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Caffeina, i diversi livelli di sensibilità: un rapporto Isic spiega col dna perché siamo tutti diversi

cristallo di caffeina
Il cristallo di caffeina al microscopio elettronico

MILANO — L’esperienza empirica insegna che ciascuno di noi ha una diversa sensibilità alla caffeina. C’è chi può bere tranquillamente un caffè dopo cena senza che il sonno ne risenta. Per altri invece, la tazzina è rigorosamente off-limits sin da metà pomeriggio.

“Se bevo un caffè dopo le cinque faccio fatica ad addormentarmi” è la frase tipica che sentiamo ripetere spesso da questa categoria di persone.

Anche l’autosuggestione o il temporaneo nervosismo possono naturalmente fare la loro parte.

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Ma la realtà è che ciascuno di noi ha una reazione fisiologicamente diversa a questa sostanza alcaloide. Una nuova conferma giunge anche dalla scienza.

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