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Coffee Education League, tre eventi dedicati all’educazione di caffè di qualità

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russia sorpasso coffee education league
Una suggestiva veduta della Piazza Rossa di Mosca

Belforte del Chienti (MC), 12 Marzo 2013 – A Mosca si rinnova l’evento dedicato all’educazione di caffè di qualità. Il “Coffee Education League”, organizzato da Nuova Simonelli e Business Russia, in collaborazione con la fiera PIR, permetterà al personale specializzato di catene e torrefattori russi di approfondire le loro conoscenze – dalla ricerca e valutazione della materia prima, fino alla qualità della bevanda in tazza – con alcuni dei maggiori esperti mondiali, vere “autorità” in questo settore. Ospiti speciali dei tre “Coffee Education League” saranno, infatti, l’inglese Steven Leighton, l’americano Tracy Allen, il danese Fritz Storm, insieme allo scozzese Gwilym Davies (campione del mondo baristi nel 2009) e al più volte campione irlandese Colin Harmon.

Coffee Education League: primo posto alla formazione

Proprio quest’ultimo e Steven Leighton saranno relatori al primo Coffee Education di sabato 16 marzo che già conta più di 60 iscritti. Gli altri due incontri, entrambi della durata di un giorno ciascuno, si svolgeranno nel mese di giugno e di ottobre. Ogni corso prevede il superamento di un esame. Il barista che otterrà il punteggio più alto al termine delle tre giornate, e che quindi avrà preso parte a tutti i corsi, riceverà in premio un viaggio in Giappone per partecipare al “The Barista Camp” di Fritz Storm e Kentaro Maruyama.

Il nome vincitore sarà annunciato nel corso della fiera PIR in programma a Mosca dal 1° al 4 ottobre

Con questa iniziativa Nuova Simonelli continua nella strada dell’educazione per contribuire ad aumentare la qualità in ogni tazza, offrendo la possibilità di una formazione eccellente agli operatori del mercato russo che ormai da anni si stanno rivolgendo con grande attenzione al settore della caffetteria e del caffè espresso in particolare.

Allarme roya al centro dei lavori dell’Ico: la ruggine che minaccia il chicco

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roya ruggine del caffè
Una foglia attaccata dalla ruggine del caffè

MILANO – Le perdite di raccolto causate dalle ruggine del caffè in Messico e America centrale non causeranno, nell’immediato, un’impennata dei prezzi. Parola di Rodolfo Trampe, coordinatore esecutivo dell’Associazione messicana della catena produttiva del caffè. “Il fenomeno della roya sta creando nei produttori l’aspettativa di una forte ripresa dei prezzi – ha dichiarato Trampe in un’intervista a Bloomberg – ma non credo che ciò accadrà, non penso che l’intera produzione possa andare persa, né che i prezzi possano risalire a 3 dollari la tonnellata. Domanda e offerta sono in equilibrio: il Brasile produrrà probabilmente tra 48 e i 50 milioni di sacchi, ci sarà un buon raccolto in Vietnam, mentre la Colombia sta lentamente recuperando”.

Roya: la situazione appare destinata a mutare dalla fine dell’anno

Già nel terzo trimestre 2013, secondo Rabobank International, i prezzi degli arabica risaliranno a 1,70 dollari per libbra. “A cavallo tra dicembre e gennaio, la disponibilità di caffè di origine centro americana cadrà drasticamente – sostiene il presidente del Comitato consultivo del settore privato dell’Ico, il guatemalteco Ricardo Villanueva – Ci saranno 5 milioni di sacchi di caffè in meno in un anno e a quel punto non potrà non esserci una reazione”. Secondo il capo delle operazioni Ico Mauricio Galindo, i paesi centro americani potrebbero aver bisogno anche di 10 anni per risollevarsi dall’epidemia di roya.

