sabato 24 Gennaio 2026
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Scrive Luca Majer sull’investimento Lavazza del 2010 in GMCR/Keurig: mille lire al mese

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Lavazza more than italian
La sede Lavazza di New York negli Stati Uniti

di Luca Majer

MILANO – Chi ci legge ricorda come nell’agosto 2010 Lavazza investì duecentocinquanta milioni di dollari USA per acquisire 8.566.649 azioni (circa il 7% del capitale) del leader del caffè porzionato americano, la GMCR/Keurig.

Il prezzo pagato da Lavazza? Sotto i 30 dollari per azione, se leggo e calcolo bene. Poi il titolo GMCR entrò in uno di quegli uragani finanziari simili a quelli veri che in questi giorni innalzano e abbattono cose e animali e persone nella Bible-belt americana.

Insomma: il titolo GMCR che in dicembre del 2009 valeva 19$ nell’agosto successivo sfiorò i 33$, in settembre s’impennò sui 37$ (quasi raddoppiando di valore in 8 mesi) salvo poi planare sotto i 27$.

Fu allora che iniziò la pantomima delle dichiarazioni, delle cause contro GMCR, delle (tante) voci contro e delle (poche) voci a favore di questa cenerentola circondata dai temibili leviatani del caffè mondiale.

Eppure, in barba alle leggi di gravità finanziaria (o utlizzando una poco-nota variante delle stesse) il 14 febbraio 2011 la controllante del sistema porzionato e brevettato Keurig vide il proprio titolo toccare un picco di 46,35 $ per azione (leggasi: +231% rispetto al dicembre 2009).

Una crescita confermata più o meno fino all’8 marzo, la festa della donna, con il titolo GMCR che veleggiava attorno ai 40$. Un risultato incredibile per un settore maturo.

Il 10 marzo viene però annunciato quello che nel settore era da mesi una possibilità anche se nessuna certezza: Starbucks, dopo aver detto che che non farà più distribuire il suo caffè nei supermercati USA dalla concorrente Kraft, annuncia ora che per le capsule a suo marchio (abbandonato il kraftiano formato Tassimo) inizierà un lavoro “esclusivo” con Keurig.

Starbucks insomma corregge l’originale svarione (usare la piattaforma Tassimo: uno standard che vale uno stimato 3% del mercato del porzionato USA) e si adatta ad usare lo standard della concorrente GMCR (mossa logica, in fondo: Keurig controlla circa l’80% del porzionato USA).

Un “atto dovuto”, forse, ma dalle mirabolanti conseguenze. In due giorni il titolo GMCR aumenta del 50,7% andando a 61,71$. Un mese dopo è a 66 $ con una crescita quasi da repubblica di Weimar.

Un successo da festeggiare per decenni.

Non vi basta? No. Non basta. Considerato che in pochi mesi GMCR è riuscita ad aggiungere alla lunga lista di clienti Starbucks ma anche Dunkin’ Donuts, il colosso tra le “catene della prima colazione” americana, il management si trova “costretto” ad annunciare agli investitori una revisione (verso l’alto) delle previsioni di utili.

E il titolo? Il 9 maggio arriva a 76,50, con uno strabiliante rapporto P/E (prezzo/utili) di 96,07, cioè: occorre quasi un secolo perché l’investitore rientri dal suo investimento, a forza di utili.

L’11 maggio GMCR conferma che Lavazza ha acquistato altre 608.342 azioni (a 68,37$ per azione, per un totale di circa 41,5 milioni di dollari: il che porta l’investimento totale di Torino oltre i 200 milioni di Euro, al cambio odierno).

La notizia è quasi passata inosservata, oscurata da un titolo così univocamente volatile. Se usassimo gli aggettivi in voga presso certi giornali parleremmo di “quotazione impazzita” in “folle corsa” verso una “crescita da urlo”.

