venerdì 16 Gennaio 2026
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Costadoro ha aperto a Torino il Coffee Lab Diamante nell’affascinante sede di Palazzo Bricherasio, luogo dove la cultura del caffè trova la massima espressione

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COSTADORO COFFEE LAB

TORINO – È aperto al pubblico nel capoluogo piemontese il Costadoro Coffee Lab Diamante, un luogo dove la cultura del caffè espresso ma più in generale l’abilità tutta italiana di offrire ospitalità e comfort troveranno la massima espressione.

In 300 metri quadrati di superficie totale coperta disegnati dal progetto avveniristico degli architetti Domenino-Prete che hanno ideato per il Diamante uno stile assolutamente minimale pulito con una prevalenza dei colori caratteristici del noto marchio di caffè torinese: il marrone e il bianco.

Il locale è principalmente in vetro ed i suoi dettagli architettonici sono stati accuratamente studiati in modo da mantenere un collegamento stilistico con la splendida e unica struttura di Palazzo Bricherasio.

All’interno del Diamante anche la tecnologia sarà al servizio degli ospiti, soprattutto per favorire una “connessione” costante con la città, i suoi eventi, i suoi protagonisti.

Oltre al Wi-fi gratuito, i clienti potranno infatti accomodarsi in una zona dedicata dove ai tavoli troveranno a disposizione 8 iPad per informarsi su tutto ciò che avviene a Torino e dintorni, dagli spettacoli musicali alle mostre d’arte, dall’ubicazione delle “Tobike” a noleggio fino all’orario dei treni. Sempre nella “Zona info” potranno essere consultati gratuitamente i principali quotidiani.

Inoltre, grazie alla collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Torino 4 schermi proporranno informazioni sulla città e sulle manifestazioni in programma.

 

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Il bancone del Lab Diamante di Torino con tutto il personale schierato

Ma sarà anche un luogo di cultura a tutto tondo, dove si spazierà da eventi e degustazioni su temi legati all’enogastronomia e alla valorizzazione delle eccellenze del territorio fino alle presentazioni di libri, mini talk show e momenti dedicati a giovani talenti artistici che in questo modo avranno la possibilità di farsi conoscere dal grande pubblico.

Un ruolo davvero importante è poi affidato al personale, in totale 21 dipendenti: al Diamante infatti camerieri e barman parleranno le principali lingue europee (inglese, francese, tedesco, spagnolo) ma anche il polacco, il russo e il portoghese. I menù saranno scritti in tutte le principali lingue e saranno disponibili per la consultazione dei clienti sia in versione cartacea che su iPad, attraverso il quale -una novità assoluta per Torino- potranno anche ordinare direttamente.

Una particolare attenzione verrà riservata al pubblico non vedente, grazie alla collaborazione con l’UIC (Unione Italiana Ciechi) che ha permesso di realizzare uno speciale menù in Braille.

Dalla colazione del mattino (che potrà essere a scelta dolce o salata, come nella tradizione internazionale) al pranzo (che presenterà proposte veloci e leggere per una pausa ideale della giornata di lavoro o menu più completi con piatti caldi e freddi), proseguendo con i break pomeridiani a base di tante specialità di caffè fino al momento dell’aperitivo pre-serale con cocktail inediti e bollicine accompagnati da stuzzicanti specialità gastronomiche.

La domenica dalle 10.00 alle 14.00 sarà possibile gustare il Brunch Diamante, con un variegato buffet dolce-salato secondo tradizione.

Il gelato rappresenterà, assieme al caffè, il fiore all’occhiello. Verrà fatto artigianalmente da personale Costadoro. Con la supervisione del noto Mastro gelataio di Genova Roberto Ciarapica. Tutto avviene nell’avveniristico laboratorio del locale dotato di mantecatori, pastorizzatori e planetarie di ultima generazione.

 

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L’esterno della nuova caffetteria Lab Diamante a Torino con il personale schierato

Dunque il caffè Diamante è tutto fuorchè un bar qualsiasi. E non è un caso se il Comune e la Soprintendenza hanno seguito passo dopo passo la sua sofferta realizzazione. E se Palazzo civico ne potrà utilizzare una parte per organizzare convegni e dibattiti.

