venerdì 16 Gennaio 2026
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“Io bevo caffè di qualità”: arriva domani la manifestazione dedicata al caffè

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io bevo caffè di qualità

FIRENZE – Procede ancora Io bevo caffè di qualità. Un evento tra Latte Art, degustazioni guidate di caffè monorigine, tostati in Italia; con anche nuove tendenze di consumo e brunch. A cura dei coffee expert Andrej Godina e Francesco Sanapo (campione italiano Baristi Caffetteria 2013).

Io bevo caffè di qualità: Firenze si dedica all’espresso

Arriva quindi anche a Firenze, dopo le tappe di Roma e Milano, l’evento che sta portando in giro per l’Italia la cultura del caffè made in Italy. Tra degustazioni guidate e nuove tendenze di consumo.

Una full immersion negli aromi e nei gusti della tazzina di caffè, a cura dei coffee expert Andrej Godina (dottore di ricerca in scienza, tecnologia ed economia dell’industria del caffè) e Francesco Sanapo; (campione in carica del campionato baristi caffetteria 2013; lo stesso che inoltre rappresenterà l’Italia al campionato mondale World Barista Championship il prossimo 23-26 maggio a Melbourne in Australia).

Un evento speciale, ad ingresso libero

Che si terrà dalle ore 9 alle ore 13 presso lo Stad Cafè (viale Amendola 32). Locale moderno e di impronta europea.

Il programma della giornata si aprirà alle ore 9 con la speciale “Colazione Latte Art”

I cappuccini saranno preparati con un latte sviluppato e pensato appositamente per il cappuccino, da Davide Berti, Gabriele Cortopassi e altri baristi professionisti. Che si sfideranno poi nella preparazione di disegni nella tazza di tulip, cigni e cuori per i clienti dello Stad.

Alle ore 10

Si entrerà così nel cuore della manifestazione: fino alle ore 13 sarà offerto un percorso sensoriale innovativo. A base di caffè e decaffeinati made in Italy.

In degustazione caffè monorigine (provenienti da singoli paesi di produzione) e “specialty” (di particolare pregio qualitativo); preparati in modalità espresso, filtro, aeropress e drip.

Ad introdurli e commentarli Godina e Sanapo

Insieme a due ospiti speciali, due campionesse italiane del campionato Cup Tasters (Assaggiatori di caffè). Come Martina Godina (campionessa 2011) e Cinzia Linardi (campionessa in carica).

Il percorso del gusto

Si articolerà sull’assaggio di tre caffè specialty (provenienti da Brasile, Cuba, Guatemala). Inoltre, per la prima volta, ci sarà un decaffeinato specialty (proveniente dal Perù). Che potrà così soddisfare anche chi non sopporta il contenuto di caffeina del caffè normale.

“E’ pensato per suscitare interesse attorno a un prodotto ricco di inaspettate sorprese organolettiche. Nonché alle ultime tendenze internazionali di consumo.” Dicono ancora gli organizzatori.

A chiusura dell’evento, dalle ore 13, il brunch del sabato dello Stad Café

Una selezione di piatti gourmet preparati dagli chef. Accompagnati poi da un’accurata selezione di vini rossi toscani. Dove tradizione, tendenze internazionali e caffè si sposeranno per dare ai clienti un’offerta unica.

Io bevo caffè di qualità è un’iniziativa dedicata a chi già conosce e opera con questo prodotto

A chi lo ama e vorrebbe saperne di più, a chi vuole sorprendersi scoprendo un fermento inaspettato di gusti e modalità di estrazione.

L’evento è di preparazione al Festival Pausa Caffè che si terrà a Firenze, il prossimo 13 e 14 giugno, in vari luoghi della città. Tra spettacoli, vie del gusto, gare baristi, workshop e incontri.

Per ulteriori info, consultare il seguente link.

Io bevo caffè di qualità è in collaborazione con

Scae– Speciality Coffee Association of Europe, Sandalj Trading Company – Italian coffee passion; Dalla Corte – macchine caffè espresso; Demus decaffeinizzazione caffè; DM Italia – AeroPress e macinacaffè Mahlkönig;

Caffè Corsini, PulyCAFF – pulitori certificati per caffetteria; Bunn macchine caffè filtro; Recappuccio – Centrale del latte di Brescia, Caffitaly, Sesamo comunicazione visiva.

