venerdì 16 Gennaio 2026
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De Master Blenders fa l’accordo raggiunto con JAB per un prezzo di 12,50 euro ad azione, l’operazione sarà finanziata con debiti (3 miliardi) ed equity (4,9 miliardi)

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Il logo De Masters Blenders
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MILANO – DE Master Blenders 1753 dice sì all’offerta d’acquisto avanzata da Joh. A. Benckiser GmbH per la somma di 7 miliardi e mezzo di euro.

In un comunicato diffuso venerdì pomeriggio si rende noto che le parti hanno raggiunto un accordo condizionale per un’offerta pubblica di acquisto per tutte le azioni circolanti a un prezzo pari a 12,50 euro (cum dividend) per azione ordinaria. 

Il prezzo stabilito al termine è lievemente inferiore a quello inizialmente indicato da JAB di 12,75 euro, ma costituisce comunque un premio del 36% rispetto alla media ponderata per volume del prezzo di chiusura degli ultimi 3 mesi sino alla data del 27 marzo compreso.

L’importo di 7,5 miliardi è pari, inoltre, secondo Bloomberg, a 36 volte l’Ebitda di DEMB 1753.

Fuga di notizie

Bart Becht, presidente di JAB, ha tenuto a precisare che l’annuncio della proposta di acquisto diffuso il 28 marzo scorso era stato motivato da una fuga di notizie e che il valore finale dell’offerta è stato leggermente ritoccato al ribasso completata la due diligence.

Il Board di DE Master Blenders 1753 sostiene pienamente e raccomanda unanimemente l’offerta, che verrà sottoposta agli azionisti a inizio luglio.

Una clausola consente alla società olandese di ritirare il proprio appoggio all’operazione nel caso in cui dovesse ricevere, di qui a tale data, un’offerta di acquisto più alta.

Ma l’evenienza appare piuttosto improbabile, come confermato ufficiosamente da alcuni insider anonimi, che hanno escluso possibili contro-offerte da parte di altri competitor.

Lo stesso presidente e ceo ad interim di DEMB 1753 Jan Bennink ha smentito che vi siano state sin qui trattative con altri potenziali acquirenti.

Il closing dell’operazione è previsto per inizio agosto, secondo quanto dichiarato dallo stesso Bennink in una conference call.

Qualora l’affare non si concludesse è prevista una penale di 150 milioni di euro a carico di DEMB 1753.

JAB detiene già, attraverso una sua controllata, una quota in azioni ordinarie in DEMB 1753 pari al 15,05%.

L’acquisto sarà finanziato da 3 miliardi di euro di debito e da 4.9 miliardi in equity.

Nell’operazione – si legge ancora nella nota –  Lazard è stato advisor finanziario per D.E. Master, Morgan Stanley per Benckiser, mentre Leonardo & Co. lo è stato per Oak Leaf BV, il veicolo di Benckiser per l’acquisizione.

Operazione imponente 

Si tratta della più imponente acquisizione mai attuata da JAB; la terza, da meno di un anno a questa parte, realizzata dalla holding della famiglia Reimann nel settore del caffè, dopo le acquisizioni di Caribou Coffee e Peet’s Coffee nel mercato di oltreoceano costate complessivamente oltre un miliardo e trecento milioni di dollari.

Il prezzo – ha dichiarato Becht in un’intervista – “è indiscutibilmente alto, ma con le persone giuste e gli investimenti giusti, il gioco può valere la candela”.

Sul valore dell’operazione, i giudizi degli analisti si dividono.

Secondo Jon Cox, della zurighese Kepler Capital Markets, il prezzo pagato è equo. “Suppongo che Jab abbia in mente di creare un colosso globale a metà strada tra Starbucks e Nespresso – sostiene Cox – e la concorrenza tra competitor sarà molto intensa”.

Diversa l’opinione di Marco Gulpers (ING), che definisce il prezzo “deludente” e afferma che si sarebbe aspettato almeno 13 euro per azione.

