domenica 04 Gennaio 2026
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LA NOVITÀ – Un té a Berlino nel nuovo Paper & Tea

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paper & tea

Lo slogan che campeggia sulla home dice tutto del sito Paper & Tea. “La vita è breve, bevi un buon tè.”. E le intenzioni non sono da meno, se la P&T, si definisce come “fornitore di tè pregiati e rari, per sofisticati ed appassionati bevitori di tè”.

Paper & Tea la novità di Berlino

Ma quelli di P&T non vogliono solo vendere, ma anche educare al gusto del te. Ed è per questo che nel locale, da poco aperto a Berlino, non si compra solo del tè, ma si impara a conoscerlo ed ad apprezzarlo.

Paper & Tea: oltre 70 specie diverse di tè, provenienti da tutto il mondo

Sono presentate in recipienti di vetro, con accanto un foglio di quaderno che ne illustra qualità e modalità di preparazione. Un’esposizione che potrebbe essere anche un museo.

Ci sono il tè bianco, giallo, verde, e nero insieme a diverse profumatissime miscele ti tè, molte delle quali biologiche. Il Shangri-La di Ilam, Nepal, dal profumo forte e floreale, il Rooibos verde del Sud Africa, più dolce e dal sentore d’erba, il Pu’er bianco di Yunnan in Cina, così raro da trovare in Europa.

In Bleibtreustrasse 4, non lontano dal Teatro di Schiller, dal Teatro dell’Opera e dal Balletto di Stato di Berlino, nel quartiere di Charlottenburg.

Cioccolato: donna paralizzata muove con pensiero braccio robotico

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Yumiko Saimura, 33 anni, originaria di Kobe, in Giappone, è la nuova campionessa italiana di cioccolateria.

MILANO – Prendere una tavoletta di cioccolato e portarsela alla bocca: un gesto semplice, ma che Jan Scheuermann, donna di 53 anni paralizzata dal collo in giù da 13 anni, non era più riuscita a fare da parecchio tempo. È tornata a farlo grazie a un braccio robotico, sviluppato dalla facoltà di medicina dell’Università di Pittsburgh, che è riuscita a muovere con il proprio pensiero, grazie ad alcuni sensori impiantati nella corteccia cerebrale.

Tavoletta di cioccolato: la motivazione per tornare a muoversi

Come spiega lo studio pubblicato sulla rivista ‘The Lancet’, il merito ulteriore di questo braccio robotico è che consente di realizzare i movimenti in modo più veloce e fluido di quanto finora ottenuto con altri bracci robotici. Jan, affetta da degenerazione spinocerebellare è riuscita ad afferrare, muovere e spostare diversi oggetti proprio come con un braccio normale, già al secondo giorno di training e dopo 14 settimane era diventata molto più abile, acquisendo coordinazione e velocità in modo simile ad una persona non malata.

Ci è riuscita grazie a due sensori, ognuno di 4 millimetri quadrati, impiantati nella sua corteccia cerebrale, su ognuno dei quali ci sono un centinaio di minuscoli aghi che raccolgono l’attività elettrica di 200 cellule cerebrali.

Gli impulsi elettrici nel cervello vengono poi trasformati in comandi per muovere il braccio, che piega il gomito, il polso e può così afferrare un oggetto

«Prima non si era mai riusciti ad ottenere movimenti fatti così bene – spiega Andrew Schwartz, uno dei ricercatori – sono fluidi e migliori degli altri registrati prima con altri apparecchi. Questi risultati ci inducono a pensare che è possibile, per le persone paralizzate da molto tempo, recuperare segnali di comando in modo naturale e intuitivo per orientare una protesi di mano e braccio e interagire con l’ambiente».

Ora i ricercatori vogliono montare il braccio sulla sedia a rotelle di Jan in modo che lo possa usare nella sua vita di tutti i giorni. E per il futuro pensano a sviluppare un sistema di elettrodi in grado di stimolare il cervello per generare sensazioni, magari accompagnato a strumentazione wireless, da poter usare a casa senza necessità della supervisione dei medici. Potrebbe essere così possibile, sperano, combinare il controllo del cervello che stimola direttamente i muscoli per ripristinare il movimento proprio dell’arto del malato.

