venerdì 16 Gennaio 2026
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UK – Al via quest’oggi la Coffeee Week 2013: centinaia di appuntamenti all’insegna del caffè e della solidarietà in tutto il Regno Unito. Il prossimo week-end va in scena la terza edizione del London Coffee Festival, con le finali del campionato nazionale baristi

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Coffeee Week 2013

MILANO – Quella che inizia quest’oggi sarà, in tutto il Regno Unito, una settimana all’insegna del caffè. È al via infatti la Coffeee Week 2013. Terza edizione dell’iniziativa lanciata nel 2011 da Allegra Foundation, la onlus di Allegra Group. Il noto gruppo londinese specializzato in consulting, ricerche di mercato e organizzazione di eventi. Con un focus particolare sul settore del caffè.

Coffeee Week 2013. Dal 22 al 28 aprile

Questo grande happening proporrà un ricco programma di eventi – degustazioni, dimostrazioni di baristi; promozioni di prodotti, mostre di arte e cultura locale; approfondimenti sul mondo e i paesi del caffè. – Che coinvolgeranno decine di location in Inghilterra, Irlanda del nord, Scozia e Galles.

Hanno dato la loro adesione centinaia di esercenti indipendenti

Oltre che numerose aziende di torrefazione nazionali e locali. Così come alcuni tra i massimi protagonisti della scena di oltremanica, compresi Starbucks, Costa Coffee; Caffè Nero e Whittard of Chelsea.

Scopo dell’iniziativa

Raccogliere fondi a favore di Project Waterfall. Un progetto che mira a migliorare la qualità della vita delle comunità rurali dei paesi produttori di caffè dell’Africa. Favorendo l’accesso all’acqua potabile e a migliori condizioni igieniche.

Il primo intervento

Attuato in collaborazione con la ong internazionale WaterAid – sta interessando il distretto di Mbulu, nel nord-est della Tanzania.

In cabina di regia, un comitato direttivo che contribuisce a elaborare il programma e a coordinare gli eventi. Di cui fanno parte, tra gli altri, Starbucks, Kenco Millicano; Taylors Street Baristas, Lotus Bakeries, La Marzocco, Lavazza, Solo Cup.

Evento clou della settimana, il terzo London Coffee Festival

Che andrà in scena dal 25 al 28 aprile negli spazi della Old Truman Brewery. Un ex birrificio dell’est londinese riconvertito, dopo 15 anni di degrado, in un vivace spazio commerciale e creativo.

Quattro giorni all’insegna della cultura del caffè, del tè

Con incursioni in altri territori gastronomici, come quelli del cioccolato, della birra; dell’alta pasticceria e della cucina etnica.

Nella Make Decent Coffee Lounge, i visitatori avranno l’opportunità di imparare da un team di esperti tutti i segreti per la preparazione corretta del caffè casalingo.

Lo spazio “The Lab”

Accoglierà un intenso programma di workshop, dimostrazioni interattive, masterclass di degustazione di tè e caffè; conversazioni, conferenze e dibattiti.

Da segnalare l’evento “The Evolution of Espresso: A Short History of Technology and Taste”

Presentato da La Cimbali e dal professor Jonathan Morris dell’università di Hertfordshire. Autore noto ai nostri lettori per i numerosi interventi sulle colonne di Comunicaffè e Comunicaffè International.

Al termine della conferenza, il pubblico sarà invitato a visitare lo stand de La Cimbali. Dove è stata allestita una mostra con una selezione di modelli storici provenienti dal museo Mumac di Binasco.

Per chi fosse alla ricerca di un’appagante esperienza multisensoriale va raccomandato lo spazio “The Roastery”

Una vera e propria torrefazione pop-up all’interno della quale Jeremy Torz e Steven Macatonia. Fondatori di Union Hand-Roasted Coffee, proporranno ogni giorno il loro caffè fresco tostato artigianalmente.

A completare l’esperienza gastronomica all’interno del Old Truman Brewery, l’Artisan Market e lo Street Food Market.

Il London Coffee Festival sarà teatro delle finali del UK Barista Championships

Il vincitore – si gareggerà sabato e domenica con macchine San Remo –  verrà proclamato campione del Regno Unito. Staccherà il biglietto per i mondiali Wbc di Melbourne.

La kermesse londinese sarà inoltre il terreno di gara delle altre competizioni di caffetteria del circuito World Coffee Events. In pedana, i finalisti di Brewers Cup, Cup Tasting Competition, Coffee in Good Spirits e Ibrik Competition.

A Roma, un bar del centro rifiuta di servire solo un caffè, scatta la denuncia Codacons

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codacons
Il logo di Codacons

ROMA – “Ancora una volta un pubblico esercizio del centro storico finisce dinanzi la magistratura. Dopo i casi dei ristoranti di Piazza Navona che ‘spennavano’ i clienti stranieri con conti stellari, stavolta a finire nel mirino è un wine bar del Pantheon, il quale avrebbe rifiutato di servire un consumatore che si era seduto ad un tavolino ed aveva ordinato solo un caffè”. Lo dice il Codacons sulla base di una vicenda che si è letta nella rubrica ‘Lettere al Corriere della Sera’.

