domenica 30 Novembre 2025
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Rancilio Group sostiene la ricerca della Fondazione Istituto europeo dei tumori-Cardiologico Monzino

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Rancilio Group insieme alla Fondazione Ieo-Monzino (immagine concessa)

VILLASTANZA DI PARABIAGO (Milano) – Rancilio Group rinnova il suo impegno annuale in occasione del Natale, collaborando quest’anno con la Fondazione Ieo-Monzino per la ricerca sul tumore ovarico, il 7° tumore femminile più diffuso al mondo. Con oltre 5.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno solo in Italia e una sopravvivenza a 5 anni inferiore al 50%, il tumore ovarico rappresenta una sfida oncologica cruciale.

Rancilio Group contro il tumore ovarico

La mancanza di uno screening precoce e la resistenza delle cellule staminali tumorali contribuiscono all’alta mortalità. Fattori come la storia familiare e le mutazioni genetiche aumentano il rischio, sottolineando l’importanza della prevenzione.

La ricerca si concentra su avanzamenti significativi negli ultimi anni, enfatizzando un approccio personalizzato alla gestione clinica.

L’obiettivo è migliorare la personalizzazione dei trattamenti ed esplorare l’immunoterapia.

All’Istituto europeo di oncologia, si sviluppano modelli avatar paziente-specifici, promettendo una maggiore personalizzazione dei trattamenti antitumorali, la predizione delle risposte ai farmaci e una comprensione migliorata della biologia del cancro ovarico.

La donazione di Rancilio Group sosterrà questo progetto di ricerca che ha l’obbiettivo di offrire nuove cure alle donne affette da questo tumore, fornendo un nuovo strumento in mano alle nuove generazioni. Il contributo mira, infatti, a ridurre l’impatto del tumore ovarico sulla vita di migliaia di donne in Italia e nel mondo.

Per scoprire di più su Fondazione Ieo-Monzino ETS basta cliccare qui

Per seguire i contributi dell’azienda nella sostenibilità basta cliccare qui

Caffè Borbone e Accademia Medeaterranea annunciano il corso base di caffetteria napoletana

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Caffè Borbone miscela oro linea bar in grani (immagine concessa)

NAPOLI – L’unione tra Caffè Borbone, azienda di riferimento nel business della torrefazione e del caffè monoporzionato e Accademia Medeaterranea, affermato centro di alta formazione e divulgazione scientifica enogastronomica integrata, ha portato da un biennio alla creazione di Accademia del caffè napoletano.

Il corso base di caffetteria napoletana di Caffè Borbone e Accademia Medeatteranea

Il progetto si pone l’obiettivo di promuovere la cultura del caffè napoletano in Italia e nel mondo. Per il 2024, l’iniziativa rinnova le iscrizioni per il corso base di caffetteria per principianti che prenderà vita presso la sede dell’Accademia Medeaterranea di Napoli, tra gli spazi della suggestiva Sire Academy presso la Mostra d’Oltremare di Fuorigrotta.

Il corso è stato ideato per avvicinare gli appassionati e gli operatori del settore alla materia prima caffè.

Caffè Borbone miscela rossa linea bar (immagine concessa)

La data di inizio e la programmazione delle lezioni verrà comunicata non appena verranno formate le classi.

Accessibile da un pubblico ampio, il corso è pronto ad accogliere appassionati del caffè, aspiranti professionisti del settore, e lavoratori già attivi nell’ambito alberghiero o della ristorazione. La formazione, della durata di 4 giorni, combinerà lezioni teoriche e pratiche, focalizzandosi su varie nozioni riguardanti il caffè, dalla sua storia alle tecniche di preparazione.

Il corso è pensato per dare una base di conoscenze solida e a 360 gradi sulla preparazione del caffè con l’obiettivo di formare i professionisti del domani e tutelare l’eccellenza del caffè napoletano.

Il programma formativo comprenderà lezioni approfondite sulla storia della produzione e del consumo di caffè.

Successivamente, si focalizzerà sulle diverse specialità di caffè, con particolare attenzione alla degustazione, alle tecniche e ai processi produttivi.

Infine, il corso affronterà le classiche preparazioni in stile napoletano con l’utilizzo delle miscele Caffè Borbone nelle diverse variazioni di intensità e aromi.

Questo percorso di formazione offre un approfondimento completo non solo sugli aspetti tecnici e pratici, ma anche su tutti gli elementi distintivi della materia prima e della tradizione napoletana legata al caffè.

Caffè Borbone sponsorizza questa grande opportunità per giovani e adulti promuovendola come importante porta d’accesso a opportunità professionali vista la possibilità di fornire ai partecipanti gli strumenti per coltivare la passione per il caffè e acquisire le competenze necessarie per diventare veri professionisti del caffè. Le modalità di iscrizione saranno disponibili prossimamente online.

La scheda sintetica di Caffè Borbone

Caffè Borbone è un marchio di Caffè Borbone S.r.l., azienda nata nel 1997 tra i principali produttori specializzati in cialde e capsule sul territorio nazionale ed internazionale. Leader assoluto nel comparto delle cialde in Distribuzione Moderna, sia in termini di quota val. % sia di vendite a Valore in mil Eur (cfr. Nielsen IT Distr. Moderna).