Il risultato, adesso, è sotto gli occhi di tutti. E i primi a rallegrarsene sono stati i titolari di Banca Sella. Che sono i nuovi proprietari del Palazzo che ai propri uffici volevano abbinare un raffinato angolo di loisir.

«E’ il nostro fiore all’occhiello – ha spiegato Giulio Trombetta, amministratore delegato di Costadoro -. È la nostra ammiraglia. Non solo un posto dove far colazione di fronte a una delle piazze più belle e metafisiche. Ma anche un luogo di cultura, in grado di accogliere i turisti al meglio. Dove si organizzano mini-talk show e tanti altri eventi culturali».

 

Dove

Palazzo Bricherasio Via Teofilo Rossi di Montelera n° 2

(zona esterna del seicentesco Palazzo Bricherasio)

Quando

Aperto tutto l’anno, 7 giorni su 7 (dalle ore 7 alle 21)

 

La scheda sintetica Costadoro

Il Gruppo Costadoro, produttore di caffè tostato per il settore dei pubblici esercizi, rappresenta oggi una delle più fiorenti realtà industriali del nord Italia.

Con oltre 150 milioni di tazzine servite all’anno ha una connotazione mondiale di primo piano. Essendo presente in oltre 30 Paesi (circa il 35% della quantità di caffè tostato all’anno è destinato a mercati esteri)

Grazie all’attenzione e alla cura impiegata nella produzione del caffè il Gruppo – la cui storia inizia nel 1890 a Torino – si è guadagnato un ruolo di primordine sul mercato internazionale. E oggi il marchio Costadoro è un punto di riferimento fondamentale nella diffusione della cultura del caffè espresso italiano nel mondo.

Tradizione secolare

L’innovativo processo di lavorazione del caffè eseguito da Costadoro avviene nel pieno rispetto di una tradizione secolare.

Tradizione che ha nell’approvvigionamento, nella tostatura e nella selezione i principali motivi di distinzione. Coniugandoli all’impiego di tecnologie avanzate e alla costante ricerca in campo scientifico.

Progetto Safemtech – Goglio e Università di Zaragoza unite nella ricerca sul packaging

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Progetto Safemtech

MILANO – Il progetto Safemtech ha riunito lo scorso venerdì 19 aprile 2013. Si sono incontrati oltre 150 operatori del settore del packaging provenienti da tutta Europa.

Si è trattato dunque, di un evento di indiscussa risonanza per gli addetti ai lavori. Che non si sono lasciati sfuggire l’occasione per approfondire temi di assoluta attualità e rilevanza.

Progetto Safemtech: in cosa consiste

Il progetto Safemtech, infatti, nasce con l’obiettivo di analizzare le interazioni tra imballaggio e prodotto. Oltre che di sviluppare pack “intelligenti”, modulati rispetto al contenuto.

Finanziato dalla Comunità Europea all’interno del progetto IAPP – Marie Curie Fellowship

Il progetto vanta la collaborazione dell’eccellenza industriale. Rappresentata dalla società Goglio, multinazionale leader nella produzione di imballaggi flessibili per alimenti; del prestigio accademico del gruppo GUIA dell’Università spagnola di Zaragoza.

Dalla metà del 2010

Anno in cui è stato inaugurato il progetto, i dipendenti Goglio e i ricercatori GUIA hanno operato fianco a fianco. Ciascuno apportando il proprio peculiare e fondamentale contributo.

Da un lato, l’approccio industriale ha permesso di focalizzare la ricerca sulle reali necessità e aspettative dell’utilizzatore finale; proponendo soluzioni applicabili all’interno del ciclo produttivo aziendale.

Dall’altro GUIA, attiva nell’ambito della ricerca sul Food Packaging fin dal 1998, ha donato al progetto tutta l’esperienza e il know-how che solo un partner universitario con alle spalle un bagaglio di oltre 40 prestigiosi progetti di studio può dare.

Il convegno odierno

Rappresenta il primo incontro di aggiornamento: protagonisti sono gli stessi studiosi. Che hanno portato all’attenzione della platea lo stato dell’arte della ricerca.

