lunedì 12 Gennaio 2026
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Gli scherzi di Steve Jobs: dalla telefonata al Papa ai 4000 caffè da portar via

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steve jobs

MILANO – Visionario, comunicatore, perfezionista, innovatore ecc. ecc. Gli attributi di Steve Jobs sono tantissimi ma il co-fondatore di Apple era prima di tutto un gran burlone.

Fin dai primi anni di Apple, insieme a quell’altro buontempone di Steve Wozniak, il giovane Jobs ne ha combinate di tutti i colori. Vediamo di seguito i migliori scherzi della sua vita, dalla finta chiamata al papa ai 4000 caffè ordinati da Starbucks il giorno della presentazione del primo iPhone.

Steve-Jobs

“Bravo Fabio”, a Ballarò la storia del “Caffè solidale”. Al termine della trasmissione Giovanni Floris ha raccontato la storia del mendicante rapinato e dell’iniziativa di Fabio Paticella per raccogliere i soldi per lo straniero

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MILANO – Il “caffè solidale” riceve anche i complimenti di Giovanni Floris, al termine di Ballarò. L’iniziativa era stata organizzata da Fabio Paticella. Il saronnese gestore di un bar che ha avviato un’iniziativa solidale per raccogliere i 150 euro che erano stato rubati a un mendicante di origine bengalese.

Bravo Fabio, il riconoscimento televisivo

Un uomo di 35 anni, che era stato aggredito e rapinato mentre chiedeva l’elemosina, soldi che avrebbe dovuto mandare alla famiglia rimasta in Bangladesh. Paticella ha così deciso di avviare l’iniziativa del “Caffè solidale”. Un appuntamento tramite il quale tutto il ricavato di tutti i caffè che venivano consumati nel suo bar sarebbe stato donato al 35enne. Fino al raggiungimento della somma che gli avevano derubato.

La cifra è stata raggiunta in poco tempo 

E la storia è finita su Ballarò, il programma di Raitre andato in onda martedì sera, 22 gennaio. A ringraziare Paticella è stato lo stesso conduttore, Giovanni Floris. Il quale ne ha raccontato in breve la storia: “ Bravo Fabio e buonanotte a tutti”. Ringraziando anche tutti i saronnesi che sono accorsi a prendere il “caffè solidale”.

 

FERRERO – Fatturato 2012 in crescita

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Ferrero Italia premio ferrari
Un'immagine della sede Ferrero di Alba

MILANO – Nell 2012 il gruppo Ferrero ha registrato un fatturato in crescita nel mercato del nostro paese dell’1,9% a 2,55 miliardi di euro.

Gruppo Ferrero avanti tutta

Secondo quanto reso noto dall’impresa, Estathè, Nutella e Kinder Bueno hanno registrato, all’interno dei confini nazionali, volumi in crescita. Rispettivamente del 4,3%, del 2,8% e dell’1,7% rispetto all’esercizio precedente.

Per quanto riguarda l’utile chiuso al 31 agosto 2012, è stato registrato in flessione a 95,9 milioni di euro. Quindi in diminuzione dai 110,7 milioni di euro dell’anno precedente, dovuto essenzialmente al forte aumento del costo delle materie prime.

L’azienda ha anche reso noto di aver esportato i prodotti italiani in oltre settanta Paesi nel mondo. Conseguendo nell’esercizio ricavi pari a 749 milioni di euro.

Vending, il boom del “bar automatico” 6 miliardi di consumazioni nel 2012

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MILANO – Ora la crisi ha rallentato un po’ l’Italia ma le imprese stanno cercano nuovi mercati all’estero. 500 aziende, 2,5 milioni di distributori, 30 mila addetti e 2,6 miliardi di ricavi. In più il 25% delle macchine erogatrici attive in tutta Europa sono made in Italy. I maggiori protagonisti. Sulle pagine dell’inserto Economia & Finanza del quotidiano La Repubblica, é stato pubblicato lunedì un articolo, firmato da Christian Benna, che analizza la situazione della distribuzione automatica in Italia. 

