Il ritorno del Latte art grading system (immagine concessa)
RIMINI – Le emozionanti tappe di selezione italiana 2024 del Latte art grading system stanno per tornare, coinvolgendo talenti provenienti da tutta Italia. Un palcoscenico imperdibile per il circuito Lags, dove emergeranno i campioni destinati alla finale nazionale italiana 2024.
Cellini Caffè al Sigep di Rimini con la prima tappa del Latte art grading system
Il 23 gennaio 2024, lo stand di Cellini Caffè, storica torrefazione ligure, al Sigep di Rimini sarà il fulcro della prima tappa, la cui capacità di iscrizioni è stata esaurita a vista d’occhio, dal livello verde al nero.
Il logo di Cellini Caffè
Dalle 9:30 alle 17:00, The Lags Battle prenderà il via, orchestrando le sfide che, sotto l’occhio vigile dei giudici, incoroneranno i primi tre eccellenti talenti su questo prestigioso podio inaugurale.
Le tappe successive sveleranno un nuovo scenario emozionante: la seconda tappa si terrà a Bergamo, in una location eccezionale di cui sveleremo i dettagli solo dopo l’evento di Rimini.
Cellini Caffè sarà presente presso al padiglione B1, stand 074 al Sigep di Rimini.
Gianni Cocco a Rimini nel tour Express (immagine concessa)
RIMINI – Gianni Cocco, volto del caffè nel programma televisivo 1 Mattina in onda su Rai 1, torna al Sigep anche quest’anno, dal 20 al 24 gennaio, con il suo tour Express prevedendo masterclass dai contenuti coinvolgenti e dalle sfumature singolari; punti chiave indispensabili nell’era dell’autenticità.
Gianni Cocco alla Fiera di Rimini con il tour Express
Lo troveremo come sempre in veste di coffee performer presso diversi stand i quali lo riceveranno per realizzare delle preparazioni a base di caffè, cacao, bevande vegetali, gelato e tè.
Gianni Cocco (immagine concessa)
Gianni Cocco, come novità di quest’anno, spiegherà e dimostrerà la corretta impostazione del lavoro in caffetteria in termini di ergonomia e velocizzazione per rendere dinamico ma allo stesso efficace il servizio.
Porterà inoltre con sé il proprio bagaglio culturale e lo farà con la presentazione del suo libro “Caffetteria gourmet” nel quale all’interno potrete trovare spunti e nozioni importanti per fare del vostro lavoro passione e fantasia.
Caffetteria Gourmet (immagine concessa)
Non vi resta quindi che vivere un’esperienza entusiasmante seguendo l’esperto Gianni Cocco in questo viaggio al Sigep di Rimini.
Il programma completo
Sabato 20 gennaio
Ore 11.00
Padiglione D1: stand 146
Espositore: Imperator
Workshop: Dalle origini del caffè al piatto di alta caffettteria
Ore 12.15
Padiglione D1 – Stand 200
Espositore: Caffè Filicori Zecchini
Workshop: Cioccolato e caffè – due ingredienti, un’unica esperienza
CONSELICE (Ravenna) – Sarà all’insegna della formazione e dell’esperienzialità, la cinque giorni di Unigrà a Sigep 2024: al centro, uno stand interattivo dedicato al mondo professional dove spicca, tra le novità, la prima edizione di OraSì barista masters of coffee, organizzato da OraSì Barista, brand del colosso conselicese per il professional.
Appuntamento per domenica 21 gennaio dalle ore 10:00 nello spazio di Unica – all’interno dello stand di Unigrà – al padiglione A5 Stand 121 con Carmen Clemente, campionessa mondiale di latte art nonché brand ambassador di OraSì Barista – e Andrea Villa, campione italiano Coffee in good spirits.
Una masterclass dedicata ai professionisti per scoprire versatilità e palatabilità delle referenze OraSì Barista, che coniugano facilità di utilizzo (grazie a ricettazioni studiate appositamente per il mondo professionale) a elevate prestazioni, unitamente al gusto in grado di soddisfare le richieste più esigenti.
L’evento firmato OraSì Barista è solo una delle peculiarità che comporranno la manifestazione 2024 di Unigrà: uno spazio immersivo di oltre 1000 metri quadri dedicato al mondo Martini Professional che, con i relativi sub brand, si pone al fianco dei professionisti con un’offerta completa e valoriale per rispondere in maniera fattiva alle esigenze dell’artigiano, che sempre più ricerca un partner strategico e affidabile.
