domenica 30 Novembre 2025
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La Costa Rica ospita il Café World Summit con oltre 3000 addetti del settore, 20-23/03 2024

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Café World Summit costa rica
Il logo di Café World Summit

SAN JOSÈ (Costa Rica) – Il Café World Summit è un evento che vedrà la presenza di oltre 3000 professionisti che fanno parte della catena del valore del caffè a San Josè, in Costa Rica, dove verrà raccontata l’essenza della cultura del chicco del Paese. Durante questo evento, dal 20 al 23 marzo 2024, le persone potranno godere di un’atmosfera vivace e culturale, perfetta per acquisire conoscenze e stabilire connessioni con i maggiori esperti del settore.

Il Café World Summit

Saranno presenti professionisti provenienti da tutto il mondo, in rappresentanza della Costa Rica, Colombia, Brasile, Messico, Stati Uniti, Etiopia, Indonesia, Vietnam, Cina ed Europa.

La Costa Rica è rinomata per la sua eccellenza nella produzione di caffè e nella sostenibilità. Inoltre, la sua ricca eredità di caffè e l’impegno per le pratiche sostenibili rendono il Paese il luogo perfetto per ospitare la prima edizione del Café World Summit.

Café World Summit costa rica
L’agenda dell’evento

L’evento si terrà nel Centro congressi della Costa Rica

Questo luogo unisce strutture all’avanguardia con l’essenza del caffè del Costa Rica, offrendo un’esperienza unica che fonde innovazione e tradizione.

Oltre ad essere una location unica, è un centro congressi di alto calibro. Circondato da vaste piantagioni di caffè a pochi minuti di distanza, il Centro congressi è la combinazione perfetta per vivere un’esperienza a 360º.

Il Café World Summit mira a connettere pionieri e innovatori a livello locale e globale con il supporto di istituzioni, autorità, attori AgTech, commercianti e coltivatori. La presenza è composta per il 66% da ospiti internazionali e per il 33% da locali.

L’obiettivo principale dell’evento è promuovere lo scambio di conoscenze, guidare l’innovazione, incoraggiare pratiche sostenibili e migliorare lo sviluppo dell’industria del caffè a livello globale.

La manifestazione riunirà i maggiori esperti del settore del caffè, sia a livello locale che internazionale, oltre a produttori, distributori, accademici e appassionati del chicco.

Saranno presenti fino a 40 stand dove sarà possibile stabilire connessioni con i professionisti più rinomati provenienti da tutto il mondo.

Per maggiori informazioni basta cliccare qui.

Per registrarsi all’evento basta cliccare qui

Horeca, Restworld: per il 60% dei lavoratori, i contratti inadeguati, lo sciopero del 22/12

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Il settore del bar e della ristorazione (immagine: pixabay)

TORINO – In un periodo di tensioni crescenti nel settore horeca, con l’annuncio di uno sciopero dei lavoratori del turismo e dei pubblici esercizi proclamato da Cgil, Cisl e Uil per venerdì 22 dicembre e che coinvolgerà 5 milioni di lavoratrici e lavoratori, Restworld svela risultati sorprendenti da un recente sondaggio sulla consapevolezza e le richieste dei lavoratori nel settore.

Questi risultati mettono in evidenza una realtà spesso trascurata: una vasta mancanza di consapevolezza dei diritti sindacali e una profonda insoddisfazione per le attuali condizioni lavorative.

I partecipanti al sondaggio sono in 227, provenienti dal mondo della ristorazione e di cui il 22% dichiara di non avere un contratto di lavoro.

Del totale, il 60% dei lavoratori ritiene di avere dei contratti scarsi o che comunque non rispettano la realtà delle mansioni richieste, degli stipendi concessi e degli orari di lavoro svolti.

Scarsa consapevolezza sindacale tra i lavoratori

Il sondaggio di Restworld rivela che il 62% dei lavoratori nel settore horeca non è a conoscenza dei propri diritti sindacali e delle possibilità di tutela offerte dai sindacati.

Questa lacuna informativa rappresenta un’importante area di intervento per migliorare la condizione dei lavoratori e la loro capacità di difendere i propri diritti.

Le richieste emergenti dei lavoratori: al di là dello sciopero e dei salari

Nonostante lo sciopero sia un evento significativo, le richieste dei lavoratori vanno ben oltre. Dal sondaggio, e dalle risposte qualitative raccolte ed analizzate, emergono quattro aspetti fondamentali, in ordine di importanza:

1. Riforma del sistema di inquadramento: I lavoratori richiedono un aggiornamento del sistema che rifletta le attuali competenze e professionalità, combattendo la precarietà lavorativa. Oltre il 70% ritiene di non avere un giusto inquadramento professionale rispetto alle mansioni e responsabilità richieste.

2. Stabilizzazione dei contratti: Una maggiore sicurezza lavorativa attraverso la stabilizzazione dei contratti a termine e l’aumento delle ore per i part-time involontari.