Ve lo proponiamo.

 LUCIO-PINETTI

COLOMBIA – Fedecafé punta a riportare la produzione a 18 milioni di sacchi. Prosegue il programma di rinnovo colturale oltre la metà dell’ettaraggio totale è costituito ormai da varietà resistenti alla roya. Il direttore esecutivo di Fedecafé Muñoz: “Grazie a questi interventi evitata una catastrofe nazionale”

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Fedecafé Colombia
Fedecafè Colombia

MILANO – Rinnovare fino al 90% degli arbusti entro il 2016 e portare le superfici coltivate a oltre un milione di ettari, con l’ambizione di raggiungere una produzione di 18 milioni di sacchi. È l’obiettivo delineato dal direttore esecutivo della federazione nazionale dei produttori di caffè della Colombia (Fedecafé) Luis Genaro Muñoz Ortega.

Fedecafé puntava a portare la produzione ad almeno 16-17 milioni di sacchi già entro i primi anni di questo decennio

Così prevedeva infatti l’originario piano di rinnovo, messo a punto a metà anni duemila, rivelatosi però insufficiente e inadeguato. Tanto che la federazione si è ritrovata costretta a ridefinire in corsa strategie e obiettivi, dovendo fare i conti oltretutto con le anomalie climatiche e con il proliferare della roya, sempre più aggressiva anche in fasce di altitudine considerate un tempo sicure.

Per quest’anno, Fedecafé spera di riportare la produzione ad almeno 10 milioni di sacchi riducendo il divario rispetto alle medie storiche del decennio trascorso

Ma rimane prudente nelle stime, visto che, negli ultimi anni, le previsioni di inizio stagione sono state puntualmente smentite dalla dura realtà dei dati a consuntivo. A inizio 2012, ad esempio, i produttori colombiani avevano previsto, per l’anno solare, una produzione compresa tra i 9 e i 10 milioni di sacchi. La stima è stata poi rivista per due volte al ribasso nei mesi successivi.

E alla fine il raccolto è stato di soli 7,7 milioni di sacchi

Quindi addirittura inferiore a quello del 2011 (7,8 milioni). Per trovare dati peggiori bisogna risalire nel tempo addirittura alla metà degli anni settanta. E il dato sarebbe stato ancora peggiore se l’anno non fosse terminato su una nota positiva. Con la produzione di dicembre a oltre 900 mila sacchi, in forte ripresa (+23%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

I risultati sono stati negativi anche sul fronte dell’export

Che ha subito un calo sull’anno del 7%, per un totale di appena 7,2 milioni di sacchi. Il punto Nel 2012, la Colombia ha continuato a investire massicciamente nel rinnovo delle piantagioni, con arbusti più produttivi e resistenti alla ruggine del caffè.

Secondo un comunicato diramato ieri dalla federazione, gli interventi hanno interessato l’anno passato 117.236 ettari. Quindi rinnovati per il 94% con cultivar “di ultima generazione”. A prova quindi di Hemileia vastatrix e maggiormente adattabili ai rigori climatici.

La strategia di riconversione adottata da Fedecafé

Ha consentito di ridimensionare fortemente l’impatto della roya, che sta invece proliferando in America centrale. Grazie al rinnovo – si legge ancora nel comunicato – l’incidenza della ruggine del caffè è passata da una media nazionale del 33%, nel novembre 2010. A meno del 5% alla fine dell’anno appena concluso.

Tanto che molti paesi – ha dichiarato Muñoz – nell’affrontare questa malattia crittogamica stanno studiando le strategie di difesa integrata adottate dalla Colombia.

