domenica 30 Novembre 2025
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Nespresso e i Banchi Alimentari della Puglia e della Daunia per il progetto Da chicco a chicco: oltre 120.000 piatti di riso donati

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riso da chicco a chicco nespresso
Una confezione di riso del progetto Da chicco a chicco di Nespresso per il riciclo delle capsule esauste a sostegno di Banco Alimentare (immagine concessa)

MILANO – Nespresso suggella il suo impegno nei confronti di Banco Alimentare della Puglia Onlus e Banco Alimentare della Daunia “Francesco Vassalli” grazie al progetto Da chicco a chicco e alla donazione di riso a questo collegata. Attivato in Italia nel 2011 con l’obiettivo di raccogliere e riciclare le capsule di caffè in alluminio esauste, il progetto permette di trasformare il caffè esausto in compost per la coltivazione di una risaia in Italia e donare il riso così ottenuto a chi ne ha più bisogno.

I risultati del progetto Da chicco a chicco di Nespresso

I primi 110 quintali di riso, equivalenti a più di 120.000 piatti di riso (1 piatto = 90gr), sono stati donati ai Banchi Alimentari della Puglia e della Daunia con l’obiettivo di offrire un supporto alle quasi 300 strutture caritative distribuite sul territorio che si prendono cura ogni giorno di oltre 70.000 persone in difficoltà.

Numeri molto positivi che si vanno a sommare ai 790 quintali donati a Banco Alimentare della Lombardia, ai 224 del Lazio e agli oltre 90 del Piemonte, permettendo così di destinare 900 quintali di riso, equivalenti a 1 milione di piatti a quasi 2500 strutture caritative – ad oltre 500.000 persone nelle regioni coinvolte, con un incremento del 14% rispetto alla quantità di riso distribuita nel 2022.

Nespresso continua a rafforzare il proprio impegno nel sostenere coloro che si dedicano a fornire assistenza ai più vulnerabili in Italia. Questo impegno è evidenziato dall’obiettivo dichiarato dell’azienda di sostenere 1 milione di persone entro il 2025 attraverso l’iniziativa Da chicco a chicco.

Da oltre un decennio, Nespresso si dedica con determinazione a dare nuova vita alle capsule esauste di caffè in alluminio attraverso l’iniziativa Da chicco a chicco.

Una missione che, nata in collaborazione con CIAL, Utilitalia e CIC (Consorzio italiano Compostatori), non solo mira a preservare l’ambiente, ma si propone anche di trasformare le capsule esauste in una risorsa fondamentale per la comunità di cui Nespresso si considera parte integrante.

Grazie al progetto Da chicco a chicco, i clienti di Nespresso possono restituire le loro capsule esauste in alluminio presso le Boutique Nespresso o le isole ecologiche partner, per un totale di oltre 170 punti di raccolta in più di 80 città italiane.

Dopo essere raccolte dalle aziende che gestiscono i servizi di raccolta differenziata, le capsule vengono sottoposte a trattamenti per separare i due materiali che le compongono: il caffè e l’alluminio.

L’alluminio, riciclabile all’infinito, viene inviato alle fonderie per essere trasformato in nuovi oggetti come penne, biciclette, coltellini e altro ancora. Il caffè esausto, invece, segue un percorso verso un impianto di compostaggio, dove viene trasformato in compost.

Successivamente, questo prezioso concime naturale viene donato a una risaia in Italia. Il riso prodotto grazie a questo processo sostenibile viene acquistato da Nespresso e donato al Banco Alimentare della Lombardia, del Lazio, del Piemonte e, per la prima volta quest’anno, anche della Puglia e della Daunia.

“Da chicco a chicco rappresenta la concretizzazione del nostro impegno nel prenderci cura dell’Italia e delle persone che qui, nel nostro territorio, hanno più bisogno di un supporto concreto – dichiara Silvia Totaro, sustainability & SHE manager di Nespresso Italiana – È un progetto che portiamo avanti con passione da più di 10 anni e che, anno dopo anno, ci impegniamo a far crescere, con l’obiettivo di raggiungere sempre più persone lungo l’Italia”.

Totaro aggiunge: “Questa prima donazione in Puglia ci rende molto felici perché rappresenta un ulteriore importante tassello verso questo obiettivo. Un approccio che ci ha permesso di ottenere risultati straordinari, che abbiamo potuto raggiungere grazie al prezioso contributo dei nostri e delle nostre clienti, il vero motore del progetto, negli anni sempre più partecipi, e dei nostri partner come Banco Alimentare”.

Importanti risultati sono stati conseguiti nell’anno in corso grazie alle donazioni di riso a Banco Alimentare, che hanno permesso di raggiungere in 12 anni di programma oltre 5.600 quintali di riso, equivalenti a oltre 6 milioni di piatti.

Questi risultati si sommano a quelli relativi al riciclo delle capsule Nespresso nel primo semestre del 2023, che segna un +6% a livello nazionale rispetto allo stesso periodo del 2022, consentendo di rimettere in circolo quasi 60 tonnellate di alluminio e oltre 600 tonnellate di caffè esausto, entrambe risorse pronte per essere riutilizzate.

Il progetto Da chicco a chicco dà forma alla realizzazione della mission del Banco Alimentare, di condivisione dei bisogni delle persone e di custodia delle risorse che la natura mette a disposizione degli uomini, ha affermato Luigi Riso, presidente di Banco Alimentare della Puglia Onlus. Attraverso di esso i due mondi, quello profit e quello no profit si incontrano a beneficio di tutti.

La dimensione del chicco, protagonista di questa iniziativa, esprime metaforicamente l’attenzione che Banco Alimentare dedica a ogni possibilità di collaborazione per il recupero e la lotta allo spreco alimentare. Siamo grati a Nespresso per quanto è stato raccolto e donato, ha dichiarato Stefania Menduno, Presidente del Banco Alimentare della Daunia “F. Vassalli.

Da chicco a chicco è parte del più ampio impegno di Nespresso nel nostro Paese, il programma “Nespresso per l’Italia”, che vede l’azienda in prima linea in diverse iniziative sul territorio, nella piena consapevolezza che il caffè possa essere una forza davvero positiva per la circolarità, il clima e le comunità.

Un impegno confermato dalla certificazione B Corp ottenuta da Nespresso a livello globale e dallo status giuridico di Società Benefit in Italia, con l’obiettivo di perseguire un modello di business sostenibile, affiancando alla finalità di profitto quelle di beneficio comune.

Per conoscere tutti i punti di raccolta e partecipare attivamente al progetto basta cliccare qui.

Fipe, Capodanno: “4,6 milioni di italiani al ristorante, +2,2% rispetto il 2023”

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Fipe -Confcommercio buoni pasto inflazione donne ristorazione
Il logo Fipe

ROMA – Cresce il numero di italiani che hanno scelto di festeggiare la fine dell’anno al ristorante. A renderlo noto è il Centro Studi di Fipe-Confcommercio, secondo cui sono state 4,6 milioni le presenze previste nei 75.000 ristoranti la notte di San Silvestro. Un dato in crescita del 2,2% rispetto all’anno precedente, seguito da un incremento percentuale doppio della spesa, che quest’anno ha toccato i 433 milioni di euro (+4,6%).

Capodanno: 4,6 milioni di italiani al ristorante

In calo, invece, il numero dei ristoratori che ha deciso di essere aperto per l’occasione: quest’anno ha prestato servizio, infatti, il 56,7% dei ristoranti, contro il 59,1% del 2022.

La maggioranza dei locali ha previsto nell’offerta esclusivamente la cena (84,1%) per una spesa media di 94 euro a persona, mentre la restante parte, circa il 16%, ha organizzato anche un vero e proprio veglione con spettacoli e musica, il cui costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 121 euro a persona.