“Domenica scorsa – racconta l’associazione – una donna si siede al wine bar ‘Hostaria del Pantheon’ in piazza della Rotonda a Roma. Ordina un caffè che però gli viene negato, con la giustificazione che non servivano caffè (perché ora di pranzo). Nonostante il consumatore facesse notare al direttore del locale che se si fa servizio bar doveva essere servito anche il caffè, la sua richiesta non viene accolta. La donna chiede così l`intervento di un vigile urbano presente in piazza, il quale però – sempre stando al resoconto riportato sul Corriere – non fornisce l`aiuto sperato ma anzi, dopo aver parlato con il gestore del locale con cui appariva in confidenza, la fa allontanare con modi poco cortesi”.

Wine bar romano affrontato dal Codacons

“L`Art. 187 Tulps – spiega il Codacons – prevede che ‘salvo quanto dispongono gli artt. 689 e 691 del codice penale, gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo’. Ebbene alla luce di quanto riportato nella lettera al Corriere della Sera, qualora lo stesso corrispondesse a verità, si potrebbero configurare a carico dell`Hostaria del Pantheon, sito in Piazza della Rotonda n. 72, (RM), diverse responsabilità alla luce del su richiamato Tulps, mentre a carico del vigile della polizia municipale, la fattispecie di cui all`art. 328 c.p. (Omissione in atti di ufficio)”.

Per questo l’associazione ha presentato oggi un esposto alla Procura di Roma, chiedendo di “accertare i fatti segnalati e, se necessario, procedere nei confronti dei responsabili alla luce del mancato rispetto delle leggi vigenti in materia di somministrazione di alimenti e bevande presso pubblici esercizi, e per l`omissione di atti d`ufficio da parte di un pubblico ufficiale”. Fonte: online

La ricerca del Mario Negri: 3-4 tazzine al giorno raddoppiano l’apporto di polifenoli

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MILANO – Nelle persone sane il caffè, a dosi moderate di 3-4 tazzine al giorno, non fa male alla salute, anzi potrebbe avere alcuni effetti benefici. Lo si afferma in “Caffè e Salute”, l’ultimo booklet scaturito dalle ricerche dell’Irccs Istituto di ricerche farmacologiche `Mario Negri´ di Milano. Nei Paesi del Nord Europa, dove il consumo di frutta e verdura è scarso e quello di caffè alto; vi si legge – il caffè è l’ alimento che fornisce all’organismo la maggior parte degli antiossidanti; in Italia, dove frutta e verdura fanno parte della comune dieta, 3-4 tazzine di caffè ne raddoppiano l’apporto.

Mario Negri: i risultati dello studio

«Bisogna non fare confusione tra effetti della caffeina e del caffè – dice Alessandra Tavani, capo del Laboratorio di Epidemiologia delle Malattie Croniche presso il Mario Negri – La caffeina della tazzina di caffè è ritenuta responsabile della diminuzione del senso di fatica, dell’aumento della vigilanza e dell’ aumento della motilità intestinale. Inoltre, a dosi appropriate, potenzia gli effetti antidolorifici dell’ aspirina». Altri componenti del caffè (fra cui i polifenoli) potrebbero avere, secondo la ricercatrice – effetti favorevoli prevenendo l’insorgenza di malattie cardiovascolari, cirrosi epatica, e dei tumori del cavo orale, del fegato, dell’endometrio e forse del colon-retto.

Dati recenti mostrano che il caffè sembra essere associato a una diminuzione di mortalità totale, anche se i risultati devono essere confermati

Tornando alla caffeina, davanti ad essa non tutti gli individui sono uguali: una volta ingerita, alcuni la eliminano velocemente, altri lentamente. Questi ultimi sono coloro che sostengono di non dormire se prendono il caffè dopo le 17. Altri riferiscono tachicardia. «È bene che chi non tollera la caffeina; avverte Tavani – si astenga dal consumo di caffè oppure utilizzi caffè decaffeinato». Quanto all’interazione coi farmaci, l’unica sostanza per cui quella col caffè è pericolosa è l’efedra e i suoi derivati, efedrina e pseudo-efedrina, che può provocare, in qualche caso, tachicardia, ipertensione, aritmia cardiaca ed emorragie intracraniche, eventi talvolta gravi, anche mortali. «Consumando 3-4 tazzine al giorno, una persona sana può godere del piacere di bere un buon caffè senza temere per la propria salute».

Parola di Alessandra Tavani, capo del Laboratorio di epidemiologia delle malattie croniche dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano

Nell’ultimo booklet “Caffè e salute”, scritto in collaborazione con l’Irccs diretto da Silvio Garattini, gli esperti promuovono i benefici della bevanda più amata dagli italiani, almeno nelle persone senza problemi di salute. In particolare nel nostro Paese, dove frutta e verdura fanno parte della dieta, «3-4 tazzine di caffè raddoppiano l’apporto di sostanze antiossidanti».

