La torrefazione Espresso Giada nasce nel 1999 dopo una lunga convivenza con un’altra torrefazione tradizionale.
Espresso Giada nasce con uno spirito artigianale e produce solo eccellenze, caffè in grani in sacchi da kg 1 e in sacchetti ( 2 da g 250 in astuccio )
ESPRESSO GIADA – Dal 1999 produce solo eccellenze
PSICOLOGIA – Dimmi che caffè bevi e ti dirò chi sei
MILANO – È stato pubblicato lo studio che stavamo tutti aspettando: la dottoressa Ramani Durvasula, professoressa di psicologia clinica alla California State University e autrice di You Are WHY You Eat (letteralmente Sei perché mangi) si è impegnata in una classificazione della personalità associata alla preferenza del caffè.
Lavazza lancia la cialda biodegradabile. Nuovi prodotti in cantiere per il colosso. L’azienda amplia il mercato e punta sul low cost
MILANO – Il 2013 della Lavazza di Gattinara inizierà a rilento, ma l’azienda torinese del caffè non starà a guardare, in attesa che passi la crisi. In cantiere ci sono nuovi prodotti, sia per le cialde che per le macchine del caffè che utilizzano le capsule prodotte a Gattinara.
Capsule: il futuro del mercato
Anche i sindacati guardano con ottimismo alle due novità che andranno ad accaparrarsi nuove fette di mercato, in particolare con una cialda biodegradabile e con una macchina da caffè «low cost», che dovrebbero segnare la ripresa dei volumi d’affari per la seconda metà del nuovo anno. Nel frattempo, però, ci sono settimane «corte» e alcune giornata di cassa integrazione.
Le capsule e la sostenibilità: due trend da tenere d’occhio
L’azienda torinese non poteva certo rimanere indietro nella corsa al monoporzionato che sta caratterizzando l’intero settore. Per questo, la produzione di prodotti all’avanguardia che riguardano il single service, è una delle priorità di Lavazza.
Pronto ad andare incontro alle nuove esigenze dei consumatori che, ormai, preferiscono sempre di più le capsule per il consumo domestico.
At home e negli ufficio, la soluzione del single service sta conoscendo una nuova e importante diffusione. Un fenomeno che Lavazza non poteva ignorare ancora. Va bene il Paese dell’espresso, fatto di macchine super automatiche e della moka. Ma i nostalgici vogliono anche la comodità, la facilità nell’erogazione. E anche una più ampia scelta.
Tutte qualità che le capsule biodegradabili Lavazza vogliono possedere, per restituirle nelle cucine degli italiani affezionati al brand.
Fonte: La Stampa
L’IDEA – Da Capannori l’invenzione per riciclare le capsule del caffè
CAPANNORI (Lucca) – Anche le capsule di plastica per il caffè diventeranno riciclabili. O almeno questa è la speranza del Comune di Capannori. Che, nel suo impegno verso i rifiuti zero, ha accolto con piacere la nuova invenzione dell’ingegner Gianpaolo Belloli. Il quale ha realizzato un prototipo di compressa di caffè da 7 grammi alla quale possono essere applicati vari vestiti.
Capannori contro l’alluminio della plastica
La compressa può essere inserita in un involucro di alluminio polimateriale da gettare nel rifiuto multimateriale, oppure in un tubetto insieme ad altre compresse da conferire nella plastica, o ancora in una capsula in plastica o in acciaio. Ma apribile, svuotabile e volendo riutilizzabile.
L’interessante novità, che potrebbe costituire una vera rivoluzione nel settore delle capsule da caffè, è stata presentata dall’ingegner Belloli al Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori, che per primo a livello nazionale ha posto il problema dello smaltimento delle capsule del caffè dopo aver realizzato un case study dal quale emerge che ogni anno in Italia si consuma un miliardo di capsule da caffè usa e getta (il 10 per cento di quante ne vengono consumate nel mondo) e che a Capannori, ipotizzando che rientri nella media nazionale, ogni anno se ne consumano 750mila, corrispondenti a 9 tonnellate di rifiuto indifferenziato.
Alla presentazione del brevetto erano presenti Rossano Ercolini
Coordinatore del centro di ricerca e l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci. “E’ una soluzione che si prospetta molto interessante – affermano Alessio Ciacci e Rossano Ercolini -. Perché permetterebbe di fare la raccolta differenziata in casa.
Una soluzione alternativa ed ecologica rispetto alle capsule attualmente in commercio che sono realizzate in plastica rigida o morbida o con carta filtro. Tutte comunque non riciclabili, perché da conferire nel rifiuto indifferenziato.
