venerdì 16 Gennaio 2026
Home Blog Pagina 3829

Un caffé Nespresso con George Clooney e la raccolta differenziata vola

0
George Clooney
George Clooney è molto più di un testimonial per Nespresso ma orienta l'impegno dell'azienda sul fronte solidale

MONZA – Chissà se anche George Clooney fa la raccolta differenziata? Chissà se anche lui come ogni comune mortale divide l’umido dalla carta, il vetro dalla plastica e via dicendo? Molto probabilmente sì. Anzi, sicuramente sì e altrettanto sicuramente la Nespresso, l’azienda per la quale la star di Hollywood fa da testimonial da qualche anno, ha dimostrato di avere una certa sensibilità sull’argomento.

Succede infatti che fra pochi giorni entrerà in vigore una convenzione stipulata fra amministrazione comunale, l’azienda, la federazione italiana servizi pubblici ambientali e il consorzio imballaggi alluminio mirato, così come dice la delibera, «a finalizzare l’attività di raccolta e recupero delle capsule di alluminio immesse nel mercato». Facciamo un passo indietro. Anzi, visto che abbiamo a che fare con uno degli attori più famosi del cinema internazionale, facciamo un flash back.

George Clooney sensibile all’ambiente

Lo scorso dicembre la Nespresso apre a Monza, in via Italia, nel salotto buono della città, un negozio. Anzi no, apre una boutique. Il prodotto, soprattutto sotto Natale, va a ruba a quel punto per migliaia di persone e per il Comune si pone il problema di come smaltire le capsule avanzate dalla preparazione del caffé. Sono tante. Tantissime. E non sono fatte come le altre, sono in alluminio e quindi serve un trattamento particolare.

Ecco quindi arrivare l’intesa col Comune che entrerà in vigore entro la fine del mese

E che consentirà ai cittadini di portare al negozio le capsule usate, dove poi passerà a ritirarle l’azienda che si occupa della nettezza urbana. L’alluminio finirà in fonderia, mentre i residui del caffè negli impianti di compostaggio. Tutto sommato fa bene al cuore vedere che chi è abituato alla grandezza di Hollywood si occupa anche dei dettagli quotidiani. Fonte: mb

Safemtech: Goglio e Università di Zaragoza unite nella ricerca sul packaging

0
Progetto Safemtech

MILANO – Il progetto Safemtech ha riunito lo scorso venerdì 19 aprile 2013, nella suggestiva cornice dell’Hotel Villa Porro Pirelli di Induno Olona (Varese), oltre 150 operatori del settore del packaging provenienti da tutta Europa. Un evento di indiscussa risonanza per gli addetti ai lavori, che non si sono lasciati sfuggire l’occasione per approfondire temi di assoluta attualità e rilevanza.

Il progetto Safemtech

Nasce con l’obiettivo di analizzare le interazioni tra imballaggio e prodotto e di sviluppare pack “intelligenti”, modulati rispetto al contenuto. Finanziato dalla Comunità Europea all’interno del progetto Iapp – Marie Curie Fellowship, il progetto vanta la collaborazione dell’eccellenza industriale, rappresentata dalla società Goglio, multinazionale leader nella produzione di imballaggi flessibili per alimenti, e del prestigio accademico del gruppo Guia dell’Università spagnola di Zaragoza.

Dalla metà del 2010, anno in cui è stato inaugurato il progetto, i dipendenti Goglio e i ricercatori Guia hanno operato fianco a fianco, ciascuno apportando il proprio peculiare e fondamentale contributo.

Da un lato, l’approccio industriale ha permesso di focalizzare la ricerca sulle reali necessità e aspettative dell’utilizzatore finale, proponendo soluzioni applicabili all’interno del ciclo produttivo aziendale. Dall’altro Guia, attiva nell’ambito della ricerca sul Food Packaging fin dal 1998, ha donato al progetto tutta l’esperienza e il know-how che solo un partner universitario con alle spalle un bagaglio di oltre 40 prestigiosi progetti di studio può dare. Il convegno odierno rappresenta il primo incontro di aggiornamento: protagonisti sono gli stessi studiosi, che hanno portato all’attenzione della platea lo stato dell’arte della ricerca.

