venerdì 29 Agosto 2025
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Bugan Coffee Lab apre il nuovo store a Milano in via Vigevano

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Sonia e Maurizio Valli, fondatori di Bugan Coffee Lab (immagine concessa)

MILANO – Famoso per la sua ricerca e per aver introdotto un nuovo modo di degustare il caffè, Bugan Coffee Lab arriva a Milano, in via Vigevano, 15 con l’obiettivo di diffondere la cultura dello specialty coffee, così come l’hanno divulgata fino ad oggi Sonia e Maurizio Valli nelle due loro sedi di Bergamo. Conosciuto nel settore da molto tempo, vincitore di nove titoli nazionali e due podi mondiali ai campionati barista, Bugan Coffee Lab è il primo in Italia ad aver unito in un unico luogo somministrazione, vendita, ricerca e formazione sul caffè di eccellenza.

“Lavoriamo con il mondo degli specialty coffee dal 2014 e fin da allora proponiamo un approccio al caffè diverso, che faccia attenzione alle origini, ai metodi di produzione, ma anche all’esperienza sensoriale, fondamentale per cogliere la qualità di ciò che c’è in tazza.” Raccontano i due fondatori. ​

Sonia Valli all’opera (immagine concessa)

“Fin dall’inizio abbiamo sviluppato una visione differente rispetto alla radicata tradizione italiana: il nostro è un modo nuovo di interpretare il caffè e vogliamo proporlo anche a Milano a tutti coloro che si definiscono curiosi. Ci piacerebbe contribuire ad accrescere la loro sensibilità verso il caffè, uno dei prodotti cardine della nostra quotidianità”.

L’offerta

Si parte con la caffetteria, che propone una selezione di caffè di altissima qualità e provenienti da filiere trasparenti e sostenibili da tutto il mondo.

Oltre alla possibilità di acquistare il caffè da portare a casa, da Bugan Coffee Lab sarà possibile degustare varie monorigini estratte con metodi differenti, che spaziano dall’espresso al caffè filtro, passando per il cold brew.

La preparazione del caffè (immagine concessa)

Nei prossimi mesi, l’offerta sarà affiancata anche da un’area dedicata a esperienze di degustazione a numero chiuso. ​ Per godere appieno dell’esperienza, nello store non è servito zucchero. “Una delle nostre frasi più iconiche — presente anche sulle nostre magliette — è “No sugar in my coffee“. L’invito, per tutti, è uscire dalla comfort zone e imparare a rispettare il caffè e il nostro palato, anche con un piccolo gesto quotidiano. È questa la differenza tra un laboratorio che fa cultura e formazione, e un esercizio puramente commerciale”, spiega Maurizio Valli.

Il bancone (immagine concessa)

Diffondere la cultura del caffè

“Il nostro locale è un luogo di ricerca artigianale ed è pensato per chi è curioso, per chi vuole avvicinarsi al mondo dello specialty e scoprire un modo diverso di bere caffè. Ci sarà una piccola selezione di croissanteria per la colazione, ma il cuore resta il caffè.”

Il racconto sarà affidato al personale formato nell’Academy Bugan, la stessa in cui si preparano alcuni dei migliori professionisti italiani per le competizioni internazionali. Attraverso il loro accompagnamento, i clienti potranno scoprire attraverso i sensi, le diverse anime del caffè.

Maurizio Valli alla macchina del caffè (immagine concessa)

“Ogni specialty coffee che arriva in torrefazione viene degustato con il metodo del cupping. Come accade per l’uva, ogni caffè, essendo un prodotto agricolo, è diverso. Il nostro compito è quello di interpretarne l’anima attraverso la tostatura, trovando quella più adatta a esaltare il profilo aromatico. Ogni specialty ha la sua ricetta: nel nostro store di Milano vogliamo raccontarvela, in un ambiente elegante e curato.”

Il progetto architettonico

Progettato da Mauro (De8_Architetti) e Laura (Bettinellistudio Architetti), insieme a Sonia e Maurizio, il nuovo specialty coffee bar si inserisce in un contesto autenticamente milanese: un piccolo spazio affacciato sulla storica via di collegamento tra la Darsena e Porta Genova, che si apre su un cortile interno dominato da una casa di ringhiera dal sapore industriale.

Le imperfezioni del pavimento, delle murature e delle travi in legno del solaio sono parte integrante del progetto, in un’estetica che richiama il concetto giapponese di wabi-sabi: la bellezza imperfetta, impermanente e incompleta.

Il fulcro dello spazio è il bancone-laboratorio, rivestito in legno carbonizzato secondo l’antica tecnica del Shou sugi ban, che attraversa e ricuce i due ambienti, dando ritmo e unità. I dettagli non si sovrappongono: sono pensati e realizzati per contribuire all’immagine complessiva. Nessun decoro superfluo, solo materia, luce e relazione.

