mercoledì 07 Gennaio 2026
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Tierra: l’edizione fashion di Lavazza

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progetto tierra lavazza
Lavazza Tierra

MILANO – L’idea regalo perfetta per tutti gli amanti del caffè e della moda. Per Natale Lavazza crea Tierra, una Limited Edition griffata dalla miscela 100% arabica e 100% sostenibile, perché risultato di un progetto di sviluppo e di coltivazione sostenibile.

A firmare il packaging sono i nomi più importanti della moda made in Italy: Marni, Cavalli, Missoni, Etro, Versace, Moschino.

Per l’occasione i sei stilisti hanno letteralmente vestito con il proprio stile e la propria creatività la lattina Lavazza Tierra (€ 12,00 ca).

L’obiettivo?

Devolvere gran parte del ricavato della vendita a Fashion 4 Development, partner operativo delle Nazioni Unite che, attraverso la moda, sviluppa strategie per l’indipendenza e l’autoaffermazione delle donne. Insomma, un’edizione limitata perfetta da mettere sotto l’albero.

Joh. A. Benckiser. Acquisita Caribou Coffee, una delle più grandi catene di coffee bar Usa

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magnati caffè nazista Jab Holding, tutti i marchi
Jab Holding, tutti i marchi del colosso del caffè

MILANO – Non si placa la sete di caffè di Joh. A. Benckiser. La holding della famiglia Reimann, azionista di riferimento D.E. Master Blenders 1753 – agli onori la scorsa estate per avere acquisito Peet’s Coffee & Tea Inc per una somma vicina al miliardo di dollari – ha annunciato infatti lunedì scorso un’altra importante acquisizione.

Attraverso una consociata, Jab assumerà il controllo di Caribou Coffee, una delle più importanti catene di caffetterie degli Usa, con oltre 400 locali di proprietà negli States e un ulteriore centinaio in franchising nel resto del mondo.

Il passaggio di mano avverrà per la somma di 340 milioni di dollari o 16 dollari per azione, pari a un premio del 30% rispetto al valore di chiusura del titolo alla data del 14 settembre.

L’accordo ha già incassato l’approvazione unanime dei direttori indipendenti della società.

Successivamente al closing, Caribou continuerà a essere gestita come una società a sé stante a livello di brand image, management e strategie di crescita. La sede rimarrà a Minneapolis, Minn.

“Ci accingiamo a scrivere un nuovo capitolo ricco di eccezionali opportunità” ha dichiarato Michael Tattersfield, presidente e ceo di Caribou.

“Caribou ha un marchio e una cultura straordinari, che sono in piena sintonia con la filosofia di investimento di Jab, che punta su brand di prestigio in merceologie promettenti come quella del caffè” ha osservato Bart Becht, presidente di Joh. A. Benckiser Group “Ci impegniamo a investire in Caribou mantenendone l’autonomia in modo che l’azienda possa proseguire nel proficuo percorso di crescita sin qui seguito.

illy SustainArt premiato alla Fiera internazionale d’arte Arcomadrid 2013

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illy SustainArt

TRIESTE – Anche quest’anno, illycaffè sarà presente alla Fiera internazionale d’arte contemporanea Arcomadrid con il Premio illy SustainArt, destinato agli artisti che esporranno nella sezione speciale “Solo Projects: Focus Latin America”. Il premio sarà assegnato venerdì 15 febbraio 2013.

illy SustainArt, il premio che è anche un’occasione di dialogo

L’obiettivo del Premio illy SustainArt è offrire visibilità e occasioni d’incontro con il mercato all’arte dei Paesi emergenti. In un contesto di grande attenzione da parte del pubblico e della critica, estendendo alla comunità artistica internazionale l’approccio di illycaffè alla sostenibilità.

Il premio consiste in una somma di 15.000 euro

E nella possibilità di presentare un progetto per la realizzazione di una illy Art Collection. Cioè le celebri tazzine su cui in vent’anni si sono espressi i più noti esponenti dell’arte contemporanea, accanto a giovani talenti emergenti.

Il vincitore sarà selezionato da una giuria internazionale composta daNatalia Majluf, Direttore del Museo de Arte de Lima; João Fernandes, Vicedirettore di Conservazione, Ricerca e Divulgazione al National Art Center Museum Reina Sofia; e poi Jesús Carrillo, Capo del Dipartimento dei Programmi Culturali nelle Attività Pubbliche al National Museum Art Center Reina Sofia; infine, da Carlo Bach, direttore artistico di illycaffè.