Ecco quindi che sul palco si sono alternati

Osvaldo Bosetti e Cristina Nerin, rispettivamente coordinatori del progetto per Goglio e Unizar, e i ricercatori F. Isella, J. S. Felix, J. Salafranca, e D. Carrizo, con la partecipazione di C. Simoneau del JRC Ispra. Gli interventi, focalizzati su PAA, NIAS e “active packaging”, si sono conclusi con una tavola rotonda guidata da M.R. Milana dell’Istituto Superiore di Sanità. Sul sito www.safemtech.eu sono disponibili tutte le informazioni sul progetto e gli atti del primo seminario. Rimaniamo in attesa del prossimo appuntamento in cui si presenterà la seconda parte dei lavori prima della chiusura del progetto. Info: Goglio S.p.A. Via dell’Industria, 7 21020 Daverio (VA) www.goglio.it

Costadoro ha aperto il Coffee Lab Diamante nell’affascinante sede di Palazzo Bricherasio luogo dove la cultura del caffè trova la massima espressione

0
Costadoro Lab Diamante notturna Costadoro Il Costadoro Coffee Lab Diamante in una bella immagine notturna
Il Costadoro Coffee Lab Diamante in una bella immagine notturna

TORINO – Oggi apre al pubblico nel capoluogo piemontese il Costadoro Coffee Lab Diamante, un luogo dove la cultura del caffè espresso ma più in generale l’abilità tutta italiana di offrire ospitalità e comfort troveranno la massima espressione. 300 metri quadrati di superficie totale coperta disegnati dal progetto avveniristico degli architetti Domenino-Prete che hanno ideato per il Diamante uno stile assolutamente minimale pulito con una prevalenza dei colori caratteristici del noto marchio di caffè torinese: il marrone e il bianco.

Costadoro Coffee Lab Diamante: il locale è principalmente in vetro

Ed i suoi dettagli architettonici sono stati accuratamente studiati in modo da mantenere un collegamento stilistico con la splendida e unica struttura di Palazzo Bricherasio. All’interno del Diamante anche la tecnologia sarà al servizio degli ospiti, soprattutto per favorire una “connessione” costante con la città, i suoi eventi, i suoi protagonisti. Oltre al Wi-fi gratuito, i clienti potranno infatti accomodarsi in una zona dedicata dove ai tavoli troveranno a disposizione 8 iPad per informarsi su tutto ciò che avviene a Torino e dintorni, dagli spettacoli musicali alle mostre d’arte, dall’ubicazione delle “Tobike” a noleggio fino all’orario dei treni.

Sempre nella “Zona info” potranno essere consultati gratuitamente i principali quotidiani

Inoltre, grazie alla collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Torino 4 schermi proporranno informazioni sulla città e sulle manifestazioni in programma. Il bancone del Lab Diamante con tutto il personale schierato Ma sarà anche un luogo di cultura a tutto tondo, dove si spazierà da eventi e degustazioni su temi legati all’enogastronomia e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio fino alle presentazioni di libri, mini talk show e momenti dedicati a giovani talenti artistici che in questo modo avranno la possibilità di farsi conoscere dal grande pubblico.

Un ruolo davvero importante è poi affidato al personale, in totale 21 dipendenti: al Costadoro Coffee Lab Diamante infatti camerieri e barman parleranno le principali lingue europee (inglese, francese, tedesco, spagnolo)

Ma anche il polacco, il russo e il portoghese. I menù saranno scritti in tutte le principali lingue e saranno disponibili per la consultazione dei clienti sia in versione cartacea che su iPad, attraverso il quale -una novità assoluta per Torino- potranno anche ordinare direttamente. Una particolare attenzione verrà riservata al pubblico non vedente, grazie alla collaborazione con l’Uic (Unione italiana ciechi) che ha permesso di realizzare uno speciale menù in Braille.