Rispetto al passato, l’attuale malattia attacca gli arbusti anche ad altitudini considerate un tempo sicure e presenta una maggiore resistenza ai trattamenti, ha osservato ancora Villanueva. Cifre preoccupanti L’allarme roya è stato anche al centro dei lavori della 110a sessione del Consiglio internazionale del caffè.

In un comunicato, i rappresentanti dei paesi membri dell’America centrale hanno espresso la loro preoccupazione per l’impatto dell’epidemia reiterando l’appello, rivolto ai capi di stato della regione, a unire le loro forze assieme a quelle delle organizzazioni internazionali, per sostenere le strategie nazionali e regionali di lotta a questa avversità. “L’attuale fenomeno epidemico, che sta colpendo tutti i paesi della regione, con un’incidenza pari al 53%, è il peggiore che si sia visto da quando questa malattia ha fatto la sua apparizione in America centrale nel 1976 – si legge nel comunicato – e ha spinto alcuni dei paesi colpiti a dichiarare lo stato di emergenza fitosanitaria, per far scattare a livello nazionale le misure necessarie a combattere la ruggine del caffè.

Vista l’importanza rivestita in questa regione dalla coltura del caffè, che occupa 351.000 produttori e fornisce sostentamento a più di 2 milioni di persone, tale epidemia appare destinata ad avere un impatto profondo sulle società e sulle economie dell’America centrale. È stato stimato che andranno persi nelle aree rurali, durante il raccolto 2012/13, circa 437.000 posti di lavoro e tale numero è destinato ad aumentare nel 2013/14. Secondo cifre preliminari si stima che 2,5 milioni di sacchi di caffè siano già andati persi, a causa della ruggine, durante l’annata caffearia 2012/13 e ciò porterà a un a riduzione sistematica della produzione della regione con l’annata 2013/14”.

I Governi e i settori privati della regione, assieme a quelli del Messico e dei paesi caraibici, stanno predisponendo un piano regionale di azione

Che verrà approvato a Panama il 19 marzo prossimo, afferma ancora il comunicato, che si conclude con la seguente dichiarazione: “Il Consiglio internazionale del caffè stabilisce che: 1) i paesi membri dell’Ico assumano l’iniziativa nell’affrontare questo importante problema e diano sostegno alle azioni nazionali e regionali intraprese dai paesi membri dell’America centrale volte a combattere la ruggine del caffè; 2) si faccia appello ai Membri della comunità internazionale, attraverso i pertinenti meccanismi di cooperazione, affinché venga data assistenza ai paesi colpiti, sotto forma, tra le altre cose, di competenze tecniche, scambio di informazioni e migliori pratiche agricole, nonché fornendo varietà di caffè resistenti alla ruggine del caffè. 3) si chieda al Segretariato Ico di sostenere i paesi colpiti nell’affrontare la crisi causata dalla ruggine del caffè”. Appalto per i fungicidi Il ministero dell’agricoltura del Guatemala ha indetto una gara d’appalto per la fornitura di fungicidi, che verranno distribuiti a 60.000 produttori nazionali nella lotta contro la ruggine del caffè. Per coprire la spesa, il governo ha stanziato la somma di 5 milioni di dollari provenienti da fondi del ministero delle finanze. Un rappresentante del dicastero ha dichiarato che la distribuzione dei fungicidi avverrà in aprile, in collaborazione con l’Associazione nazionale del caffè (Anacafé).

COLOMBIA – Accordo fatto tra governo e rappresentanti dei produttori

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Fedecafé Colombia
Fedecafè Colombia

Il sussidio passa a 145mila pesos per carga e potrà crescere sino a 165mila in caso di forte calo dei prezzi. Levati i blocchi stradali, la situazione sta gradualmente tornando alla normalità. Cifre Fedecafé confermano la ripresa della produzione e dell’export.

MILANO – Accordo raggiunto tra esecutivo e organizzazioni di base dei produttori colombiani. Dopo 2 giornate di trattative a Bogotá tra inegoziatori governativi e i rappresentanti del Movimento nazionale per la difesa e la dignità del settore del caffè, venerdì mattina è arrivata la fumata bianca.