Milano: la Triennale presenta il nuovo caffè e ristorante

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Triennale Milano

Il Palazzo dell’Arte di Milano ha un nuovo ristorante e caffè chiamato Cucina Triennale. La proposta gastronomica del ristorante e della caffetteria è affidata a T’a Milano, food company attiva nell’ambito della cioccolateria d’eccellenza, del catering e banqueting su misura. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale Askanews.

Il nuovo caffè della Triennale di Milano

MILANO – Si chiama Cucina Triennale il nuovo ristorante e caffè realizzato all’interno del Palazzo dell’Arte, sede dell’istituzione culturale milanese, al livello del giardino. Un locale direttameneo affacciato sul verde, parte del Parco Sempione, che si propone come un luogo da frequentare in qualsiasi momento della giornata: per una colazione a ritmi lenti, un pranzo all’aperto, una merenda con la famiglia, una cena prima di uno spettacolo o di un concerto.

850 mq interni, 215 mq di triportico allestito come dehors, 186 coperti totali (di cui 84 in esterno) per un’esperienza che unisce convivialità, cultura e accoglienza. Sarà infatti aperto dalle ore 10.30 alle ore 23.00 (ristorante ore 12.00-15.00 e ore 19.00-23.00, caffè ore 10.30-21.00).

La proposta gastronomica del ristorante e della caffetteria è affidata a T’a Milano, food company attiva nell’ambito della cioccolateria d’eccellenza, del catering e banqueting su misura.

Carla Morogallo, direttrice generale di Triennale Milano, afferma come riportato da askanews: “Cucina Triennale è stata pensata come uno spazio di incontro e di convivialità all’interno di Triennale Milano. Un luogo in cui risuona la storia dell’istituzione, in cui sentirsi accolti e poter trascorrere parte della propria giornata, pensato per i visitatori di Triennale, per chi viene per un pranzo o una cena, per le famiglie, i gruppi di amici, o ancora i turisti. Il dialogo con il nostro giardino, che ospita opere d’arte e di design e numerose specie di alberi, le grandi vetrate, gli arredi che evocano gli anni Trenta, lo rendono uno spazio ideale per rilassarsi e godere un senso di piacevole ‘sospensione’ dalla frenesia quotidiana, ma al tempo stesso immergersi in una realtà in costante fermento culturale come è Triennale”.

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Nestlé insieme al Microbiscottificio Frolla per l’inserimento professionale di giovani con disabilità

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Prosegue l’impegno di Nestlé per le attività di volontariato aziendale. L’azienda punta a coinvolgere entro il 2026 almeno 450 dipendenti (immagine concessa)

ASSAGO (Milano) – Gli ingredienti per il biscotto perfetto? Collaborazione e inclusione. Nelle scorse settimane l’headquarter di Assago del Gruppo Nestlé in Italia ha accolto i ragazzi e ragazze del Microbiscottificio Frolla, la cooperativa sociale di Osimo (Ancona) che ha come obiettivo l’inserimento professionale nel settore dolciario di giovani con disabilità. Le persone Nestlé e gli ospiti del Microbiscottificio Frolla hanno trascorso una giornata all’insegna del team building, dello scambio di competenze e del piacere di lavorare insieme per creare la ricetta del Cookie al caffè solubile, realizzato con il Nescafé.

L’incontro è poi proseguito con un’attività di volontariato aziendale, che ha visto il team Nescafé supportare i ragazzi del Microbiscottificio Frolla nella vendita ai colleghi della nuova varietà di biscotti prodotti assieme.

Il ricavato, insieme a una donazione monetaria di Nestlé, ha contribuito a finanziare alcuni tirocini formativi per i giovani pasticcieri della cooperativa. Ma non finisce qui, il nuovo cookie nato da questa collaborazione sarà infatti prossimamente acquistabile attraverso i canali ufficiali del Microbiscottificio Frolla.

L’importante progetto di scambio tra Nestlé e il Microbiscottificio Frolla è nato per lanciare un messaggio sull’importanza del volontariato aziendale e del coinvolgimento delle persone in attività di valore sociale.

I ragazzi del Microbiscottificio hanno assaporato l’emozione di viaggiare, fare nuove esperienze, socializzare e lavorare in team con persone con background e competenze differenti. Allo stesso modo, i dipendenti Nestlé hanno potenziato le loro soft skills, accrescendo la loro capacità di confronto con gli altri e sviluppando maggiore empatia.

La ricetta cookies (immagine concessa)

“Il volontariato in azienda rappresenta un’occasione fondamentale per contribuire attivamente alla comunità e rafforzare il legame tra colleghi. Con l’evento in collaborazione tra Nescafé e Frolla Microbiscottificio non solo abbiamo creato la ricetta di un nuovo biscotto, ma abbiamo anche unito le forze e condiviso le nostre competenze per creare un impatto positivo nella convinzione che il volontariato sia un’opportunità per fare la differenza nelle vite degli altri ma anche per arricchire le nostre” ha affermato Paolo Ongari, Business Executive Officer Nestlé Coffee Italy & Malta.

