sabato 17 Gennaio 2026
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Ngon Coffee inaugura un nuovo stabilimento nel Dak Lak per caffè solubile

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ngon coffee
Uno dei prodotti di Ngon Coffee

MILANO – Ngon Coffee Ltd., affiliata vietnamita di Ccl Products India, ha inaugurato ieri uno stabilimento per la produzione di caffè solubile nel distretto di Cu Kuin, nella provincia di Dak Lak, la massima area produttiva del paese. La struttura è costata oltre 36 milioni di euro finanziati per circa la metà da un contributo fornito dall’International Finance Corporation (Ifc), membro della banca Mondiale. Avrà una capacità produttiva di 10mila tonn e darà lavoro e circa 200 persone.

Ngon Coffee cavalca la crescita

Intanto l’export vietnamita in ripresa durante il mese di marzo. Secondo i dati ufficiali diffusi dalle autorità doganali, le esportazioni hanno raggiunto le 157.900 tonn, pari a 2,63 milioni di sacchi, pari a un incremento del 57,3% rispetto a febbraio. Un dato nettamente superiore alle 128mila tonn inizialmente previste. Le prime stime del commercio indicano che l’export di aprile potrebbe attestarsi attorno alle 110mila tonn.

La famiglia Lavazza: «L’innovazione ci fa grandi» per conquistare il mercato estero

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LA FAMIGLIA LAVAZZA Da sinistra, Giuseppe, Alberto, presidente del gruppo, Francesca, Marco e Antonella
Da sinistra, Giuseppe, presidente del Gruppo, Alberto, Francesca, Marco e Antonella

TORINO – Leggiamo l’articolo di Paolo Griseri su repubblica.it, la storia di una famiglia, di un’azienda del made in Italy. L’America di Luigi si chiamava Torino. Cinquanta lire di prestito dal padre per lasciare Murisengo, sulla collina del Monferrato e andare garzone in una drogheria nel cuore della città, quando la capitale era appena trasferita a Firenze ma non si erano perse le vecchie abitudini della politica, a cominciare dai caffè del centro. «Quelle cinquanta lire mio trisnonno le restituì tutte al padre», racconta con orgoglio Giuseppe Lavazza di fronte al quadretto che incornicia l’assegno originario, l’inizio di tutta la storia.

A fine Ottocento il garzone avrebbe fatto carriera fondando nel 1895 una sua drogheria specializzata nella vendita del caffè. Erano anni di trasformazione per l’ex capitale: quattro anni dopo, in un palazzo non molto distante, una decina di nobili torinesi avrebbero fondato un’industria di automobili.

Lavazza, una storia di famiglia

Giuseppe, Alberto, presidente del gruppo, Francesca, Marco e Antonella E’ in queste radici contadine e sabaude, concretezza e rigore, che si trova il dna del successo di Lavazza? O nel connubio con Armando Testa, nei 107 filmini pubblicitari girati con Nino Manfredi («più lo mandi giù e più ti tira su») e nell’ormai infinita serie del Paradiso, cominciata con Solenghi, proseguita con Bonolis e oggi approdata a Enrico Brignano? O ancora nella «sala prototipi» della sede centrale di Settimo Torinese dove si sperimentano il «caviale di caffè», il «caffè solido» (giri la tazzina e rimane all’interno)e altre diavolerie destinate ad aggredire il mercato nei prossimi anni?

Il risultato è un’azienda che fattura oltre un miliardo di euro, tosta 100.000 tonnellate di caffè per la moka e i bar

E che impacchetta oltre due miliardi di cialde. Soprattutto, realizza ormai il 45 per cento del suo fatturato all’estero. E non era affatto scontato: «All’inizio- ricorda Marcello Arcangeli, ai vertici della direzione marketing – il caffè come lo conosciamo noi aveva un mercato quasi esclusivamente italiano. E ancora oggi in molte parti del mondo l’espresso in tazzina è quasi un prodotto etnico». Il passaporto per andare nel resto del mondo si chiama latte.

Dal cappuccino, al latte macchiato, ai beveroni a base di latte di soia e caffè che tanto attirano gli statunitensi: sono questi i prodotti sui quali la Lavazza sta puntando per invertire le proporzioni attuali e realizzare fuori dall’Italia la maggior parte del suo fatturato. Che è anche un modo sicuro per mettere al riparo i bilanci dall’andamento non esaltante dei mercati dell’eurozona.