Ecco quindi che sul palco si sono alternati Osvaldo Bosetti e Cristina Nerin, rispettivamente coordinatori del progetto per Goglio e Unizar, e i ricercatori. F. Isella,  J. S. Felix, J. Salafranca, e D. Carrizo, con la partecipazione di C. Simoneau del JRC Ispra.

Gli interventi, focalizzati su PAA, NIAS e “active packaging”

Si sono conclusi con una tavola rotonda guidata da M.R. Milana dell’Istituto Superiore di Sanità.

Sul sito sono disponibili tutte le informazioni sul progetto e gli atti del primo seminario. Rimaniamo in attesa del prossimo appuntamento in cui si presenterà la seconda parte dei lavori prima della chiusura del progetto.

Info: Goglio S.p.A.

Via dell’Industria, 7

21020 Daverio (VA)

www.goglio.it

Caffè Moak festeggia la giornata del libro a Barcellona con una nave di libri

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caffè moak

BARCELLONA (Spagna) – Caffè Letterario Moak approda nella capitale catalana.

Anche per il 2013 Moak infatti, si fa promotrice dell’evento “Una nave di libri per Barcellona”. Organizzato dal mensile Leggere: tutti. Assieme alla compagnia di navigazione Grimaldi Lines, in occasione della Giornata Mondiale del Libro che si è celebrata ieri in tutto il mondo.

Caffè Moak sostiene la cultura

La nave, salpata da Civitavecchia sabato scorso ha calato l’ancora nella città catalana domenica sera. Centinaia gli ospiti a bordo che hanno scelto un viaggio all’insegna della letteratura al profumo di caffè.

All’interno della Sala Cervantes è stato presentato il concorso nazionale Letterario Moak. Giunto alla sua 12° Edizione, alla presenza di illustri scrittori tra cui Carmine Abate, Michela Murgia; Roberto Riccardi e Maurizio De Giovanni.

Gli ospiti sono stati, inoltre, omaggiati dell’antologia “I racconti sul caffè”, edita da Caffè Moak

Che ogni anno raccoglie i migliori manoscritti partecipanti delle edizioni passate.

Ieri, in occasione della Giornata Mondiale del libro, Barcellona festeggia San Giorgio, con libri e rose”. In questa giornata è tradizione che gli uomini regalino una rosa alle donne, che in cambio donano loro un libro.

La Rambla è stata il palcoscenico principale della festa e l’intera città era colma di rose e libri

“La nave di libri per Barcellona” salperà domani mattina. Nel pomeriggio, alle ore 15. Ultimo appuntamento a bordo con Caffè Letterario Moak, per concludere il viaggio di ritorno verso Civitavecchia.

Il bando completo del concorso è disponibile sul sito. segreteria organizzativa: Archinet – 0932.963866 /mail.

MONZA – Un caffé con George Clooney e la raccolta differenziata vola

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george clooney

MONZA – Chissà se anche George Clooney fa la raccolta differenziata? Chissà se anche lui come ogni comune mortale divide l’umido dalla carta il vetro dalla plastica e via dicendo?
Molto probabilmente sì.

Anzi, sicuramente sì e altrettanto sicuramente la Nespresso; l’azienda per la quale la star di Hollywood fa da testimonial da qualche anno, ha dimostrato di avere una certa sensibilità sull’argomento.

George Clooney, uno di noi

Succede infatti che fra pochi giorni entrerà in vigore una convenzione stipulata fra amministrazione comunale, l’azienda, la federazione italiana servizi pubblici ambientali e il consorzio imballaggi alluminio mirato. Così come dice la delibera, «a finalizzare l’attività di raccolta e recupero delle capsule di alluminio immesse nel mercato».

Facciamo un passo indietro

Anzi, visto che abbiamo a che fare con uno degli attori più famosi del cinema internazionale, facciamo un flash back.

Lo scorso dicembre la Nespresso apre a Monza, in via Italia, nel salotto buono della città, un negozio. Anzi no, apre una boutique come si dice oggi.