Questa iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di Nestlé volto alla sensibilizzazione e coinvolgimento delle proprie persone per generare un impatto positivo sulle comunità. In Italia l’azienda, infatti, punta a far partecipare entro il 2026 almeno 450 dipendenti in attività di volontariato aziendale retribuito, collaborando con diversi enti e associazioni. Nel 2024 sono state oltre 250 le persone Nestlé che hanno preso parte a iniziative di volontariato. Inoltre, nel 2023, il Gruppo Nestlé in Italia ha destinato oltre 3,5 milioni di euro in progetti e misure a impatto sociale.

“Siamo molto felici della collaborazione con i ragazzi del Microbiscottificio Frolla e sapere di aver contribuito alla creazione di una loro nuova referenza di biscotti ci riempie di orgoglio. Già da anni ci impegniamo in progetti di sensibilizzazione e volontariato aziendale, nella convinzione che valorizzare le competenze uniche di ogni individuo e imparare un nuovo modo di lavorare insieme siano fondamentali per crescere come persone e come azienda” ha dichiarato Giacomo Piantoni, direttore risorse umane del Gruppo Nestlé in Italia.

“Per i nostri ragazzi è stata certamente una bellissima esperienza – commenta Jacopo Corona, co-founder di Frolla Microbiscottificio – “Una giornata densa di scambio, confronto e nuove amicizie in un’azienda che stimiamo molto. Speriamo di ripeterla in futuro perché sono preziose occasioni di arricchimento personale e professionale”.

La scheda sintetica del Gruppo Nestlé

ll Gruppo Nestlé opera in 187 Paesi con più di 2000 marche tra globali e locali, è l’azienda alimentare leader nel mondo, attiva dal 1866 nella produzione e distribuzione di prodotti per la Nutrizione, la Salute e il Benessere delle persone. Good food, Good life è la nostra firma e il nostro mondo. Nel nido che condividiamo – simbolo di protezione, crescita e identità – lavoriamo ogni giorno per sostenere il benessere delle persone di tutto il mondo, con un impegno concreto verso la nutrizione, il pianeta, le persone e le comunità in cui operiamo.

Presente da oltre 110 anni in Italia, Nestlé rinnova ogni giorno il suo impegno attraverso azioni concrete, esprimendo con i propri prodotti e marchi tutto il buono dell’alimentazione.

L’azienda opera nel Paese in 9 categorie merceologiche, con un portafoglio di oltre 90 marche, tra cui: Meritene, Pure Encapsulations, Vital Proteins, Optifibre, Modulen, S.Pellegrino, Acqua Panna, Levissima, Bibite  e aperitivi Sanpellegrino, Purina Pro Plan, Purina One, Gourmet, Friskies, Felix, Nidina, Nestlé Mio, Nespresso, Nescafé, Nescafé Dolce Gusto, Starbucks, Orzoro, Nesquik, Garden Gourmet, Buitoni, Maggi, Perugina, Baci Perugina, KitKat, Galak, Smarties, Cereali Fitness.

SCA Italy al World of Coffee di Ginevra con i campioni Marco Paccagnella, Andrea Villa, Stefano Cevenini e Talal Bitar

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Andrea Villa nella categoria Coffee in good spirits (immagine concessa)

GINEVRA – SCA Italy sarà dal 26 al 28 giugno 2025, al World of Coffee 2025 di Ginevra, il più importante evento europeo dedicato al caffè specialty. A rappresentare l’Italia in questa occasione saranno quattro professionisti: Marco Paccagnella, che gareggerà nella categoria Cup tasters; Andrea Villa, impegnato nel Coffee in good spirits; Stefano Cevenini, in gara per la Latte art; e Talal Bitar, che parteciperà alla competizione Cezve/Ibrik.

SCA Italy esprime il proprio sostegno ai campioni in partenza per Ginevra e rivolge loro un caloroso augurio di buon lavoro.

Accanto ai concorrenti, anche la presenza italiana all’interno delle giurie internazionali sarà significativa: Chiara Bergonzi e Andrea Alberghini faranno parte della giuria per la Latte art, Francesca Bieker sarà giudice per la categoria Ibrik, mentre Luca Ventriglia opererà nella giuria del Coffee in good spirits.

La partecipazione dei nostri giudici rappresenta un’ulteriore testimonianza della competenza e del riconoscimento internazionale della community italiana del caffè.

Stefano Cevenini  in gara per la Latte art (immagine concessa)

“Le competizioni internazionali rappresentano un momento fondamentale per valorizzare e raccontare il caffè specialty, dando visibilità a tutta la filiera e presentandola sotto delle lenti nuove.” Dichiara Alberto Polojac, Coordinatore Nazionale SCA Italy. “Il World of Coffee è molto più di un evento fieristico: è uno spazio di confronto, dove la coffee community internazionale si incontra per condividere esperienze, visioni e obiettivi comuni. Come SCA Italy, siamo orgogliosi di accompagnare i nostri professionisti in questo percorso di rappresentanza e crescita utile per tutto il settore.”