L’offerta di JAB arriva a meno di un anno dalla creazione di DEMB 1753, nata nel giugno dell’anno scorso dallo spin-off che ha portato allo scorporo del business internazionale tè e caffè (“CoffeeCo”) di Sara Lee Corp.

A febbraio, la società ha tagliato l’outlook su ricavi e redditività per l’anno in corso. Hanno inciso anche i problemi contabili riscontrati nei bilanci della filiale brasiliana.

A meno di un anno dalla nomina, il ceo Michiel Herkemij ha rassegnato le dimissioni a fine dicembre per divergenze di vedute con il Board rispetto al alcuni aspetti del business plan.

Già allora si disse che dietro alla sua partenza potevano esserci pressioni esercitate da JAB, che aveva da poco incrementato la sua partecipazione in società.

Oltre a quella di Herkemij sono saltate anche le teste dei top manager responsabili per i principali mercati del vecchio continente, spesso sostituiti – secondo gli addetti ai lavori – da personaggi nuovi e privi di esperienza specifica nel settore del caffè, reclutati da Bennink tra i suoi ex-collaboratori un tempo in forza al management del colosso francese Danone.

Terzo competitor dopo Mondelz a 2,3 miliardi e Nestlé a quota 11,1

Master Blenders è il terzo competitor globale con vendite per 2,3 miliardi di euro, contro i 5,4 di Mondelez International e gli 11,1 di Nestlé.

È market leader in Olanda e Belgio e detiene posizioni di rilievo in altri importanti paesi europei comprese Francia e Spagna.

In Brasile vanta una share di mercato superiore al 20%, grazie al controllo di brand popolari quali Pilao, Café do Ponto e Damasco.

Il suo portafoglio comprende marchi di indiscusso prestigio quali Douwe Egberts, Senseo, L’OR EspressO, Marcilla, Moccona, Pickwick e Hornimans.

Obiettivi di lungo termine 

Ma cosa spinge un conglomerato finanziario tendenzialmente onnivoro come JAB – il cui sterminato portafoglio spazia dalla chimica e la farmaceutica, alla cosmesi, la moda e il lusso – ha scommettere in modo così massiccio sul settore del caffè?

E quali sono i cambiamenti prospettabili dopo che JAB avrà messo le mani sull’intero pacchetto azionario?

Becht dichiara di avere piena fiducia nell’attuale dirigenza. “DE master Blenders ha una squadra eccezionale, brand straordinari. E un’enorme expertise nel settore del tè e del caffè” ha dichiarato. In modo particolare, in Jan Bennink, al quale lo unisce un’amicizia più che ventennale.

Verso ulteriori acquisiszioni

Nel comunicato ufficiale, JAB afferma di puntare a un’ulteriore sviluppo della piattaforma Master Blenders attraverso la crescita organica e ulteriori acquisizioni nel settore in rapida evoluzione del tè e del caffè.

Tra le future acquisizioni potrebbe esserci, secondo gli analisti, quella della tedesca Tchibo, quinto torrefattore mondiale, oltre che numero uno indiscusso in Germania.

Come riferito in queste colonne nelle settimane scorse, c’è anche chi ipotizza un megascambio di asset tra i Reimann e la famiglia Herz, proprietaria di Tchibo GmbH.

Rimanendo ancorati alla realtà, la priorità sarà quella di rilanciare i numerosi marchi in portafoglio. In questo senso, l’esperienza maturata da Becht nel periodo alla guida di Reckitt Benckiser potrà risultare molto utile.

Nei 12 anni trascorsi dal manager olandese a capo del colosso britannico, il valore delle azioni di Reckitt Benckiser è quadruplicato, grazie al successo dei prodotti della gamma Cillit Bang e alla valorizzazione ulteriore di marchi forti del calibro di Nurofen o Finish.

Una grande sfida sarà, ad esempio, quella di rilanciare il marchio Senseo, con il restyling della gamma. E il lancio della Sarista, una macchina da caffè, fabbricata dalla Philips, funzionante con caffè in chicchi preconfezionato.

