubbliche allo scopo di reimmettere queste 132 persone nel mondo del lavoro».

Oggi si svolgerà un altro incontro all’Auser di Voghera per discutere dei problemi dei lavoratori e delle aziende in Oltrepo Pavese.

La riunione si dipanerà dalle 9,30 alle 13. Sarà ufficialmente presentato pure il nuovo responsabile territoriale della Cgil Gianluigi Sgorba.

Fonte Il Giorno