venerdì 16 Gennaio 2026
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Bialetti: non rispettati covenant e sono da rivedere accordi con banche

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bialetti
Bialetti Kremina

MILANO – Bialetti chiude il 2012 con ricavi in contrazione e un ebitda stabile e pertanto annuncia il mancato rispetto dei parametri finanziari previsti dagli accordi con le banche. Il gruppo dei marchi Bialetti, Girmi ed Aeternum, che  ha archiviato l’esercizio scorso con ricavi in flessione del 6% a 162,8 milioni e un ebitda di 12,7 milioni «in linea con quello registrato nel 2011», dovrà mettere mano a un nuovo piano industriale e rinvierà di qualche settimana l’approvazione della relazione finanziaria annuale.

Bialetti nuovo piano industriale

In base a quanto riportato nella nota societaria, le performance appaiono «inferiori alle aspettative del management» e soprattutto non consentiranno a Bialetti di rispettare i covenant sottoscritti con gli istituti di credito a gennaio 2012.

Per questo, il cda ha avviato i lavori per definire il nuovo piano 2013-17 e avviare una nuova negoziazione con il ceto bancario volta a rivedere gli accordi.

Il cda ha dunque rinviato l’approvazione della relazione finanziaria annuale 2012 ad una successiva riunione

Da tenersi entro la fine del mese di maggio 2013, in occasione del quale sarà approvato il nuovo piano.

Dal piano e dalla rinegoziazione dei debiti, Bialetti auspica la conferma della sussistenza delle condizioni di continuità aziendale e il proseguimento del percorso di riorganizzazione e di recupero di redditività avviato nel 2011.

A Portland la presentazione di T3 con Nuova Simonelli e James Hoffmann

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Aurelia seconda nuova simonelli james hoffmann

BELFORTE DEL CHIENTI (Macerata) – Quando manca poco più di un mese al World Barista Championship 2013, dove i campioni baristi degli oltre cinquanta Paesi partecipanti alla gara di Melbourne l’avranno tutti a disposizione per conquistare il titolo mondiale, l’Aurelia II T3 – macchina per caffè espresso Nuova Simonelli, sponsor ufficiale del WBC – continua il suo viaggio da un continente all’altro.

James Hoffmann presenta la T3

La tappa è a Portland, città sulla costa occidentale degli Stati Uniti d’America, nello stato dell’Oregon. Al The America Barista & Coffee School (1028 SE Water Ave) sarà il barista campione del mondo 2007, James Hoffmann, a presentare ad una selezionata platea di baristi, tecnici ed esperti statunitensi e canadesi le caratteristiche della macchina ed in particolare i benefici che la tecnologia T3 ha apportato al settore della caffetteria professionale.

La necessità di aiutare i baristi a vincere la battaglia per ottenere la stabilità della temperatura è stato uno dei temi al centro del confronto da molti anni instaurato da Nuova Simonelli con i professionisti del caffè.

Di conseguenza, tale punto critico è stato approfondito con un lungo lavoro di ricerca condotto in collaborazione con prestigiosi centri studi universitari e quindi tradotto in applicazione tecnica dal team di progettisti della Nuova Simonelli. Il processo di evoluzione tecnologica chiamato T3, che la macchina Aurelia ha introdotto per prima, è altamente evoluto.

Esso, infatti, consente al barista d’impostare, con la massima accuratezza, tre diversi parametri di temperatura

Vapore, acqua infusione e gruppo erogazione. Ciò garantisce un’estrema precisione e quindi eccellenti estrazioni.

Proprio in virtù di questo innovativo sistema, oltre che per le ottime caratteristiche ergonomiche e per il design, l’Aurelia II – T3 sta ottenendo apprezzamenti in ogni parte del mondo e i giudizi più entusiastici giungono dai baristi professionisti che si trovano spesso ad utilizzare miscele diverse per le quali è importante associare determinati parametri di temperatura.

James Hoffmann, che ha avuto più volte modo di testarla ed apprezzarla, è oggi uno dei testimonial più convinti dell’Aurelia T3 e proprio oggi farà partecipi della sua esperienza professionale i presenti all’Exclusive West Coast Engagement di Portland.

