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Casta, parla Galan: “Molti parlamentari non pagano il caffè alla buvette”

Ecco le sconvolgenti dichiarazioni del ex governatore del Veneto

Giancarlo Galan ex governtore del Veneto
Giancarlo Galan ex governatore del Veneto

MILANO – Pensi a Giancarlo Galan e ti vien da dire: “ma cosa avrà mai da dire di interessante un onorevole su cui pendono pesantissime accuse?”.

Eppure qualcosa di interessante ce la da dire anche lui. E lo ha fatto tramite i microfoni della trasmissione radiofonica ”La zanzara”, in questi giorni nell’occhio del ciclone dopo i casi delle telefonate farlocche e della vicenda Pannella.

Facendolo parlare del più e del meno, come solo un bravo conduttore come Giuseppe Cruciani sa’ fare, si è riusciti a “strappare” all’ex governatore rivelazioni sconcertati per quanti come noi lavorano “sotto sfruttamento”.

La vicenda in questione riguarda il caffè della buvette del parlamento. Ricordate nei giorni scorsi le “aspre” discussioni nelle Camere riguardo il prezzo del caffè?

Eravate già inorriditi dal fatto che si faccia simile discussione all’interno di un parlamento che fa fatica ad eleggere un capo dello Stato?

Bene, non è nulla rispetto a quanto si evince dalle dichiarazioni di Giancarlo Galan: “Caffè alle Camere? Conosco molti senatori e deputati che neanche lo pagano! Fanno i furbi, vanno al bancone e poi non passano alla cassa.

E’ un malcostume tipico degli italiani, ma fra parlamentari il fatto fa decisamente più scalpore”.

0,80 centesimi è il costo dichiarato del caffè alla buvette del parlamento.

Fuori lo trovi a circa 1 euro, tranne se ci si vuole accontentare di quello “della macchinetta”, trovabile sì a prezzo inferiore, ma dal gusto più acquoso.

Lo stipendio di un deputato è di 11.283,3 euro lorde a cui si aggiunge una diaria di 3.503,1 euro, 1.331,7 euro per i trasporti (a fronte peraltro di una spesa nulla, dal momento che viaggiano gratis su treni, autostrade, navi e aerei), 258,2 euro per le spese telefoniche e 41,7 euro per la dotazione informatica.

Quello di un senatore è di 11.555 euro di indennità parlamentare, 3.500 di diaria, 1.650 euro per i trasporti e 4.180 euro per le spese di rappresentanza.

E bene, con più di 16.000 euro al mese il povero parlamentare si può pure permettere di non pagare un caffè di 0,80 centesimi?

La faccia è tosta, ma la casta ancor di più.