I caffè in degustazione, offerti da Sandalj Trading Company e Demus Spa, sono:

 Brasile Naturale – Sítio da Chapada – Ace National Winner // Sandalj Trading Company.

Vincitore e finalista di diverse competizioni brasiliane di caffè naturali, questo caffè presenta una spiccata corposità in un’amabile acidità fruttata e profumata di cioccolato al latte. Lieve e fine persistenza, vagamente mielosa.

Guatemala Catuai Chiquimula – El Duraznal // Sandalj Trading Company. Dalla buona corposità che ci sorprende. Con un’amabile acidità colorata di aromi d’arance dolci e ciliegie. Nell’evoluzione del retrogusto incontriamo sapori di miele e torroncino.

Cuba Serrano Superior Lavado // Sandalj Trading Company. Dalla corposità importante. E’ notevole la percezione che riporta alla fava del cacao e al tabacco da pipa. Il persistente retrogusto fa emergere una note di noce.

Decaffeinato Perù Arabica Lavato // Demus SPA. Il Perù decaffeinato con procedimento Demus si presenta in tazza con una ricca crema color nocciola dalla tessitura fine e regolare.

L’aroma è intenso e riporta note aromatiche dolci con sfumature di cioccolato e caramello. Il profilo gustativo è equilibrato con spiccata e piacevole nota acida e un’elevata nota dolce. La buona corposità è accompagnata da un retrogusto persistente con note di cioccolato.

A Host in mostra un nuovo format: ecco i bar del futuro con “Bar 24”

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bar 24

MILANO – Nuovi format di bar saranno in mostra a Host, il Salone internazionale dell’ospitalità professionale, che conferma così la sua vocazione di fucina di tendenze. Tra questi, anche quello del locale del futuro, Bar 24.

I format saranno presentati al pubblico tramite una mostra composta da una sala cinematografica. Dove avranno luogo molteplici eventi e uno spazio multifunzionale dedicato al mondo del fuori casa fatto di scenografie, luci, colori. Oltre che musiche in un’atmosfera cyber fantascientifica molto suggestiva.

Bar 24 per un salto nel futuro

Ma come immaginano il bar del futuro i designer e architetti che partecipano al progetto. (Paolo Bulletti + Lombardini 22 e Silvio De Ponte Architect | DPSA+D)? iBarConcept. Di Silvio De Ponte Architect si sviluppa su due temi: l’area bar e colazioni e l’area lounge di un albergo.

Online 24 ore su 24

Integrato con il sistema informatico dell’hotel, iBarConcept rappresenta un nuovo modello di servizio al cliente. Sempre disponibile e in dialogo continuo con smartphone e altri device mobili.

Ma può vivere anche come semplice servizio bar e caffetteria “sempre aperto”. Dove fare colazione self service, leggere un quotidiano o un magazine on line, socializzare.

Il trasformismo è invece la chiave scelta per il Concept Smart Bar per l’hotel del futuro

Proposto da arch Paolo Bulletti + Lombardini22. L’atmosfera e la luce cambiano a seconda dei momenti della giornata.

Centrale è l’interazione fra persone e tecnologia: il bar ha superfici interattive che consentono lo scambio di informazioni fra albergo e cliente, l’entertainment e la veicolazione di pubblicità da parte dell’hotel.

La varietà di sedute e di assetti proposti invece dà spazio ai diversi modi di vivere l’esperienza bar: al bancone, da soli o in compagnia; ai tavoli, per la conversazione o il lavoro oppure nella zona lounge, per la convivialità o l’intimità.

Un’anteprima di due dei quattro format è stata presentata il 9 aprile

Con l’Instant Event dedicato alla luce “Light is in the Air”, nella sede del Gruppo24 Ore a Milano.

La proposta “BAR 24” è stata elaborata da Bargiornale e Pianetahotel, due delle testate Business Media del Gruppo Sole24 Ore, in partnership con Host.

