lunedì 12 Gennaio 2026
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World Chocolate Masters, super il pasticcere salentino Gianluca Cuna

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gianluca cuna

LECCE- Gianluca Cuna, pasticcere di 26 anni, originario di Galatina, ha conquistato il secondo posto nella finale italiana del World Chocolate Masters. (WCM – campionato mondiale di cioccolateria) 2013 “Barry Callebaut”. Che si è svolta nei giorni scorsi al Sigep di Rimini.

Con la sua “piece” dedicata all’architettura genetica dall’uomo vitruviano fino a Karl Chu (il tema della competizione era “L’Architettura del gusto”), ha stupito le giurie tecnica e degustativa composte dalle migliori personalità della pasticceria mondiale. Solo 0,75 punti lo hanno separato dal vincitore. Il dessert a base di olive celline, omaggio al “suo” Salento, è risultato invece il più votato.

Gianluca Cuna lavora presso la pasticceria “Dolci Fantasie” di Antonio Catamo a San Cassiano (Le)

Si è guadagnato il diritto di gareggiare a Rimini dopo aver trionfato, il 16 ottobre scorso, nelle pre-selezioni nazionali del WCM che per la prima volta si sono svolte a Lecce nell’ambito della settima edizione di Agrogepaciok. 

Salone nazionale della gelateria, pasticceria, cioccolateria e dell’artigianato agroalimentare promosso dalla Camera di Commercio di Lecce. (in collaborazione con Confartigianato Imprese, Confcommercio, Confesercenti, Cna, UnionAlimentari Confapi e Coldiretti) e organizzato dall’agenzia Eventi Marketing & Communication.

Agrogepaciok ha assicurato tre finalisti su otto nell’importante gara organizzata da Barry Callebaut

Oltre a Cuna, anche Massimiliano Baglivo, di Galatina, titolare della pasticceria “Dolci e dintorni” (quinto posto), e Fabio Ravone, di Brindisi. Titolare della pasticceria “Dolci creazioni” di prossima apertura. Che si è aggiudicato il settimo posto nella classifica generale e il primo posto per la “miglior pralina”.

Un risultato straordinario, motivo d’orgoglio per l’artigianato locale 

Nonché per l’intero territorio salentino, reso possibile soprattutto grazie all’impegno della Camera di commercio di Lecce e del suo presidente Alfredo Prete. Il quale sin dal primo anno ha creduto nell’importanza di Agrogepaciok e nel suo obiettivo prioritario di avvicinare i giovani all’artigianato attraverso il binomio esposizione-formazione.

Dopo sette edizioni di grande successo, infatti, Agrogepaciok continua a crescere e ad imporsi nel panorama fieristico nazionale ed internazionale, divenendo evento prescelto per lo svolgimento delle più importanti competizioni del settore.

Un plauso per il sostegno dato al giovane Cuna va fatto anche all’azienda Isolp srl di Corsano referente in zona di Barry Callebaut e all’azienda Dolci Fantasie di Antonio Catamo (stesso proprietario dello storico “Alvino” a Lecce) per aver permesso al ragazzo di prepararsi al meglio per questa competizione così importante.

 

Fonte: il quotidiano di Lecce

Sanapo: le riflessioni del 3 volte tricolore baristi caffetteria. Sul sofferto trionfo a Rimini

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francesco Sanapo
Sanapo racconta la sua ultima avventura

Di Francesco Sanapo

Un titolo migliore non si poteva trovare.

Perché?

Perché è stata una dura lotta fin dall’inizio: tante sono state le persone che, sfidandosi, hanno sottolineato ancora una volta l’amore che nutrono per il proprio lavoro, presentando gare formidabili, frutto di studio e tanta dedizione. Una bellissima finale quella di quest’anno, forse anche la più bella mai avuta finora. 

ristorazione sanapo
Francesco Sanapo

Ciò che quest’anno è apparso subito evidente è stata la grande energia della nuova generazione, ho conosciuto ragazzi animati dalla passione visibile attraverso i loro occhi, ma soprattutto attraverso l’impegno messo nel realizzare le proprie gare, con ottime conoscenze e grandi doti.

Mi riferisco a Angelo Segoni, Giacomo Vanelli, Luca Mosconi che pur essendo alla loro prima finale erano pronti a battersi e a dire la loro.

Straordinaria è stata anche la crescita dell’ormai veterano (anche se a soli 21 anni) Davide Cavallieri: la sua è stata una performance impeccabile, portata a termine con cura e dedizione e con una grande dose di sicurezza, frutto sicuramente di grande lavoro e conoscenza.

Auguro a Davide tanta fortuna perché oltre ad essere un grande professionista è anche un gran bravo ragazzo.