3. Legislazione avanzata in materia di genitorialità e pari opportunità: L’introduzione di normative per migliorare le condizioni di genitorialità, pari opportunità, e contrasto alla violenza di genere.

4. Aumenti salariali: Un adeguamento dei salari per riflettere l’aumento del costo della vita e ripristinare il potere d’acquisto perso nel corso degli anni. Il 91% pensa che il variare del suo salario, negli ultimi 10 anni, non sia cresciuto al crescere dei dell’aumento dei costi della vita.

Restworld: un invito al dialogo e al cambiamento

Restworld invita tutte le parti interessate a intraprendere un dialogo costruttivo. È essenziale che datori di lavoro, lavoratori e sindacati collaborino per trovare soluzioni eque e sostenibili.

Luca Lotterio, ceo e co-fondatore conferma: “Restworld si impegna a sostenere questo processo, fornendo una piattaforma per l’informazione e il sostegno ai lavoratori del settore. Come con stepbystep, il nuovo playbook per la riduzione della settimana lavorativa nella ristorazione, puntiamo a fornire contenuti utili per una riqualificazione del settore che parta dall’appetibilità per il lavoro”, enfatizzando la necessità di una maggiore consapevolezza sindacale e di condizioni lavorative migliorate senza però arrecare danno alla produttività delle aziende quale motore attivo della creazione di nuovi posti di lavoro.

La scheda sintetica di Restworld

Restworld è la startup fondata nel 2020 da un team di psicologi del lavoro e ingegneri under 30 – Luca Lotterio (CEO), Davide Lombardi (COO), Edoardo Conte (CTO) e Lorenzo D’Angelo (CFO) – e che si occupa dell’ incontro tra domanda e offerta nella ristorazione e ospitalità.

Il progetto, che si fonda su 3 principi chiave quali etica, sostenibilità e innovazione, vuole tramite una piattaforma diventare il punto d’incontro per chi lavora nella ristorazione.
Avvalendosi di un centro di ricerca indipendente in forte sviluppo, e grazie alle collaborazioni attive con I3P e con l’Università degli Studi di Torino, Restworld si propone come centro informativo di riferimento per migliaia di operatori del settore horeca.

Macchine del caffè con capsule: cosa succede se non si puliscono bene, occhio ai batteri

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Una macchina del caffè ad uso domestico in azione (immagine: Pixabay)

MILANO – Per la serie “ogni tanto ritornano”, l’importanza di pulire le macchine del caffè è una notizia che fa il giro del web: tutti coloro che hanno una macchina del caffè a capsule in casa, riportiamo uno studio pubblicato sulla rivista Nature nel 2015 che però è sempre attuale e infatti è stato ripreso da diverse testate, che ha messo sotto la lente di ingrandimento un tema essenziale per il consumatore finale: la pulizia – di cui abbiamo parlato qui, qui e qui – e, di conseguenza, la sicurezza di chi beve quotidianamente una tazzina erogata con questo metodo di estrazione.

Gli studiosi dell’Università di Valencia, hanno testato nell’arco di due mesi un particolare modello Krups Inissia machine di Nespresso, ma siamo certi che il risultato sarebbe stato identico, qualsiasi altro sistema avrebbero analizzato.

Macchine con capsule: l’esperimento condotto

Sono stati campionati i serbatoio in cui restano gli scarti del caffè di 10 modelli differenti Nespresso: nove sono state utilizzate per un anno in ambienti domestici o uffici, mentre una è stata messa in funzione nel laboratorio degli stessi ricercatori per 5 mesi, appositamente per svolgere il test.

In un caso (modello CityZ), è stato campionato anche il vassoio delle tazze, scollegato dal contenitore delle capsule.

Il sequenziamento ad alta velocità e l’analisi degli ampliconi (frammento di DNA o RNA che è la fonte e/o il prodotto di reazioni di amplificazione o di replicazione, n.d.r.) del gene 16S rRNA di tutte le macchine hanno rivelato una notevole diversità batterica, con un numero totale di generi identificati che varia da 35 a 67.

Sebbene siano stati rilevati profili microbici relativamente simili, è stata riscontrata un’importante variazione nella frequenza di particolari taxa

Enterococcus sp. e Pseudomonas sp. (che è anche uno dei pochi esempi riportati di batterio che degrada la caffeina) si sono rivelati quelli principali, essendo da moderatamente ad altamente abbondanti in nove dei dieci campioni analizzati.

Altri generi frequenti sono stati Stenotrophomonas, Sphingobacterium, Acinetobacter e, in misura minore, Coprococcus, Paenibacillus o Agrobacterium. Dysgomonas era molto frequente nella macchina Inissia, con il 15% delle sequenze.

Come evitare la contaminazione?