Un altro obiettivo importante potrebbe essere il lancio delle capsule Nespresso-compatibili L’Or sul mercato nord americano.

Diventare il numero 1 mondiale

In un’intervista a Bloomberg, Becht ha dichiarato che l’aspirazione di DEMB 1753 è quello di diventare un giorno il numero uno mondiale nell’industria del caffè.

Un obiettivo di lungo periodo e ampio respiro, da perseguire in un orizzonte temporale di almeno una quindicina d’anni.

Il ritardo da colmare – viste le cifre di fatturato di Nestlé e Mondelez sopra citate –  è enorme. Ma lo sono altrettanto i margini di crescita nei mercati emergenti.

Ed è proprio su questi ultimi – a detta di molti analisti- che DEMB 1753 dovrà fare la gara in questa lunga e impegnativa rincorsa.

FALLIMENTO BRASILIA – Via all’asta su Internet con tutti i suoi marchi e 132 contratti dei suoi ex dipendenti. Il prezzo base di vendita è di 12 milioni 700 mila euro più 2,6 milioni di IVA e 461mila di oneri

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MILANO – Fallimento Brasilia. Adesso l’azienda di Retorbido si può comprare su Internet. Perché adesso lo stabilimento Brasilia di Retorbido è all’asta. Online, con tutti i suoi marchi e, soprattutto, 132 contratti dei suoi ex dipendenti.

Che ora sperano.

La ditta che produceva macchine per il caffè era fallita a maggio 2012 per mancanza di mezzi finanziari.

Prima di allora, da mesi gli operai non ricevevano lo stipendio per problemi di liquidità dell’azienda.

brasilia

Ora sono tutti in cassa integrazione: «L’ammortizzatore scadrà il 25 maggio, ma nel bando sono messi all’asta oltre allo stabilimento e ai brevetti anche i contratti dei dipendenti che erano già in forza a Retorbido e Pontecurone», precisa Renzo Scinaldi della Fiom Cgil.

La gara per aggiudicarsi la Brasilia inizierà il 2 maggio e si concluderà nel pomeriggio del 17 maggio.

Il prezzo base di vendita è di 12 milioni 700 mila euro più 2 milioni 667 mila euro di Iva e 461mila euro di oneri. Il rilancio minimo è di 100 mila euro.

La cauzione, senza il versamento della quale non si può presentare un’offerta, è di 650mila euro.

Il bando di gara è stato pubblicato sul sito Sivag, istituto vendite giudiziarie del tribunale di Milano.

Soddisfatta la Fiom

«Riteniamo che il curatore fallimentare sia andato incontro alla nostra richiesta di non dimenticarsi dei lavoratori.

Ci aspettiamo risposte significative. È una sfida che si lancia a livello internazionale, ci sono le potenzialità per rilanciare la Brasilia».

Tra i brevetti inclusi nella vendita c’è per esempio una capsula monouso che contiene un’essenza aromatica per produrre infusi o la macchina per produrre caffè espresso in grandissime quantità.

In venduta pure l’intero magazzino con prodotti già finiti o lavorati in parte, persino gli arredi e il materiale da ufficio sono compresi nel prezzo.

 

Casta, parla Galan: “Molti parlamentari non pagano il caffè alla buvette”

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Giancarlo Galan ex governtore del Veneto
Giancarlo Galan ex governatore del Veneto

MILANO – Pensi a Giancarlo Galan e ti vien da dire: “ma cosa avrà mai da dire di interessante un onorevole su cui pendono pesantissime accuse?”.

Eppure qualcosa di interessante ce la da dire anche lui. E lo ha fatto tramite i microfoni della trasmissione radiofonica ”La zanzara”, in questi giorni nell’occhio del ciclone dopo i casi delle telefonate farlocche e della vicenda Pannella.