Ma il motivo vero e proprio per cui la mia è stata una vittoria sofferta è un altro: è forse opportuno rinvangare un po’ il passato, tornando indietro a quel lontano gennaio 2009, quando persi la finale per un solo MEZZO PUNTO (forse qualcuno l’ha dimenticato); ero disperato, quasi demoralizzato e non riuscivo a buttare giù la sconfitta, ma poi riflettendoci quel mezzo punto ha scatenato in me la voglia di fare ancora meglio, di migliore laddove avevo toppato e quindi ripresentarmi al campionato successivo portandomi a casa un bel primo posto (2010).

Questo è quello che auguro possa accadere anche al mio amico/fratello Eddy Righi.

Il non aver esultato all’annuncio della mia vittoria è dovuto al fatto che in quel momento il mio pensiero era rivolto a Eddy: è stato come se avessi rubato qualcosa al mio migliore amico, in fin dei conti ci separavano solo 3 punti, perciò avrebbe potuto vincere lui come avrei potuto perdere io, ma la regola vuole un solo vincitore.

Questa sensazione mi è sembrata quasi una verità nel momento in cui ho visto attorno a me veramente poche persone esultare per la mia vittoria e dispiacersi per il secondo posto di Eddy.

Ripeto sono stato io il primo a non gioire, forse proprio perché conosco personalmente l’impegno e la dedizione che Eddy usa nella preparazione delle sue gare.

Poi l’unica persona che con le sue parole è riuscita a farmi accettare la vittoria e quindi a gioire è stato proprio Eddy con le sue parole: “Francesco devi essere felice della tua vittoria perché non hai rubato nulla, è stata veramente una bella sfida…” , ad Eddy poi si sono uniti Mario Pascucci e tutto il team della stessa azienda (siete straordinari) che si sono complimentati con me e con entrambi per il grande spettacolo che abbiamo dato. Ci è stato detto: “Sembrava uno scontro tra titani”…

Non ho rubato nulla e ho vinto questa gara con grandi sacrifici, iniziati lo scorso febbraio quando recatomi in Costa Rica, ho lavorato insieme ad un agronomo e studiato alcuni esperimenti che volevo provare in gara, passando poi gli ultimi tre mesi chiuso in una stanza di 30mq a provare, assaggiare, costruire e smontare la mia performance, tre mesi dove non esistevano orari, la mattina a lavorare per gli altri, la sera a lavorare per me.

Le gare non si vincono senza grande impegno, e soprattutto non si vincono mai da soli, è il risultato di un gruppo di lavoro, e per questo vorrei usare questo post anche per ringraziare loro:

Marco Cremonese: con lui abbiamo studiato l’esatto profilo di tostatura per ogni singolo caffè utilizzato, abbiamo provato numerose curve e temperature confrontandole sempre con il risultato in tazza, perché come dice sempre Marco, l’unico modo per capire come tostare il caffè e assaggiarlo.

Concordo in pieno! Grazie Marco per me sei insostituibile!

Michele Anedotti: mi ha sopportato/supportato, con lui abbiamo valutato ogni singolo aspetto della gara. Abbiamo lavorato sui tempi per capire dove potevamo risparmiare tempo. Abbiamo lavorato su tutto l’aspetto gustativo di ogni singola bevanda. E studiato insieme la presentazione cercando di essere chiari e precisi. Grazie Michele!

Caffè Corsini: per il continuo supporto, perché crede in me e soprattutto perché mi permette di continuare a fare ricerca e a sviluppare nuove idee.

Grazie Patrick!

Exclusive Coffee: Senza di loro non avrei mai avuto l’opportunità di trovare un caffè così straordinario. Grazie Francisco Mena, Wayner and Jota Jota.

Costa Rica CoffeeSHOP: loro sono il miglior punto di riferimento per i migliori caffè del Costa Rica in Europa. Grazie Anahì Paez e Manuel Congosto.

I miei amici Baristi: Lucian Trapanese; Francesco Masciullo; Simone Guidi…

Grazie ragazzi!

Ora bisogna pensare al mondiale dove già so di poter contare sul grande sostegno dell’Acib e del SIGEP. Ma soprattutto so di poter contare anche sull’aiuto del mio grande collega Eddy Righi.

Saremo in due in gara a Melbourne.

Ormai siamo in ballo, perciò balliamo!

 

Per informazioni: www.francescosanapo.com

NUOVA SIMONELLI – Alla fiera Sirha per il campionato francese dei baristi

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SIRHA

BELFORTE DEL CHIENTI – Nuova Simonelli è presente al Salone di Lione (Francia) all’interno del “  SIRHA – Salone internazionale della ristorazione, del settore alberghiero e dell’alimentazione” come partner tecnico del Campionato francese dei Baristi, che si svolge all’interno della manifestazione fieristica, in corso fino a mercoledì. 