Recentemente Lavazza ha firmato un contratto con l’americana Green Mountain per realizzare una macchina destinata alle famiglie che produce il caffelatte del mattino

Ma il vero segreto del successo è probabilmente nell’innovazione originaria di Luigi Lavazza: la miscela. Creare un gusto originale mischiando diversi tipi di caffè al momento della tostatura. «Quel che conta – spiega Giuseppe Lavazza – è riuscire a mantenere il gusto della miscela costante nonostante gli alti e bassi dei raccolti in Africa, Sudamerica e Brasile. Non esiste il caffè d’annata, come accade con il vino. Ogni anno bisogna equilibrare le diverse qualità in modo da raggiungere sempre lo stesso gusto». Nella sua drogheria del centro di Torino, Luigi Lavazza aveva acquistato una piccola tostatrice, la «Eureka» e con quella tostava e miscelava piccole quantità di caffè. L’erede di quella macchinetta artigianale è lo stabilimento di torrefazione di Settimo Torinese, il più grande dei quattro italiani.

I tir-cisterna con il caffè verde (in sacchi da 60 chili o già in grani) riempiono 98 silos che contengono in tutto 5.000 tonnellate di prodotto diviso secondo le diverse qualità. Poi, la miscela la fa il computer. Impostato per i diversi prodotti, utilizza i silos come i tasti di un pianoforte decidendo quale quantità di chicchi e di quale qualità devono finire in una delle quattordici tostatrici al termine di un tortuoso percorso nei tubi di carico. La miscela e soprattutto il profilo di cottura (le diverse temperature che raggiunge la tostatrice) sono le ricette dei prodotti finali, dalla «Qualità oro» alla «Qualità rossa», alla polvere per le capsule.

Questo è il cuore della produzione. Tutto il resto è studio, laboratorio, comunicazione, sperimentazione, glamour

Nel laboratorio Arcangeli narra dei «ventimila recettori tra naso e faringe» per dare un’identità all’aroma; dei quattro elementi fondamentali che compongono ogni gusto (amaro, dolce, salato e acido). Soprattutto racconta dell’«azione protettiva della schiuma che nella tazza dell’espresso impedisce agli aromi di volatilizzarsi in modo che si liberino solo quando, inclinando la stessa tazza, la schiuma si sposta». Studi che hanno fatto nascere oggetti di design come la «e-cup», la tazzina con la parete inclinata per far scivolare meglio la schiuma sotto il beccuccio della macchina da bar.

E’ in questi laboratori che vengono invitati i barman nei 51 centri di addestramento nel globo, dall’Europa all’Australia agli Usa. Ed è in questi laboratori, in fondo, che si perpetua e si difende l’identità di una delle eccellenze italiane nel mondo: «Noi possiamo fornire il prodotto migliore – spiega Arcangeli ma vogliamo essere sicuri che chi lo utilizza lo faccia al meglio. Sulla tazza c’è pur sempre il nostro logo».

Produzione totale Lavazza:

Fatturato 1.330 milioni 2012 1.268 milioni 2011 100.000 tonnellate di caffè torrefatto all’anno 2,2 miliardi di cialde Lavazza è leader nel mercato caffè Italia 43,4 quota a volume 48,4 quota valore Stabilimenti: Verres (Aosta) Torrefazione Gattinara (Vercelli) Produzione cialde Blue, Espresso Point e A Modo Mio Torino – Strada Settimo Torrefazione Pozzilli (Isernia) Decaffeinizzazione All’estero Nuovo stabilimento indiano a Sri City Fonte: la Repubblica

Nespresso ancora sconfitta nella battaglia legale contro i produttori di capsule compatibili

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capsule nespresso

MILANO – Nespresso perde un’altra battaglia nella guerra planetaria ingaggiata contro i fabbricanti di capsule compatibili con il suo sistema domestico per il caffè espresso. Il verdetto arriva questa volta da un’alta corte di sua maestà britannica, che ha respinto un’azione promossa dal colosso svizzero, attraverso la sua affiliata Nestec, contro Dualit, un fabbricante inglese di casalinghi noto soprattutto per i suoi solidi tostapane dal design retrò. L’azienda del Sussex potrà continuare a produrre e vendere le sue capsule NX, poiché esse non infrangono i brevetti di Nespresso.

Un duro colpo per la divisione Nespresso

Che ogni anno porta al colosso dell’alimentare Nestlè ricavi per 3,66 miliardi di euro. Esempio paradigmatico Nel preambolo della sentenza, il tribunale inglese non ha mancato di bacchettare le parti. Osservando come le controdeduzioni di Dualit constassero di 382 capoversi, pur riferendosi a “una tecnologia relativamente semplice”, il giudice Justice Arnold ha scritto: “Questo caso costituisce l’esempio paradigmatico dell’incresciosa tendenza che si riscontra attualmente in questo paese, nelle liti sui brevetti, alla proliferazione dei problemi piuttosto che alla focalizzazione degli aspetti essenziali”. “Il risultato – si legge ancora nel giudizio – è un dispendio inutile di costi e di tempo a carico della corte”.

