domenica 11 Gennaio 2026
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IL MARCHIO – Apre il Caffè Florian di Firenze con eventi e mostre

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florian

FIRENZE – Degustazioni, mostre prestigiose, eventi culturali e appuntamenti mondani, e un concorso fotografico. Il Caffè Florian di Firenze – lo storico brand internazionale legato al locale più antico del mondo, nato a Venezia nel 1720 – si apre alla città presentando un ricco programma di eventi che, per tutto l’arco del 2013, puntano a sottolineare l’affinità artistica e culturale che lega Venezia e Firenze.

Florian, situato dal 2006 in via del Parione

Ovvero nel cuore del centro storico fiorentino, il Florian ha recentemente riaperto dopo un periodo di chiusura, presentandosi in una veste rinnovata che esalta l’eleganza e lo stile di un marchio conosciuto in tutto il mondo.

Un vero e proprio angolo di venezianità

In simbiosi con la storicità e le bellezze del capoluogo toscano, dove nei prossimi mesi si alterneranno eventi e mostre che arricchiranno l’attività culturale di Firenze. Per quanto riguarda le mostre, il Florian ospiterà nel mese di aprile “Figli d’api” di Bruno Ceccobelli; un’installazione formata da centinaia di piccole e medie sculture/pitture realizzate con tecnica mista (cartone, tela, colori naturali). Applicate agli specchi, alle pareti e ai soffitti delle sale del Caffè Florian.

Seguirà nel mese di giugno, in concomitanza con l’apertura a Venezia della Biennale d’Arte, un omaggio all’architetto e designer Gaetano Pesce

Dal titolo “Un vaso Goto per Venezia”, una collezione di vasi progettati da Pesce in resina sintetica e in vari colori. Spazio anche alla fotografia d’autore. Con alcuni scatti realizzati al Florian di Venezia dal grande Gianni Berengo Gardin. Che si potranno ammirare a partire da settembre. Inoltre, il Florian di Firenze ospita già oggi le suggestive tavole fotografiche di Massimo di Capua, dedicate al Carnevale veneziano.

Da marzo a settembre

Inoltre, il Caffè Florian lancerà un concorso fotografico che avrà come protagonista la città di Firenze: l’autore delle migliori foto del capoluogo toscano verrà premiato con un weekend a Venezia e gli scatti saranno successivamente esposti al Florian di Venezia e di Firenze. A partire dal mese di ottobre.

Diversi saranno poi gli incontri culturali

A partire da quello dedicato alla storia dei profumi, in occasione del lancio delle due nuove fragranze del Florian, Aqua Admirabilis e Aqua Moresca. Con l’esperto e creatore di nuove essenze, Lorenzo Dante Ferro.

E ancora, incontri per brindare col prosecco delle colline trevigiane accompagnato dal baccalà della tradizionale cucina veneta. Ed infine degustazioni di caffè, cioccolata in tazza e thè del marchio Florian. Ma soprattutto la possibilità di vivere il rito autentico dell’aperitivo veneziano, ogni martedì sera dalle 18.30 alle 21.30.

USA – L’eccellenza italiana a Washington è il Caffè Milano

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MILANO – Gran caffè all’italiana e cucina italiana: c’è un posto a Washington, la capitale degli Stati Uniti che è unico e del quale si è parlato in questi giorni per una cena del presidente Bush. A parte il caffè espresso serve piatti e vini della grande tradizione italian. Ed è di fatto il centro delle azioni di lobbying degli USA. Da Café Milano, sotto l’abile regia del grande Franco Nuschese, sono passati tutti i personaggi della storia recente degli USA. Presidenti e famiglie, senatori, VIP. E’ delle ultime ore la notizia che Michelle Obama ha festeggiato il suo compleanno da Frankie accompagnata dal marito, il presidente Obama.

Café Milano funziona da luogo di incontro

Di diplomatici, avvocati, giudici, politici, intrattenitori, uomini di spicco delle principali TV e testate giornalistiche mondiali. Sono bravissimi nel curare in ogni sofisticato dettaglio eventi privati e pubblici di qualsiasi tipo.

Di origini Amalfitane

(più precisamente di Minori, lo stesso paese di SAL DE RISO, zona ad alta densità gastronomica evidentemente…), il grande Frankie garantisce sulle tavole di Café Milano la costante presenza delle più fresche vivande nostrane, preparate con eccezionale precisione dagli Chef della cucina italiana più famosa di Washington.

Prosciutto di parma, pane carasau, polipetti affogati, linguine con polpette al sugo, bocconcini di mozzarella di bufala, cozze, pane alle olive, risotto alla zucca con capesante, suprema di pollo alle olive, etc.

Tante pietanze della nostra tradizione a volte rivisitate che fanno impazzire gli americani e che si trovano solo da Café Milano.

Qui sono passati tutti: Presidenti, uomini dei servizi segreti, attori, qualsiasi nome tra i più noti vi venga in mente è quasi certamente stato a pranzo o a cena almeno una volta al Café Milano.