Sihra: un evento molto atteso dalla community dell’espresso

Poiché esso designa il barista che rappresenterà la Francia ai prossimi campionati mondiali in Australia. Tutti i concorrenti gareggeranno con la “Aurelia II Competizione T3”. La macchina per caffè espresso sponsor tecnico WBC, che pochi giorni fa Francesco Sanapo. Neo campione italiano, ha definito “di eccellenti prestazioni. In grado di offrire al barista tanta sicurezza, sia in gara, sia nel lavoro”.

Inoltre Nuova Simonelli è presente con le proprie innovative macchine per caffè espresso

Lo stand dell’azienda italiana, oggi presente con i propri prodotti in 115 Paesi di tutto il mondo, è il n. 39 all’interno del padiglione 6J. Tra le macchine proposte ai visitatori del SIRHA figurano l’Aurelia II con tecnologia T3 e la Musica Nuova Simonelli. Nonché la Adonis, anche questa con tecnologia T3, con il marchio Victoria Arduino.

 

Per informazioni: www.nuovasimonelli.it

FRANCIA – Cassazione dà ragione a Nespresso nella causa contro Bodum

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bodum

MILANO – Nuova svolta nella vertenza legale che oppone Nespresso a Bodum in terra francese. La cassazione ha infatti rovesciato l’esito del giudizio secondo grado, che aveva dato ragione a Bodum France riconoscendo il suo diritto alla pubblicità comparativa. Pietra dello scandalo, la discussa pubblicità di una caffettiera french press.

Il claim “Make taste, not waste” e lo slogan “chiaramente il miglior modo di preparare il caffè”

Erano entrambi accompagnati da una serie di immagini nelle quali la caffettiera a pistone della Bodum veniva accostata a un mucchio di capsule usate e deformate. Di aspetto simile a quello dei serving Nespresso.

La pubblicità scatenava le ire della multinazionale svizzera

Che ricorreva alla giustizia sostenendo che essa, pur non menzionando espressamente il nome di Nespresso (e pur esistendo anche altri sistemi a caffè porzionato al di fuori di Nespresso), costituiva un atto di “denigrazione e parassitismo”.

Il tribunale di prima istanza dava ragione a Nespresso

Ma la sentenza poi è stata capovolta dalla corte d’appello. Con la motivazione che la pubblicità si limitava a confrontare opinabilmente due diversi metodi di preparazione del caffè. Il pronunciamento della cassazione annulla, a sua volta, il giudizio reso in appello. Sostenendo che la pubblicità, pur focalizzando soltanto una caratteristica negativa del prodotto concorrente, la rappresenta in modo passibile di discreditare il prodotto stesso.

L’alta corte ha dunque reso il provvedimento all’istanza di secondo grado – il nuovo giudizio è atteso entro maggio –  rivolgendo nel contempo un invito generale a usare maggiore cautela e obiettività nei messaggi di pubblicità comparativa.

COMMERCIO MONDIALE – Nasce a Colombo (Sri Lanka) l’Itpf, il cartello dei produttori di tè

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mahinda samarasinghe

Il ministro Mahinda Samarasinghe: “Abbiamo posto una pietra miliare” Tra gli obiettivi della nuova entità, la promozione della domanda, la stabilizzazione del mercato e il miglioramento delle condizioni di vita dei contadini Ma l’iniziativa è sin dall’inizio orfana della Cina, che ha partecipato ai lavori ma non ha aderito al Forum.

MILANO – Rivoluzione nel commercio mondiale del tè. Dopo due giornate di intensi colloqui ha visto la luce, mercoledì scorso, a Colombo. La capitale dello Sri Lanka, il Forum internazionale dei produttori di tè (Itpf).

Aderiscono al cartello Sri Lanka, India, Kenya, Indonesia, Malawi e Ruanda

Complessivamente questo gruppo di paesi costituisce circa la metà della produzione globale. Manca però la Cina. Ovvero il massimo produttore mondiale di tè verde, che ha comunque partecipato ai lavori in qualità di osservatore. Al pari dell’Iran (un importante paese consumatore), della Birmania e dei rappresentanti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao).

L’Itpf sarà inizialmente un organismo indipendente, ma potrebbe chiedere in futuro l’affiliazione alla Fao

Promotore e regista dell’operazione, oltre che padrone di casa, il ministro dell’agricoltura dello Sri Lanka Mahinda Samarasinghe. Il presidente di turno del Gruppo Intergovernativo sul Tè della Fao (Igg). Che ha espresso tutta la sua soddisfazione, al termine della due giorni negoziale ospitata dal suo paese.

“Abbiamo posto una pietra miliare”

Così ha dichiarato il ministro ricordando come questo traguardo sia il coronamento di decenni di tentativi compiuti da parte dei paesi esportatori. Sin dal 1994, Colombo propose la costituzione di un cartello dei produttori di tè. Ma il tentativo fallì per la scarsa unità di intenti dei suoi interlocutori.

E proprio la capacità dei produttori di fare fronte comune sarà essenziale. – secondo Samarasinghe. – ai fini del successo dell’iniziativa e del raggiungimento dei suoi obiettivi.

