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Chiara Bergonzi: «Ecco le mie istruzioni per aprire subito un bar Specialty in Italia»

Chiara Bergonzi durante la lezione al Sigep
Chiara Bergonzi durante la lezione al Sigep

MILANO – Giudice di gara internazionale a tutto campo, su specialità differenti, Chiara Bergonzi, che non ha bisogno di presentazioni. Ma al Sigep ha trovato anche il tempo di tenere un’interessante lezione nell’area educational Sca. Intervento che abbiamo seguito. Il tema? Il Bar specialty. Abbiamo chiesto a Bergonzi, che è anche l’autrice di un libro Hoepli sulla Latte art, di parlarcene.

Che tipo di lezione è stata? Che cosa si è detto?

«Abbiamo pensato un workshop per capire quali sono i pro i contro, oppure le opportunità e le procedure per aprire un locale specialty in Italia. Perché all’estero è già una prassi conosciuta.»

CARTE DOZIO
FRANKE

Chiara Bergonzi, lei si è già occupata di bar specialty: ha altri progetti?

«In questo momento no. Ma sicuramente ci sarà l’idea di fare altri progetti in Italia.»

Perché non aprire un bar normale?

Il Campione Italiano Baristi 2017 Francesco Masciullo. Sullo sfondo Chiara Bergonzi in veste di giudice internazionale Sca

«Io vengo da un mondo dove si è alla ricerca della qualità della materia prima. Io mi sono innamorata del prodotto dello specialty. Logicamente fare quello che fanno tutti gli altri è scontato. Io sono convinta oggi, che il futuro, soprattutto per le nuove generazioni dai 19 ai 30 anni, sarà legato allo Specialty.»

Cosa cosa le hanno chiesto i presenti?

Chiara Bergonzi durante la lezione al Sigep
Chiara Bergonzi durante la lezione al Sigep

«Il punto difficile è sempre lo stesso. La tutti desiderano fare, ma manca la formazione. E, per esempio, non sanno raccontare che cosa stanno servendo in tazza: non sanno informare il consumatore.»

Quindi il problema è quello di informare i clienti.

Cofficina chiara bergonzi
Chiara Bergonzi

«Sì. Per me le cose importanti sono tre. Una è la location. Quindi capire se si vuole offrire una location oppure una destination. Io personalmente farei una location safe, cioè di passaggio, ma che sia anche destination: ovvero un luogo che la gente ricerca per passare del tempo. Ciò dipende da una buona gestione. Dal saper fare un business plan, capendo i progetti e i ricavi. Il Coffee Shop Specialty si basa su 3 cose. La prima è la materia prima. La bevanda espresso, filtro e milk beverage. Il secondo aspetto su cui puntare è il retail. Quindi la vendita del pacchiettino, del macinato. Assieme all’attrezzatura professionale. La terza cosa poi è la formazione. »

E per chi volesse raccogliere altre informazioni da lei, continuare il discorso avviato in questa intervista, come la trova?

«Chiara@coffeetraining.it. Oppure su facebook. Oppure sul mio sito: www.chiarabergonzi.it»

Chiara Bergonzi
Chiara Bergonzi all’oprea