Guardate la progressione della settimana tra il 23 ed il 27 maggio: ogni giorno il titolo ha segnato un nuovo record, partendo da 76,52$ e finendo con un acuto di 83,75$ e un ottimo + 9,44% in cinque giorni. Sto scrivendo poco prima dell’apertura di lunedì 30 maggio ed il P/E è a 103,95 con un valore di borsa a 11,72 miliardi, il titolo “sceso” a 82,54$.

Valori comunque eccelsi. Ma prendiamo pure come riferimento un valore medio di quest’ultima settimana, ad esempio il valore del 25 maggio 2011 ($ 81,49). A questo valore la crescita nell’ultimo anno è stata di 348%, in due anni 445% e in cinque anni un terrificante 2700%.

Se aveste potuto investire centomila Euro nel maggio del 2001, sareste ritrovati 2.376.679 Euro (diventati oltre 2,4 milioni a fine settimana). Se aveste investito in dollari (per via di quella commedia dell’arte che è il cambio Euro/dollaro) vi sarebbe andata ancora meglio.

Tornando in Italia, la plusvalenza dell’investimento di Lavazza in GMCR è dell’ordine di grandezza del fatturato annuo del terzo torrefattore italiano.

O meglio: quasi il doppio, ai valori attuali, ed ovviamente tralasciando le sinergie commerciali e tecnologiche dell’accordo.

La morale è che negli anni del boom economico si cantava “se potessi avere mille lire al mese” (e i ricchi erano multi-milionari).

Poi con Mani Pulite si sono perseguite bustarelle miliardarie, mentre con l’Euro ci siamo ri-abituati a “sognare in milioni”.

Ma chi decide di camminare su certi altopiani incontra aziende come GMCR, che in pochi mesi ha guadagnato oltre 5 miliardi di dollari in valutazione borsistica, ovvero il PIL della Guyana o della Sierra Leone.

Cambiamo punto di vista.

All’inizio degli anni ’90 Keurig/GMCR era grande quanto un medio torrefattore italiano; oggi vale quasi tre volte la Gucci Group NV, una volta e mezza la Gap, metà della Kellogg, un terzo della Starbucks.

L’hanno chiamata la “Coca Cola del futuro” e se nessuno può leggere il domani (un P/E oltre 100 sembra quasi fantascienza), l’incredibile attualità di Keurig sta nei fatti.

Negli USA Starbucks ha re-inventato il modo di bere il caffè fuori-casa, ma è Keurig che sta modificando il modo di bere caffè in ufficio e in casa – un cambiamento è epocale per un mercato che vale molto di più.

In sintesi: né lo tsunami, né la Libia, né Ruby Rubacuori e Fukushima hanno saputo intaccare il successo del caffè in capsule. E

Lavazza – con l’investimento in GMCR e le sue attività nel porzionato – sta partecipando a questa rivoluzione storica del modo di prendersi un caffè, con una determinazione simile a quella di aziende stellari come Nestlè e Douwe Egberts.

O Keurig. Ben altro della barzelletta che diceva:”sai come fai a ritrovarti con un milione di dollari in Borsa? Beh: innanzitutto devi investirne due”.

Titolo originale: UN’ALTRA SETTIMANA ALLA KEURIG ESPONENZIALE: LA CRESCITA DI GMCR tra 1998 e 2011 Le crescite dei titoli di Starbucks, Peet’s e GMCR tra 2006 e 2011 dal sito di Luca Majer

Anna Simonelli visita l’azienda che fu fondata dal padre Orlando nel 1936

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Nuova Simonelli
Graziano Boldrini (a sinistra) e Anna Simonelli nel Training center Nuova Simonelli nello stabilimento di Fonte Moreto a Belforte del Chienti

BELFORTE DEL CHIENTI (Macerata) – Sceglie il bar per gustarsi un espresso in base alla macchina da caffè che si utilizza, segue dal web e dai social network tutte le novità dell’azienda, ma non aveva ancora visitato il nuovo impianto produttivo aziendale. In occasione di una sua recente visita a Macerata, la Nuova Simonelli ha accolto nel suo impianto di Fonte Moreto un’importante ospite.