Bambini, classifica del gusto: vincono dolce e amaro percepiti a basse dosi

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bambini caffeina
La linea per bambini

MILANO – È noto che è dannoso dare troppo zucchero ai bambini ma ora si è scoperto che è anche inutile: la prima classifica dei sapori percepiti dai piccoli svela infatti che dolce e amaro sono in testa ex aequo nella scala della percezione. I due gusti vengono ‘letti a dosi molto piccole e quindi i cibi per l’infanzia così come i farmaci potrebbero essere addolciti di meno. Anzi, il gusto amaro, risulta non sgradito, ma i bambini per imparare ad accettarlo devono essere educati a queste percezione, così come sono di fatto educati e abituati a gustare il dolce con misura.

Bambini: cosa e come percepiscono i sapori

Nella prima classifica realizzata con uno studio multicentrico finanziato dal Miur, presentato in occasione del congresso «Update in odontoiatria pediatrica: ricerca e best practices», in testa risultano, pari posto, il gusto dolce e amaro, che vengono percepiti allo stesso modo e anche a concentrazioni molto piccole. In terza posizione il salato, per cui servono «dosi» maggiori perché sia riconosciuto, e all’ultimo posto il gusto acido, più difficile da identificare.

Alla luce di questa scoperta, proprio per non inquinare il gusto dei piccoli, per le festività natalizie, ad esempio, al posto di un dolcissimo torrone come dessert potrebbe andar bene un po’ di cioccolato fondente amaro.

Lo studio è stato condotto su 500 bambini dai 5 ai 12 anni da ricercatori delle cliniche odontoiatriche pediatriche di Brescia, Roma Sapienza, Milano Statale, Bologna e Sassari

Alessandra Majorana Ordinario di Odontoiatria Pediatrica all’Università di Brescia spiega che i risultati non sono diversi fra maschi e femmine; i bambini con alterazioni dell’olfatto invece registrano maggiori difficoltà nell’identificare il gusto.

Antonella Polimeni Direttore del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche dell’ Università Sapienza di Roma e Presidente del Collegio Nazionale dei Docenti di Odontoiatria

«Questi dati sono molto importanti perchè per la prima volta ci permettono di conoscere la vera attitudine al sapore dei bambini e quindi di dare indicazioni precise per una dieta corretta. Il fatto che i bambini percepiscano allo stesso modo e con la stessa intensità il dolce e l’amaro implica che non è necessario proporre ai piccoli cibi molto dolci o zuccherati pensando che li gradiscano di più: tisane per la prima infanzia, bevande, merende per bambini e perfino i farmaci, dagli sciroppi alle sospensioni, sono spesso addizionati di notevoli quantità di zucchero che, come sappiamo, fa male sia alla salute dei denti che in generale, perchè favorisce il sovrappeso».

Solo per i bambini sottoposti a chemioterapia serve aumentare i dosaggi, ma solo per il sale che nel loro caso, a causa dei farmaci usati, è percepito di meno.

E-commerce la ricerca: solo 29% delle aziende investe nel canale

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e-commerce
Gli acquisti online continuano a crescere

MILANO – Il negozio risulta ancora il canale di vendita preferito dalle aziende (74%), ma il commercio online si afferma sempre di più nelle sue tante forme. Il web è al secondo posto come canale di vendita (58%), seguito da channel shop (13%), social network (12%) e mobile (9%). È il quadro offerto dalla ricerca ‘e-Commerce: Scenari, Trend, Limiti ed Opportunita«, presentata a Milano nel corso l’E-Commerce Power da cui emerge però che solo il 29% delle aziende usa un punto vendita online.

E-commerce: la ricerca di Business International – Fiera Milano Media, che ha coinvolto 200 aziende italiane

Evidenzia anche che tra le aziende che ancora non sono dotate di un punto vendita elettronico, il 34% dichiara di non aver intenzione di utilizzarne uno in futuro mentre il 37% prevede di implementarlo in non prima di 3 anni. Non mancano segnali incoraggianti: il 59% delle aziende che hanno un punto di vendita elettronico, dichiara infatti “che destinerà una quota maggiore di budget per ottimizzare sviluppo ed implementazione di piattaforme e-Commerce nel 2013”.

Tra i canali in cui queste aziende hanno intenzione di investire maggiormente nel prossimo anno figurano il web (77%), social media (65%) e mobile (54%)

Infine, altro dato è quello relativo al fatturato proveniente dalle vendite online, che per il 60% delle aziende intervistate è inferiore al 10% del totale, risultato che evidenzia – sottolinea la ricerca – come anche tra le aziende ci sia un grosso potenziale non ancora sfruttato in relazione all’e-Commerce.

