venerdì 16 Gennaio 2026
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USBC – Pete Licata è il nuovo campione americano di caffetteria

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pete licata

MILANO – Torna alla vittoria a due anni dal suo primo successo e dal podio d’onore ai mondiali di Bogotá Pete Licata.

La gara si è svolta nell’ambito della convention Scaa di Boston, che si è conclusa poche ore prima del sanguinoso attentato della maratona

Pete Licata torna a dettare la sua legge nello United States Barista Championship

Il campionato nazionale americano si è svolto lo scorso fine settimana. Al pari delle altre competizioni del circuito di World Coffee Events. Nell’ormai consueta cornice della convention annuale Scaa (Specialty Coffee Association of America), giunta quest’anno alla sua 25a edizione.

La kermesse

Andata in scena al Convention & Exhibition Center di Boston, da giovedì a domenica. Si è conclusa appena 24 ore prima del grave attentato che ha insanguinato la capitale del Massachusetts.

È la seconda volta che il barista di Kansas City iscrive il suo nome nell’albo d’oro della competizione

Pete Licata si è imposto infatti anche nel 2011 staccando il biglietto per il mondiale di Bogotá. Dove ha conquistato un prestigioso secondo posto alle spalle del guatemalteco Raul Rodas.

Dopo aver mancato l’accesso alla finali nell’edizione 2012, Pete – oggi responsabile formazione di Parisi Artisan Coffee – è tornato a vincere quest’anno regolando in finale Charles Babinski (G&B Coffee, Los Angeles), Trevor Corlett (Madcap Coffee, Grand Rapids, MI); Sam Lewontin (Everyman Espresso, New York), Nick Purvis (the French Press, Santa Barbara); Charlie Habegger (Intelligentsia Coffee, Chicago).

Si è gareggiato con le macchine espresso Aurelia di Nuova Simonelli. Mentre il macinadosatore ufficiale è stato il Mahlkoenig Vario K-30.

Sette giudici certificati

Un giudice capo, 2 giudici tecnici e 4 giudici sensoriali – hanno valutato ogni aspetto delle prestazioni dei concorrenti in competizione.

Due anni fa Licata trionfò usando un pregiato caffè hawaiiano prodotto nel distretto di Ka’u. Il più meridionale della Big Island.

Pur rimanendo molto legato ai produttori del cinquantesimo stato americano, dove ha lavorato per 3 anni presso la celebre farm Rusty’s Hawaiian, Pete ha preferito quest’anno un eccezionale caffè colombiano. Proveniente dalla finca di Arnulfo Leguizamo, vincitore del concorso 2012 di Cup of Excellence.

Messo in bacheca il nuovo trofeo, Licata inizierà ora la preparazione perMelbourne 2013

Dove sarà certamente tra i favoriti per la vittoria finale.

Nella U.S. Brewers Cup – competizione che esalta inventiva e manualità nella preparazione del caffè filtro – si è imposto invece Erin McCarthy(Counter Culture Coffee, New York). Che ha preceduto Jonathan Bonchak (Counter Culture Coffee, Durham, NC) e Sean Stewart (CREMA, Nashville, TN).

La giuria della Roasters Choice Competition

Competizione riservata ai torrefattori organizzata dalla Roasters Guild (associazione emanazione della Scaa) – ha premiato Caitlin McCarthy di Equator Coffees & Teas e il suo eccezionale caffè di varietà Geisha. Proveniente dalla finca colombiana Granja La Esperanza, situata nella Valle del Cauca.

Vittoria al femminile anche nel Cup Tasters Championship

Dove è prevalsa Erin Wang (Molinos de Honduras, Danville, CA), che stacca il biglietto per le finali mondiali. In programma a Nizza dal 26 al 28 giugno, nell’ambito di Scae World of Coffee.

Massimo evento specializzato americano dedicato alla filiera dei caffè di alta qualità, la convention Scaa ha visto la presenza di oltre 700 espositori. Oltre che la partecipazione di svariate migliaia di visitatori specializzati (9mila secondo dati ufficiosi; le cifre a ufficiali a consuntivo non sono state ancora rese note).