Si tratta di Anna Simonelli, figlia di Orlando il fondatore dell’allora (1936 ndr) Officine Simonelli.

La Signora Anna, accompagnata da Graziano Boldrini, l’amico di sempre nonché attuale titolare, insieme a Nando Otttavi e Sandro Feliziani, dell’azienda di Belforte del Chienti, ha trascorso un pomeriggio intenso e ricco di bei ricordi, oltre che di emozioni per essere ritornata in quella realtà, fondata da suo padre, che ora si è trasformata in un’azienda internazionale.

Tra le linee di produzione Anna Simonelli ha apprezzato il design lineare e semplice delle macchine paragonandolo a quello dei gioielli Damiani e con Graziano Boldrini ha ricordato gli anni passati.

La precisione quasi maniacale di suo padre nel modo di vestirsi e presentarsi, le notti trascorse nella piccola fabbrica di famiglia per testare le macchine e gli incontri commerciali nel centro e nord Italia per promuovere e far conoscere la produzione firmata Officine Simonelli.

75 anniversario della fondazione

La visita di Anna Simonelli ricade in un periodo estremamente importante della vita aziendale: nel 2011 l’azienda celebra il 75° anniversario della fondazione e lo farà con un evento e la pubblicazione di un libro in cui sarà presente il contributo di Anna Simonelli e di sua sorella Silvia.

Capsule: Migros, l’Or allarga la gamma Ethical denuncia Nespresso

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capsule usate esausteCoffee_capsules_-_anieto2k Le capsule usate esauste non smaltite correttamente possono costituire una minaccia ambientale
Le capsule usate esauste non smaltite correttamente possono costituire una minaccia ambientale

MILANO – Capsule: Migros, l’Or allarga la gamma Ethical denuncia Nespresso. L’approssimarsi dell’estate non rallenta le grandi manovre in atto nel vecchio continente nel mercato del caffè porzionato: una torta da oltre 12 miliardi di euro, a livello di sola Europa occidentale, che fa gola a un numero crescente di concorrenti a tutti i livelli.

E mentre si segnala la discesa in campo di un nuovo produttore di capsule compatibili con il sistema Nespresso (si tratta dei francesi di Brown Coffee), la partita si sposta sempre più sul fronte della grande distribuzione organizzata.

Il fronte svizzero

In Svizzera, Coop ha confermato il suo interesse alla commercializzazione di caffè in capsule anche se – ha aggiunto un portavoce del numero due della Gdo svizzera – non è possibile al momento “indicare alcuna tempistica per quanto riguarda la comparsa di questa tipologia di prodotti nel nostro assortimento”.

Secondo indiscrezioni riprese dal quotidiano Tages-Anzeiger, ci sarebbe già un progetto in stadio avanzato con Ethical Coffee Company, in virtù del quale le capsule del fabbricante friburghese verrebbero commercializzate, a partire dall’autunno, negli scaffali del secondo dettagliante svizzero, oltre che (stando a quanto scritto dal periodico francese Capital) in quelli dell’insegna tedesca Rewe (oltre 3 mila punti vendita in Germania).

Fondata da Jean-Paul Gaillard, capo di Nespresso tra il 1990 e il 1998, Ecc distribuisce le proprie capsule Nespresso-compatibili in Francia attraverso il dettagliante Casino.

Capsule: United Coffee compra Delizio

Migros (primo gruppo Gdo svizzero) commercializza, dal lontano 2004, il sistema a capsule Delizio, messo a punto da Delica, una sua filiale con sede a Basilea, in cui opera un team di ingegneri capitanato da Eric Favre, il padre del sistema Nespresso.

All’inizio di quest’anno, il gigante cooperativo svizzero ha ceduto i diritti del suo sistema proprietario per il resto dell’Europa a United Coffee (già Drie Mollen), gruppo leader a livello continentale nelle produzioni a marchio del distributore (un migliaio di dipendenti e oltre un milione di sacchi di caffè verde trasformati annualmente).