Caffè Borbone occupa una delle primissime posizioni nel mercato del caffè porzionato. Nel 2018 entra nel capitale sociale Italmobiliare, una delle principali investment holding italiane, con il 60% delle quote mentre il 40% rimane al fondatore Massimo Renda.

L’azienda rappresenta un caso di crescita esemplare, grazie anche al costante investimento in Ricerca & Sviluppo che ha portato alla realizzazione di prodotti innovativi come la cialda compostabile 100, l’incarto totalmente riciclabile nella raccolta della carta e la capsula compostabile Don Carlo che, gradualmente, hanno conquistato i consumatori sempre più attenti all’ambiente. Per maggiori informazioni basta cliccare qui.

La scheda sintetica di Accademia Medaeterranea

Nata nel 2011, è lunico ente promotore settoriale iscritta al registro IPIC – Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano della Regione Campania per il riconoscimento de “La cultura del caffè napoletano tra rito e socialità” quale patrimonio Immateriale dell’Unesco .

L’Inventario cataloga il patrimonio culturale immateriale e le pratiche tradizionali connesse alle tradizioni, alle conoscenze, alle pratiche, ai saper fare della comunità campana, così come definite dalla Convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 17 ottobre 2003, ratificata dall’Italia con legge n°167/200.

Polo della Conoscenza Scientifica quale vettore e acceleratore dell’innovazione culturale e produttiva, nel settore della enogastronomia, delle scienze dell’alimentazione e delle discipline afferenti e trasversali attraverso la formazione e la divulgazione frutto di accordi, di partnership e convenzioni scientifiche con università pubbliche nazionali ed internazionali ed enti di ricerca pubblici e privati.

Medeaterranea promuove la divulgazione scientifica, per fini sociali e culturali, per la salvaguardia della biodiversità alimentare, contrastando la crescente omologazione dei consumi, promuovendo, organizzando e partecipando a progetti di formazione e divulgazione per lo sviluppo delle diverse forme della scienza e della conoscenza. Fornisce informazione critica e corretta, sperimenta nuove forme di comunicazione scientifica sui temi dell’agroalimentare, della scienza, dell’ambiente e della sicurezza alimentare, del turismo enogastronomico e del turismo sostenibile.

Starbucks archivia il ’23 e apre con Percassi 2 store all’ aeroporto di Malpensa e nel centro commerciale Porta di Roma

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L'esterno del punto vendita Starbucks nell'aeroporto Malpensa (immagine concessa)

MALPENSA/ROMA – Per un anno che si chiude, due nuovi store aprono: Starbucks inaugura in partnership con Percassi, partner licenziatario esclusivo del brand in Italia, i negozi a Malpensa e a Roma nel centro commerciale Porta di Roma, creando un totale di 40 nuovi posti di lavoro.

Starbucks e Percassi terminano così il 2023 con ben 35 punti vendita in Italia, di cui 12 inaugurati nell’anno corrente, distribuiti in otto regioni: Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana, Lazio, Campania e Puglia. Nel corso dell’anno sono state assunte 541 nuove risorse ed erogate centinaia di ore di corsi di formazione. Per il 2024, Starbucks e Percassi prevedono un piano di crescita ancora più importante, che coinvolgerà nuove città e regioni.

Le nuove aperture di Starbucks

Centro nevralgico della mobilità aerea lombarda, l’aeroporto di Malpensa collega il Nord Italia con il resto del mondo. Dopo il grande successo dello store inaugurato nel 2018 al Terminal 1 dell’aeroporto, ha aperto il 15 dicembre il nuovo chiosco Starbucks al Terminal 2 dello scalo recentemente rinnovato.

La struttura si sviluppa su una superficie di 26mq, offre 26 posti a sedere ed è caratterizzata da una palette di colori dalle tinte botaniche, per un ambiente fresco e ospitale. La nuova apertura ha portato all’assunzione di 20 nuove risorse.

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L’interno del nuovo punto vendita Starbucks nell’aeroporto di Malpensa (immagine concessa)

Porta di Roma è il centro commerciale più grande della capitale, con un’estensione di 150mila metri quadri, e ospita più di 150 negozi, da oggi anche Starbucks.

Il nuovo store, il quinto a Roma città, si sviluppa lungo circa 150 metri quadri ed è stato progettato per accogliere sia visitatori di passaggio, che per offrire una pausa più lunga grazie all’area relax che conta 25 posti a sedere. Saranno presenti nel nuovo negozio 20 nuovi dipendenti.

Ad accogliere i visitatori di entrambi i punti vendita sarà l’iconico menù Starbucks. In aggiunta ai drink intramontabili quali il Frappuccino e le bevande fredde Cold Brew, si aggiungono le proposte della nuova campagna Holiday arricchite con caramello, cioccolata, toffee nut e pan di zenzero, nonché l’innovativa linea Oleato, con caffè e olio extravergine di oliva siciliano.

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Lo store Starbucks a Porta di Roma (immagine concessa)

Golosi bagel e fragranti toast attendono gli amanti del salato, mentre per chi è in vena di dolcezza, niente di meglio di croccanti cookies e invitanti croissant e muffin.