Tutta l’expertise di Martini Professional si riverbera in referenze dall’alto valore di servizio, sempre più attente all’ingredientistica – abbracciando le tendenze healthy e free from – senza dimenticare il tema della sostenibilità.
Teatro di appuntamenti per i professionisti della pasticceria, gelateria, cioccolateria e panificazione sarà lo spazio di Unica, con un ricco calendario di interventi vocato all’infotainment; tra i protagonisti: Rita Busalacchi, Diego Crosara, Emmanuele Forcone, Angelo Musolino, Lorenzo Puca, Maurizio Santin, Francesca Speranza.
I marchi di Martini Professional: affidabilità e innovazione
Martini Professional nasce per offrire soluzioni di prodotto al passo con le necessità di ciascun settore, dal laboratorio all’horeca. Al suo interno troviamo Master Martini, la linea che porta il nome della famiglia proprietaria: nasce nel 1982 all’interno di Unigrà per servire il mercato dell’artigiano.
La sua gamma di margarine e grassi vegetali si è via via ampliata con i surrogati di cioccolato, le creme spalmabili, i mix, le creme idrate, le creme vegetali UHT, le glasse a specchio, la pasta di zucchero, le nocciole e la pasta di nocciole.
Dal 2023 il portfolio si arricchisce con un’offerta dairy, grazie al nuovo lancio di panna UHT. Core business di Martini Cioccolato è, come da nome, il pregiato ingrediente pensato per cioccolatieri, pasticceri, gelatieri e ristoratori. Il catalogo comprende cioccolato d’origine, Ariba Zero, gamma classica, decorazioni in cioccolato e materie prime.
Attenzione alle esigenze dei professionisti è la parola chiave di Martini Frozen, il marchio di Unigrà dedicato al mondo del surgelato che coniuga tradizione e innovazione.
Ingredienti semplici e di qualità, un’offerta vasta con un alto valore di servizio e prodotti tailor-made per soddisfare le molteplici esigenze dei diversi canali, grazie anche alla ricca offerta di formati – come ad esempio le referenze per l’hotellerie in formato mignon – che permettono di ottimizzare e contenere gli sprechi.
Dedicato ai maestri gelatieri è Martini Gelato con una gamma di prodotti che spaziano dalle materie prime ai semilavorati, offrendo soluzioni tecnologiche e innovative anche per il mondo della pasticceria fredda.
Ad arricchire l’offerta, tra le più recenti novità, i crumble: una collezione di 7 golosissime referenze a base di frolla sbriciolata realizzata con farina di riso gluten free, ideali anche per gli intolleranti al glutine. Perfetti per la variegatura del gelato, come decorazione per le monoporzioni e molto altro.
Il pack Caffè Vergnano in R-PET (immagine concessa)
SANTENA (Torino) – Caffè Vergnano è stato riconosciuto tra le aziende innovatrici del Bando Conai con il premio Ecopack 2023 dedicato all’Ecodesign. L’azienda ha infatti spiccato tra i premiati in gara, per soluzioni di packaging innovativi ed ecosostenibili immessi sul mercato. Un importante risultato a testimonianza dell’impegno concreto preso dall’azienda che ogni giorno conferma la propria scelta sostenibile, che rappresenta un dovere morale ed un senso di responsabilità.
Il riconoscimento di Caffè Vergnano
Caffè Vergnano si è distinto infatti, tra i partecipanti al Bando, grazie al pack premium dedicato al mondo horeca – l’imballo da 2,5 kg – per il quale il brand ha scelto una produzione in R-PET: una plastica infrangibile, leggera e rigenerata al 100%, che è possibile riciclare ripetutamente e riutilizzare per la realizzazione di prodotti pregiati.
La scheda sintetica di Caffè Vergnano
L’azienda è una delle più antiche torrefazioni italiane a livello nazionale. Fondata nel 1882 e ancora oggi guidata dalla famiglia, da 140 anni racconta il rito dell’autentico espresso italiano portando in una tazzina profumi e aromi di tutto il mondo.
Il segreto delle miscele è la tostatura, lenta e tradizionale che valorizza ogni singola origine, nel rispetto della materia prima.
Le miscele Caffè Vergnano si trovano nella grande distribuzione, nei migliori bar e negli oltre 180 Caffè Vergnano 1882, la catena di caffetterie all’italiana
presente in tutto il mondo.