Gli artisti sono stati selezionati da Inti Guerrero

Direttore artistico di TEOR/éTica (Costa Rica); Catalina Lozano, curatore indipendente e co-fondatore di de_sitio (Messico); Gabriel Pérez-Barreiro, direttore della Cisneros Foundation / Patricia Phelps de Cisneros Collection, (New York e Caracas); poi i curatori indipendenti Alexia Tala (Cile), e Cristiana Tejo (Brasile).

Il Premio illy SustainArt è nato nel 2008 proprio a Madrid con Arco

E nella sua prima edizione è stato assegnato al giovane artista brasiliano Matheus Rocha Pitta. Nel 2009, la seconda edizione è stata dedicata a giovani talenti provenienti dall’India (vincitore Avinash Veeraraghavan). Nel 2010 ha premiato l’artista messicano Camilo Ontiveros; mentre nel 2011 il brasiliano Andre Komatsu e nel 2012 la cilena Völuspá Jarpa.

illy SustainArt

Il Premio illy che viene assegnato ad ARCOmadrid fa parte del progetto illy SustainArt, nato nel 2007 con l’intento di approfondire il raggio di azione di illycaffè nell’arte contemporanea ed estendere alla comunità artistica internazionale il suo approccio a una crescita sostenibile.

Il centro del progetto è il sito

Una vetrina aperta sul mondo dell’arte contemporanea che si propone come punto di riferimento. Luogo d’incontro e di scambio culturale per artisti e curatori provenienti da Paesi emergenti, che qui hanno la possibilità di mostrare il proprio lavoro a un panel composto da noti esponenti dell’arte contemporanea mondiale: Meskerem Assegued, Carlo Bach, Carlos Basualdo; Suman Gopinath, Gerardo Mosquera; Michelangelo Pistoletto, Mariangela Mendez Prencke e Angela Vettese.

illy – Per i Paesi emergenti e per Bevilacqua La Masa. Bando per una residenza d’eccezione tra nuovi contatti creativi e altri orizzonti

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Gruppo Illycaffè polo gusto illy illetta
Il logo illycaffè

MILANO – Che illy sia da sempre uno dei marchi che più spesso ha messo la sua impresa a servizio dell’arte contemporanea, con progetti e sovvenzioni, è cosa risaputa.

E visto che l’attenzione si è particolarmente spostata, negli ultimi tempi sempre più spesso, ai Paesi emergenti, la celebre marca ha deciso di mettere un nuovo tassello al progetto, nato nel 2007, illy SustainArt, dedicato alla promozione e valorizzazione dell’arte delle zone in via di sviluppo.

Agli artisti/curatori iscritti al portale www.illysustainArt.org verrà infatti data la possibilità di accedere a una residenza studio della durata di tre mesi, dal prossimo agosto alla Bevilacqua la Masa di Venezia.

Non sarà un progetto solitario

Eppure, anche in questo caso, la residenza non sarà un progetto solitario, in un ambiente certo stimolante, ma forse particolarmente alieno dalla zona di provenienza del giovane selezionato, ma un percorso di studio in cui l’artista/curatore potrà lavorare a stretto contatto con gli altri giovani assegnatari degli studi della Fondazione e partecipare con loro alle tante iniziative annualmente organizzate per gli ospiti degli atelier.

Anche lui insomma avrà un atelier personale all’interno del complesso di studi di SS.Cosma e Damiano. E aprirà le sue porte alle visite di giornalisti, critici e curatori del settore. Provenienti da istituzioni dedicate alla promozione della giovane arte, come il Palais de Tokyo di Parigi, il Camden Arts Centre di Londra o il Künstlerhaus Bethanien di Berlino.

«Nella formazione di un artista, il rapporto con i propri pari è sempre fondamentale, soprattutto se in un luogo diverso da quello d’origine.

La residenza diventa così un modo per inserirsi dentro il proprio lavoro e fuori

dal proprio contesto abituale, in un mondo di stimoli nuovi e intensi.

L’idea di residenza d’artista ha questo nocciolo» ha dichiarato Angela Vettese, presidente della Fondazione veneziana.