Alla parte espositiva

Si è aggiunto un intenso programma di workshop pratici, seminari e altri eventi formativi rivolti agli addetti ai lavori.

Consueto prologo alla manifestazione, il quinto Simposio annuale, che si è svolto nell’esclusivo contesto dello Harvard Club of Boston, nelle giornate di mercoledì e giovedì.

Il programma della due giorni bostoniana si è articolato in 6 sessioni

Che hanno avuto come temi principali le strategie di lotta alla ruggine del caffè, le genetica agricola; la filiera e il mercato dei caffè speciali, l’innovazione di prodotto.

A introdurre il lavori, il direttore esecutivo Scaa Ric Rhinehart e il direttore del Simposio Peter Giuliano.

Zicaffè, dalla Sicilia all’apertura ai mercati mondiali. La torrefazione è presente in 50 Paesi dei 5 continenti

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MARSALA (Trapani) – Anche per la Zicaffè l’esportazione di torrefatto ha ormai acquisito una rilevante importanza all’interno dell’azienda.

L’azienda ha cominciato ad aprirsi ai mercati esteri sin dal 1987, quando decide di affacciarsi nel mercato tedesco  per far conoscere la qualità dei suoi prodotti.

E non si è più fermata: a tutt’oggi Zicaffè è presente in 50 Paesi, in tutti i 5 continenti.

La quota export dell’azienda ha registrato un incremento sempre crescente negli ultimi 5 esercizi; su questa scia, quello appena conclusosi ha fatto segnare un + 20%, in linea con gli incrementi avuti negli ultimi anni sulla vendita di caffè torrefatto.

Sicuramente Zicaffè è stata in grado di andare incontro alle esigenze dei vari mercati, senza però dover mai rinunciare alla tradizione dell’azienda di produrre miscele di caffè di qualità come ormai fa da oltre 80 anni.

L’ingresso su nuovi mercati esteri, ed il consolidamento su quelli esistenti, hanno inoltre dato vita a nuovi progetti, come ad esempio le aperture di vari flag-ship stores.

Ciò che ha contribuito al raggiungimento di questi obiettivi. Oltre la partecipazione ad un numero sempre maggiore di manifestazioni fieristiche internazionali. Perché è scattat l’estrema attenzione nella scelta dei partner internazionali, nonché il sostegno post-vendita a questi fornito.(corsi di formazione, centri di assistenza).

L’obiettivo dell’azienda

L’obiettivo per il prossimo futuro è quella di “portare la quota dell’export – almeno in volume- al 60% delle vendite totali. E di superare quota 50 Paesi. Consolidando la posizione nei mercati esistenti e penetrando in nuove aree di notevole interesse.

Senza però perdere di vista i valori fondamentali dell’azienda: la passione per il caffè e per una qualità costante dell’espresso in tazza.

Brescia – Crisi in vetrina: chiudono i negozi, ma reggono i bar

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chiusura dei locali capo distretto

BRESCIA – Con la crisi perdurante da anni, verrebbe da pensare di dover procedere a ritroso di un po’ per imbattersi in un saldo positivo fra iscrizioni e cessazioni di attività imprenditoriali. La chiusura dei locali ormai, è una realtà sempre più concreta.

E’ sufficiente retrocedere «solo» fino al 2011. Per quanto i dati (dopo l’annus horribilis 2007, che vedeva un bilancio generale negativo per 712 unità), niente abbiano a che fare col «benessere» del primo quinquennio 2000. (di media positivo per 2-3mila nuove imprese).

Chiusura dei locali: l’andamento negli ultimi anni

Il commercio segue sostanzialmente la curva generale. Per cui, l’ultimo trimestre 2011 ha segnato un tasso di crescita annuo dello 0,5% con 127 iscrizioni in più. Ma in calo dello 0,4% (97 attività) sul trimestre precedente.

Peggio il 2012

Con una variazione annua negativa dello 0,3% – 84 esercizi in meno -. Dello 0,2 (51 imprese) nei confronti del terzo trimestre. (elaborazioni a cura dell’ufficio studi e statistica della Camera di Commercio di Brescia).

Nella chiusura dei locali generale, tengono però le attività di alloggio e ristorazione

Queste sono infatti cresciute di 213 unità a fine 2011. Oltre che di quasi altrettante – 208 per la precisione – al 31 dicembre 2012.