 

Fonte: blog

SOSTENIBILITA’ – Starbucks lancia le tazze riutilizzabili

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consumazione fast alibaba
Una delle bevande di Starbucks

MILANO – Starbucks, pur non essendo presente in Italia, è una società amata da molti nostri connazionali. Icona fra giovani e meno giovani, il colosso del caffè a stelle e strisce è il simbolo della consumazione fast, della bibita usa e getta. Nelle caffetterie del gruppo, infatti, le bevande non vengono gustate in tazze di ceramica o vetro, bensì in contenitori di plastica o di cartone non riutilizzabili. Qualcosa però sta cambiando dall’altra parte dell’oceano, per un’attenzione maggiore nei confronti dell’ambiente.

Consumazione fast ma eco friendly

Con centinaia di negozi sparsi in tutto il mondo, spesso meta obbligata per la cultura hipster, il peso di milioni di tazze di plastica si fa pesante sull’ambiente. Così Starbucks ha deciso di introdurre i contenitori riutilizzabili, affinché il riciclo diventi uno degli obiettivi primari del gruppo.

Al costo di un dollaro, i consumatori abituali di Starbucks potranno acquistare una tazza plastificata da riutilizzare più e più volte. Così da rendere la degustazione del caffè mordi e fuggi più ecologica.

Il design e la grandezza dei contenitori sono in tutto e per tutto identici alle soluzioni classiche

Sulla tazza capeggia il logo dell’azienda e può esservi scritto il nome del consumatore all’occorrenza. Non è però tutto: per incentivarne l’adozione, Starbucks ha anche introdotto un servizio di lavaggio in-store qualora il cliente fosse impossibilitato a provvedere da solo. Si pensi, ad esempio, a un impiegato appena uscito dall’ufficio o a un turista a spasso per la città, entrambi impossibilitati a trovare sapone e lavandino nei paraggi.

Non è la prima iniziativa di Starbucks in materia di riuso e riciclo

Già da qualche tempo, infatti, i clienti che portano da casa un proprio contenitore ottengono 10 cent di sconto su caffè, cappuccini o qualsiasi altro prodotto decidano di acquistare. La maggiore attenzione all’ecologia deriva anche da una recente petizione di Change.org. Che ha evidenziato come le tazze in cartone siano sì comode, ma difficili da riciclare dato il loro interno cerato.

Le tazzine riutilizzabili sono ora disponibili in 600 caffetterie nordamericane

E e pare che abbiano già riscosso un discreto successo, soprattutto fra i consumatori più giovani e attenti alla salvaguardia del pianeta. Il gruppo pare inoltre essere intenzionato a estendere l’iniziativa anche in altri negozi. Fino a coprire l’intero territorio a stelle e strisce, e chissà che il riciclo non sbarchi anche nei punti vendita sparsi qua e là per il globo.

CACAO CRIOLLO DI DOMORI – La qualità assoluta del cioccolato

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domori cacao criollo

MILANO – Domori punta sul cacao criollo per dare vita a una linea esclusiva di tavolette di cioccolato in quattro diverse varietà. Materia prima altamente selezionata e recuperata da un’antica foresta venezuelana, salvata dall’estinzione e coltivata nella piantagione di Chuao, sulla costa del Venezuela

Il cacao criollo (Theobroma cacao cacao), definito spesso cacao nobile, deriva il suo nome dall’aggettivo ‘creolo” ed è il più raro e ricercato fra tutte le varietà di cacao.

Originario del Messico, è l’antico seme Maya, delicato da coltivare, con una resa molto scarsa e una qualità eccezionalmente pregiata.

Cacao criollo, diffuso nel centro America e nei paesi sudamericani

Da cui sembra abbia avuto origine, e cioè Ecuador e il Venezuela.

Documenti del ‘600 mostrano le prime imbarcazioni di cacao del Venezuela inviati in Spagna: fin da allora questo stato sudamericano è stato considerato tra i produttori di più alta qualità del mondo.

La pianta del cacao criollo è fragile, particolarmente sensibile alle intemperie, ha bisogno per almeno cinque anni di molte cure, indispensabili per garantire la qualità del cioccolato.

I semi bianchi, molto profumati e poco amari, sono ricchi di aroma dolce e di sostanze odorose, il sapore è delicato, quasi privo di amarezza.

La produzione di cacao criollo è pari appena allo 0,01% del raccolto mondiale di cacao annuale

Le caratteristiche organolettiche, i quantitativi assai ridotti e il prezzo all’origine lo destinano esclusivamente alla fabbricazione di cioccolata di alto pregio.

Proseguendo nella propria tradizione di ricerca della qualità, potenziata dall’ingresso nel gruppo Illy, l’azienda piemontese Domori ha puntato sul cacao criollo. Per una linea esclusiva di tavolette di cioccolato dalla dolcezza unica e dal gusto inimitabile.