Per partecipare all’open call c’è tempo fino al prossimo 8 marzo. I progetti saranno valutati da una giuria composta dalla stessa Vettese. E che sarà presieduta da Michelangelo Pistoletto, con i curatori Meskerem Assegued per l’Etiopia. Assieme all’argentino Carlos Basualdo, Suman Gopinath  per l’India. Inoltre Gerardo Mosquera da Cuba, Mariangela Mendez Prencke, Colombia, e da Carlo Bach, direttore artistico illycaffè.

Per informazioni: www.illysustainArt.org

LA RICETTA – Tartufi alle castagne e caffè al ginseng

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ricetta caffè al ginseng
Una tazzina di caff

MILANO – Ecco una interessante ricetta: tartufi alle castagne, caffè e ginseng. Alzi la mano a chi non capita di trascorrere una nottataccia ed essere obbligati al mattino a correre in ufficio e sbrigare innumerevoli impegni! Un caffè al volo e via per tutto il giorno senza fermarsi un attimo, per poi arrivare al dopo pranzo distrutti e con una gran voglia di appisolarsi per qualche minuto.
Beh io oggi sono proprio così, assonnata e con energie quasi pari a zero, ma non posso proprio permettermi un riposino, ho troppi impegni ancora da portare a termine.
Mi ci vuole la mia arma segreta: una tazza fumante del mio caffè preferito, il caffè al ginseng.
Ma lo sapevate che questa bevanda, arrivata dall’Oriente e diffusasi ampiamente negli ultimi anni nei bar italiani, aiuta ad allontanare lo stress oltre che a bruciare più calorie a fine pasto?
Secondo alcuni studi compiuti dall’Università di Napoli, il caffè al ginseng è in grado di aumentare il metabolismo fino al 10% e permette di accumulare meno grassi grazie alle sostanze stimolanti ed i composti fenolici che impediscono l’ossidazione dei grassi del corpo, eliminando questi ultimi facilmente.

Il consiglio

Ovviamente il mio consiglio è quello di non superare le tre-quattro tazzine giornaliere ed è ideale consumarlo a fine pasto, o durante le pause mattutine e pomeridiane. Meglio se al naturale, al fine di godere appieno dei benefici delle sue proprietà.

Dunque i vantaggi terapeutici ed energizzanti del Ginseng sono davvero molteplici: questo caffè rende l’individuo vigile fin dalle prime ore del mattino e facilita la digestione.

Inoltre, il caffè al Ginseng elimina gli spiacevoli svantaggi che possono derivare dal normale uso di caffè, come il nervosismo, la tachicardia, l’insonnia o la depressione.

Poi ho cominciato a pensare ad un dolce a base di questo caffè energizzante, ci sono dozzine di ricette di dessert a base di caffè tradizionale, ma ben poche che utilizzano il caffè al ginseng.

Perché non portare in tavola il potere rinvigorente del ginseng anche attraverso i dessert e non solo come semplice bevanda?

Beh mi è balenata una bella idea in testa, semplice, ma di grande effetto: seguitemi in cucina!

 

Ingredienti per circa 30 tartufi:

180 gr di castagne bollite e pelate, io ho utilizzato delle castagne sciroppate al miele Alpenzu

20 gr di cacao amaro

3 noci di burro

150 gr di biscotti  secchi al cioccolato

2 tazzine di caffè al ginseng, per me Antonelli

1 pezzo di stecca di cannella

Qualche cucchiaio di sciroppo al miele delle castagne sciroppate che avete utilizzato oppure 2 cucchiai di miele di acacia

Cacao amaro e cannella in polvere per la copertura

Le istruzioni 

Pesare correttamente tutti gli ingredienti ed inserirli tutti in un mixer partendo dagli ingredienti secchi a quelli liquidi, tranne il caffè al ginseng.

Preparare il caffè al ginseng come riportato sulla confezione: 20 gr di preparato per una tazza d’acqua.

Mi raccomando non aggiungete zucchero, è già sufficientemente dolce e in più il retrogusto di questo magnifico caffè ricorda note e profumi al caramello.

Questo è stato un po’ un esperimento, ero un po’ indecisa sull’accostamento castagne e caffè al ginseng, per lo più impreziosito dall’aroma inconfondibile della cannella.

Ma devo assolutamente ricredermi, i sapori si fondono magicamente e il gusto finale esplode in un insieme di note dolci ed aromatiche contrastate dalla robustezza del caffè.