Per effetto degli accordi sottoscritti, il sussidio per ogni “carga” da 125 kg di caffè in pergamino verrà portato a 145.000 pesos.

Fedecafé riporta dati incoraggianti

Già il 3 marzo scorso, il governo aveva elevato il sussidio da 60.000 a 115.000 pesos per carga. Ma i rappresentanti del Movimento avevano ritenuto tale misura insufficiente.

L’esecutivo si è inoltre impegnato a incrementare ulteriormente il sussidio. Sino a un massimo di 165.00 pesos qualora i prezzi scendano sotto i 480.000 pesos.

Il pagamento del sussidio verrà invece sospes

Se si verificherà un aumento significativo dei prezzi. In ogni caso, la somma del prezzo ricevuto dal produttore più il sussidio non potrà mai superare i 700.000 pesos.

Venerdì scorso, il prezzo interno del caffè era pari a 524.375 pesos per carga.

Secondo il Movimento, i costi di produzione ammontano attualmente a550.000 pesos per carga

I produttori avevano originariamente chiesto un prezzo minimo garantito di 650.000 pesos, ma il governo non ha voluto venire incontro a questa richiesta. (“non ci sarà alcun prezzo base” ha dichiarato l’ufficio del presidente). Per timore di un possibile ulteriore calo delle quotazioni internazionali.

Onorevole compromesso

Sul quale hanno messo le loro firme tutte le componenti del Movimento, comprese quelle più oltranziste.

Dopo la sigla dell’accordo è iniziata la levata dei blocchi stradali, che nelle ultime due settimane (la protesta era iniziata il 25 febbraio) avevano paralizzato le comunicazioni in varie regioni del paese. Creando, in alcuni casi, problemi seri anche nell’approvvigionamento dei generi di prima necessità.

Nella città di Nariño è stato addirittura necessario importare carburante dal vicino Ecuador

Dopo che alcuni distributori avevano iniziato a vendere le benzina a quasi 5 dollari al litro.

Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha dichiarato che il sussidio, pari al 27% circa dell’attuale prezzo di mercato, costerà quest’anno allo stato 800 miliardi di pesos (341,6 milioni di euro); a copertura dei quali sarà necessario un “enorme sforzo fiscale”.

La Colombia prevede di contenere il deficit pubblico 2013 grosso modo all’1% del pil

Il boom del petrolio ha consentito, in questi ultimi anni, un consistente incremento delle entrate fiscali e una forte crescita economica.

Cresce l’export Rese note

Intanto, le cifre di febbraio della caffeicoltura colombiana. Secondo i dati Fedecafé, anticipati da alcune fonti, l’export ha registrato il mese scorso un incremento del 28,5% rispetto a febbraio 2012 risalendo 719.000 sacchi.

La produzione negli ultimi 12 mesi disponibili ha raggiunto gli 8,14 milioni di sacchi. In crescita, a sua volta, del 12,4%.

Ricordiamo che la produzione complessiva nell’arco dell’anno solare 2012 è stata pari ad appena 7,74 milioni di sacchi. In ulteriore lieve calo (-1%) rispetto al 2011.

Torneremo più nel dettaglio sulle cifre quando disporremo del comunicato ufficiale della Federazione.

Concludiamo ricordando

Il comitato direttivo di Fedecafé ha deciso all’unanimità, 2 domeniche fa, di rinviare a data da destinarsi lo svolgimento della sessione straordinaria del Congresso nazionale dei produttori di caffè originariamente fissato per il 4 marzo.

Il rinvio è stato motivato dall’agitazione dei produttori, in quel momento ancora in pieno atto.

LA SCOPERTA – I fiori attraggono le api con la caffeina

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api

MILANO – La caffeina non è una prerogativa esclusiva della pianta del caffè: era noto. Meno che alcuni vegetali utilizzassero proprio la caffeina per richiamare le api.