La trasferta a Ginevra si inserisce in un calendario di eventi internazionali che ha già visto l’Italia protagonista nelle prime tappe dei Campionati Mondiali 2025. A Jakarta, Andrea Batacchi ha ottenuto un eccellente quinto posto alla World Brewers Cup.

Marco Paccagnella che gareggerà nella categoria Cup tasters (immagine concessa)

A Houston, invece, Gianluca Lavacca ha rappresentato l’Italia nella competizione mondiale dedicata alla torrefazione, classificandosi al settimo posto al World Coffee Roasting Championship. L’ultimo appuntamento del calendario sarà a ottobre a Milano, in occasione di Host 2025, dove Daniele Ricci rappresenterà per la terza volta l’Italia al World Barista Championship.

Talal Bitar che parteciperà alla competizione Cezve/Ibrik (immagine concessa)

World of Coffee 2025, che per la prima volta si terrà a Ginevra, rappresenta un punto di riferimento per l’intera industria del caffè specialty. Organizzato dalla Specialty Coffee Association, l’evento ospiterà oltre 430 espositori internazionali, tra aziende produttrici di attrezzature professionali, torrefattori, fornitori di caffè verde, startup e realtà innovative della filiera. Più che una fiera, World of Coffee è un vero e proprio ecosistema di networking, formazione e aggiornamento, capace di offrire un’esperienza unica e completa a tutti i professionisti del settore.

L’edizione ginevrina, realizzata in collaborazione con il chapter nazionale SCA Switzerland, si svolgerà negli spazi del Palexpo, importante centro congressuale a pochi minuti dall’aeroporto internazionale.

Caffè: il consumo di due tazzine allunga la vita, lo studio

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Una tazza di caffè americano (immagine: Pixabay)

Il nuovo studio firmato dai ricercatori della Gerald J. and Dorothy R. Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University, a Boston, negli Usa, ha evidenziato che il consumo di due tazzine di caffè fa vivere più a lungo. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicata su Repubblica.

I benefici del caffè

MILANO – Il caffè fa male? Crea problemi al sistema cardiovascolare? Non fa dormire? L’ultimo studio che prende in esame la bevanda più consumata al mondo, italiani per primi, dice il contrario. Dice che, assunto in quantità moderata e senza esagerare con zuccheri e grassi, il caffè fa bene: fa vivere più a lungo.

A sostenerlo è il lavoro firmato dai ricercatori della Gerald J. and Dorothy R. Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University, a Boston, negli Usa. Hanno scoperto che l’associazione tra consumo di caffè e rischio di mortalità varia in base alla quantità di dolcificanti e grassi saturi aggiunti alla bevanda.

Lo studio, pubblicato online su The Journal of Nutrition, ha rilevato che il consumo di caffè con caffeina (1-2 tazze al giorno e non di più) è collegato a un minor rischio di morte, e parliamo di tutte le cause, anche per malattie cardiovascolari.

In particolare, la ricerca ha appurato che il caffè nero e quello con bassi livelli di zuccheri aggiunti e grassi saturi, erano associati a un rischio inferiore del 17% di mortalità per tutte le cause rispetto a chi non consumava caffè. Ma lo stesso collegamento non è stato osservato per il caffè con elevate quantità di zuccheri aggiunti e grassi saturi.

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Nicaragua: ecco il progetto per combattere il cambiamento climatico con il caffè

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Un sacco di caffè del Nicaragua (immagine: Pixabay)

A Jinotega, capitale nicaraguense del caffè, i piccoli produttori della cooperativa Soppexcca combattono il cambiamento climatico e la povertà grazie a un sistema agroforestale che unisce caffè, biodiversità e tecnologia. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Costanza Oliva per il portale d’informazione Vita.

Il progetto in Nicaragua

MILANO – Mentre Antonio Talavera parla della sua terra, Jinotega, nel nord del Nicaragua, sembra di vederlo al lavoro tra le piantagioni. È considerata la capitale del caffè: da sola produce il 65% del raccolto nazionale.

“Lo coltiviamo”, racconta Talavera, “insieme a fagioli e ortaggi, per non dipendere solo dal caffè. Stiamo subendo pesantemente gli effetti del cambiamento climatico”. Il Nicaragua è il secondo Paese più povero dell’America Latina: oltre il 40% della popolazione vive in povertà, il 15% in povertà estrema. Quasi un bambino su tre sotto i cinque anni soffre di denutrizione cronica.

Talavera è uno dei fondatori di Soppexcca, cooperativa nata nel 1997 con 68 soci, oggi composta da 405 piccoli produttori, di cui 136 donne, suddivisi in 16 cooperative di base. È anche protagonista del progetto “Eroi del clima”, promosso da Fondazione Altromercato, che punta a trasformare i produttori da vittime della crisi climatica in attori del cambiamento, grazie a un sistema agroforestale che unisce caffè, biodiversità e tecnologia.