Controllata da CapVest, società di private equity specializzata nei deal di mid-market, United Coffee ha spostato dall’anno scorso il proprio quartier generale dalla storica sede di ‘s-Hertogenbosch, nel sud dell’Olanda, a Ginevra, location considerata più centrale rispetto all’area geografica di presidio.

E in questa nuova fase punta con decisione al mercato del porzionato, con l’obiettivo di acquisire una share compresa tra il 10 e il 20% del mercato europeo, attraverso le forniture a marchio ad alcuni colossi della grande distribuzione, quali Tesco, Carrefour e Lidl. Nespresso vs Denner.

Sempre in Svizzera, continua la battaglia, attorno alle capsule di caffè Nespresso-compatibili, che oppone Nespresso a Denner, catena di discount alimentari, controllata dal 2007 dalla stessa Migros.

Il tribunale di San Gallo

Come si ricorderà, il Tribunale commerciale di San Gallo ha deciso, a inizio marzo, di sospendere il divieto di vendita delle capsule a marchio Denner revocando un’ingiunzione preliminare emessa a gennaio. In precedenza, il Tribunale commerciale di Zurigo aveva respinto nel merito un’ulteriore istanza presentata da Nestlé.

Nespresso ha già annunciato l’intenzione di ricorrere contro il provvedimento davanti all’istanza federale. Ecc denuncia Nespresso In Francia, intanto, Ethical Coffee Company ha denunciato Nestlé e Nespresso all’Autorità francese della concorrenza. Il fabbricante friburghese di capsule per caffè accusa il colosso di Avenches di ostacolare la concorrenza.

Ecc sostiene che Nestlé si avvale di tecniche per rendere le proprie macchine da caffè non compatibili con le capsule della concorrenza. Tra queste vi sarebbe, in particolare, l’uso di gancetti nella nuova macchina Pixie, che bloccherebbero la fuoriuscita delle capsule compatibili dopo l’utilizzo, come documentato da questo filmato

Il problema non è segnalato sulle capsule L’Or Espresso di Sara Lee. In Svizzera Ecc si già rivolta alla Commissione della concorrenza (Comco), che non si è ancora pronunciata.

Ecc è stata a sua volta denunciata da Nespresso per aver violato un suo brevetto. Alcuni mesi fa, Nespresso ha negato l’intenzione di apportare modifiche tecniche alle sue macchine per rendere possibile unicamente l’uso delle sue capsule.

L’opzione esiste ma attualmente non fa parte della politica dell’azienda – hanno dichiarato i vertici della società – Nespresso non è sulla difensiva, preferisce orientarsi sull’innovazione, sull’offensiva e soprattutto sulla cura della qualità del caffè.

Sara Lee rilancia

Rimane aperto anche il contenzioso tra Nespresso e Sara Lee, che commercializza in Francia le capsule Nespresso-compatibili L’Or Espresso.

In un anno, il prodotto ha compiuto progressi significativi conquistandosi una share del 4% sul totale del mercato caffè e una delle migliori rotazioni dell’intero mercato.

Tanto che Sara Lee ha deciso di arricchire la gamma di tre nuove referenze contraddistinte dal nome Sublime, con l’obiettivo di allargare la scelta e la disponibilità sugli scaffali e radicare ulteriormente la propria expertise in questo segmento specifico. Con un prezzo consigliato di vendita di 3,29 euro per confezione da 10 capsule, la gamma Sublime è più costosa del 10% circa rispetto alle altre referenze L’Or Espresso.

Dal canto suo, Nespresso ha annunciato a decorrere dal 1° giugno aumenti medi del 6% sui propri prodotti commercializzati in Francia.

Assemblea generale 2011 di Confida a Verona

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Lucio Pinetti assemblea generale venditalia
Lucio Pinetti presidente di Confida

MILANO – Confida, l’Associazione italiana della Distribuzione Automatica, ha presentato sabato, a Verona, in occasione dell’Assemblea generale annuale, lo studio di settore relativo al 2010, commissionato ad Accenture, azienda leader mondiale in consulenza direzionale.