Fonte: Host, news – Aprile/1 – 2013

CONVEGNO ANIMA – Responsabilità, obblighi e sanzioni per costruttori, importatori, distributori e utilizzatori professionali di apparecchiature a contatto con alimenti

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anima

MILANO – Attuazione della legislazione nazionale e comunitaria per le apparecchiature destinate alla preparazione, cottura e conservazione degli alimenti. L’incontro nasce dalla collaborazione di Reed Eventi – Reed Business Information spa – con l’Istituto TIFQ e con la Federazione Anima.

Anima: il convegno per informare

Obiettivo principale dell’evento è informare e fornire strumenti concreti alle imprese coinvolte nella filiera tecnologica alimentare non solo sugli obblighi normativi e sulle responsabilità che competono a ciascun ruolo aziendale. Ma anche sulle garanzie da richiedere ai propri fornitori. Nonché sulle applicazioni concrete dei requisiti normativi ai propri prodotti e sistemi di produzione.

Obiettivi

Innanzitutto conoscere la legislazione comunitaria e nazionale. Così da poter operare sul mercato secondo le regole.

Evitare quindi sanzioni adempiendo agli ob-blighi costruttivi richiesti dalle autorità di controllo. Sia in uscita dal mercato o in ingresso. Compresi anche gli obblighi doganali.

Individuare poi i fornitori qualificati che garantiscano la conformità e idoneità dei loro manufatti.

Garantire anche le buone pratiche di produzio-ne all’interno del processo produttivo.

Individuare inoltre le responsabilità dei singoli e tutelarsi efficacemente verso terzi. Esser capaci di redigere una corretta dichiarazione di conformità.

Inoltre, conoscere i metodi di verifica dell’i-doneità del materiale a contatto con alimenti. Infine, progettare secondo criteri di Sicurezza Igienica.

Destinatari del Convegno Anima

Ci si rivolge prima di tutto agli utilizzatori finali dei macchinari che intendono comprendere quali obblighi prevede per loro la normativa. E cosa devono chiedere al costruttore.

Poi ancora ai fornitori di materie prime e di semilavorati. Oltre che i costruttori e importatori di attrezzature professionali.

In particolare:

Progettisti e addetti Ufficio Tecnico; poi Addetti Ufficio Acquisti e Responsabili Controllo Qualità. Oppure Responsabili Produzione. Ancora, Ingegneri firmatari dei progetti e dossier tecnici e progettisti.

Legali Rappresentanti e loro delegat e, infine per l’Import/Export. Importatori e/o distributori di oggetti e attrezzature provenienti da Paesi extra CE.

Programma

Il Regolamento 1935/2004 EU: cosa prevede per i diversi ruoli e soggetti (obblighi, sanzioni) e come applicarlo nel concreto.

Segue l’analisi approfondita del Regolamento n. 1935/2004/CE secondo la legislazione comunitaria.

Poi come applicare concretamente il Regolamento al settore specifico delle apparecchiature per la preparazione, cottura e conservazione degli alimenti.

Relatore: dott.sa Vanda Spina, TiFQ

Direttore tecnico di TIFQ. Specialista in Microbiologia. Si occupa dell’applicazione normativa e delle problematiche igienico-sanitarie per quanto riguarda i materiali e le tecnologie utilizzate a contatto con alimenti e acqua potabile.

Metodi e verifiche per dimostrare l’idoneità dei materiali

Metodi e prove di laboratorio per dimo-strare l’idoneità dei materiali a contatto con gli alimenti.

Relatore: dott. Riccardo Berardi.

Laureato in chimica e tecnologie farmaceutiche, possiede un dottorato di ricerca sui nuovi metodi per la definizione di protocolli disciplinari “GMP”. Attualmente è responsabile del laboratorio di analisi TIFQLAB.

L’importazione di attrezzature e di macchinari a contatto con alimenti: prescrizioni e responsabilità dei singoli

Cosa prevede la legge per le importa-zioni extra CEE. La libera circolazione delle merci nel territorio: Good ManufacturingPractices, Regolamento n.2023/2006 CE.

Relatore: prof. Maurizio Podico.

Docente presso l’Università degli Studi di Parma e membro del comitato scientifico di TIFQ.