Questo perché l’uomo non è però l’unico essere vivente reattivo a questa sostanza che fornisce energia e concentrazione.

Api coffeelover

Una ricerca appena pubblicata su Science dimostra come le api vengano attratte dalla caffeina rilasciata dai fiori, che le spinge così all’impollinazione.

La ricerca, condotta dal team di Geraldine Wright per l’Università di Newcastle, ha voluto indagare i segreti dell’impollinazione; cercando di capire perché le api siano attratte più da alcune varietà di fiori che da altre e quali siano le caratteristiche che le spingono a una così operosa attività.

Si è così compreso come alcune piante rilascino degli odori simili al partner in fase di accoppiamento

Ma il dato emerso con più prepotenza è l’esistenza di vere e proprie droghe a cui le api sarebbero assuefatte . Di cui, ovviamente, il regno vegetale approfitta per assicurarsi la sopravvivenza.

Fra queste, il gruppo di lavoro ha scoperto una particolare predominanza della caffeina

I livelli di assunzione non sono tossici, anche perché le piante ne producono in quantità minime. Quindi nei prodotti delle api – il miele, fra tutti – è scarsamente rilevabile.

Eppure funziona come una vera e propria droga, per convincere gli insetti a saltellare da un fiore all’altro e trasportare il polline. Dopo aver analizzato diversi vegetali amati delle api, il team ha ricreato in laboratorio due bacini di approvvigionamento. Uno con acqua e zuccheri e l’altro con acqua, zuccheri e caffeina.

Le api, dimostrando così uno speciale effetto memoria, hanno marcato una netta preferenza alla caffeina

Con un tasso di 3 a 1 – e ad attrarle sarebbe principalmente l’odore. Sebbene non sia possibile studiare con esattezza l’effetto della caffeina sull’apparato nervoso delle api. Pare che la sostanza agisca sulle cellule Kenyon, deputate all’apprendimento e alla memoria.

La scoperta, di conseguenza, apre affascinanti scenari per capire come l’evoluzione delle specie animali possa essere stata influenzata. Non solo dalle necessità di sopravvivenza degli esseri viventi, ma anche dall’effetto di vere e proprie droghe assunte inconsapevolmente.

VIETNAM – Vola l’export agricolo grazie alla performance del caffè

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Prezzi interni in crescita del 10% dall’inizio dell’anno, ma i produttori si attendono rincari ulteriori. Siccità nel Dak Lak potrebbe ripercuotersi sul prossimo raccolto.

MILANO – L’estendersi del periodo di siccità potrebbe avere conseguenze sul prossimo raccolto vietnamita. Contribuendo così a far risalire ulteriormente i prezzi dei robusta.

Siccità: cosa dicono le previsioni

Secondo il dipartimento di meteorologia e idrologia del Dak Lak, il livello dei fiumi e degli altri corsi d’acqua sarebbe tra i 50 e i 70 cm più basso rispetto ai valori 2012.

Le condizioni di tempo secco sembrano destinate a protrarsi nel corso di questo mese. Inoltre, la probabilità di precipitazioni fuori stagione appare inferiore rispetto all’anno scorso.

La conferma nei bollettini del governo

Dai quali si apprende che l’acqua nei bacini sarebbe a un livello compreso tra il 20% e il 50% della capacità prevista. Con possibili conseguenze per i raccolti di riso e caffè.

Secondo i commercianti

La siccità fornirà ai produttori una ragione in più per non vendere essendo prospettabile un’ulteriore aumento dei prezzi interni. Già cresciuti del 10% dall’inizio dell’anno, che si attestavano, nei giorni scorsi, attorno ai 42.300 dong (poco più di 2 dollari).

Una stima di Rabobank indica che sarebbe stato sin qui commercializzato il 60-70% del raccolto 2012/13.

Festival del Caffè

E’ in corso il 4° Festival del caffè, iniziato sabato nella città di Buon Me Thuot e durerà sino a domani.