Il prodotto, soprattutto sotto Natale, va a ruba

A quel punto per migliaia di persone e per il Comune si pone il problema di come smaltire le capsule avanzate dalla preparazione del caffé.

Sono tante. Tantissime. E non sono fatte come le altre. Sono in alluminio e quindi serve un trattamento particolare.

Ecco quindi arrivare l’intesa col Comune

Che entrerà in vigore entro la fine del mese e che consentirà ai cittadini di portare al negozio le capsule usate. Dove poi passerà a ritirarle l’azienda che si occupa della nettezza urbana.

L’alluminio finirà in fonderia. Mentre i residui del caffè negli impianti di compostaggio.

Tutto sommato fa bene al cuore vedere che chi è abituato alla grandezza di Hollywood si occupa anche dei dettagli quotidiani.

Fonte: mb

L’aspartame è sicuro? Ecco le risposte dell’Istituto Superiore di Sanità

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aspartame
La formula dell'aspartame che fu scoperto per caso da un chimico tedesco

MILANO – Zucchero e dolcificanti artificiali sono da sempre al centro dei dibattiti su dieta e nutrizione. Negli ultimi anni l’attenzione è ricaduta sui presunti rischi dell’aspartame. Un edulcorante ottenuto da due aminoacidi e presente in centinaia di prodotti al posto dello zucchero per azzerare o ridurre drasticamente le calorie.

L’aspartame ancora sotto l’indagine della scienza

Dal 2005 al 2010 la Fondazione Europea Ramazzini (FER) di Bologna, ha condotto diversi studi in cui evidenzia alcuni effetti cancerogeni sui topi.

L’anno scorso anche Report

Il settimanale televisivo di Milena Gabanelli, ha mandato in onda un servizio di Sabrina Giannini sull’aspartame; lasciando intendere che ci possono essere dei rischi seri per la salute se assunto in dose elevate.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa)

Ha più volte ribadito che le nuove prove disponibili, compreso lo studio FER, “non davano adito a (…) riconsiderare le precedenti valutazioni sulla sicurezza dell’aspartame; e nessun motivo per rivedere la DGA precedentemente stabilita (…) di 40 mg/kg di peso corporeo/giorno”.

Ma le polemiche non si sono placate

Così l’Efsa, dovendo tener conto delle preoccupazioni dell’opinione pubblica, ha predisposto una nuova valutazione sul dolcificante che dovrebbe essere completata entro il mese di maggio 2013.

Sull’ultima newsletter dell’Istituto Superiore di Sanità

Sono state pubblicate cinque domande sull’aspartame. Cui hanno risposto Alberto Mantovani e Leonello Attias; esperti del Comitato nazionale sicurezza alimentare.

Ecco alcuni dei dubbi chiariti dagli esperti

 1. Che cos’è l’aspartame e dove è contenuto?

L’aspartame è un edulcorante artificiale a basso tenore calorico; con un potere dolcificante di circa 200 volte superiore rispetto a quello dello zucchero.

In Europa è autorizzato l’uso, a determinati livelli, in: bevande, gomme da masticare; prodotti lattieri, di pasticceria, dietetici e per il controllo del peso, oltre ad essere impiegato come edulcorante da tavola.

Nell’ultima riunione organizzata il 9 aprile dall’Efsa, esponenti dell’industria hanno precisato che l’uso di aspartame in Europa si va riducendo a favore di altri edulcoranti.

2. Quanto se ne può consumare?

Come avviene per gli altri additivi, anche per l’aspartame esiste una dose giornaliera accettabile. (Dga, espressa in mg/kg peso corporeo/giorno pari a 40 mg/kg/giorno definita diversi anni fa, prima ancora della costituzione dell’Efsa). Questo valore non comporta un rischio per la salute, anche per i soggetti più vulnerabili.

3. Perché questo valore è stato messo in discussione?

Alcuni studi sperimentali effettuati dall’Istituto Ramazzini  dimostrerebbero un incremento di tumori in roditori esposti ad aspartame.

Nel 2009 e 2011 l’Efsa ha valutato questi studi

Evidenziando dei problemi metodologici per cui gli esperti non hanno ritenuto opportuno variare o mettere in discussione la Dga.