«Si affacciano al settore nuove aziende – conferma da Confesercenti Stefano Boni. – ma rileviamo un turn over piuttosto marcato».

Rispetto al passato, per l’avvio di pubblici esercizi (perlopiù bar) sono state abbattute «molte barriere all’ingresso». Ed è dunque più facile, almeno in termini burocratici, cimentarsi nell’impresa. Appetita «dai giovani – prosegue – e dagli stranieri, principalmente cinesi o nord-africani».

Niente di male, certo. «ma l’idea che si tratti di un comparto “facile” rispetto ad altri si rivela spesso illusoria, e molti si vedono costretti ad abbassare la serranda in pochi mesi».

Il trend di crescita del numero di esercizi non è parallelamente confermato da un rialzo dei consumi

Per il commercio «tradizionale», il periodo è nero. «I Comuni non hanno risorse – riflette Fabbio Baitelli, vicedirettore di Confesercenti Bresci. – L’imposizione fiscale è elevata e la contrazione dei consumi inarrestabile».

Il 2012 sembrava promettere bene, in esordio

«ma da aprile a ottobre la situazione si è ribaltata, mostrando segno negativo». Situazione peraltro «oggi già superata. E probabilmente peggiorata. Infatti, le vendite natalizie, per esempio, si sono attestate parecchio al di sotto delle attese».

Quanto all’anno in corso, le prospettive non sono rosee

«Solo da dicembre 2012 a gennaio 2013 – illustra Carlo Massoletti. Presidente di Ascom-Confcommercio. – il Comune di Brescia ha perso 14 ulteriori punti vendita».

Chiudono in particolare «le aziende storiche, strutturate»

Cui si sostituiscono «imprese talvolta non strutturate». Pertanto destinate ad avere vita breve.

Il dato, insomma, non è solo quantitativo, «bensì anche qualitativo. Nuovo e “vecchio” non sempre hanno lo stesso peso». Un’analisi che si confronta con i consumi degli ultimi due mesi, che hanno subito un ulteriore tracollo.

Anticipazione «di un 2013 duro – conclude Massoletti. – Che vede Brescia chiudere il doppio dei negozi rispetto a Milano. In un fenomeno preoccupante e trasversale a tutti i comparti».

 

Fonte: Giornale di Brescia

Un caffè fa bene a se stessi e al prossimo – Nasce a Torino 1Caffè

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1caffè

TORINO – 1caffè è la prima Onlus che si muove interamente sul web. Niente sede, niente uffici, solo la Rete e i social network per farsi conoscere e moltiplicare i gesti di solidarietà.

1caffè: obiettivi e programma

Il suo scopo è raccogliere tutti i “caffè” e le “colazioni” offerte; (ovvero il costo di una piccola donazione, da fare online) e devolverli all’associazione del giorno.

Il periodo di “raccolta caffè” è di una sola giornata. Per poter dare l’opportunità a molti progetti di essere promossi nell’arco dell’anno.

Vengono ovviamente forniti ai visitatori i contatti di tutte le associazioni presentate

In modo che chi è interessato potrà seguire anche dopo l’iniziativa e informarsi direttamente.

Per far incontrare le persone è nato anche il Blog di 1caffè, una vetrina userfriendly che ogni mattina – come una finestra sul mondo – offre la possibilità di sapere chi, in quel momento, ha più bisogno del nostro aiuto.

Come il cacao aiuta a prevenire Alzheimer e Parkinson

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coltivazione illegale cacao cabosse
Cabosse di cacao

MILANO – Il cacao aiuta a prevenire l’insorgenza di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.

A dirlo è una ricerca italo-americana, che ha coinvolto le Università di Siena, L’Aquila, Philadelphia e Washington, pubblicata sul Journal of Cellular Biochemistry.

 

I ricercatori sono partiti dal presupposto, ormai dato per acquisito, che le abitudini alimentari e l’assunzione di antiossidanti tramite la dieta giochino un ruolo sull’incidenza delle patologie neurodegenerative come Alzheimer (anche mangiare pesce allontana l’Alzheimer) e Parkinson.