Conad premiata da Databank come l’azienda più performante d’Italia

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Conad conad auchan Un punto vendita Conad
Un punto vendita Conad

MILANO – L’azienda più performante nel settore della grande distribuzione alimentare, nel 2012. È questa la motivazione con cui PAC 2000A Conad è stata premiata come “Company to watch 2012” da Databank, l’agenzia di analisi per il marketing aziendale, bancario e per il mondo degli affari, che fa parte di Cerved Group, leader nel campo della business information (uno dei principali settori dell’industria dell’informazione).

Conad: cosa l’ha portata al successo

PAC 2000A rappresenta la maggiore tra le cooperative aderenti a Conad, a sua volta tra le più grandi aziende di distribuzione organizzata nel centro sud Italia; ha una base associativa in continuo rafforzamento nelle quattro regioni in cui opera Umbria, Lazio, Campania e Calabria, grazie anche a recenti acquisizioni (Despar in Campania e Billa in Umbria e Lazio), e una rete di vendita multicanale, focalizzata su supermercati di prossimità e superstore, format maggiormente performanti, che raggiungono il 75,5 per cento del fatturato totale del gruppo.

E ancora, ha un’organizzazione logistica a sostegno dell’espansione della rete di vendita, con all’attivo quattro centri, uno dei quali, quello di Fiano Romano, è fra le più grandi piattaforme distributive d’Europa.

In ultimo, beneficia delle campagne promozionali organizzate a livello centrale da Conad, big spender negli investimenti settoriali (con una spesa, nel 2011, in forte crescita, più 37,8 per cento, rispetto al 2010).

Questi i punti di forza che hanno portato Databank a considerare la cooperativa di origini umbre, che mantiene direzione e centro operativo a Perugia, strategicamente la migliore nel settore di mercato di riferimento

“Il riconoscimento ‘Company to watch’ – spiegano dall’agenzia d’analisi di marketing – viene assegnato a società che, oltre ad aver ottenuto performance di vendite al di sopra della media settoriale e un buon livello di Ebitda/ricavi (utile prima di interessi passivi, imposte e ammortamenti su beni materiali e immateriali, in rapporto ai ricavi), ha consolidato la leadership e conquistato vantaggio competitivo su fattori critici di successo nel proprio settore, o in un ambito di specializzazione più ristretto, e acquisito un elevato potenziale di crescita nel breve e medio termine.

PAC 2000A Conad ha, inoltre, adottato un modello di business coerente con l’evoluzione del settore e attuato particolari strategie di innovazione di prodotto o processo, vincenti o comunque distintive, rispetto al grado di innovazione settoriale”.

La più grande cooperativa di Conad, insomma, si dimostra una società in ottima salute

Che, nel 2011, ha fatto registrare un fatturato di 1.937,1 milioni di euro (+7,1 rispetto al 2010), un giro d’affari al dettaglio della rete retail di 2.870 milioni di euro e una quota di mercato pari al 3,1 per cento. Come si diceva, il canale più performante è stato quello dei superstore, che hanno beneficiato di interventi di riqualificazione dei punti vendita, con la rivisitazione di assortimenti e tecniche espositive e della valorizzazione di alcuni reparti.

“La cooperativa – spiegano ancora da Databank – si avvale di una struttura commerciale in grado di assolvere un duplice compito: accumulare risorse per gli investimenti aziendali a sostegno dello sviluppo della rete associata e della realizzazione di partecipazioni in società promosse dai soci, da un lato, rappresentare lo strumento di affermazione e successo della rete, attraverso un’ottimale scelta commerciale al cliente, in termini qualitativi e di prezzo, dall’altra”.

Russia vicina a legge no-smoking nei bar, per fumare si sta fuori

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MOSCA – Anche la Russia, uno degli ultimi posti al mondo in cui è possibile fumare ovunque e il secondo mercato per il tabacco al mondo dopo la Cina, sta per dotarsi di una legge contro le sigarette nei luoghi pubblici. La Duma ha infatti approvato in prima lettura una legge in questo senso che dovrebbe essere definitiva la prossima primavera.