Con una paziente ricerca e selezione dei fornitori è stata trovata una piantagione d’eccellenza a Chuao, una piccola località situata sulla costa settentrionale del Venezuela, luogo d’origine di questa varietà insieme a Oculare e Choronì.

A Chuao alcune varietà di criollo sono state recuperate da Domori da un’antica foresta venezuelana. Salvandole dall’estinzione, per coltivarle poi nella propria piantagione dell’Hacienda San Josè.

La linea Domori in commercio si compone di quattro varietà: Puertofino 70%, Canoabo 70%, Puertomar 75% e Porcellana 70%. Mentre la varietà Porcelana è la prima, selezionata fin dalla fondazione dell’azienda nel 1994.

Puertomar

Questa raffinata produzione di cacao ha portato l’azienda piemontese di None a fregiarsi della ‘Tavoletta d’oro 2009” dopo solo undici anni dall’inizio della produzione. La prima attuata tramite il recupero di varietà antiche e pregiate di  cacao.

Assaggiando questo cioccolato i palati più attenti possono sentire note di vaniglia bourbon, latte di mandorla, datteri; albicocche secche e semi di girasole, panna, spezie; mandorle, marmellata di ciliegie. Abbinate con un’acidità quasi inesistente.

Il criollo rappresenta un’enorme passo avanti nella ricerca e nel gusto del cacao

Grazie alla sua eccellente rotondità e alla dolcezza tipica di tutte le tavolette, anche se ci sono sostanziali differenze di sapore e carattere. Questo a seconda della piantagione in cui viene coltivato.

L’elegante confezione Domori di assaggio contiene tavolette di tutte e quattro queste varietà. E permette di assaporare la vera essenza di questo pregiato cacao.

Info: www.domori.com

 

SIGEP A RIMINI – Francesco Sanapo e’ per la terza volta il Campione italiano baristi caffetteria

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World Barista Championship

MILANO – Rappresenterà l’Italia al WBC – World Barista Championship che si terrà a Melbourne (Australia) il prossimo 23-26 maggio. Sanapo:  “La mia vittoria è frutto di studio e di tanta esperienza maturata in anni di corsi di formazione e di approfondimento. Il caffè con il quale ho vinto l’ho ottenuto con una settimana di lavoro insieme con un agronomo del Costa Rica con cui abbiamo studiato le varie fasi della preparazione del caffè ”

Le competizioni di oggi saranno visibili in streaming al link.

Sanapo e’ stato proclamato vincitore al 12° Campione Italiano Baristi Caffetteria. La cui finale si è tenuta oggi presso la 34° edizione della Fiera Sigep di Rimini; Salone Internazionale di gelateria, pasticceria e panificazione artigianale.

Sanapo ha sbaragliato i 20 semifinalisti con un punteggio di 596

Seguito da Eddy Righi con 593, Davide Cavaglieri con 561, Giacomo Vannelli con 533, Angelo Segoni con 528,50 e Luca Mosconi con 482,50.

Salentino di nascita, fiorentino di adozione, responsabile Master Bar per la Caffè Corsini, nota torrefazione di Arezzo, sarà lui a rappresentare l’Italia al prossimo WBC (World Barista Championship), campionato mondiale di caffè che si terrà in Australia, a Melbourne, dal 23 al 26 maggio prossimo, mai vinto da un italiano.

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Sanapo ha conquistato il titolo per la terza volta (è stato campione nel 2010 e nel 2011) preparando 4 caffè espressi, 4 cappuccini e 4 bevande analcoliche a base di caffè in 15 minuti.

Ha utilizzato una miscela di caffè provenienti dal Costa Rica, da lui stesso selezionati in uno degli ultimi viaggi nei Paesi d’origine.

I giudici hanno valutato ogni prestazione secondo il gusto, la pulizia, la creatività, l’abilità tecnica e la presentazione del prodotto.

“La mia vittoria è frutto di studio e di tanta esperienza maturata in anni di corsi di formazione e di approfondimento. Il caffè con il quale ho vinto l’ho ottenuto con una settimana di lavoro insieme ad un agronomo del Costa Rica con cui abbiamo studiato le varie fasi della preparazione del caffè, dalla esatta maturazione della bacca al risultato in tazza. Volevo una miscela perfetta al gusto”.

“Lavoro a tempo pieno per diffondere la cultura del caffè in Italia, in ogni modo

e con ogni mezzo: grazie ai corsi di master, in cui insegno in giro per il mondo, dall’Arabia al Cile; partecipando a vari incontri di divulgazione; attraverso il web, con un format su youtube in cui spiego ogni domenica le caratteristiche di un caffè diverso, da me selezionato nei miei viaggi; organizzando un festival dedicato al caffè, Pausa caffè. Ci vuole competenza e passione per essere un vero barista. E io sono orgoglioso di esserlo”.