Si sono concentrati in particolare sui polifenoli contenuti della polvere del cacao: secondo lo studio, stimolano la neuroprotezione, attivando la sopravvivenza del fattore neutrofico cerebrale Bdnf, quello che contribuisce a sostenere la sopravvivenza dei neuroni esistenti e a favorire la crescita di nuovi.

«I nostri studi dimostrano, per la prima volta, che i polifenoli del cacao non agiscono solo come un mero antiossidante», spiega Annamaria Cimini dell’Università dell’Aquila.

«Perché, direttamente o indirettamente, sono capaci di attivare il percorso di sopravvivenza del Bdnf, contrastando la morte neuronale».

Expo Vending Sud: ecco la quinta edizione dal 29 novembre al 1 dicembre

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Expo Vending Sud 2021.
Expo Vending Sud 2021.

CATANIA – Asso Fiere Sicilia sceglie Etna Fiere per la quinta Edizione dell’Expo Vending Sud, dal 29 Novembre al 1 Dicembre 2013. Il rinnovato, tecnologico e accogliente Padiglione Fieristico (4000 Mq, con un’altezza di circa 6 metri), del Centro Fieristico Etnapolis a Belpasso (Catania), sarà la sede della quinta edizione di un appuntamento esclusivamente dedicato al Vending italiano di qualità.

Expo Vending Sud, pronta alla quinta edizione

Visitando il sito alla sezione ESPORRE, gli interessati potranno scoprire una formula espositiva dedicata, che riserva la possibilità di organizzare il proprio spazio in base alle specifiche esigenze; potendo contare sulla esperienza e disponibilità dello staff organizzativo.

La nuova location offre accessi facilitati per i visitatori, migliaia di parcheggi gratuiti, sia coperti che non e una lunga lista di servizi offerti dal Centro Etnapolis.

Questa sede, assume una collocazione strategica in quanto collegata alle principali arterie stradali ed autostradali; posta appena fuori il centro della città : a 25 minuti dalla stazione e dal porto di Catania e a 10 minuti dall’aeroporto.

Accogliendo le considerazioni pervenute da parte degli espositori delle passate edizioni, concluso questo 5° appuntamento 2013, la manifestazione avrà cadenza biennale

Queste, le grandi novità di questa fiera che vuole continuare ad offrire al Comparto, l’aggiornamento sulle ultime novità in fatto di prodotti e servizi, dando loro la possibilità di testarli di persona; di usufruire di utili consigli da parte di aziende leader del Settore in ambito regionale e nazionale.

Ecco le realtà presenti in questa edizione Expo Vending Sud 2013:

Aziende che producono e commercializzano distributori automatici / Imprese che si occupano della produzione di prodotti per la D.A / Torrefattori e confezionatori di caffè in cialde e capsule / Produttori e rivenditori di macchine per il caffè espresso / Aziende produttrici di componenti e parti di ricambio per i D.A. / Aziende italiane che operano nel settore dell’imbottigliamento e della distribuzione delle acque minerali (imbottigliatori e distributori di acqua in “boccioni” e in bottiglia, fabbricanti di prodotti ed apparecchiature relative ).

Imprese di servizi e vendita

L’obiettivo è, come sempre, quello di consentire agli operatori del Settore di Sicilia, Calabria e non solo, di poter visionare quanto di più moderno propone ed offre il mercato raggiungendo, quindi, le proprie aziende di riferimento in un tempo breve e  in un contesto più agevole e favorevole!

Gli Operatori del settore troveranno un punto di incontro privilegiato, perché Expo Vending Sud si afferma come la prima grande e completa manifestazione del sud Italia.