Facendolo parlare del più e del meno, come solo un bravo conduttore come Giuseppe Cruciani sa’ fare, si è riusciti a “strappare” all’ex governatore rivelazioni sconcertati per quanti come noi lavorano “sotto sfruttamento”.

La vicenda in questione riguarda il caffè della buvette del parlamento. Ricordate nei giorni scorsi le “aspre” discussioni nelle Camere riguardo il prezzo del caffè?

Eravate già inorriditi dal fatto che si faccia simile discussione all’interno di un parlamento che fa fatica ad eleggere un capo dello Stato?

Bene, non è nulla rispetto a quanto si evince dalle dichiarazioni di Giancarlo Galan: “Caffè alle Camere? Conosco molti senatori e deputati che neanche lo pagano! Fanno i furbi, vanno al bancone e poi non passano alla cassa.

E’ un malcostume tipico degli italiani, ma fra parlamentari il fatto fa decisamente più scalpore”.

0,80 centesimi è il costo dichiarato del caffè alla buvette del parlamento.

Fuori lo trovi a circa 1 euro, tranne se ci si vuole accontentare di quello “della macchinetta”, trovabile sì a prezzo inferiore, ma dal gusto più acquoso.

Lo stipendio di un deputato è di 11.283,3 euro lorde a cui si aggiunge una diaria di 3.503,1 euro, 1.331,7 euro per i trasporti (a fronte peraltro di una spesa nulla, dal momento che viaggiano gratis su treni, autostrade, navi e aerei), 258,2 euro per le spese telefoniche e 41,7 euro per la dotazione informatica.

Quello di un senatore è di 11.555 euro di indennità parlamentare, 3.500 di diaria, 1.650 euro per i trasporti e 4.180 euro per le spese di rappresentanza.

E bene, con più di 16.000 euro al mese il povero parlamentare si può pure permettere di non pagare un caffè di 0,80 centesimi?

La faccia è tosta, ma la casta ancor di più.

La tendenza: aumenta il consumo di caffè in Russia. Ma il solubile copre ancora l’80% dell’intero mercato

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russia tendenza

MILANO – È una tendenza. I Paesi in via di sviluppo nel 2012 hanno consumato il 10 per cento di caffè in più rispetto all’anno precedente. Così come ha fatto sapere l’Organizzazione Internazionale del Caffè, citata dal giornale Rbc Daily, si tratta di uno degli aumenti più consistenti nella storia di questi territori.

A bere più caffè sono soprattutto i russi e i cinesi, anche se la bevanda continua a essere molto più popolare in Europa e negli Stati Uniti.

In questi Paesi le forniture di chicchi di caffè sono aumentate dai 25,4 milioni del 2011 ai 27,9 milioni del 2012: l’aumento della popolarità del caffè in Russia, così come in Cina, secondo gli esperti sarebbe effetto dell’urbanizzazione e dell’aumento del reddito della popolazione.

La tendenza indica che in queste zone però vengono acquistati perlopiù caffè solubili.


russia

“La Russia è uno dei più significativi consumatori di caffè nel mondo in via di sviluppo”, fanno sapere dall’Organizzazione Internazionale del Caffè.

Nel periodo compreso tra il 1997 e il 2011 la Russia ha importato mediamente fino a 3 milioni di sacchi di caffè.

A fare la parte del leone però è il caffè solubile, che copre quasi l’80 per cento di questo mercato. La Federazione importa le materie prime soprattutto dall’India (23 per cento). Ma anche dal Brasile (16,8 per cento), dal Vietnam (6,9 per cento) e dall’Indonesia (3,1 per cento).

Allo stesso tempo gli europei e gli americani restano abituati alla classica e immancabile tazza di caffè al mattino. Ma, negli ultimi tempi, stanno perdendo interesse nei confronti di questa bevanda.

A Torino prepara un caffè ma la cialda gli esplode sulla faccia: il pretore indaga

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Il pretore di Torino Raffaele Guariniello
Il pretore Raffaele Guariniello

TORINO – Voleva prendere un caffè alla macchinetta da casa, ma la cialda è esplosa e il liquido gli è schizzato in faccia e gli ha procurato delle bruciature, non gravi, agli occhi.