L’avvocato ed esperto in materia Nikki Powell ha definito la sentenza, sulle colonne del Financial Times, “una vittoria del buon senso”. “A chiunque non sia un addetto ai lavori appare alquanto strana l’idea che l’acquirente di una macchina da caffè non sia libero di farla funzionare con la capsula che preferisce”. La sentenza Dispositivo e verdetto sono contenuti in una cinquantina di pagine scritte fittamente, ricche di riferimenti giuridico-normativi e rimandi alla giurisprudenza, e corredate da schemi e disegni esemplificativi (testo inglese disponibile a questo link: http://www.eplawpatentblog.com/2013/April/Nestec%20v%20Dualit%20judgment.doc).

Le conclusioni sono riassunte schematicamente nell’ultima pagina

Nella quale il giudice stabilisce, in ultima analisi, che Dualit non è incorsa, come invece sostenuto da Nestec, nella violazione delle norme della legge britannica del 1977 sulla proprietà intellettuale e della normativa internazionale connessa. Semplificando all’estremo possiamo dire che nella sentenza di stabilisce che macchine e capsule hanno un’esistenza commerciale indipendente “non soltanto perché vengono vendute separatamente”, ma anche perché “esiste un mercato di occasione, ad esempio su Amazon e eBay.

Nel caso delle capsule è dato acquisito che non costituisca una violazione dei brevetti il fatto che il proprietario di una macchina Nespresso C100, C200, C1100 o Concept utilizzi le capsule NX. Lo stesso vale per il proprietario di una macchina di un fabbricante terzo che utilizzi l’adattatore NX ( http://www.dualit.com/products/nx-adaptor ) e per il proprietario di una macchina Dualit”.

Inoltre “le capsule sono consumabili” e si ritiene che gli acquirenti della macchina “presumano di avere il diritto di reperire le capsule da utilizzare con la macchina da qualsiasi fonte a essi piaccia”. Nella sentenza si legge altresì che “la capsula non incarna il concetto inventivo del brevetto”. Con riferimento alla particolare conformazione del serving, il giudice riconosce che “la flangia della capsula riveste un ruolo importante nel modo in cui l’invenzione funziona.

Ciononostante rimane il fatto che l’invenzione considera la capsula in quanto tale e che la descrizione asserisce espressamente che l’invenzione può essere utilizzata con qualsiasi tipo di capsula (a patto che abbia una flangia)”.

Con specifico riferimento al modello Essenza, il Financial Times osserva come Nespresso si sia “gettata la zappa sui piedi”

Testando in anteprima una quarantina di queste macchine, tra giugno e dicembre del 2004, presso dei clienti selezionati in Belgio e Svizzera, fatto questo che ha avuto rilevanza quanto alla riservatezza dei brevetti. È vero che le macchine vennero sigillate con viti antimanomissione si osserva nella sentenza, ma lo è altrettanto che chiunque dotato di sufficiente destrezza, con l’ausilio di “una chiave esagonale facilmente reperibile in un negozio di ferramenta” avrebbe potuto “smontarle e rimontarle senza danneggiarle” scoprendo così il meccanismo di inserimento delle capsule e di estrazione. Le reazioni Opposti ovviamente i commenti delle due parti.

Si festeggia in casa Dualit

“Il loro team legale sembrava una squadra di calcio o addirittura di rugby – ha dichiarato il direttore esecutivo Leslie Gort-Barten – i loro avvocati erano cinque volte i nostri”. È bene sottolineare, prima di pensare alla vittoria di Davide su Golia, che anche Dualit, stando a quanto ha scritto la stampa inglese, avrebbe speso circa un milione di sterline per patrocinare la propria causa. Gort-Barten ha rivelato di essere già in trattative con alcuni big della grande distribuzione inglese per commercializzare su larga scala le capsule NX. Dualit produce anche cialde Ese e capsule compatibili con il sistema Caffitaly. Nespresso si è dichiarata “delusa” della sentenza.

“Riteniamo che la decisione non sia coerente con le conclusioni dell’Ufficio europeo dei brevetti dell’aprile 2012 – ha dichiarato il consulente generale di Nespresso Daniel Weston – Stiamo analizzando la sentenza e decideremo i prossimi passi a tempo debito”. “La tutela della proprietà intellettuale è una componente importante delle nostre strategie commerciali – ha dichiarato ancora Weston aggiungendo che Nespresso è abituata alla concorrenza essendo in competizione, in tutto il mondo, con “un centinaio di sistemi a capsule, di cui 11 nel solo Regno Unito”. Nuovo stabilimento Nespresso si “consola” intanto annunciando l’inizio della costruzione del suo terzo centro di produzione, che sorgerà a Romont, nel cantone svizzero di Friburgo.