Promossa dal comitato del popolo del Dak Lak, la kermesse biennale, nata nel 2005, propone anche quest’anno un ricco programma di eventi. Comprende mostre, spettacoli, laboratori e promozioni commerciali

La manifestazione ospiterà inoltre una conferenza dedicata alle prospettive dell’industria vietnamita del caffè

Organizzata dall’Istituto di agricoltura e scienze forestali degli Altipiani Centrali e dal locale istituto di politica e strategia per l’agricoltura e lo sviluppo rurale.

Hanno dato la loro adesione alla conferenza l’Ico, l’Associazione vietnamita del caffè e del cacao (Vicofa); il minagricoltura brasiliano, l’istituto Tay Nguyen, l’Associazione 4C e compagnie del calibro di Nestlé, Vinacafe e Trung Nguyen.

Cresce l’export

Nuovo balzo in avanti per l’export vietnamita di prodotti del settore primario. Secondo i dati diffusi dal ministero dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. (Mard, secondo l’acronimo inglese);

le esportazioni di prodotti del settore agricolo, ittico e forestale sono cresciute, tra gennaio e febbraio, del 31,5% rispetto ai primi due mesi del 2012 risultando pari a 4,83 miliardi di dollari.

I principali prodotti agricoli hanno contribuito per 2,57 miliardi

Il caffè si rivela la voce più importante, con un valore stimato dell’export di 884 milioni. In crescita del 38% sull’anno precedente.

Positivo (+18,6%) anche l’andamento delle esportazioni di tè, che hanno raggiunto un valore di 33 milioni di dollari.

OXFAM – “Le multinazionali del cacao tutelano poco i diritti delle donne”

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MILANO – In occasione della Giornata Internazionale della donna, Oxfam ha organizzato azioni dimostrative di fronte ai quartier generali e ai punti vendita delle multinazionali del cioccolato Mars, Mondelez e Nestle‘. Le multinazionali che controllano il 40% del mercato della cioccolata ma sono ancora poco impegnate per i diritti delle donne che coltivano il cacao nel Sud del mondo.

Oxfam dalla parte delle donne

”I diritti delle donne che partecipano al processo di produzione di quella cioccolata che ci piace moltissimo sono del tutto trascurati – ha riferito Elisa Bacciotti, Direttrice Campagne di Oxfam Italia.

– queste aziende hanno dichiarato che si impegneranno a rendere i loro prodotti più sostenibili. E’ arrivato il momento di tenere fede a questa promessa”.

L’indagine condotta dall’Oxfam sulla catena di rifornimento del cacao

In Brasile, Indonesia, Nigeria e Costa d’Avorio ha rivelato che le donne che coltivano il cacao sono spesso pagate meno degli uomini.

Anche se il loro contributo in termini di qualità e produttività e’ lo stesso ma soprattutto che le donne che lavorano nelle piantagioni di cacao subiscono discriminazioni e maltrattamenti gravissimi.

L’appello di Oxfam

L’organizzazione chiede a Mars, Mondelez e Nestle’ di difendere i diritti dei milioni di donne che coltivano cacao. Dato che tre aziende possono fare molto per analizzare le loro condizioni di lavoro attraverso valutazioni indipendenti e adottare un ”piano di azione”.

Contro le discriminazioni di reddito e sul lavoro, nonché fare pressione su altri importanti attori pubblici e privati. Inclusi governi e organismi di certificazione del cacao, per eliminare le discriminazioni di genere.