E’ la disavventura capitata a Torino a un disoccupato di 45 anni. Il pm Raffaele Guariniello ha subito aperto un fascicolo.

Liquido sul volto a Torino

“Ho svuotato il contenitore delle cialde usate, ho aperto lo sportello e la macchinetta si è messa a funzionare da sola. Del liquido mi è schizzato sul volto e non ho più visto nulla” ha raccontato l’uomo che porta ancora le bendature sul viso.

L’uomo ferito agli occhi dall’esplosione della cialda, secondo quanto appreso, frequentava un corso Inail di riqualificazione professionale nella sede torinese della fondazione Don Gnocchi.

 

SVIZZERA – Commercio equo più apprezzato. In forte crescita le vendite di caffè e cioccolato

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consumatori svizzera
Il territorio elvetico

ZURIGO – I consumatori svizzeri hanno effettuato maggiori acquisti di prodotti provenienti dal commercio equo nel 2012. Secondo Max Haavelar, la spesa pro capite si è attestata a 47 franchi.

Consumatori svizzeri: le nuove abitudini

L’anno prima erano stati spesi in media 41 franchi. Complessivamente il volume d’affari generato da prodotti con l’etichetta commercio equo ha raggiunto i 375,5 milioni di franchi, ha indicato oggi ai media la Fondazione Max Havelaar; precisando che il fatturato è progredito del 14,3%.

I prodotti più gettonati

Sono stati ancora una volta le banane e i fiori, il cui giro d’affari nel commercio al dettaglio è stato pari al 44% del totale. Compresa la gastronomia.

In forte crescita le vendite di caffè e cioccolato

Tale evoluzione è anche dovuta al fatto, nella linea di prodotti con il proprio marchio, la Coop ha optato esclusivamente per il commercio equo, ha spiegato Nadja Lang, direttrice di Max Havelaar.

 

FUORI SALONE A MILANO /1 – La Marzocco partecipa al Design Week

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la marzocco
Il logo La Marzocco

MILANO – Anche La Marzocco partecipa in occasione del Design Week, che ha invaso la città di Milano in questi giorni e in particolar modo partecipa ad alcuni eventi Fuori Salone. All’inaugurazione della mostra Che storie! Oggetti, miti e memorie.

Organizzata da Museimpresa al Palazzo della Ragione in Piazza dei Mercanti a Milano, La Marzocco è stata rappresentata da Andrea Curtarelli, Export Manager.

Che storie! La mostra alla scoperta dei musei

Un viaggio all’interno di una piccola, ma significativa parte, delle ricche collezioni di circa 50 musei e archivi del “made in Italy”. Tra cui, oltre a La Marzocco, Martini, Ducati; Ferragamo, Kartell e molti altri.

Alcuni disegni del pugno creativo di Giuseppe Bambi

Fondatore de La Marzocco, sono in mostra. La mostra potrà essere visitata gratuitamente fino al 12 maggio; lunedì dalle 14.30 alle 19.30; da martedì a domenica dalle 9:30 alle 19.30. Infine, giovedì dalle 9.30 alle 22.30.

Edit di designjunction

Sotto la direzione creativa del designer Micheal Sodeau, ha allestito uno spazio presso La Pelota. Via Palermo 10, Milano.

La Marzocco è stata invitata

In collaborazione con Espresso Rosso, ad allestire il bar per offrire un punto di pausa ai visitatori. Fino a Domenica 14 aprile.

Infine, La Marzocco sponsorizza “Visibili & Invisibili:  arte, design, multi-media, eco-sostenibilità” in Via Privata Asti. (di fianco al Teatro Nazionale di Piazza Piemonte).

Una mostra dedicata a opere e riflessioni sulla città e sulla metropoli di alcuni tra i più indipendenti studi artistici milanesi; aperta fino a domenica 14 aprile, orario: 15.00 / 22.00.