Per Lavazza tre chef testimonial delle capsule A Modo Mio al Fuorisalone

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lavazza ambassador
Lo chef Massimo Bottura nel Calendario Lavazza 2018

MILANO – Lavazza è presente al Fuorisalone 2013 allo spazio Experience, creato insieme a Rcs Mediagroup e al circuito Fod&Design, in via Savona. Correva l’anno 1998 quando l’azienda abbracciò un progetto per trasformare il caffè da prodotto mass market a ingrediente nobile dell’alta gastronomia, iniziando nel 2000 la collaborazione con lo chef catalano Ferran Adrià e proseguendo in Italia il percorso di sperimentazione che ha coinvolto altri cuochi.

Una campagna stampa e web, realizzata da Armando Testa, è on air per tutta la durata della manifestazione milanese con tre testimonial uniti per l’occasione, tre chef stallati italiani, come sintetizza l’headline ‘Oldani, Cannavacciuolo, Bottura e Lavazza. Insieme al Fuorisalone’.

Lavazza porta la sua esperienza al Fuorisalone

Cannavacciuolo è stato già testimonial, insieme ad Adrià, della nostra prima campagna adv sull’alta gastronomia: spalla contro spalla e con un occhio nero, uniti solo dal nostro caffè – ha spiegato a Today Pubblicità Italia Francesca Lavazza, direttore Corporate Image dell’azienda -. Con Bottura, la collaborazione si sviluppa sulla ricerca di nuove ricette a base di caffè e quella con Oldani ha creato oggetti di design come l’Ecup e l’Espoon”.

Sul sito, e sulle pagine Fb e su YouTube, da ieri sono online tre video in cui Massimo Bottura, Antonino Cannavacciuolo e Davide Oldani raccontano la loro filosofia di cucina, a cui si aggiungono 10 video di 60”, realizzati da Zodiak, in cui sono testimonial delle capsule A Modo Mio e sono concentrati sulla loro pausa caffè.

Della campagna, disponibile da ieri sul sito www.lavazza.it sono pianificati dal partner media Mec dei banner sui principali portali di informazione e di cucina. “Durante l’anno proseguirà il format tv ‘Paradiso’ per il quale registriamo ottimi riscontri – prosegue Lavazza -.

Gli investimenti 2013 sono in linea con l’anno scorso quando la spesa in Italia era stata di 19 milioni di euro

E in un momento di crisi c’è più bisogno di farsi sentire e quindi potremmo rafforzare la cifra.

Sicuramente sono cresciuti gli investimenti dedicati al web, che ormai raccoglie il 30% del budget, mentre il 70% è per l’atl, costituito in gran parte dalla tv, ma le campagne saranno sempre più multimediali, come quella per A Modo Mio”.

Fonte: Pubblicità Italia

World Barista Championship e World of Coffee entrambi a Rimini nel 2014

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Wbc world barista championship mondiale

RIMINI – Dopo dieci anni Rimini (Italia)rientra nel giro degli eventi internazionali del mondo del caffè e raddoppia il proprio ruolo di città ospitante. Nel 2014 si svolgeranno in questa città, sia il World of Coffee, la più importante manifestazione internazionale del caffè organizzata in Europa da Scae (Specialty Coffee Association of Europe) – che a Rimini si era già svolta nel 2004 – sia il World Barista Championship.

World Barista Championship e World of Coffee unite

La notizia, anche se ufficiosa, la sia può considerare ormai certa, giacché è in parte annunciata tramite la pagina Facebook del World of Coffee e in parte anticipata da Barista Magazine che cita, come fonte, Laura Lee di World Coffee Event.

Nello stesso modo si apprendono anche le sedi dei due eventi per il biennio successivo.

Nel 2015 ad ospitare il World of Coffe sarà Gothenburg in Svezia, mentre a Seattle (Usa) si svolgerà il World Barista Championship. Nel 2016 tutte e due le manifestazioni avranno sede a Dublino (Irlanda).

Per l’Irlanda si tratta di una novità assoluta poiché non ha mai ospitato prima d’ora tali eventi, che risalgono entrambi al 2000

In quell’anno Scae tenne il suo primo convegno e mostra a Monte Carlo e insieme al primo World of Coffee si svolse anche il primo World Barista Championship. Intanto l’attenzione dell’intero mondo della caffè è per il momento rivolta alle due ormai imminenti manifestazioni di quest’anno.

Il World Barista Championshiptra poco più di un mese (22-26 maggio) celebrerà la sua quattordicesima edizione a Melbourne (Australia), dove Nuova Simonelli sarà presente come sponsor tecnico ufficiale con la sua Aurelia II-T3.

Un mese più tardi, dal 26 al 28 giugno, sarà Nizza (Francia),invece, ad ospitare il World of Coffe 2013.