“Il trend delle presenze al ristorante per il Capodanno 2023 ricalca quello osservato per il Natale, anche se di minore intensità per effetto di un numero significativo di ristoranti che per l’ultimo dell’anno ha deciso di non aprire”, ha dichiarato Luciano Sbraga, direttore del Centro Studi di Fipe-Confcommercio.

“I ristoranti confermano di essere un punto di riferimento per tante persone non solo per il pranzo di Natale, ma anche per il cenone di fine anno sia per chi vuole soltanto cenare iniziando il nuovo anno in uno dei tanti locali di intrattenimento o in qualche piazza delle nostre città sia per chi dopo la cena vuole proseguire la serata nello stesso posto. I prezzi in moderata crescita, inoltre, confermano che neppure nelle occasioni di grande appeal le imprese del settore adottano politiche commerciali disinvolte”, ha concluso Sbraga.

È stato, infine, un Capodanno all’insegna del Made in Italy: a fronte di una stima complessiva di 1,3 milioni di bottiglie stappate per il brindisi di fine anno, il 59,7% dei ristoranti servirà solo bollicine rigorosamente italiane.

Al contrario, il 32% consentirà ai propri clienti di scegliere tra spumante e champagne, mentre nel 9,3% dei ristoranti i commensali troveranno solo bollicine d’oltralpe.

Il panettone è brasiliano: ecco la storia di Bauducco, primo produttore

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Panettone Bauducco (foto dal sito)
Panettone Bauducco (foto dal sito)

MILANO – Per le feste natalizie un grande must nelle tavole degli italiani è il panettone a fine pasto: la tradizione è ben radicata nel nostro Paese, ma le origini di questo dolce si perdono indietro nel tempo e trovano origine in una terra lontana con cui condividiamo un altro grande amore, il caffè. Parliamo del Brasile e parliamo di Bauducco.

Questo è il nome del primo produttore al mondo di questo prodotto, di cui leggiamo dall’articolo di Giuseppe Baselice su repubblica.it.

Bauducco e il suo Choccone al cioccolato

Tra le colline del Minas Gerais, a due ore di macchina da San Paolo andando verso Nord, sorge il principale stabilimento produttivo di Bauducco, azienda fondata nel 1952 dal torinese Carlo Bauducco, emigrato in Brasile quattro anni prima, come milioni di altri italiani in cerca di fortuna nelle Americhe. Appena sbarcato a San Paolo, iniziò a lavorare per una torrefazione di caffè. Niente di più italo-brasiliano, in effetti. Ma era solo l’inizio… Grazie al suo spirito imprenditoriale il panettone, all’epoca praticamente sconosciuto da queste parti, è oggi un prodotto di largo consumo in Brasile e in tutta l’America Latina.

Carlo aprì il suo primo negozio, la Doceria Bauducco, nel Bras, il quartiere operaio nella zona Nordest di San Paolo. E nel 1966 passò l’azienda nelle mani del suo unico figlio, Luigi. A quest’ultimo, poi, è succeduto il figlio Massimo che oggi guida l’impresa tuttora al cento per cento della famiglia. “Mio nonno” racconta Massimo Bauducco “è sempre stato un visionario, un imprenditore coraggioso. Oltre a portare qui in Brasile la ricetta originale del panettone italiano, ha insegnato a tutti noi che se si fa impresa è per portare una novità”.

È a Extrema, nel Minas Gerais, Stato famoso per le chiese barocche di sorprendente bellezza e per il feroce sfruttamento delle miniere d’oro nell’epoca coloniale, quando qui più che in ogni altra area del Sudamerica arrivarono milioni di schiavi dall’Africa, che Bauducco sforna la maggior parte dei suoi 80 milioni di panettoni l’anno. Il resto viene prodotto negli altri quattro stabilimenti.

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Caffè e cacao superano la performance dei bitcoin: le previsioni per il 2025

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fave cacao ghana africa america Emily Urías cioccolato virus modica svizzera
Le fave di cacao (Pixabay licensed)

Il cacao è diventato l’asset con le migliori performance del 2024 superando i bitcoin, il mercato azionario statunitense e altre merci come l’oro. Gli esperti prevedono che i prezzi continueranno probabilmente a salire a causa della domanda incessante e delle avversità climatiche. Altre materie prime leggere, che sono coltivate anziché estratte, hanno goduto di un 2024 positivo.

Il caffè, un favorito americano, è stato scambiato in aumento, salendo oltre il 70% spinto da una previsione avversa del dollaro e una riduzione della produzione prevista in Paesi come Brasile e Vietnam. Leggiamo di seguito parte dell’analisi pubblicata sul portale Bitcoin News.

Cacao e caffè: la rivincita della old economy

MILANO – Il cacao, una merce agricola e precursore del cioccolato, ha vissuto un anno straordinario, con prezzi in aumento del 185% e una previsione positiva per l’anno a venire. I futures di marzo per una tonnellata metrica di cacao hanno raggiunto quasi $11.960, guidando l’ aumento dei prezzi per le materie prime leggere.

La previsione per il 2025 per il cacao è molto simile alle condizioni presentate lo scorso anno.

Le temperature oceaniche record e i venti secchi previsti continueranno probabilmente a influenzare le coltivazioni di cacao, riducendo i volumi raccolti.

“Questo metterà ulteriormente a dura prova le scorte vicine, ma siamo a prezzi storici alti e la domanda diventa se la domanda dei consumatori si ridurrà a un certo punto,” ha detto James Roemer, editore della newsletter Weatherwealth, come riportato dal portale Bitcoin News.

Altri analisti affermano che il cioccolato, grazie alla sua quasi universale accettazione e status, ha una domanda anelastica rispetto ad altri prodotti. I livelli di domanda attuali hanno permesso ai prezzi di aumentare oltre il 25% solo a dicembre.

La situazione del cacao in Africa ha influenzato le valute dei paesi che sono esportatori naturali.

Questo è il caso del Ghana, la cui valuta ha sofferto all’inizio di quest’anno a causa della scarsa produzione di cacao.

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Tutti i dettagli dell’accordo che unisce La Marzocco ed Eversys in un’azienda leader dei segmenti domestico e professionale, fatturato già di 372 milioni

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De' Longhi SpA: aggregazione aziendale tra Eversys e La Marzocco (immagine concessa)

TREVISO – La notizia è di per se clamorosa ed a sorpresa: De Longhi crea un polo di rilevanza mondiale nel segmento delle macchine del caffe’ attraverso un’operazione di business combination tra Eversys e La Marzocco, societa’ attive nella produzione e distribuzione di macchine da caffe. Sì perché sono stati sottoscritti proprio giovedì 21 dicembre gli accordi di un’operazione di business combination tra Eversys (società leader nella produzione e distribuzione di macchine di caffè automatiche) e La Marzocco (società leader nella produzione e distribuzione di macchine da caffè semi-automatiche e macinacaffè) che crea un operatore di rilevanza mondiale nel settore delle macchine per il caffè professionali e domestiche di tutti i segmenti di mercato.

La business combination tra Eversys e La Marzocco rappresenta un’ulteriore accelerazione della strategia di espansione e diversificazione del Gruppo De’ Longhi, che vede nel caffè, sia professionale che domestico, uno dei principali driver di crescita e sviluppo strategico nel medio-lungo termine.

Sia La Marzocco sia Eversys rimarranno indipendenti e direttamente guidate dall’attuale management, al fine di garantire continuità manageriale e preservare le distintive culture aziendali.

L’operazione prevede la creazione di una nuova struttura societaria controllata da De’ Longhi SpA, con relativo conferimento di Eversys, l’acquisizione da parte di De’ Longhi Spa (tramite una sua società controllata) di quote (detenute direttamente e/o indirettamente) de La Marzocco International LLC (“La Marzocco” o “LM”), sia da De Longhi Industrial S.A. che dai soci di minoranza, per circa il 41.2% del capitale. Le restanti quote di La Marzocco verranno conferite anch’esse nella nuova struttura societaria da parte dei soci.