Russia, un saluto al fumo nei bar

Il provvedimento prevede il bando alle pubblicità dei prodotti derivati dal tabacco, e il divieto di fumare in ristoranti, bar e altri luoghi pubblici, oltre alla proibizione della vendita per i banchetti e i piccoli negozi nelle stazioni. I deputati hanno votato a favore con una schiacciante maggioranza di 429 sì e due astenuti, e una volta approvata la legge dovrebbe entrare in vigore gradualmente nell’arco di tre anni: «In Russia ci sono 44 milioni di fumatori – ha ricordato il presidente Medvedev – e le sigarette fanno 400mila morti l’anno».

Bbc, scoppia la «rivolta dei microonde» nei bar interni, troppo pochi quattro

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bbc microonde
La rivolta per i microonde

LONDRA – Quattro forni a microonde sono troppo pochi: negli studi di Londra della Bbc è scoppiata una rivolta dei dipendenti, costretti a lunghe file durante l’orario di mensa. Eppure, come riporta il quotidiano britannico The Daily Telegraph, la sede è stata ristrutturata di recente a un costo di circa un miliardo di euro, allo scopo di riunire sotto lo stesso tetto le redazioni dei telegiornali nazionali e del World Service: migliaia di persone fornite di studi nuovi di zecca, lussuose sale riunioni ma una sala mensa non più grande di un normale bar.

Per evitare l’ammutinamento, la direzione è pronta a correre ai ripari con il «Progetto Microonde», che prevede l’installazione di altri quattro apparecchi

Ospedale Andosilla: pasti immangiabili, affari d’oro per il bar ospedale

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ospedale andosilla
L'ospedale Andosilla

VITERBO – «Strozzapreti al pesto, 4 euro; spaghetti al pomodoro 3,50 euro; involtini ripieni con contorno di piselli, 4,50 euro; antipastone misto, 4 euro; insalatona, 3,50 euro». questo il menu del giorno proposto dal bar-tavola calda all’interno dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, affisso nel corridoio da cui si accede ai vari reparti. Da quando i pasti distribuiti dalla ditta appaltatrice vengono rifiutati dalla stragrande maggioranza dei 70-75 degenti, per il locale gli affari hanno subito un’inattesa impennata.

Ospedale Andosilla: molti ricoverati, quasi tutti secondo quanto si è appreso sul posto restano nauseati dal contenuto dei vassoi riscaldati

Le loro famiglie sono così costrette a portare il cibo da casa. E chi, per un motivo e per l’altro non può, dà un occhiata al “menu del giorno”, ordina e lo porta al congiunto ricoverato.

“Il fatto che la gente porti il cibo da casa – spiega il personale dell’ospedale -, comporta dei seri problemi di ordine sanitario, in quanto né gli infermieri né i medici sono in grado di verificare se siano o meno compatibili con la dieta prescritta ai malati”.

È non è ancora tutto:

“Non abbiamo nemmeno la possibilità – aggiungono – di controllare dal punto di vista igienico sia i cibi che i contenitori. È ovvio che le attenzioni da adottare in un ospedale sono diverse e maggiori di quelle che in genere si usano nelle case”.

Caffè Vergnano ospita la terza settimana a Venezia di eventi culturali

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VENEZIA – Dogi e feste veneziane del ‘700, lounge music e una conferenza sull’alimentazione vegetariana, a Rialto. Si tratta della terza settimana di iniziative culturali e musicali al Caffè Vergnano di Venezia gli eventi si moltiplicano. Tre serate, tre appuntamenti per questo inverno veneziano che si colora di bianco, tra Dogi, feste veneziane, lounge music e una conferenza sull’alimentazione vegetariana.

Caffè Vergnano, luogo della manifestazione a Venezia

La serata di martedì 11 dicembre è stata dedicata all’incontro letterario, questa volta alla scoperta della Venezia tra Settecento e Ottocento col il libro di Alessandro Renier, protagonista dell’aperitivo letterario moderato da Paolo Ganz, musicista e scrittore veneziano. Si varca così un portale temporale che riporta alle feste a Palazzo Ducale nella Sala dei Banchetti oggi sconosciuta, alle cerimonie per l’elezione del Doge, come quelle che animano una Venezia dell’Ottocento tra Bernardino Renier e Napoleone.