Dalla colazione del mattino (che potrà essere a scelta dolce o salata, come nella tradizione internazionale) al pranzo (che presenterà proposte veloci e leggere per una pausa ideale della giornata di lavoro o menu più completi con piatti caldi e freddi), proseguendo con i break pomeridiani a base di tante specialità di caffè fino al momento dell’aperitivo pre-serale con cocktail inediti e bollicine accompagnati da stuzzicanti specialità gastronomiche.

La domenica dalle 10.00 alle 14.00 sarà possibile gustare il Brunch Diamante, con un variegato buffet dolce-salato secondo tradizione. Il gelato rappresenterà, assieme al caffè, il fiore all’occhiello. Verrà fatto artigianalmente da personale Costadoro con la supervisione del noto Mastro gelataio di Genova Roberto Ciarapica nell’avveniristico laboratorio del locale dotato di mantecatori, pastorizzatori e planetarie di ultima generazione.

L’esterno della nuova caffetteria Lab Diamante Dunque il caffè Diamante è tutto fuorchè un bar qualsiasi

E non è un caso se il Comune e la Soprintendenza hanno seguito passo dopo passo la sua sofferta realizzazione e se Palazzo civico ne potrà utilizzare una parte per organizzare convegni e dibattiti. Il risultato, adesso, è sotto gli occhi di tutti e i primi a rallegrarsene sono stati i titolari di Banca Sella, i nuovi proprietari del Palazzo che ai propri uffici volevano abbinare un raffinato angolo di loisir.

«E’ il nostro fiore all’occhiello – ha spiegato Giulio Trombetta, amministratore delegato di Costadoro – è la nostra ammiraglia, non solo un posto dove far colazione di fronte a una delle piazze più belle e metafisiche, ma anche un luogo di cultura, in grado di accogliere i turisti al meglio, dove si organizzano mini-talk show e tanti altri eventi culturali». Dove Palazzo Bricherasio Via Teofilo Rossi di Montelera n° 2 (zona esterna del seicentesco Palazzo Bricherasio)

Quando Aperto tutto l’anno, 7 giorni su 7 (dalle ore 7 alle 21) La scheda sintetica Costadoro Il Gruppo Costadoro, produttore di caffè tostato per il settore dei pubblici esercizi, rappresenta oggi una delle più fiorenti realtà industriali del nord Italia. Con oltre 150 milioni di tazzine servite all’anno ha una connotazione mondiale di primo piano essendo presente in oltre 30 Paesi (circa il 35% della quantità di caffè tostato all’anno è destinato a mercati esteri).

Grazie all’attenzione e alla cura impiegata nella produzione del caffè il Gruppo – la cui storia inizia nel 1890 a Torino – si è guadagnato un ruolo di primordine sul mercato internazionale e oggi il marchio Costadoro è un punto di riferimento fondamentale nella diffusione della cultura del caffè espresso italiano nel mondo. L’innovativo processo di lavorazione del caffè eseguito da Costadoro avviene nel pieno rispetto di una tradizione secolare che ha nell’approvvigionamento, nella tostatura e nella selezione i principali motivi di distinzione, coniugandoli all’impiego di tecnologie avanzate e alla costante ricerca in campo scientifico.

Coffeee Week 2013: centinaia di appuntamenti in tutto il Regno Unito

0
Coffeee Week 2013

MILANO – Quella che inizia quest’oggi sarà, in tutto il Regno Unito, una settimana all’insegna del caffè. È al via infatti la Coffeee Week 2013, terza edizione dell’iniziativa lanciata nel 2011 da Allegra Foundation, la onlus di Allegra Group, il noto gruppo londinese specializzato in consulting, ricerche di mercato e organizzazione di eventi con un focus particolare sul settore del caffè.

