venerdì 16 Gennaio 2026
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SMART LABEL – Il nuovo riconoscimento riservato alle aziende di Host

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smart label

MILANO – Smart Label è un nuovo riconoscimento che verrà attribuito per la prima volta durante la prossima edizione di Host 2013 a tutti quei prodotti, servizi o progetti.

Candidati dalle aziende partecipanti alla fiera, che si distingueranno per caratteristiche innovative in termini di funzionalità, tecnologie; sostenibilità ambientale, etica o risvolti sociali.

Una commissione giudicatrice, composta da docenti del Politecnico di Milano ed esperti del settore, valuterà le candidature dei prodotti/servizi/progetti. Poi attribuirà il riconoscimento a quelli che dimostreranno di possedere i necessari requisiti di innovazione.

I prodotti/servizi/progetti candidati che avranno ottenuto il riconoscimento entreranno a fare parte della rassegna degli “Smart Products” presenti a Host 2013. Che offrirà un segnale di innovazione e dinamismo a beneficio dell’interno settore di appartenenza.

Smart label, il riconoscimento di qualità

Il riconoscimento si presenterà sotto forma di una “label”, una targa distintiva.

Da apporre sul prodotto/sevizio/progetto in mostra presso HOST 2013. Ed eventuali altri elementi di ulteriore visibilità collocati all’interno dello stand dell’azienda.

Oppure da posizionare sui prodotti/sevizi/progetti selezionati e meritevoli di label. Presentati poi in una mostra dedicata (virtuale o fisica) all’interno di HOST 2013.

Le aziende, inoltre, potranno usufruire del logo del riconoscimento; associandolo al prodotto/sevizio/progetto selezionato, anche successivamente a HOST 2013 e in ogni occasione che sarà ritenuta opportuna dall’azienda. (nelle comunicazioni esterne, sul catalogo, sul sito internet, sul prodotto stesso…).

Le aziende potranno inviare la candidatura di un proprioprodotto/sevizio/progetto (in realizzazione)

Da dicembre 2012 fino a maggio 2013, usando il format che verrà comunicato a tutti gli iscritti a HOST 2013. Che sarà inoltre disponibile sul sito di HOST 2013.

L’iniziativa coordinata da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano. Promossa poi da Fiera Milano HOST, sarà diffusa ai partecipanti a HOST 2013; oltre che attraverso la stampa e il web, dando visibilità ai prodotti/sevizi/progetti che saranno entrati a far parte della rassegna SMART Products.

Come partecipare

Possono candidare un proprio prodotto/sevizio/progetto le aziende che espongono ad HOST 2013. Ogni azienda può inviare la candidatura per un solo prodotto/sevizio/progetto.

I vantaggi per l’utenza sociale e/o professionale e i risvolti sulla società e sull’ambiente dovranno essere evidenti. Comunque chiaramente documentati attraverso i dati sottoposti in fase di candidatura.

Ad ogni azienda iscritta ad HOST 2013 viene inviato tramite email il modulo per la candidatura

La candidatura deve essere sottoposta attraverso il modulo inviato. Completando poi l’inserimento delle informazioni /descrizioni necessarie. Cliccando infine sul bottone presente nel modulo.

Per domande circa la compilazione e l’invio del modulo scrivere a host@fieramilano.it

Criteri di valutazione

I prodotti/sevizi/progetti candidati dovranno presentare caratteristiche innovative in termini di processo di lavorazione e dei materiali nella produzione, funzionalità del prodotto e del servizio; o tecnologie applicate, etica e valore percepito; infine sostenibilità sociale e ambientale.

La Commissione valuterà i prodotti/sevizi/progetti candidati sulla base dei seguenti elementi fondamentali

Come l’efficienza delle funzioni del prodotto o del servizio; efficacia delle prestazioni del prodotto o della fruibilità del servizio; innovatività delle nuove modalità di fruizione, o delle tecnologie; o dei vantaggi  per l’utenza sociale e/o professionale.

Deadline candidatura

Le aziende possono presentare la candidatura per un proprio prodotto/sevizio/progetto a partire da Dicembre 2012. Fino al 30 Maggio 2013.

I membri della Commissione sono stati selezionati sulla base delle loro competenze nel settore delle tecnologie, dell’efficienza energetica; della sostenibilità ambientale e sociale, oltre che del Design, in modo che le candidature possano essere valutate da diversi punti di vista e secondo i dichiarati criteri di efficienza; efficacia e innovatività.

Scarica il modulo per partecipare.

CARIBOU COFFEE – Arriva la cura Benckiser. Prevista chiusura ottantina di locali

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caribou coffee

MILANO – Joh. A. Benckiser (Jab) cala la scure su Caribou Coffee, l’importante catena di caffetterie americana. Con sede nel Minnesota, acquisita dalla holding della famiglia Reimann, a fine 2012, per 340 milioni di dollari.