L’operazione è qualificabile come “operazione tra parti correlate di maggiore rilevanza”, in ragione del fatto che De’ Longhi SpA ed LM sono soggette al comune controllo di De Longhi Industrial S.A.

Il presidente Giuseppe De'Longhi
Il presidente Giuseppe De’Longhi

Come tale, l’operazione ha ricevuto il preventivo parere favorevole del Comitato indipendenti, competente per le operazioni con parti correlate di maggiore rilevanza e il voto unanime del Consiglio di amministrazione di De’ Longhi, con l’astensione del presidente Giuseppe de’ Longhi e dei consiglieri Fabio de’ Longhi e Silvia de’ Longhi in conformità a quanto previsto dalla normativa, anche regolamentare, in materia di parti correlate.

De Longhi
Fabio De’ Longhi

In base agli accordi sottoscritti, il Gruppo De’ Longhi controllerà circa il 61,4% del nuovo polo, mentre quote minoritarie saranno detenute da De Longhi Industrial S.A. (circa il 26,6%) e dagli attuali azionisti di minoranza di La Marzocco (complessivamente circa il 12%).

L’esborso in denaro complessivo netto previsto da parte del Gruppo De’ Longhi per l’acquisizione delle quote da De Longhi Industrial e dai soci di minoranza di La Marzocco è di circa US$ 374 milioni (sulla base dei dati previsionali ed in attesa delle disponibilità dei dati approvati al 31 dicembre 2023) ed in particolare US$200 milioni (per la quota del 22% di LM) a De Longhi Industrial e US$ 174 milioni (per la quota del 19,2% di LM) in aggregato ai soci di minoranza da pagarsi alla data di perfezionamento dell’operazione prevista entro il primo trimestre del 2024 e soggetto ad eventuali aggiustamenti.

Gruppo De'Longhi
Il logo De’Longhi café

Tale somma sarà coperta interamente mediante mezzi propri del Gruppo De’ Longhi, che al 30 settembre 2023 presentava una posizione finanziaria netta positiva per 326 milioni di euro ed una liquidità lorda e attività funzionarie di 1.246 milioni di euro.

L’operazione prevede di creare un polo del caffè professionale con un fatturato aggregato su base pro-forma previsto nel 2023 di circa 372 milioni di euro ed un adjusted Ebitda di circa 87 milioni di euro (prima delle sinergie), che quindi si colloca in una posizione di rilevanza globale nel settore delle macchine per il caffè professionali.

la marzocco logo da fine 2016 the true artisan cafè
Il logo La Marzocco

Con questa operazione, La Marzocco ed Eversys potranno sfruttare sinergie ed opportunità di crossselling, per rafforzare ulteriormente la loro posizione lungo l’intera catena del valore, dalla ricerca e progettazione alla produzione e allo sviluppo del mercato, creando al contempo un operatore globale in grado di competere efficacemente in posizione di leadership in diversi segmenti di mercato, come quello delle macchine automatiche, delle macchine tradizionali e del luxury household, offrendo una varietà e complementarità di prodotti, tecnologie e marchi.

logo Eversys
Il logo Eversys

L’operazione risulta in linea con le indicazioni strategiche del Gruppo, che vedono tra i principali fattori chiave di sviluppo nel medio termine l’ulteriore consolidamento della propria leadership nel mondo del caffè e l’ampliamento della propria presenza nel canale professionale.

Accordi parasociali per ipotesi di exit

Le partecipazioni nella nuova società sono soggette a un periodo di intrasferibilità (c.d. lock-up) di un anno a partire dalla data di perfezionamento dell’operazione, fatti salvi i casi espressamente previsti dall’accordo parasociale per i trasferimenti consentiti o per le ipotesi di exit.

De’ Longhi SpA ha concesso a De Longhi Industriai e ai soci di minoranza di LM il diritto di poter vendere le proprie partecipazioni decorso un certo periodo.

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De’ Longhi pubblica i risultati del terzo trimestre (immagine concessa)

In particolare, gli stessi potranno richiedere (i) a partire dal 4° anno successivo al closing dell’operazione, l’IPO delle azioni della business combination entity e (ii) a partire dal 5° anno successivo al closing dell’operazione la scissione di De’ Longhi SpA mediante assegnazione ai soci di De’ Longhi SpA, a De Longhi Industriai S.A. e agli altri azionisti di minoranza, in proporzione alla rispettiva partecipazione diretta ed indiretta, delle azioni della business combination entity al fine della quotazione delle azioni stesse.

Inoltre, qualora De Longhi Industriai e/o i soci di minoranza di LM intendessero cedere le proprie azioni, è previsto un diritto di recesso in capo ai soci.

Natura di operazione con parti correlate

De’Longhi
De’Longhi The Art of Transformation

Il Consiglio di amministrazione di De’ Longhi Spa ha attribuito un valore complessivo all’enterprise value dell’operazione pari a US$ 1.402,4 milioni. Il predetto valore è stato determinato sulla base dell’enterprise value attribuito dal Consiglio di Amministrazione di De’ Longhi S.p.A. al Gruppo La Marzocco, pari a US$ 907,7 milioni, e al Gruppo Eversys, pari a US$ 494,6 milioni.

De Longhi
Gocce di caffè (immagine concessa da De’Longhi)

L’operazione si configura quale “operazione con parti correlate di maggiore rilevanza”, in quanto supera gli indici di rilevanza del controvalore e dell’attivo, pertanto la Società metterà a disposizione del pubblico un Documento Informativo OPC, in conformità alle disposizioni regolamentari in materia di trasparenza informativa, che verrà pubblicato e reso disponibile sul sito corporate di De’ Longhi SpA nella sezione Investitori, nei termini di legge.

Alla data dell’approvazione dell’operazione, De’ Longhi SpA è soggetta al controllo di diritto da parte di De Longhi Industriai, la quale detiene 53,59% del capitale sociale complessivo del Gruppo De’ Longhi.

De'Longhi dall'acqua al caffè espresso
De’Longhi dall’acqua al caffè espresso

Inoltre, De Longhi Industriai controlla indirettamente La Marzocco, detenendo, tramite sue affiliate, il 62,6% del capitale sociale.

Per ogni ulteriore dettaglio e approfondimento si rinvia al documento illustrativo Redatto ai sensi dell’articolo 5 del Regolamento adottato dalla Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 201 O e s.m.i., che, come sopra indicato, verrà reso disponibile sul sito internet della Società e sul meccanismo di stoccaggio autorizzato “1 lnfo” all’indirizzo www.1 info, nei termini di legge.

Il nuovo veicolo societario di De’ Longhi SpA avrà un consiglio di amministrazione indipendente che riferirà direttamente a Fabio de’ Longhi, ceo di De’ Longhi SpA. Inoltre, l’indipendenza, la cultura ed il carattere distintivo di La Marzocco saranno garantiti dall’attuale management, che rimarrà in carica e agirà come azionista di lungo termine.

La scheda sintetica de La Marzocco

Accademia La Marzocco Coffee Technicians Guild Summit
Una vista panoramica del complesso de l’Accademia del caffè espresso di Fiesole: un’investimento di circa 6 milioni da parte de La Marzocco (foto concessa)

La Marzocco lnternational LLC, fondata nel 1927, è il produttore leader di macchine da caffè espresso semiautomatiche di fascia alta per il settore professionale e per il segmento luxury del consumer.

la marzocco
Lo staff La Marzocco dello stabilimento di Scarperia nei pressi di Firenze

L’azienda serve più di 100 Paesi ed ha la produzione basata interamente in Italia. La Marzocco prevede di realizzare nel 2023, nell’ottica di consolidamento nel Gruppo De’ Longhi, un fatturato di circa € 240 milioni, un adjusted Ebitda, di circa € 56, 7 milioni ed una Posizione Finanziaria Netta positiva per circa €19 milioni.