Francesco Sanapo è nato a Specchia

In provincia di Lecce, il 2 dicembre del 1979. Ha cominciato a fare il barista giovanissimo nella Caffetteria del padre Silvano nel paese di nascita. Dopo essersi recato a Londra ed aver parlato con il proprietario di Harrod’s, ha capito quanta professionalità e ricerca ci sia dietro un vero caffè.

Ha quindi cominciato a fare corsi di formazione in giro per il mondo, frequentando, tra gli altri, la “9bar Academy” di Pavia, l’AIBES (Associazione italiana barmen e sostenitori). Si è diplomato presso la S.C.A.E. (Speciality Coffee Association of Europe) di Londra, diventandone socio.

Si è trasferito a Firenze nel 2000

Ed ha lavorato in varie caffetterie, tra cui la nella caffetteria in centro Nannini. E’ attualmente responsabile master bar e direttore artistico del festival Pausa Caffé insieme a Andrej Godina.

La cronaca dell’evento che ha visto la partecipazione del Presidente del WCE Sonja Grant, “molto soddisfatta”.

Sono stati premiati per:

Il miglior espresso                           Eddy Righi               con   195    punti

Il miglio cappuccino                         Francesco Sanapo  con   101,5 punti

Migliore bevanda personalizzata   Eddy Righi      con   164    punti

Organizzazione madre: il World Coffee Events, che oramai gestisce tutti i campionati mondiali e sovraintende a tutti i campionati dei Chapter nazionali con la presenza di un Capo Giuria di rango mondiale.

C’era questa volta la Presidente del WCE Sonja Grant, ed erano presenti anche il Direttore esecutivo della SCAE David Veal con il responsabile del programma SCAE COFFEE DIPLOMA Hans Trachsel.

Soddisfatta la coordinatrice della giuria internazionale Sonja Grant, che ha sottolineato la crescita professionale mostrata dai concorrenti italiani nel corso di questo nazionale, anche se… già, come sempre, dobbiamo entrare maggiormente nello spirito WBC, fare bene il nostro il regolamento e imparare ad avere un atteggiamento nei confronti del caffè e delle competizioni più “internazionale”, aperto, che sottolinei una vera conoscenza del mondo del caffè e delle diverse preparazioni.

I finalisti si sono potuti confrontare con lei per apprendere i “punti forti” e le lacune delle proprie prestazione, che la Grant ha spiegato con grande disponibilità, dando ad ognuno validi argomenti sui quali lavorare per migliorare e tornare sul capo gara con maggiore determinazione.

MILANO – L’aroma del Brasile invade Chinatown “E’ l’arte del vero caffè”. L’uso del marchio fu concesso negli anni ’60 dal governo sudamericano

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Coraçào do Brasil

MILANO – Una veranda all’esterno, un’insegna gialla e una scritta in portoghese incastonata fra i complicati ideogrammi di empori e ristoranti cinesi. « Coraçào do Brasil » spunta così, all’improvviso in via Paolo Sarpi, 6. Ed è difficile non notare la macchina tostatrice che dall’esterno sembra un’antica locomotiva, tuttora usata per cuocere i chicchi di caffè.

di Daniele Monaco*

Coraçào do Brasil. Un tocco di amarcord e di artigianalità dei fratelli Paolo e Cesare Ghidini

Di 45 e 46 anni che dal 2003 gestiscono la torrefazione. Sin dagli anni Ottanta Cesare ha lavorato per diverse torrefazioni di Milano. «imparando ogni volta qualcosa di nuovo», ricorda.

Oggi, tre volte a settimana i due fratelli mettono mano alla tostatrice per creare le miscele. Il risultato è un caffè nuovo, insolito, al di là di ogni varietà da supermercato e dai prezzi normali. Così non solo i buongustai italiani, ma anche la clientela orientale dimostrano di gradire il sapore del cuore del Brasile.

Cesare Ghidini, siete un’enclave brasiliana nel cuore di Chinatown?

«Altro che brasiliani, io e mio fratello Paolo siamo italiani al 100% e lo erano anche i precedenti proprietari, la famiglia Scotti, che aprì il bar nel 1958. Gli italiani sono i migliori a fare il caffè».

A prima vista sembrerebbe un’operazione di marketing.

«Invece no, perché dietro questa insegna c’è una storia autentica. Coraçào do Brasil è qui dal 1962, prima che questa zona diventasse famosa per la presenza cinese e prima che nascessero i fratelli Ghidini. Tanto che abbiamo chiesto al Comune il riconoscimento di bottega storica, assegnato agli esercizi commerciali aperti da oltre 50 anni».

Come nacque questo marchio?

«Fu regalato al precedente proprietario, Luciano Scotti, dall’Istituto brasiliano per il caffè, un ente per il commercio istituito dal governo sudamericano di allora. L’ufficio di Milano si serviva di questo bar per tostare il caffè. Nel simbolo la sagoma del Brasile si trova accanto a un aereo e a una nave, che ricordano appunto l’esportazione dei chicchi».