Negli ultimi due anni

L’ettaraggio rinnovato è ammontato a 234 mila ettari. Lo sforzo finanziario compiuto l’anno passato è stato ancora più rilevante. A fronte della caduta dei corsi internazionali del caffè e del calo della produzione. Che hanno ridotto di quasi un terzo il valore del raccolto, passato da 5 miliardi di dollari del 2011 a 3,4 del 2012.

Considerando i costi sostenuti, l’investimento nel rinnovo delle colture sostenuto l’anno passato è stato pari al 23% del valore del raccolto. Contro il 15% di 2 anni fa.

Le superfici coltivate a caffè

Sono pari attualmente a 930 mila ettari, di cui oltre la metà (54%) rinnovati con varietà resistenti alla roya. Contro appena il 30% nel 2008. Nonostante le perduranti difficoltà economiche è in programma per quest’anno il rinnovo di ulteriori 100 mila ettari.

Evitata la tragedia “Se non avessimo rinnovato le colture a questi ritmi avremmo rischiato una tragedia nazionale. – ha dichiarato Muñoz –  Circa il 70% delle piantagioni erano vulnerabili agli inverni rigidi e praticamente per 3 anni abbiamo avuto problemi climatici legati al fenomeno della Niña. Oltretutto, l’età media delle piante era diventata elevata”.

“Da questo momento in poi contiamo di crescere in termini di produzione e produttività. Se il mercato ce lo consentirà espanderemo le superfici coltivate a oltre un milione di ettari. In modo da riuscire a produrre sino a 18 milioni di sacchi all’anno”.

Effetto cambio L’effetto della caduta dei prezzi è stato amplificato dalla forte rivalutazione registrata dalla moneta colombiana.

La conseguenza è stata un calo di quasi il 38% del prezzo interno medio pagato ai produttori

Passato da 886.500 a 550.000 pesos (circa 232 euro) per carga (125 kg). La situazione così ha indotto il governo a stanziare, a fine novembre, 44 milioni di dollari. A copertura di un programma di sostegno ai coltivatori, che prevede il pagamento di un sussidio di 60.000 pesos per carga.

Il settore del caffè è stato tra quelli maggiormente penalizzati dalla forza della moneta nazionale; che si è rivalutata di oltre il 9% nel corso del 2012 nonostante gli interventi della banca centrale e del governo.

NUOVA SIMONELLI – Espresso ideas 9-10: Ricerca, tecnologia, competizione per costruire il futuro

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espresso ideas

MILANO – “Costruire il futuro insieme” questa la chiave di lettura della nuova edizione di Espresso ideas. Il magazine curato dalla Nuova Simonelli. Lo sottolinea, nel suo editoriale il direttore Maurizio Giuli che, per trasmettere i valori positivi e propositivi su come affrontare il futuro, cita Tim Cook , CEO di Apple. Il quale afferma “Noi il futuro non lo prevediamo, ce lo costruiamo”.

Espresso ideas, per costruire occorre innanzitutto avere “conoscenza”

Così l’edizione 09-10 di Espresso ideas affronta una serie di argomenti che, nell’illustrare la strada avviata da Nuova Simonelli, intendono proporre informazioni utili agli operatori dell’industria del caffè.

La copertina con la formula chimica della caffeina in primo piano

Anticipa uno dei topic centrali dell’edizione: l’analisi degli effetti che, i due parametri chiave dell’estrazione dell’espresso – temperatura e pressione –, esercitano sulla qualità chimica della bevanda.

Nell’intervista all’equipe di ricercatori universitari, che sta curando, insieme alla Nuova Simonelli, uno studio. Volto a definire le condizioni ideali per conseguire l’estrazione qualitativamente eccellente, vengono fornite le prime conclusioni del lavoro.

Espresso ideas è anche confronto ed esperienza

In questa edizione propone le interviste di tre Baristi campioni del mondo: Raul Rodas (2012 WBC champion), Alejandro Mendez (2011 WBC champion) e Chris Loukakis (2011 Latte Art champion).