Eversys

Eversys
Lo stabilimento produttivo della Eversys in Svizzera

Eversys, fondata nel 2009, è una società in forte crescita nel comparto delle macchine automatiche da caffè superautomatiche professionali, offrendo una delle migliori “esperienze in tazza” per il consumatore e fornendo un sistema di telemetria avanzato. Il Gruppo De’ Longhi ne ha acquisito una prima partecipazione del 40% nel 2017, completando l’acquisizione del restante 60% nel 2021.

Eversys
Dentro il mondo Eversys

Si prevede che Eversys nel 2023 raggiunga un fatturato circa € 132 milioni, un adjusted Ebitda consolidato nel Gruppo De’ Longhi di circa € 30 milioni e una Posizione Finanziaria Netta negativa di circa € 7,6 milioni.

Il commento di Fabio de’ Longhi, amministratore delegato e vicepresidente di De’ Longhi S.p.A., a margine della firma degli accordi:

Fabio de'Longhi dividendo
Fabio De’Longhi amministratore delegato del Gruppo De’ Longhi

“Sono estremamente soddisfatto di questa operazione che crea un leader mondiale nel settore delle macchine professionali per il caffè ed un centro di innovazione tecnologica senza eguali nel mondo del caffè. In particolare, sono soddisfatto per la piena partecipazione a questa operazione del management e degli azionisti di minoranza di La Marzocco, creando continuità e rafforzando in maggior misura la validità di questo progetto.

In quest’ottica, La Marzocco ed Eversys, pur continuando a mantenere le proprie identità distinte, potranno contare sul pieno supporto e controllo finanziario e organizzativo del gruppo De’ Longhi.

L’operazione odierna rappresenta quindi un passo fondamentale per consolidare ulteriormente la nostra leadership nel caffè, soprattutto nella fascia premium del mercato, sia domestico che professionale, ed è stata resa possibile dalla robusta generazione di cassa che ha contraddistinto il nostro Gruppo in questi ultimi anni.

Voglio infine ricordare come il Gruppo, una volta finalizzata l’operazione, disporrà ancora di ampie risorse finanziarie e di un ‘importante flessibilità finanziaria in vista della crescita futura, così come delineato dalle linee strategiche identificate dalla società.”

DE'Longhi macchina KV2 cappuccino
De’Longhi macchina KV2 cappuccino

Consulenti dell’operazione

Nel contesto dell’operazione, Lazard ha agito in qualità di advisor finanziario ddella Spa di Treviso mentre White & Case ha curato gli aspetti legali, Studio Biscozzi Nobili Piazza e PwC US hanno seguito gli aspetti fiscali. Il Comitato Indipendenti si è avvalso di Pedersoli Studio Legale, quale advisor legale, e Rothschild & Co, quale advisor finanziario. Inoltre hanno collaborato EY per la due diligence finanziaria e fiscale, oltre a Anthesis per la due diligence di compliance ambientale. Chiomenti ha agito in qualità di advisor legale per De Longhi Industriai s.a.

De'Longhi Bilancio 2021
De’Longhi, la copertina del dossier con i risultati di bilancio 2021

Andrea Illy sulla normativa europea anti deforestazione: “Pronti alle origini, adesso già tracciabile ogni singolo nostro caffè”, e sulla Borsa nel 2026…

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Andrea Illy, il presidente di illycaffè

TRIESTE – Andrea Illy, durante l’evento organizzato per festeggiare i 90 anni dalla nascita di illycaffè, ha rilasciato un’intervista sulle prospettive future della filiera del caffè, attraverso la lente della sostenibilità e dell’espansione dell’azienda sui mercati cinesi e statunitensi. Ovviamente, focus particolare sul nuovo assetto di illycaffè, sempre più aperta ad una gestione familiare ma a conduzione manageriale.

Andrea Illy riprende innanzitutto il concetto del modello world class organization già affrontato qui.

“Noi siamo figli di una cultura secondo cui non c’è un padrone in azienda, il padrone è il consumatore con quelle 8 milioni di tazzine consumate ogni giorno e preparate con il nostro caffè. Quindi se vogliamo che illycaffè, che ha tra i suoi pregi la coerenza, vada avanti dritta per quella strada, senza deviare, la governance deve poter essere molto stabile e coerente e accompagnare questo percorso continuo, così come l’ha fatto negli ultimi 90 anni.

Abbiamo sposato un modello che abbiamo chiamato world class organization, che vuol dire un’azienda a controllo familiare ma a conduzione manageriale, contrariamente ai due terzi delle aziende italiane che invece sono il modello cosiddetto padronale, che è anche a conduzione familiare.

Riteniamo che raggiunte certe dimensioni e anche un certo avanzamento nelle generazioni, sia controproducente un modello padronale, perché la famiglia comincia a costituire un limite per le prerogative dell’azienda.

In questo modello ci sono tre cose. Uno: l’apertura del capitale, proprio per non essere autoreferenziali, due: una governance indipendente, e tre: il management esterno. Questo modello l’avevamo scelto con prima che poi ci fossero i noti cambiamenti anche nella compagine azionaria”.

Come va la collaborazione partita nel 2021 con il fondo Rhone Capital, nel capitale di illycaffè con una quota del 20%?

“Con loro la collaborazione va bene, abbiamo un’ottima intesa, che abbiamo costruito prima del loro ingresso. E hanno rispettato la parola, quindi l’intesa è molto positiva”.

Nel futuro di questa azienda c’è l’approdo in Borsa: la proprietà e il management lo hanno più volte ribadito ma ancora sono definiti i tempi e la piazza. “Oggi il capitale è già aperto ma solo a un privato.

L’uscita del capitale privato prevede l’apertura del capitale al mercato. Questa è la via maestra. Non è obbligatorio, ma è quello che abbiamo pianificato.

E questo dovrebbe in qualche misura consolidare questo modello di world class organization, perché capitale aperto vuol dire aperto al mercato: tutto ancora in divenire.

Adesso è l’azienda che si deve preparare per essere un’ottima azienda, diciamo una matricola, e nel prossimo anno cominceremo a fare le scelte che servono poi alla quotazione”.

L’ingresso in Borsa sarà entro il 2026?

“Non posso confermarlo, è una data orientativa, poi le scelte si fanno sotto data in funzione delle condizioni di mercato che non sono prevedibili. Non si può sapere come andranno i mercati nel 2026 e visto che non se ne ha bisogno è anche inutile punire l’azienda per fare una quotazione in una condizione di mercato non favorevole”.

Un bilancio di questo 2023?

“Siamo soddisfatti perché il percorso di crescita, che era stato temporaneamente interrotto dal Covid, ancorché durante la pandemia abbiamo mantenuto comunque l’equilibrio anche finanziario ed economico, adesso è ripreso bene.

E questo è molto positivo, sebbene questo fosse un anno molto difficile, funestato da un’elevata inflazione, dalle guerre, dalla crisi in Cina. C’è soddisfazione”.

E il 2024, come lo vede?

“Sarà un ulteriore anno di crescita, se vogliamo, anche di accelerazione sui mercati internazionali. E di dinamismo anche sul piano delle attività, un marketing mix più completo, anche con strumenti di comunicazione nuovi.

Il prossimo anno può essere reso più rischioso solo dal rischio sistemico che ormai ci attanaglia.

Ora abbiamo la situazione dei porti bloccati a causa del Canale di Suez, le guerre, il cambiamento climatico: è sempre più superfluo fare previsioni. Dobbiamo compensare quelli che sono i fattori esterni che compromettono il business.”

La Cina ha dei consumi pro capite di caffè ancora bassi: come vi svilupperete a livello internazionale e perchè avete deciso negli USA e meno in Cina?

“Fino ad oggi gli Stati Uniti sono stati il mercato più grande fuori dall’Italia e la Cina quello che cresce di più: è vero che ha un consumo pro capite ancora basso, ma è in aumento fortemente e sono in molti.