Quali le finalità dell’Itpf?

Inizialmente, lo scopo del Forum sarà quello di contribuire allo scambio di statistiche e informazioni. (finalità, questa, già assolta dall’International Tea Committee). Nonché di favorire l’espansione della domanda. (attualmente in crescita al ritmo annuo dell’1% circa). Il miglioramento degli standard qualitativi e una maggiore stabilità dei prezzi. Ancora a vantaggio dei redditi e delle condizioni di vita dei produttori, in modo particolare di quelli più piccoli.

Samarasinghe ha lasciato intendere in modo sibillino che potrebbero essere presi in considerazione in futuro metodi più sofisticati (e discutibili) volti a regolare l’offerta

Pur escludendo naturalmente l’introduzione di quote.

Va ricordato che il commercio mondiale del tè fu retto da un sistema di quote. A partire dai primi anni trenta e che tale sistema decadde già alla metà degli anni cinquanta.

Quale il possibile impatto di questa iniziativa sul mercato mondiale del caffè?

A detta di alcuni esperti, essa riflette l’insoddisfazione di alcuni paesi nei confronti delle politiche attuate dalla Fao a sostegno del settore del tè. Al quale non verrebbe data la stessa attenzione riservata ad altre soft commodity, quali, ad esempio, il caffè.

La stessa scelta della capitale dello Sri Lanka sarebbe stata motivata dall’incapacità dell’Organizzazione di ospitare l’evento a Roma. (dove la Fao ha la sua sede). Garantendo standard adeguati a livello organizzativo e di sicurezza.

Dobbiamo dire che l’Itpf ci ricorda – sotto certi aspetti – la defunta Associazione dei paesi produttori di caffè (Acpc). Lo storico cartello dei paesi produttori costituito nel 1993 con l’intento di risollevare i prezzi. Dopo il crollo causato dalla fine degli accordi internazionali Ico a clausole economiche (avvenuto nel 1989).

La sua nascita ebbe come principale effetto immediato quello di complicare i negoziati per il nuovo accordo internazionale

Gli Usa denunciarono l’Acpc come un cartello simile all’Opec, contrario agli accordi basati sulla cooperazione, e abbandonarono l’Ico, per rientravi appena 12 anni più tardi, nel 2005.

Pur rappresentando, nei primi anni novanta, circa l’80% della produzione mondiale, i paesi aderenti all’Acpc non riuscirono a esercitare sul mercato l’influenza auspicata. Così l’associazione mancò sostanzialmente la sua mission.

Successivamente al fallimento di un velleitario piano di ritenzione, l’Acpc si autodissolse mestamente all’inizio del 2002. Mentre la crisi mondiale da sovrapproduzione entrava nella sua fase più acuta.

MOBILITAZIONE ESERCENTI – Dopo oltre 20 anni si scende min piazza, invece di supportare un comparto economico strategico per il turismo, il Campidoglio ci ha dichiarato guerra

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claudio pica

Il Segretario dell’Associazione Esercenti Bar e Gelaterie di Roma e Provincia, Claudio Pica informa che oggi gli Esercenti iscritti parteciperanno alla giornata di mobilitazione. Che avrà come appuntamento il Pantheon a partire dalle ore 10.

Claudio Pica ha dichiarato

“Siamo arrivati veramente ad un livello di esasperazione che non ha precedenti. E, nonostante il poco tempo a disposizione stiamo assistendo a una grande voglia di partecipazione per protestare da parte di tutti i nostri iscritti. Ma anche di esercenti che non hanno mai fatto vita associativa. I nostri telefoni – rincara la dose il Segretario Claudio Pica – stanno andando in tilt.

Questo è il termometro che ci lascia veramente sbigottiti. E calcolando che la nostra categoria non può permettersi il lusso di chiudere il proprio esercizio pubblico. Per scendere in piazza a protestare, vuol dire che veramente la misura è colma.

Conclude Claudio Pica

“Era da oltre 20 anni che non organizzavamo o partecipavamo a manifestazioni di piazza ma il livello di controlli e vessazioni, ha superato il limite. Invece di supportare un comparto economico che è strategico per il turismo e dà lavoro a migliaia di persone, il Campidoglio ci ha praticamente dichiarato una guerra senza precedenti. Assurdo!”

MILANO – La Nutrition Foundation del capoluogo lombardo ha diffuso un’interessante sintesi sui dolcificanti per uso alimentare e ampiamente utilizzati anche per addolcire il caffè

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dolcificanti dolcificante saccarina
Dolcificanti generici

Aspartame, acesulfame, saccarina ed alcuni polialcoli (o polioli) quali l’isomaltulosio, il maltitolo, l’isomaltitolo, il sorbitolo e lo xilitolo sono largamente usati nell’industria alimentare come dolcificanti.