INTERNATIONAL CHOCOLATE AWARDS – Ecco gli italiani per Londra

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International Chocolate Awards

MILANO – All’ International Chocolate Awards, sono tanti i marchi dei cioccolati italiani che hanno fatto sfoggio dei loro prodotti di qualità. Il Fondente al caffè e cardamomo di Gardini, il cioccolato al gelsomino di de Bondt; Cioccolata Modicana al sale boliviano insieme a quella vaniglia a firma Donna Elvira; il Lattesal di Domori; CaffèLatte di Slitti; la Torta Pistocchi Firenze – Tartufo Classico Fondente; la Giacometta e il Giandujotto preparazioni artigianali fatte a mano da Giordano inseguiti dal Giandujotto di Guido Castagna che firma anche la Pralina cannella e calendula e un Cremino Nocciola e Pistacchio; il Tartufo alla Grappa di Moscato e Tartufo con Barolo Chinato di Dolci Liberta’; il Pepe di Penja e il cioccolato al frutto della passione di Slitti; Ganache fondente al lampone di Luca Mannori finalista anche con Ganache al latte e al tè Earl Grey; il caramello salato e Ganache al mango e pepe rosa e gelatina di frutto della passione della Pasticceria l’Antica di Ernst Knam.

E ancora i Cremino liquerizia e amarena di Gardini; Dragee con nocciole Piemonte IGP ricoperti con cioccolato al latte di Dolci Libertà; la Gianduia fondente di Slitti – Gianera; poi la Crema di nocciole +55 di Guido Castagna; la Crema gianduia della Pasticceria Vacchieri Marco – Dolci intuizioni; infine la Gianduia di Slitti Riccosa.

International Chocolate Awards: le selezioni delle eccellenze made in Italy

A far la selezione 60 superesperti tra chef, sommelier, giornalisti enogastronomici e chocolate taster.

Tutti i giudici internazionali sono rimasti stupefatti dalla qualità dei prodotti italiani in concorso” ha commentato Martin Christy, ideatore del prestigioso premio mondiale insieme a Kate Johns.

“Siamo orgogliosi dei risultati raggiunti – osserva Monica Meschini, responsabile italiana del Comitato organizzatore degli International Chocolate Awards – perché in questo modo possiamo offrire una vetrina alle migliori produzioni italiane di un settore prezioso per la nostra economia ma ancora poco conosciuto, tra i non addetti ai lavori.

Siamo felici di aver costruito un sistema di giudizio basato sulla massima pluralità, equità e trasparenza, cardini imprescindibili per avere premi realmente prestigiosi”.

Non a caso, per garantire il massimo rigore nei giudizi, i test sono stati effettuati alla cieca, evitando che i giurati potessero sapere in anticipo il nome del produttore e la tipologia di cioccolato utilizzato.

“La concorrenza in vista della finale mondiale in programma a Londra a ottobre durante il Chocolate Unwrapped sarà agguerrita” dicono i promotori. Ma da qui a ottobre, la strada è ancora lunga.

A fine aprile, precisamente dal 22 al 28 Aprile, i concorrenti europei saranno impegnati nella semifinale continentale (sempre a Londra).

I produttori americani si riuniranno invece a New York dal 24 al 28 Giugno. Nel periodo estivo si terranno anche le semifinali per i Paesi emergenti.

Le strategie della Ferrero nei mercati emergenti. La multinazionale piemontese dei prodotti dolciari aumenterà il numero dei propri stabilimenti nel mondo

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paesi emergenti

MILANO – Russia, India, Brasile e Sudafrica, ma anche l’est europeo e la Turchia. Sono queste le zone in cui la Ferrero, famosissima multinazionale piemontese specializzata nei prodotti dolciari, vuole ampliare la propria presenza. Perché l’azienda della Nutella sta guardando con tanta attenzione a tutti questi paesi emergenti?

Gli stabilimenti della Ferrero sparsi in tutto il mondo sono diciotto; ma ovviamente questo numero è destinato a crescere molto presto.

Paesi emergenti nel mirino della Ferrero

Il gruppo di Alba ha capito che i consumatori di questi mercati sono in attesa di prodotti tanto affermati. Non soltanto la già citata crema spalmabile alla nocciola, ma anche i cioccolatini Rocher e le caramelle Tic Tac, solo per citare alcuni esempi.