In Cina c’è un fenomeno di crossfertilizzazione culturale. Loro occidentalizzano il proprio stile di vita e così il caffè, che affianca e non sostituisce il tè nelle loro abitudini di consumo, è sempre più apprezzato.

Questa è una tendenza che credo inarrestabile. E’ un Paese con una popolazione talmente grande che ci basta un consumo pro capite che è una frazione di quello che abbiamo qui da noi, per farne una seconda Italia.

L’importante è esserci, seriamente, con le giuste competenze. Siamo in Cina con una gestione diretta attraverso la nostra società da ormai 20 anni, siamo stati pionieri, presenti in una dozzina di città e continuiamo a crescere.

Siamo soddisfatti del partner che abbiamo scelto per il canale online, dei primi passi mossi, ma è ancora presto per dire di più, perché sono passati pochi mesi dall’esordio.

Ora poi la Cina sta vivendo un momento particolare, è uscita dal Covid dall’aprile del 2023 ed è entrata in crisi economica, con un’incertezza dettata anche a livello istituzionale, insieme alla crisi del mercato immobiliare.

E’ un Paese che ha contato sino ad oggi su una tradizione di investimenti in questo settore: ora che non sanno dove indirizzare le proprie risorse, hanno tirato i remi in barca per quest’anno.”

Come si prepara illycaffè alle EUDR, la normativa antideforestamento?

Siamo pronti all’origine: avendo creato questa filiera diretta nella quale lavoriamo a contatto con i produttori, abbiamo la tracciabilità di ciascun chicco che ci arriva.

Il solo problema che potrebbe insorgere con alcuni Paesi, qualora dovessero essere in ritardo, è nel fornire la documentazione all’Unione Europea, per dimostrare che il caffè che esportano viene da zone deforestate.

E’ un problema burocratico che stiamo contribuendo a risolvere, ma non ci sono altre questioni, perché il caffè che acquistiamo non proviene da aree deforestate.

Penso inoltre che sia un po’ sovrastimata l’idea che il 7% dei caffè commercializzati arrivino da zone deforestalizzate, ma sicuramente non il nostro.”

Come vede la linea del Governo contraria alla politica della sostenibilità dell’Europa, contro il regolamento degli imballaggi?

Andrea Illy: “Privatamente, mi occupo di sostenibilità e ho l’onore di presiedere una fondazione che si chiama Regenerative Society Foundation che promuove una transazione verso un modello rigenerativo.

Il tema è che la sostenibilità è come un’enorme ruota che gira e non ci si può soffermare su ogni singolo raggio. Perché sono materie complesse, sistemi articolati, la società, l’economia e l’ambiente e dalle infinite interazioni tra queste, nasce un organismo di ordine ulteriormente superiore, un meta sistema eco-socio-ambientale.

Nella matematica della scienza della complessità, pensare di approcciare un mondo così complicato con metodo riduzionistico, che punta ad analizzare una cosa alla volta, non funziona.

Allora bisogna adottare un approccio sistemico, dalle normative fino agli investimenti e alle operazioni industriali. Questo è un passo che dobbiamo fare per la cultura della sostenibilità.

Bruxelles, che si è impegnata in una serie di normative, erigendosi a pioniere della sostenibilità del mondo, certe attività le svolge con un approccio sistemiche, altre più in modo più riduzionistico: in questi ultimi casi, si ha il push back. Questo è successo con la direttiva del packaging. Si tratta di fare le norme con un approccio più sistemico.”

La scheda sintetica di illycaffè

Gruppo Illycaffè polo gusto illy illetta
Il logo illycaffè

illycaffè è un’azienda familiare italiana fondata a Trieste nel 1933, che da sempre si prefigge la missione di offrire il miglior caffè al mondo. Produce un unico blend 100% Arabica composto da 9 ingredienti diversi. L’azienda seleziona solo l’1% dei migliori chicchi di Arabica al mondo.

Ogni giorno vengono gustate 8 milioni di tazzine di caffè illy nei bar, ristoranti, alberghi, caffè monomarca, case e uffici di oltre 140 paesi, in cui l’azienda è presente attraverso filiali e distributori. Fin dalla nascita illycaffè ha orientato le proprie strategie verso un modello di business sostenibile, impegno che ha rafforzato nel 2019 adottando lo status di Società Benefit e nel 2021 diventando la prima azienda italiana del caffè ad ottenere la certificazione internazionale B Corp.

Dal 2013 illycaffè è inoltre una delle World Most Ethical Companies. Tutto ciò che è ‘made in illy’ viene arricchito di bellezza e arte, a cominciare dal logo, disegnato da James Rosenquist, le illy Art Collection, le tazzine decorate da più di 125 artisti internazionali o le macchine da caffè disegnate da designer di fama internazionale.

Con l’obiettivo di diffonderne la cultura della qualità ai coltivatori, baristi e amanti del caffè, l’azienda ha sviluppato la sua Università del Caffè che ad oggi svolge corsi in 25 paesi del mondo.

Nel 2021 Rhône Capital è entrato nel capitale di illycaffè con una quota di minoranza per accompagnare l’azienda nella crescita internazionale. Nel 2022 illycaffè ha impiegato 1230 persone e ha generato un fatturato consolidato pari a €567,7 milioni. La rete monomarca illy conta 190 punti vendita in 34 Paesi.

Massimiliano Fabian, Demus SpA e presidente del Consiglio Ico 22/23 al Trieste Coffee Experts: “Ecco le nostre azioni per una filiera più sostenbile”

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Massimiliano Fabian caffeina Consiglio
Massimiliano Fabian (foto concessa)

Massimiliano Fabian, presidente e amministratore delegato della Demus SpA e presidente del Consiglio dell’Ico per l’anno 2022/23, è intervenuto in occasione del Trieste Coffee Experts organizzato da Bazzara a Trieste per spiegare gli obiettivi e le linee di guida che muovono le ambizioni dell’organizzazione caffeicola. Fabian, in particolare, ha posto enfasi sulla promozione del consumo del caffè, la diversificazione e il miglioramento della produzione, inteso generalmente come buone pratiche agricole. Leggiamo di seguito il suo intervento.

L’azione dell’Ico per un mondo sostenibile del caffè

di Massimiliano Fabian

TRIESTE – “Sono Massimiliano Fabian, presidente e amministratore delegato della Demus SpA, una piccola industria innovativa che fa decaffeinizzazione del caffè verde, e ho avuto l’onore di presiedere (primo privato a farlo, perché finora si è trattato sempre di espressioni del pubblico) il Consiglio della International Coffee Organization per l’anno caffeicolo 2022-2023. Insieme a me è arrivata anche Vanusia Nogueira, che è la direttrice esecutiva attuale, anch’essa espressione del privato: è un segnale estremamente interessante che dà l’organizzazione d’inclusione e maggior collaborazione pubblico-privato, nell’interesse del mondo del caffè.

Nel 2022-2023 abbiamo tenuto due riunioni del Consiglio dell’International Coffee Organization. La prima online, la seconda, invece, si è svolta in occasione della World Coffee Conference, che c’è stata a Bangalore lo scorso settembre e ci ha visti ospiti del Board del caffè indiano”.

Fabian aggiunge: “È stata una cosa emozionante, anche per il numero di persone presenti perché eravamo in India, il maggior paese al mondo come popolazione, avendo superato anche la Cina; c’era veramente una partecipazione importante ed entusiastica da parte dei rappresentanti del pubblico e di tantissimi privati, a cominciare dagli indiani stessi.

Nelle slides potete vedere la quantità di persone che ha assistito agli eventi della quinta World Coffee Conference, che aveva come focus l’economia circolare e la sostenibilità, onnipresente, ormai, non solo nel caffè.

Ci sono i tre pilastri che tutti conosciamo: quello economico, quello ambientale e quello sociale. Tuttavia, come citato recentemente da Andrea Illy, è interessante riflettere anche su di un quarto aspetto trasversale di sostenibilità tecnologica, piuttosto stimolante.