Matteo Morandi, ceo di Starbucks Italia, ha commentato: “Il 2023 è stato un anno molto positivo per Starbucks e Percassi e siamo orgogliosi di poter contare oggi su 35 punti vendita in Italia. La nostra partnership, nata nel 2018, ha dato e continua a portare i suoi frutti. Il nostro obiettivo per il 2024 è quello di rafforzare ulteriormente la nostra presenza in Italia con nuove aperture e sostenere l’economia dei territori in cui operiamo, collaborando con le istituzioni locali per creare nuovi posti di lavoro”.

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L’interno dello store a Porta di Roma (immagine concessa)

Vincenzo Catrambone, general manager di Starbucks Italia, ha aggiunto: “Le nuove aperture nell’aeroporto di Malpensa e nel centro commerciale Porta di Roma rispecchiano appieno l’obiettivo di Starbucks e Percassi: offrire tutto il meglio dell’esperienza Starbucks a sempre più consumatori, personalizzando ogni punto vendita a seconda del luogo che lo ospita per andare incontro alle esigenze locali. Salutiamo quest’anno guardando con fiducia al 2024, che riserverà ulteriori sorprese a tutti gli appassionati dell’iconico brand”.

Negozio a Malpensa

Indirizzo: Malpensa Aeroporto Terminal 2, 21010 Ferno VA Orario: lunedì – domenica 5.00 -21.00

Negozio a Porta di Roma
Indirizzo: Centro Commerciale Porta di Roma, Via Alberto Lionello 201, 00139 Roma RM Orario: lunedì – domenica 8.00 -22.00

La scheda sintetica di Starbucks Coffee Company

Dal 1971, Starbucks Coffee Company è impegnata nell’approvvigionamento etico e nella torrefazione di caffè Arabica di alta qualità. Con negozi in tutto il mondo, oggi Starbucks è il primo torrefattore e rivenditore di specialità caffearie al mondo. Grazie al nostro impegno costante per l’eccellenza e i nostri valori, portiamo l’unicità della Starbucks Experience nella vita di tutti i nostri clienti attraverso ogni singolo caffè.

La scheda sintetica di Percassi

Percassi è una società le cui attività comprendono lo sviluppo e la gestione di reti commerciali in franchising di importanti marchi (come Gucci, Armani Exchange, Saint Laurent, Nike, Jordan, Victoria’s Secret, Bath&Body Works, LEGO, Garmin in ambito fashion-beauty e consumer, e Starbucks nel food).

Percassi è anche attivo nella gestione di brand propri (KIKO Milano, Womo e Bullfrog nel settore della cosmetica, Atalanta in ambito sportivo, Da30Polenta nel food).

Nel settore della ristorazione Percassi gestisce inoltre, in partnership con il Gruppo Cremonini, i brand Wagamama, Casa Maioli e Caio Antica Pinza Romana. Percassi opera anche in ambito real estate per la realizzazione di importanti progetti immobiliari nel settore commerciale e direzionale. Per ulteriori informazioni basta cliccare qui.

International coffee tasting 2023: Lavazza e Caffè Morandini tra i vincitori delle Gold Medal, premiati i migliori tra 750 in concorso

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Il logo dell'International Coffee Tasting 2023 (immagine concessa)

MILANO – International coffee tasting 2023, il concorso internazionale tra caffè di Iiac – International institute of coffee tasters, ha chiuso la sua quindicesima edizione con l’assegnazione delle Gold Medal. Per l’Italia hanno vinto: Lavazza, Caffè Morandini, Caffè Alberto, Torrefazione Goriziana, Granonero, Italcaffè, Torrefazione Roen, La Genovese, Artcafè.

La conclusione di International coffee tasting 2023

Si è trattata dell’edizione più grande di sempre con 750 prodotti da 14 paesi, assaggiati da più di 60 assaggiatori in oltre 6 mesi di lavoro. A garantire la corretta esecuzione del concorso un team di 15 professionisti tra sensorialisti, baristi, project manager e responsabili amministrativi.

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Carlo Odello, presidente Iiac (immagine concessa)

“Di tutti i prodotti testati, solo meno del 25% ha ottenuto la Gold Medal, una misura che ci pone tra i concorsi più selettivi del settore food & beverage – ha commentato Carlo Odello, presidente Iiac – International institute of coffee tasters – In totale abbiamo elaborato circa 120.000 dati sensoriali per arrivare a singoli profili sensoriali validati statisticamente, confermando al mercato la nostra natura di specialisti dell’analisi sensoriale”.

International Coffee Tasting è il più grande concorso tra caffè al mondo valutati secondo le più stringenti regole di analisi sensoriale. Ogni singolo prodotto viene valutato da assaggiatori formati e validati che operano alla cieca, senza sapere quindi il nome del prodotto stesso o altre informazioni relative a esso.

Inoltre, la formula per il calcolo del punteggio è pubblicata e disponibile sul sito del concorso stesso.

“Investiamo una quantità notevole di risorse nell’acquisizione, nell’elaborazione e nella validazione dei dati sensoriali che restituiamo poi alle aziende, con l’obiettivo di dare loro un profilo oggettivo per ogni prodotto – ha continuato Carlo Odello – La forza di International coffee tasting non è soltanto segnalare al mercato i prodotti vincitori tramite l’assegnazione delle Gold Medal, ma anche supportare i processi di produzione e di innovazione delle aziende che partecipano”.