“Questo progetto nasce dal contesto ambientale e dagli effetti che, come piccoli produttori, stiamo subendo: si va dalle alterazioni nella fisiologia delle piante a fenomeni come la siccità o piogge torrenziali che causano molti danni e colpiscono la produzione”, spiega al portale Vita Jubelky Chavarría Siles, studentessa di Agraria e formatrice ambientale impegnata nel progetto.

L’intervento si articola su quattro fronti: formazione, rinnovo delle piantagioni, georeferenziazione e accesso ai mercati della sostenibilità. In tre anni, saranno distribuite oltre 76mila piante forestali e da frutto per rafforzare l’agro-foresta e 271.250 nuove piante di caffè, per rinnovare i campi con varietà più resistenti ai cambiamenti climatici.

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Cupper presenta gli infusi a freddo bio per l’estate

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L’infuso a freddo con menta e limone (immagine concessa)

MILANO – Cupper presenta gli infusi a freddo bio per un’estate di freschezza. Si comincia con l’infuso a freddo con menta e limone: la freschezza della menta si unisce al gusto vivace del limone per un twist di sapori brioso e dissetante. Senza zuccheri aggiunti e 100% naturale, l’infuso freddo BIO con menta & limone è l’ideale per una idratazione piacevole e dissetante da avere sempre con sé in casa o per l’on-the-go.

Curiosità: oltre ad essere conosciuta per i suoi benefici naturali, la menta è una pianta ricchissima di storia.

Per tanti popoli, con quello arabo, greco, romano e indiano è stata ad esempio, simbolo di ospitalità, amicizia e amore. Una vera star, che ha ispirato artisti e scrittori tra cui Virgilio, Ovidio, Shakespeare, Keats e Wilde, che l’hanno citata nelle loro opere.

Ingredienti Infuso Biologico

Menta piperita* (39%), ibisco bianco*, citronella*, radice di liquirizia*, scorza di lime*(7%), cicoria*, scorza di limone*(3%), aroma naturale di lime (3%), aroma naturale di limone* (1%), aroma naturale di menta piperita (1%), verbena odorosa*.

(*)Ingredienti da agricoltura biologica

Nota: contiene liquirizia, evitare il consumo eccessivo in caso di ipertensione.

Prezzo consigliato al pubblico: € 2,85€

Infuso a freddo con limone, zenzero e curcuma

L’estate è una stagione inebriante in cui i colori, i sapori e i profumi si intensificano e i sensi si amplificano come nell’infuso freddo BIO limone, zenzero e curcuma ideato da Cupper per una idratazione all’insegna del gusto.

Infuso a freddo con limone, zenzero e curcuma (immagine concessa)

Limone, zenzero e curcuma sono i tre ingredienti scelti da Cupper per questo blend dal sapore intenso e piccante e dalle proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e dissetanti, senza zuccheri aggiunti e 100% naturale.

Curiosità: lo zenzero è una famosa radice orientale conosciuta già 5000 anni fa e considerata prodigiosa per le innumerevoli proprietà benefiche per il corpo. Confucio pensava che schiarisse la mente tanto che alla fine di ogni pasto ne consumava un pezzetto.

Ingredienti infuso biologico

Radice di zenzero*(38%), citronella*, ibisco bianco*, curcuma* (5%), scorza di limone*(5%), aroma naturale di limone*(5%), aroma naturale di zenzero (3%), aroma naturale di lime.

(*)Ingredienti da agricoltura biologica

Prezzo consigliato al pubblico: € 2,85€

Infuso a freddo con ribes nero e echinacea

Idratarsi è un must per il proprio benessere specialmente nelle calde e assolate giornate d’estate; con l’infuso freddo BIO con Ribes Nero e Echinacea, l’idratazione diventa gustosa e un momento di piacevole refrigerio.

Infuso a freddo con ribes nero e echinacea (immagine concessa)

Il sapore del Ribes nero che combina affascinanti sapori fruttati e leggermente aciduli viene esaltato da quello agrodolce dell’Echinacea per un blend dissetante e delizioso senza zuccheri aggiunti e 100% naturale.

Curiosità: il ribes rosso e nero ha quattro volte più vitamina C delle arance e il doppio degli antiossidanti dei mirtilli, viene considerato il principe degli antinfiammatori naturali.

Ingredienti Infuso Biologico

Ibisco*, radice di liquirizia*, cannella*, barbabietola rossa*, echinacea purpurea* (5%), aroma naturale di ribes nero (5%), ribes nero*(2%), sambuco*.

(*)Ingredienti da agricoltura biologica

Nota: contiene liquirizia, evitare il consumo eccessivo in caso di ipertensione.
Prezzo consigliato al pubblico: € 2,85€

Preparazione

Per preparare la tisana fredda perfetta, basta infondere il filtro in 500ml di acqua fresca per 8 minuti e gustarla entro 8 ore.