Nell’ambito di questo evento di Scae si svolgeranno conferenze, seminari di formazione e quattro concorsi gestiti dal Wce (Eventi Coffee World): Campionato Mondiale Latte Art, World Coffee in Good Spirits Championship, World Cup Tasters Championship, Campionato del Mondo Caffè Torrefazione.

Fonte: SimonelliNews 07-2013

Svizzera, il commercio equo solidale più apprezzato: in forte crescita le vendite di caffè e cioccolato

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2020 international coffee day
In tutto il mondo oggi il caffè è protagonista con i giovani

ZURIGO (Svizzera) – I consumatori svizzeri hanno effettuato maggiori acquisti di prodotti provenienti dal commercio equo nel 2012. Secondo Max Haavelar, la spesa pro capite si è attestata a 47 franchi.

L’anno prima erano stati spesi in media 41 franchi. Complessivamente il volume d’affari generato da prodotti con l’etichetta commercio equo ha raggiunto i 375,5 milioni di franchi, ha indicato oggi ai media la Fondazione Max Havelaar, precisando che il fatturato è progredito del 14,3%.

I prodotti più gettonati sono stati ancora una volta le banane e i fiori, il cui giro d’affari nel commercio al dettaglio, compresa la gastronomia, è stato pari al 44% del totale.

In forte crescita le vendite di caffè e cioccolato. Tale evoluzione è anche dovuta al fatto, nella linea di prodotti con il proprio marchio, la Coop ha optato esclusivamente per il commercio equo, ha spiegato Nadja Lang, direttrice di Max Havelaar.

Occhio alle cialde: torinese prepara un caffè, e gli esplode sulla faccia

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cialde
Il monoporionato delle cialde

TORINO – Voleva prendere un caffè alla macchinetta da casa, ma la cialda è esplosa e il liquido gli è schizzato in faccia e gli ha procurato delle bruciature, non gravi, agli occhi. E’ la disavventura capitata a Torino a un disoccupato di 45 anni. Il pm Raffaele Guariniello ha subito aperto un fascicolo.

Cialda esplosiva sotto accusa

“Ho svuotato il contenitore delle cialde usate, ho aperto lo sportello e la macchinetta si è messa a funzionare da sola. Del liquido mi è schizzato sul volto e non ho più visto nulla” ha raccontato l’uomo che porta ancora le bendature sul viso.

L’uomo ferito agli occhi dall’esplosione della cialda, secondo quanto appreso, frequentava un corso Inail di riqualificazione professionale nella sede torinese della fondazione Don Gnocchi.

Aumenta il consumo di caffè in Russia ma il solubile copre ancora l’80% dell’intero mercato

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caffè solubile nuova zelanda
In Nuova Zelanda il caffè solubile, è una possibilità di sviluppo

MILANO – I Paesi in via di sviluppo nel 2012 hanno consumato il 10 per cento di caffè in più rispetto all’anno precedente. Così come ha fatto sapere l’Organizzazione internazionale del caffè, citata dal giornale Rbc Daily, si tratta di uno degli aumenti più consistenti nella storia di questi territori. A bere più caffè sono soprattutto i russi (anche se il trend va verso il caffè solubile) e i cinesi, sebbene la bevanda continua a essere molto più popolare in Europa e negli Stati Uniti.

In questi Paesi le forniture di chicchi di caffè sono aumentate dai 25,4 milioni del 2011 ai 27,9 milioni del 2012: l’aumento della popolarità del caffè in Russia, così come in Cina, secondo gli esperti sarebbe effetto dell’urbanizzazione e dell’aumento del reddito della popolazione. In queste zone però vengono acquistati perlopiù caffè solubile.

Caffè solubile: la preferenza di molti consumatori russi

“La Russia è uno dei più significativi consumatori di caffè nel mondo in via di sviluppo”, fanno sapere dall’Organizzazione Internazionale del Caffè. Nel periodo compreso tra il 1997 e il 2011 la Russia ha importato mediamente fino a 3 milioni di sacchi di caffè.

A fare la parte del leone però è il caffè solubile, che copre quasi l’80 per cento di questo mercato. La Federazione importa le materie prime soprattutto dall’India (23 per cento), dal Brasile (16,8 per cento), dal Vietnam (6,9 per cento) e dall’Indonesia (3,1 per cento).

E in Europa e Stati Uniti?

Allo stesso tempo gli europei e gli americani, abituati alla classica e immancabile tazza di caffè al mattino, negli ultimi tempi stanno perdendo interesse nei confronti di questa bevanda.

