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Lindt: 3,8 miliardi di euro di fatturato nel 2018, nonostante la crisi del cacao

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Lo stabilimento Lindt di Induno Olona, presso Varese

MILANO – Tutte le grandi imprese che producono cioccolato sono in allerta per la crisi che sta coinvolgendo la coltivazione di cacao. Per quanto riguarda i consumi europei, la richiesta di questa materia prima è un po’ ferma. Al contrario di ciò che è successo in Cina, dove è avvenuto un boom simile a quello che ha interessato il resto del globo. Questo fenomeno però ha provocato un’ulteriore difficoltà nel reperire la materia prima a causa di diversi fattori come il mutamento del clima e la siccità che mettono a dura prova la produzione in Ghana e in Costa d’Avorio. Ovvero i primi due produttori di cacao al mondo. Scendiamo nel dettaglio di questa analisi, considerando la reazione di uno dei nomi più conosciuti del settore, Lindt, dall’articolo pubblicato su italiaoggi.it.

Lindt corre non molla

Senza l’aiuto di grandi gruppi, i produttori rischiano di abbandonare questa coltivazione a vantaggio di quelle più sicure provocando un impatto su tutta la filiera. Malgrado questa spada di Damocle, Lindt tiene dritta la barra della crescita. Traendo profitto dal suo ingresso nella fascia alta del mercato.

I dati pubblicati a gennaio

Indicano che il fatturato 2018 è aumentato del 5,5%, a 4,3 miliardi di franchi svizzeri (3,8 miliardi di euro), il margine operativo è migliorato. Stabilendosi a 14,8%, e l’utile netto è cresciuto del 7,6%, a 487 milioni di franchi svizzeri. Tuttavia, Lindt ha fatto sapere di aver rivisto al ribasso i propri obiettivi a lungo termine. A causa delle cattive performance negli Stati Uniti, punto nero del gruppo.

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Inoltre, il ritmo di crescita delle vendite da qualche anno è sceso

E così è stato fissato da un obiettivo compreso fra 6 e 8% a una nuova forchetta fra 6-7%. Tuttavia, anno dopo anno, Lindt & Sprüngli sta crescendo più velocemente del mercato globale del cioccolato e il 2018 non ha fatto eccezione». Così ha detto Dieter Weisskopf, amministratore delegato di Lindt & Sprüngli.

Come Mondelez e Nestlé, anche Lindt non evita di mettere in sicurezza i propri approvvigionamenti

E lavora su una produzione sostenibile. Inoltre, ha fatto sapere di essere sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di tracciabilità totale delle fave di cacao entro il 2020. Sul mercato europeo, nonostante sia maturo, il gruppo cresce del 5,6% e guadagna quote di mercato (+5,6%).

Grazie alla strategia del marchio premium delle vendite dirette: dal 2009 ha aperto dei monomarca che nel 2018 sono arrivati a 460 nel mondo con i marchi Lindt, Ghirardelli; Caffarel, Russell Stover (marchio americano acquisito nel 2014).

I risultati sono particolarmente buoni in Gran Bretagna e in Germania. L’Europa rappresenta il 48% dell’attività.