lunedì 27 Settembre 2021

Il Brasile cambia: sale il reddito dei poveri con l’accesso sistematico all’istruzione pubblica

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SAN PAOLO (Brasile) – Alcuni economisti affermano che in Brasile vi sarebbe una massa salariale che non viene presa in considerazione dal governo nelle proprie politiche di contenimento dell’inflazione.

Il professor Marcelo Gonella, della Scuola di Affari e di Diritto dell’Anhembi Morumbi, crede che utilizzare dei palliativi per diminuire il consumo, come la riduzione del credito, non risolverà il problema della pressione inflazionaria originata dalla domanda interna.

“Il reddito della popolazione è aumentato. E tende ad aumentare, pertanto il governo deve effettivamente ridurre le proprie spese. Affinché l’inflazione non sia un problema per il futuro”, ha affermato.

La ricerca della Fondazione Getulio Vargas (Fgv) divulgata nel corso di questa settimana conferma l’aumento del reddito della popolazione brasiliana nell’ultimo decennio.

E per il prof. Marcelo Neri, del Centro di Politica Sociale della FGV, ci sono tutti i presupposti affinché, anche nel decennio in corso, continui il processo di diminuzione della povertà e di maggior distribuzione del reddito. Secondo Neri, “se il governo brasiliano migliorasse la qualità dell’educazione e della gestione pubblica, facendo di più e spendendo meno, riuscirebbe a elevare il reddito della popolazione anche in questo decennio, così come è successo durante lo scorso decennio.

Abbiamo gli strumenti per farlo, come la borsa-famiglia”.

Secondo la FGV, la povertà si è ridotta del 50,64% tra dicembre 2002 e dicembre 2010, durante la presidenza Lula.

“È possibile definire lo scorso decennio come il decennio della riduzione delle disuguaglianze, che hanno raggiunto il più basso livello storico”, ha commentato Neri. Secondo lo studio, il Brasile è riuscito in otto anni a raggiungere la meta che l’ONU considerava raggiungibile in venticinque anni. Per Neri è evidente la riduzione del 67% della povertà del Paese nello scorso decennio.

“È la conseguenza della diminuzione della disuguaglianza del reddito. Per i più poveri il reddito è aumentato del 68%, mentre per i più ricchi è aumentato del 10%. Possiamo affermare che per i più poveri lo scorso decennio mostra un’espansione simile a quella registrata in Cina; per i più ricchi il Paese ha registrato una stagnazione”, ha concluso il professore. Che ha voluto precisare che l’aumento del reddito tra i più poveri è stato possibile principalmente grazie all’accesso, per alcuni, e al miglioramento, per altri, del sistema educativo.

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