La pulizia fatta soltanto con un getto d’acqua non è sufficiente: si dovranno usare i prodotti più adatti per un lavaggio interno ed esterno e una decalcificazione corretta. Una macchina sporca, senza creare allarmismi, diventa un ricettacolo di batteri.

 

Marco Bazzara finalista al contest internazionale del New Luxury Awards nella categoria “Perfumer”

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Marco Bazzara, sensory project manager e Academy director della Bazzara Academy (immagine concessa)

TRIESTE – Si è concluso a fine novembre il Barcelona Perfumery Congress, concorso internazionale e occasione speciale che ha regalato un fine settimana profumato all’insegna della promozione della cultura olfattiva. Numerosi i profumieri che hanno partecipato all’evento per ottenere l’ambito premio “New Luxury Awards 2023”, tra questi Marco Bazzara – sensory project manager e academy director della Bazzara Academy, in qualità di finalista per la categoria “Perfumer”.

New Luxury Awards: Marco Bazzara tra i finalisti

Ad ottenere il riconoscimento un profumiere di Grasse, patria della profumeria artistica con il profumo presentato per l’occasione.

“Vincere un contest internazionale di tale livello resta un obiettivo molto ambizioso con i francesi che ne fanno da padroni – commenta Marco Bazzara -, anche se classificarsi come finalista per me è una soddisfazione che ripaga anni di studio e dedizione e mantiene vivo in me il desiderio di competere ancora e confrontarmi con i migliori profumieri creativi provenienti da tutto il mondo”.

L’esperto profumiere Marco Bazzara ha vissuto la preparazione del suo profumo in vista del concorso con passione e dedizione: “Ho seguito il mio solito iter, – commenta – predisponendomi ad un lavoro di immaginazione seguito da un brief iniziale per unire il concept del profumo con l’accordo principale da utilizzare e l’eventuale sottofamiglia aromatica per personalizzare ancora di più il profumo. Creare un profumo rappresenta un’arte che unisce creatività, fantasia e ingegno, perché è necessario seguire una linea guida precisa in fase di formulazione affinché il prodotto sia armonico ed equilibrato nelle sue parti”.

IPA: i corsi di profumeria alla Bazzara Academy

Ricordiamo, inoltre, che quest’anno la Bazzara Academy ha anche attivato un percorso legato alla profumeria. “Grazie a questo speciale percorso formativo forniamo tutta la conoscenza per poter creare, valutare e preparare un profumo all’interno della cornice formativa dell’Italian Perfumery Academy, dove grazie alla partecipazione a diversi contest, ma soprattutto all’ottima riuscita del primo corso di Sensory Perfumery Master abbiamo messo le basi per continuare a promuovere la cultura olfattiva e specialmente l’eredità profumiera italiana in tutto il mondo e soprattutto nel nostro panorama locale” prosegue Marco Bazzara.

La Bazzara Academy si trova a Trieste in via Battisti 1 e grazie all’innovativa proposta della IPA “Italian Perfumery Academy”, l’azienda entra sempre di più in uno scenario tipicamente italiano, non solo con i consueti corsi di caffè di alto livello, ma riscoprendo anche un’arte tanto antica quanto affascinante e promuovendola in chiave moderna.

I percorsi dell’Italian Perfumery Academy si focalizzano sulla creazione, formulazione, valutazione e produzione di fragranze e non solo: il programma è infatti integrato con una parte legata al mondo dei flavour che in questo caso verranno trattati nell’ambito del food&beverage e quindi alla tecnica di valutazione di un alimento e di una bevanda, fornendo così una prospettiva più completa con l’obiettivo di formare nuovi professionisti. A guidare la formazione in azienda sarà proprio Marco Bazzara.

Gli obiettivi

Le parole di Marco Bazzara, profumiere creativo, delineano lo scopo e il concept dietro a questa iniziativa: “In Bazzara noi ci occupiamo di promozione caffeicola da sempre poiché inseriti in un contesto di filiera produttiva ma in realtà, per quanto siamo innamorati del prodotto caffè, il nostro focus si rivolge con particolare enfasi alla promozione a 360° dell’Italian Beauty e quindi, nel complesso, tutto ciò che contraddistingue questo concetto”.

Marco Bazzara aggiunge: “Se pensiamo alla profumeria come l’arte della miscelazione degli oli e delle materie rare, il tutto partiva dall’Italia per poi venir esportato in Francia ed essere sviluppato e inserito nei secoli in un contesto produttivo più redditizio e di maggior impatto. Lo scopo della IPA è quello di avvalorare l’estro dei maestri profumieri italiani in chiave moderna unendo così l’arte della profumeria a quella della Sommellerie, nuova formula per un approccio completo su un piano multisensoriale”.