 

Fuori Salone Milano /2 – Latte art con la torrefazione 7Gr

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torrefazione 7Gr

MILANO – In occasione del Fuori Salone 2013, la torrefazione 7Gr. ha il piacere di invitare anche i lettori di Comunicaffè ad un evento esclusivo dedicato alla magia del latte art.

Torrefazione 7Gr e Chiara Bergonzi al Fuori Salone

L’appuntamento è per oggi dalle 10 alle 12.30 presso la Design Library in Via Savona, 1 a Milano.

Nell’occasione l’espresso 7Gr. incontra la straordinaria Chiara Bergonzi, vincitrice delle ultime due edizioni del Cila, Campionato Italiano Latte Art, per offrire una vera colazione d’autore.

Così si stabilisce ancora una volta, e magari per tutte, che la Latte Art non è una moda passeggera. Ma può andare di pari passo con il lavoro di qualità di una torrefazione.

Cappuccino Italiano Latte Art – raggiunto il primo traguardo

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cappuccino italiano randazzo
Una dimostrazione di Latte Art

TRIESTE – Presentato in anteprima a Rimini nel gennaio dello scorso anno, a Londra a maggio e a Trieste in ottobre, il globetrotter del cappuccino italiano dopo poco più di un anno deve arrestare la sua corsa.

latte-art

Le 3.500 copie –cifra record per la letteratura del settore- di Cappuccino Italiano Latte Art sono infatti già esaurite.

Cappuccino italiano. Un successo dirompente

Certificato anche dai numerosi redazionali apparsi sulla stampa internazionale. Un risultato che però non stupisce.

L’ultimo libro firmato dai fratelli Bazzara

Questo è difatti un’opera unica nel suo genere. Che guida il lettore in un viaggio senza precedenti all’interno dell’universo cappuccino.

500 pagine a colori, ricche di fotografie

Con illustrazioni e interventi di alcuni tra i più grandi esperti ed aziende del settore. Approfondiscono ogni aspetto dell’esperienza sensoriale sprigionata dalla degustazione di un cappuccino in grado di rispecchiare pienamente la tradizione italiana.

Il testo inoltre ha il grande pregio di riuscire a coinvolgere sia il semplice appassionato che il professionista

Grazie alle numerose curiosità trattate e alle immagini dal fortissimo impatto visivo.

Un mix di amore per il bello e per l’eccellenza che risulta particolarmente evidente nelle 111 tavole dedicate ai decori della Latte Art e nel capitolo “Le 5 L del cappuccino”.

In cui gli autori delineano le “regole auree” che determinano la perfetta realizzazione della più amata e popolare ricetta a base di caffè espresso.

Il prestigioso premio New Product of the Show

Conseguito al Scae World of Coffee di Vienna e il primo esaurimento delle scorte però non rappresentano la fine del viaggio iniziato nel 2012, bensì una semplice tappa: per il secondo trimestre di quest’anno è già prevista la ristampa.

Per informazioni: Planet Coffee

T +39 040 767 849

AUTOGRILL – Entro l’anno aprirà 30 punti vendita sostenibili

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Autogrill american arlines
Un punto vendita Autogrill in Italia

MILANO – Il gruppo Autogrill aprirà trenta punti vendita sostenibili in Italia nel 2013. Un grande futuro per l’azienda, che non si ferma ancora e guarda in prospettiva.

Lo ha detto ieri Silvio De Girolamo, Gruop Chief Internal & Csr Officer. A margine del World Communication Forum di Milano.

Gruppo Autogrill: più grande e sostenibile

Caratteristica dei nuovi punti vendita sarà innanzitutto la certificazione Leed. La stessa cioè «che ne attesta la sostenibilità dalla progettazione alla realizzazione».

Si conferma così non solo la volontà di espansione del Gruppo, ma anche la sua sensibilità verso l’ambiente. Un argomento che ha deciso di abbracciare nella costruzione dei suoi punti futuri.

Autogrill-Brembo