Coffee Week 2013: dal 22 al 28 aprile, questo grande happening proporrà un ricco programma di eventi

– degustazioni, dimostrazioni di baristi, promozioni di prodotti, mostre di arte e cultura locale, approfondimenti sul mondo e i paesi del caffè – che coinvolgeranno decine di location in Inghilterra, Irlanda del nord, Scozia e Galles. Hanno dato la loro adesione centinaia di esercenti indipendenti, numerose aziende di torrefazione nazionali e locali, così come alcuni tra i massimi protagonisti della scena di oltremanica, compresi Starbucks, Costa Coffee, Caffè Nero e Whittard of Chelsea.

Scopo dell’iniziativa, raccogliere fondi a favore di Project Waterfall

Un progetto che mira a migliorare la qualità della vita delle comunità rurali dei paesi produttori di caffè dell’Africa, favorendo l’accesso all’acqua potabile e a migliori condizioni igieniche. Il primo intervento – attuato in collaborazione con la ong internazionale WaterAid – sta interessando il distretto di Mbulu, nel nord-est della Tanzania. In cabina di regia, un comitato direttivo che contribuisce a elaborare il programma e a coordinare gli eventi, di cui fanno parte, tra gli altri, Starbucks, Kenco Millicano, Taylors Street Baristas, Lotus Bakeries, La Marzocco, Lavazza, Solo Cup. Evento clou della settimana, il terzo London Coffee Festival, che andrà in scena dal 25 al 28 aprile negli spazi della Old Truman Brewery, un ex birrificio dell’est londinese riconvertito, dopo 15 anni di degrado, in un vivace spazio commerciale e creativo.

Coffee Week 2013: quattro giorni all’insegna della cultura del caffè, del tè

Con incursioni in altri territori gastronomici, come quelli del cioccolato, della birra, dell’alta pasticceria e della cucina etnica. Nella Make Decent Coffee Lounge, i visitatori avranno l’opportunità di imparare da un team di esperti tutti i segreti per la preparazione corretta del caffè casalingo. Lo spazio “The Lab” accoglierà un intenso programma di workshop, dimostrazioni interattive, masterclass di degustazione di tè e caffè, conversazioni, conferenze e dibattiti.

Da segnalare l’evento “The Evolution of Espresso: A Short History of Technology and Taste”, presentato da La Cimbali e dal professor Jonathan Morris dell’università di Hertfordshire, autore noto ai nostri lettori per i numerosi interventi sulle colonne di Comunicaffè e Comunicaffè International. Al termine della conferenza, il pubblico sarà invitato a visitare lo stand de La Cimbali dove è stata allestita una mostra con una selezione di modelli storici provenienti dal museo Mumac di Binasco.

Per chi fosse alla ricerca di un’appagante esperienza multisensoriale va raccomandato lo spazio “The Roastery”

Una vera e propria torrefazione pop-up all’interno della quale Jeremy Torz e Steven Macatonia, fondatori di Union Hand-Roasted Coffee, proporranno ogni giorno il loro caffè fresco tostato artigianalmente. A completare l’esperienza gastronomica all’interno del Old Truman Brewery, l’Artisan Market e lo Street Food Market. Il London Coffee Festival sarà teatro delle finali del UK Barista Championships. Il vincitore – si gareggerà sabato e domenica con macchine San Remo – verrà proclamato campione del Regno Unito e staccherà il biglietto per i mondiali Wbc di Melbourne. La kermesse londinese sarà inoltre il terreno di gara delle altre competizioni di caffetteria del circuito World Coffee Events. In pedana, i finalisti di Brewers Cup, Cup Tasting Competition, Coffee in Good Spirits e Ibrik Competition.