I percorsi

Bazzara aggiunge: “Insomma, dei percorsi ideali per i coffee expert e non solo, perché aiutano ad ampliare il proprio bagaglio di odori ed espandere le proprie percezioni. I percorsi IPA accostano la preparazione tecnica e teorica del naso profumiere, figura chiave della profumeria in grado di esperire e analizzare le fragranze mediante l’olfatto, alle capacità sensoriali dell’assaggiatore, professionista nell’analisi del flavour nei suoi aspetti aromatici, tattili e perfino del gusto, grazie a conoscenze e competenze da sempre più legate al mondo del food&beverage.

“L’Italian Perfumery Academy vuole rappresentare un baluardo della profumeria artigianale in grado di offrire un’esperienza formativa unica, destinata a tutti, grazie anche alle mie esperienze maturate in settori afferenti al mondo del caffè, vino, thè, distillati, miele, acqua, cioccolata – prosegue Marco Bazzara -. Il mio obiettivo come profumiere certificato è anche quello di portare lustro alla mia città e darle una nuova prospettiva per renderla alfiere di un movimento culturale, una specie di rinascita per quanto concerne la profumeria artistica e creativa”.

I nuovi corsi da gennaio 2024

Quest’anno ha rappresentato un punto di partenza per quello che si presenta come un progetto ambizioso per la Bazzara Academy che sta ultimando l’iter di registrazione per certificare la propria accademia con una delle federazioni più rinomate nell’ambito della profumeria artistica, diventando così l’unica realtà italiana a poter rilasciare diplomi a livello internazionale per certificare così i futuri profumieri creativi.

Inoltre, dal prossimo gennaio, la Bazzara, nella veste dell’Italian Perfumery Academy, aprirà al pubblico le porte della propria academy per scoprire in 4 appuntamenti serali, dalle 18.30 alle 20.00, il mondo della profumeria e i contenuti che caratterizzano il Sensory Perfumery Master che si affronteranno durante la prossima sessione primaverile del corso.

A breve saranno disponibili le date del corso ma per ulteriori info e prenotazioni consigliamo di contattare la segreteria al 040 767849, oppure inviare una mail al seguente indirizzo: info@italianperfumeryacademy.com sia per la partecipazione gratuita alle 4 serate che per l’iscrizione al corso, poiché i posti sono limitati.

Di seguito le tematiche che si tratteranno durante le 4 serate introduttive:

• 1° serata: Storia e arte della profumeria – 11 gennaio 2024;
• 2° serata: Accordi e famiglie olfattive – 18 gennaio 2024;
• 3° serata: Il mestiere del profumiere – 25 gennaio 2024;
• 4° serata: Un profumo da concorso – 1 febbraio 2024.

Coffee Competition fa ritorno ad Anzio con la XIII edizione per il 9/5 2024

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Gli alunni partecipanti (immagine concessa)

ANZIO – La gara Coffee Competition fa il suo ritorno con la XIII edizione ad Anzio fissata per il prossimo 9 maggio. La sede sarà l’istituto alberghiero Marco Gavio Apicio. Ricordiamo che, nonostante la delicata situazione del post covid, l’anno scorso la competizione ha visto la presenza di 17 istituti provenienti da 10 diverse regioni del Bel Paese. Nell’edizione del 2024 verrà aggiunta l’inclusione di una nuova regione.

La XIII edizione della Coffee Competition di Anzio

Il bando di gara verrà reso noto nei prossimi giorni. Il format, tuttavia, sarà quello della scorsa edizione inclusa la categoria TikTok che ha regalato all’Istituto alberghiero Marco Gavio Apicio più di una soddisfazione.

L’iniziativa è stata approvata in seguito alla riunione con il dirigente scolastico dell’Istituto di Anzio, la dottoressa Renata Coppola, il professor Antonio Stigliano e Maria Letizia Mingiacchi, titolare dell’azienda Cubacafè.

Nell’edizione dello scorso anno, sono stati dichiarati vincitori della dodicesima edizione: Martina Ferrazzi (4° Sala A, per la Sezione Latte art) e Manuel Orsini (5°P per la Sezione pasticceria).

Le prove erano le quattro ormai consolidate dalle edizioni precedenti:

  • Sezione espresso (preparazione dell’espresso e breve nota sul tema del caffè in una lingua straniera a scelta dello studente);
  • Sezione Latte art (preparazione di 2 cappuccini con decorazioni creative e pratiche di free pouring, topping, etching)
  • Sezione bar (preparazione di cocktail e bevande a base di caffè e derivati);
  • Sezione pasticceria (preparazione di dessert al piatto a base di caffè e derivati).

Colazione: ecco come creare un primo pasto equilibrato per ogni età secondo l’esperta

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L'importanza di una colazione equilibrata durante la giornata (immagine concessa)

MILANO – La prima colazione occupa un posto di assoluto rilievo nella nostra giornata alimentare e, costituendo il primo pasto del mattino, condiziona di conseguenza il ritmo fame/sazietà nell’arco delle 24 ore. Fare una prima colazione completa ed equilibrata, fin dalla prima infanzia, e mantenerla tale anche durante l’adolescenza e in età adulta, favorisce lo sviluppo di un buono stato di nutrizione e di salute, nel corso di tutta la vita.