Tuttavia, è emersa la necessità di una specifica attenzione nei confronti dei metaboliti dell’aspartame. In particolare la fenilalanina e il metanolo. Sia per la tossicità sia per la quantità che si può accumulare nell’organismo.

Queste considerazioni sono state il motivo principale per richiedere all’Efsa una nuova valutazione entro il 2013.

4. Quali sono i lavori recenti svolti dall’Efsa sull’aspartame. Quali studi poi ha preso in considerazione l’Authority per formulare il parere atteso in maggio?

Il Panel Efsa sugli additivi alimentari e sulle fonti di nutrienti aggiunti agli alimenti ha formulato una bozza di opinione accurata e dettagliata. Su cui l’Efsa ha chiesto commenti tramite una consultazione pubblica. Cui ha contribuito anche il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (Cnsa).

La bozza di parere ha riesaminato gli studi disponibili sull’aspartame, ha valutato alcuni recenti studi epidemiologici sugli edulcoranti, ha identificato le lacune conoscitive ancora esistenti e soprattutto ha dedicato attenzione alla formazione e alla tossicità dei metaboliti, in particolare la fenilalanina.

5. Quali le conclusioni della bozza di parere?

La bozza di parere identifica la formazione di fenilalanina come il fattore principale per valutare la sicurezza dell’aspartame.

La conclusione è che la Dga di 40 mg/kg/giorno tutela i consumatori con l’eccezione delle persone con un difetto metabolico raro, la fenilchetonuria, che non debbono consumare aspartame.

Il Cnsa

Nel riconoscere il valore scientifico del documento, ha però suggerito maggiore attenzione verso la formazione e la tossicità dell’altro metabolita dell’aspartame, il metanolo.

Inoltre, il Cnsa si è associato ai commenti relativi alla possibile riconsiderazione della Dga in senso più cautelativo. Alla luce delle rimanenti incertezze scientifiche.

Il Panel degli esperti si rimetterà al lavoro per un parere definitivo alla luce dei commenti ricevuti.

Fonte: il fatto alimentare

BASTA POCO CAFFE’ – Per tenere lontane le formiche dal giardino

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fondi di caffè filtri
Nuova vita per i fondi di caffè

MILANO – Arriva la bella stagione ma arrivano anche le formiche nei nostri giardini. Peccato che la quiete del vostro giardino a volte però possa essere interrotta da questi insetti che si impossessano dei fiori e delle verdure dell’orto.

Formiche: allarme invazione estiva

Controllate durante la giornata dove si nascondono e dove si concentrano maggiormente questi animaletti. Il metodo più veloce per far scappare le formiche è la polvere di caffè.

Sicuramente avrete in casa l’abitudine di prendervi un bel caffè magari a colazione nel latte o nella pausa pranzo in una bella tazzina bollente.

Da oggi in poi anche il fondo di caffè potrà essere utile a qualcosa

Che sia quello della classica moka o quello delle cialde.

La polvere utilizzata ancora bagnata posizionatela in un piatto di plastica, dopo una notte avrà perso tutta l’umidità e sarà pronta per essere utilizzata.

Distribuitela nel giardino

Fino a raggiungere anche gli spazi più nascosti e inserite il caffè nel sottopiatti del giardino. Mentre nell’orto, distribuite intorno alle piantine che stanno crescendo.

Vi accorgerete che le formiche dopo qualche tempo si terranno alla larga.

Fonte: La Stampa

Il caffè è soltanto una moda passeggera ? – A Londra il tè non è uno stereotipo

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Wrvs

MILANO – Il tè è ancora la bevanda più gettonata nel Regno Unito. Ogni giorno ne vengono consumate nel Paese 166 milioni di tazze. Questo, nonostante la moda dei caffè di lusso stia sempre più conquistando il paese anglosassone, il tè resta la bevanda preferita dai britannici. Lo fa emergere uno studio di Wrvs, associazione di volontariato. Ogni giorno, risulta dai dati, ne vengono consumate nel Paese 166 milioni di tazze, contro i 70 milioni di caffè.