«Non bisogna fare confusione tra effetti della caffeina e del caffè – avverte Tavani – La caffeina della tazzina di caffè è ritenuta responsabile della diminuzione del senso di fatica, dell’aumento della vigilanza e dell’aumento della motilità intestinale. Inoltre la caffeina a dosi appropriate potenzia gli effetti antidolorifici dell’aspirina, aumentandone la biodisponibilità.

Altri componenti del caffè, fra cui i polifenoli – ricorda l’esperta – potrebbero avere effetti favorevoli prevenendo l’insorgenza delle malattie cardiovascolari, del tumore del cavo orale/faringe, del tumore del fegato, della cirrosi epatica, del tumore dell’endometrio e forse del tumore del colon-retto.

Dati molto recenti mostrano che il caffè sembra essere associato a una diminuzione di mortalità totale, anche se i risultati vanno confermati». Ma cosa succede alla caffeina quando viene ingerita? «Parlando di persone adulte e sane, escludendo le donne in gravidanza – continua Tavani – la caffeina ingerita entra in circolo in circa 30 minuti, viene assorbita al 99% nel giro di un’ora, non si lega alle proteine plasmatiche, ha il suo picco massimo di concentrazione dopo 2 ore dall’assunzione e i suoi livelli plasmatici vengono dimezzati in 3-4,5 ore».

Ma non tutti sono ugualmente sensibili alla caffeina:

«Esistono metabolizzatori lenti e metabolizzatori veloci, sembra che questo dipenda dalle caratteristiche genetiche della persona», riferisce la ricercatrice del Mario Negri. «Naturalmente – puntualizza – chi elimina la caffeina lentamente risente di più e più a lungo dei suoi effetti. Sono le persone che sostengono di non dormire se prendono il caffè dopo le 17, o che riportano altri effetti forti dopo aver bevuto il caffè. Altre persone riferiscono di avere tachicardia. E’ bene che chi non tollera la caffeina si astenga dal consumo di caffè oppure utilizzi caffè decaffeinato che contiene quantità trascurabili di caffeina», suggerisce Tavani.

Quanto alla possibile interazione con i farmaci, «dal punto di vista teorico vi sono numerose interazioni della caffeina con diversi medicinali, soprattutto quelli attivi sul sistema nervoso centrale. Tuttavia, per la maggior parte dei farmaci non vi sono evidenze di rilevanza clinica dell’interazione, eccetto per consumi molto alti di caffè (oltre 4 tazzine al giorno), che sono sconsigliabili in ogni caso. L’unica sostanza per la quale l’interazione con il caffè è pericolosa è l’efedra e i suoi derivati, efedrina e pseudo-efedrina».

Questo mix «può provocare, in qualche caso, tachicardia, ipertensione, aritmia cardiaca ed emorragie intracraniche, eventi talvolta gravi se non addirittura mortali. Ciò nonostante, prima di eliminare la caffeina, conviene eliminare l’efedrina anche perché, se si assume efedrina, non si deve eliminare solo il caffè, ma anche le bevande a base di cola, quelle energetiche (energy drink) e i farmaci contenenti caffeina».

Mario Negri: in conclusione, ecco la ricetta degli scienziati

«In base alle conoscenze attuali, in una persona sana e non sensibile alla caffeina, dosi moderate di caffè, come 3-4 tazzine al giorno che corrispondono per il caffè espresso e moka a circa 240-300 milligrammi di caffeina, assunti durante l’arco del giorno, non nuocciono alla salute, ma possono apportare benefici tuttora in attesa di conferma.

Bar del centro rifiuta di servire solo un caffè. I consumatori del Codacons fanno scattare la denuncia

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Codacons

ROMA – “Ancora una volta un pubblico esercizio del centro storico finisce dinanzi la magistratura. Dopo i casi dei ristoranti di Piazza Navona che ‘spennavano’ i clienti stranieri con conti stellari, stavolta a finire nel mirino è un wine-bar del Pantheon. Il quale avrebbe rifiutato di servire un consumatore che si era seduto ad un tavolino ed aveva ordinato solo un caffè”. Lo dice il Codacons sulla base di una vicenda che si è letta nella rubrica ‘Lettere al Corriere della Sera’.

Codacons dalla parte dei consumatori

“Domenica scorsa – racconta l’associazione – una donna si siede al wine bar ‘Hostaria del Pantheon’ in piazza della Rotonda a Roma. Ordina un caffè che però gli viene negato. Con la giustificazione che non servivano caffè (perché ora di pranzo).

Nonostante il consumatore facesse notare al direttore del locale che se si fa servizio bar doveva essere servito anche il caffè, la sua richiesta non viene accolta.