Si parla anche del futuro dei campionati baristi

Con quattro fra i massimi esperti delle competizioni – Sonjia Björk Grant, Cindy Chang Ludviksen, Scott Conary e Bren Fortune. – i quali descrivono cosa è cambiato e le prospettive future dei campionati del World Coffee Event.

Espresso ideas ci ha anche abituati a esplorare “idee” provenienti da altri settori

Così si alternano articoli sulla cucina molecolare, sui sigari, su un’architettura sostenibile, sulle differenze di genere nel mondo del business. Ma anche sui nuovi prodigi della Realtà Aumentata, in cui la visione del mondo dell’utilizzatore viene ‘aumentata’ da oggetti virtuali che forniscono informazioni supplementari all’ambiente reale.

Le idee spesso si traducono in nuove soluzioni

Così il magazine illustra anche come Nuova Simonelli ha sfruttato la “realtà aumentata” nel realizzare il proprio show room. Nella sezione ‘Wellness’ il lettore potrà passeggiare all’interno dei giardini giapponesi. Capaci di rigenerare mente e corpo.

E sicuramente sarà piacevole scorrere le pagine della storia di Nuova Simonelli in un articolo che presenta il libro dedicato ai suoi 75 anni di attività. Dal passato si torna al presente in un originale ed interessante dossier sul connubio fra moda e hotellerie.

Il futuro tecnologico è affidato all’innovativa tecnologia T3, che ha decretato il successo della Aurelia II alle ultime selezioni del WBC

Espresso ideas offre una descrizione dettagliata di questa tecnologia, illustrandone i segreti insieme ai vantaggi che è in grado di apportare ai baristi più esigenti.

Anche questo è, per Nuova Simonelli, costruire il futuro.

CENTRO AMERICA – Caffè arabica, a rischio il 35% della produzione. Questa volta il responsabile è il fungo della cosiddetta ruggine

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caffè arabica
Arbusti di Coffea Arabica

MILANO – Un nuovo allarme negli ultimi mesi, sempre da istituti scientifici e da congressi specializzati, per il caffè Arabica. Cioè la più apprezzata dagli amanti del caffè.

Caffè Arabica, come se la cava la produzione centroamericana

E in particolare le coltivazioni di Honduras, Guatemala, Nicaragua, Salvador, Costa Rica e Panama, deve affrontare l’emergenza “fungo della ruggine“. Un parassita particolarmente vorace che ha già fatto danni a più di un terzo delle coltivazioni.

Questo fungo, che deve il suo nome al colore che dà alle foglie, ha colpito il 35% dei 958.000 ettari coltivati a caffè nell’area centroamericana

Secondo fonti del settore consultati dall’agenzia francese Afp. La perdita totale in America Centrale è stimata in due milioni di sacchi di 46 chili per l’anno caffè. Nel periodo che va ottobre 2012 a settembre 2013, per un danno da circa 3 milioni di dollari.

«La situazione è grave» e «se non si prendono provvedimenti che peggiorerà». Così avverte José Buitrago, presidente dell’Associazione degli esportatori di caffè del Nicaragua. Uno dei paesi più colpiti dalla «Hemileia vastatrix», capace di decolorare e mangiare lentamente il fogliame delle piantagioni.

Nei sei Paesi colpiti l’industria del caffè dà lavoro a oltre 1,5 milioni di addetti

Oltre alle centinaia di migliaia di altre persone che sopravvivono grazie all’indotto al momento del raccolto, in una regione tra le più povere al mondo. Ora sono a repentaglio circa 200.000 posti di lavoro, secondo l’Associazione Caffè Nazionale (Anacafè). È da settembre 2012 che il fungo ha iniziato a diffondersi, principalmente a causa della mancanza di prevenzione, ma anche a causa del calore e siccità causata dal riscaldamento globale che colpisce la regione, spiegano gli esperti.