Le aziende interessate a partecipare a questa 5^ edizione, possono
richiedere informazioni allo 095 8037642 oppure al 320 0437522 – info@expovendingsud.it www.expovendingsud.it

Nuova Simonelli partecipa al progetto Fabbrica Intelligente di Assofoodtec

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caffè italiano ottavi nuova simonelli

MILANO – Negli ultimi anni, segnati dalla crisi economica, si è parlato molto di crescita e di sviluppo. Nel settore industriale, e manifatturiero in particolare, lo sviluppo è legato sempre di più alla capacità delle aziende di essere innovative e sostenibili. Un filo che “cuce” ricerca, innovazione e produzione sostenibile è Fabbrica intelligente, un innovativo progetto che vede insieme aziende ed università italiane, primo classificato al bando del Ministero della Ricerca finalizzato alla nascita di Cluster Tecnologici Nazionali. A Fabbrica Intelligente aderisce anche Nuova Simonelli, azienda leader nel settore delle macchine per caffè espresso associata Assofoodtec.

Parliamo del progetto con Nando Ottavi, presidente diNuova Simonelli e attuale presidente di Confindustria Marche

Presidente Ottavi, può illustrarci brevemente in cosa consiste il progetto “Fabbrica Intelligente”?

“Nel nome è già prefigurato il fine del progetto, che è quello di innovare i processi produttivi, modernizzandoli e migliorandoli nel rendimento e nell’efficienza. Per fare questo occorre mettere insieme le esperienze maturate dalle singole aziende con le idee e le professionalità più svariate presenti sia nel mondo industriale, sia in quello della ricerca universitaria.

Per questo Fabbrica intelligente nasce sotto forma di “Cluster”, cioè di un gruppo (203 aziende dei più disparati settori produttivi, 36 università o centri di ricerca, 19 associazioni di settore e 6 distretti tecnologici) costituitosi in associazione”.

Quali obiettivi si pone il progetto Fabbrica Intelligente per lo sviluppo del sistema produttivo?
“Tutti i soggetti aderenti lavoreranno in gruppi ristretti per dare vita a singoli progetti, incentrati su quattro filoni: produzione sostenibile, approcci adattativi e modulari per la digital factory, smart manufacturing e produzione a elevate prestazioni.

Come si può ben comprendere dall’oggetto stesso dei progetti, essi sono tutti orientati ad un programma generale d’innovazione tecnologica che ha come obiettivo quello di dare nuove prospettive al settore manifatturiero. Il programma si prefigge di favorire la creazione di una comunità manifatturiera nazionale più competitiva nell’ideazione, nell’organizzazione, nell’esecuzione e nella valorizzazione di linee di ricerca. Inoltre tra gli scopi rientra anche quello di collegare le politiche di ricerca nazionali e regionali con quelle internazionali, per cogliere opportunità di finanziamenti europei”.

Qual è stato l’iter che ha portato Nuova Simonelli ad aderire all’iniziativa?

“Occorre precisare che “CFI”, cioè “Cluster Fabbrica intelligente”, si è costituito nel 2012 come gruppo di partecipazione al bando del Ministero dell’Università e della Ricerca finalizzato alla nascita di “Cluster tecnologici nazionali”, da identificare come propulsori della crescita economica sostenibile dei territori dell’intero sistema economico nazionale.

La nostra azienda è stata inviata ad aderire per la sua nota predisposizione alla ricerca e all’innovazione. Il nome di Nuova Simonelli è stato proposto sia dalla Regione Marche, sia da Università con le quali abbiamo già collaborato in importanti progetti di ricerca.

Va sottolineato che nella graduatoria degli otto Cluster che hanno partecipato al bando, “Fabbrica intelligente” si è classificato al primo posto con 330 punti su 350 disponibili”.

Quali azioni concrete metterà in campo Nuova Simonelli nell’ambito di questo progetto?
“Nuova Simonelli, insieme ad altre aziende che operano soprattutto nelle Marche ed in Lombardia, concentrerà il suo apporto nel programma rivolto alla “produzione sostenibile”. Con il concorso tecnico scientifico del CNR, del Politecnico di Milano e dell’Università Politecnica di Ancona saranno elaborati progetti operativi volti a studiare processi produttivi a basso impatto ambientale.

La nostra azienda, in particolare, attraverso il proprio ufficio progettazione, concentrerà la ricerca sul miglioramento delle fasi produttive con l’obiettivo di renderle tecnologicamente ancora più sostenibili, incidendo, ad esempio, sui materiali e sulla semplificazione della componentistica delle proprie macchine per caffè espresso”.

Come si pone Nuova Simonelli rispetto alla tematica della sostenibilità del ciclo produttivo?