L’argomento della quinta conferenza mondiale del caffè era tendenze di mercato, tecnologie e buone pratiche per costruire un’economia circolare del caffè, agricoltura rigenerativa, sostenibilità attraverso consumo e accesso alla finanza: capite bene come in queste parole ci siano tutti i concetti correlati alla sostenibilità”.

Fabian: “Parlando di maggior coinvolgimento dei privati nell’Ico, è interessante notare come questo sia stato istituzionalizzato da parte dell’organizzazione: il 9 giugno 2022, sotto la presidenza di Ivàn Romero, Ambasciatore a Londra dell’Honduras, con me vicepresidente, il Consiglio ha approvato, dopo lunga discussione, l’International Coffee Agreement, cioè il nuovo Accordo Istitutivo dell’International Coffee Organization (quello attualmente in vigore è del 2007)”.

Fabian continua: “La grande novità introdotta è il Board of Affiliated Members, dove ci saranno il settore privato e la società civile, che avranno anche due espressioni “ufficiali”, cioè due rappresentanti, il presidente e il vicepresidente, che siederanno all’interno dell’International Coffee Council e avranno titolo sia a parlare che a votare.

Quindi, quello che è stato espresso, soprattutto con la direzione esecutiva, ancor più importante, ma anche con la mia presidenza, dal significato non marginale, è l’inclusione sempre maggiore dei privati nelle attività dell’Ico. In realtà è necessario ancora un po’ di tempo perché, per l’entrata in vigore dell’Accordo 2022, ci devono essere la firma e la ratifica dell’accordo da parte di due terzi dei Paesi Esportatori e due terzi dei Paesi Importatori”.

Fabian: “Quali sono le attività strategiche principali dell’Ico? Sicuramente fra le attività principali strategiche vi sono quelle di promuovere i progetti di cooperazione e sviluppo nell’ambito del caffè”.

Fabian aggiunge: “L’Ico è nata nel ’63, 60 anni fa, e in 60 anni ha fatto oltre 60 progetti strategici nel settore, che hanno riguardato fondamentalmente tre linee guida: la promozione del consumo; la diversificazione (in particolare quando c’era la crisi dei prezzi bassi e, quindi, la necessità di aiutare i produttori a diversificare la loro produzione per riuscire a ridurre i rischi in termini di sostenibilità economica prima di tutto); il miglioramento della produzione, inteso generalmente come buone pratiche agricole, ma ottimizzando pure la parte di commercializzazione.

Come vedete dai grafici, s’è trattato soprattutto di promozione del consumo, anche nei paesi produttori, con 44% dei progetti dedicati a questo, 32% sulla parte di miglioramento della produzione stessa (buone pratiche agricole) e la sua commercializzazione, 24% di diversificazione, soprattutto (come detto) nel periodo in cui i prezzi erano molto bassi e si cercava di sostenerli.

Durante la mia presidenza è risaltata l’estrema importanza del dialogo pubblico/privato su tutto ciò che riguarda le normative e l’implementazione delle stesse, con una dinamica fra Paesi Produttori e i Paesi Consumatori non sempre semplice.

Prendo, ad esempio, la regolamentazione europea sulla deforestazione che è stato, forse, l’argomento principe (ma ce ne saranno altri quali, ad esempio, la Due Diligence, anche se con aspetti e caratteristiche diverse).

L’obiettivo della normativa UE sulla deforestazione è assolutamente condivisibile e ci fa onore. Io sono stato, infatti, espressione italiana ed europea come presidente e sono fiero dell’attività che l’Italia e l’Europa fanno in tale sede; va però tenuto conto anche di come eventuali iniziative europee, per quanto sicuramente di molto positiva intenzione, vadano poi a impattare sul lavoro pratico di noi operatori.

Quindi, la volontà di ridurre al minimo il contributo dell’Unione Europea alla deforestazione, al degrado forestale, all’emissione di gas serra e alla perdita di biodiversità a livello globale è sicuramente qualcosa con la quale tutti siamo d’accordo e riguarda non solo il caffè ma tanti altri prodotti, che qui vedete citati (caffè, bovini, cacao, olio di palma, gomma e soia); il controllo principale viene attuato al momento dell’importazione e della verifica doganale, impattando poi a livello di produzione e messa al consumo all’interno dell’Unione Europea o all’esportazione dall’Unione Europea stessa.

Nelle slide presentate potete vedete anche i tempi della norma: il 29 giugno l’entrata in vigore (ormai decorso); il 30 dicembre del 2024, fine della fase di transizione per i grandi operatori e, 6 mesi dopo, la fine della fase di transizione per i piccoli operatori.

Tutto questo è bello e giusto e ci sono dei paesi produttori che sono già abbastanza pronti direi, come Costa Rica, Colombia e Brasile; ma ci sono tanti altri paesi più in difficoltà, che devono costruire capacità e conoscenza per poter affrontare le problematiche e avere un prodotto che soddisfi quelle che sono le richieste da parte dell’Unione Europea.

In più, la stessa Unione Europea dovrà emettere delle linee guida per chiarire diversi aspetti. Ad esempio, il concetto della verifica all’atto dell’importazione: cosa succederà il primo gennaio 2025 di tutto quello che è stato importato fino al 30/12/2024 (termine per le grandi imprese), che non ha obblighi di controllo sulla deforestazione?

Dal 01/01/2025 invece sì; ma se, ad esempio io, grande torrefazione, tosto e vendo dal primo gennaio 2025, devo già vendere caffè esente da deforestazione o è a posto tutto ciò che è stato importato fino al 30/12/2024? Resta quindi anche questo dubbio e sono necessari chiarimenti.

Quindi l’Ico ha un’estrema importanza nel promuovere il dialogo, prima multilaterale e, poi, bilaterale fra paesi, per permettere che si chiariscano e includendo in questo anche tutta la parte privata, con la Coffee Public Private Task Force e, in futuro, anche con il Board of Affiliated Members.

I privati potranno esprimere, essendo quelli che poi praticamente operano, tutte i loro dubbi e le loro perplessità concrete, incentivando il dialogo fra i nostri legislatori e i paesi produttori affinché le problematiche vengano risolte nell’interesse del caffè e anche nel giusto interesse di evitare la deforestazione.

Questa tavola è rilevante, come lo è il dialogo fra paesi o fra istituzioni come l’Unione europea (primo consumatore mondiale); ma anche fra privati e pubblici, per permettere di affrontare le problematiche in maniera costruttiva e positiva, cercando di fare il nostro meglio.

L’Ico opera anche con dei partenariati, con diverse intese con organizzazioni internazionali e settoriali. Sono partenariati importanti perché permettono poi di attuare quel dialogo per implementare progettualità, che aiuti poi ad affrontare tutte quelle problematiche, come ad esempio la deforestazione, piuttosto che il lavoro minorile o il lavoro delle donne.

L’International Trade Center, ad esempio, ha fatto un progetto molto stimolante, andando a mappare tutti i progetti sul caffè, mettendoli online: se uno volesse andare a curiosare su determinati progetti o se volesse replicare determinate esperienze, avrà modo di esplorare e verificare tutto quello che è già stato fatto e, per esempio, estenderlo anche in altre zone dove non sia stato ancora attuato. C’è poi tutta la parte di partnership private, come ad esempio quella recente con la Speciality Coffee Association.

Un’altra iniziativa rilevante, sempre nel contesto della sostenibilità, è quella del Centro per l’economia circolare, cui è stato dato l’inizio a Torino con l’aiuto della fondazione Lavazza, che si è resa disponibile a tenerne la segreteria, ma ovviamente aperto a tutti. Ha come obiettivi quello di una partnership pubblico-privata che includa anche i produttori, così come le agenzie di sviluppo oppure le ONG e le università, per andare ad affrontare le problematiche correlate a un discorso, appunto, di economia circolare nel settore del caffè.