Burundi: gli esperti dell’Onu contro la privatizzazione del settore caffeicolo

0
burundi
La bandiera del Burundi

MILANO – No alle privatizzazioni attuate a ogni costo. Questo l’appello lanciato, a fronte della privatizzazione in atto del settore del caffè in Burundi, da due specialisti dell’Onu: Olivier De Schutter, relatore speciale Onu sul diritto all’alimentazione, e Cephas Lumina, esperto indipendente su debito estero e diritti umani. Il Burundi “sta riformando il settore del caffè in un modo che rischia di destabilizzare i mezzi di sussistenza di un gran numero di piccoli produttori” sostengono De Schutter e Lumina in una nota diffusa giovedì.

Burundi: il caffè contribuisce all’80% dei proventi dell’export

Che secondo alcune statistiche è il terzo paese più povero del mondo. Il 55% della popolazione (circa 750mila nuclei familiari), in massima parte piccoli produttori, dipende da questa coltura. La privatizzazione della filiera è stata avviata dal governo nel biennio del 2008-2009.

“Le popolazioni vulnerabili non devono essere prese in ostaggio dalle politiche fallite del passato” affermano i due esperti con riguardo alle politiche di adeguamento strutturale che hanno incoraggiato i paesi in via di sviluppo a privatizzare le imprese pubbliche nei decenni trascorsi. “Gli Stati non devono confondere le loro priorità con quelli delle imprese”.

“Vi sono segni inquietanti che dimostrano come gli interessi dei produttori non siano stati tenuti in alcun conto nel processo di riforma nonostante l’apertura delle organizzazioni dei caffeicoltori a una riforma della filiera che consentisse loro di salire nella catena del valore” dichiarano ancora Schutter e Lumina, che criticano in particolare l’operato della Banca Mondiale, che avrebbe subordinato il suo sostegno ai programmi di assistenza sanitaria all’attuazione delle riforme nel settore del caffè.

“Ci rammarichiamo del fatto che la Banca continui a ritenere di non essere tenuta a prendere in considerazione i diritti umani nei suoi processi decisionali quando le politiche che essa raccomanda hanno un impatto molto concreto sui diritti e i mezzi di sussistenza dei produttori” conclude la nota.

Il reportage che racconta l’evoluzione del settore del caffè vietnamita

0
mard Vietnam associazionismo Una bella immagine scattata in una piantagione del Vietnam genere
Una bella immagine scattata in una piantagione del Vietnam

MILANO – Un reportage dell’agenzia France Presse – ripreso da numerosi media di tutto il mondo – descrive i cambiamenti che stanno interessando il settore vietnamita del caffè. A oltre un secolo e mezzo dall’introduzione della coltura, avvenuta ad opera dei colonizzatori francesi attorno al 1857, la produzione di caffè avviene oggi in Vietnam con criteri modernissimi avvalendosi di sofisticati sistemi di irrigazione, messi a punto dagli specialisti israeliani, e utilizzando le più avanzate tecnologie telematiche.

Come ad esempio un servizio di informazione via sms, che consente ai contadini di ricevere in tempo reale le quotazioni delle borse. “Prima avevo l’abitudine di portare il caffè al mercato in bicicletta – racconta a questo proposito un produttore quarantaquattrenne – adesso, prima di muovermi, controllo prima i prezzi sul mio telefono cellulare”.

Il reportage racconta come il boom del caffè in Vietnam abbia avuto anche il suo rovescio della medaglia

L’espansione della coltura nell’area degli altipiani centrali è avvenuta a discapito del tessuto socio-economico tradizionale e delle minoranze etniche (in particolare dei montagnard, ndr.). Nel reportage si mostra la popolazione locale che ha perso spesso le proprie terre ed è stata costretta a emigrare. Le manifestazioni di protesta e dissenso nei primi anni duemila sono state represse.

Ma i progressi del comparto sono stati eccezionali. Dallo 0,1% della produzione mondiale nel 1980, il Vietnam è salito al 13% nel 2000. Nell’anno solare 2012 (dati Ico), il paese indocinese ha venduto all’estero 25,475 milioni di sacchi di caffè (+44,1% sul 2011), su un totale mondiale di 46,616 milioni di sacchi di robusta esportati.