“Da sempre la nostra azienda è attenta a questa tematica e poniamo una particolare cura sia nella lavorazione, sia nella scelta dei materiali. Del resto, esportando in tutto il mondo più dell’80% della nostra produzione, dobbiamo commercializzare prodotti in grado di superare gli standard di certificazione di tutti gli Stati.

Per restare poi nel campo dell’attenzione all’ambiente, già dieci anni fa Nuova Simonelli elaborò con l’Università Politecnica delle Marche un progetto applicativo di programmi di risparmio energetico ancora oggi utilizzato nella progettazione e fabbricazione delle macchine per caffè espresso.

Esso consiste nel contenere la dispersione del calore della macchina attraverso l’uso di particolari resine che consentono un sostanziale risparmio di energia consumata.”

Come si pongono secondo Lei le aziende italiane rispetto al tema della sostenibilità?

“L’innovazione è oggi la vera sfida del sistema industriale ed innovare pensando all’ambiente. Molte aziende sono già pienamente consapevoli di questo e stanno operando di conseguenza; altre, pur coscienti di ciò, trovano maggiori difficoltà. Ma la strada è obbligata: innovazione e sostenibilità debbono camminare di pari passo. Ogni investimento in questo settore può dare grandi risultati e a lungo termine gli sforzi risulteranno ben ripagati.

Bisogna guardare lontano, pensando che la popolazione mondiale aumenterà sempre di più e le risorse naturali, al contrario, risulteranno sempre più scarse”.

Cosa si potrebbe fare per apportare dei miglioramenti in questo settore?

“Cluster Fabbrica Intelligente” è un esempio da seguire. Fare reti d’imprese, stringere collaborazioni con enti di ricerca, avvicinare il mondo della formazione universitaria con tutti i settori produttivi, costituiscono occasioni di valorizzazione delle conoscenze e opportunità per mettere in campo sinergie utili a far crescere il sistema imprenditoriale.

Il programma della rete ‘Fabbrica intelligente’, peraltro, contribuisce anche a rafforzare in modo significativo il sistema Paese e il made in Italy.

Attraverso la ricerca e l’innovazione, infatti, il sistema Italia può dare un grande rilancio alla cultura del lavoro, alla cultura della produzione e a tutto il comparto manifatturiero, che sono le nostre vere forze, ed accrescere così l’immagine internazionale del nostro Paese”.

Come si evolverà il progetto Fabbrica Intelligente?
“Si stanno costituendo associazioni tra i soggetti aderenti ai singoli gruppi di lavoro per poi avviare concretamente i progetti. La volontà di attuare presto il programma è forte perché questo può essere solo un primo passo per costruire in futuro altre reti nel campo della ricerca, intercettando tutte le possibilità che dal 2014 si potranno intravvedere con Horizon 2020, il programma dell’Unione europea per il finanziamento della ricerca
e dell’innovazione”.

Anima

Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica Varia ed Affine è l’organizzazione industriale di categoria che, in seno a Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 193.000 addetti per un fatturato di oltre 43 miliardi di euro e una quota export/fatturato del 53% (dati riferiti al preconsuntivo 2011).

I macrosettori rappresentati da Anima sono: macchine ed impianti per la produzione di energia e per l’industria chimica e petrolifera- montaggio impianti industriali; logistica e movimentazione delle merci; tecnologie ed attrezzature per prodotti alimentari; tecnologie e prodotti per l’industria; impianti, macchine prodotti per l’edilizia; macchine e impianti per la sicurezza dell’uomo e dell’ambiente; costruzioni metalliche in genere.

Assofoodtec

Associazione italiana costruttori macchine, impianti, attrezzature per la produzione, la lavorazione e la conservazione alimentare. Assofoodtec, che si compone di sei realtà associative di grande e consolidata rappresentatività settoriale, si propone agli operatori internazionali come l’interlocutore più qualificato per conoscere quanto di meglio possa offrire l’industria italiana nel campo delle macchine, impianti e attrezzature per la produzione, la lavorazione e la conservazione.