L’economia circolare è qualcosa di tutt’altro che distante perché, ad esempio, anche nella mia azienda andiamo ad applicare per un discorso pratico di sostenibilità, anche economica. Qui vedete poi i fondatori del Centro, coloro che devono essere confermati come partner strategici e altri eventuali partecipanti, cui è stata aperta l’adesione con l’evento di Bangalore.

Un altro argomento estremamente rilevante in corso attualmente all’Ico è quello della Coffee Resilience Facility, che nasceva originalmente come Coffee Resilience Fund, ma che, successivamente, è stato cambiato in facility, perché non necessariamente dev‘essere un fondo che nasca dal nulla, con costi aggiuntivi; si vuole invece ottimizzare quanto già esistente, per cercare di andare ad affrontare in collaborazione virtuosa quelle che sono le problematiche principali del settore del caffè; ad esempio, investendo nella sostenibilità e nella prosperità dei piccoli coltivatori attraverso un miglioramento della produttività delle piantagioni (Good Agricultural Practices perlopiù, ma non solo) e della loro redditività.

Noi in questo momento siamo di fronte a un deficit produttivo di caffè: questo deficit produttivo dovrebbe andare peggiorando, a prescindere da quello che fa il mercato nel breve; perché il mercato è molto influenzato da entrate e uscite finanziarie, ma i fondamentali di mercato parlano di deficit.

Il produttore numero uno, il Brasile, ha una produttività elevata, anche grazie all’orografia del suo terreno: se noi fossimo in grado di “tradurre” quella stessa produttività anche negli altri paesi, soprattutto in Africa, non avremmo il problema della produzione (offerta) di caffè.

Ovviamente vanno affrontati anche molte altre questioni: il cambiamento climatico; l’espansione delle città e dell’uomo stesso, che riduce sempre più i terreni dedicati alla coltivazione; la mitigazione della volatilità dei prezzi; il finanziamento della resilienza ai cambi climatici (che ho citato prima); l’ampliamento dell’accesso ai finanziamenti per il ringiovanimento delle piantagioni e, infine, l’introduzione di nuove piantagioni”.

La Guida del Camaleonte: presentata la 2ª edizione, strumento per coffeelovers e per tutti professionisti, consegnati gli Award alle torrefazioni giudicate migliori d’Italia

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Camaleonte
I rappresentanti delle torrefazioni premiate con gli Awards 2023-2024 del Camaleonte

PIAN DI SAN BARTOLO (Firenze) – Per il secondo anno consecutivo in Italia esce una guida dedicata al mondo del caffè che recensisce migliaia di prodotti, premiando le migliori referenze e le torrefazioni d’eccellenza. Un’opera a quattro mani di Andrej Godina, caffesperto e PhD in Scienza, Tecnologia ed Economia nell’Industria del Caffè, e Mauro Illiano, caffesperto e recensore gastronomico, presentata il 21 dicembre nella sede di Accademia del Caffè Espresso a Pian di San Bartolo (FI), spazio formativo e museale de La
Marzocco.

Guida del Camaleonte: uno strumento utile a tutti i professionisti del caffè

Ma anche agli appassionati della nera bevanda per scoprire la ricchezza della produzione lungo tutto lo Stivale, la scelta dei caffè più in linea con i propri gusti e la loro caratterizzazione in diverse modalità di preparazione: espresso, moka, filtro e monoporzionato.

Da sinistra, Mauro Illiano, Gennaro Esposito e Andrej Godina
Da sinistra, Mauro Illiano, Gennaro Esposito e Andrej Godina

Il caffè è la seconda merceologia più scambiata al mondo sulle borse merci ed è la bevanda più consumata al mondo. Ogni giorno, infatti, vengono servite oltre 3 miliardi di tazzine, mentre nella sola penisola italiana sono ben oltre 20 milioni le persone che entrano in una delle 140.000 caffetterie presenti sul territorio per degustare un espresso o una bevanda a base di caffè.

Il caffè tostato ha più di 2000 composti chimici di cui la maggior parte sono aromi.

Discutere di caffè, in Italia, vuol dire mettere mano a una ritualità quasi sacra, fatta di gesti, abitudini e significati sociali, che una tazzina di caffè è in grado di portarsi dietro.

I curatori Andrej Godina e Mauro Illiano

“Ricordatevi che un caffè non è semplicemente un caffè, ma è una bevanda straordinaria che racconta una storia lunga, lunghissima, fatta di decine di migliaia di chilometri di viaggio e di centinaia di composti aromatici.

La Guida del Camaleonte è uno strumento utile che aiuta il consumatore e l’appassionato di caffè a scegliere con più consapevolezza il proprio caffè preferito ” commentano Andrej Godina e Mauro Illiano.

Si sono volute premiare le eccellenze italiane incontrate tra le torrefazioni e le scuole di formazione del territorio, con un lungo lavoro di ricerca, approfondimento, assaggio e analisi organolettica dei caffè.

Undici le aziende che ricevono l’Award Torrefazione 2023-24, nutrita invece è la schiera degli Award Prodotto 2023-24, assegnati per singola categoria e profilo di prodotto.

Una guida, due versioni

La Guida del Camaleonte, edita da Mondadori, rappresenta il primo progetto culturale di recensione dei caffè e delle torrefazioni italiane in Italia e in Europa. È disponibile anche in versione App e dal 9 gennaio 2024 potrà essere acquistata in tutte le librerie italiane nel formato cartaceo.

Questa seconda edizione si apre con un approfondimento sulla preparazione del caffè a casa: tante le ricette e i consigli su come macinare ed estrarre il caffè con i diversi metodi di preparazione utilizzabili facilmente anche da casa. Macchina espresso automatica, macchina espresso manuale, espresso monoporzionato, moka, vertuo, Hario V60, chemex, napoletana, aeropress e french press.

Alcuni capitoli sono dedicati inoltre alla scelta della giusta acqua per il caffè, alla pulizia e alla manutenzione dell’attrezzatura, alla conservazione del caffè e al caffè decaffeinato e decerato.

Il lavoro della Guida è finalizzato a conoscere e far conoscere le tantissime variabili esistenti in tema di caffè, partendo dalle specie botaniche e dalla loro classificazione, passando dai differenti stili di tostatura, dall’arte di miscelare, dalla produzione di caffè per tanti diversi sistemi di estrazione ed arrivando dunque a un’opera di messa in evidenza della storia e della geografia delle torrefazioni italiane.

Il suo cuore è proprio il percorso tra le diverse torrefazioni italiane, suddivise per regione: ogni scheda comprende le informazioni di contatto, una breve storia dell’azienda, la presentazione dei caffè sottoposti ad assaggio con le icone flavore (fava di cacao, caramello, mandorle tostate, spezie, agrumi, gelsomino e molto altro) e una descrizione del prodotto (grani o macinato) con le caratteristiche di origine e metodo di lavorazione, colore di tostatura, ed eventuali certificazioni che riconoscono il prodotto.

“Lasciatevi quindi aiutare dalla Guida del Camaleonte nella scoperta di una merceologia ancora sconosciuta a molti. Divertitevi a provare caffè differenti, fatevi incuriosire dall’estrazione della bevanda fatta con diversi metodi di estrazione e provate i vostri caffè preferiti a differenti temperature di servizio.

Siate quindi curiosi, assaggiate caffè nuovi, scegliete i vostri caffè per flavore, divertitevi a preparare lo stesso caffè in diversi metodi di estrazione e quando andate nella vostra caffetteria preferita, chiedete al barista informazioni sul caffè che vi serve e sulle sue caratteristiche sensoriali… Fate la stessa cosa che fareste in un’enoteca e fate le stesse domande che fareste a un sommelier!” suggeriscono i curatori Godina e Illiano.

In Guida vengono anche segnalate le Coffee Academy, centri di formazione che offrono percorsi formativi sul caffè rivolti ai professionisti e ai coffee lover.