Da allora è partito il commercio con il Brasile?

«Sì, ma non in maniera esclusiva, importiamo caffè anche da altre parti del mondo. Dai porti di Genova e Trieste ci arrivano il ‘Guatemala’, più dolce e con più caffeina, ‘l’etiopico’, più acido, il ‘Costarica’, usato per dare corpo alla miscela. L’abilità delle torrefazioni italiane sta nel creare le migliori miscele. Sono venuti persino dal Giappone per conoscere il nostro caso di Made in Italy».

Quali miscele vendete?

«Abbiamo la ‘Robusta’, (7 euro al chilo, nda), composta di chicchi indiani, una qualità che sta superando quella africana. C’è il Maragocipe, che significa gigantesco, un chicco messicano dolce e leggero. Il ‘Famiglia’, (13 euro al chilo) un mix al 70% di arabica e un 30% di robusta, indicata per la prima colazione.

C’è il Kaffee au deutscheart, 17 euro al chilo, dalla tostatura chiara e dolce, utilizzato per il caffè lungo all’americana, molto amato anche in Germania».

Qual è la miscela che vi rende più orgogliosi?

«Quella che serviamo al bancone, la ‘Top bar’ (16,5 euro al chilo). Ci abbiamo messo un anno per trovare la formula giusta. Tutte le torrefazioni sono gelose delle ricette».

Tutto grazie alla vostra macchina per tostare, un pezzo di modernariato attira gli avventori.

«Sì, la cottura a gas dura di solito 15 minuti per 20 chili. Lo versiamo nell’imbuto in alto ed esce nella vaschetta».

Quanto costa una tazzina?

«Ottanta centesimi, ma la vera offerta è l’abbonamento: 10 caffè a soli 6,5 euro».

*Fonte: Il Giorno

SIGEP /2 – Caffè Corsini per la prima volta alla fiera di Rimini. Presenta nuove miscele monorigine, selezionate di persona dagli esperti della Corsini, e nuovi metodi di estrazione

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caffè corsini

MILANO – Caffè Corsini partecipa per la prima volta alla 34° edizione del Sigep a Rimini. La manifestazione più importante al mondo nel settore della gelateria artigianale, del dolciario artigianale e del caffè (www.sigep.it).

Sarà una vetrina di presentazione dei nuovi sviluppi che l’azienda sta portando avanti, sia nel settore di caffè speciali che dei nuovi modi di estrazione del caffè.

Caffè Corsini, tra le prime a lanciare sul mercato internazionale la linea di caffè monorigine con la Compagnia dell’Arabica

Sta proseguendo nella sua attività di ricerca, recandosi nei paesi di origine e parlando direttamente con i produttori. Un modo di essere sempre informati sulle condizioni di lavoro, monitorando la qualità e operando al meglio per scegliere sempre i caffè migliori.

In degustazione al Sigep tre miscele diverse del Costa Rica

Un’anteprima di quello che la Corsini lancerà a breve sul mercato. Provenienti da tre fattorie (finca) differenti, sono i caffè della Finca Cuminate, nella regione west valley, a 1625 metri sul livello del mare. Ottenuto con processo fully washed and sun dried; quello della Finca Las Lajas, nella central valley, a 1500 metri, processo red honey; e il terzo, della Finca Miguel Rojas, nella western valley, a 1700 metri, processo yellow honey.

Caffè Corsini è stata fondata ad Arezzo nel 1950 da Silvano

Che da un piccolo laboratorio artigianale di lavorazione del caffè ha creato una delle più importanti torrefazioni italiane nel mondo. È presente attualmente con i suoi prodotti in oltre 60 paesi del mondo, nei department store più importanti. Da Harrods a Londra alla Galeries Lafayette a Parigi, ai Magazzini Gum a Mosca; oltre a tutte le catene di supermarket in Italia.

LINDT & SPRUENGLI – +7,3% fatturato grazie ai mercati chiave

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Lindt & Spruengli
Lindt logo

MILANO – L’anno scorso il gruppo del cioccolato Lindt & Spruengli ha registrato un progresso del 7,3% del fatturato in franchi svizzeri a 2,6 miliardi (2,1 miliardi di euro) e del 6,8% in valuta locale. Grazie in particolare al buon andamento dei suoi mercati chiave in Europa.

Lindt & Spruengli sotto un segno positivo

Lo ha comunicato il produttore elvetico di cioccolato, che per l’utile operativo 2012 ha detto di stimare una crescita superiore a quella del fatturato. E quindi nella parte superiore della forchetta finora prevista tra 20 e 40 punti base.

In Europa i maggiori progressi sono stati registrati in Germania, Francia e Regno Unito

Mentre in Italia è stato registrato un calo del fatturato «a causa delle grandi difficoltà a livello economico».

In Nordamerica lo sviluppo era superiore a quello del mercato e anche la crescita in Nordamerica e Asia era soddisfacente.