Le Nazioni Unite, con il United nations development programme (Undp), e l’Etiopia hanno lanciato ufficialmente il progetto Folur per incrementare il valore del caffè e affrontare la deforestazione. L’obiettivo principale di Folur è promuovere il ripristino delle foreste e integrare la sostenibilità nelle catene del valore del caffè e nei sistemi alimentari del Paese. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale Efa News.
Il progetto Folur dell’Etiopia e delle Nazioni Unite
ETIOPIA – Il progetto, dal nome particolarmente lungo, si chiama “Preventing forest loss, promoting restoration, and integrating sustainability into Ethiopia’s coffee value chains & food systems”, ossia “Prevenire la perdita di foreste, promuovere il ripristino e integrare la sostenibilità nelle catene del valore del caffè e nei sistemi alimentari dell’Etiopia”.
In sintesi è il Folur, il programma che le Nazioni Unite, o meglio lo United nations development programme (Undp) e l’Etiopia hanno lanciato ufficialmente per incrementare il valore del caffè e affrontare la deforestazione.
Il progetto Folur ha avuto in questi giorni un’inaugurazione in pompa magna da parte di Fitsum Assefa, ministro della Pianificazione e dello sviluppo etioe, Semereta Sewasew, ministro delle Finanze e da Charu Bist, rappresentante dell’Undp Etiopia.
Tutti riuniti in occasione della prima riunione del Comitato direttivo del progetto tenutasi ad Addis Abeba.
Il lancio congiunto del progetto da parte del governo dell’Etiopia, in collaborazione con il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite e con il sostegno del Fondo Globale per l’Ambiente serve ad affrontare la deforestazione, promuovere il ripristino delle foreste e integrare la sostenibilità nelle catene del valore del caffè e nei sistemi alimentari del Paese.
Il progetto Folur è attuato in 22 woredas (le divisioni amministrative dell’Etipia, organizzate direttamente dal governo) di 4 regioni: Oromia, Sidama, Etiopia centrale e regione sud-occidentale: il budget totale è di 20.842.202 dollari, incluso il contributo dell’Undp.
Il programma durerà dal 2023 al 2031 e mira all’adozione della Politica nazionale integrata di uso del suolo: si prevede avrà un impatto significativo nell’evitare 7.288.195 tonnellate di emissioni equivalenti di CO2, nel migliorare i mezzi di sussistenza di 440.000 persone (50% donne), nel ripristinare 10.500 ettari di piantagioni di caffè improduttive, nel ripristinare e gestire 60.000 ettari di foreste afromontane secche e umide e nel portare 2.031.502 ettari di terreno a pratiche di uso del suolo migliorate.
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Bustine di zucchero (da commons.wikimedia, autore Paulata)
ROMA – Federgrossisti-Confcommercio esprime forte preoccupazione per la nuova posizione del Consiglio Europeo assunta lunedì 18 dicembre scorso sul regolamento imballaggi, principalmente sul riuso e monouso, reintroducendo diversi divieti e restrizioni per varie tipologie di imballaggio, in netta contrapposizione con la precedente votazione del Parlamento Europeo, con la conseguenza di mettere in grave crisi la filiera distributiva dell’agroalimentare, in particolare per le PMI, ossatura dell’economia italiana.
Federgrossisti-Confcommercio sul nuovo regolamento imballaggi
La reintroduzione di divieti sul monouso e riuso non solo contrasta con le normativa di protezione e conservazione degli alimenti e di tutela della salute del consumatore finale (come in appresso specificato), ma sarà fonte di un maggior inquinamento ambientale dovuto al trasporto di ritorno degli imballaggi dopo il loro uso, al relativo lavaggio ed asciugatura, impiegando necessariamente più energia, più acqua e più risorse di quelle occorrenti per la loro produzione e utilizzo.
Nel testo licenziato dal Parlamento Europeo era scaturito un punto di equilibrio, ottimo compromesso, per il riciclo e per l’elenco degli imballaggi monouso vietati invece dalla Commissione.
Le imprese si sono sempre adeguate a quanto sancito dalle normative europee in tema di sicurezza, igiene e conseguente rintracciabilità dei prodotti alimentari, garantite esclusivamente da una adeguata confezione: regolamenti (UE) n. 148/2002; n. 852/2004; n. 853/2002; n. 1169/2011, oltre alle normative nazionali che hanno recepito precedenti direttive comunitarie: n.89/395/CEE; n. 2000/13/CEE; n. 90/496/CEE, solo per menzionare le più rilevanti.