Il nostro obiettivo è quello di sottrarre dallo smaltimento le capsule del caffè usa e getta puntando a garantirne la riciclabilità e di recuperare i fondi del caffè. La proposta prospettataci dall’ingegner Belloli ha caratteristiche sicuramente valide a questo fine. Siamo soddisfatti per essere diventati un punto di riferimento a livello italiano nella soluzione di questa importante problematica”.
Dopo aver instaurato su questo tema una importante collaborazione con Aiipa (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) adesso il Comune di Capannori è uno dei tre Comuni italiani, a far parte del progetto pilota per l’implementazione di modelli di recupero e selezione delle capsule esauste di caffè finalizzati al loro riutilizzo. Insieme anche al comune di Portici e a un terzo di prossima individuazione
Progetto che sarà realizzato dall’Università Federico II di Napoli in collaborazione con l’Aiipa. Un riconoscimento certamente importante per l’amministrazione di Capannori e per il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, che vedrà collaborare fianco a fianco le realtà produttive, gli enti locali e l’Università per trovare nuove soluzioni alternative allo smaltimento di questi materiali con evidenti benefici per l’ambiente e la qualità della vita.
Fonte: lucca in diretta
Bianchi Vending, da 5 mesi sospesa la cassa integrazione. Città Sant’Angelo, festività amare per gli ex dipendenti dell’azienda di distributori automatici: in base agli accordi gli ammortizzatori sociali sono previsti fino a luglio del 2013
SANT’ANGELO (Pesaro) – Sono state festività amare per i 51 ex dipendenti della Bianchi Vending che, pur essendo ancora in cassa integrazione dallo scorso luglio, non percepiscono più le mensilità. L’azienda bergamasca che produce distributori automatici, durante una fase di ristrutturazione aziendale, ha deciso nel 2011 di chiudere lo stabilimento abruzzese di Città Sant’Angelo in cui lavoravano 74 operai.
Bianchi Vending in difficoltà
Secondo gli ultimi accordi siglati in Confindustria Pescara a giugno 2102 la Cigs sarebbe dovuta durare almeno fino a luglio 2013. Quindi altri dodici mesi, poiché, come è previsto dalla legge, il 30% delle unità è stato già ricollocato in altre aziende del territorio.
Ma così non è stato perché la corresponsione della cassa integrazione a quei 51 addetti; che non hanno avuto la stessa fortuna dei colleghi già reintegrati nel circuito produttivo. Poiché si è interrotta da cinque mesi.
Questa situazione sta mettendo in ginocchio le famiglie
Molte delle quali monoreddito, e che all’inizio i lavoratori imputavano a ritardi di carattere burocratico, ha ben altri risvolti. Stando a quanto riferiscono gli stessi cassaintegrati e come viene riportato nel verbale di un incontro avuto qualche giorno fa in Confindustria, esiste un esposto alla Procura della Repubblica di Pescara. Che ha innescato una serie di controlli da parte dell’ispettorato del Lavoro.
L’anomalia oggetto delle indagini sarebbe la nascita a Rosciano
Contestuale alla cessazione delle attività nel sito angolano – della Gombs srl, una società che produce macchine su commesse proprio per la Bianchi Vending. Condividendo pure il consulente del lavoro che rappresentava e rappresenta la Bianchi nella trattativa per la chiusura dello stabilimento avviata e poi conclusa due anni fa.
I lavoratori, dunque, si sentono beffati due volte
Sono rimasti senza lavoro e ora anche senza ammortizzatori sociali fino a quando l’intera vicenda non verrà chiarita. Da alcune indiscrezioni sembrerebbe che le mensilità saranno di nuovo versate da marzo 2013, ovviamente con tutti gli arretrati dovuti.
Ma questa è una magra consolazione per le ex maestranze della Bianchi
Che si sono visti privare di quella che in alcuni casi è l’unica fonte di sostentamento per le proprie famiglie proprio in questo periodo di grave crisi economica, in cui è diventato più difficile riuscire a ottenere prestiti e agevolazioni dalle banche, mentre il costo della vita si è alzato. Un disagio economico che diventa quindi, oggi più che mai, anche un problema sociale.
Fonte: il Centro
GUINNESS – Gubana più grande del mondo a Cividale del Friuli pesante 75,2 kg, per gli organizzatori è ottavo record consecutivo. Regalo del Caffè San Marco che festeggia così i 220 anni
MILANO – Per gli organizzatori è l’ottavo record consecutivo. Infatti, quest’anno, come lo scorso anno, con i 75,2 chilogrammi di peso, lo ha stabilito il Forno Cattarossi di Cividale del Friuli e il suo titolare Berto Blasuttig che hanno realizzato la gubana più grande del mondò. Ben 6,5 chili in più della precedente edizione.