Esso andrà ad affiancarsi alle due strutture già operative a Orbe e Avenches, entrambe nel cantone di Vaud. L’inizio dei lavori è stato festeggiato ieri con la posa simbolica di un chicco gigante di caffè, opera dell’artista Jean-Marc Duvoisin, realizzato con l’alluminio di circa 800 capsule Nespresso. Sono previsti investimenti per 300 milioni di franchi svizzeri. I lavori (architetto: Vincent Aubert) saranno ultimati in 2 anni e lo stabilimento, che si estenderà su un’area di 21mila metri quadrati, sarà operativo entro la prima metà del 2015 dando lavoro da subito a 200 persone (400 entro il 2016).

“Questo nuovo sito ci consentirà di far fronte alla domanda crescente dei consumatori di tutto il mondo” ha dichiarato il vice presidente esecutivo di Nestlé SA Patrice Bula – è un investimento strategico a lungo termine che ci permetterà di sostenere la crescita futura di Nespresso a livello mondiale”. “Questa posa della prima pietra è un segnale forte di fiducia nello sviluppo economico del nostro cantone – gli ha fatto eco il ministro cantonale degli affari economici Beat Vonlanthen – Romont e il distretto di Glâne vivono l’inizio di una nuova era grazie all’arrivo di Nespresso”.

Mondelez International per i diritti delle donne, avvia il programma Cocoa Life

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cocoa life
Cocoa Life è un programma olistico di sviluppo sostenibile

MILANO – Una grande vittoria per le donne coltivatrici di cacao. Dopo Mars e Nestlé, anche Mondelēz International (ex Kraft Foods) ha promesso di impegnarsi concretamente ad affrontare l’ineguaglianza che le donne affrontano nella filiera del cacao, a seguito della richiesta che Oxfam ha rivolto all’azienda nel quadro dell’iniziativa Scopri il Marchio.

Nello specifico, la multinazionale si è impegnata a condurre e rendere pubbliche valutazioni di impatto a cura di organizzazioni terze sul ruolo delle donne nella filiera del cacao, in modo da valutare le loro reali condizioni.

Mondelēz International verso la trasparenza aziendale

I primi riguarderanno Ghana e Costa d’Avorio e saranno effettuati e pubblicati nel 2014. Mondelez attuerà anche un piano d’azione specifico entro il primo aprile 2014, per affrontare le criticità emerse dalla valutazione e portare al miglioramento delle condizioni di lavoro.

Entro il 2018, poi, verranno pubblicati i piani d’azione per le 4 principali nazioni del proprio programma Cocoa Life, per aumentare la capacità delle donne lavoratrici e coltivatrici di migliorare il proprio reddito e renderlo più sostenibile.

Infine, Mondalez aderirà ai principi dell’Onu sull’Empowerment delle Donne, collaborando con altri attori e azionisti della filiera del cacao per sviluppare programmi settoriali per affrontare l’ineguaglianza di genere.

Un passo avanti per la parità di genere

“Siamo lieti che Mondelēz International abbia annunciato di volersi impegnare per migliorare la vita delle donne produttrici di cacao. Il programma dell’azienda “Cocoa Life” offre una buona piattaforma per iniziative focalizzate sul genere, e gli impegni appena presi rafforzeranno ulteriormente l’iniziativa”, commenta Elisa Bacciotti, Direttrice Campagne di Oxfam Italia, ricordando come questo successo dimostri che “nessuna azienda può permettersi di ignorare la voce dei propri consumatori: tre grandi aziende del cioccolato hanno agito perché i consumatori gliel’hanno chiesto”.

A volere più tutela per le donne coltivatrici di cacao e per le loro famiglie sono state oltre 100.000 persone che fino a oggi hanno firmato la petizione Scopri il Marchio, lanciata meno di due mesi fa con un invito a “cambiare il modo di fare business delle aziende dell’alimentare a cui appartengono i tuoi prodotti preferiti”.

 

Fonte: greenme

Export in crescita del 9,7% nei primi 7 mesi del 2012/13, i dati Anacafé

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Anacafé

MILANO – L’export dei 9 Paesi latino americani produttori di caffè lavati segna il passo a marzo, pur rimanendo positivo il saldo sui 7 mesi. Secondi i dati diffusi da Anacafé, le esportazioni complessive di Colombia, Costa Rica, Guatemala, El Salvador, Honduras, Messico, Nicaragua, Perù e Repubblica Dominicana sono state pari, tra ottobre 2012 e marzo 2013, a 13.735.417 sacchi da 60 kg.

Anacafé racconta i Paesi d’Origine

Il dato supera del 9,67% il volume registrato nel pari periodo dell’annata 2011/12. L’andamento è stato tuttavia negativo nell’ultimo mese, che ha segnato un calo dell’1% rispetto a marzo 2012. Le esportazioni sono state il mese scorso di 2,68 milioni di sacchi.

Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte firmano l’illy Art Collection Terzo Paradiso

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Tazzina illy Michelangelo Pistoletto terzo paradiso
Tazzina illy di Michelangelo Pistoletto

PARIGI – La nuova illy Art Collection Terzo Paradiso porta la firma di Michelangelo Pistoletto, una delle figure più autorevoli del panorama artistico internazionale, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia nel 2003, e Cittadellarte-Fondazione Pistoletto di Biella. La nuova tazzina, in edizione limitata e numerata, verrà presentata il 25 aprile a Parigi in occasione dell’opening della nuova boutique Espressamente illy Louvre Opéra e in concomitanza con la mostra curata da Michelangelo Pistoletto “Anno 1, il paradiso sulla terra”, aperta al pubblico dal 25 aprile al 2 settembre al Musée du Louvre.

Terzo Paradiso, progetto globale ideato da Michelangelo Pistoletto insieme a Cittadellarte

Trova la sua raffigurazione in un nuovo segno di infinito, che si propone di sostituire quello tradizionale. La linea si incrocia due volte formando tre cerchi: i due posti ai lati rappresentano rispettivamente il Paradiso Terrestre, regolato dall’intelligenza della natura, e il Paradiso Artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, che ha portato nel tempo a una dimensione fatta di bisogni e piaceri artificiali.

Nell’idea dell’artista, il terzo Paradiso si trova al centro di questa triade ed esprime un concetto di trasformazione sociale responsabile, un grande ideale che unisce in un solo impegno l’arte, la scienza, l’economia, la spiritualità e la politica. Questa idea di Terzo Paradiso trova una delle sue espressioni nella illy Art Collection disegnata da Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte, dove i manici rappresentano il Paradiso Terreste e il Paradiso Artificiale, mentre la tazzina che accoglie il caffè è la rappresentazione dell’armonia originata dal Terzo Paradiso.

La collezione sarà distribuita nel mese di maggio a Parigi in tiratura limitata “Paris 2013”, in 850 copie

La distribuzione sarà poi estesa a tutti i canali di vendita diretta di illy, tra cui illypoint e il canale e-shop. Prezzo al pubblico: € 49,00 illycaffè e Michelangelo Pistoletto Il percorso di collaborazione con Michelangelo Pistoletto è iniziato nel 2000, quando illycaffè fu sponsor per la prima volta di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto. Risale al 2001 la prima serie di illy Art Collection realizzata in collaborazione con l’artista: Maria Joao Calisto, allieva della scuola-laboratorio della Fondazione Pistoletto “Unidee-Università delle Idee”, disegna la collezione “No Water no Coffee”, dove Natura e Tecnologia si confrontano trasformando la tazzina in un mezzo di comunicazione e allo stesso tempo di sensibilizzazione riguardo alla tematica ambientale.

Nel 2002 l’artista disegna una serie di tazzine da caffè sulla cui superficie “spicchi di specchio” riflettono ogni cosa o persona che le avvicina, divenendo così luogo di incontro e ritrovo. Questo traduce in immagine il valore della felice complicità che quotidianamente si crea sorseggiando un buon caffè in compagnia; allo stesso tempo è esemplificativo di tutta la ricerca artistica di Pistoletto, fondata sulla responsabilità etica dell’arte e sulla capacità di relazionarsi con le persone.

Nel 2004 Michelangelo Pistoletto disegna la tazzina singola “Love Difference”, che richiama le tematiche fondanti del progetto

Caratterizzata da una superficie specchiante a forma di Mar Mediterraneo, riflette il nome del progetto “Love Difference” scritto circolarmente sul piattino in tutte le diverse lingue dei Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Nel 2006 una nuova collezione di tazzine da caffè viene disegnata da alcuni artisti della Fondazione Pistoletto Cittadellarte: Tatiana Goloviznina, Natasha Jancovich, Fratelli Fortuna e Alfredo Luis Vasquez. Nel 2009 viene presentata la coppia di barattoli illy Art Collection “Graffiti e Mediterraneo”.

Nel 2011, nel decoro “Energie-Love Difference” del nuovo barattolo illy Art Collection il Mediterraneo è rappresentato da uno specchio, a simboleggiare la superficie liquida che unisce le energie dei Paesi sulle sue sponde. Sempre nell’ambito del progetto “Love Difference”, ad Artissima nel 2003 e nell’edizione londinese di Galleria illy nel 2011 il Tavolo Mediterraneo-Love Difference, opera simbolo di Michelangelo Pistoletto, era al centro dello spazio illy. Realizzato con una superficie a specchio che riprende la forma del Mediterraneo e circondato da sedie provenienti dai Paesi che vi si affacciano, attorno a questo tavolo si sono incontrate nel tempo personalità del mondo della cultura in diverse città del Mediterraneo.