La Sicurezza Igienica nella progettazione e costruzione

Criteri di sicurezza igienica nella proget-tazione e costruzione delle attrezzature destinate alla ristorazione professionale e collettiva. Le norme volontarie applicabili al settore.

Relatore: dott.sa Vanda Spina, TiFQ.

L’obbligo di autocontrollo e gestione delle attrezzature a contatto con alimenti e acqua potabile

Autocontrollo e gestione delle attrezzature; Obblighi di costruttori, progettisti e utilizzatori; Aspetti pratici per la scelta del metodo migliore per effettuare l’autocontrollo.

Relatore: prof. Giovanni Borroni.

Già direttore del Laboratorio di Prevenzione di Milano e docente presso la scuola di specializzazione di medicina preventiva di Milano Bicocca.

La dichiarazione di conformità e le responsabilità dei singoli: utilizzatori e costruttori

Responsabilità giuridiche dei costruttori e utilizzatori. Cosa è necessario trovare all’interno della dichiarazione di conformità e della documentazione a supporto.

Relatore: dott. Roberto Cattaneo.

Referente legale nell’ambito della Federazione Anima. Per la disciplina relativa alla commercializzazione dei prodotti e alla loro fabbricazione.

INFO

Valentina Davio. Tel. +39 02 81830624 e-mail.

Invece, per la formazione aziendale: Elisabetta Leo.

tel. 02-81830229 – email.

COREA DEL SUD – Kim Jin-kyu si laurea miglior barista della Corea del sud

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Kim Jin-kyu

MILANO – Kim Jin-kyu, 29 anni, è il nuovo barista campione della Corea del sud. Si è imposto infatti nelle finali nazionali che si sono svolte, la settimana scorsa, nell’ambito di Coffee Expo Seoul 2013. Il grande evento organizzato da Coex e Korea Coffee Association, che ha portato al Coex Center Halldall’11 al 14 aprile, decine di migliaia di visitatori.

Kim Jin-kyu miglior barista

Kim si era già laureato campione nazionale di Latte Art nel 2011 e aveva rappresentato il suo paese ai mondiali di quell’anno.

Molto serrato l’andamento della finale. Nella sua performance, Kim si è spinto ai limiti chiudendo a soli 4 secondo dallo scadere dei 15 minuti regolamentari.

Il settore del caffè è in grande e tumultuosa espansione nella Corea del sud.

Secondo dati Nielsen, il mercato registra da anni tassi di crescita medi del 20-25%

Il numero di caffetterie a marchio è quintuplicato nell’arco di 5 anni passando dalle 1.250 unità del 2006 alle 12.381 del 2011; per un fatturato vicino ai 2 miliardi di euro.

VIETNAM – Export del caffè in ripresa nel mese di marzo

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caffè vietnamita
La raccolta del caffè in Vietnam

MILANO – L’arrivo anticipato delle piogge potrebbe contribuire ad alleviare la siccità nelle principali regioni di produzione del Vietnam. Determinando così un cambiamento nell’export del caffè.

Così le previsioni del Dipartimento di meteorologia e idrologia della provincia di Dak Lak. Area dalla quale proviene circa un terzo del raccolto vietnamita di caffè.

Export del caffè in ripresa

Secondo il direttore del dipartimento Nguyen Dai Nguong, la stagione delle piogge, che inizia normalmente a cavallo tra la prima e la seconda decade di maggio, potrebbe cominciare quest’anno con 10-15 giorni di anticipo. Portando precipitazioni abbondanti sin da fine aprile.

“La stagione umida arriverà prima del solito e le precipitazioni saranno superiori alle medie osservate da molti anni a questa parte. Risolvendo nell’ultima parte del mese il problema della siccità” ha dichiarato Nguong venerdì scorso.

Una previsione che restituisce un po’ di ottimismo dopo mesi di deficit idrico.

Il governo di Hanoi

Ha dichiarato, già a fine febbraio, che la siccità avrà conseguenze rilevanti sul raccolto di quest’anno.

La situazione è parzialmente migliorata nel corso dell’ultimo mese. Ma le precipitazioni sono risultate comunque insufficienti quanto a quantità e distribuzione.