A novembre l’allarme-estinzione per l’Arabica per effetto dei cambiamenti climatici

Fu lanciato, sulle pagine di Plos One, da uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori dei giardini botanici reali di Kew, in Gran Bretagna, in collaborazione con ricercatori etiopici.

 

DA FERRERO – Novità Fiesta caffè ma inadatta ai bambini. Contiene il 13% di caffè mentre il liquore arriva all’8 per cento

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MILANO – La nuova Fiesta Ferrero al caffè ben visibile sugli scaffali dei supermercati grazie agli espositori dedicati alle promozioni, attira l’attenzione. La scritta a caratteri cubitali “Novità edizione limitata”, invoglia a provare qualcosa che non sappiamo per quanto tempo rimarrà lì ad aspettarci.

Fiesta è venduta allo stesso prezzo di quella tradizionale

Anche se pesa un po’ di meno, quella classica arriva a 40 grammi, mentre la merendina al caffè messa sulla bilancia misura 36 grammi. La differenza di prezzo al chilo e di un euro circa: 9,78 € al kg contro 8,80 della versione classica. Da un punto di vista nutrizionale le calorie riferite a 100 g sono pressoché identiche  (426 contro 429 ).

Secondo quanto riportato sull’etichetta l’estratto di caffè liquido  rappresenta il 13% degli ingredienti

Mentre il liquore arriva all’8%, poco meno della  Fiesta classica (8,5%). Anche per questo prodotto vale dunque quello che abbiamo già detto in un altro articolo,  evidenziando che non si tratta di fuori pasto per bambini. Tanto che la dicitura sulla confezione parla di “Tortina al caffè con liquore ricoperta al cacao magro.

Prodotto di pasticceria” e non di merendina

L’immagine sull’etichetta frontale della tazzina di caffè fumante rimanda con certezza ad un consumatore adulto, anche se è lecito chiedersi se questo elemento è sufficiente visto che molte mamme considerano erroneamente il prodotto adatto ai bambini.

C’è un altro aspetto da considerare, Fiesta al caffè  contiene caffeina e sulla confezione non c’è alcuna segnalazione che avvisa le donne in gravidanza.

 

Fonte: Il Fatto alimentare

SALUTE – Negli Usa +100% visite pronto soccorso per abuso di bibite energizzanti: sotto accusa caffeina e guaranà

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Un cambio di abitudini nei consumi negli Stati Uniti

MILANO – Se se parla molto ma ora una notizia mette nero su bianco il pericolo. Stiamo parlando dell’abuso di bevande energeti che tra i giovani ha fatto raddoppiare il numero di visite ai pronto soccorso americani, passate dalle 10.068 del 2007 alle 20.783 del 2011.

A registrare l’impennata delle richieste d’aiuto, frutto di un consumo eccessivo di ‘energy drink’, è il report dell’agenzia governativa Substance Abuse and Mental Health Services Administration (Samhsa).

Bevande energetiche: cosa dicono gli studi

Gli esperti hanno definito questo tipo di prodotti «una preoccupazione costante per la salute pubblica». L’indagine suggerisce anche «una crescente propensione all’abuso di queste bevande e una diffusione sempre maggiore tra i maschi nelle fascia d’età tra i 18 e i 25 anni».

Sotto accusa secondo il report del Samhsa la caffeina e il guaranà

Contenuti in molti di questi prodotti. «Consumare grandi quantità di caffeina – sottolinea la ricerca – può causare effetti come: insonnia, nervosismo, mal di testa; battito cardiaco accelerato e in alcuni soggetti anche le convulsioni».

I ricercatori del Samhsa precisano poi che «la quantità totale di caffeina contenuta in una confezione o in una bottiglia di queste bevande energetiche varia da circa 80 a più di 500 milligrammi (mg). Contro circa 100 mg di una tazza di caffè o 50 mg di una lattina di cola».

ADEMATHE – Corsi di formazione – anno accademico 2013. Gli unici corsi in Italia per entrare a pieno titolo nel settore professionale del Tè

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