Le illy Art Collection, serie di tazzine d’artista che l’azienda triestina realizza sin dal 1992, sono una delle espressioni più evidenti del rapporto che illycaffè intrattiene con l’arte contemporanea. Alcuni degli esponenti più autorevoli del panorama artistico internazionale e giovani emergenti hanno trasformato un oggetto di uso quotidiano come la tazzina – in questo caso reinventata dall’architetto e designer Matteo Thun – in un oggetto di culto: da Michelangelo Pistoletto a Marina Abramović, da Anish Kapoor a Daniel Buren, da Robert Rauschenberg a Jeff Koons, da Jan Fabre a James Rosenquist, da Jannis Kounellis a Julian Schnabel, da Louise Bourgeois a William Kentridge.

Con gli autori delle oltre settanta collection create fino ad oggi, illy mantiene intensi rapporti di collaborazione che si sviluppano attraverso veri e propri progetti artistici e culturali. Le illy Art Collection, edizioni firmate, limitate e numerate, sono in vendita in tutto il mondo, nei bar, nei negozi che distribuiscono prodotti illy e sul sito www.illy.com. Una volta esaurite non vengono riprodotte. Michelangelo Pistoletto Nato a Biella nel 1933, l’artista è annoverato tra i maggiori esponenti dell’arte povera, una delle più importanti concorrenti artistiche del secondo dopoguerra.

Dal 1991 al 1999 è professore all’Accademia di Belle Arti di Vienna e nel contempo avvia a Biella il centro multiculturale e plurisettoriale “Cittadellarte”. Pistoletto ha esposto le proprie opere nelle maggiori rassegne internazionali come la Biennale di Venezia, documenta a Kassel, in Germania, e la Biennale di San Paolo del Brasile. Ha tenuto inoltre mostre personali nei maggiori musei del mondo quali il Museum of Modern Art di San Francisco, Palazzo Grassi di Venezia, P.S.1 di New York e il National Museum of Contemporary Art di Seul. Dal 2003 è stato insignito del Leone d’Oro alla carriera alla 50° Biennale di Venezia a cui ha partecipato con l’ufficio di “Love difference” – movimento artistico per una politica intermediterranea”.

La sfida anticrisi del barista Frank «La tazzina? A soli 50 centesimi»

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frank sambo
Il caffè anticrisi

VERONA — Come si fa a vendere più caffè in tempo di crisi? Semplice, basta dimezzarne il prezzo. Tanto ci si guadagna lo stesso. Questa almeno è la ricetta che sta adottando un bar del centro città, il «Come Sinatra Caffè » di via Stella, dove l’espresso lo si paga solo 50 centesimi. Una cifra che è ben ben lontana dall’euro, se non addirittura i 110 o 120 centesimi, che bisogna spendere per gustare la «bevanda più amata dagli italiani» dalle altre parti. «Abbiamo iniziato a praticare questo prezzo come forma promozionale nel novembre dello scorso anno. All’inizio lo avevamo riservato ai commercianti della zona ed ai loro clienti ma ora è diventato una nostra caratteristica », racconta Frank Sambo.

Frank Sambo, di origine veneziana e poi a lungo di adozione altoatesina

Il locale dal caffè scontatissimo lo ha aperto nel ’93 assieme alla moglie padovana Marika Stevanin. Dandogli un nome che vuole richiamare il suo, Frank, ma nel contempo essere anche un omaggio al grande cantante italo-americano. «Non abbiamo mai voluto fare pubblicità alla promozione del caffè – continua Sambo -ma il passaparola è stato così forte che davvero ha iniziato ad arrivare sempre più gente. Prima che iniziassimo a praticare questo prezzo di espressi ne stavamo facendo molto meno di quando avveniva negli anni precedenti. A quel punto abbiamo iniziato a pensare cosa potevamo inventarci e, facendo due conti, abbiamo capito che potevamo accontentarci di un guadagno più contenuto ma nel contempo attirare nuovi clienti».

Così Frank e Marika hanno iniziato a proporre il caffè a prezzo da realizzo e sono arrivati nel giro di qualche mese a piazzarne il quadruplo

«Lo vendiamo a cinquanta centesimi solo al mattino, tranne la domenica ed il lunedì quando il bar è chiuso, anche perché nel resto della giornata ce lo chiedono in pochi. Normalmente nel giro di poche ore ne consumiamo un chilo o più, il che significa che vanno via almeno 120 tazzine. Una cifra importante, per un bar tutto sommato piccolo come il nostro », spiega il caffettiere. «Purtroppo – precisa Frank Sambo – non possiamo fare lo stesso con i decaffeinati od i caffè d’orzo, perché hanno un costo di partenza troppo elevato, ma con il caffè normale ci stiamo tranquillamente dentro. Noi lo compriamo a 25 euro al chilogrammo, il che significa che abbiamo un costo di 20 centesimi a tazzina. Pur tenendo conto delle spese, quindi, a 50 centesimi ad espresso un guadagno riusciamo ad averlo.