Per vedere il dettaglio dello studio Accenture con tutti i numeri del 2010 http://www.comunicaffe.com/files/studio_di_settore_confida_anno_2010_realizzato_da_.pdf

Rispetto al 2009, il fatturato del 2010 ha fatto registrare un lieve incremento: da quasi 2,4 miliardi di euro si è passati a 2,6. Anche le consumazioni sono aumentate, passando da circa 5,9 miliardi a 6,3 (+7,8%), così come il parco macchine, cresciuto da 2,2 milioni di pezzi a 2,4, con un incremento del 6,73%.

L’estero all’assemblea generale

Quanto all’estero, il vending italiano, eccellenza europea e internazionale, esporta tecnologia per circa il 70% dell’intera produzione nazionale. È stato detto nel corso dell’assemblea generale.

Lieve ripresa

“Il mercato del vending fa registrare una lieve ripresa rispetto allo scorso anno, anche se continua a risentire della prolungata e più generale recessione: preoccupa moltissimo il continuo calo delle marginalità per le imprese, dovuto al costante incremento dei costi a fronte di un prezzo immobile da praticamente un decennio” spiega il presidente di Confida Lucio Pinetti durante l’assemblea generale, che prosegue

“A peggiorare ulteriormente le cose la pessima consuetudine, in particolare da parte delle pubbliche amministrazioni, di chiedere alle aziende del vending un ristorno sugli incassi a fronte dello svolgimento del servizio. Consuetudine a cui è ora di dire ‘Basta!’”.

“La crescita del 7% nel mercato delle imprese di gestione, con un fatturato che passa da 1,9 miliardi di euro a 2,1, che si rileva essenzialmente tra le piccole imprese, può essere spiegato con il nuovo metodo di analisi applicato, con cui si è riusciti ad analizzare con migliore precisione e accuratezza un numero maggiore di aziende rispetto al passato” afferma Pinetti.

“L’incremento delle consumazioni che abbiamo registrato è legato, oltre a un affinamento del metodo di raccolta dei dati, a una diminuzione delle ore di cassa integrazione del 3% registratasi nel corso del 2010, e quindi a una maggior presenza dei lavoratori nei luoghi di lavoro”.

“L’impegno del settore in campo salutistico comincia a far vedere i suoi risultati: anche se in valore assoluto sono ancora piuttosto contenuti, si registra un costante aumento nei consumi dei prodotti a base di frutta, yogurt e snack a basso contenuto calorico.

Tra i prodotti maggiormente acquistati al distributore vi è poi l’acqua minerale che (con circa 700 milioni di pezzi all’anno in Italia su un complessivo di un milione di bevande fredde vendute).

Alimento primario per il benessere e la salute, il grande consumo di acqua minerale nel comparto del Vending evidenzia la componente di servizio delle nostre imprese e contribuisce a demolire uno dei luoghi comuni sulla distribuzione automatica, che vorrebbe identificare nei prodotti contenuti nelle ‘macchinette’ solo quelli voluttuari” spiega il presidente di Confida.

Il mercato del vending – secondo Accenture – si sta lentamente riprendendo dalla crisi che ha colpito l’economia. L’attenzione all’innovazione e la centralità del consumatore sono aspetti importanti che si affermeranno sempre più in futuro.

“Il consumatore finale pone sempre maggiore attenzione alla qualità dei prodotti contenuti nei distributori automatici – spiega Pinetti – proprio per questo abbiamo avviato la certificazione di gruppo TQS Vending, evoluzione della carta dei servizi Confida, che colloca, all’interno della filiera agroalimentare, il vending tra i settori più attenti alle garanzie del consumatore.

Il TQS, inoltre, è un riferimento importante del Capitolato Standard per la concessione di servizi di ristoro a mezzo distributori automatici promosso da Confida per le pubbliche amministrazioni.

Al via in autunno la campagna di comunicazione nazionale fortemente voluta dall’Associazione guidata da Lucio Pinetti: attraverso migliaia di spot pubblicitari la distribuzione automatica comunicherà i propri valori, qualità, prossimità, continuità.