Wrvs: i dati più nel dettaglio

In media ogni britannico beve 3,5 tazze ogni giorno. Inoltre, sono 14 milioni i cittadini che dicono di non poter rinunciare all’appuntamento quotidiano. I britannici lo preferiscono al caffè soprattutto per ragioni di salute.

Sono molti gli studi che ne hanno esaltato le qualità

“Rilassa il sistema muscolare, è una fantastica forma di idratazione e ha una minima parte della caffeina contenuta in un caffè.”Così ha detto William Gorman, presidente del Tea Council, gruppo che promuove la diffusione della bevanda.

A Londra il tè è la bevanda preferita: ogni giorno ne beve 3-5 tazze

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caffetterie Uk
Bar e caffetterie stentano a riconquistare in Uk la funzione di terzo luogo di incontro e socializzazione

MILANO – Il tè è la bevanda più gettonata. Ogni giorno ne vengono consumate nel Paese 166 milioni di tazze. Nonostante la moda dei caffè di lusso il tè resta la bevanda preferita dai britannici. Secondo uno studio di Wrvs, associazione di volontariato, ogni giorno ne vengono consumate nel Paese 166 milioni di tazze, contro i 70 milioni di caffè. In media ogni cittadino beve 3,5 tazze ogni giorno e sono 14 milioni i britannici che dicono di non poter rinunciare all’appuntamento quotidiano.

I britannici lo preferiscono al caffè soprattutto per ragioni di salute

Sono molti gli studi che ne hanno esaltato le qualità.

“Rilassa il sistema muscolare, è una fantastica forma di idratazione e ha una minima parte della caffeina contenuta in un caffè”, ha detto William Gorman, presidente del Tea Council, gruppo che promuove la diffusione della bevanda.

Per tenere lontane le formiche dal giardino il caffè è un’arma micidiale

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fondi di caffè filtri
Nuova vita per i fondi di caffè

MILANO – Arriva la bella stagione ma arrivano anche le formiche nei nostri giardini. Peccato che la quiete del vostro giardino a volte però possa essere interrotta dalle formiche che si impossessano dei fiori e delle verdure dell’orto. Controllate durante la giornata dove si nascondono e dove si concentrano maggiormente le formiche.

Il metodo più veloce per far scappare le formiche è la polvere di caffè. Sicuramente avrete in casa l’abitudine di prendervi un bel caffè magari a colazione nel latte o nella pausa pranzo in una bella tazzina bollente.

Formiche non sopportano i fondi di caffè

Da oggi in poi anche il fondo di caffè potrà essere utile a qualcosa: che sia quello della classica moka o quello delle cialde. La polvere utilizzata ancora bagnata posizionatela in un piatto di plastica, dopo una notte avrà perso tutta l’umidità e sarà pronta per essere utilizzata. Distribuitela nel giardino fino a raggiungere anche gli spazi più nascosti e inserite il caffè nel sottopiatti del giardino, mentre nell’orto, distribuite intorno alle piantine che stanno crescendo. Vi accorgerete che le formiche dopo qualche tempo si terranno alla larga.

Fonte: La Stampa

L’aspartame è sicuro? Le risposte dell’Istituto Superiore di Sanità

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aspartame dolcificanti artificiali
Compresse di dolcificante

MILANO – Zucchero e dolcificanti artificiali sono da sempre al centro dei dibattiti su dieta e nutrizione. Negli ultimi anni l’attenzione è ricaduta sui presunti rischi dell’aspartame, un edulcorante ottenuto da due aminoacidi e presente in centinaia di prodotti al posto dello zucchero per azzerare o ridurre drasticamente le calorie. Dal 2005 al 2010 la Fondazione Europea Ramazzini (Fer) di Bologna, ha condotto diversi studi in cui evidenzia alcuni effetti cancerogeni sui topi. L’anno scorso anche Report, il settimanale televisivo di Milena Gabanelli, ha mandato in onda un servizio di Sabrina Giannini sull’aspartame, lasciando intendere che ci possono essere dei rischi seri per la salute se assunto in dose elevate.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha più volte ribadito che le nuove prove disponibili, compreso lo studio Fer, “non davano adito a (…) riconsiderare le precedenti valutazioni sulla sicurezza dell’aspartame e nessun motivo per rivedere la Dga precedentemente stabilita (…) di 40 mg/kg di peso corporeo/giorno”.