Caribou Coffee  la strategia futura

Il gruppo tedesco ha infatti reso noto, a inizio settimana, un drastico piano di ristrutturazione su scala nazionale, che prevede la chiusura, entro domenica, di un’ottantina di locali poco performanti.

In più, di qui al 2015, la rebrandizzazione di ulteriori 88 caffetterie, che assumeranno l’insegna di Peet’s Coffee & Tea. La torrefazione di Emeryville, California, che la stessa Benckiser ha rilevato la scorsa estate. Per una somma vicina al miliardo di dollari.

La proprietà non ha diffuso l’elenco dei punti vendita destinati a essere chiusi o ristrutturati

Secondo fonti stampa, Caribou contava, a fine 2012, 610 locali,;concentrati principalmente nel Midwest e nelle Grandi Pianure.

A detta degli analisti, la drastica cura dimagrante mette a rischio le insegne di Caribou Coffee in almeno una decina di stati.

Indiscrezioni raccolte dall’autorevole quotidiano Chicago Tribune paventano almeno un migliaio di esuberi.

“Negli ultimi mesi abbiamo rivisto le strategie di business con una valutazione puntuale delle nostre performance per ogni singolo mercato volta a stabilire quale possa essere il nostro posizionamento migliore in una prospettiva di crescita a lungo termine – ha dichiarato in un comunicato il ceo di Caribou Coffee Mike Tattersfield aggiungendo che, al termine della transizione, il marchio Caribou avrà 468 caffetterie in 8 stati americani e 10 mercati internazionali.

Peet’s Coffee & Tea conta attualmente poco meno di 200 locali.

Oltre che in California opera con le sue caffetterie negli stati di Washington, Oregon, Colorado, Illinois e Massachusetts.

È presente inoltre in importanti scali aeroportuali (tra cui il Jfk di New York), nei campus di alcuni prestigiosi atenei californiani e nelle stazioni di servizio Bart.

Nel 2007 ha inaugurato un moderno stabilimento ecosostenibile ad Alameda (California).

Gli analisti si interrogano sul significato di questa mossa. È opinione di alcuni di essi che la nuova proprietà punti a valorizzare il marchio Peet’s considerato di maggiore prestigio.

Nei locali rebrandizzati sarà comunque molto probabile un cambiamento di clientela visti i prezzi più elevati e il target diverso rispetto a quello tradizionale di Caribou.

India– La classe media preferisce caffè e cappuccino al tè

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classe media

NUOVA DELHI – Middle class, classe media, uguale caffè. Un’identificazione che sta seriamente rivoluzionando consumi e identità di un gigante come l’India.

 Classe media indiana: addio al tè

I giovani del Subcontinente, infatti, man mano che entrano tecnicamente a far parte della classe di consumo “superiore”, stanno sostituendo la bevanda nazionale – il tè – con espresso, cappuccino & simili.

Un fenomeno che va di pari passo – insomma, ne è in parte stimolato – con campagne di marketing e di promozione dei colossi internazionali del caffè: tra Bangalore, Delhi e Mumbai, Lavazza (nella foto, un locale nella capitale del Tamil Nadu), Starbucks e Nestlé aprono bar che diventano sempre più status symbol.

E infatti, attirano ogni giorno più clienti, anche grazie al wi-fi gratis offerto un po’ ovunque

Il risultato è che il consumo, benché rappresenti ancora solo l’1,4% del mercato mondiale, è decollato segnando un +9% nell’ultimo anno, e un + 80% in 5 anni.

Certo, il consumo medio di caffè resta ancora a 85 grammi pro capite

Contro i 5,7 chilogrammi dell’Italia e gli oltre 10 della Finlandia. Ma l’India, come per altro la Cina. Dove pure il consumo è in aumento, contribuirà a tenere alti i prezzi dei chicchi sul mercato mondiale.

Fonte: corriere online

Uganda – Export in crescita per il terzo mese consecutivo

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export uganda

MILANO – Cresce per il terzo mese consecutivo export ugandese.

Le esportazioni del secondo produttore africano si sono incrementate a marzo del 66% rispetto allo stesso mese del 2012.

Per un totale di 311.290 sacchi da 60 kg e un valore di 38 milioni di dollari. Secondo le statistiche diffuse dalla Uganda Coffee Development Authority (Ucda).

Export ugandese: i dettagli

Il dato supera ampiamente le aspettative iniziali dell’organismo di Kampala, che aveva previsto esportazioni pari a 270mila sacchi.