Forno Cattarossi da record
Una volta sfornata, la gubana, dolce tradizione della regione, è stata adagiata su una grande tavola sotto il loggiato del palazzo comunale di Cividale. Per essere ammirata e poi offerta in degustazione per il brindisi augurale di capodanno. Ovviamente a base di spumante classico friulano. Un abbinamento che certo non poteva mancare in un’occasione così epica, che segnerà la storia di questo piccolo luogo in cui l’artigianalità ha trionfato nella racconto dei guinness.
Una iniziativa promossa dal Caffè San Marco, che quest’anno celebra i 220 anni di attività. E poi portata a termine dal team dietro la ricetta di un dolce di dimensioni bibliche. Buono, impressionante alla vista, ha saputo soddisfare la golosità dei numerosi palati incuriositi dalle sue dimensioni.
Missione compiuta sotto tutti i punti di vista: record stabilito, capodanno festeggiato in grande stile e visitatori lasciati soddisfatti. Perché, ricordiamo che lo scopo principale di un buon dessert è quello di compiacere la golosità (e non solo quello di raggiungere il centimetro da competizione).
La caffeina dà la forza per superare i parenti, a Starbucks dicono che salverà l’America dall’abisso fiscale
MILANO – Un caffè può risolvere situazioni impossibili, tipo quella in cui l’organismo dopo l’ennesimo pranzo post natalizio reclama soltanto di perdere i sensi sul divano ma c’è ancora tutto un giro di parenti da fare e tutta una serie di luoghi comuni ai quali sopravvivere.
Il caffè è sempre lì, “niger fortis dulcisque”, a offrire il suo salvifico conforto anche quando alla raffinata miscela colombiana comprata per l’occasione dalla zia equosolidale si preferirebbe la brodaglia industriale della macchinetta dell’ufficio, con quel retrogusto fangoso che sa a suo modo di libertà.
Non serve dire delle qualità sociali, psicologiche, liturgiche e forse persino morali dell’infuso eccitante che aggrega e conforta. In America, il paese in cui c’è un istituto, un centro studi, un advocacy group o un think tank per qualsiasi cosa, il dottor Peter Martin e il suo Institute for Coffee Studies consigliano vivamente di “bere quanto più caffè potete e volete”, e se poi passate la notte incollati alla televisione con gli occhi in modalità “arancia meccanica” basta “eliminare l’ultima tazza di caffè del giorno” e l’effetto collaterale svanisce.
Ma il caffè è innanzitutto il regno incontrastato dell’abitudine, del macchiato caldo ma non troppo, del “io lo prendo amaro e non riesco più a berlo con lo zucchero”, di quelli che mescolano soltanto in senso antiorario e degli igienisti che lo bevono al bar con la mano sinistra per non posare le labbra sul lato dove statisticamente i più le hanno posate.
Anche Howard Schultz, che ha costruito l’impero di Starbucks, ha le sue abitudini, ad esempio quella di travestirsi da coscienza morale della politica quando il palazzo è troppo litigioso per prendere decisioni coraggiose e inderogabili.
La natura di Howard Schultz
E’ nella natura di questo imprenditore cresciuto in una casa popolare di Brooklyn e folgorato sulla via di Milano dall’osservazione che il caffè non era soltanto un prodotto da consumare ma anche un collante sociale, fare campagne nel nome dell’unità nazionale, invocare soluzioni pragmatiche in stile bloomberghiano e chi prende un caffè in questi giorni a Washington troverà una scritta sul bicchiere: “Come together”.
Schultz non poteva esimersi da un intervento sul “fiscal cliff” e mentre il leader del Senato, Harry Reid, al Congresso diceva che un accordo sul budget entro la fine dell’anno è “improbabile” e che lo speaker repubblicano della Camera, John Boehner, ha instaurato una “dittatura”, la popolazione del distretto di Columbia suggeva caffè bipartisan con quell’aria cinica che si addice agli abitanti della capitale.
Il debito pubblico Usa secondo Schultz
Basta con le mezze misure “I nostri rappresentanti non sono stati in grado di mettersi insieme e trovare un compromesso per risolvere la questione del debito pubblico, che è tremendamente importante e urgente”, ha scritto Schultz in un comunicato.