Informazioni sul prodotto (distribuzione)

Gli infusi a freddo biologici Cupper sono disponibili da aprile a settembre nei migliori supermercati, nei negozi biologici e online su Amazon.it.

Packaging

  • Confezione in cartone riciclabile
  • Filtri non sbiancati

Caratteristiche

  • BIO
  • 100% naturale

La scheda sintetica di Cupper

Cupper nasce nel 1984 dal desiderio di una coppia inglese di unire il proprio amore per il ad un approccio etico nell’approvvigionamento delle materie prime e ad una produzione naturale. Oggi tutti i prodotti Cupper sono certificati Bio.

Fedele alla sua vocazione etica, Cupper è il primo marchio di tè Fairtrade del mondo che, ad oggi, opera a livello internazionale in oltre 50 paesi con 150 referenze.

Con la sua partnership con Fairtrade, che dura da quasi tre decenni, Cupper sostiene oltre 114.000 produttori e le loro famiglie in tutto il mondo. Una scelta fairtrade fatta da Cupper per garantire ai produttori un trattamento economicamente equo e che ha permesso importanti investimenti in infrastrutture per lo sviluppo locale.

Anche le scelte che riguardano il packaging sono all’insegna della sostenibilità, con confezioni riciclabili, e per sigillare le bustine si utilizza materiale completamente plastic-free e OGM-free.

Davide Spinelli interviene sulla collaborazione tra SCA e CQI, e sul CVA commenta: “Ecco perché lo trovo migliore di altri sistemi”

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Davide Spinelli
Davide Spinelli beve il suo caffè @lucarinaldi

MILANO – Dopo la recente partnership annunciata da SCA e CQI rispetto all’unione dell’offerta formativa proposta da queste due Organizzazioni, diversi addetti ai lavori si sono pronunciati in merito alla questione: da Alberto Polojac a Cosimo Libardo, da Alessandro Galtieri e Davide Cobelli, ora è il turno dell’opinione del trainer, consulente e Q grader Davide Spinelli che a sua volta ha fatto le sue riflessioni collegando questa novità anche ad un altro cambio di paradigma per tutto il settore: l’applicazione del nuovo Coffee Vale Assessment (CVA).

Di Davide Spinelli.

“Mi piacerebbe innanzitutto parlare di 2 punti in merito all’adozione e agli effetti che avrà il nuovo sistema di valutazione e assaggio, il Coffee Value Assessment (CVA), partendo però dal recente annuncio condiviso da SCA-CQI.

Come tutti ormai sappiamo, il 25 Aprile è stata pubblicata la notizia che il QE del CQI verrà incluso nel programma della associazione SCA. Per tanti, dal lato SCA, una “notizia bomba”, per altri, da quello CQI, una notizia “bomba in faccia”.

Molti hanno gridato al complotto, sicuramente in tanti non hanno gradito la mancanza di comunicazione. Una cosa è certa: per gli addetti ai lavori questo cambiamento ha portato a quasi un anno di futuro incerto.

In che senso?

È necessario aprire una parentesi più ampia per spiegarmi meglio. Per diventare istruttore CQI per Arabica si dev’essere prima dei Q grader, poi superare la prima calibrazione/rinnovo dopo 3 anni, infine iscriversi per diventare assistente (per cui si deve superare altre due fasi): totale di tempo impiegato, circa un anno.

Si deve poi partecipare a un CoP (community of practice), come assistenti o come istruttori già qualificati (per esserlo, era necessario aver totalizzato almeno 2 assistenze all’interno di corsi Q grader e poi aver tenuto un proprio corso in presenza di un esaminatore).

Prima di arrivare al CoP, in genere passano dai 6 ai 12 mesi. Date le premesse, immaginate cosa significa tutto questo per chi avrebbe dovuto partecipare al prossimo CoP in Giappone di novembre, per chi dall’altra parte lo stava organizzando, per chi aveva già pianificato un anno di corsi facendo combaciare altri lavori ed eventuali vacanze.

Ora, né chi ha interessi economici (istruttori, laboratori, eccetera) né studenti, futuri assistenti, sanno cosa fare. Certo, la vita va avanti, nessuno muore, però indispone al quanto.

Ricordiamoci anche però che i Paesi consumatori hanno la capacità di rialzarsi maggiore rispetto ad uno produttore. Non pensate ad un’attività con sede a Milano, ma ad un piccolo coltivatore, ad una cooperativa che ha investito le poche risorse a disposizione per costruirsi un laboratorio. E adesso?

Sembra quasi un contro senso se pensiamo che il CQI ha sempre avuto una risonanza differente nei Paesi produttori. Oggi non aver notizie proprio da parte di questa organizzazione da un giorno all’altro, spaventa.