Gli appuntamenti

Alessandro Renier, autore del volume e cardiologo, si interessa alla storia della sua famiglia percorrendo le storie di Paolo, penultimo doge, Giustina Renier Michiel, animatrice di salotti culturali e autrice di Origine delle Feste veneziane, Daniele primo podestà di Venezia. Martedì 11 dicembre dalle 18.00 Venezia, tra Settecento e Ottocento incontro letterario con Alessandro Renier.

Il giovedì è torna il consueto appuntamento con i KJ’s Chicco & Camisola che ci regalano atmosfere lounge, remix, creazioni tra stili musicali vicini e distanti, a partire dal jazz per concludere con il trip-hop passando per la bossanova, l’electronic, la dance mixati, confusi e accompagnati dal lungo aperitivo che parte dalle 19.30 di giovedì 13 dicembre.

Infine Venerdì 14 dicembre al Caffè Vergnano entra in scena Luciana Baroni

Relatrice nel contesto di una conferenza informativa sull’Alimentazione Vegetariana. Alimenti, combinazioni, scelte giuste e sbagliate, con l’obiettivo di guidare i partecipanti verso uno stile di vita sano ed equilibrato. Luciana Baroni, specialista in Neurologia, Geriatria e Gerontologia ha approfondito il tema dell’alimentazione vegetariana e oggi offre informazione per la cura della salute, prediligendo le scelte di un’alimentazione sana a base di vegetali. Caffè Vergnano 1882 a Rialto caffè, pasticceria, libri, arte, design e musica jazz Campo dell’Erbaria, Rialto, San Polo 129

Segafredo Zanetti: la ripresa del Bologna e l’apertura in Arabia Saudita

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Segafredo Zanetti Espresso logo

BOLOGNA – Dopo la vittoria di Napoli che ha ricalcato nel punteggio e nelle modalità quella di tre mesi fa a Roma, oggi il Bologna spiega il suo futuro nell’Assemblea dei soci rossoblù convocata a Casteldebole che ha come oggetto principale l’aumento di capitale già deliberato nell’ultimo Cda. L’Assemblea, guidata dal presidente Guaraldi, è chiamata ad approvare il bilancio consolidato del 2012 che evidenzia un rosso di sei milioni nella gestione. Quei soldi vanno rimessi in cassa, di qui la necessità della ricapitalizzazione fino ad almeno 5 milioni (meglio sei per coprire tutta la perdita dell’esercizio).

Guaraldi, azionista di maggioranza assoluta col 52%, dovrà tassarsi per circa 2.8 milioni, lo seguirà il presidente onorario Gianni Morandi e qualche altro socio a ruota ma è probabile che non tutti verseranno la loro parte e quindi i conti andranno rifatti con quote diverse.

Vista l’importanza della seduta, l’ex presidente Massimo Zanetti, azionista al 21%, ha nominato un suo fiduciario a rappresentarlo

Dopo un anno e mezzo di silenzio e assenze in tutti i consigli societari, Mister Segafredo si è dichiarato disponibile a rientrare operativamente nel Bfc ma stavolta con la maggioranza assoluta. La posizione di Zanetti sarebbe distante da quella di Guaraldi sul quantum della ricapitalizzazione. Infatti l’aumento dei 5 milioni coprirebbe solo la gestione di questa stagione. L’entourage zanettiano ritiene che occorrano almeno 12-13 milioni per dare al club una prospettiva più duratura nel tempo. E’ su questo terreno che si giocherà la partita tra l’attuale e il vecchio presidente per la difesa o la scalata della proprietà.

E dopo il basket, prima apertura a Riyadh (A. Saudita) per Segafredo Zanetti Espresso

Segafredo Zanetti Espresso ha annunciato l’apertura di una nuova caffetteria a Riyadh, capitale dell’Arabia Saudita: il nome significa “giardini” e sorge nel centro della penisola arabica e ha 5,2 milioni di abitanti. Il locale, che offre più di 40 posti a sedere su 115 mq, si trova all’interno del Rabwah Mall, un grande centro appartenente ad Al Othaim, il secondo più grande operatore di centri commerciali in Arabia Saudita.

Mall Rabwah si estende su un’area di 200.000 mq che ospita 684 negozi e un parcheggio da 2.000 posti auto. Si tratta dell’ottava apertura in Arabia Saudita e 4 nuovi progetti sono già in cantiere per permettere sempre a più persone di gustare ovunque il tipico Espresso italiano.