Secondo i dati raccolti dalle stazioni meteo del Dak Lak e del vicino Dak Nong, tra l’11 marzo e il 10 aprile sono caduti in media 43,5 mm di pioggia. Contro i 165 mm registrati nell’arco dello stesso periodo dell’anno scorso.

La speranza dei produttori è che il miglioramento delle condizioni meteo possa migliorare le prospettive di raccolto per la stagione in corso.

Da registrare intanto un consistente incremento dell’export nel mese di marzo, che ha raggiunto

Secondo i dati diffusi nei giorni scorsi dal dipartimento delle dogane– un totale di 157.900 tonn (circa 2,63 milioni di sacchi da 60 kg). Pari al 57,3% in più rispetto al precedente mese di febbraio, superando le previsioni iniziali di 130-150 mila tonn.

Il dato cumulativo relativo al primo trimestre dell’anno solare 2013 evidenzia tuttavia una variazione negativa sull’anno precedente.

Tra gennaio e marzo

Le esportazioni sono state infatti di 475.700 tonn, in calo del 10,9% rispetto al pari periodo del 2012.

Gli addetti ai lavori osservano comunque come gli imbarchi dal Vietnam nel corso dell’ultimo trimestre 2012 siano stati significativamente superiori a quelli di fine 2011. Per cui il flusso dell’export è rimasto relativamente stabile.

 

TE’ – Quando il sommelier Bertona svela i segreti della bevanda

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Marco bertona
Il professor Marco Bertona esamina alcuni campioni di tè

MILANO – Conosce le mille sfumature di un Darjeeling e sa consigliare l’ abbinamento giusto con un Pai Mu Tan. È il Tea Sommelier, una figura professionale in ascesa ma ancora poco nota in Italia, che ha fatto dell’ antica arte del ricevere un nuovo business. Ben rappresentata da Marco Bertona, di cui ora riportiamo la testimonianza.

Il tè sta vivendo, infatti, una nuova vita. Tanto che la sua carta comincia ad affiancare, spesso nel dopocena, quella dei distillati. Responsabile della gestione della dispensa e del budget, il Tea Sommelier, oltre a curare il servizio e i rapporti con i rivenditori, accoglie i clienti. Preparando all’occorrenza buffet o banchetti.

Bertona «Non è un mestiere che si improvvisa»

Dice il presidente dell’ Associazione Italiana Degustatori e Maestri di Tè (ADeMaThè). – Infatti, al Tea Sommelier viene richiesto di organizzare, controllare, scegliere e gestire il servizio.

I suoi compiti, in generale, sono gli stessi di un sommelier di vini; oltre a conoscere le caratteristiche dei tè e i metodi di infusione, deve anche saper consigliare la giusta miscela. In base agli abbinamenti dolci e salati e creare la Carta dei Tè.

La nostra associazione è l’ unica a rilasciare in Italia attestati riconosciuti dalla nuova legge 4/2013. Ovvero la stessa che disciplina le professioni non regolamentate in genere i corsi di specializzazione indirizzati a chi opera già nel beverage.

Il nostro elenco ufficiale annovera al momento un centinaio di iscritti».

Ma come si degusta il tè?

«Niente tazzina all’inglese mi raccomando. Ma solo bicchieri di vetro sottili – spiega l’ esperta Francesca Natali. Consulente di chef stellati e autrice del libro Il Gusto del tè (Trenta Editore)-.

Il primo passo è l’esame visivo della foglia asciutta per capirne la lavorazione. Bagnata, invece, per vederne l’ evoluzione. Il secondo è l’ osservazione dei profumi. Infine, l’ assaggio.

Si prende un piccolissimo sorso trattenendolo quasi sulla punta della lingua. Così da apprezzare il gusto e osservare l’ equilibrio tra le varie componenti».

Un esperto Tea Sommelier deve, inoltre, conoscere anche le proprietà benefiche di ciascun tèo tisana

«A differenza del vino – continua Natali – ci sono tè sconsigliati per certe persone e per certe ore del giorno. Dunque creare una carta è veramente un lavoro complesso che necessita conoscenze che vanno oltre il semplice gusto.