Per quanto riguarda la mia esperienza personale

Il mio primo CVA come trainer è stato a febbraio del 2024, in Thailandia e poi ne ho tenuto un altro in Bolivia, Ecuador. In Guatemala mi hanno chiesto semplicemente di spiegare i motivi e il funzionamento del CVA, stessa cosa la seconda volta che sono stato in Thailandia. Ovunque, le persone volevano prima di tutto capire, non seguire i corsi.
Ogni volta, le domande son state sempre le stesse.

La prima è “perchè?”
La seconda è “perchè dovrei usare uno o l’altro?”
Oltre alle solite domande tipo “che ne sarà di me e della mia licenza”.

Per cui, al netto di tutti questi dubbi, vorrei aggiungere uno spunto di riflessione: la linea di comunicazione tenuta da SCA e dal CQI, fu vera gloria?
Ai posteri l’ardua sentenza.

Per quanto riguarda il secondo punto, ovvero il confronto tra CVA e altre formule di assaggio.

In questo anno e mezzo ho usato entrambe le schede, più quelle proposte da altre associazioni, ho usato e creato protocolli di valutazione io stesso per aziende private e ovviamente anche per caffè filtro ed espresso. Le ho usate con contadini, produttori, esportatori, importatori, tostatori e consumatori finali. Insomma, mi son messo a usare il CVA e a confrontarlo.

Mi sono spesso chiesto il perchè usare una o l’altra? Perchè dire che una sia meglio dell’altra?

Proviamo a ragionare sui metodi proposti e sull’analisi sensoriale.

Usare una nuova scheda. La prima domanda che ci poniamo davanti a un cambiamento è sicuramente “perché?”

Siamo abituati a fare una cosa per così tanto tempo che alla fine non pensiamo se un cambiamento possa servire o esser utile.

Nulla rimane immutato, soprattutto in questo ultimo secolo dove l’evoluzione delle informazioni, delle percezioni è sempre più rapida.

Dobbiamo analizzare e trasmettere dati a una quantità e velocità sempre maggiori.
In contrasto per complessità abbiamo la cupping form del 2004 con 3 tipi di scale sullo stesso modulo, e più moduli sulla stessa pagina sottoponendo il valutatore a un rischio di Halo Effect. Questo, con le tempistiche serrate, è sempre stato il punto debole di questo sistema e lo abbiamo sempre saputo.

In più, una calibrazione continua dei giudici a livello internazionale è sempre stata molto difficile da effettuare e da verificare. I giudizi son sempre legati all’uso, alla varietà di caffè, alla frequenza e alla cultura di chi giudica, quindi la forbice di punteggio e di valore è sempre stata più ampia del dovuto.

All’opposto il CVA, riprendendo gli studi di scale edonistiche (oggi affettive), il sistema CATA (Check-All-That-Apply) e RATA (Rate-All-That-Apply) invita i partecipanti a fare una selezione da una lista di tutti gli attributi che ritengono descrivano il prodotto. Semplice e veloce. Anche gli assaggiatori meno esperti riescono a calibrarsi quasi indipendentemente in un panel.

Questo grazie a 2 punti chiave molto utili.
1) Nel CVA devi scriverti il proposito del test che farai. La cosa divertente è che per tanti assaggiatori era scontato.
2) hai da fare un solo tipo di valutazione per volta. Anche se si utilizza un sistema CATA, nella sua scheda trovi le intensità, valutate in una scala 0-15.

Il CVA rende tutto più semplice, soprattutto sull’aspetto legato alla vendita, elimina il concetto di punti. In più ci obbliga a scrivere il perchè lo stiamo facendo e a strutturare lo story telling. Il CVA aiuta il barista, che ieri voleva esser un Q grader, che voleva parlare di acido fosforico e malico, a parlare più semplice. In più puoi utilizzarla con espresso, con filtro, con la Robusta.

Quindi il CVA è la soluzione a tutto?

No, non ancora, perchè ci saranno sempre dei propositi che richiederanno altri tipi di test.
Ricordiamoci che lo scopo ideale della cupping form del 2004, non è sapere il punteggio e il prezzo, ma aiutare il contadino a interpretare il proprio caffè, a capirne il potenziale, eventuali difetti e pregi e come migliorarlo.

E poi, sì, il CVA può limitare pregiudizi e influenze esterne, ma se state in piantagione, in mezzo ai contadini che ti fissano ad ogni sorso, o impari ad esser imparziale o ti verrà da piangere a ogni sorso.

Insomma, il mio invito è quello di ragionare con la vostra testa, decidere cosa volete fare, come e cosa volete assaggiare, vendere, comprare.
Seguite la vostra testa, seguite il vostro gusto.

Prendendo spunto da diverse ricerche come:

• SCA – Understanding and Evolving the SCA Coffee Value Assessment System
• SCA – How Do Cuppers Cup?
• SCA – From Value to Values
• Stellenbosch University: Institute for Wine Biotechnology, Department of Viticulture and Oenology
• Davide Giacalone University of Southern Denmark: Questionari Check-All-That-Apply (CATA): aspetti metodologici ed esempi applicativi nell’ambito della sensory & consumer science
• Sensory Evaluation Practices – Herbert Stone, Joel L. Sidel 3rd ed.