La donna chiede così l`intervento di un vigile urbano presente in piazza. Il quale però – sempre stando al resoconto riportato sul Corriere – non fornisce l’aiuto sperato. Ma anzi, dopo aver parlato con il gestore del locale con cui appariva in confidenza, la fa allontanare con modi poco cortesi”.

“L`Art. 187 Tulps – spiega il Codacons – prevede che ‘salvo quanto dispongono gli artt. 689 e 691 del codice penale, gli esercenti non possono senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo’.

Alla luce di quanto riportato nella lettera al Corriere della Sera

Qualora lo stesso corrispondesse a verità, si potrebbero configurare a carico dell`Hostaria del Pantheon. Sito in Piazza della Rotonda n. 72, (RM), diverse responsabilità alla luce del su richiamato Tulps. Mentre a carico del vigile della polizia municipale, la fattispecie di cui all`art. 328 c.p. (Omissione in atti di ufficio)”.

Per questo l’associazione ha presentato oggi un esposto alla Procura di Roma

Chiedendo di “accertare i fatti segnalati e, se necessario, procedere nei confronti dei responsabili alla luce del mancato rispetto delle leggi vigenti in materia di somministrazione di alimenti e bevande presso pubblici esercizi. Per l`omissione di atti d`ufficio da parte di un pubblico ufficiale”.
Fonte: online

 

I polifenoli del cacao rallentano gli effetti di Parkinson e Alzheimer. Un nuovo studio italo-americano ha confermato i benefici di alcune sostanze antiossidanti del cacao per proteggere le cellule cerebrali

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cacao
un assaggio di Gocce di Cioccolato a Torino

MILANO – Alcuni polifenoli contenuti nel cacao alimento preverrebbero il deterioramento cognitivo tipico di alcune malattie neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer. Questi antiossidanti naturali di cui il cacao è ricco riuscirebbero nella loro azione. Attivando la sopravvivenza del fattore neutrofico cerebrale Bdnf, che protegge i neuroni esistenti e stimola la produzione di nuovi.

 

Cacao contro il deterioramento cognitivo

A fare questa scoperta sono stati un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Ricerca Sbarro di Philadelphia. In collaborazione con i colleghi dell’Università di Siena e dell’Università dell’Aquila.

Una ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of Cellular Biochemistry

Lo studio costituisce così un passo importante per arginare il deterioramento cognitivo nelle persone anziane. Nonché quello causato da tante patologie a carico del cervello.

Insomma, il cacao non è solo buono e fa venire il buon umore. E’ un ottimo rimedio per prevenire problemi legati all’invecchiamento. Quindi, tutti a fare la spesa: sulla lista non devono mancare più barrette di cioccolato fondente.

 

 

Altagamma – Andrea Illy ha presentato la sua squadra. L’associazione si rinnova

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andrea illy l'intervista illy Il presidente di illycaffè Andrea Illy
Il presidente di illycaffè Andrea Illy

MILANO – Andrea Illy, dal 6 marzo nuovo presidente di Altagamma, presenta la sua squadra. Al suo fianco 6 vicepresidenti che avranno quasi le funzioni di direttori generali: Paolo Zegna, vice presidente vicario. Poi per la moda Laudomia Pucci, per il design Claudio Luti (Kartell). Per l’alimentare Matteo Lunelli (Cantine Ferrari); mentre per l’ospitalità Francesca Bortolotto Possati (Bauer Hotel). Infine, per tutti gli altri settori, dalla nautica alla velocità, dalla gioielleria al wellness, Armando Branchini.

Andrea Illy
Andrea Illy

Altagamma propone una nuova linea strategica

Il Consiglio di Amministrazione, più snello (18 membri), sarà affiancato da una Consulta Strategica. Incaricata di riunirsi quattro volte l’anno per definire le linee generali della strategia della Fondazione.

Il programma presentato da Illy per il prossimo triennio

Si fonda su tre pilastri: sviluppo del business, cultura d’impresa e promozione. Fondazione Altagamma si propone quindi per il triennio 2013-15 di costruire il profilo istituzionale della propria istituzione e di rafforzare la competitività del Sistema Altagamma.

La politica di austerity italiana sta impattando negativamente sulla competitività delle aziende – ha spiegato Illy. – Aumentano le tasse, il costo del lavoro, mentre calano gli investimenti in formazione e ricerca. N, nonchè gli investimenti statali in infrastrutture’.

Il settore dell’alto di gamma, però, sta soffrendo meno dello svantaggio competitivo. Così può fungere da traino per l’intera economia italiana.

Altagamma, dunque, busserà la porta al nuovo governo

`per proporre una partnership pubblico-privata, chiedendo la detassazione degli utili aziendali reinvestiti in internazionalizzazione delle reti distributive e rafforzamento della catena di produzione in Italia. – ha spiegato Illy. – In cambio mettiamo a disposizione del sistema il nostro know how´.