Le prime tre molecole non forniscono di fatto calorie e sono attive a dosaggi bassi o molto bassi per il loro elevato potere edulcorante; esse sono pertanto definite “dolcificanti acalorici o intensamente attivi”; i polioli, al contrario, hanno un potere dolcificante analogo o inferiore a quello del saccarosio; necessitano quindi di elevate concentrazioni nell’alimento da dolcificare.

Dolcificanti di uso alimentare

Le principali caratteristiche dei dolcificanti di uso alimentare sono riassunte nella tabella che segue; va sottolineato che la dose giornaliera accettabile (DGA) è calcolata in base a criteri estremamente restrittivi. Essendo in genere 100 volte inferiore al dosaggio massimo che non induce alcun effetto significativo nell’animale da esperimento (e, quando i dati siano disponibili, nell’uomo).

È quindi pari ad 1/100 della massima dose certamente non tossica.

Saccarina

La saccarina possiede un potere dolcificante da 300 a 500 volte superiore rispetto allo zucchero comune. Non è metabolizzata nell’organismo ed è quindi acalorica. Inoltre non provoca carie ed è stabile ad alta temperatura. È tuttora il dolcificante più utilizzato su base mondiale, anche se il suo uso è in declino.

Attualmente esiste consenso nel mondo medico-scientifico sulla non tossicità (e in particolare sulla non carcinogenicità) di questa sostanza all’interno delle dosi di consumo usuali.

Nel nostro Paese la DGA della saccarina è fissata in 2,5 mg/Kg di peso corporeo (pari a circa 180 mg/die in un adulto di peso medio). Altri enti (ad es. il Comitato congiunto FAO/WHO sugli additivi alimentari) hanno optato per DGA più elevate (5 mg/Kg).

Aspartame

L’aspartame è un dipeptide costituito da due aminoacidi (una molecola di acido aspartico ed una di alanina) sotto forma di estere metilico. È caratterizzato da un potere dolcificante da 120 a 200 volte superiore a quello dello zucchero comune e non provoca carie.

Nell’organismo l’aspartame viene scisso nei due aminoacidi costitutivi, reperibili nella quasi totalità delle proteine naturali sia di origine vegetale che di origine animale; questi ultimi, metabolizzati dall’organismo, forniscono circa 4 Kcal per grammo.

A causa del suo elevato potere dolcificante, tuttavia, l’aspartame è utilizzato a dosi molto basse, il cui contributo calorico è di fatto irrilevante.

L’aspartame è chimicamente stabile fino a 200°. Ed è pertanto inadatto alla preparazione di prodotti alimentari da sottoporre a temperature elevate (ad esempio cottura in forno). In soluzione, specie se esposto a riscaldamento, si degrada perdendo la capacità dolcificante. Fin dal 1985 l’aspartame è stato classificato negli USA come “sicuro e non associato ad effetti negativi di rilievo sulla salute nel soggetto sano”. È infine controindicato nei soli soggetti con Fenilchetonuria.

I dubbi sollevati alcuni anni addietro a proposito della possibile carcinogenicità di questa sostanza non hanno trovato riscontri.

Il lavoro che innescò queste preoccupazioni è stato largamente criticato

Sia per problemi metodologici (si trattava di un semplice studio di tipo osservazionale), sia perché la struttura della molecola. Sostanzialmente costituita come si ricordava da due aminoacidi presenti praticamente in ogni proteina naturale, rende difficilmente plausibile ogni ipotesi di tossicità.

Un lavoro del 2005

Condotto da alcuni ricercatori italiani dell’Istituto Ramazzini di Bologna, ha riproposto il tema della possibile pericolosità dell’aspartame. Secondo i risultati dello studio, l’aspartame a dosi elevate aumenterebbe il rischio di leucemie/linfomi nei ratti femmina.

I dati dello studio, tuttavia, non permettono di trarre conclusioni definitive. Innanzitutto perché la frequenza di queste patologie osservata negli animali trattati ricade nell’ambito di quelle osservate nelle serie storiche degli animali di controllo: il caso, insomma, potrebbe aver giocato un ruolo assai più importante dell’aspartame.

Va poi detto che le dosi somministrate agli animali (per tutta la loro vita, fino al decesso spontaneo) hanno una minima correlazione, o addirittura non l’hanno affatto, col mondo reale. In quanto decisamente improponibili per l’uomo. (tenendo conto che in una lattina di bevanda dolcificata con aspartame si trovano circa 100 mg della sostanza, le dosi somministrate ai ratti corrisponderebbero a consumi fino a 75 lattine al giorno per l’uomo!).

Un nuovo set di studio

Condotto dal National Toxicology Program e pubblicato nel marzo del 2006, ha dimostrato che l’assunzione di aspartame non aumenta l’incidenza di tumori nei topi. L’indagine ha coinvolto tre gruppi di 15 femmine e 15 maschi di topi. Sottoposti, rispettivamente, a tre diverse modificazioni genetiche volte a ad aumentarne la propensione a sviluppare tumori.