Eppure, ben tre quarti del fatturato Ferrero dipende da paesi stranieri, ma evidentemente non basta. Giovanni Ferrero, amministratore delegato del colosso dolciario, era stato profetico lo scorso anno.

La sua convinzione è che nel giro di cinque anni il 70% della crescita del settore sarà guidata dal continente asiatico, dai paesi latino americani, dall’Europa orientale e dalla Russia.

Ecco perché in due anni sono stati spesi ottocento milioni di euro solo per aumentare gli stabilimenti: il 25% di questa somma si riferisce agli impianti da costruire in Messico e in Turchia. Le due situazioni sono presto dette.

In effetti, la Ferrero ha fatto il suo ingresso in territorio messicano circa due decenni fa, ma ora è pronta a investire ben 190 milioni di dollari per una fabbrica a San José Iturbide Guanajuato (nella zona centrale del paese): in questo stabilimento lavoreranno cinquecento dipendenti, senza dimenticare i seicento della divisione commerciale.

Sarà qui che verranno confezionati e commercializzati prodotti celebri come Kinder Sorpresa, Kinder Delice, Kinder Cioccolato e l’immancabile Nutella. L’investimento turco sarà inferiore (90 milioni), ma non meno importante, più precisamente nella zona industriale di Manisa.

ALLARME ROYA – La ruggine del caffè invade anche il Messico, Chiapas e Veracruz gli stati più colpiti

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roya ruggine del caffè
Una foglia attaccata dalla ruggine del caffè

MILANO – Allarme roya si estende al Messico. Anche se le conseguenze non saranno immediate. Mentre il raccolto, 2012/13, già ultimato, non dovrebbe risentire della malattia, perlomeno in termini quantitativi.

Così un bollettino di aggiornamento diffuso la settimana scorsa dal servizio estero (Fas) del dipartimento Usa dell’agricoltura (Usda).

Allarme roya oltre il Messico

La ruggine ha iniziato a propagarsi in Messico circa 2 anni fa, proveniente dai territori dei paesi centro americani limitrofi.

Segni dell’insorgenza della malattia erano visibili già l’anno scorso nel Chiapas. Lo stato più meridionale del paese, nonché principale area di produzione messicana.

Per far fronte all’emergenza

Il Segretariato all’agricoltura (Sagarpa) ha incaricato il Servizio nazionale per la sicurezza sanitaria e alimentare(Senasica). Mentre l’Associazione messicana della catena produttiva del caffè (Amecafé) di predisporre delle strategie volte a prevenire il diffondersi epidemico.

Già nell’ottobre 2012 è stato attivato un programma di emergenza nel Chiapas

E’ andata avanti quindi un campionamento mirato in campagna, volto al rilevamento della presenza della malattia. Qui ha fatto eco un programma di difesa. Con utilizzo di fungicidi nelle aree al confine con il Guatemala. Oltre che una campagna di formazione e comunicazione rivolta ai produttori.

Sviluppi recenti

In risposta al diffondersi crescente dell’epidemia, il Sagarpa ha varato, a fine gennaio, nella città di Tuxtla (Chiapas), un programma inter-istituzionale di emergenza.

In base al quale Senasica, Amecafé e Sistema Producto Café (il braccio operativo di Amecafé, ndr.) potenzieranno la loro collaborazione.

Nel campo della ricerca, della formazione, dell’assistenza tecnica e della divulgazione delle informazioni in tutti gli ambiti della supply chain. A livello federale, statale e locale.

Il direttore generale del settore fitosanitario del Senasica ha dichiarato

La campagna preventiva volta a contenere il diffondersi dell’epidemia si estenderà a tutti gli stati produttori – principalmente Chiapas, Veracruz, Puebla e Oaxaca –. Aggiungendo che la situazione è, per fortuna, meno grave rispetto a quella dei paesi centro americani.

Come già detto, le conseguenze del diffondersi della malattia non si faranno sentire sull’entità del raccolto di quest’anno (anche se potrebbe risentirne la qualità), che continua a essere stimato da Amecafé in 4,3 milioni di sacchi. In lieve crescita rispetto ai 4,16 del 2011/12.