Si tratta di aziende che operano nei seguenti comparti produttivi: macchine per l’industria molitoria, per la produzione di pane e prodotti da forno, pasta ed estrusi alimentari, industria dolciaria, industria olearia, ecc.; macchine per caffè espresso ed attrezzature per bar; affettatrici tritacarne ed altre attrezzature per l’industria della ristorazione ed alberghiera; attrezzature per la refrigerazione industriale e commerciale;  macchine per la lavorazione delle carni; macchine arredamenti attrezzature per  gelato.

Assofoodtec si pone in rappresentanza di un settore che realizza un fatturato di circa  5 miliardi di euro con un export che attestandosi mediamente sul 74% della produzione, con nicchie di mercato che raggiungono il 90%, colloca l’Italia al primo posto nel mondo.

Principali aree di destinazione delle esportazioni sono paesi UE (62,9 %), Asia (14,5%), Africa (8,3%), America del Nord (5,5 %), America del Centro Sud (7 %) Australia (1,8 %).

Ice: crescono i consumatori che acquistano anche con l’e-commerce

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idealo ice

MILANO – Secondo l’Ice, Istituto italiano per il commercio estero, ora che i consumatori sono più disposti a cedere informazioni, le aziende sono in competizione tra loro per farne l’uso più intelligente. Una combinazione di brutali condizioni economiche e la forza dirompente del commercio elettronico continuano ad avere un certo impatto sui rivenditori dettaglianti – gli amministratori delle società si stanno muovendo per migliorare
il loro modello di business nei confronti dei consumatori che sono sempre più connessi alla piattaforma virtuale.

Ice: un’analisi sui consumi

E’ forse sorprendente quindi sapere che i rivenditori stanno facendo dell’e-commerce la loro priorità di investimento. Questo è il secondo anno consecutivo che il commercio elettronico ha superato gli investimenti spesi per migliorare i sistemi del punto vendita, a seguito della rapida accelerazione delle vendite on-line negli ultimi anni.

Ciò che è evidente è che i rivenditori stanno cercando di investire sui servizi di vendita online, la catena di fornitura e i sistemi informatici per i clienti al fine di cercare i migliori rendimenti dei loro investimenti IT.

Negli ultimi due anni la crescita del commercio online ha portato i rivenditori a gestire in modo migliore la loro banca dati sempre crescente di clienti; per guadagnarsi una relazione con il consumatore devono attuare una strategia di comunicazione omni-channel.

Oggi i clienti multicanale prontamente forniscono il nome, l’indirizzo il contatto e-mail, in questo modo si e’ costruito un vero e proprio database. È interessante notare che il 23% dei 150 top retailer del Regno Unito non hanno un sito web dotato di shopping online.

I retailer che ne sono dotati affermano che le vendite on-line rappresentano il 7,3% delle vendite totali, con un aumento del 6,3% dall’anno precedente.

Negli ultimi 12 mesi si e’ visto come il commercio sui dispositivi mobili sia iniziato
a diventare una realtà, poco meno della metà dei rivenditori dichiarano di utilizzarlo come canale di vendita, mentre un ulteriore 13% dice che e’ in progetto per il futuro.

Mentre l’e-commerce è cresciuto del 16% quest’anno, le vendite al dettaglio complessive sono cresciute solo del 1,5%, suggerendo una continua cannibalizzazione delle vendite delle high street.

Gli stessi retailer pensano che le vendite online possano raggiungere un valore
del 30% – 40% delle vendite totali.
Ciò equivale alla chiusura da 40 a 50 punti vendita a settimana, una cifra che
è destinata ad aumentare in modo significativo in quanto sempre più persone fanno shopping online.

Che cosa significa tutto questo per il settore della vendita al dettaglio?
Alla fine i vincitori e vinti saranno determinati sulla base dell’approccio che i rivenditori adottano per la creazione di un sistema nel quale il consumatore sia
al centro di tutte le attività del canale.

Stiamo assistendo ad un processo che vediamo evolversi in fasi distinte:

In primo luogo, si sono visti investimenti in siti web con l’apertura di negozi online, e l’allacciamento di relazioni con i consumatori.

La fase successiva sarà centrata fermamente su di loro, vale a dire offrire prodotti e le offerte o personalizzati. La chiave per fornire questo sarà la presenza di una filiera ultra flessibile che permetta al consumatore di comprare in qualunque momento e di ricevere i beni in qualunque luogo.