Agli animali sono state somministrate, nel corso di 9 mesi, dosi di aspartame. Comprese tra le 3125 e le 50000 ppm, altamente superiori a quelle mediamente consumate dall’uomo.

I risultati dello studio hanno evidenziato la stessa incidenza di crescite tissutali anomale (neoplasmi e papillomi)

Sia nei gruppi di studio, sia in quello di controllo. Secondo i ricercatori, quindi, non vi sono prove evidenti di un effetto cancerogeno che possa creare preoccupazioni circa la sicurezza di utilizzo dell’aspartame. La DGA dell’aspartame, a conferma della sicurezza di questa sostanza, è stata innalzata alcuni anni fa dalla FDA a 50 mg/Kg. In Italia e in Europa essa è fissata a 40 mg/Kg.

Acesulfame

L’acesulfame è un dolcificante sintetico circa 200 volte più potente del saccarosio. Non è metabolizzato dall’organismo ed è pertanto acalorico. È stabile ad alta temperatura ed è quindi adatto alla dolcificazione di prodotti da sottoporre alla cottura in forno. La DGA dell’acesulfame è fissata attualmente, nel nostro Paese, a 9 mg/Kg di peso.

Negli USA, dove il prodotto è approvato per molti usi alimentari e le sue indicazioni d’uso sono in corso di allargamento, la DGA stessa è fissata a valori più elevati (15 mg/Kg).

Polioli

Appartengono a questa categoria il sorbitolo, il maltitolo, l’isomaltitolo, lo xilitolo, il mannitolo, l’isomaltulosio. Si tratta di dolcificanti ottenuti per idrogenazione di carboidrati semplici o complessi.

Sono caratterizzati da un potere calorico e dolcificante inferiore o analogo a quello del saccarosio. E pertanto vanno impiegati in dosi consistenti per produrre un significativo effetto dolcificante: appartengono quindi alla categoria dei cosiddetti “dolcificanti bulk” o con effetto massa.

Non provocano in genere carie ed hanno un possibile impiego specifico nei prodotti per diabetici. Ad alte dosi i polioli possono svolgere effetti lassativi; questa proprietà è più spiccata per il mannitolo (per il quale si sviluppa a dosi dell’ordine di 20 g/die) e meno marcata per sorbitolo (50 g/die), maltitolo (100 g/die) e xilitolo (50 g/die).

Sono in genere considerati “sicuri” (negli USA questa definizione ha un significato preciso ed è contraddistinta dall’acronimo GRAS, o “Generally Recognized As Safe”). E la maggior parte degli organismi regolatori internazionali non ha ritenuto opportuno fissare delle DGA per questi composti.

Ciclamato

E’ un dolcificante non calorico scoperto nel 1937. Possiede un potere dolcificante 30 volte superiore al saccarosio. La maggior parte della popolazione non lo metabolizza; alcuni metabolizzano parte del ciclamato che consumano.

È stato bandito nel 1969 perché l’associazione saccarina/ciclamato aveva mostrato di possedere un effetto cancerogeno sui topi. Nel 1982 il Cancer Assessment Committee dell’FDA dopo un riesame delle evidenze scientifiche dichiara il ciclamato non-cancerogeno.

La sua sicurezza viene riconfermata nel 1985 dalla National Academy of Sciences. La petizione per riapprovare il ciclamato negli USA è ancora in revisione da parte della FDA. La JECFA (Joint FAO/WHO Expert Committee of Food Additions) e la SCF (Scientific Committee on Food of the European Commission) hanno approvato l’uso del ciclamato in oltre 50 nazioni.

La DGA è stata fissata dalla JECFA in 11 mg per Kg di peso al giorno.

Neosperidina (o diidrocalcone DHCs)

E’ 1500 volte più dolce del saccarosio. Negli USA è riconosciuto sicuro come aromatizzante ma non come dolcificante. I paesi europei ne hanno autorizzato l’utilizzo in una serie di prodotti ad apporto calorico controllato. Non è stata stabilita una DGA.

Stevioside (STEVIA)

Deriva da un arbusto del Sud America. Negli USA non può essere venduto o utilizzato come dolcificante. La FDA non ha ricevuto una documentazione scientifica sufficiente per poterlo ritenere sicuro come additivo alimentare. La JECFA (Joint FAO/WHO Expert Committee of Food Additions) ha valutato la stevioside nel 1998. Non è stata stabilita una DGA a causa dei dati insufficienti.

Può essere venduta come integratore alimentare e si può trovare in pacchetti che assomigliano alle tavolette di dolcificante. Ma va ricordato che non è stata approvata per tale utilizzo.

Sucralosio

E’ un disaccaride (triclorogalattosaccarosio) con un potere dolcificante 600 volte superiore al saccarosio. Non ha potere calorico, viene scarsamente assorbito ed è eliminato invariato. Nel 1999 è stato approvato dalla FDA e considerato sicuro per la salute.