Il gruppo  elvetico, nell’ambito della sua espansione geografica, ha anche creato l’anno scorso nuove filiali a Shangai e a Mosca.  «per consolidare la propria presenza su questi promettenti mercati». 

SIGEP 2013 – Oggi le finali del CIBC Campionato Italiano Baristi Caffetteria valido per il WBC (World Barista Championship)

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MILANO -E semifinali C.I.L.A Campionato Italiano Latte Art Saranno visibili in streaming al link seguente.

RIMINI – Si svolgeranno oggi le finali del CIBC Campionato Italiano Baristi Caffetteria valido per il WBC (World Barista Championship)

Semifinali C.I.L.A: ecco i 6 finalisti che si sfideranno per il titolo del campione

 

FRANCESCO SANAPO

EDDY RIGHI

GIACOMO VANNELLI

LUCA MOSCONI

ANGELO SEGONI

DAVIDE CAVAGLIERI

La gara consiste nel preparare, in un tempo massimo di 15 minuti, 4 espressi – 4 cappuccini e 4 bevande analcoliche personalizzate a base espresso

Da servire poi ad una giuria formata da esperti giudici degustatori.

Le regole della gara sono le stesse del WBC. (World Barista Championship – Campionato Mondiale Baristi). Quindi è una vera e propria “Olimpiade del Barista”, competizione patrocinata da Scae. (Speciality Coffee Association of Europe). E Scaa (Speciality Coffee Association of America).

Programma di oggi

SEMIFINALI C.I.L.A Campionato Italiano Latte Art

FINALI CIBC Campionato Italiano Baristi Caffetteria

Mattina: Briefing con i concorrenti ed i giudici C.I.L.A. (Campionato Italiano Latte Art);

Art bar LATTE ART con tutti i finalisti

FINALI CIBC Sessione 1: gareggia il primo gruppo di concorrenti

Pausa Pomeriggio

FINALI CIBC Sessione 2: gareggia il secondo gruppo di concorrenti

Premiazioni CIBC

CILACampionato italiano Latte Art

valido per il WLAC (World Latte Art Championship)

Max 10 partecipanti

In questo tipo di gara i concorrenti dovranno dare prova della loro abilità manuale e del loro spirito artistico.

I partecipanti dovranno superare varie fasi fino alla finale, dove giungeranno

i sei migliori concorrenti.

Qui, nel tempo massimo di otto minuti si dovranno preparare due caffè latte identici, due latte macchiati caldi identici e due bevande personalizzate identiche da presentare a 2 giudici visual, 1 giudice tecnico ed un capo giuria.

Sono convocati alle semifinali C.I.L.A:

Chiara Bergonzi

Giuseppe Musiu

Emilio Repetti

Fabio Fabbri

Marco di Lecce

Francesco Masciullo

Domani

FINALI C.I.L.A Campionato Italiano Latte Art

FINALI CICS Campionato Italiano Coffee in Good Spirits

Mattina Briefing con i concorrenti ed i giudici C.I.L.A (Campionato Italiano Latte Art) e CICS (Campionato Italiano Coffee in Good Spirits)

CICS Campionato Italiano di Coffee in Good Spirits valido per il WCIGS (World Coffee in Good Spirits Championship)

Max 10 partecipanti

La gara si compone di due fasi distinte, una preliminare ed una fase finale.

I concorrenti durante il turno preliminare hanno 5 mi-nuti per la preparazione e 8 minuti di tempo per produrre quattro bevande: due caffè caldi a base di alcool (uguali), e due caffè freddi a base di alcool (uguali).

La bevanda deve essere a tema con il paese che ospita il Campionato.

I migliori sei concorrenti si sfideranno nel turno finale in cui sono chiamati a produrre quattro bevande: due irish Coffee e due caffè caldi o freddi a base di alcool.

Iscritti alle semifinali C.I.C.S:

Francesco Corona

Davide Berti

Cristian Gabrielli

Onorio Tantalo

Marco Poidomani

Gianluigi Mastroleo

Sessione 1: gareggia il primo gruppo di concorrenti della giornata CILA e CICS Pausa Pomeriggio

Sessione 2: gareggia il secondo gruppo di concorrenti della giornata

CILA e CICS

Premiazioni CILA

Premiazioni CICS


Mercoledì

Incontri e Whorkshop con esperti del settore

 

ALLARME ROYA – Il proliferare della ruggine del caffè mette a rischio la produzione di numerosi paesi latino americani, con danni potenziali per centinaia di milioni di dollari José Buitrago (Excan): “Necessarie misure immediate o la situazione si aggraverà” Summit di emergenza delinea le linee di intervento a breve e le strategie di lungo periodo

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roya ruggine del caffè
Una foglia attaccata dalla ruggine del caffè

MILANO – È sempre più emergenza in centro America per il proliferare della roya. Favorita da fattori climatici- ma anche, secondo alcuni esperti, dalla minor resistenza degli arbusti dovuta alla ridotta diversificazione genetica –l’Hemileia vastatrix – nota anche come Ruggine del caffèRoya (ruggine in spagnola, ndr.) o Coffee Leaf Rust disease in inglese –. Ovvero una delle malattie crittogamiche più devastanti tra quelle che colpiscono gli arbusti di arabica. E che rischia di compromettere, sin da questa stagione, raccolti ed export di numerosi produttori latino americani. Con ripercussioni gravi sull’economia e sulle vite di milioni di persone.