I migliori prodotti premiati con Gold Medal saranno nuovamente in concorso a febbraio per l’assegnazione delle Platinum Medal 2024. Un ulteriore banco di prova che decreterà il successo di una quota ancora più ristretta di prodotti.

Tutte le informazioni sono disponibili qui

La scheda sintetica di International institute of coffee tasters

Iiac – International institute of coffee tasters è un’associazione senza fini di lucro che vive delle sole quote sociali. È stato fondato nel 1993 con l’obiettivo di mettere a punto e diffondere un metodo scientifico per l’assaggio del caffè.

Dalla sua fondazione Iiac ha svolto centinaia di corsi ai quali hanno partecipato 13.000 allievi da più di 40 paesi nel mondo. Il manuale Espresso Italiano Tasting, edito in italiano e in inglese, è stato tradotto in spagnolo, portoghese, tedesco, francese, russo, giapponese, cinese, coreano e tailandese.

Iiac è dotato di un importante comitato scientifico che pianifica la ricerca per garantire l’innovazione del settore: ne fanno parte docenti universitari, tecnici e professionisti. Ha inoltre filiali dirette in Cina, Corea e Giappone. Per maggiori informazioni basta cliccare qui.

Italian Exhibition Group trionfa ai China Awards 2023 con il premio Eccellenza italiana

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Italian Exhibition Group ai China Awards 2023 (immagine concessa)

RIMINI – Italian Exhibition Group ha ricevuto il premio Eccellenza italiana nell’ambito dei China Awards 2023 che si sono tenuti a Milano al Museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci. Il grande evento, giunto alla sua 18ª edizione, è stato promosso da ICCF-Italy China Council Foundation, tra le principali organizzazioni in Europa impegnate nello sviluppo delle relazioni commerciali tra Italia e Cina, che ogni anno premia le realtà imprenditoriali italiane che si sono distinte sul mercato cinese e le imprese cinesi che hanno investito in Italia.

Italian Exhibition Group ai China Awards 2023

Sei le categorie di premi che hanno visto protagoniste aziende italiane e cinesi, tra multinazionali e pmi: Capital Elite, Creatori di Valore, Eccellenza Italiana, Top Investors in China, Top Investors in Italy, Via della Seta.

Il riconoscimento di Eccellenza italiana attribuito a Italian Exhibition Group deriva dall’importante strategia di internazionalizzazione sul mercato cinese messa in campo attraverso lo sviluppo di Sigep China, la fiera internazionale dedicata alle filiere di gelato, pasticceria, panificazione e caffè, che, grazie all’accordo siglato tra Italian Exhibition Group e Koelnmesse ha aperto i battenti nel 2023 a Shenzen.

Sigep China ha rappresentato un esempio di iniziativa di investimento di successo in Cina, che ha permesso di esportare un prodotto made in Italy come il gelato e la sua cultura, divenendo un apripista per le imprese italiane nello sviluppo di relazioni di business nel food service dolce sul mercato cinese.

La giuria dei China Awards era composta da esponenti di spicco delle istituzioni internazionali e dell’editoria di riferimento nel mondo del business, come Mario Boselli, Presidente Italy China Council Foundation, Paolo Panerai, vice-presidente e amministratore delegato Class Editori, Massimo Ambrosetti, ambasciatore d’Italia presso la P.R.C, Yao Lujie, Rappresentante CCPIT in Italia, Pierluigi Streparava, vice-presidente Italy China Council Foundation, Francesco Wu, Presidente Onorario UNIIC e Consigliere in Confcommercio Milano Monza Brianza Lodi, Roberto Sommella, Direttore Milano Finanza, Marco Barlassina, Direttore Capital e Patrimoni.

NIQ, leader nelle ricerche di mercato per i beni di largo consumo, nomina Enzo Frasio nuovo amministratore delegato

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Enzo Frasio è il nuovo amministratore delegato per il business congiunto in Italia (immagine concessa)

MILANO – NIQ, azienda leader mondiale nel settore della consumer intelligence, annuncia la nomina di Enzo Frasio come nuovo amministratore delegato per l’Italia. Nel suo nuovo ruolo, Enzo sarà responsabile delle strategie di crescita e della leadership di mercato di NIQ e GfK nel Paese.

Enzo Frasio guiderà il business delle due aziende nei settori del Largo Consumo e dei beni tecnologici e durevoli.

Supervisionerà l’attività commerciale, collaborando con produttori, retailer e brand emergenti nello sviluppo e nell’implementazione di soluzioni su misura che li aiutino a crescere e a raggiungere i loro obiettivi.

Le due aziende insieme saranno in grado di offrire ai clienti la visione più completa del comportamento dei consumatori, grazie a una combinazione unica di panel consumatori, panel retail per la rilevazione delle vendite al dettaglio, insight sui consumatori, piattaforme dati avanzate e altre soluzioni – su tutti i canali, dall’e-commerce ai supermercati, dai negozi specializzati all’out-of-home.