Mixare per qualche secondo e poi aggiungere a filo il caffè al ginseng. L’impasto deve risultare molto morbido, se non  lo fosse consiglio di aggiungere altro caffè, che oltre a donare morbidezza all’impasto regalerà a questi tartufi  un gusto finale impareggiabile.

Lasciar riposare l’impasto per un quarto d’ora in frigo

In un piatto piano, intanto miscelare la polvere di cacao e quella di cannella e formare delle palline di media grandezza, passarle nella miscela di cacao e cannella e sistemarli nei pirottini.

Non preoccupatevi se avrete delle palline un pò irregolari, la caratteristica dei tartufi è proprio quella!

Prima di sgranocchiarne uno consiglio di tenerli in frigo per almeno due ore, ne rimarrete entusiasti.

E’ un dolcetto semplice, ma dal gusto davvero intenso e darà la giusta carica in un momento un po’ out!

Accompagnato ad una tazzina fumante di caffè al ginseng, questo tartufo conquisterà tutti, anche quelli dal palato più difficile.

Vi darà la giusta carica senza eccedere troppo con le calorie e i grassi.

 

Fonte: architettura in cucina

Le torrefazioni e gli addetti ai lavori possono dare il loro contributo diretto alla ricerca

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torrefazioni

C’è il link per raggiungere il questionario da compilare facilmente qui trovate i dettagli dello studio che è in corso e il recapito per collaborare con la fornitura di dati e di informazioni

Ma anche, semplicemente, dichiarando la propria disponibilità a rispondere alle domande della ricercatrice marchigiana

MILANO – Il settore del caffè sotto la lente d’ingrandimento di una Università, degli studiosi della Facoltà di Economia e gestione delle imprese dell’Università di Ancona.

Torrefazioni e  Università: due forze che devono cooperare

Sì, perché la dottoressa Federica Pascucci, ricercatrice proprio in “Economia e Gestione delle Imprese”, a diversi mesi sta lavorando su un progetto molto articolato. Presso la Facoltà di Economia “G. Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche d

Al punto che adesso si rivolge a tutte le torrefazioni e agli addetti ai lavori per raccogliere informazioni e materiale utile alla stesura della ricerca. Un lavoro che si annuncia di alto livello scientifico.

“Il settore del caffè costituisce, dal punto di vista della ricerca, un’interessante area di studio, finora abbastanza inesplorata – spiega la ricercatrice -. Tuttavia, tranne rare eccezioni, non sono infatti rinvenibili ad oggi studi volti ad indagare tale industria nell’ottica dell’economia e della gestione delle imprese”.

Chiarisce la dottoressa Pascucci

“Negli ultimi anni  si stanno verificando profonde trasformazioni a livello. Sia di mercato finale (consumo extra-domestico e domestico), sia di mercato intermedio (rapporti torrefattori – pubblici esercizi). Le quali rendono opportuna una riflessione sull’efficacia delle attuali strategie perseguite da quelle imprese.

A ciò si aggiunga una crescente diffusione del consumo di caffè espresso all’estero, la quale, da un lato sta creando non poche opportunità di business per le imprese del settore, ma dall’altro lato pone sfide e problematiche nuove. In quanto l’internazionalizzazione ha notevoli implicazioni sulla tipologia di clientela da servire, sul tipo di prodotto da offrire, sulle relazioni con gli intermediari commerciali, ecc.”

Come si articola il progetto di ricerca?

“Il progetto – spiega la ricercatrice e animatrice della ricerca – si propone di analizzare le strategie competitive delle imprese di torrefazione italiane, con particolare riferimento alle modalità di approcciare i mercati di sbocco (anche esteri)”.

In dettaglio gli obiettivi della ricerca sono i seguenti.

  • Comprendere qual è il posizionamento delle imprese italiane della torrefazione nella competizione internazionale.
  • Identificare i punti di forza e i punti di debolezza delle imprese italiane.
  • Individuare quali strategie e modelli di business possono essere realizzati per cogliere a pieno le opportunità offerte dalla diffusione del consumo di caffè all’estero.