Galan: “Molti parlamentari non pagano il caffè alla buvette” Ecco le sconvolgenti dichiarazioni del ex governatore del Veneto

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Giancarlo Galan ex governtore del Veneto
Giancarlo Galan ex governatore del Veneto

MILANO – Pensi a Giancarlo Galan e ti vien da dire: “ma cosa avrà mai da dire di interessante un onorevole su cui pendono pesantissime accuse?”. Eppure qualcosa di interessante ce la da dire anche lui. E lo ha fatto tramite i microfoni della trasmissione radiofonica ”La zanzara”, in questi giorni nell’occhio del ciclone dopo i casi delle telefonate farlocche e della vicenda Pannella.

Galan vuota il sacco

Facendolo parlare del più e del meno, come solo un bravo conduttore come Giuseppe Cruciani sa’ fare, si è riusciti a “strappare” all’ex governatore rivelazioni sconcertati per quanti come noi lavorano “sotto sfruttamento”.

La vicenda in questione riguarda il caffè della buvette del parlamento. Ricordate nei giorni scorsi le “aspre” discussioni nelle Camere riguardo il prezzo del caffè?

Eravate già inorriditi dal fatto che si faccia simile discussione all’interno di un parlamento che fa fatica ad eleggere un capo dello Stato?

Bene, non è nulla rispetto a quanto si evince dalle dichiarazioni di Giancarlo Galan:
Caffè alle Camere? Conosco molti senatori e deputati che neanche lo pagano! Fanno i furbi, vanno al bancone e poi non passano alla cassa. E’ un malcostume tipico degli italiani, ma fra parlamentari il fatto fa decisamente più scalpore”.

0,80 centesimi è il costo dichiarato del caffè alla buvette del parlamento. Fuori lo trovi a circa 1 euro, tranne se ci si vuole accontentare di quello “della macchinetta”, trovabile sì a prezzo inferiore, ma dal gusto più acquoso.

Lo stipendio di un deputato è di 11.283,3 euro lorde a cui si aggiunge una diaria di 3.503,1 euro, 1.331,7 euro per i trasporti (a fronte peraltro di una spesa nulla, dal momento che viaggiano gratis su treni, autostrade, navi e aerei), 258,2 euro per le spese telefoniche e 41,7 euro per la dotazione informatica.

Quello di un senatore è di 11.555 euro di indennità parlamentare, 3.500 di diaria, 1.650 euro per i trasporti e 4.180 euro per le spese di rappresentanza.

E bene, con più di 16.000 euro al mese il povero parlamentare si può pure permettere di non pagare un caffè di 0,80 centesimi?
La faccia è tosta, ma la casta ancor di più.

Fonte: Lavika

Brasilia in fallimento: via all’asta su Internet con tutti i suoi marchi

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lettere di licenziamento
La sede della Brasilia

MILANO – La Brasilia si può comprare su Internet. Perché adesso lo stabilimento Brasilia di Retorbido è all’asta. Online, con tutti i suoi marchi e, soprattutto, 132 contratti dei suoi ex dipendenti. Che ora sperano. La ditta che produceva macchine per il caffè era fallita
a maggio 2012 per mancanza di mezzi finanziari. Prima di allora, da mesi gli operai non ricevevano lo stipendio per problemi di liquidità dell’azienda.

Brasilia: i dipendenti ora sono tutti in cassa integrazione

«L’ammortizzatore scadrà il 25 maggio, ma nel bando sono messi all’asta oltre allo stabilimento e ai brevetti anche i contratti dei dipendenti che erano già in forza a Retorbido e Pontecurone», precisa Renzo Scinaldi della Fiom Cgil.

La gara per aggiudicarsi la Brasilia inizierà il 2 maggio e si concluderà nel pomeriggio del 17 maggio. Il prezzo base di vendita è di 12 milioni 700 mila euro più 2 milioni 667 mila euro di Iva e 461mila euro di oneri. Il rilancio minimo è di 100 mila euro. La cauzione, senza il versamento della quale non si può presentare un’offerta, è di 650mila euro.

Il bando di gara è stato pubblicato sul sito Sivag

Istituto vendite giudiziarie del tribunale di Milano. Soddisfatta la Fiom: «Riteniamo che il curatore fallimentare sia andato incontro alla nostra richiesta di non dimenticarsi dei lavoratori. Ci aspettiamo risposte significative. È una sfida che si lancia a livello internazionale, ci sono le potenzialità per rilanciare la Brasilia».