La Guida si conclude con un glossario che raccoglie le definizioni dei termini tecnici più ricorrenti nel mondo del caffè.

A portata di smartphone

L’applicazione digitale è scaricabile da tutti gli store ufficiali, dai circuiti IOS e Android ed è disponibile sia in lingua italiana che in inglese.

Due versioni a disposizione dei consumatori: gratuita, con accesso all’approfondimento culturale, al blog, ai riferimenti delle torrefazioni, delle microtorrefazioni e delle Academy; a pagamento (9,90 euro), la seconda versione consente di realizzare ricerche dei caffè per tipologia (grani, moka, monoporzionato, qualità commerciale, specialty, caffè certificati) e per flavore.

La ricerca per flavore aiuta il consumatore a trovare il caffè con le note sensoriali che più lo aggradano, per una degustazione finalmente consapevole.

All’Accademia del Caffè Espresso la cerimonia di consegna degli Award 2023-24 di Camaleonte

Alla presentazione della Guida è seguita la consegna degli Award Torrefazione e degli Award Prodotto 2023-24: i premi hanno spaziato dalle grandi eccellenze italiane alle piccole microroastery specialty.

Un momento è stato dedicato anche alla degustazione di alcuni caffè premiati in modalità espresso, moka, filtro e monoporzionato.

L’Accademia del Caffè Espresso e La Marzocco ha ospitato l’evento per l’ospitalità nel bellissimo spazio culturale di Pian di San Bartolo, per una vera e propria experience a 360° sul caffè. Accademia del Caffè Espresso è inoltre risultata la vincitrice dell’Award Academy 2023-24 per la completezza delle tematiche culturali trattate, dalla botanica all’estrazione.

Per Accademia si è trattata di un’occasione unica per celebrare l’eccellenza e la passione per il caffè a tutti i livelli, riunendo sotto un unico tetto le migliori torrefazioni italiane: è un onore per noi ospitare la presentazione della Guida dei Caffè e delle Torrefazioni d’Italia, perché allineata al nostro obiettivo di promuovere la cultura del caffè a 360°.

Oltre ad essere uno strumento per il consumatore per orientarsi nella scelta del caffè, attraverso le schede dei vari caffè, suggeriti anche per diversi metodi di estrazione, passa il messaggio che il caffè non è uno, ma che esistono invece diverse tipologie di caffè, tutte da scoprire, esplorare ed apprezzare, commenta Lavinia Caini, Marketing e Communications Manager di Accademia.

Lo chef Gennaro Esposito ospite d’onore della cerimonia

È intervenuto alla cerimonia di lancio della Guida dei Caffè in qualità di Ambassador lo chef Gennaro Esposito. Grande cultore e appassionato di caffè, lo chef Gennaro Esposito si è esibito in uno show cooking abbinando il caffè ad alcuni panettoni dell’ultima sua collezione natalizia. E insegnando a tutti i presenti come si taglia correttamente un panettone o un pandoro. Che non è il solito sistema usato da tutti.

Gennaro Esposito ha rimarcato quanto il mondo dell’alta ristorazione sia estremamente affascinato dal prodotto caffè, troppo spesso trascurato sino ad oggi e in grado invece di rendere realmente memorabile un’esperienza gastronomica.

Usda: nel 2022/23, consumi mondiali ai massimi storici, scorte finali ai minimi degli ultimi 12 anni

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Il logo del dipartimento dell'agricoltura di Washington

MILANO – Le scorte mondiali di caffè sono ridotte al lumicino: alla fine dell’annata in corso toccheranno i minimi degli ultimi 12 anni. La previsione è dell’autorevole servizio informativo del dipartimento Usa dell’agricoltura (Usda), che ha pubblicato il suo nuovo bollettino semestrale sui mercati e il commercio del caffè, con le stime ufficiali su produzione, consumi, export e, appunto, scorte.

Cifre che denotano un maggiore pessimismo sull’andamento del 2023/24. Usda ha infatti tagliato le stime sulla produzione di 2,9 milioni di sacchi e quelle sull’export di ben 3,9 milioni.

Ritoccata al ribasso anche la stima sui consumi, ma la correzione, in questo caso, è più contenuta: appena 733 mila sacchi in meno. Rivisti anche i dati relati all’annata passata (2022/23): produzione ed export sono stati tagliati rispettivamente di 5,5 e 4,9 milioni di sacchi.

Ma torniamo alle statistiche sull’annata in corso. Usda prevede una produzione mondiale di 171,425 milioni di sacchi, in crescita del 4,2% rispetto al 2022/23.

Il raccolto del Brasile risale a 66,3 milioni, in ulteriore ripresa del 5,9% sull’annata precedente, ma sempre lontano dal record di quasi 70 milioni di sacchi raggiunto nel 2020/21.

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IMF termina un 2023 ricco di soddisfazioni e dà appuntamento al Sigep di Rimini

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Niko Sunko (foto di Bell Lane Coffee)

OCCHIOBELLO (Rovigo) – Il 2023 ha rappresentato un anno di intensa attività per IMF, caratterizzato da una continua capacità di adattamento e crescita nel mercato globale, grazie a strategie audaci e investimenti mirati, espandendo ulteriormente i propri orizzonti e la propria presenza in tutto il mondo e confermandosi come una fra le migliori realtà produttive a livello internazionale nel panorama della torrefazione.

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Stand IMF – Interpack, Düsseldorf (immagine concessa)

La società di Occhiobello si è infatti concentrata sul differenziare la propria offerta mostrando particolare attenzione alla tecnologia di processo per il comparto industriale e al settore Specialty, mossa strategica che ha aperto nuovi orizzonti di crescita, grazie all’introduzione di soluzioni innovative e personalizzate, oltre ad incrementare la sua presenza internazionale attraverso la partecipazione ad eventi fieristici di grande caratura quali Interpack di Düsseldorf, Host di Milano e Gulfood Manufacturing di Dubai per quanto riguarda la grande industria, Specialty Coffee Expo di Portland e il World of Coffee di Atene per quanto concerne il settore dedicato ai caffè speciali e di qualità.

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Stand IMF – Gulfood Manufacturing, Dubai (immagine concessa)

Implementazione del software: accuratezza e precisione nel flusso di lavoro

Un passo fondamentale nell’ambito Ricerca e Sviluppo è stata l’implementazione di un aggiornamento software dedicato a garantire una maggiore accuratezza e precisione accrescendo la possibilità di controllo non solo durante la fase di tostatura del caffè, ma nell’intero flusso di lavorazione, tracciabilità e gestione di prodotto, contribuendo all’ottimizzazione dei vari passaggi intermedi e dei processi interni, consentendo una gestione più efficiente delle risorse e una risposta più rapida alle esigenze del mercato.

L’implementazione di questo aggiornamento all’avanguardia ha consentito a IMF di restare competitiva in un mercato in costante evoluzione, dimostrando il suo impegno per l’innovazione continua.

Per coloro che sono interessati a esplorare le ultime innovazioni nel mondo della tostatura del caffè e desiderano incontrare direttamente il team di IMF, l’opportunità si presenta al Sigep 2024 a Rimini presso lo stand 149, padiglione D1.

Il team commerciale sarà disponibile per rispondere a domande, fornire dettagli approfonditi sulla tecnologia e discutere le esigenze specifiche dei visitatori, occasione perfetta per relazionarsi direttamente con gli esperti del settore e scoprire le possibilità per migliorare la propria attività attraverso l’innovazione sostenibile.

Visita www.imf-srl.com per esplorare la rivoluzionaria tecnologia che le contraddistingue IMF, scoprire la gamma di prodotti proposti e le relative specifiche tecniche, anche attraverso le testimonianze di successo. Unisciti alla comunità di professionisti del caffè IMF che abbraccia la sostenibilità senza compromessi sulla qualità.