Milanese, laureato all’Università Bocconi, Enzo è entrato in GfK più di 20 anni fa maturando una solida esperienza commerciale e manageriale.

Nel 2017 è stato nominato presidente del Consiglio di amministrazione, amministratore delegato di GfK Italia e responsabile di GfK Grecia. Il suo impegno si è concentrato sul consolidamento dell’organizzazione interna per offrire ai clienti servizi a sempre più alto valore aggiunto, concreti e organici.

A dicembre 2023 Enzo Frasio è stato eletto presidente di Assirm, l’Associazione che riunisce le aziende italiane che svolgono ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale. Enzo è basato a Milano e riporta a Emilie Darolles, presidente NIQ per l’Europa occidentale.

La scheda sintetica di NIQ

NIQ, azienda leader a livello mondiale nel settore della Consumer Intelligence, rivela nuovi percorsi di crescita ai distributori e ai produttori di beni di consumo. Nel 2023, GfK si è unita a NIQ: due leader di settore che assieme offrono una copertura globale senza precedenti. Grazie a una lettura olistica del settore Retail, analisi avanzate e agli insight più completi sui consumatori – forniti attraverso piattaforme all’avanguardia, NIQ offre la Full View (TM).

NIQ è una società di Advent International che opera in oltre 100 mercati, coprendo più del 90% della popolazione mondiale. Per ulteriori informazioni, visitare il sito NIQ.com.

La scheda sintetica di GfK

Da oltre 89 anni, ci guadagniamo la fiducia dei nostri clienti in tutto il mondo fornendo risposte alle loro domande chiave e supportando il loro processo decisionale. Sosteniamo la loro crescita fornendo una comprensione completa del comportamento d’acquisto dei consumatori e delle dinamiche che influenzano i mercati, i brand e i trend dei media.

Nel 2023, GfK si è unita a NIQ: due leader di settore che assieme offrono una copertura globale senza precedenti. Attraverso una visione olistica sulle vendite al dettaglio, analisi avanzate e gli insight più completi sui consumatori – forniti attraverso piattaforme dati all’avanguardia – GfK supporta le aziende nella crescita basata sulla conoscenza. Per questo il nostro motto è “Growth from Knowledge”.

Fipe, a Natale oltre 5 milioni di italiani al ristorante: la spesa complessiva di 400 mln

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Il report di Natale (dati concessi)

ROMA – Sono 5,4 milioni gli italiani che frequentano il ristorante a Natale, ma non mancano anche i turisti stranieri, che hanno scelto di festeggiare il Natale in uno dei 90.000 ristoranti del Paese aperti il 25. Il dato è in crescita del 10,2% rispetto al Natale 2022. Stesso trend per le attività che hanno deciso di rimanere aperte, passate dal 65,2% del 2022 al 66,2% del 2023.

Sono questi alcuni dei dati diffusi da Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana pubblici esercizi, secondo cui il pranzo di Natale al ristorante farà registrare una spesa complessiva di 400 milioni di euro, il 15% in più rispetto all’anno precedente

Nel dettaglio, per via degli aumenti che hanno interessato tutte le voci di costo delle imprese (dai prodotti alimentari all’energia), si stima che in media ciascuna persona spenderà circa 74 euro per un menù tutto compreso, proposto nell’83,2% dei ristoranti, con sei portate all’insegna della tradizione (pasta fresca fatta in casa, bollito, pandoro e panettone per concludere).

Mentre per i più piccoli il 37% degli esercizi si è organizzato con un menu personalizzato a un prezzo medio di 30 euro.

Il trend di Natale contribuisce in modo significativo all’andamento del comparto della ristorazione a dicembre, tra i mesi più importanti dell’anno

Secondo le previsioni del Centro Studi Fipe solo in questo mese le famiglie spenderanno circa 8,5 miliardi di euro per consumi alimentari fuori casa. A questi si aggiungono poi gli incassi che arrivano da pranzi, cene e convention aziendali che quest’anno sono particolarmente numerosi.

Ma quali sono le attese dei titolari dei ristoranti per il periodo delle feste? In generale, il clima è ottimistico, con il saldo tra coloro che ritengono che sarà un Natale migliore del precedente e quelli che hanno aspettative peggiori comunque positivo e superiore al 17%.

“Il 2023 è stato un anno significativo per il consolidamento della ripresa dei Pubblici Esercizi, che ancora una volta hanno saputo superare con grande determinazione gli ostacoli lungo il percorso, tra rincari delle materie prime e difficoltà di reclutamento del personale”, ha commentato il presidente Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani.

Stoppani aggiunge: “I numeri ci dicono che il mese di dicembre, che da solo vale poco meno del 10% del fatturato della ristorazione, anche quest’anno conferma le aspettative delle imprese pur in presenza di un contesto complicato. Il ciclo economico è in rallentamento e il quadro internazionale continua ad alimentare condizioni di incertezza che non favoriscono né la crescita né i consumi. Per fortuna la bolla inflazionistica sta rientrando e con essa dovremmo avere anche una politica monetaria della BCE meno restrittiva”.