Hanno impegnato inoltre ingenti risorse economiche in termini di investimenti in macchinari idonei, in materiali tecnologicamente avanzati, sostenibili e riciclabili e nella formazione del personale.
Nel settore saccarifero, ad esempio, i confezionatori di bustine di zucchero (che coprono la quasi totalità del consumo nazionale, (quello horeca e domestico), tutti sono già orientati all’utilizzo della sola carta con inchiostri vegetali, per l’etichettatura, idonei al contatto con gli alimenti, in sostituzione del PE.
Il ricorso a tale monouso, a suo tempo, ha consentito la eliminazione nei pubblici esercizi delle “zuccheriere” molto spesso fonte di contaminazione del prodotto.
Federgrossisti, per la prossima riunione del Trilogo e della successiva del Parlamento Europeo, auspica una nuova rivisitazione dell’intero provvedimento, con particolare attenzione al riuso e monouso, come sopra evidenziato, nel rispetto tra l’altro delle peculiarità di ciascun Stato membro.
Il settore del bar e della ristorazione (immagine: pixabay)
Sempre più locali illustri d’Italia decidono di abbassare definitivamente le saracinesche a causa di questioni economiche, della mancanza di personale e, talvolta, anche solo per stanchezza imprenditoriale. Questo è il caso del Ristorante Trussardi, locale in cui sono passati grandi chef come Andrea Berton, che proprio lì conquistò le due stelle, Luigi Taglienti e Roberto Conti, inaugurato nell’autunno 2022 con la firma dello chef bistellato veronese Giancarlo Perbellini e chiuso pochi mesi dopo nell’estate 2023.
Solamente nella città di Milano sono stati chiusi oltre 1600 locali. Tra gli ospiti più illustri, l’addio all’hotel Excel Naviglio e il suo ristorante Al Naviglio, aperti poco più di due anni fa, ad aprile del 2021, nello spazio ex Ca’ bianca di via Lodovico il Moro, una volta tempio del jazz in città.
Leggiamo di seguito parte dell’articolo di Alessandra Dal Monte e Gabriele Principato per Il corriere della sera.
Ristoranti: le chiusure del 2023 a Milano
MILANO – Solo a Milano, città dei ristoranti per eccellenza, si sono registrate 1600 chiusure a fronte di 560 aperture (dati Fipe).
Tra gli addii illustri come non citare quello della Latteria di via San Marco, là dove sotto il selciato scorre ancora il Naviglio.
“Non abbiamo più voglia”, hanno spiegato con disinvoltura gli anziani titolari di questo piccolo ristorante dall’anima popolare che le guide newyorkesi definivano “a place to be”, dove non si accettavano prenotazioni e venivano preparati piatti lontani dalle mode imperanti, come le cervella o gli involtini di verza.
E ogni cliente era uguale, tanto che a novembre i gestori avevano rimbalzato nientemeno che Madonna, arrivata a Milano per due concerti. Qualsiasi altro ristoratore si sarebbe fatto in quattro per la regina del pop, loro invece le hanno risposto secchi: “La domenica siamo chiusi”.
A tirare giù la saracinesca a luglio era stato, invece, l’hotel Excel Naviglio e il suo ristorante Al Naviglio, aperti poco più di due anni fa, ad aprile del 2021, nello spazio ex Ca’ bianca di via Lodovico il Moro, una volta tempio del jazz in città.
Le firme sull’avventura erano importanti. Dietro l’albergo c’erano infatti il veneziano Dino Scaggiante, fondatore degli hotel Excel, e lo chef Carlo Cracco, che aveva curato e lanciato il locale, tanto che inizialmente si chiamava Carlo al Naviglio.
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Una classica tazzina di espresso (immagine: Pixabay)
Il bar Offelleria di Tortolì in Sardegna, aperto dal 1884, ha chiuso definitivamente. Il 31 dicembre Peppino Contu, il titolare del locale, ha servito l’ultima tazzina di caffè. L’ultima discendente della famiglia proprietaria ad aver lavorato al bar è stata Nina Guiso, al secolo Giovannina Ghisu, scomparsa a gennaio 2018 all’età di 104 anni. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Roberto Secci per il quotidiano L’Unione Sarda.