Oman: made in Italy alla tavola del Sultano, Caffè Ottolina e 10 altre aziende svelano bontà

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Oman Remo Ottolina
Il cavalier Remo Ottolina patron della Caffè Ottolina di Milano è presidente di Altoga e consigliere Confcommercio

MILANO – La torrefazione Caffè Ottolina e altre 10 aziende nel settore agroalimentare presentano per la prima volta in Oman i prodotti più autentici della gastronomia italiana. L’olio extravergine di oliva, la pasta, i formaggi, il caffè e le specialità della pasticceria regionale stanno approdando sulle più prestigiose tavole arabe, nel corso della prima settimana dell’agroalimentare made in Italy.

L’iniziativa, sotto l’altro patrocinio del ministero dell’Agricoltura e del ministero del Turismo, è stata promossa da Langworth Ltd. L’agenzia di business development che opera nel Golfo Persico a supporto delle aziende italiane interessate ai mercati arabi. E si è realizzata in collaborazione con l’ambasciata d’Italia a Mascate e il TSC Sultan Center, una delle principali catene di ipermercati del Medioriente.

Le imprese e i loro prodotti 100% made in Italy illustrati nel corso di un workshop agli addetti ai lavori più strategici. Coinvolgendo circa cinquanta chef e responsabili acquisti dei più prestigiosi hotel, ristoranti e società di catering del Paese.

Alla presentazione, si legge in un comunicato, hanno preso parte anche i responsabili del catering della Royal Court e della Royal Yacht; che curano le forniture della famiglia reale.

Due importanti realtà della provincia di Salerno, come La Doria e Imepa, hanno già ottenuto un primo ordine di acquisto. Che consentirà di testare immediatamente la risposta dei consumatori omaniti.

Già disponibili sugli scaffali anche i prodotti da forno Montebovi e numerose varianti del pregiato olio di oliva Monini.

I prodotti italiani saranno in vendita fino al 31 maggio nel principale ipermercato The Sultan Center a Muscat, capitale del Sultanato. E il successo del test di mercato in corso ha già spinto il management della catena, che solo in Oman conta 9 punti vendita, a confermare la volontà di prevedere a breve forniture stabili per alcune referenze.

Tra gli altri brand presentati nel Sultanato spiccano nomi di prestigio della tradizione agroalimentare italiana. Come Auricchio, Pasta Vietri, Caffè Ottolina, Offelleria Tacchinardi e Pasticceria

Carré Noir firma la sostenibilità di Kimbo Integrity

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caffè Kimbo Carrè Noir
Logo Kimbo

NAPOLI – Come il logotipo Kimbo, anche la sub-brand Integrity, disegnata da Carré Noir, è posizionata in verticale per avere la massima visibilità.

Kimbo ha lanciato nel canale bar una nuova referenza all’insegna della sostenibilità: Kimbo Integrity, un caffé 100% arabica certificato RainForest Alliance, l’organizzazione che raccoglie le aziende promotrici di un’agricoltura sostenibile in America Latina.

Carré Noir ha ideato per le nuove buste da un chilogrammo una veste grafica dedicata.

La tonalità di marrone, codice cromatico di tutta la linea bar, è stata arricchita con una texture tono su tono. Che rappresenta un intreccio di foglie di caffé.

Logotipo posizionato in verticale

Come il logotipo Kimbo, anche la sub-brand Integrity è posizionata in verticale per avere la massima visibilità: un tratto hand-made molto delicato che si colora dello stesso verde del marchio RainForest Alliance, riportato di seguito.

La scritta Integrity è inoltre presente anche all’interno di un tag dello stesso verde, posto nella porzione inferiore del facing e sullo sviluppo laterale del sacco per facilitare la differenziazione con le altre miscele.

L’avvio in Gran Bretagna

La nuova referenza, lanciata inizialmente in UK dove il caffè solidale e sostenibile è un must per i consumatori. Ed un obbligo per entrare negli appalti pubblici e di molte aziende. Poi sarà prossimamente presentata anche su altri mercati.