E questo garantendo qualità di prodotto e di servizio, visto che c’è anche chi vende per buono caffè che costa solo 4 euro al chilo, e potendo contare su un aumento dei numeri dei caffè venduti e sul loro abbinamento con altri prodotti».

Frank Sambo e il caffè sospeso

«D’altronde – continua – di questi tempi la gente sta attenta a tutto, per cui ha un valore anche l’avere la possibilità di far bella figura offrendo l’espresso ma pagandolo la metà. Anzi, devo dire che da quando qui costa 50 centesimi capita anche che ci sia chi invece di prendere il resto preferisce lasciare un caffè pagato ad altri, chiunque essi siano. Un’usanza che è tipicamente napoletana. Per quanto mi riguarda sono d’altro canto convinto che in questo particolare momento sia quanto mai necessario inventarsi delle novità per continuare a fare commercio». Anche a costo di guadagnare meno pur di lavorare di più. Fonte: Corriere della sera

DC Campus, dal 4 maggio, protagonisti e tecniche del mondo del caffè

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DC Campus dalla corte

MILANO – Il 3, 4 e 5 maggio torna il DC Campus, l’appuntamento dedicato ai campioni internazionali delle categorie latte art (decori realizzati sulla superficie del cappuccino) e coffee in good spirits (cocktail a base di caffè), che si confronteranno nelle finali mondiali in programma a Nizza (Francia) dal 26 al 28 giugno. Dalla Corte ha il piacere di invitare i rappresentanti dei media alla conferenza stampa di apertura in programma il 3 maggio, dalle ore 10 alle ore 12 in via Candiani 127 a Milano per presentare l’evento e offrire un’occasione davvero unica per conoscere da vicino protagonisti e tecniche del mondo del caffè: – il mondo in continua evoluzione della latte art, – le mille declinazioni di gusto dei cocktail a base di caffè – tanti professionisti del mondo della caffetteria che conoscono ogni segreto dell’espresso – la realtà delle più importanti associazioni di baristi: Scaa e Scae – Specialty coffee association of America ed Europe – l’affascinante mondo dei concorsi internazionali.

DC Campus: il programma prevede momenti di pratica, approfondimento delle tecniche delle due specialità, simulazioni di gara

Sabato 4 maggio, ci saranno momenti di confronto sui temi della latte art e del caffè nel mondo miscelato, con l’intervento di esperti del settore e prove pratiche. Porte aperte a curiosi e amanti del caffè nel pomeriggio di domenica 5 maggio, quando nell’ampio spazio attrezzato con postazioni identiche a quelle di gara si svolgeranno le gare “amichevoli” di latte art, coffee in good spirits e latte soyart, una nuova competizione in cui sono protagonisti i cappuccini decorati con latte di soia.

In una sala adiacente si potrà gustare un buon espresso e realizzare una rapida “proof of taste” (la “prova del gusto”)

Scoprendo l’influenza che la temperatura di erogazione ha sul gusto del prodotto in tazza e i segreti per ottenere un eccellente espresso. I giornalisti che lo vorranno potranno partecipare a ogni fase della tre giorni. È possibile prenotare incontri e dimostrazioni con i singoli campioni – segnalate il vostro interesse.

Il DC Campus è organizzato da Dalla Corte macchine per espresso insieme a Mahlkönig, Urnex, Alpro, con la collaborazione di Latte Centrale di Brescia, Grand Marnier, Durobor Group and d’Ancàp e Cafés Richard. Saranno presenti all’evento: Campioni Latte Art Campioni Coffee in Good Spirits Marius Nica – Romania Cristi Coman – Romania Seivijus Matiejunas – Irlanda Francesco Corona – Italia Chiara Bergonzi – Italia Damián Seijas – Spagna Miguel Lamora – Spagna Victor Delpierre – Francia Edith Juhasz – Ungheria Vala Stefánsdóttir – Islanda Joseph Dupuy – Francia Ubirajara Gomes – Brasile Luzia Maite Taschler – Germania Stavros Lamprinidis – Grecia Leszek Jedrasik – Polonia Akos Orosz – Ungheria, campione Mondiale 2012 Christos Loukakis – camp. mondiale 2011 Ronny Billemon – Belgio Simon Alteblad – Norvegia Madeleine Solheim – Norvegia

La rivoluzione verso la qualità: miscele e aromi pregiati per la pausa caffè

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Una tazzina in ceramica d'espresso

MILANO — Su La Repubblica è uscito un articolo dedicato alla recente tendenza che ha trasformato la pausa caffè, anche se non sempre, nell’incontro con una tazzina d’autore. Un po’ come una seconda vita del caffè: amato in tutto il mondo, il miglior amico della pausa si rinnova. Non solo la tazzina fumante del bar, ma le cialde bio, la miscela arabica pregiata, l’espresso casalingo, l’abbinamento con il cioccolato o il bibitone di Starbucks. Da degustare come un bicchiere di vino. Una sorta di caffè gourmet.