Per esempio, consigliare un abbinamento con un tè Gyokuro per cena implica tener sveglio il nostro commensale tutta la notte».

In generale, una volta in negozio, vale la regola di non fare acquisti frettolosi, ma osservare le foglie; annusarle e se possibile, farsi preparare un piccolo assaggio.

Esistono diecimila varietà di tè. Basta trovare quello adatto, l’ importante è non aggiungere mai lo zucchero.

I puristi come Bertona

In genere, si attengono alla rigorosa tradizione orientale ma la scuola anglosassone continua a mietere consensi.

Tra i workshop più gettonati quelli di Jane Pettigrew e Tim Clifton in Mayfair consulenti del prestigioso Tea Council britannico.

Per chi invece volesse vivere l’ afternoon tea in piena regola

L’indirizzo giusto è il ristorante Apsleys del Lanesborugh Hotel di Londra. Tra i primi alberghi della Capitale britannica a contemplare la figura del Tea Sommelier.

Tra blend raffinati, selezionati da Pasquale Cosmai, argenteria e atmosfere sontuose, il rito millenario diventa così un vero lusso. Da provare il pregiato tè bianco Darjeeling ‘ First Flush’ servito con latte, sandwiches, scones e biscottini.

Nona caso alla guida del ristorante c’è Heinz Beck

«In cucina – spiega lo chef stellato – amo cogliere l’ unicità dei vari tipi di tè e valorizzarla al massimo nei miei piatti: Ecco allora l’Earl Grey per affumicare le ostriche; il Sencha giapponese abbinato a zenzero e lemongrass o ancora il tè verde trasformato in gelatina: Servito con tartare di manzo e caviale».

 

Fonte: Repubblica

Quando il sommelier del tè professor Marco Bertona svela i segreti della bevanda

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Marco Bertona Ademathe
Marco Bertona

MILANO – Conosce le mille sfumature di un Darjeeling e sa consigliare l’ abbinamento giusto con un Pai Mu Tan. È il tè Sommelier, una figura professionale in ascesa ma ancora poco nota in Italia, che ha fatto dell’antica arte del ricevere un nuovo business. Il tè sta vivendo, infatti, una nuova vita, tanto che la sua carta comincia ad affiancare, spesso nel dopocena, quella dei distillati.

Responsabile della gestione della dispensa e del budget, il Tè Sommelier, oltre a curare il servizio e i rapporti con i rivenditori, accoglie i clienti preparando all’ occorrenza buffet o banchetti.

«Non è un mestiere che si improvvisa – dice Marco Bertona, presidente dell’ Associazione Italiana Degustatori e Maestri di Tè (ADeMaThè) – al Tè Sommelier viene richiesto di organizzare, controllare, scegliere e gestire il servizio.

I suoi compiti, in generale, sono gli stessi di un sommelier di vini; oltre a conoscere le caratteristiche dei tè e i metodi di infusione, deve anche saper consigliare la giusta miscela in base agli abbinamenti dolci e salati e creare la Carta dei Tè.

La nostra associazione è l’ unica a rilasciare in Italia attestati riconosciuti dalla nuova legge 4/2013 che disciplina le professioni non regolamentate in genere i corsi di specializzazione indirizzati a chi opera già nel beverage. Il nostro elenco ufficiale annovera al momento un centinaio di iscritti».

Ma come si degusta il tè?

«Niente tazzina all’ inglese mi raccomando, ma solo bicchieri di vetro sottili – spiega l’ esperta Francesca Natali, consulente di chef stellati e autrice del libro Il Gusto del tè (Trenta Editore)-. Il primo passo è l’ esame visivo della foglia asciutta per capirne la lavorazione, bagnata per vederne l’ evoluzione. Il secondo è l’ osservazione dei profumi.

Infine, l’ assaggio. Si prende un piccolissimo sorso trattenendolo quasi sulla punta della lingua per apprezzare il gusto e osservare l’ equilibrio tra le varie componenti».

Un esperto Tè Sommelier deve, inoltre, conoscere anche le proprietà benefiche di ciascun tè o tisana.