Per raggiungere l’obiettivo strategico di rafforzare la competitività del sistema Altagamma, la Fondazione opera su tre direttrici

Business Development del sistema, cultura d’impresa e promozione del sistema Altagamma. La Fondazione punta dunque a creare una holding specializzata in interventi nell’industria e distribuzione di alta gamma. Alla quale parteciperanno fondi di investimento.

`con i quali abbiamo già avuto contatti’. Tra questi anche il Fondo strategico Italiano, ha indicato Illy. Tale holding punterà soprattutto al sostegno delle reti retail delle società di alto di gammà. Sarà comunque attiva anche nel networking, nel filone delle relazioni istituzionali e nella ricerca e sviluppo.

Si tratterà insomma di `una holding dotata dei mezzi indispensabili ad assicurare quelle sinergie che sono tipiche dei grandi gruppi alla quale partecipino sia i migliori fondi di private equità, sia grandi banche.

Nonché, ove opportuno e necessario, imprese socie di Altagamma ed, eventualmente, la Borsa, ha insistito Illy. Altagamma si impegnerà inoltre nel potenziare la cultura d’impresa. Puntando su programmi di formazione, valorizzando lavori artigianali e creando una consulta di esperti. Un organismo – di nuova costituzione – che ha come missione di fornire contributi di visione e progettuali alla Comunità Altagamma.

Per promuovere ulteriormente il sistema Altagamma

Infine, la Fondazione intende siglare collaborazioni con Camera della Moda, Cosmit, Enit, ed eventuali altre istituzioni. L’istituzione sosterrà il rilancio di Milano. Valorizzazione della Galleria Vittorio Emanuele, creando il Museo Altagamma e collaborando con Expo. Inoltre verrà portata avanti una campagna di comunicazione per rafforzare la Coolness di Milano.

Il 40% degli italiani non aggiunge lo zucchero al caffè espresso

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MILANO – Gli italiani bevono poco. Meno di un litro di liquidi al giorno. Eppure, sono promossi per quanto riguarda il consumo di zucchero.

Ecco il quadro che emerge dai risultati preliminari dello studio `Calorie Management´, condotto da Simg (Società italiana di medicina generale). In collaborazione con Nfi (Nutrition Foundation of Italy), ed il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation.

caffè zuccheroZucchero nel caffè: non tutti lo mettono

La ricerca è stata presentata nell’ambito nel Nu.Me, 5th International Mediterranean Meeting – Nutrition and Metabolism, a Terni, da Franca Marangoni. Responsabile della Ricerca di Nutrition Foundation of Italy. Ha finora analizzato i comportamenti di oltre 1.000 pazienti dei medici di medicina generale della Simg.

La maggior parte degli italiani è consapevole che dovrebbe assumere complessivamente 2 litri di liquidi al giorno. Ma si limita a berne complessivamente meno di un litro. Solo 970 ml al giorno, senza differenze sostanziali tra uomini e donne.

Per quanto riguarda le fonti di idratazione

Per tutti, l’acqua (circa 650 ml al giorno) è al primo posto. Tra le altre bevande, emergono poi alcune differenze tra gli uomini e le donne.

I primi assumono liquidi per lo più dal caffè (75 ml), dal latte (57 ml), dai succhi (48 ml), dalle bevande zuccherate (45 ml al giorno); dal cappuccino (44 ml) e da tè e tisane (43ml).

Per le donne, invece, tè e tisane occupano il secondo posto dopo l’acqua (78 ml). Seguite poi da caffè (62 ml), latte (61 ml); succhi di frutta e bevande zuccherate (40 e 42 ml rispettivamente).

Infine, il consumo di bevande con edulcoranti ipocalorici è molto basso. Sia tra gli uomini che tra le donne (10 e 12 ml/die rispettivamente). (segue

Quanto al consumo di zuccheri semplici

Risulta di circa 62 e 59 grammi al giorno per gli uomini e le donne rispettivamente. Un dato al di sotto dei 75 grammi giornalieri indicati dai Larn (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) della Sinu. Come limite da non superare per una dieta da 2000 kcal. Il 38% degli uomini ed il 42% delle donne dichiara poi di non aggiungere zucchero nemmeno al caffè.

Tra chi ha invece questa abitudine (la quota rimanente, pari al 62% degli uomini e al 58% delle donne), lo zucchero aggiunto in media ad alimenti e bevande durante la giornata (caffè, tè, spremute, yogurt etc.) è pari a 3,3 cucchiaini. Sia per gli uomini, sia per le donne. In media sia l’una che l’altra categoria aggiunge quotidianamente circa 15 e 12 g di saccarosio, pari al 3,3-2,4 % delle calorie giornaliere indicate per un adulto sano.