L’Uganda punta a riportare quest’anno il volume dell’export a 3,2 milioni di sacchi, contro i 2,73 dell’annata trascorsa.

I suoi principali mercati sono l’Ue, gli Usa, il Sudan, la Svizzera, l’India, l’Australia e la Russia.

I nostri errori: la Ucc (Ueshima Coffee Company) è un torrefattore giapponese

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Il logo dell'Ucc la multinazionale giapponese del caffè
Il logo dell'Ucc la multinazionale giapponese del caffè

MILANO – Per uno dei nostri errori nel numero di ieri sull’acquisizione di Alice Allison da parte di Ucc, abbiamo definito quest’ultimo come un gruppo cinese.

In realtà Ucc (Ueshima Coffee Company) è il massimo torrefattore giapponese, con un fatturato di 2,5 miliardi di euro e 3.700 dipendenti, e dipende dalla capogruppo (anch’essa giapponese) Ucc Group.

In Uganda, l’export registra una crescita per il terzo mese consecutivo

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export uganda

MILANO – Cresce per il terzo mese consecutivo l’export dell’Uganda. Le esportazioni del secondo produttore africano si sono incrementate a marzo del 66% rispetto allo stesso mese del 2012, per un totale di 311.290 sacchi da 60 kg e un valore di 38 milioni di dollari, secondo le statistiche diffuse dalla Uganda Coffee Development Authority (Ucda).

Uganda in un periodo positivo per le esportazioni

Il dato supera ampiamente le aspettative iniziali dell’organismo di Kampala, che aveva previsto esportazioni pari a 270mila sacchi. L’Uganda punta a riportare quest’anno il volume dell’export a 3,2 milioni di sacchi, contro i 2,73 dell’annata trascorsa. I suoi principali mercati sono l’Ue, gli Usa, il Sudan, la Svizzera, l’India, l’Australia e la Russia.

India coffeelover: i consumi aumentano rispetto a quelli del tè tra i giovani

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NUOVA DELHI – Middle class, media borghesia, uguale caffè. Un’identificazione che sta seriamente rivoluzionando consumi e identità di un gigante come l’India. I giovani del Subcontinente, infatti, man mano che entrano tecnicamente a far parte della classe di consumo “superiore”, stanno sostituendo la bevanda nazionale – il tè – con espresso, cappuccino & simili.

India traghettata verso il consumo di caffè dai giovani

Un fenomeno che va di pari passo – insomma, ne è in parte stimolato – con campagne di marketing e di promozione dei colossi internazionali del caffè: tra Bangalore, Delhi e Mumbai, Lavazza (nella foto, un locale nella capitale del Tamil Nadu), Starbucks e Nestlé aprono bar che diventano sempre più status symbol.

E infatti, attirano ogni giorno più clienti, anche grazie al wi-fi gratis offerto un po’ ovunque

Il risultato è che il consumo, benché rappresenti ancora solo l’1,4% del mercato mondiale, è decollato segnando un +9% nell’ultimo anno, e un + 80% in 5 anni. Certo, il consumo medio di caffè resta ancora a 85 grammi pro capite, contro i 5,7 chilogrammi dell’Italia e gli oltre 10 della Finlandia. Ma l’India, come per altro la Cina dove pure il consumo è in aumento, contribuirà a tenere alti i prezzi dei chicchi sul mercato mondiale.

Fonte: corriere online

Caribou Coffee per la cura Benckiser chiude 80 locali della catena

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caribou coffee

MILANO – Joh. A. Benckiser (Jab) cala la scure su Caribou Coffee, l’importante catena di caffetterie americana, con sede nel Minnesota, acquisita dalla holding della famiglia Reimann, a fine 2012, per 340 milioni di dollari. Il gruppo tedesco ha infatti reso noto, a inizio settimana, un drastico piano di ristrutturazione su scala nazionale, che prevede la chiusura, entro domenica, di un’ottantina di locali poco performanti e, di qui al 2015, la rebrandizzazione di ulteriori 88 caffetterie, che assumeranno l’insegna di Peet’s Coffee & Tea, la torrefazione di Emeryville, California, che la stessa Benckiser ha rilevato la scorsa estate, per una somma vicina al miliardo di dollari. La proprietà non ha diffuso l’elenco dei punti vendita destinati a essere chiusi o ristrutturati.

Caribou Coffee contava, a fine 2012, 610 locali

Concentrati principalmente nel Midwest e nelle Grandi Pianure. A detta degli analisti, la drastica cura dimagrante mette a rischio le insegne di Caribou in almeno una decina di stati. Indiscrezioni raccolte dall’autorevole quotidiano Chicago Tribune paventano almeno un migliaio di esuberi.