Nel complesso, i consumatori sono al posto di guida e il catalizzatore per il cambiamento è la tecnologia – per la maggior parte dei rivenditori, non sarà più un’opzione.

Fonte: Ice Londra

Pimp your cup la manifestazione creativa promossa da Caffè Kenon

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pimp your cup

NAPOLI – E’stato pubblicato il bando per la settima edizione di “Pimp your cup”, gara creativa per la creazione di una tazzina da espresso, rivolta a designer, architetti, scuole, studenti ma anche a gente comune, gente che ama il caffè e che si vuole cimentare nel decoro di una tazzina e del relativo piattino.

Pimp your cup torna con un nuovo spirito

Il tema di quest’anno è “L’oro di Napoli attraverso le testimonianze degli artisti
di tutti i tempi”. Un invito a creare arte partendo dall’arte, con un’unica cornice: l’aroma inconfondibile del caffè.

L’espresso napoletano affonda le sue radici nel 1700 e da allora ha acquistato un ruolo
di rilievo tra le bellezze di Napoli. Nomi illustri della letteratura, delle arti, della scienza hanno cantato le lodi della città partenopea.

Da Polibio a Goethe, da Elsa Morante a Erri de Luca. Pagine indimenticabili di letteratura possono oggi trovare una nuova interpretazione nel tratto creativo di “estrosi artisti”.
Non ci sono limiti alla fantasia se non quello di restare nel tema del bando e di concedere libero sfogo all’inventiva.

I progetti vanno presentati entro il 30 giugno (farà fede il timbro postale)

E successivamente, entro settembre, la scelta delle opere con la premiazione
del vincitore.

“Pimp your cup” è una sfida creativa che stimola l’ingegno. È un premio in denaro (euro 1.000 al vincitore) ma anche la soddisfazione di vedere l’opera della propria ricerca utilizzata in tantissimi bar e una grande visibilità sui media.

Il progetto vincitore sarà inoltre custodito in un’ elegante confezione regalo, a produzione limitata, che Caffè Kenon studia sempre per l’occasione.

L’obiettivo è quello di trasformare un oggetto di uso quotidiano, come la tazzina col suo piattino, in una piccola opera d’arte degna di essere usata e messa in esposizione.

Per ulteriori informazioni sulla partecipazione al concorso inoltrare ogni eventuale richiesta all’indirizzo concorsokenon@sphitalia.net.

Il bando di concorso e il relativo materiale informativo possono essere scaricati
dal web presso il sito: www.kenon.it e www.sphitalia.com,
s&ph Srl tel. 081 644608 fax 081 2462577.

Doppia macchina per l’espresso al bar interno di Montecitorio Accanto alla macchina da 7 caffè se ne aggiunge una seconda da cinque

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bouvette politica camera dei deputati
Bouvette camera dei deputati

ROMA – Davanti a una tazzina di caffè non c’è politica che tenga. Quante volte leader e peones fanno e disfano alleanze sorseggiando un espresso ai banconi della buvette di Montecitorio. Occasione di serrate trattative e scambi di impressioni sarà certamente l’elezione del nuovo capo dello Stato, che avrà inizio giovedì prossimo alla Camera, quando si riunirà il Parlamento in seduta comune.

Per l’occasione al “bar dei deputati” è spuntata un’altra macchina del caffè, capace di sfornare anche cinque espressi per volta, che si vanno ad aggiungere ai sette garantiti da quella principale, vicina al bancone.

Politica e caffè: si parla intorno alla tazzina

Per fronteggiare l’emergenza caffè e placare la fame degli onorevoli grandi elettori (alla buvette non mancano mai panini, tramezzini e supplì) raddoppieranno anche le casse. Resteranno invariati, invece, i prezzi.

Un espresso costerà 80 centesimi, un “corretto” 1 euro e 60

Un decaffeinato 1 euro, mentre si spenderà 1 euro e 20 per una bevanda d’orzo, un ginseng o un guaranà. Per la stessa cifra (1,20) è possibile consumare un caffè freddo o un caffelatte.