Per contattare la responsabile della ricerca, la dottoressa Federica Pascucci, ricercatrice in “Economia e Gestione delle Imprese”, presso la Facoltà di Economia “G. Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche basta scrivere af.pascucci@univpm.it . “

Per compilare il questionario le imprese di torrefazione basta cliccare qui:

https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dFdiSDFhdldWVFM3SElsY1VKeHZVaFE6MQ

COMPETITIVE DATA – C’è più redditività nell’analisi sui bilanci 2009, 2010, 2011 dei produttori delle macchine professionali per caffè

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MILANO – Dall’analisi CSI-Competitive Sectorial Indicator svolta da Competitive Data sui bilanci 2009, 2010, 2011 del settore delle macchine professionali per caffè emerge una crescita del rapporto EBITDA/vendite, che dal 11,0% del 2010 passa al 11,8% del 2011.

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Aumenta il costo del caffè all’ingrosso: cresce il prezzo per i baristi e si teme per l’espresso al banco

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Euro

SANREMO (Imperia) – La crisi si fa sentire a 360 gradi. Il costo della vita aumenta e non resta immune il caffè. Per ora – dicono i bene informati – non dovrebbero esserci ripercussioni sul prezzo al banco del bar. Il costo all’ingrosso salirà di un euro, ma dovrebbero essere solo i baristi a dover fare i conti con il rincaro. Per i clienti il costo della tazzina non dovrebbe schizzare oltre l’euro, anche se c’è già chi si dice preoccupato.

Di certo il “regalo di Natale” non sarà gradito agli esercenti. Si passa da 16 a 17 euro al chilo. C’è da dire che un chilo di caffè equivale a 140 espressi. Al barista la tazzina rivenduta a un euro prima costava 11-12 centesimi, ora ne costerà 12-13, insomma un aumento troppo esiguo per poter incidere sul consumatore finale.

Ma poiché di questi tempi c’è da aspettarsi di tutto, i consumatori mettono le mani avanti e dicono subito «no» al caffè con il supplemento, magari di 10 centesimi. Senza dimenticare che a Sanremo il caffè al bar costa già un euro, mentre in molte altre città italiane la media fissa è ancora di 80 centesimi.

I torrefattori da parte loro applicano aumenti con assai meno frequenza dei bar: «Rincaro esiguo – sostengono – il prezzo della tazzina deve restare invariato. E in tempi difficili come questi non è stato possibile evitare il rincaro». Insomma l’ennesimo effetto della cura Monti. Il comunicato della categoria non lascia dubbi: «Il sindacato torrefattori della Confcommercio della Provincia di Imperia, durante la riunione del 3 dicembre scorso, considerati i costanti rincari delle spese di gestione (costo dei carburanti, materiali di consumo, energia, eccetera), ha deliberato di applicare tra dicembre 2012 e gennaio 2013 un lieve aumento al prezzo del caffè torrefatto».

Dopo due anni di prezzi bloccati, c’era da aspettarselo

Continua il comunicato dei torrefattori: «Le aziende associate tengono a precisare che i loro listini non hanno avuto aumenti negli ultimi due anni, ma oggi si vedono costrette ad adeguare i loro prezzi al fine di continuare a garantire alta qualità del prodotto e massima attenzione verso i clienti ai quali, sempre più spesso, vengono forniti materiali e attrezzature in comodato d’uso gratuito anch’essi soggetti a continui aumenti».

Periodo difficile per tutti: i torrefattori forniscono le attrezzature e il caffè ai bar, che faticano a guadagnare per la crisi dei consumi, i pagamenti si dilazionano, le tasse incombono, i locali aprono e chiudono, e il caffè aumenta.

I torrefattori: “Parliamone”

Però è buono, non manca di sottolineare il presidente del sindacato torreffatori. «Si ricorda – spiega – che le torrefazioni della provincia lavorano con metodologie legate alla migliore tradizione artigianale. Garantendo un prodotto qualitativamente superiore a quello industriale. E ciò nonostante mantengono un prezzo di vendita nettamente inferiore a quello proposto dalle industrie più conosciute a livello nazionale. Invito i gestori dei pubblici esercizi della provincia a contattare le torrefazioni locali; al fine di constatare l’alta qualità dei prodotti e dei servizi offerti. Ma anche i prezzi concorrenziali, la disponibilità ad accogliere ogni personale esigenza e l’esperienza nella conoscenza delle singole realtà locali».

Fonte: ilsecoloXIX

BRITA Professional premiata all’European Coffee Symposium come migliore fornitore europeo “non-coffee” all’Allegra European Coffee Award 2012 di Amsterdam

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brita professional

MILANO – L’evento, ideato dalla società londinese Allegra Events e giunto alla sua quinta edizione, è riuscito negli anni ad accreditarsi come manifestazione di riferimento del settore caffè e out-of-home. Registrando una partecipazione sempre crescente.