La DGA è fissata a 5 mg/Kg di peso corporeo.

Taumatina

E’ un composto proteico. Negli USA è riconosciuta sicura come aromatizzante. Da una revisione della JECFA (Joint FAO/WHO Expert Committee of Food Additions)di studi tossicologici, biologici, teratogenici; allergenici e alcuni studi sull’uomo, la taumatina risulterebbe non tossica. Non è stata stabilita una DGA.

I nuovi dolcificanti

Si tratta di dolcificanti non ancora presenti in commercio.

Alitame: è un dolcificante formato da acido aspartico, alanina e una nuova ammina.

È 2000 volte più dolce del saccarosio. Sulla base di una revisione di un certo numero di studi di tossicità, la JECFA (Joint FAO/WHO Expert Committee of Food Additions) ha concluso che l’alitame non è cancerogeno e non presenta tossicità riproduttiva.

Nel 1996 la JECFA ha stabilito per l’alitame una DGA di 1 mg per chilogrammo di peso al giorno.

Neotame: è un derivato del dipeptide costituito da acido aspartico e fenilalanina. Possiede un potere dolcificante da 7000 a 13000 volte superiore rispetto al saccarosio e 30-40 volte maggiore dell’Aspartame.

Viene metabolizzato ed eliminato velocemente dall’organismo. La DGA è stata fissata nel 2002 dall’FDA in 18 mg al giorno.

Nel 2003 la sicurezza del Neotame è stata confermata dal JECFA (Joint FAO/WHO Expert Committee of Food Additions) e la DGA è stata portata a 2 mg/Kg di peso corporeo.

 

CONCLUSIONI

Il profilo di sicurezza dei dolcificanti attualmente utilizzati dall’industria alimentare nel nostro Paese, sulla base dei dati disponibili, sembra eccellente.

La scelta di fissare per questi prodotti delle DGA uniformemente più basse dei corrispettivi valori stabiliti dalla FDA negli USA va interpretata come un’ulteriore attenzione alla sicurezza del consumatore di questi prodotti.

Va anche ricordato che la pratica di combinare i dolcificanti sintetici per sfruttare le loro sinergie nel dolcificare gli alimenti e limitare al tempo stesso la comparsa dei gusti collaterali e dei retrogusti specifici di ciascuna molecola, appare positiva anche sul piano tossicologico, permettendo di abbassare il consumo individuale di ciascun composto.

Impiegati correttamente, i dolcificanti possono essere di supporto al medico nella gestione di situazioni cliniche frequenti quali la malattia diabetica, il sovrappeso e alcune sindromi dismetaboliche.     

 

Fonte: Nutrition Foundation

 

COSTA RICA – Governo decreta lo stato di emergenza contro la roya

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costa rica
In Costa Rica il numero di produttori è sceso drasticamente nel decennio trascorso

MILANO – La lotta alla roya diventa in Costa Rica una priorità nazionale. Il governo di San José infatti ha dichiarato ieri lo stato di emergenza varando misure straordinarie per far fronte a questo flagello, che rischia di decimare i raccolti.

 Costa Rica invasa dalla ruggine del caffè

L’esecutivo prevede di stanziare 4 milioni di dollari per un piano di intervento da attuare in collaborazione con l’istituto nazionale del caffè (Icafé). Che prevede l’utilizzo su larga scala di fungicidi e varie forme di profilassi fitosanitaria.

Secondo il direttore tecnico di Icafé Jorge Ramirez, circa 11.350 ettari, su un totale di 93 mila, andranno perduti nel 2013/14 a causa della ruggine

Ancora più pessimista il ministro dell’agricoltura Gloria Abraham. A detta della quale 11 mila ettari sarebbero già gravemente colpiti e a essi si aggiungerebbero ulteriori 9.400 ettari “moderatamente danneggiati”.

“Prevediamo che il settore perderà almeno 15 milioni di dollari.” Così ha affermato il vice presidente della Costa Rica, Luis Liberman annunciando il provvedimento.

STATISTICHE – Cresce l’export dei produttori latino americani (+15,75%)

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Anacafé

MILANO – I 9 paesi latino americani produttori di arabica lavati hanno esportato, nel corso del primo trimestre 2012/13, 6.135.414 sacchi da 60 kg. Con un incremento del 15,75% rispetto allo stesso periodo del 2011/12. Lo rivelano i dati dell’associazione dei produttori di caffè del Guatemala (Anacafé). La quale raccoglie ed elabora le statistiche comuni relative all’export per questo gruppo di paesi.

Secondo il report di Anacafé, solo Colombia e Costa Rica hanno subito un calo delle esportazioni, rispettivamente del 4,07% e del 3,71%.