Roya, un nemico della pianta

L’allarme è stato lanciato sin dall’autunno scorso da varie associazioni e istituzioni di ricerca. E trova conferma in numerosi report, che circolano da settimane tra gli addetti ai lavori. Come pure in vari reportage giornalistici diffusi in questi giorni.

Il fungo ha cominciato a diffondersi a settembre

Quindi prima dell’inizio della stagione di raccolta. Le alte temperature e la siccità, ma anche le scarse misure di prevenzione, ne hanno favorito la diffusione.

“Chi più chi meno, tutti stanno ne pagando le conseguenze.” Così ha dichiarato il direttore generale dell’associazione delle aziende di lavorazione ed esportazione del caffè di El Salvador (Abecafé), Marcelino Samayoa.

“La situazione è veramente seria – afferma ancora senza giri di parole, in un’intervista il presidente dell’associazione degli esportatori del Nicaragua (Excan) José Buitrago. – E peggiorerà ulteriormente se non si adotteranno misure immediate”.

Non tutti i produttori però dispongono delle risorse necessarie per poter attuare delle efficaci pratiche di difesa delle colture

Anche perché i costi continuano a lievitare. Mentre i prezzi hanno registrato un andamento quasi costantemente al ribasso nei 12 mesi trascorsi.

I margini sempre più ristretti fanno sì che anche la spesa per un normale trattamento con fungicidi rameici risulti proibitiva per una parte cospicua dei produttori.

A conferma dell’aggravarsi del fenomeno, si è svolto, la scorsa settimana, a San Salvador un summit di emergenza a porte chiuse. Con la partecipazione di rappresentanti ufficiali dei governi dei cinque paesi produttori “centro americani”. (Costa Rica, El Salvador; Guatemala, Honduras Nicaragua), del Messico e della Repubblica Dominicana.

Scopo: fare il punto sulla situazione, coordinare gli interventi immediati

Infine definire una strategia comune di lungo termine per far fronte al proliferare della malattia, che non conosce, chiaramente, confini. I dati diffusi dai media, dalle associazioni e dalle istituzioni consentono di tracciare un primo bilancio parziale. Da prendere, naturalmente, con un certo beneficio di inventario.

Nel Salvador, circa il 40% degli arbusti sarebbe stato infestato dalla roya

Questo stando a dati forniti da Abecafé e riportati in un comunicato ufficiale dell’assemblea legislativa nazionale. Governo e istituzioni di supporto tecnico invitano i produttori a rimuovere le foglie infette. Oltre che ad adottare corrette pratiche agricole e di profilassi fitosanitaria, ma l’attuazione delle misure è resa difficile dalla sottocapitalizzazione del settore nel quale prevale la piccola proprietà.

Secondo la Fundación Salvadoreña para la Investigación del Café, i prossimi raccolti potrebbero venire ridotti del 30-40%

Il caffè costituisce circa il 7% dell’export totale del paese, per un valore che ha raggiunto, nel 2011/12, i 311,60 milioni di dollari. La coltura si estende su 161 mila ettari e impiega direttamente oltre 100 mila persone.

Le associazioni dei produttori e degli esportatori del Nicaragua stimano in circa 350 mila sacchi il danno arrecato dalla roya al raccolto 2012/13.

Si calcolano sin d’ora conseguenze gravi a carico di almeno un terzo dell’ettaraggio totale. E la situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente in assenza di misure immediate, ha dichiarato José Buitrago.

Secondo il ministro dell’agricoltura Ariel Bucardo, la ruggine è stato “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”

Aggravando i preesistenti ritardi strutturali del comparto, in particolare i problemi legati alla scarsa produttività, all’elevata età media degli arbusti e alle pratiche inadeguate.

In Guatemala, Anacafé calcola in misura pari al 15% (contro un 6% inizialmente indicato) il potenziale impatto negativo della roya sulla previsioni produttive per l’anno in corso.

“Prevediamo un calo di circa 530 mila sacchi rispetto al raccolto precedente. Con riflessi negativi sull’economia nazionale.” ha dichiarato il presidentedell’associazione Nils Leporowskim.

Secondo gli studi realizzati da Anacafé

Circa 193.200 ettari, su un totale di 276 mila, sarebbero contaminati. Colpiti oltre 60 mila produttori, in massima parte medio-piccoli.