L’importanza della colazione in tutte le età

Questa buona pratica è infatti considerata una delle ‘armi’ più efficaci anche nella lotta contro l’obesità e le malattie cardio-metaboliche.

Per ribadire l’importanza del primo pasto del mattino, “Io Comincio Bene”, la campagna promossa da Unione Italiana Food per sostenere il valore della prima colazione in Italia, ha analizzato – con il contributo della professoressa Silvia Migliaccio, specialista in endocrinologia e malattie del metabolismo – gli elementi distintivi nelle abitudini a colazione degli adolescenti, delle donne in gravidanza e degli over 65, mettendo a punto 3 tipologie di menù dedicati a queste specifiche categorie.

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Una coppia al tavolo durante la colazione (immagine concessa)

“Le esigenze nutrizionali di ciascuno possono cambiare a seconda delle età e delle fasi della propria vita, ma i pasti principali – come la colazione – devono in ogni caso soddisfare le necessità di macro e micro-nutrienti che sono fondamentali ad ogni età, anche se possono variare nel corso della vita. Infatti, le porzioni, in termini di quantità e quindi di grammatura, devono essere proporzionate alle diverse necessità energetiche che possono variare sulla base delle esigenze fisiologiche”, sostiene la professoressa Migliaccio.

Adolescenti: una buona e sana colazione, ogni mattina, aumenta il rendimento scolastico

Tra ritmi frenetici, attività extracurriculari e orari sballati, gli adolescenti rappresentano una categoria esposta al rischio di saltare la colazione. Mancare l’appuntamento con il primo pasto del mattino, secondo gli esperti, influirebbe negativamente sulle prestazioni scolastiche e anche sul livello di concentrazione, oltre a favorire un aumento di stress e ansia.

“La colazione permette di iniziare la giornata con la giusta dose di vigore. Il nostro cervello necessita di glucosio per lavorare al meglio. Spesso, un minor grado di attenzione e concentrazione in classe possono essere un segnale d’allarme, che deve far riflettere sulla possibile carenza di energia per il cervello, conseguente alla mancata introduzione di una buona colazione. Alcuni studi affermano inoltre che fare colazione in modo corretto aumenterebbe il rendimento scolastico degli studenti.”, spiega Migliaccio.

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Una famiglia al completo per la colazione (immagine concessa)

A queste considerazioni va aggiunta la consapevolezza che le abitudini consolidate nell’adolescenza permangono spesso in età adulta: un adolescente che tende a saltare il primo pasto al mattino è destinato a portare con sè questa cattiva abitudine anche in età adulta.

La professoressa Migliaccio suggerisce, per la colazione degli adolescenti, un menu pensato per un consumo “veloce”: una spremuta d’arancia con dei biscotti, oppure una fetta di dolce o una merendina; in alternativa, uno yogurt o un bicchiere di latte o di una bevanda a base vegetale con cereali; per chi preferisce il salato, anche un toast con del prosciutto e formaggio.

“Al mattino, dobbiamo essere sicuri di introdurre nel nostro organismo una buona quantità di carboidrati, ma anche di proteine e una piccola quota di grassi. È sempre bene ricordare anche che dobbiamo idratare il nostro organismo e quindi che la prima colazione può essere un buon momento per bere e idratarci, soprattutto dopo il riposo notturno”, conclude la professoressa Migliaccio.

In gravidanza, la colazione è un’alleata per combattere la nausea

Secondo i dati dell’Osservatorio “Io Comincio Bene” , circa 1 mamma su 2 (45%) considera la prima colazione il pasto fondamentale della gravidanza e quasi 8 mamme su 10 (77%) dichiarano di averla consumata tutti i giorni durante i 9 mesi di attesa.

Fare una corretta ed equilibrata colazione in gravidanza serve anche a tenere sotto controllo il peso: lo pensa il 38% delle intervistate, secondo cui il primo pasto del mattino può aiutare, più di pranzo e cena, a non prendere troppi chili quando si è in dolce attesa.

“Per le donne in gravidanza è importante assecondare le necessità specifiche che possono insorgere in ogni caso specifico. È bene fare sempre dei piccoli pasti, ma frequenti, per evitare nausea o pirosi. A volte, al mattino, è meglio assumere alimenti secchi come i biscotti”, suggerisce la Prof.ssa Migliaccio.

Un buono stato di salute materno, così come anche un corretto stile di vita, è fondamentale per permettere il giusto sviluppo del nascituro.

Quindi anche un’alimentazione equilibrata svolge un ruolo importante per la salute della mamma e del bambino. “Gli alimenti da preferire, anche al mattino, comprendono carboidrati complessi, preferibilmente integrali e poveri di grassi per ottimizzare la dieta e mantenere un buon controllo dei livelli glicemici e dell’assetto lipidico”, sostiene l’esperta.