La ricerca ha analizzato anche gli alimenti che più contribuiscono alla quota giornaliera di zuccheri

I dolci (biscotti, brioche vuote e farcite, gelato, miele, marmellata, spalmabili) ne apportano in media 16 grammi/die (16,4 g per gli uomini e 15,7 g per le donne); le bevande dolci e i succhi di frutta complessivi 9 e 8 g/die per uomini e donne rispettivamente (per il 50% circa da succhi di frutta). La frutta fornisce, poi, circa 9 g/die di fruttosio. Mentre il latte apporta in media poco più di 5 grammi al giorno di lattosio (4,6 g per gli uomini e 5,7 g per le donne .

 

 

BON TON – Il 68% degli italiani crede sia corretto mettere in bocca il cucchiaino del caffè dopo aver mescolato, ma è sbagliato

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dinamobike cucchiaino tazzina caffè espresso drogato

MILANO – Bon ton, questo sconosciuto. Esiste un detto “a tavola e al tavolino si riconosce il signore e il signorino”. L’Accademia Italiana Galateo ha voluto verificare quanto si conosce del galateo della tavola in Italia.

Per questo da più di 2 mesi, su un campione di più di 500 intervistati, l’Accademia Italiana Galateo ha deciso di effettuare un sondaggio sulle buone maniere a tavola.

Il quadro è risultato un vero disastro. Infatti, attraverso i dati, possiamo evidenziare gli errori più comuni degli italiani a tavola: l’87% crede che dire “buon appetito” sia un atto di cortesia; il 74% crede sia giusto che al brindisi venga detto “cin cin”.

Il 95% non sa che per il galateo, nel caso un piatto sia sciapo, il sale non deve mai essere chiesto alla padrona di casa:

L’82% non sa che formaggio e uova non devono mai essere tagliate con il coltello.

Il 76% non sa che il pane va spezzato con le mani

Il 93% crede che per raccogliere gli ultimi cucchiai del brodo o del consommé il piatto o la tazza debba essere rivolta verso se stessi, invece che verso l’interno del piatto.

Il 79% crede sia giusto che nelle interruzioni del pasto le posate vadano appoggiate con i lembi al piatto e le basi sulla tovaglia.

Il 56% pensa che il tovagliolo sulle gambe non possa essere utilizzato per la bocca.

Il 68% crede sia corretto mettere in bocca il cucchiaino del caffè dopo aver mescolato; l’85% non conosce la giusta posizione dei piatti, bicchieri e posate.

 

Meglio il sushi del prosciutto

Altri dati importanti riguardano le scelte degli alimenti e dei ristoranti, totalmente in contraddizione con le buone maniere e il bon ton: il 63% pensa che per essere ricercati e chic, sia necessario portare in tavola piatti esotici e la scelta migliore del ristorante per una grande occasione sia il sushi; il 56% crede non sia elegante presentare piatti del territorio ed eccellenze agroalimentari italiane; il 43% afferma che è meglio presentare come antipasto un po’ di sushi che un prosciutto tipico locale; l’ 89% pensa sia un comportamento corretto presentarsi ad un pranzo con un dolce; il 67% pensa che avere il palato molto fine e rifiutare molte portate sia un atteggiamento chic.

Fonte: salus

In 33 anni dallo 0,1% della produzione mondiale alla sfida con il Brasile

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caffè vietnamita
La raccolta del caffè in Vietnam

MILANO – La maggior parte dei coltivatori di caffè vietnamita non hanno mai sentito parlare del prezzo di un doppio latte magro; ma in qualunque momento possono dirvi il prezzo di mercato del loro caffè.

La coltivazione del caffè negli altipiani centrali del Vietnam ha fatto tanta strada da quando la prima piantina di caffè fu introdotta dai colonizzatori francesi oltre un secolo fa.

Oggi i sistemi di irrigazione sono il massimo della tecnica israeliana a goccia. Lo stesso vale per gli aggiornamenti in tempo reale dei prezzi della materia prima.

La raccolta del caffè in Vietnam
La raccolta del caffè in Vietnam

Caffè vietnamita: come si è evoluto negli anni

“Per anni ho portato il mio caffè al mercato in bicicletta” racconta Ama Diem un agricoltore di 44 anni. “Oggi è cambiato tutto: posso controllare il prezzo del caffè sul mio telefono cellulare.” prima di partire.

Il sistema è molto semplice

Basta comporre da qualsiasi telefono cellulare vietnamita la sigla “CA” abbinata 8288 per ricevere quasi istantaneamente un messaggio con i prezzi del Robusta alla Borsa di Londra e dell’Arabica a New York. Se ne occupa una ditta specializza di fornitura di dati.

Per gli agricoltori è un servizio insostituibile

Perché tutti sono ben consapevoli del fatto che il prezzo del caffè può muoversi molto in fretta.

“Questo ci permette di portare al mercato il nostro caffè quando il prezzo è alto”. Ha spiegato Diem che ha la sua piantagione nei dintorni di Buon Ma Thuot, la capitale vietnamita del caffè.