Per far fronte all’emergenza, il settore chiede ora il ricorso a uno speciale fondo di crisi del valore di 50 milioni di dollari – attivato presso il Banco de Guatemala nei primi anni duemila – per finanziare, con una quarantina di milioni di dollari, una campagna nazionale di lotta alla ruggine del caffè. Comprendente attività di formazione e finanziamenti speciali per l’acquisto di fungicidi e fertilizzanti.

Il tempo stringe – affermano i vertici di Anacafé

-Poiché queste misure vanno attuate entro aprile per essere efficaci. In caso contrario, il calo produttivo potrebbe raggiungere, nel 2014, il 40%. E le ricadute, sia economiche che sociali, sarebbero letali.

Il settore del caffè costituisce quasi il 3% del pil guatemalteco e impiega mezzo milione di addetti. Nel 2011/12, il valore delle esportazioni ha sfiorato il miliardo di dollari.

Questo mese, Anacafé ha già ridotto di mezzo milione di sacchi le sue previsioni sull’export 2012/13, stimato ora in 3,1 milioni di sacchi.

A dicembre, le esportazioni sono state di 140.369 sacchi, in calo del 21,3% rispetto allo stesso mese del 2011

Bilancio pesante anche in Honduras, attualmente il massimo produttore dell’area. Secondo il direttore dell’istituto onduregno del caffè (Ihcafe),Víctor Molina, la roya potrebbe causare la perdita di circa il 10% del prossimo raccolto. Stimato in oltre 6 milioni di sacchi.

Nel 2011/12, il caffè ha portato nelle casse dell’Honduras qualcosa come 1,44 miliardi di dollari

Circa quindi il 30% delle piantagioni (di cui il 10% in forma grave) risultano colpite in Costa Rica dall’Hemileia vastatrix. Secondo le cifre ufficiali diffuse mercoledì dal governo.

Il ministro dell’agricoltura Gloria Abraham ha annunciato il varo imminente di un decreto recante misure d’urgenza a sostegno del settore caffeario.

Infestazioni da roya sono state individuate, sin dal settembre scorso, anche nel Chiapas; massimo stato produttore del Messico, in una zona prossima alla frontiera con il Guatemala.

A detta del direttore delle operazioni di Amecafé Rene Avila, esse non appaiono destinate a impattare il raccolto di quest’anno. Che l’associazione prevede in forte crescita, ma potrebbero avere conseguenze su quello successivo. Secondo Avila, le ricerche hanno dimostrato che il fungo è di una “varietà particolarmente aggressiva e il suo comportamento è atipico”.

Tornando al summit di San Salvador

I partecipanti hanno definito le linee guida di una strategia regionale di lotta alla roya, i cui dettagli verranno formalizzati il prossimo mese.

Secondo quanto anticipato ai media da alcuni specialisti è prevista, in particolare, l’accelerazione degli interventi di rinnovo delle colture con varietà selezionate, sulla falsariga di quanto si sta facendo in Colombia. Dove ben 180 mila ettari sono stati rinnovati, negli ultimi 2 anni, con varietà resistenti alla ruggine.

La ruggine del caffè venne osservata per la prima volta nel 1861

Da un esploratore britannico nella regione del Lago Vittoria, in Kenya. Nel 1869, il fungo attaccò le piantagioni di caffè di Ceylon (l’odierno Sri Lanka). Distruggendole completamente nel giro di un decennio. A partire dagli anni venti del novecento, la crittogama ha avuto diffusione su larga scala in Africa e parte dell’Asia.

La prima osservazione nelle Americhe è avvenuta nel 1970

Nello stato brasiliano di Bahia. A metà anni ottanta, il fungo risultava diffuso in tutti i principali paesi produttori del continente. Secondo quanto scrive il saggio “Il Caffè. Produzione” di Pasquale Pallotti, opera di riferimento per tutti gli operatori del settore, consultabile in versione integrale sul nostro sito, l’Hemileia vastatrix è una delle più gravi malattie crittogamiche nelle zone calde umide di bassa altitudine e arreca gravissimi danni.

Attacca l’apparato fogliare

Dove, nella pagina inferiore, si presenta inizialmente con macchie arrotondate pallide e traslucide che, in pochissimi giorni, diventano gialloarancio. A seguito della produzione di spore. Le quali sono normalmente diffuse dalla pioggia.

Le foglie severamente attaccate muoiono e cadono. Lasciando le ciliegie prive di nutrimento e un tipico tappeto di foglie morte sul terreno.

Questa crittogama si controlla con trattamenti preventivi e tecniche agronomiche come il controllo delle infestanti, una potatura che favorisca l’arieggiamento della pianta e conseguentemente il rapido asciugamento del lembo fogliare durante i periodi di infezione.

Negli ultimi anni sono state selezionate diverse varietà di caffè resistenti alla ruggine.

Tutti i dati riportati in questo articolo sono espressi in sacchi da 60 kg.