La chiusura del bar Offelleria di Tortolì
TORTOLÌ (Nuoro) – L’avevano aperto nel 1884. Il bar Offelleria è rimasto attivo 140 anni, sempre in corso Umberto. Ora sul primo vero bar di Tortolì è calato il sipario. La storia è finita. Il 31 dicembre Peppino Contu ha servito l’ultimo caffè, poi ha abbassato la serranda.
Per sempre. “Non c’erano più i presupposti: oggi si trascorre più tempo sui social piuttosto che nei punti di ritrovo fisici”, confessa Contu, 60 anni, gli ultimi 40 dei quali trascorsi dietro al bancone.
Ai primi anni Ottanta il padre, Francesco, che fu pioniere del servizio bar sul litorale di Orrì e nel resto dell’Ogliastra, aveva rilevato in gestione l’attività dalla famiglia Guiso, che per un periodo aveva chiamato il locale Caffè Trieste, per onorare la città e celebrare il suo ritorno all’Italia nel 1954.
L’ultima discendente della famiglia proprietaria ad aver lavorato al bar è stata Nina Guiso, al secolo Giovannina Ghisu, scomparsa a gennaio 2018 all’età di 104 anni.
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MILANO – Si chiama BIRD – acronimo che sta per Brew In Reverse Direction – e promette di essere la nuova frontiera nell’estrazione del caffè senza bypass. Lo ha creato Weber Workshops, startup fondata nel 2014 da Douglas Weber, un veterano di Apple Product Design, con la passione per il caffè. Il principio di funzionamento di BIRD è basato sulla pressione a vuoto ottenuta attraverso un meccanismo a pistone.
Adatta sia all’uso domestico che professionale, questa particolare caffettiera ricorda, a prima vista, la French Press, dalla quale si differenzia però in modo sostanziale, sia nel sistema di estrazione che nel risultato in tazza.
BIRD consta di tre componenti principali: il contenitore in vetro, il portafiltro e il “Gizmo” (congegno), di cui analizzeremo tra poco il funzionamento.
I componenti della caffettiera (@weberworkshops)
Si monta il portafiltro inserendo all’interno un filtro in carta o in acciaio inossidabile e lo si colloca sul fondo del contenitore in vetro.
Riempito il portafiltro di caffè macinato (20-35 g) si versa l’acquacalda (sino a 350 ml).
Si utilizzano tra i 20 e i 35 grammi di caffè macinato (@weberworkshops)
Si monta quindi il Gizmo sul bordo superiore del contenitore. Il Gizmo ha uno stantuffo dotato di una barra filettata con un dado cieco all’estremità superiore, un grande dado ad alette, un coperchietto e tre palette rotanti.
Potete vedere un video che illustra il funzionamento di BIRD a questo link.
Quando viene azionato lo stantuffo, le palette si muovono rimescolando uniformemente il liquido e il caffè macinato.
Terminata questa operazione si lascia quindi depositare il caffè così ottenuto per un tempo variabile da pochi secondi a 8-10 minuti, a seconda delle caratteristiche della bevanda che si vuole ottenere.
È possibile utilizzare BIRD anche per il cold brew, con tempi di infusione ovviamente molto più lunghi. Si passa quindi alla fase successiva.
Il meccanismo del French pull si differenzia sostanzialmente dal French press (@weberworkshops)
Ruotando il dado ad alette comincia la filtrazione (French pull): il portafiltro inizia a sollevarsi spinto verso l’alto dalle palette creando una depressione.
La filtrazione del caffè è visibile attraverso il contenitore trasparente in vetro (@weberworkshops)
Il vuoto così ottenuto fa ridiscendere il caffè attraverso il letto di percolazione e il filtro consentendo così di ottenere una bevanda “pulita e aromatica”.
Il meccanismo a camma in carburo di tungsteno impedisce al dado ad alette di essere spinto verso il basso dal vuoto facilitando il lavoro del barista.
Come già detto, BIRD differisce, sotto molti aspetti, dal French Press classico. Il sistema di filtraggio permette infatti di utilizzare un caffè a macinatura più fine consentendo l’estrazione di molti aromi sottili, che altrimenti risulterebbero sottoestratti.
Il principio di funzionamento e il filtro a maglie strette impediscono infatti che nell’infuso possano rimanere dei residui di polvere di caffè, inconveniente questo tipico della caffettiera francese.