Il menu della colazione in gravidanza può essere dolce o salato, a seconda delle specifiche necessità, ma anche sulla base dei diversi gusti.

Si può assumere del latte o yogurt o un cappuccino con caffè decaffeinato, abbinando biscotti o una fetta di dolce o fette biscottate, aggiungendo marmellata, miele o crema spalmabile a base di nocciola.

In alternativa, il dolce può essere sostituito da cornflakes e frutta secca, sempre con del latte oppure uno yogurt; per le amanti della colazione salata, un toast con formaggio può essere una gustosa alternativa. Ad ogni tipo di colazione si può abbinare anche un frutto fresco.

Per gli over 65, il primo pasto del mattino aiuta a recuperare l’appetito

“La colazione deve essere gratificante ad ogni età. In particolare, nelle decadi più avanzate della vita, si possono manifestare cambiamenti del gusto, difficoltà digestive, inappetenza e astenia. La colazione può quindi diventare uno strumento che aiuta a recuperare l’appetito”, spiega Migliaccio. “Sarebbe un grave errore, in età avanzata, saltare tout court la colazione oppure, al contrario, consumare un pasto troppo ricco di grassi o carboidrati semplici”.

Inoltre, bisogna ricordare che una buona e corretta colazione, che comprenda tutti i macronutrienti, contribuisce a contrastare la sarcopenia e a favorire il miglioramento delle funzioni cognitive. L’assunzione di latte e/o di yogurt parzialmente scremato, per ridurre l’apporto di grassi, consente di aumentare l’apporto di calcio e ridurre il rischio di osteopenia e osteoporosi senile, oltre che a contribuire all’assunzione di proteine ad elevato valore biologico, particolarmente importanti per gli anziani.

E per quanto riguarda il menu -tipo da consumare al mattino, dopo i 65 anni? Via libera a: latte, yogurt o bevande vegetali, ma anche spremute oppure frullati di frutta, insieme a biscotti, cereali, pane, fette biscottate.

E poiché a volte, con l’aumentare degli anni diminuisce la percezione gustativa, al pane oppure alle fette biscottate possono essere aggiunti miele o marmellata oppure un velo di crema spalmabile alle nocciole o di arachidi.

Africa: il caffè diventa agricoltura strategica con la Dichiarazione di Kampala

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africa kampala africano tanzania mattei

La Dichiarazione di Kampala, tenutasi il 10 agosto, mira a creare una coltura strategica per il caffè in linea con i principi dell’Agenda 2063 dell’Unione Africana. L’obiettivo ultimo è costruire un’Africa unita e, al tempo stesso, partecipare al commercio globale di caffè, il cui valore stimato è di 466 miliardi di dollari. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Africa e Affari.

La trasformazione della filiera del caffè in Africa con la Dichiarazione di Kampala

KAMPALA – Racchiude il tema del trasformare la filiera del caffè africano attraverso l’aggiunta di valore la Dichiarazione di Kampala, firmata da tutti i protagonisti del secondo Summit sul caffè africano del G25, che si è concluso nella capitale dell’Uganda, Kampala.

A questa tre giorni, organizzata in collaborazione con l’Organizzazione interafricana del caffè (Iaco) e inaugurata dal capo di Stato ugandese Yoweri Museveni, hanno partecipato delegazioni di 25 Paesi africani produttori di caffè e di alcuni Paesi consumatori, tra cui capi di Stato, ministri, capi delle autorità del caffè, rappresentanti del settore privato africano, inclusi agricoltori, trasformatori, esportatori, torrefattori e associazioni di caffè.

“Il caffè è la linfa vitale delle nostre economie. È fondamentale sfruttare questa risorsa aggiungendo valore al caffè per guadagnare di più, creare occupazione e sviluppare le nostre economie”, ha affermato in apertura dei lavori l’Uganda Coffee Development Authority, alla quale ha fatto eco la ministra dell’agricoltura etiope e presidente dell’Iaco, Girma Amente, dichiarando “da secoli il caffè è fonte di ispirazione, catalizzatore di conversazione e simbolo di ospitalità, ma è anche un prezioso bene economico che sostiene la vita di milioni di persone nel nostro continente”.

“L’Africa – ha aggiunto – opera all’estremità inferiore della catena di approvvigionamento, il cui 99% viene catturata all’estero. Ciò è dovuto, tra le altre cause, alla mancanza di investimenti negli impianti di lavorazione, nella tecnologia e nel basso livello di consumo di caffè”.

Aggiungere dunque valore alla filiera a partire delle sue contraddizioni

“Un chilogrammo di chicchi di caffè di buona qualità può costare 2,5 dollari al kg. Ma la stessa quantità di caffè tostato, macinato e confezionato costerà 40 dollari. È qui che si verifica una massiccia emorragia di denaro dal Sud del mondo al Nord del mondo”, si è indignato il presidente ugandese Museveni, osservando che “Non è solo la perdita di denaro per kg. È anche la perdita di posti di lavoro. Se si prende l’intero spettro di materie prime dall’agricoltura, minerali, prodotti forestali, ecc., la perdita per l’Africa è enorme”.