Come sopravvivere alle abbuffate natalizie: i consigli della Sinu, la Società italiana di nutrizione umana

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I consigli di Sinu per una dieta moderata durante le festività (immagine: Pixabay)

MILANO – Non c’è periodo dell’anno, come quello delle festività natalizie, che si presti più di altri a fare riflessioni e buoni propositi, e questo vale anche sul piano alimentare. Da una parte si pensa a cosa cucinare e preparare per i vari pranzi e cene di vigilie, Natale e Capodanno, dall’altro ci si preoccupa delle abbuffate e con esse delle calorie che verranno ingerite. Ma come possiamo difenderci da questa minaccia?

La Società italiana di nutrizione umana (Sinu) ha preparato, con il supporto del dottor Umberto Scognamiglio, membro del Consiglio direttivo Sinu e Primo ricercatore crea centro di ricerca alimenti e nutrizione, alcuni suggerimenti utili per sopravvivere alle feste natalizie senza stress e sensi di colpa per la overdose di cibo.

I giorni di festa

Se contiamo i giorni realmente festivi del Natale, le date sono essenzialmente quattro: le due vigilie e i relativi Natale e Capodanno. Anche se in questi quattro giorni dovessimo “abbuffarci” come se non ci fosse più un domani, la quantità di calorie ingerite non giustificherebbe mai quei chili in eccesso che siamo soliti lamentare dopo le feste.

La ragione è nel fatto che i giorni delle abbuffate hanno inizio il 24 dicembre e proseguono sino al 7 di gennaio.

Le cause? Spesso acquistiamo troppo, più del dovuto. Acquistiamo scegliendo la quantità e puntando meno che alla qualità. La paura, poi, di buttare o i sensi di colpa di non sprecare fanno il resto. Allora ecco che le cene e i pranzi si moltiplicano per l’intero periodo festivo.

Sarebbe utile, invece, alternare ai pranzi e cene “liberi” dei giorni strettamente di festa, un regime alimentare più leggero e secondo i principi della dieta mediterranea per il resto del periodo, in modo da ridurre i giorni dedicati agli eccessi e seguire una alimentazione sana ed equilibrata.

Gli acquisti

Quello degli acquisti è un terreno scivoloso. Da una parte c’è il mondo produttivo che spinge ad acquistare di più, dall’altro il tema della sostenibilità ambientale che ci sensibilizza ad evitare gli sprechi.

Stando alle stime di Coldiretti, lo scorso anno gli italiani hanno speso quasi 2,7 miliardi di euro per i cibi e le bevande da portare in tavola tra la cena della vigilia e il pranzo di Natale. Con una preferenza del pesce nel menù della vigilia e a Natale una maggiore proposta di carne con bolliti, arrosti e fritti, ma anche minestre, zuppe, paste ripiene, pizze rustiche e i dolci.

La previsione di spesa per quest’anno, sebbene condizionata da una inflazione media del 12% sui prezzi dei principali prodotti alimentari natalizi, sarà, secondo le prime stime effettuate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, di 169,00 euro (dato pressoché invariato rispetto allo scorso anno).

Spreco alimentare

L’indagine Crea sullo spreco alimentare nelle famiglie, condotta dall’Osservatorio sulle eccedenze sui recuperi e sugli sprechi alimentari (OERSA), dichiara che il 77% delle famiglie intervistate getta via cibo. A finire nel cassonetto sono principalmente frutta, verdura e pane.

Stando agli analisti di Ener2Crowd, quest’anno, nel periodo delle feste, si getteranno oltre 500mila tonnellate di cibo, corrispondenti a più di 80 euro per nucleo familiare: uno spreco enorme che porta anche a un’impennata del livello di inquinamento, dal momento che ogni tonnellata di rifiuti alimentari produce 4,2 tonnellate di CO2.

Si calcola che circa il 5% dei cibi che compriamo durante le feste di Natale non verrà consumato e sarà buttato.

Avere un’idea più chiara su cosa scegliamo di cucinare e soprattutto per quante persone dobbiamo preparare, ci consentirà di fare acquisti più ragionati. La classica lista delle cose da comprare è sempre una valida strategia. Poniamo attenzione alle adescanti offerte del 3×2 ed evitiamo di essere tentati dalla “gola”.

Meglio a questo punto recarsi a fare la spesa dopo aver mangiato! Attenzione, inoltre, a chi ha i figli piccoli, questi ultimi spesso hanno una grande influenza sugli acquisti della famiglia, anche di cose non strettamente salutari dal punto di vista nutrizionale!

Stare a dieta o muoversi di più?

In questi giorni leggiamo moltissime proposte di diete-prenatalizie per arrivare pronti alle feste. Ci sono quelle tradizionali del digiuno, declinato in tutte le sue varianti, alle diete detossificanti, o a quelle con tisane “sgonfianti”, ma anche le più fantasiose come quella dei “sette giorni prima del Natale” o quelle dell’avvento. Una sorta di allenamento dietetico per arrivare pronti alle abbuffate natalizie.

Forse vale la pena ricordare che il termine dieta si riferisce a stile di vita ovvero a una dieta bilanciata, combinata a uno stile di vita attivo, che preveda la pratica quotidiana di attività fisica, aiuta a mantenere un peso corporeo adeguato, permettendo una crescita più armoniosa da un punto di vista fisico e più serena da un punto di vista psicologico.