«A differenza del vino – continua Natali – ci sono tè sconsigliati per certe persone e per certe ore del giorno, dunque creare una carta è veramente un lavoro complesso che necessita conoscenze che vanno oltre il semplice gusto.

Per esempio, consigliare un abbinamento con un tè Gyokuro per cena implica tener sveglio il nostro commensale tutta la notte».

In generale, una volta in negozio, vale la regola di non fare acquisti frettolosi, ma osservare le foglie, annusarle e se possibile, farsi preparare un piccolo assaggio.

Esistono diecimila varietà di tè; basta trovare quello adatto, l’ importante è non aggiungere mai lo zucchero.

I puristi, in genere, si attengono alla rigorosa tradizione orientale ma la scuola anglosassone continua a mietere consensi. Tra i workshop più gettonati quelli di Jane Pettigrew e Tim Clifton in Mayfair consulenti del prestigioso Tea Council britannico.

Per chi invece volesse vivere l’ afternoon tea in piena regola, l’ indirizzo giusto è il ristorante Apsleys del Lanesborugh Hotel di Londra, tra i primi alberghi della Capitale britannica a contemplare la figura del Tè Sommelier.

Tra blend raffinati, selezionati da Pasquale Cosmai, argenteria e atmosfere sontuose, il rito millenario diventa così un vero lusso.

Da provare il pregiato tè bianco Darjeeling ‘ First Flush’ servito con latte, sandwiches, scones e biscottini. Nona caso alla guida del ristorante c’ è Heinz Beck.

«In cucina – spiega lo chef stellato – amo cogliere l’ unicità dei vari tipi di tè e valorizzarla al massimo nei miei piatti: ecco allora l’ Earl Grey per affumicare le ostriche, il Sencha giapponese abbinato a zenzero e lemongrass o ancora il tè verde trasformato in gelatina e servito con tartare di manzo e caviale».

Export in ripresa del Vietnam nel mese di marzo raggiunte le 157.900 tonn

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Vietnam
L'irrigazione di una piantagione

MILANO – L’arrivo anticipato delle piogge potrebbe contribuire ad alleviare la siccità nelle principali regioni di produzione del Vietnam e migliorare l’export. Così le previsioni del Dipartimento di meteorologia e idrologia della provincia di Dak Lak, area dalla quale proviene circa un terzo del raccolto vietnamita di caffè. Secondo il direttore del dipartimento Nguyen Dai Nguong, la stagione delle piogge, che inizia normalmente a cavallo tra la prima e la seconda decade di maggio, potrebbe cominciare quest’anno con 10-15 giorni di anticipo, portando precipitazioni abbondanti sin da fine aprile.

“La stagione umida arriverà prima del solito e le precipitazioni saranno superiori alle medie osservate da molti anni a questa parte, risolvendo nell’ultima parte del mese il problema della siccità” ha dichiarato Nguong venerdì scorso. Una previsione che restituisce un po’ di ottimismo dopo mesi di deficit idrico. Il governo di Hanoi ha dichiarato, già a fine febbraio, che la siccità avrà conseguenze rilevanti sul raccolto di quest’anno.

La situazione è parzialmente migliorata nel corso dell’ultimo mese, ma le precipitazioni sono risultate comunque insufficienti quanto a quantità e distribuzione. Secondo i dati raccolti dalle stazioni meteo del Dak Lak e del vicino Dak Nong, tra l’11 marzo e il 10 aprile sono caduti in media 43,5 mm di pioggia, contro i 165 mm registrati nell’arco dello stesso periodo dell’anno scorso. La speranza dei produttori è che il miglioramento delle condizioni meteo possa migliorare le prospettive di raccolto per la stagione in corso.

Da registrare intanto un consistente incremento dell’export nel mese di marzo

Che ha raggiunto – secondo i dati diffusi nei giorni scorsi dal dipartimento delle dogane– un totale di 157.900 tonn (circa 2,63 milioni di sacchi da 60 kg), pari al 57,3% in più rispetto al precedente mese di febbraio, superando le previsioni iniziali di 130-150 mila tonn.