In Messico, il caffè arabica viene prodotto sia con colture in pieno sole che con colture ombreggiate

Nel Chiapas, il Sagarpa ha ordinato l’attuazione di una serie di azioni comprendenti l’applicazione di fungicidi alle piantagioni.

La presenza della malattia è stata rilevata in una decina di municipi. Il Chiapas è una delle più importanti aree mondiali per la produzione di caffè bio coltivato con coltura ombreggiata.

Secondo gli specialisti del Senasica

Le pratiche agricole inadeguate e i mancati interventi di potatura e rinnovo degli arbusti hanno favorito la diffusione della crittogama, che ha già attaccato circa 100 mila dei 250 mila ettari complessivi coltivati a caffè nel Chiapas.

L’impatto della roya sul prossimo raccolto dipenderà anche dall’efficacia della campagna di prevenzione attualmente in corso.

Nello stato di Veracruz

Sagarpa e autorità sanitarie indicano che la ruggine ha raggiunto sinora 16 mila ettari di piantagione, di cui 10 mila presentano danni da moderati a gravi. Le aree più colpite sono quelle di Cuichapa e Cordoba.

La coltura del caffè si estende nel Veracruz su un totale di 157 mila ettari, di cui 90 mila al di sopra degli 800 metri di altitudine.

Il responsabile locale di Sistema Producto Café sostiene

Gli arbusti colpiti dovranno essere probabilmente sostituiti, in particolare nelle piantagioni localizzate ad altitudini più basse (al di sotto degli 800 metri slm).

Ha aggiunto inoltre che la malattia colpisce con maggiore aggressività le piantagioni in pieno sole citando tra i fattori aggravanti, il clima, l’acqua e l’erosione.

NOVITA’ – Dalla Corte: arriva la lancia vapore automatica che lavora come la mano del barista

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Nel nuovo MCS (milk control system) è solo il vapore a generare la turbolenza centrifuga. La stessa che permette di ottenere un’emulsione di latte ottima e costante. È ancora più semplice, rapido, efficiente e di facile pulizia.

Milk control system, la novità Dalla Corte

È il nuovo MCS messo a punto da Dalla Corte: la lancia vapore automatica che lavora come la mano di un bravo barista. Crea in tutta autonomia una crema di latte uniforme e perfetta, con ogni tipo di latte. Per il cappuccino, il latte macchiato e le tante preparazioni che prevedono l’utilizzo di questo ingrediente.

In fase di installazione si regolano la pressione del vapore (la su intensità ha un rapporto diretto sulla densità e sul volume della crema); la temperatura alla quale la lavorazione del latte si deve arrestare, che non deve superare i 65°C, per non alterare il gusto originario.

Dopo di che è sufficiente inserire la lancia nel bricco, dare il via all’erogazione. Poi, mentre si prepara l’espresso, il sistema lavora rapidamente e in piena autonomia.

A fine erogazione si ha una crema di latte densa e vellutata, di qualità constante, che non risente della mano di chi la prepara: un vantaggio notevole per i locali in cui si ha un frequente turnover al banco bar.

La semplicità sia costruttiva sia operativa è la grande caratteristica del nuovo MCS brevettato da Dalla Corte

A differenza degli altri modelli sul mercato, la nuova lancia non immette aria e vapore (si semplifica la macchina: non c’è più bisogno di un compressore d’aria).

Ma solo vapore che, grazie alla particolare disposizione dei fori sull’ugello, innesca una serie di turbolenze e crea all’interno del bricco un moto centrifugo analogo a quello realizzato manualmente.

L’apposita sonda, parallela alla lancia, spegne il dispositivo quando rileva il raggiungimento della giusta temperatura. Non rimane che rifinire la preparazione con cura. Meglio se con un piccolo decoro, sempre gradito al cliente.