“Negli ultimi mesi abbiamo rivisto le strategie di business con una valutazione puntuale delle nostre performance per ogni singolo mercato volta a stabilire quale possa essere il nostro posizionamento migliore in una prospettiva di crescita a lungo termine – ha dichiarato in un comunicato il ceo di Caribou Coffee Mike Tattersfield aggiungendo che, al termine della transizione, il marchio Caribou Coffee avrà 468 caffetterie in 8 stati americani e 10 mercati internazionali.

Peet’s Coffee & Tea conta attualmente poco meno di 200 locali

Oltre che in California opera con le sue caffetterie negli stati di Washington, Oregon, Colorado, Illinois e Massachusetts. È presente inoltre in importanti scali aeroportuali (tra cui il Jfk di New York), nei campus di alcuni prestigiosi atenei californiani e nelle stazioni di servizio Bart. Nel 2007 ha inaugurato un moderno stabilimento ecosostenibile ad Alameda (California).

Gli analisti si interrogano sul significato di questa mossa. È opinione di alcuni di essi che la nuova proprietà punti a valorizzare il marchio Peet’s considerato di maggiore prestigio. Nei locali rebrandizzati sarà comunque molto probabile un cambiamento di clientela visti i prezzi più elevati e il target diverso rispetto a quello tradizionale di Caribou.

Buone notizie per i coffeelover: il caffè verde aiuta a combattere il diabete

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Isic danno renale caffè pressione stress consumo cognitivo
I benefici del caffè

MILANO – L’estratto del caffè, ricavato dai chicchi verdi e non tostati, può aiutare a ridurre e persino controllare i livelli di zuccheri nel sangue. Si tratta di un’importante novità, utile anche per combattere il diabete di tipo 2, che è stata presentata al 245th National Meeting & Exposition of the American Chemical Society (ACS) dai ricercatori della University of Scranton, in Pennsylvania. Già noto come un potente antiossidante, l’estratto è risultato utile per regolare i livelli di zucchero nel sangue e migliorare le funzioni corporee in uno studio del professor Joe Vinson, che ha sostenuto come dosi maggiori di estratto potrebbero efficacemente combattere il diabete di tipo 2.

Diabete di tipo 2: la ricerca è stata condotta su alcune pillole attualmente in commercio

Che, insieme a una dieta sana, potrebbero anche contribuire a frenare l’avanzamento della malattia. È quanto sostenuto, almeno, dal dottor Vinson, con i risultati della sua ricerca alla mano. “Si tratta di una semplice pillola naturale che, da un lato, contribuisce a abbassare gli zuccheri nel sangue e favorire la perdita di peso, dall’altro, è un importante passo in avanti nel trattamento del diabete di tipo 2.

La nostra ricerca e gli studi pubblicati da altri scienziati suggeriscono che tale trattamento può, in effetti, esistere. Vi sono significativi dati epidemiologici che dimostrano come il consumo di caffè riduca il rischio di diabete di tipo 2”, ha spiegato il ricercatore.

Il dottor Vinson e colleghi hanno studiato 30 uomini e donne di peso normale, che non avevano alcuna forma di diabete

Ai partecipanti sono state date dosi di estratto di caffè verde tra 100 mg e 400 mg ogni giorno. Hanno poi eseguito con test di tolleranza al glucosio in diverse fasi dello studio. Alla fine, il team ha scoperto che l’estratto di caffè verde aveva avuto successo nel ridurre i livelli di zucchero nel sangue in ogni partecipante. E che in chi aveva assunto la dose maggiore, da 400 mg, il calo era ancor più significativo. Tutto merito, comunque, dell’acido clorogenico, sostanza che troviamo naturalmente non solo nei chicchi di caffè verde (in grandi quantità), ma anche in tè verde o frutta come mele, pesche, avocado, ciliegie e prugne.

Fonte: wellme

Autogrill diventa green: entro l’anno aprirà 30 punti vendita sostenibili

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Il logo Autogrill

MILANO – La sostenibilità è un punto nell’agenda di tutti i piccoli e i grandi marchi: un’esigenza sempre più sentita dagli stessi consumatori, che premiano le aziende che si impegnano a trovare soluzioni più verdi. Questo stesso principio è condiviso anche dalla catena di ristorazione per automobilisti più conosciuta in Italia, Autogrill. La sfida è stata accettata e applicata nel concreto sui suoi punti vendita.

Autogrill aprirà trenta punti vendita sostenibili in Italia nel 2013

Lo ha detto ieri Silvio De Girolamo, Gruop Chief Internal & Csr Officer, a margine del World Communication Forum di Milano. Caratteristica dei nuovi punti vendita sarà la certificazione Leed, «che ne attesta la sostenibilità dalla progettazione alla realizzazione».