Un’altra immagine della caffettiera in azione (@weberworkshops)
Tutti i materiali utilizzati sono di alta qualità. Il contenitore è realizzato in vetro borosilicato, con pareti dello spessore di 3 mm. Il portafiltro è in acciaio inox 316, con una guarnizione in silicone alimentare.
È possibile utilizzare sia filtri in maglia di acciaio inossidabile sia in fibra di abaca. Il dado e il pomello sono in ottone lavorato a CNC. La barra filettata e le palette sono di acciaio inox.
Il coperchietto di alluminio anodizzato con occhielli in ottone. Il manico è di alluminio estruso e anodizzato ed è isolato termicamente attraverso un speciale materiale in polimero.
Grazie alla qualità dei materiali e delle soluzioni costruttive, il fabbricante garantisce una lunga durata della caffettiera. I ricambi saranno disponibili a breve sul sito di Weber Workshops e nei canali di distribuzione del prodotto.
L’ottimizzazionedei parametri di preparazione (macinatura del caffe, temperatura dell’acqua, tempi di infusione) è più semplice rispetto ad altri metodi di preparazione come il pour-over. BIRD è inoltre facile da smontare e lavare.
“BIRD segna la nostra entrata nel mondo delle attrezzature per la preparazione del caffè e, come per tutti i nostri progetti, siamo partiti da una prospettiva inedita” ha dichiarato Douglas Weber.
“Utilizzando soltanto materiali di alta qualità abbiamo voluto seguire una strada nuova, a metà strada tra espresso e pour-over. Con BIRD abbiamo creato un metodo di estrazione del tutto nuovo e siamo impazienti di vedere l’uso che ne sapranno fare i baristi e gli appassionati di tutto il mondo”.
BIRD con gli accessori in dotazione (@weberworkshops)
BIRD è disponibile a partire da questo mese in un numero limitato di unità (appena un migliaio). La produzione su più larga scala è prevista a partire dalla primavera. Il prezzo è di 360 dollari. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito dell’azienda.
La nuova miscela esclusiva creata da Lavazza per Paris Baguette (foto concessa)
MILANO – Si rafforza la partnership in terra americana tra Lavazza e Paris Baguette, la catena sud coreana di caffè pasticcerie, che conta oltre 3.600 locali in patria e un circa un centinaio attualmente negli Usa, dove punta ad accendere mille insegne entro il 2030. Il sodalizio tra i due marchi è iniziato nel gennaio dell’anno scorso con un accordo di fornitura di caffè per i locali di Paris Baguette negli States.
A meno di un anno di distanza arriva ora il Paris Baguette Blend, un’esclusiva miscela al 100% di caffè arabica certificati Rainforest Alliance per il mercato domestico, che potrà essere acquistata nei locali statunitensi della catena.
La miscela – disponibile in confezione da 340 grammi di caffè in grani – si caratterizza per il profilo corposo ed equilibrato, con note di cioccolato, ed è stata studiata per accompagnarsi al meglio all’offerta di bakery di Paris Baguette.
“Siamo entusiasti di approfondire la nostra partnership con Lavazza, un marchio che è sinonimo di eccellenza nel settore del caffè” ha dichiarato Eric Galkin, vice presidente e capo della supply chain a Paris Baguette.
“Questa collaborazione costituisce una naturale progressione del nostro impegno comune per la qualità degli ingredienti e l’innovazione. I nostri clienti possono ora apprezzare l’eccellenza del gusto di Paris Baguette e Lavazza anche a casa, con una miscela che completa armoniosamente il nostro menu variegato di pasticceria fresca, torte e altro ancora”.
“Alla Lavazza siamo fieri di questa sinergia per il lancio di Paris Baguette Blend crafted by Lavazza” aggiunge Jonathan Lehr, Marketing Director di Lavazza North America, Inc.
“Questa collaborazione non soltanto lancia sul mercato un’eccellente miscela, ma è anche testimone dei nostri valori condivisi e della convinzione che le aziende possano fare la differenza in modo positivo in questo mondo”.
Tutte le bevande al caffè servite nei locali Usa di Paris Baguette sono preparate con miscele Lavazza da caffè certificati Rainforest, al pari del cold brew in lattina di marca Lavazza disponibile in quattro varianti: Classic Cold Brew, Nitro Cold Brew, Cappuccino Cold Brew con latte e Double Shot Cold Brew con latte di avena.
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