Milano: in mostra cento anni di Bar Jamaica ieri l’inaugurazione per le foto di Alfa Castaldi

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Bar Jamaica Milano
Il bar Jamaica Milano

MILANO – Il Bar Jamaica ha fatto il bis per festeggiare i suoi 100 anni con una seconda mostra fotografica:.

Dopo quella di Ugo Mulas è la volta di Alfa Castaldi.

L’artista, scomparso nel ’95, è al centro del vernissage di ieri, nel noto caffè degli artisti e che resterò aperto fino alla fine di luglio.

Castaldi, protagonista della fotografia italiana fin dai primi anni ’50, visse intensamente il periodo del Jamaica proprio al fianco di Ugo Mulas e Mario Dondero, documentando la rinascita della vita culturale italiana.

Trieste: un espresso con il barone Revoltella, rappresentazione al museo

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porto di trieste il faro
Porto di Trieste

TRIESTE – “Un caffè con il barone Revoltella” è il titolo dell’originale rappresentazione che verrà proposta giovedì 16, venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 giugno al Museo Revoltella di Trieste con inizio alle ore 21.

Dopo il successo dell’anno scorso, lo spettacolo itinerante all’interno dello splendido palazzo ottocentesco, riaperto al pubblico nell’estate 2010, ritorna da quest’oggi in una nuova versione.

Di stanza in stanza, il barone accompagnerà personalmente gli ospiti, e attraversando i corridoi della sua residenza svelerà luci e ombre della sua vita.

Seduti alla sua tavola gli spettatori sorseggeranno un caffè ascoltando le sue confessioni. Lo spettacolo, cui potranno partecipare al massimo 35 persone per ogni rappresentazione, si svolgerà in forma di dialogo fra il protagonista, Pasquale Revoltella – interpretato da Lorenzo Acquaviva – e un amico, ruolo affidato a Ivan Zerbinati, che ripercorreranno i momenti più felici, ma anche i più drammatici della straordinaria vicenda di un uomo che è stato una figura chiave della Trieste emporiale.

In occasione del 150° anniversario del viaggio di Revoltella a Suez che ricorre quest’anno, lo spettacolo sarà proposto in una versione ampliata con un particolare accento sull’avventura del barone in Egitto.

Revoltella infatti fu uno dei principali finanziatori della realizzazione del Canale di Suez e Vicepresidente della compagnia che lo costruì.

La regia è di Davide Del Degan. Lo spettacolo si replicherà anche il 14, 15, 16 e 17 luglio 2011 sempre alle 21. P

er partecipare è necessaria la prenotazione alla biglietteria del museo: 040/6754350 o scrivendo un’email a revoltella@comune.trieste.it . Biglietto: 10 Euro.

Il Brasile cambia: sale il reddito dei poveri con l’accesso sistematico all’istruzione pubblica

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Brasile Mondo nuovo amarelo
Brasile e caffè, un binomio indissolubile

SAN PAOLO (Brasile) – Alcuni economisti affermano che in Brasile vi sarebbe una massa salariale che non viene presa in considerazione dal governo nelle proprie politiche di contenimento dell’inflazione.

Il professor Marcelo Gonella, della Scuola di Affari e di Diritto dell’Anhembi Morumbi, crede che utilizzare dei palliativi per diminuire il consumo, come la riduzione del credito, non risolverà il problema della pressione inflazionaria originata dalla domanda interna.

“Il reddito della popolazione è aumentato. E tende ad aumentare, pertanto il governo deve effettivamente ridurre le proprie spese. Affinché l’inflazione non sia un problema per il futuro”, ha affermato.

La ricerca della Fondazione Getulio Vargas (Fgv) divulgata nel corso di questa settimana conferma l’aumento del reddito della popolazione brasiliana nell’ultimo decennio.