Tra i brevetti inclusi nella vendita c’è per esempio una capsula monouso

Che contiene un’essenza aromatica per produrre infusi o la macchina per produrre caffè espresso in grandissime quantità. In venduta pure l’intero magazzino con prodotti già finiti o lavorati in parte, persino gli arredi e il materiale da ufficio sono compresi nel prezzo.

Fonte: il Giorno

De Master Blenders 1753: accordo raggiunto con Jab per un prezzo di 12,50 euro ad azione

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Il logo De Masters Blenders
Il logo De Masters Blenders

MILANO – De Master Blenders 1753 dice sì all’offerta d’acquisto avanzata da Joh. A. Benckiser GmbH per la somma di 7 miliardi e mezzo di euro. In un comunicato diffuso venerdì pomeriggio si rende noto che le parti hanno raggiunto un accordo condizionale per un’offerta pubblica di acquisto per tutte le azioni circolanti a un prezzo pari a 12,50 euro (cum dividend) per azione ordinaria.

Il prezzo stabilito al termine è lievemente inferiore a quello inizialmente indicato da JAB di 12,75 euro, ma costituisce comunque un premio del 36% rispetto alla media ponderata per volume del prezzo di chiusura degli ultimi 3 mesi sino alla data del 27 marzo compreso.

L’importo di 7,5 miliardi è pari, inoltre, secondo Bloomberg, a 36 volte l’Ebitda di DEMB 1753. Bart Becht, presidente di Jab, ha tenuto a precisare che l’annuncio della proposta di acquisto diffuso il 28 marzo scorso era stato motivato da una fuga di notizie e che il valore finale dell’offerta è stato leggermente ritoccato al ribasso completata la due diligence.

De Master Blenders 1753: il board sostiene pienamente e raccomanda unanimemente l’offerta, che verrà sottoposta agli azionisti a inizio luglio

Una clausola consente alla società olandese di ritirare il proprio appoggio all’operazione nel caso in cui dovesse ricevere, di qui a tale data, un’offerta di acquisto più alta. Ma l’evenienza appare piuttosto improbabile, come confermato ufficiosamente da alcuni insider anonimi, che hanno escluso possibili contro-offerte da parte di altri competitor.

Lo stesso presidente e ceo ad interim di DEMB 1753 Jan Bennink ha smentito che vi siano state sin qui trattative con altri potenziali acquirenti. Il closing dell’operazione è previsto per inizio agosto, secondo quanto dichiarato dallo stesso Bennink in una conference call.

Qualora l’affare non si concludesse è prevista una penale di 150 milioni di euro
a carico di DEMB 1753. Jab detiene già, attraverso una sua controllata, una quota in azioni ordinarie in DEMB 1753 pari al 15,05%.

L’acquisto sarà finanziato da 3 miliardi di euro di debito e da 4.9 miliardi in equity

Nell’operazione – si legge ancora nella nota –  Lazard è stato advisor finanziario per D.E. Master, Morgan Stanley per Benckiser, mentre Leonardo & Co. lo è stato per Oak Leaf BV, il veicolo di Benckiser per l’acquisizione.

Operazione imponente. Si tratta della più imponente acquisizione mai attuata da JAB; la terza, da meno di un anno a questa parte, realizzata dalla holding della famiglia Reimann nel settore del caffè, dopo le acquisizioni di Caribou Coffee e Peet’s Coffee nel mercato di oltreoceano costate complessivamente oltre un miliardo e trecento milioni di dollari.

Il prezzo – ha dichiarato Becht in un’intervista – “è indiscutibilmente alto, ma con le persone giuste e gli investimenti giusti, il gioco può valere la candela”. Sul valore dell’operazione, i giudizi degli analisti si dividono.

Secondo Jon Cox, della zurighese Kepler Capital Markets, il prezzo pagato è equo

“Suppongo che Jab abbia in mente di creare un colosso globale a metà strada
tra Starbucks e Nespresso – sostiene Cox – e la concorrenza tra competitor
sarà molto intensa”.

Diversa l’opinione di Marco Gulpers (ING), che definisce il prezzo “deludente”
e afferma che si sarebbe aspettato almeno 13 euro per azione.

L’offerta di Jab arriva a meno di un anno dalla creazione di DEMB 1753, nata nel giugno dell’anno scorso dallo spin-off che ha portato allo scorporo del business internazionale tè e caffè (“CoffeeCo”) di Sara Lee Corp.