Appare chiaro che i diversi tentativi di diete pre e post natalizie a nulla servono, se non inserite in un cambiamento delle abitudini di vita.

Più che la dieta del prima o dopo le feste, sarà importante pensare a fare più esercizio fisico e a tale scopo possono tornare utili le indicazioni contenute in questa breve tabella, che riportano alcuni esempi del tempo necessario a smaltire le calorie di alcune pietanze tipiche del periodo natalizio.

Chilocalorie apportate da alcuni alimenti e tempo necessario per smaltirle svolgendo alcune attività

Alimento Quantità Energia Kcal Stare in piedi inattivo Camminare velocemente Andare in bicicletta
Tortellini in brodo 100 g 506 5h 49’ 2h 10’ 1h 26’
Coscio di agnello cotto al forno 100 g 118 1h 21’ 30’ 20’
Fritto misto di gamberi e calamari 150 g 255 2h 55’ 1h 5’ 43’
Cotechino con lenticchie 100 g 487 5h 34’ 2 h 1h 22’
Frutta secca 30 g 195 2h 14’ 49’ 33
Pandoro 100 g 402 4h 36’ 1h 42’ 1h 8’
Panettone 100 g 337 3h 51’ 1h 25’ 57’
Spumante 125 ml 109 1h 15’ 28’ 18’

 

Se aumentiamo il livello di attività fisica, otteniamo due risultati: l’aumento del dispendio energetico, ma anche lo sviluppo e il mantenimento della massa muscolare, che a sua volta aumenta il metabolismo di base.

Tra i buoni propositi per il 2024 potremmo, quindi, inserire questi importanti elementi: ridurre i giorni di pranzi e cene, sprecare meno e muoversi di più.

Per approfondire e leggere il decalogo anti-spreco di Oersa basta cliccare qui

Welfare: i regali di Natale dei datori di lavoro rendono felici l’86% dei dipendenti

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Matteo Romano, ceo di Tantosvago (immagine concessa)

MILANO – Il 2023 è stato l’anno in cui, più di sempre, l’attenzione nei confronti del welfare aziendale è aumentata. I lavoratori hanno modificato il loro modo di vivere il proprio lavoro e i datori di lavoro hanno cercato di modificare e incrementare la propria offerta welfare per andare incontro alle esigenze dei dipendenti.

Una maggiore attenzione nei confronti del welfare aziendale

Se l’aumento di stipendio resta ovviamente uno tra i doni più ambiti e apprezzati, non è più l’unico in grado di trattenere i talenti in azienda.

Attraverso un sondaggio realizzato da Forbes Advisor è emerso che il 40% dei datori di lavoro è convinto che i propri dipendenti lascerebbero l’attuale posto di lavoro per trovarne uno in cui i vantaggi welfare influiscano maggiormente a proprio favore.

Ovviamente tutto questo riguarda anche i regali di Natale che i dipendenti possono acquistare per sé e per i propri familiari attraverso il welfare aziendale, rivelatisi ottimi strumenti che i titolari d’azienda hanno a disposizione per dimostrare ai lavoratori di essere risorse apprezzate: la pensa così l’86% dei dipendenti intervistati in una recente ricerca pubblicata dalla testata specializzata Benefits and Pensions Monitor.

Negli ultimi anni le aziende pensano a regali sostenibili e socialmente consapevoli, come piantare un albero per compensare le emissioni di carbonio. I dipendenti scelgono per sé e per la propria famiglia tutti quei doni che aiutano a contrastare il costo della vita, magari regalandosi qualcosa che abbia a che fare col proprio tempo libero e che, spesso, un dipendente non si permette a causa del costo della vita: tra i più scelti ci sono ticket, viaggi, benessere, corsi di cucina e giorni di vacanza pagati dall’azienda.

Ed è proprio in questo segmento che s’inserisce il welfare aziendale che permette ai dipendenti di potersi regalare qualcosa a cui altrimenti avrebbero dovuto rinunciare.

Ne sono testimonianza i dati raccolti dall’Osservatorio Tantosvago (business.tantosvago.it) che hanno tracciato le preferenze dei dipendenti nell’ambito leisure, ossia nella scelta legata a come utilizzare i crediti welfare per il proprio tempo libero.

In Italia, a differenza di ciò che è accaduto nel resto del mondo, questa tipologia di benefit ha faticato ad affermarsi, ma negli ultimi anni l’incremento è diventato fortemente significativo.

A confermarlo le dichiarazioni di Matteo Romano, ceo di Tantosvago, che ha spiegato: “Tantosvago ha creato GOWelfare, un’applicazione semplice e immediata che offre la possibilità di alimentare anche l’economia di prossimità e offre una risposta anche alla domanda dei dipendenti, preoccupati di dover spendere tutti i crediti welfare entro la fine del mese di novembre per non perderli in vista del Natale e della fine dell’anno. Si rischia, quindi, che un dipendente scelga all’ultimo minuto, senza assecondare le reali esigenze e i propri desideri”.