Brita Professional conquista un importante premio

Strutturato in una due giorni di conferenze e best practice di primissimo livello, lo European Coffee Symposium permette ai partecipanti di presentare e condividere nuove idee. Grazie all’innovativo format “Incontra i buyer”.

In appuntamenti di 25 minuti, fornitori e buyer provenienti da tutta Europa possono conoscersi per costruire o ampliare relazioni commerciali. Gettando così le basi per importanti accordi e partnership di business.

Durante la cena di gala sono stati assegnati i premi, suddivisi in diverse categorie

Alle aziende che si sono distinte per lo straordinario impegno e per l’eccellenza raggiunti a servizio dell’industria del caffè. Il Dr. Hilmar Walde, Managing Director di BRITA Professional GmbH & Co. KG. Ringraziando per l’onore di aver ricevuto il premio come miglior fornitore europeo “non-coffee”, ha commentato: “La missione di BRITA Professional sta nel nome stesso dell’azienda: ottimizzazione professionale dell’acqua per il mercato out-of-home. In BRITA siamo impegnati nel settore dell’acqua – una delle risorse più preziose al mondo – per offrire ai nostri clienti il miglior servizio possibile.

Il nostro obiettivo è fornire un prodotto che garantisca all’acqua il mantenimento di proprietà fisico-chimiche costanti, specificamente pensate per il business del caffè.

Questo premio rappresenta per noi non solo il riconoscimento dei risultati ad oggi raggiunti, ma anche e soprattutto un impegno e un incentivo a proseguire su questa strada.”

Nel corso dell’evento, BRITA Professional ha anche avuto modo di presentare la propria gamma di filtri per l’acqua, che comprende i nuovi filtri specifici per caffè BRITA PURITY Finest C500 e PURITY C50 Fresh, offrendo così soluzioni ideali per tutti gli operatori del settore.

Ulteriori informazioni su BRITA Professional sono disponibili al sito www.brita.it o via mail professionalitalia@brita.net

 

Capsule in alluminio Nespresso a Firenze recuperate 4 tonnellate in 9 mesi

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Nespresso Fai concorrenti riciclaggio capsule usate
Capsule usate Nespresso

MILANO – Nespresso va avanti. Per far crescere quantitativamente e qualitativamente la raccolta differenziata, il riciclo e il recupero degli imballaggi in alluminio in Toscana, è stato recentemente siglato un Protocollo di intesa tra Regione, Cial e Revet sui cui particolari greenreport si è più volte soffermato.

Ricordiamo che i cittadini – per migliorare la raccolta differenziata di questo materiale – possono conferire  nei contenitori del multimateriale tutti gli imballaggi in alluminio. Lattine, barattoli, vaschette, scatolette, coperchi dello yogurt (che andranno staccati dal vasetto in plastica), pellicole d’alluminio. Al contrario, non si devono conferite nel multimateriale le bombolette, che vanno raccolte in modo differenziato portandole alle isole ecologiche. Inoltre, l’accordo che regola i rapporti tra Cial e Revet, prevede il recupero di altre frazioni merceologiche similari. Come per esempio caffettiere, padelle o altri piccoli oggetti di uso domestico.

Un contributo all’incremento del recupero di alluminio viene anche da accordi con settori specifici. Come quello che Cial ha siglato con Nespresso riguardante le capsule di alluminio per caffè (che attualmente non sono considerate imballaggi). Il progetto, già avviato sul territorio nazionale nel prevede il recupero delle capsule in alluminio che i clienti Nespresso possono portare nelle boutique abilitate (ad oggi sono 31 i centri, in 18 città italiane).

In Toscana il servizio è attivo al momento a Firenze (dal febbraio 2012), dove sono presenti 2 boutique e un centro di raccolta, Che Quadrifoglio e Cial hanno promosso in città. Dopo nove mesi hanno raccolto 4 tonnellate di cialde da caffè in alluminio grazie al contributo e all’impegno dei cittadini. A questo buon risultato si aggiunge quello del recupero del caffè delle capsule. Che finisce in impianti di compostaggio. L’auspicio è che anche altre marche che immettono sul mercato capsule di alluminio per caffè possano seguire l’esempio di Nespresso. Che ha sottoscritto un accordo volontario.