Tazzina d’autore: idoli della nuova era sono i baristi

Figure quasi taumaturgiche che riescono a trasformare quei cinque minuti di break in un paradiso. Per loro, e per il crescente esercito di appassionati, c’è anche l’Università del Caffè Illy con 24 sedi nel mondo. Campione italiano di caffetteria è, e per la terza volta, il salentino Francesco Sanapo che rappresenterà l’Italia al campionato mondiale del caffè in programma a Melbourne (Australia) alla fine di maggio.

«Oggi un barista deve conoscere la filiera, la tostatura, la preparazione. Un lavoro che va molto oltre la semplicità della tazzina ma che in Italia non è ancora riconosciuto». In Australia ogni barman avrà a disposizione 15 minuti ma Sanapo concentrerà tutto il talento nella degustazione: «Dobbiamo preparare 4 cappuccini, 4espressie 4 bevande a base espresso senza alcol e io mi gioco tutto in 60secondi. Per prepararmi sono stato un mese in Costa Rica a contatto con un agronomo ed ho studiato la maturazione del frutto».

Ma più ancora degli italiani, di caffè più o meno di tendenza, ne vanno ghiotti i finlandesi, gli svizzeri e persino i tedeschi

Così si riscopre che siamo al sesto posto nella classifica dei consumi mondiali di caffè. In ben cinque paesi nel nord Europa se ne beve più. Se ne parla fino a domenica al London Caffè Festival. Un raduno di quasi 200 marchi internazionali per raccontare le fragranze di un mercato fatto di 66 miliardi di tazzine consumate ogni anno nel mondo. Solo in Italia sono 41 milioni quelli che, senza caffè, non riescono neppure a ragionare e ne divorano 5,75 chili l’anno.

Tanti. Ma molti meno della dose di ogni finlandese che è quasi il doppio: 10,58chili. «Il forte consumo nei paesi nordici si spiega per due motivi», dice Andrea Illy, presidente di Illy e membro dell’International Coffe Organization, «è associato ai ritmi circadiani di chi vive due terzi della giornata al buio e ha più bisogno di stare sveglio. In più il caffè mitiga gli effetti dell’alcol che è più diffuso che da noi».

Longitudini a parte la passione per la tazzina d’autore si spiega così:

«C’è il piacere socio sensoriale associato alla “caffè experience” un mix di caffè gourmet, tecnica nel servirlo e design degli oggetti». Non solo. «Fa bene alla salute ed è dimostrato che ha effetti benefici sul sistema nervoso centrale. È anti-ossidante e benefico nel caso di diabete ed Alzheimer». E, infine, soddisfa le coscienze più eco: «Il caffè è sostenibile perché produce meno emissione di carbonio, consumi di acqua e non lascia residui tossici».

Moak festeggia col caffè a Barcellona la Giornata mondiale del libro

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caffè moak

BARCELLONA (Spagna) – Caffè Letterario Moak approda nella capitale catalana. Anche per il 2013 Moak si fa promotrice dell’evento “Una nave di libri per Barcellona”, organizzato dal mensile Leggere: tutti e dalla compagnia di navigazione Grimaldi Lines, in occasione della Giornata mondiale del libro che si è celebrata ieri in tutto il mondo. La nave, salpata da Civitavecchia sabato scorso ha calato l’ancora nella città catalana domenica sera.

Moak: centinaia gli ospiti a bordo che hanno scelto un viaggio all’insegna della letteratura al profumo di caffè

All’interno della Sala Cervantes è stato presentato il concorso nazionale Letterario Moak, giunto alla sua 12° Edizione, alla presenza di illustri scrittori tra cui Carmine Abate, Michela Murgia, Roberto Riccardi e Maurizio De Giovanni.

Gli ospiti sono stati, inoltre, omaggiati dell’antologia “I racconti sul caffè”, edita da Caffè Moak, che ogni anno raccoglie i migliori manoscritti partecipanti delle edizioni passate. Ieri, in occasione della Giornata Mondiale del libro, Barcellona festeggia San Giorgio, con libri e rose”.

In questa giornata è tradizione che gli uomini regalino una rosa alle donne, che in cambio donano loro un libro

La Rambla è stata il palcoscenico principale della festa e l’intera città era colma di rose e libri. “La nave di libri per Barcellona” salperà domani mattina. Nel pomeriggio, alle ore 15, ultimo appuntamento a bordo con Caffè Letterario Moak, per concludere il viaggio di ritorno verso Civitavecchia. Il bando completo del concorso è disponibile sul sito www.caffe-letterario.it . segreteria organizzativa: Archinet – 0932.963866 /mail info@caffe-letterario.it