Il dato cumulativo relativo al primo trimestre dell’anno solare 2013 evidenzia tuttavia una variazione negativa sull’anno precedente. Tra gennaio e marzo le esportazioni sono state infatti di 475.700 tonn, in calo del 10,9% rispetto al pari periodo del 2012. Gli addetti ai lavori osservano comunque come gli imbarchi dal Vietnam nel corso dell’ultimo trimestre 2012 siano stati significativamente superiori a quelli di fine 2011, per cui il flusso dell’export è rimasto relativamente stabile.

Kim Jin-kyu si laurea miglior barista della Corea del sud a soli 29 anni

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Kim Jin-kyu

MILANO – Kim Jin-kyu, 29 anni, è il nuovo barista campione della Corea del sud. Si è imposto infatti nelle finali nazionali che si sono svolte, la settimana scorsa, nell’ambito di Coffee Expo Seoul 2013, il grande evento organizzato da Coex e Korea Coffee Association, che ha portato al Coex Center Hall dall’11 al 14 aprile, decine di migliaia di visitatori.

Kim Jin-kyu si era già laureato campione nazionale di Latte Art nel 2011

E aveva rappresentato il suo paese ai mondiali di quell’anno. Molto serrato l’andamento della finale. Nella sua performance, Kim si è spinto ai limiti chiudendo a soli 4 secondo dallo scadere dei 15 minuti regolamentari.

Il settore del caffè è in grande e tumultuosa espansione nella Corea del sud. Secondo dati Nielsen, il mercato registra da anni tassi di crescita medi del 20-25%. Il numero di caffetterie a marchio è quintuplicato nell’arco di 5 anni passando dalle 1.250 unità del 2006 alle 12.381 del 2011, per un fatturato vicino ai 2 miliardi di euro.

A Host Milano in mostra i bar del futuro con il format “Bar 24”

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ibarconcept
Un esempio del bar del futuro

MILANO – Nuovi format di bar saranno in mostra a Host, il Salone internazionale dell’ospitalità professionale, che conferma così la sua vocazione di fucina di tendenze. I format saranno presentati al pubblico tramite una mostra composta da una sala cinematografica dove avranno luogo molteplici eventi e uno spazio multifunzionale dedicato al mondo del fuori casa fatto di scenografie, luci, colori e musiche in un’atmosfera cyber fantascientifica molto suggestiva. Ma come immaginano il bar del futuro i designer e architetti che partecipano al progetto (Paolo Bulletti + Lombardini 22 e Silvio De Ponte Architect | DPSA+D)? iBarConcept, di Silvio De Ponte Architect si sviluppa su due temi: l’area bar e colazioni e l’area lounge di un albergo.

iBarConcept per un servizio h24

Online 24 ore su 24, integrato con il sistema informatico dell’hotel, iBarConcept rappresenta un nuovo modello di servizio al cliente, sempre disponibile e in dialogo continuo con smartphone e altri device mobili. Ma può vivere anche come semplice servizio bar e caffetteria “sempre aperto”, dove fare colazione self service, leggere un quotidiano o un magazine on line, socializzare. Il trasformismo è invece la chiave scelta per il Concept Smart Bar per l’hotel del futuro proposto da arch. Paolo Bulletti + Lombardini22.

L’atmosfera e la luce cambiano a seconda dei momenti della giornata. Centrale è l’interazione fra persone e tecnologia: il bar ha superfici interattive che consentono lo scambio di informazioni fra albergo e cliente, l’entertainment e la veicolazione di pubblicità da parte dell’hotel. La varietà di sedute e di assetti proposti invece dà spazio ai diversi modi di vivere l’esperienza bar: al bancone, da soli o in compagnia; ai tavoli, per la conversazione o il lavoro oppure nella zona lounge, per la convivialità o l’intimità.

Un’anteprima di due dei quattro format è stata presentata il 9 aprile con l’Instant Event dedicato alla luce “Light is in the Air”, nella sede del Gruppo24 Ore a Milano

La proposta “BAR 24” è stata elaborata da Bargiornale e Pianetahotel, due delle testate Business Media del Gruppo Sole24 Ore, in partnership con Host. Fonte: Host, news – Aprile/1 – 2013