A parte gli sfottò tecnici – se il problema è ridurre il debito la soluzione più efficace è cadere giù dal “fiscal cliff”, altro che compromesso – l’appello caffeinico è stato accolto con un grido sintetizzato in una parola dal magazine New York: “Enough”.
Ne abbiamo abbastanza. Basta con il microblogging e gli hashtag sul governo di unità nazionale, basta con le campagne a pennarello per essere più tolleranti, con i caffè solidali e sorridenti: “Se davvero ti interessa così tanto la disfunzionalità e la più generale ‘shittiness’ (ci siamo capiti, ndr) del governo, è ora di smetterla con le mezze misure, devi correre per la presidenza”.
Un caffè risolve impicci privati, per evitare una nuova recessione bisogna calarsi giù dal cliff e magari planare in politica.
Fonte Foglio quotidiano
Patrick Dempsey salva 500 lavoratori di una caffetteria. L’attore di Grey’s Anatomy un vero eroe a Seattle
NEW YORK – Seattle deve essere proprio la sua città preferita a giudicare da quanto si sta spendendo Patrick Dempsey per aiutare i cittadini e coloro che vi lavorano.
Il ‘Dr. Stranamore’ di Grey’s Anatomy, che ha mietuto vittime praticamente in tutto il mondo per lo sguardo sexy, la folta chioma di capelli e ovviamente quel camice bianco che gli ha dato la celebrità, è impegnato nel sociale e gravita sempre e comunque intorno a Seattle, la città in cui è ambientato il famoso medical drama.
Se qualche anno fa ha organizzato una raccolta fondi a favore dell’ospedale psichiatrico di Seattle, ora ha un nuovo progetto: salvare 500 lavoratori di una famosa catena di caffetterie statunitensi, la Tully, ormai sull’orlo della bancarotta.
Il quasi 47enne Patrick Dempsey ha annunciato di voler guidare un gruppo di investitori al fine di salvare dal fallimento la Seattle Tully, che non naviga in buone acque. Dopo la richiesta di adesione al cosiddetto ‘Chapter 11′ , ovvero la ristrutturazione dell’impresa, nel mese di ottobre , l’azienda ha dovuto chiudere 19 sedi e ridurre i costi del personale.
Attualmente sono 47 i negozio gestiti da Tully e altri 58 autorizzati in tutti gli States. A novembre è stato firmato un accordo con Kachi Partners che prevedeva l’acquisto per 1,5 milioni di dollari in contanti e l’assunzione di circa 3 milioni di dollari per le passività, ma il gruppo dell’attore non sarebbe l’unico a concorrere all’affare.
Dopo l’asta fallimentare deciderà il giudice. Se Patrick Dempsey riuscisse nell’impresa, sarebbe davvero l’eroe di Seattle.
Gruppo Cimbali porta Ttecnologia e design con M100 ospite al Fuorisalone
MILANO – M100, la macchina per caffè espresso a marchio Cimbali, sarà protagonista in via Tortona presso Migusto Tortona, una vetrina internazionale del patrimonio culturale ed enogastronomico lombardo che valorizza le aziende di eccellenza in vista dell’Expo 2015. E’ stata presentata in occasione dei cento anni di Gruppo Cimbali e rappresenta indubbiamente il connubio perfetto tra tecnologia e design.
M100 ti permette di personalizzare il processo di estrazione
Creando il profilo di pressione che valorizza massimamente le caratteristiche di ogni singola miscela di caffè. I prodotti della filiera agroalimentare del territorio verranno riproposti dai più famosi chef internazionali e l’espresso verrà preparato ad arte con M100 GTHD, per esaltare appieno le caratteristiche organolettiche della miscela utilizzata. Anche Brera ospiterà M100 nell’area Respirare Design, che offrirà la possibilità a designer segnalati da università, istituti e accademie milanesi, di esporre le loro opere nell’esclusiva galleria a cielo aperto di Corso Garibaldi.
Accanto ai lavori dei giovani designer
Selezionati e indicati per merito accademico e universitario, saranno esposte opere ormai entrate a far parte del patrimonio del design internazionale. Ma M100 non sarà solo opera di design: sarà la macchina per espresso che offrirà l’eccellenza a tutti i visitatori, per tutta la durata della manifestazione. L’appuntamento è dal 9 al 14 Aprile!!!! Respirare Design: Corso Garibaldi 73 MiGusto Tortona: Largo Viale Bergognone Info: GRUPPO CIMBALI SPA T. (02) 90049265 WWW.GRUPPOCIMBALI.COM