Il passo successivo?

Valorizzare il già promettente mercato interno, dove coesistono gli esercizi tradizionali e le sempre più numerose catene di caffetterie, nazionali ed estere, che beneficiano anche del crescere del tenore di vita del ceto medio e dell’affermarsi del lifestyle occidentale. Ma anche valorizzare il prodotto vietnamita, spesso sinonimo di caffè low cost, sui mercati di tutto il mondo. Un risultato da raggiungere migliorando gli standard qualitativi e lavorando con i produttori per perfezionare le tecniche agricole, ridurre l’utilizzo di pesticidi e accrescere il valore aggiunto.

Tra gli apripista di questa nuova strategia di sviluppo il carismatico “re del caffè” vietnamita Dang Le Nguyen Vu, fondatore del colosso Trung Nguyen, che ha dichiarato in una recente intervista “il robusta non è di minore qualità. È semplicemente che la gente, in tutto il mondo, ha imparato a bere caffè arabica”.

E mentre Starbucks sbarca in Vietnam – il primo locale pilota è stato inaugurato lo scorso febbraio a Ho Chi Minh City – Trung Nguyen, che esporta già in una sessantina di paesi di tutto il mondo, annuncia l’intenzione di aprire delle caffetterie negli States. “Potremo battere anche Starbucks– ha dichiarato Vu – se saremo in grado di attrarre il consumatore americano con qualcosa di nuovo e diverso”.

La magia di Starbucks nel mercato greco trasforma gli incassi in perdite

0
iva grecia
In Grecia si torna pian piano alla normalità

MILANO – Incassi per 244 milioni di euro in dieci anni senza pagare al fisco neppure un caffè. E’ l’impresa, per certi versi straordinaria, messa a segno da Starbucks Grecia, la controllata ellenica delle celebre catena statunitense di caffetterie. La denuncia arriva da Forologoumenos, associazione di contribuenti greci molto attenta a monitorare spese della pubblica amministrazione e irregolarità fiscali, che ha messo on line i bilanci di Marinopoulos Coffe company, la joint venture con cui Starbucks opera nel paese a partire dal 2003.

Negli ultimi 10 anni i 36 punti vendita della catena hanno incassato quasi 250 milioni di euro e generato un utile lordo, ossia prima del pagamento delle tasse, di 174 milioni. Peccato che poi, al momento di versare le tasse i profitti si trasformassero in perdite (53 milioni in 10 anni) e pertanto nulla fosse dovuto al fisco ellenico. I guadagni venivano infatti spostati nella capogruppo olandese a cui fanno capo tutte le attività di Starbucks in Europa, Africa e Medio Oriente. In Olanda la tassazione sui profitti d’impresa si ferma al 25% e una volta tassate le somme possono essere spostate in paradisi fiscali senza ulteriori prelievi.

Starbucks Grecia fa quadrare magicamente i conti

Tecnicamente sembra essere tutto legale anche se Forologoumenos avanza alcuni dubbi sull’eccessiva accondiscendenza da parte del fisco ellenico che non si sarebbe fatto troppe domande sulle audaci pratiche tributarie della multinazionale. A cominciare da quella più ovvia: perché tenere aperti 36 negozi perennemente in perdita? Per quanto in regola con il fisco Starbucks lo è, ovviamente, molto meno con l’etica.

Come è ormai tristemente noto la Grecia sta attraversando una gravissima crisi non solo economica ma anche sociale ed umanitaria

Usare ogni sotterfugio, ai limiti della legalità, per incamerare profitti a scapito della collettività potrebbe avere quanto meno ricadute di immagine. Starbucks del resto non è nuova a questi giochi di prestigio fiscali, peraltro utilizzati anche se in modo meno spinto da molti altri colossi a stelle e strisce. In Gran Bretagna la catena si è “pentita” ha dichiarato di aver pagato poche tasse cercando, lo scorso anno, un accordo con il fisco britannico.