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Ritter: il cacao quadrato verso la neutralità climatica con il sostegno agli agricoltori

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Il logo Ritter Sport

Ritter si dirige verso la neutralità climatica, riducendo le emissioni con una produzione alimentata da energie rinnovabili e puntando alla completa tracciabilità di chicchi e tavolette. Leggiamo di seguito la storia e la filosofia dell’azienda grazie alla prima parte dell’articolo di Ginevra Barbetti per il quotidiano Il Corriere della Sera.

L’impegno di Ritter verso la sostenibilità

MILANO – “Non c’è così tanta metafisica sulla terra come in un cioccolatino”, scriveva Pessoa. È il 1912 e con la “fabbrica di cioccolato e zucchero” di Alfred Eugen Ritter e Clara Ritter a Bad Cannstatt a Stoccarda s’inizia a scriverne la storia.

Vent’anni dopo, la stessa Clara, nel condividere il cibo degli dei con giocatori e tifosi del vicino stadio, si accorge che le classiche tavolette rettangolari e sottili, ingombranti e facili a spezzarsi, mal conciliano con le tasche delle giacche sportive.

Nasce così l’intuizione di un formato nuovo: quadrato e tascabile, più compatto rispetto alle tavolette tradizionali. Racconta anche questo il Ritter Museum – con la sua struttura cubica a firma dell’architetto svizzero Max Dudler – che dal 2005 accanto alla fabbrica di cioccolato a Waldenbuch, vicino Stoccarda, ospita una collezione di circa 1200 opere di arte astratta geometrica del XX e XXI secolo.

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Natfood presenta le nuove gamme Nat Tea e Nat Tea Stick Collection

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nat tea box natfood
Nat tea Box (immagine concessa)

SCANDIANO (Reggio Emilia) – Natfood, azienda leader nella distribuzione di prodotti per il canale horeca, si presenta al mercato con un nuovo progetto legato al tè e tisane. La categoria tè e tisane è la categoria con di più alta crescita nel mercato delle bevande ed esprime grandi potenzialità che l’azienda ha voluto cogliere creando un’offerta ampia e diversificata.

Natfood presenta Nat Tea e Nat Tea Stick Collection

Il tè incontra le esigenze di salute e benessere dei consumatori e il suo consumo si rivolge ad un target molto ampio che comprende i bambini fino ad arrivare agli anziani.

Per soddisfare le esigenze di ogni generazione e di ogni fascia oraria, l’azienda Natfood presenta la gamma Nat Tea che comprende 14 tè, i neri dal gusto pieno e deciso, i verdi morbidi e profumati, il tè rosso ricco di antiossidanti ed il deteinato, 2 infusi e 6 tisane dai gusti ricercati e innovativi.

Nat Tea Stick Collection Box
Nat Tea Stick Collection Box (immagine concessa)

Non le solite bustine di tè, ma graziose piramidi di cartoncino che racchiudono un filtro piramidale, saldato con tecnologia ad ultrasuoni, senza metallo e senza colla, perfettamente biodegradabili.

La gamma Nat Tea permette una perfetta infusione del tè nelle colorate tazze-teiere che accompagnano il prodotto per il servizio.

Tra le nuove tisane: tisana dell’amore, in cui il tè rosso sposa il gusto piccante dello zenzero, tisana della felicità, con frutta esotica e note di vaniglia, tisana erbe naturali con sentori di ananas e citronella, tisana vitalizzante con papaya candita e bacche di goji, tisana ai frutti rossi con bacche di sambuco e fiori di ibisco. Non mancano la tisana dopopasto e gli infusi di finocchio e di camomilla.

Tra i tè da notare: il particolarissimo tè verde sencha kombucha composto dal 93% di tè verde sencha e dal 5% di kombucha in polvere, naturalmente zuccherata e il tè nero china rose, tè nero cinese con veri petali di rosa.

Per chi vuole fare un’esperienza gourmet ed uscire dai canoni classici del tè in filtro, l’azienda presenta la gamma Nat Tea Stick Collection.

Otto referenze rigorosamente in foglia con ingredienti di altissima qualità, raccolte in astucci tridimensionali di alluminio alimentare dotati di 450 fori appositamente studiati per una perfetta infusione.

Lo stick può essere utilizzato in sostituzione del cucchiaino e facilmente svuotato per essere riciclato nell’alluminio.