A febbraio, la società ha tagliato l’outlook su ricavi e redditività per l’anno in corso. Hanno inciso anche i problemi contabili riscontrati nei bilanci della filiale brasiliana.

A meno di un anno dalla nomina, il ceo Michiel Herkemij ha rassegnato le dimissioni a fine dicembre per divergenze di vedute con il Board rispetto al alcuni aspetti del business plan.

Già allora si disse che dietro alla sua partenza potevano esserci pressioni esercitate da Jab, che aveva da poco incrementato la sua partecipazione in società.

Oltre a quella di Herkemij sono saltate anche le teste dei top manager responsabili per i principali mercati del vecchio continente, spesso sostituiti – secondo gli addetti ai lavori – da personaggi nuovi e privi di esperienza specifica nel settore del caffè, reclutati da Bennink tra i suoi ex-collaboratori un tempo in forza al management del colosso francese Danone.

De Master Blenders è il terzo competitor globale con vendite per 2,3 miliardi di euro, contro i 5,4 di Mondelez International e gli 11,1 di Nestlé

È market leader in Olanda e Belgio e detiene posizioni di rilievo in altri importanti paesi europei comprese Francia e Spagna. In Brasile vanta una share di mercato superiore al 20%, grazie al controllo di brand popolari quali Pilao, Café do Ponto e Damasco.

Il suo portafoglio comprende marchi di indiscusso prestigio quali Douwe Egberts, Senseo, L’OR EspressO, Marcilla, Moccona, Pickwick e Hornimans.

Obiettivi di lungo termine

Ma cosa spinge un conglomerato finanziario tendenzialmente onnivoro come Jab – il cui sterminato portafoglio spazia dalla chimica e la farmaceutica, alla cosmesi, la moda e il lusso – ha scommettere in modo così massiccio sul settore del caffè?

E quali sono i cambiamenti prospettabili dopo che Jab avrà messo le mani sull’intero pacchetto azionario?

Becht dichiara di avere piena fiducia nell’attuale dirigenza (“De master Blenders ha una squadra eccezionale, brand straordinari e un’enorme expertise nel settore del tè e del caffè” ha dichiarato). In modo particolare, in Jan Bennink, al quale lo unisce un’amicizia più che ventennale.

Nel comunicato ufficiale, Jab afferma di puntare a un’ulteriore sviluppo della piattaforma Master Blenders attraverso la crescita organica e ulteriori acquisizioni nel settore in rapida evoluzione del tè e del caffè. Tra le future acquisizioni potrebbe esserci, secondo gli analisti, quella della tedesca Tchibo, quinto torrefattore mondiale, oltre che numero uno indiscusso in Germania.

Come riferito in queste colonne nelle settimane scorse, c’è anche chi ipotizza un megascambio di asset tra i Reimann e la famiglia Herz, proprietaria di Tchibo GmbH.

Rimanendo ancorati alla realtà, la priorità sarà quella di rilanciare i numerosi marchi in portafoglio. In questo senso, l’esperienza maturata da Becht nel periodo alla guida di Reckitt Benckiser potrà risultare molto utile.

Nei 12 anni trascorsi dal manager olandese a capo del colosso britannico, il valore delle azioni di Reckitt Benckiser è quadruplicato, grazie al successo dei prodotti della gamma Cillit Bang e alla valorizzazione ulteriore di marchi forti del calibro di Nurofen o Finish.

Una grande sfida sarà, ad esempio, quella di rilanciare il marchio Senseo, con il restyling della gamma e il lancio della Sarista, una macchina da caffè, fabbricata dalla Philips, funzionante con caffè in chicchi preconfezionato.

Un altro obiettivo importante potrebbe essere il lancio delle capsule Nespresso-compatibili L’Or sul mercato nord americano.

In un’intervista a Bloomberg, Becht ha dichiarato che l’aspirazione di DEMB 1753
è quello di diventare un giorno il numero uno mondiale nell’industria del caffè.
Un obiettivo di lungo periodo e ampio respiro, da perseguire in un orizzonte temporale di almeno una quindicina d’anni.

Il ritardo da colmare – viste le cifre di fatturato di Nestlé e Mondelez sopra citate –  è enorme, ma lo sono altrettanto i margini di crescita nei mercati emergenti. Ed è proprio su questi ultimi – a detta di molti analisti- che DEMB 1753 dovrà fare la gara in questa lunga e impegnativa rincorsa.