Nel 2012 un’indagine dell’agenzia Reuters ha messo in evidenza come in 13 anni la società abbia pagato al fisco inglese appena 8,6 milioni di sterline a fronte di vendite per oltre 3 miliardi. Anche in questo caso tutto passa attraverso l’Olanda e la stessa tecnica sarebbe stata usata per i profitti ottenuti in Francia e Germania. Basti pensare che nel 2011 Starbucks affermava di aver ottenuto 40 milioni di profitti dalle sue attività europee sebbene le holding tedesche e francesi mettessero a bilancio perdite per 60 milioni. In Grecia questo dribbling degli obblighi fiscali ha prodotto il suo risultato più ‘spettacolare’. Nel posto e nel momento più sbagliati. Fonte: Il fatto quotidiano

Favola Cappuccino Lavazza: nuovo modo semplice per preparare le ricette

0
Macchina lavazza Favola
Macchina lavazza Favola

MILANO – In molti Paesi, il caffè espresso è un ingrediente, quasi un propulsore, della vita quotidiana: le diverse specialità della tradizionale caffetteria italiana, tra cui il cappuccino e il latte macchiato, sono sempre più amate e richieste in tutto il mondo. Ma molti consumatori hanno difficoltà a prepararli in modo corretto e in tempi rapidi. Da oggi sarà più facile prepararli a casa grazie utilizzando Favola ™Cappuccino, la nuova macchina del sistema A Modo Mio che Lavazza ed Electrolux hanno progettato e costruito insieme.

Il funzionamento di questa novità è essenziale: basterà versare il latte fresco nell’apposito bicchiere e premere un pulsante per ottenere, in un minuto soltanto, una crema di latte dalla texture compatta e vellutata esattamente come quella di un bar come si deve. La garanzia di un perfetto risultato è data dalla qualità e dal gusto dell’espresso A Modo Mio, e dalla tecnologia Click’n Cappuccino brevettata da Lavazza, che combina l’azione del getto di vapore, sempre alla temperatura esatta, e il movimento del frullino, che si sostituisce alla mano del barista più esperto.

Favola ™Cappuccino permette di scegliere addirittura tra quattro diversi programmi automatici per l’emulsione del latte fresco

In base alle proprie preferenze o alla specialità, calda o fredda, che si vuole realizzare: un cremoso cappuccino, un vellutato latte macchiato. Data la criticità della pulizia per tutte le macchine di caffetteria, il progetto Lavazza Electrolux hanno tenuto nella massima considerazione la semplicità nella pulizia di tutti i particolari. Perché tutte le parti di Favola Cappuccino che entrano in contatto con il latte sono lavabili in lavastoviglie. Naturalmente Favola Cappuccino funziona esclusivamente con le cialde dell’ampia gamma Lavazza A Modo Mio.

La macchina consente di preparare l’espresso e il caffè lungo in dosi preimpostate

E’ dotata di caldaia Thermoblock, della funzione di controllo elettronico della temperatura e di un sistema di auto-spegnimento. E’ arricchita inoltre dalla griglia poggia tazzina in acciaio e dall’illuminazione a led del vano tazzina, per un’erogazione del caffè davvero scenografica. I progettisti non si sono scordati degli abbinamenti con gli arredamenti delle cucine moderne. Così Favola Cappuccino è disponibile in due colori: Metal Grey e Metal Red.

Il caffè ha effetti differenti su uomini e donne: agisce in base agli ormoni

0
caffè, donne, fertilità caffeina

MILANO – La caffeina agisce in maniera diversa in maschi e femmine. In particolare, l’effetto sui riflessi sembra maggiore nelle donne rispetto agli uomini. E’ quanto emerge da uno studio Usa che verrà’ presentato ad un convegno della American Society for Nutrition da Jennifier Temple, ricercatrice del Dipartimento di psicologia della Buffalo University.