La gamma:

  • Earl Grey – Impreziosito dal vero bergamotto di Calabria che lo rende morbido ed equilibrato.
  • Keemun – Pregiato tè nero proveniente dalla provincia cinese di Anhui. Risulta rinfrescante grazie agli aromi agrumati, fruttati, speziati con note di miele e legno.
  • Tè nero & liquirizia – La forza del tè nero Assam incontra le note dolci e mediterranee della liquirizia di Calabria DOP.
  • Gunpowder – Tè verde proveniente dalla provincia cinese di Zhejiang, dal sapore delicato e caratterizzato da aromi floreali e di miele chiaro.
  • Tè verde e menta – Tè verde arricchito con menta piperita nera di Pancalieri, definita dagli esperti del settore “la migliore menta del mondo” per il gusto molto gradevole, il profumo finissimo e l’aroma intenso.
  • Canarino – Tisana limone e salvia, la tipica ricetta della nonna dalle proprietà digestive.
  • Karkadè – Ottenuto dai fiori dell’ibisco rosso e arricchito con pezzetti di arancia di Sicilia. Possiede proprietà antinfiammatorie e depurative, alle quali si aggiungono la vitamina C e gli antiossidanti dell’arancia. Privo di caffeina.
  • Tè Rooibos – Infuso ottenuto dalle foglie dell’omonimo arbusto africano, è privo di caffeina e ricco di antiossidanti, minerali e vitamina C, è tonificante e rilassante.

La collezione è arricchita da un cofanetto in cartone per il servizio al tavolo e contemporanee tazze in vetro dai decori colorati.

Mauro Cipolla sul prezzo del caffè in Italia: “Un espresso buono costa sui 2 €: la qualità più importante della quantità”

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mario cipolla
Mario Cipolla (immagine concessa)

Mauro Cipolla, il titolare di Orlandi Passion, professionista ben noto agli addetti ai lavori per la sua esperienza e conoscenza della materia, espone il suo punto di vista sul prezzo medio della tazzina di caffè in Italia. Secondo Cipolla, una buona tazzina d’espresso dovrebbe costare dai 2 euro in su e lancia l’invito ai consumatori ad essere sempre più attenti nei loro acquisti al fine di bere caffè sempre più buono da un punto di vista qualitativo. Leggiamo di seguito l’opinione di Mauro Cipolla.

Il prezzo del caffè in Italia

di Mauro Cipolla

MILANO – “Il caffè Arabica tostato può costare 8 euro al kg e può raggiungere un prezzo di 1600 euro al kg. Per ottenere un equilibrio tra caffè eccelsi e sostenibilità umana, ambientale e economica sociale, il caffè, generalizzando, non dovrebbe costare meno di 35 o 50 euro al kg tostato, quindi non meno di 1,50 a 2/2,25 euro per un espresso in una caffetteria di qualità”.

Ma perché tali differenze in prezzo?

“Generalizzando, il caffè crudo di fresca raccolta con determinate proprietà: lavorato in altura, presso foreste e terreni ricchi di minerali e con acqua di altissima qualità, esente da pesticidi e fertilizzanti, cresciuto in ombra da altre tipologie di piante ad alto fusto, in un habitat naturale, diversificato a beneficio del caffè, degli animali e degli insetti, colto a mano sul giusto punto di maturazione, lavorato senza avere esagerazioni astratte nella fermentazione, essiccato al punto corretto, e selezionato per il minimo dei difetti è davvero raro e costoso.

Questo tipo di caffè non si trova al bar per 1,20 o 1,30 euro ma si acquista a partire dai 2 euro in su.

Questi prezzi così bassi in Italia sull’espresso in tazza esistono perché il grande volume degli affari nel caffè in quasi tutti i bar è raggiunto con caffè commerciali di specie mista o singola ma di bassa qualità, con molti difetti: spesso non di fresca raccolta, lavorati con tecniche agricole che usano molti pesticidi e fertilizzanti, senza essere coperti da ombra alcuna (spesso sradicando le piante per fare spazio a coltivazioni intense a pieno sole), raccolti da macchine e non a mano sul giusto punto di maturazione e asciugati in modo veloce in grandi forni”.

Pensate che durante il Covid i depositi di caffè crudi di pessime qualità sono stati svuotati, tutti venduti sul presupposto di abbassare ulteriormente i costi per molti torrefattori.

“Il risultato di questi sistemi di coltivazione, raccolta e lavorazione di questo tipo di caffè commerciali, donerebbe una grande resa economica se solo non fosse per una maggiore produzione per ettaro, costi inferiori, qualità scadenti: tutto ciò si ottiene a discapito del vostro piacere, della vostra digestione e della protezione dell’ambiente contribuendo alla deforestazione, polluzione dai pesticidi, distruzione degli habitat naturali, degradazione del terreno e dei flussi di acqua.

Se proprio volete continuare a bere caffè espressi da 1,20 o 1,30 euro fate pure, ma sappiate che vi è sempre una ragione per ogni cosa e che se la scusante (in questa difficile epoca molto capibile) è rappresentata dai costi, basterebbe bere un caffè in meno al giorno ma di qualità superiore che ci renderebbero le giornate più felici e maggiori nutrienti qualitativi”.