Aspartame: le polemiche non si sono placate

E l’Efsa, dovendo tener conto delle preoccupazioni dell’opinione pubblica, ha predisposto una nuova valutazione sul dolcificante che dovrebbe essere completata entro il mese di maggio 2013. Sull’ultima newsletter dell’Istituto Superiore di Sanità, sono state pubblicate cinque domande sull’aspartame, cui hanno risposto Alberto Mantovani e Leonello Attias, esperti del Comitato nazionale sicurezza alimentare. Ecco alcuni dei dubbi chiariti dagli esperti.

1. Che cos’è l’aspartame e dove è contenuto?

L’aspartame è un edulcorante artificiale a basso tenore calorico, con un potere dolcificante di circa 200 volte superiore rispetto a quello dello zucchero. In Europa è autorizzato l’uso, a determinati livelli, in: bevande, gomme da masticare, prodotti lattieri, di pasticceria, dietetici e per il controllo del peso, oltre ad essere impiegato come edulcorante da tavola. Nell’ultima riunione organizzata il 9 aprile dall’Efsa, esponenti dell’industria hanno precisato che l’uso di aspartame in Europa si va riducendo a favore di altri edulcoranti. 2.

Quanto se ne può consumare?

Come avviene per gli altri additivi, anche per l’aspartame esiste una dose giornaliera accettabile (Dga, espressa in mg/kg peso corporeo/giorno pari a 40 mg/kg/giorno definita diversi anni fa, prima ancora della costituzione dell’Efsa). Questo valore non comporta un rischio per la salute, anche per i soggetti più vulnerabili. 3. Perché questo valore è stato messo in discussione? Alcuni studi sperimentali effettuati dall’Istituto Ramazzini dimostrerebbero un incremento di tumori in roditori esposti ad aspartame. Nel 2009 e 2011 l’Efsa ha valutato questi studi evidenziando dei problemi metodologici per cui gli esperti non hanno ritenuto oportuno variare o mettere in discussione la Dga. Tuttavia, è emersa la necessità di una specifica attenzione nei confronti dei metaboliti dell’aspartame, in particolare la fenilalanina e il metanolo, sia per la tossicità sia per la quantità che si può accumulare nell’organismo. Queste considerazioni sono state il motivo principale per richiedere all’Efsa una nuova valutazione entro il 2013.

4. Quali sono i lavori recenti svolti dall’Efsa sull’aspartame e quali studi ha preso in considerazione l’Authority per formulare il parere atteso in maggio?

Il Panel Efsa sugli additivi alimentari e sulle fonti di nutrienti aggiunti agli alimenti ha formulato una bozza di opinione accurata e dettagliata, su cui l’Efsa ha chiesto commenti tramite una consultazione pubblica, cui ha contribuito anche il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (Cnsa). La bozza di parere ha riesaminato gli studi disponibili sull’aspartame, ha valutato alcuni recenti studi epidemiologici sugli edulcoranti, ha identificato le lacune conoscitive ancora esistenti e soprattutto ha dedicato attenzione alla formazione e alla tossicità dei metaboliti, in particolare la fenilalanina.

5. Quali le conclusioni della bozza di parere?

La bozza di parere identifica la formazione di fenilalanina come il fattore principale per valutare la sicurezza dell’aspartame. La conclusione è che la Dga di 40 mg/kg/giorno tutela i consumatori con l’eccezione delle persone con un difetto metabolico raro, la fenilchetonuria, che non debbono consumare aspartame. Il Cnsa, nel riconoscere il valore scientifico del documento, ha però suggerito maggiore attenzione verso la formazione e la tossicità dell’altro metabolita dell’aspartame, il metanolo. Inoltre, il Cnsa si è associato ai commenti relativi alla possibile riconsiderazione della Dga in senso più cautelativo, alla luce delle rimanenti incertezze scientifiche. Il Panel degli esperti si rimetterà al lavoro per un parere definitivo alla luce dei commenti ricevuti.

Fonte: il fatto alimentare