E per il prof. Marcelo Neri, del Centro di Politica Sociale della FGV, ci sono tutti i presupposti affinché, anche nel decennio in corso, continui il processo di diminuzione della povertà e di maggior distribuzione del reddito. Secondo Neri, “se il governo brasiliano migliorasse la qualità dell’educazione e della gestione pubblica, facendo di più e spendendo meno, riuscirebbe a elevare il reddito della popolazione anche in questo decennio, così come è successo durante lo scorso decennio.

Abbiamo gli strumenti per farlo, come la borsa-famiglia”.

Secondo la FGV, la povertà si è ridotta del 50,64% tra dicembre 2002 e dicembre 2010, durante la presidenza Lula.

“È possibile definire lo scorso decennio come il decennio della riduzione delle disuguaglianze, che hanno raggiunto il più basso livello storico”, ha commentato Neri. Secondo lo studio, il Brasile è riuscito in otto anni a raggiungere la meta che l’ONU considerava raggiungibile in venticinque anni. Per Neri è evidente la riduzione del 67% della povertà del Paese nello scorso decennio.

“È la conseguenza della diminuzione della disuguaglianza del reddito. Per i più poveri il reddito è aumentato del 68%, mentre per i più ricchi è aumentato del 10%. Possiamo affermare che per i più poveri lo scorso decennio mostra un’espansione simile a quella registrata in Cina; per i più ricchi il Paese ha registrato una stagnazione”, ha concluso il professore. Che ha voluto precisare che l’aumento del reddito tra i più poveri è stato possibile principalmente grazie all’accesso, per alcuni, e al miglioramento, per altri, del sistema educativo.

Pagamenti rapidi: accordo Master card con McDonald’s e McCafé

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milioni McCafé McDonald's brand
Un'insegna McCafé, le caffetterie abbinate ai McDonald's

MILANO – MasterCard Italia e McDonald’s Italia, catena della ristorazione veloce nella quale sta predendo sempre più piede il settore caffetteria all’insegna del McCafé, hanno raggiunto un accordo, che prevede la possibilità per i titolari di MasterCard PayPass di pagare con la carta prepagata, risparmiando tempo ai fast food.

L’iniziativa avviata a Milano, nella sede del McDonald’s di Piazza Duomo, dai rispettivi rappresentanti.

Obiettivo della nuova iniziativa è scoraggiare l’uso di contanti, che costerebbe circa 10 miliardi l’anno, facendo perdere tempo e denaro, quando si fanno le file, come per pagare un panino dal McDonald’s.

La caratteristica di questa campagna è che è rivolta al target tipico della clientela del famoso fast food, ossia ai giovani. Che potranno agevolmente ritirare le carte PayPass direttamente in filiale, molto più velocemente delle ordinarie carte di credito

Grazie alla dotazione di tecnologia contactless, in 170 punti su 415, si potrà pagare, semplicemente avvicinando la carta al terminale POS, e per pagamenti sotto i 25 euro non sarà neanche necessario firmare scontrini o inserire il PIN.

Infine, l’uso della MasterCard sarà premiato, almeno nella prima fase; essendo previsto per chi abbia già usufruito del nuovo servizio presso i McDrive ad aprile la possibilità di concorrere. Potrà assistere alla prossima finale di Champions League. Mentre per tutto il mese di maggio nei 55 ristoranti di Milano e provincia, chi pagherà con la card avrà diritto a una confezione di Chicken McNuggets o a un caffè gratis.

Intanto guai in tribunale per la grandissima catena di caffetterie Starbucks.

L’accusa arriva dal governo degli Stati Uniti. Motivo: aver licenziato in tronco una barista nana quando questa ha chiesto una sedia o uno sgabello per poter svolgere più facilmente il suo lavoro.

L’accusa rivolta alla multinazionale si basa sul fatto che ha ormai raggiunto un livello di visibilità tale da rappresentare gli stessi Stati Uniti nel mondo. E non si può quindi permettere di cadere su aspetti basilari come le pari opportunità. Rifiutando di facilitare il lavoro ad una persona con delle disabilità fisiche.