venerdì 24 Settembre 2021

Pagamenti rapidi: accordo Master card con McDonald’s e McCafé

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MILANO – MasterCard Italia e McDonald’s Italia, catena della ristorazione veloce nella quale sta predendo sempre più piede il settore caffetteria all’insegna del McCafé, hanno raggiunto un accordo, che prevede la possibilità per i titolari di MasterCard PayPass di pagare con la carta prepagata, risparmiando tempo ai fast food.

L’iniziativa avviata a Milano, nella sede del McDonald’s di Piazza Duomo, dai rispettivi rappresentanti.

Obiettivo della nuova iniziativa è scoraggiare l’uso di contanti, che costerebbe circa 10 miliardi l’anno, facendo perdere tempo e denaro, quando si fanno le file, come per pagare un panino dal McDonald’s.

La caratteristica di questa campagna è che è rivolta al target tipico della clientela del famoso fast food, ossia ai giovani. Che potranno agevolmente ritirare le carte PayPass direttamente in filiale, molto più velocemente delle ordinarie carte di credito

Grazie alla dotazione di tecnologia contactless, in 170 punti su 415, si potrà pagare, semplicemente avvicinando la carta al terminale POS, e per pagamenti sotto i 25 euro non sarà neanche necessario firmare scontrini o inserire il PIN.

Infine, l’uso della MasterCard sarà premiato, almeno nella prima fase; essendo previsto per chi abbia già usufruito del nuovo servizio presso i McDrive ad aprile la possibilità di concorrere. Potrà assistere alla prossima finale di Champions League. Mentre per tutto il mese di maggio nei 55 ristoranti di Milano e provincia, chi pagherà con la card avrà diritto a una confezione di Chicken McNuggets o a un caffè gratis.

Intanto guai in tribunale per la grandissima catena di caffetterie Starbucks.

L’accusa arriva dal governo degli Stati Uniti. Motivo: aver licenziato in tronco una barista nana quando questa ha chiesto una sedia o uno sgabello per poter svolgere più facilmente il suo lavoro.

L’accusa rivolta alla multinazionale si basa sul fatto che ha ormai raggiunto un livello di visibilità tale da rappresentare gli stessi Stati Uniti nel mondo. E non si può quindi permettere di cadere su aspetti basilari come le pari opportunità. Rifiutando di facilitare il lavoro ad una persona con delle disabilità fisiche.

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