I coltivatori di caffè vietnamita hanno cambiato il mercato globale

Chiunque beva una tazza in qualunque momento del giorno e in tutto il mondo, ha un’elevata probabilità di consumare almeno alcuni chicchi di provenienza vietnamita.

Anche perché colossi come la Nestlé e la britannica Costa Coffee sono tra i principali acquirenti. Ma anche tutti i principali torrefattori italiani si approvvigionano in Vietnam.

E’ stata una progressione incredibile

In 33 anni, dal 1980, il Vietnam è passato da una produzione che valeva addirittura meno dello 0,1 per cento della produzione mondiale a circa il 13 per cento nel 2000.

Oggi il Vietnam è il secondo produttore di caffè dopo il Brasile, naturalmente il primo di Robusta. Una crescita sbalorditiva che è stata in parte l’origine del crollo dei prezzi del caffè a livello mondiale nel 1990.

Ma non si è trattato di un progresso indolore

Infatti, l’aumento di colture di caffè negli altopiani centrali ha avuto un prezzo molto alto. Alcune minoranze indigene di residenti storici hanno perso tutti i loro terreni che utilizzavano per piantagioni su larga scala. In gran parte in mano alla maggioranza Kinh che sono stati costretti ad emigrare. E tutte le manifestazioni di protesta sono state represse dalle autorità.

Come detto il paese comunista è oggi il secondo più grande produttore di caffè al mondo

Ma viene considerato soprattutto per la quantità piuttosto che per l’alta qualità. Il sapore amaro dei suoi Robusta ha conquistato pochi riconoscimenti a livello internazionale ed è per lo più esportato verde.

Tuttavia secondo Jonathan Clark, direttore generale di caffè esportazione della Dakman, “il Vietnam resta un fenomeno incredibile.” aggiungendo che le esportazioni del Paese del Sud Est asiatico hanno sfiorato quelle del Brasile. Primo produttore ed esportatore al mondo.

Secondo i dati ufficiali l’anno scorso, il Vietnam esportato 1,73 milioni di tonnellate di caffè

Un valore di circa 2,81 miliardi di euro, 3,67 miliardi dollari. Si tratta di una quantità che rappresenta oltre il 50 per cento del Robusta prodotto in tutto il mondo. Caffè che finisce soprattutto nel caffè istantaneo o nella preparazione di miscele.

Consumo di caffè in Asia è in forte aumento e i grandi torrefattori stanno tenendo d’occhio il paese che offre il prodotto al costo più basso. In cui non vi è alcuna tassa sulle esportazioni di caffè per impostare i loro acquisti ed aumentare la loro presenza a livello regionale.

Secondo Wang Jinlong, presidente di Starbucks Asia Pacifico se i volumi di consumo sono rimasti fermi a ovest

In Vietnam dove la classe media sta crescendo rapidamente e il consumo del caffè ha una lunga tradizione, l’affermazione del prodotto è una “grande opportunità”.

 

Starbucks ha aperto la sua prima caffetteria in Vietnam, nel febbraio 2013 e presto ne aprirà altre
Starbucks ha aperto la sua prima caffetteria in Vietnam, nel febbraio 2013 e presto ne aprirà altre

Starbucks – che ha aperto la sua prima caffetteria nella zona sud della capitale Ho Chi Minh City lo scorso  febbraio – ritiene che potrebbe aprirne centinaia nel prossimo futuro dato che il Paese mostra grandi opportunità di sviluppo.

Il suolo vulcanico del Paese è perfetto per la coltivazione del caffè

I consumatori di caffè a livello mondiale utilizzano per lo più Arabica – che ha 1,5 per cento di caffeina – secondo il re del caffè vietnamita Dang Le Nguyen Vu potrebbero cominciare ad orientarsi verso il gusto più deciso e la maggior quantità di caffeina. Il 2,5%, che garantisce una maggiore sferzata di energia.

Il fondatore di caffetterie e gigante della produzione Trung Nguyen

Ha ben 55 caffetterie in Vietnam e cinque di Singapore – è convinto di poter piazzare Robusta del Vietnam sempre più nelle sue rivendite e anche in altre.

In una intervista Trung Nguyen ha sostenuto che il “Robusta non è di qualità inferiore. La verità è che i consumatori hanno imparato a bere il caffè Arabica.

A questo punto al Vietnam spetta una bella responsabilità

Impostare il lavoro degli agricoltori per migliorare in fretta la qualità del prodotto locale, istruendo rapidamente gli agricoltori; completando l’introduzione di irrigazione ad alta tecnologia, riducendo l’uso di pesticidi ed aumentando il reddito dei produttori. E cominciare a puntare anche sull’Arabica. Così come sta già succedendo senza fare troppi annunci.