Di Davide Spinelli

World of Coffee Geneva al via domani, con numerosi eventi e i mondiali di caffetteria

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world of coffee ginevra
Il logo di World of Coffee Ginevra

MILANO – World of Coffee sbarca a Ginevra: l’evento targato Sca andrà in scena da domani, giovedì 26 giugno 2025, a sabato 28, al quartiere fieristico del Palexpo. Una location di prestigio in una città e in un paese al centro dei traffici mondiali del caffè. Si calcola infatti che i crudisti elvetici contino per circa il 70% del commercio mondiale di caffè verde, con una mezza dozzina di leader globali aventi la loro sede centrale proprio nella nazione alpina.

Senza dimenticare il ruolo dell’industria svizzera nel comparto delle macchine espresso superautomatiche.

Dopo il successo di World of Coffee Dubai, Specialty Coffee Expo (Houston, Usa) e World of Coffee Jakarta, la kermesse svizzera si prepara ad accogliere 13 mila visitatori professionali da tutto il mondo, attivi lungo l’intera filiera del caffè: dalla produzione, al commercio, la trasformazione e il consumo.

Di pari passo con la parte espositiva della manifestazione è in programma un ricchissimo programma di eventi collaterali, con convegni, presentazioni, sessioni pratiche, appuntamenti di networking, premi e, last but not least, le finali mondiali di 4 competizioni del circuito Wce (World Coffee Events).

Novità assoluta di quest’anno, la CEO Roundtable, un panel di discussione, della durata di 75 minuti, moderato da Krisztina Szalai, segretaria generale dell’influente Scta (Associazione svizzera dei negozianti in caffè), e dal ceo di Sca Yannis Apostolopoulos.

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Evoca ridefinisce l’esperienza del caffè a Vending Show 2025, 25-27/06

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evoca group
Evoca Group al Vending Show 2025 (immagine concessa)

VALBREMBO (Bergamo) – In occasione di Vending Show 2025, Evoca riafferma la sua missione: offrire “A great coffee for everyone, everywhere”. Produttore leader di distributori automatici e macchine da caffè professionali, Evoca presenterà un nuovo approccio alla sua offerta, incentrato sui tre marchi emblematici: Gaggia, Necta e Saeco.

Ognuno reinventando l’esperienza del caffè offrendo soluzioni innovative e sostenibili, adatte a tutti i tipi di locali: luoghi di lavoro (uffici, spazi di coworking, fabbriche), corner caffè, luoghi pubblici e semipubblici, oltre a hotel, ristoranti e bar.

Necta, leader mondiale nella produzione di distributori automatici, inaugura un nuovo capitolo a Vending Show presentando ufficialmente le sue nuove gamme: Barista, dedicata alle bevande calde, e Gusto, per prodotti snack & food.

Con un design innovativo, questa nuova generazione incarna l’audace evoluzione di Necta, rimanendo fedele al suo dna: performance, affidabilità e durabilità.

Tra le innovazioni, le Barista 500 & 600 Pro Touch illustrano perfettamente quest’ ambizione, offrendo una qualità di caffè eccezionale, un’esperienza utente ottimizzata grazie a uno schermo touch da 21,5’’ e un design eco-responsabile (96% riciclabile, classe energetica A+, e riduzione fino all’ 8% dell’impronta di carbonio).

Il logo Evoca Group

Simbolo del know-how dell’espresso italiano, Gaggia si prepara a lanciare una nuova generazione di macchine da caffè super-automatiche. Il primo modello, G300 Krea, è disponibile in due configurazioni per soddisfare sia le esigenze del settore Horeca che degli spazi in azienda.

Il modello G100 offre una qualità in tazza eccezionale in un formato compatto e versatile.

In anteprima, Gaggia presenta anche GS MasterBrew, progettata per locali a elevata affluenza: un modello corner completo (ricette caffè, acqua naturale e frizzante), più volte premiato per il suo design.

Saeco metterà in luce Aurora, la nuova macchina automatica compatta plug & play, che produce bevande di qualità a base di caffè in grani e varianti al latte. Si integra perfettamente a piccoli spazi di lavoro.

Evoca Group sarà presente allo stand Evoca E8 – Pad. 2.2 – dal 25 al 27 giugno 2025.

La scheda sintetica di Evoca Group

Evoca Group è un produttore leader a livello mondiale di macchine da caffè professionali e distributori automatici per il consumo fuori casa, con una storia nel settore di oltre 100 anni.  Grazie al suo ampio portafoglio di marchi, è in grado di offrire una gamma completa di prodotti agli oltre 10.000 clienti del Gruppo, servendo i consumatori in hotel, ristoranti, uffici, spazi pubblici e molto altro.