Anacafé: positivo l’andamento di tutti gli altri paesi

Particolarmente significative le performance di Nicaragua (+278,60%) e Repubblica Dominicana (+250,10%). Riportiamo di seguito gli incrementi percentuali registrati dai 5 rimanenti paesi:

El Salvador (+7,39), Guatemala (+7,57%), Honduras (+22,92%); Messico (+26,75%), Perù (+25,14%).

Servizio anticontraffazione: fondi per l’innovazione e certificazione dei marchi

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Jacobacci & Partners

MILANO – Dallo sportello online anticontraffazione messo a disposizione da Host e curato dallo studio Jacobacci & Partners le informazioni riguardanti i finanziamenti di progetti per valorizzare la proprietà intellettuale del Fondo Nazionale per l’Innovazione. Nonché sulla classificazione dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione internazionale dei marchi.

Jacobacci & Partners lascia parlare i dati

1. Fondo Nazionale per l’Innovazione: finanziamenti fino al 100% dell’investimento

Il Fondo Nazionale per l’Innovazione, grazie alla collaborazione di Mediocredito Italiano, Unicredit e Deutsche Bank, agevola il finanziamento di progetti per la valorizzazione della proprietà intellettuale.

I finanziamenti prevedono quindi di affiancare alla tradizionale analisi del merito di credito una valutazione tecnico-industriale del progetto di innovazione. Ciò consente così alla Banca di stimare le ricadute industriali derivanti dagli investimenti. E quindi di valutare al meglio le strategie di sviluppo delineate dagli imprenditori.

La disponibilità dei finanziamenti

Sono previsti dal Fondo Nazionale per l’Innovazione attraverso le tre banche. Raggiungerà quindi fino al 100% dell’investimento delle imprese. Con un importo minimo di 300 mila euro e massimo di 3 milioni di euro; la durata è compresa tra 3 e 10 anni. Nella quale è incluso anche un preammortamento di 24 mesi.

È possibile poi l’erogazione anticipata rispetto alla realizzazione dell’investimento, in una o più soluzioni. In funzione delle esigenze del piano di investimento e della tipologia della linea di finanziamento.

È possibile accedere al finanziamento

Anche se l’investimento dovesse beneficiare di altre agevolazioni pubbliche già accordate, purché gestite da soggetti non appartenenti al Gruppo Intesa Sanpaolo.

Per avere maggiori informazioni le imprese possono fare riferimento alle sezioni dedicate al Fondo Nazionale Innovazione dei siti internet Mediocredito Italiano (Sezione Ricerca e Innovazione) e Unicredit.

Dove sono anche indicati i punti informativi appositamente istituiti dalle due banche sull’intero territorio nazionale. E dove sarà anche possibile avere ulteriori informazioni anche per la presentazione delle domande di finanziamento.

2. Accordo di Nizza sulla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione dei marchi

Poiché un marchio serve a identificare l’origine di prodotti o servizi e a distinguerli da quelli dei concorrenti. La scelta dell’elenco dei prodotti e servizi da allegare alla domanda di registrazione determina, unitamente alla scelta del marchio, l’ambito della protezione richiesta.

L’elenco di prodotti e servizi

Deve essere redatto in modo tale da far risaltare chiaramente la natura dei prodotti e dei servizi e permettere la classificazione di ogni singolo prodotto o servizio. Preferibilmente in una sola classe della classificazione di cui all’Accordo di Nizza.

Infatti, tutti i prodotti e servizi che possiamo trovare sul mercato globale sono categorizzati in “classi”. Sulla base dell’Accordo di Nizza sulla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione dei marchi.

In sostanza, se qualcosa esiste e può essere commercializzato, che sia un prodotto o un servizio, esso è compreso in una delle 45 classi della classificazione di Nizza. Inclusi naturalmente i pubblici esercizi ed i servizi di ospitalità professionale che accomunano le aziende partecipanti ad Host 2013

L’Accordo di Nizza

Classifica i prodotti nelle classi da 1 a 34 e i servizi nelle classi da 35 a 45. Ciascuna classe è rappresentata da un titolo che dà informazioni generali sul tipo di prodotti o sevizi in essa contemplati.

Ad esempio, la classe n. 30 riguarda prodotti come: ” Caffè, te, cacao, zucchero”

a questa classe dovrà pertanto fare riferimento l’azienda che intenda registrare un marchio per contrassegnare questi prodotti, sia se venduti al cliente finale, sia se distribuiti attraverso il canale dei pubblici esercizi; per fare un altro esempio: Questa volta attinente alla categoria dei servizi, la classe 43 riguarda, tra gli altri, la “ristorazione (alimentazione)” e gli “alloggi temporanei”. Dunque la ricettività alberghiera; a tale classe dovranno pertanto fare riferimento le aziende che operano in questo settore e che intendano registrare il proprio marchio.

 

Fonte: HOST FLASHNEWS – GENNAIO 2013

 

http://host.fieramilano.it/servizio-anticontraffazione-fondi-l%E2%80%99innovazione-e-certificazione-dei-marchi