Romano aggiunge: “Attraverso l’app GOWelfare, utilizzabile tutto l’anno, attraverso un semplice tap sul display dello smartphone è possibile spendere i crediti negli esercizi commerciali sotto casa, acquistando i doni che poi verranno messi sotto l’albero di Natale, per la gioia di grandi e piccini. L’applicazione permette di incrementare l’economia locale e circolare, aiutando i piccoli commercianti a rinvigorire i propri incassi e incentivando i dipendenti ad acquistare nel negozio sotto casa. Non solo regali di Natale, ma anche la spesa di tutti i giorni. In questo modo e attraverso GOWelfare, il welfare aziendale diventa concretamente uno strumento utilizzabile nella vita di ogni giorno, aiutando dipendenti ma anche la nostra economia locale”.

Dall’Osservatorio Tantosvago è emerso inoltre che l’area ricreativa nel welfare aziendale è in continua crescita. Dall’inizio dell’attività aziendale nel 2014, il numero di partner coinvolti nell’erogazione di servizi era di circa 1.000 e complessivamente le esperienze tra cui poter scegliere erano 10.000.

Oggi, grazie al lavoro di un team coeso e alla verticalizzazione di alcuni specifici segmenti, i partner sono circa 6.000 e le attività esperienziali offerte superano le 50.000.

Matteo Romano ha aggiunto: “In base alle proiezioni dei dati raccolti, possiamo affermare con certezza che anche nel 2024 la percentuale dei crediti welfare spesi nel leisure aumenterà considerevolmente proprio perché continuerà ad aumentare la ricerca tra vita privata e lavoro”.

Promuovendo questo tipo di benefit, anche le piccole imprese saranno in grado di offrire i vantaggi più attrattivi per i dipendenti, come corsi di cucina, ticket per concerti e spettacoli teatrali, giornate di benessere e relax in spa e ristoranti, viaggi e weekend nelle città d’arte, e di garantirsi, così, una maggiore fedeltà del lavoratore.

Ecco la classifica dei 5 premi leisure più scelti dai dipendenti italiani per se stessi e per la propria famiglia in vista del Natale, secondo l’Osservatorio Tantosvago:

• Viaggi (60%)
• Gift Card e Buoni (18,5%)
• GOWelfare con i negozi di prossimità (3,65%)
• Parchi (2,95%)
• Agenzie Viaggio (1,41%)

Natale 2023: gli italiani spenderanno 446 euro a testa, ma il 25% vuole risparmiare

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Il logo Altroconsumo

MILANO – Quest’anno gli italiani pensano di spendere 217 euro per i regali di Natale (la cui ricerca, oltretutto, è fonte di stress per il 33%; per poi risolversi in cose spesso inutili per ben il 30%). Ma se aggiungiamo il denaro necessario per viaggi, cene, feste si arriva a molto di più di 217 euro e cioè 446 euro a persona.

Sono queste le previsioni di spesa dei cittadini per queste festività secondo la nostra indagine, anche se, come vedremo più avanti, uno su tre alla fine spende più del previsto generalmente (l’indagine è stata svolta il 6 e 7 novembre 2023 su campione di 808 persone distribuite come la popolazione generale per età, dai 18 ai 74 anni, sesso, livello di istruzione e area geografica).

L’indagine Altroconsumo sulle spese previste per Natale

Di fronte al carovita, l’intento del 25% – un buon quarto del totale – sarebbe però quello di stringere la cinghia e spendere meno dell’anno scorso. Il 19% comprerà i regali di Natale a gennaio, approfittando dei saldi.

E i programmi per i prossimi giorni? La maggior parte, come da tradizione, farà pranzi e cene con parenti o amici. Il 23% andrà fuori città.

Quanto pensiamo di spendere?

In questo grafico riassumiamo la spesa media prevista per ciascuna categoria di regalo o attività in programma per le festività.

natale altroconsumo
La spesa media prevista per Natale (immagine concessa)

Rispetto all’anno scorso cosa cambia?

L’intenzione è di spendere di più o di meno rispetto all’anno scorso tra regali e tutto il resto? Nella maggior parte dei casi (63%) si pensa di sborsare la stessa cifra più o meno. Ma il 25% vuole ridurre rispetto al 2022. Solo il 12% ha in piano di spendere di più.

Dove comprerai?

Il 46% comprerà solo o soprattutto online (anche se rispetto all’anno scorso c’è un calo: il 18% pensa di fare meno acquisti sul web); il 21% comprerà solo o soprattutto in negozi fisici. Nel 23% dei casi si farà in modo equilibrato, un po’ online e un po’ andando in giro a fare shopping.

Cosa pensi dello shopping natalizio?

In tanti sanno già che spenderanno di più di quanto prevedono e un buon terzo vive il tema regali di Natale come una fonte di stress. Il 19% preferisce comprarli a gennaio, in modo da approfittare degli sconti.

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I risultati dell’indagine di Altroconsumo (dati concessi)

Cosa si farà durante le vacanze?

Gran parte degli italiani, come da tradizione, farà pranzi e cene ritrovandosi con parenti e amici solitamente lontani. In tanti sembrano amare anche i mercatini di Natale. Il 23% ha in piano di andare fuori città.

Per Capodanno vincono le feste in bar e locali, ma un buon 16% lo passerà in piazza, agli eventi previsti nelle varie città.

I piani degli italiani per Natale (dati concessi)