Maschi e femmine: come reagiscono alla caffeina

L’autrice dello studio e colleghi hanno sottoposto 96 bambini e adolescenti a diversi test per valutare la loro reattività e memoria, dopo aver somministrato ad alcuni caffeina e ad altri placebo. Tutti i giovanissimi ai quali era stata data la caffeina mostravano un deciso miglioramento della memoria, ma le femmine rispetto ai maschi si sono dimostrate nettamente superiori nei test di reattività.

Tra le adolescenti è stato inoltre riscontrata una variazione del ciclo mestruale. Questa è la prima volta che vengono analizzati gli effetti della caffeina in base al sesso del consumatore, e i risultati lasciano pensare che la caffeina non sia l’unica “droga” la cui azione è influenzata dagli ormoni, aprendo così nuovi orizzonti per quanto riguarda la lotta alle dipendenze da sostanze d’abuso, con eventuali terapie mirate per uomini e donne.

Una seconda ricerca sempre focalizzata sulle proprietà del “chicco” più amato dagli italiani

Temple ha dimostrato che la caffeina può modificare il nostro gusto tanto da aumentare il gradimento verso un certo alimento piuttosto che un altro. Nello studio, 68 uomini e donne di età compresa tra i 18 e 50 anni hanno mangiato per 4 giorni yogurt di diversi gusti. Ad alcuni partecipanti è stata data una bevanda contenente caffeina mentre ad altri un placebo.

I ricercatori hanno visto che tra chi assumeva caffeina c’era un progressivo incremento del gradimento dello yogurt, cosa che invece non è avvenuta tra chi assumeva placebo. «Il prossimo passo sarà fare lo stesso esperimento con frutta e vegetali», conclude l’autrice Fonte: Buffalo University.

SAN GIOVANNI LUPATOTO – Riuscito il 7° record di Diana

0
ettore diana

SAN GIOVANNI LUPATOTO (Verona) – Pieno successo sabato per la manifestazione organizzata per la posa della prima pietra delle nuova sede della cooperativa sociale La Ginestra. Altrettanto successo anche per il tentativo di Guinness dei primati per il barman Ettore Diana.

L’operatore ha preparato 1.200 caffè in 3 ore e 20 minuti usando una moka alta 85 centimetri in grado di fare 150 caffè alla volta.

Ettore Diana entra nel Guinness

«La certificazione del record, eseguita da tre funzionari comunali, è stata inviata a Londra dove verrà registrata nel libro dei Guinness». Ha detto lo stesso Ettore Diana.

L’eclettico barman lupatotino (abita in viale Olimpia) si avvia a firmare, questa volta insieme a Orlando Leone, proprietario della supermoka, il settimo Guinness dei primati.

Conquistato dopo aver fatto lo spritz, il cocktail, il tè, il cappuccino, la tisana e il caffè più grandi del mondo. Per poi essere diventato il miglior barman del pianeta lo scorso ottobre vincendo i Campionati mondiali di Pechino.

«Fare del bene fa bene», ha commentato Diana

Riferendosi al Guinness che ha portato alla raccolta di oltre 2.000 euro per La Ginestra grazie alle offerte fatte da chi beveva i caffè. Così ha richiamato ieri al bocciodromo comunale moltissimi lupatotini nonostante il tempo inclemente.

Prima del record c’è stata la posa della prima pietra della nuova sede della cooperativa per disabili

La presidente del sodalizio Amabile Dal Sasso ha detto: «Oggi per noi è una giornata di festa. Perché posiamo il primo mattone di laboratorio e uffici che costituiranno la nuova sede operativa. Penseremo in un momento successivo a come pagare l’opera, ma sono sicura che ce la faremo.

Ringraziamo gli sponsor e le autorità. Anche quelle che oggi non sono potute intervenire ma che sappiamo esserci vicine, dall’assessore regionale Sernagiotto a quello provinciale Sachetto ai responsabili delle Ulss».

Fonte: l’Arena