Il Vietnam ha cominciato a produrre, senza fare troppa pubblicità, Arabica e sta sostituendo piante di Robusta con Arabica
Il Vietnam ha cominciato a produrre, senza fare troppa pubblicità, Arabica e sta sostituendo piante di Robusta con Arabica

Trung Nguyen, che già esporta in 60 Paesi, e Vu

Hanno detto che il recente arrivo di Starbucks in Vietnam ha aumentato la loro determinazione di aprire presto negli Stati Uniti caffetterie in stile tradizionale vietnamita. Cioè con caffè forte preparato in filtri a goccia individuali.

“Dobbiamo essere in grado di superare Starbucks. Dobbiamo offrire qualcosa di più attraente per i consumatori degli Stati Uniti.” Ha detto Vu. Aggiungendo: “Voglio che il mondo capisca che il caffè vietnamita è il migliore, il più pulito, il caffè più speciale”.

Ecco il modo classico per preparare il caffè alla vietnamita: latte sul fondo del bicchiere, contenitore di acqua e polvere di caffè appoggiati su un filtro
Ecco il modo classico per preparare il caffè alla vietnamita: latte sul fondo del bicchiere, contenitore di acqua e polvere di caffè appoggiati su un filtro

 

RICERCA DEL MARIO NEGRI – Caffè, 3-4 tazzine al giorno fanno bene

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benefici caffè tazzina
La tazzina riscaldata migliora il risultato finale

MILANO – Nelle persone sane il caffè, a dosi moderate di 3-4 tazzine al giorno, non fa male alla salute, anzi. Potrebbe avere alcuni effetti benefici. Lo si afferma in `Caffè e Salute´, l’ultimo booklet scaturito dalle ricerche dell’IRCCS  Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano.

Mario Negri studia gli effetti benefici del caffè

Nei Paesi del Nord Europa, dove il consumo di frutta e verdura è scarso e quello di caffè alto; vi si legge – il caffè è l’ alimento che fornisce all’organismo la maggior parte degli antiossidanti; in Italia, dove frutta e verdura fanno parte della comune dieta, 3-4 tazzine di caffè ne raddoppiano l’apporto.

«Bisogna non fare confusione tra effetti della caffeina e del caffè – dice Alessandra Tavani. Capo del Laboratorio di Epidemiologia delle Malattie Croniche presso il Mario Negri. – La caffeina della tazzina di caffè è ritenuta responsabile della diminuzione del senso di fatica, dell’aumento della vigilanza e dell’ aumento della mobilità intestinale.

Inoltre, a dosi appropriate, potenzia gli effetti antidolorifici dell’ aspirina».

Altri componenti del caffè (fra cui i polifenoli)

Potrebbero avere, secondo la ricercatrice – effetti favorevoli prevenendo l’insorgenza di malattie cardiovascolari, cirrosi epatica.

Oltre che dei tumori del cavo orale, del fegato, dell’endometrio e forse del colon-retto. Dati recenti mostrano che il caffè sembra essere associato a una diminuzione di mortalità totale. Anche se i risultati devono essere confermati.

Tornando alla caffeina

Davanti ad essa non tutti gli individui sono uguali: una volta ingerita, alcuni la eliminano velocemente, altri lentamente. Questi ultimi sono coloro che sostengono di non dormire se prendono il caffè dopo le 17. Altri riferiscono tachicardia.

«È bene che chi non tollera la caffeina; avverte Tavani – si astenga dal consumo di caffè oppure utilizzi caffè decaffeinato».
Quanto all’interazione coi farmaci, l’unica sostanza per cui quella col caffè è pericolosa è l’efedra e i suoi derivati; efedrina e pseudo-efedrina, che può provocare, in qualche caso, tachicardia, ipertensione; aritmia cardiaca ed emorragie intracraniche, eventi talvolta gravi, anche mortali.

«Consumando 3-4 tazzine al giorno, una persona sana può godere del piacere di bere un buon caffè senza temere per la propria salute». Parola di Alessandra Tavani. Capo del Laboratorio di epidemiologia delle malattie croniche dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano.

Ma cosa succede alla caffeina quando viene ingerita?

«Parlando di persone adulte e sane, escludendo le donne in gravidanza – continua Tavani – la caffeina ingerita entra in circolo in circa 30 minuti. Viene poi assorbita al 99% nel giro di un’ora; inoltre non si lega alle proteine plasmatiche, ha il suo picco massimo di concentrazione dopo 2 ore dall’assunzione e i suoi livelli plasmatici vengono dimezzati in 3-4,5 ore».

Ma non tutti sono ugualmente sensibili alla caffeina

«Esistono metabolizzatori lenti e metabolizzatori veloci, sembra che questo dipenda dalle caratteristiche genetiche della persona», riferisce la ricercatrice del Mario Negri.

In conclusione, ecco la ricetta degli scienziati: «In base alle conoscenze attuali, in una persona sana e non sensibile alla caffeina, dosi moderate di caffè. Come 3-4 tazzine al giorno che corrispondono per il caffè espresso e moka a circa 240-300 milligrammi di caffeina, assunti durante l’arco del giorno, non nuocciono alla salute, ma possono apportare benefici tuttora in attesa di conferma .