sabato 17 Gennaio 2026
Home Blog Pagina 3823

La “macchinetta” evade le tasse: lo scoop realizzato da L’Espresso di Stefano Livadiotti e Giulia Paravicini

0
vending
Macchina vending con distributore di caffè e bevande calde

MILANO – Ventidue milioni di italiani consumano caffè, bibite e merendine ai distributori automatici, specie negli uffici. Un business enorme, i cui proventi sfuggono al fisco. Grazie a Tremonti(27 aprile 2013). Il mercato del lavoro. La riforma fiscale. E le macchinette che distribuiscono merendine per il Vending. Cosa hanno in comune? Semplice: sono tra i temi caldi indicati nell'”Agenda possibile”, la relazione dei saggi in materia economico-sociale che è stata consegnata nei giorni scorsi al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e che costituirà una sorta di traccia per il programma del nuovo governo.

Vending, le macchinette che sfuggono al fisco

«Bisogna potenziare iniziative finalizzate a insegnare stili di vita salutari nelle scuole e nelle università, promuovendo, sul modello americano, l’eliminazione dai distributori automatici collocati nelle scuole di cibo e bevande ad alto contenuto calorico», si legge a pagina 40. Il problema delle macchinette che distribuiscono caffè, bibite e snack per 2,5 miliardi di euro l’anno è dunque considerato una delle priorità nazionali.

Un riflettore, quello acceso dal gruppo di lavoro del Quirinale, che provoca più di qualche fastidio agli operatori del vending (come lo chiamano gli addetti ai lavori), da un po’ di tempo allergici a ogni forma di pubblicità

Qualche anno fa erano finiti su Internet gli atti di un convegno in cui si celebrava la performance economica del settore. Appena negli uffici del fisco cominciarono a chiedersi quanto i distributori automatici fruttassero allo Stato in termini di entrate tributarie qualcuno lesto si premurò di far sparire il tutto. Il business delle macchinette va a gonfie vele e non sembra conoscere crisi. Secondo i dati ufficiali, i ricavi sono cresciuti del 12 per cento nel 2010 e di oltre il 7 per cento nel 2011.

Solo nel 2012, il primo anno dal dopoguerra chiuso con un calo nelle vendite nazionali dei beni di largo consumo, anche le macchinette hanno subìto una battuta d’arresto, limitando comunque al minimo i danni: se le consumazioni sono calate del 2,74 per cento, i prezzi sono saliti. E così alla fine il fatturato complessivo è sceso solo dello 0,78 per cento. Un’inezia.

I numeri sono impressionanti

Due milioni e 254 mila distributori installati un po’ ovunque: in uffici, scuole, ospedali, stazioni, aeroporti, impianti sportivi. Dieci milioni di clienti abituali (che infilano cioè una monetina nella macchinetta ogni giorno, o comunque più volte alla settimana). Più altri 12 milioni che danno il loro contributo in almeno un caso al mese. Un totale di pezzi venduti pari a 5 miliardi e 905 milioni ogni anno. E un esercito di 33 mila e 500 addetti.

Basta però prendersi la briga di impugnare una calcolatrice per capire che i conti non tornano in nessun modo. A partire dal numero dei clienti. Lucio Pinetti, presidente della Confida, l’associazione di settore della Confcommercio che rappresenta 500 tra produttori e gestori, assicura che tra il 2009 e il 2012 sono cresciuti di 980 mila unità e quindi, dice lui, del 2,3 per cento. Delle due l’una: o non sa far di conto o non la dice giusta, perché il 2,3 per cento di 22 milioni fa 506 mila.

Ma se anche si trattasse solo di un mero errore, sarebbe difficile far quadrare il volume delle vendite dichiarate (e la spesa media giornaliera per utente, quantificata dalla Demoskopea in 0,96 centesimi) con il fatturato ufficiale della gestione, indicato in 2 miliardi, 137 milioni, 964 mila e 250 euro (più 393 milioni, 587 mila e 245 euro di produzione di apparecchi). Vorrebbe infatti dire che il prezzo unitario delle confezioni in vendita supera di poco i 36 centesimi.

E uno studio commissionato dagli stessi operatori dice che su 20 prodotti solo cinque vengono offerti a meno di 40 centesimi.

Nella loro rivista, “Vending magazine”, produttori e gestori piangono miseria

Dicono che nel 2011 ben 17 tra le prime cento società hanno chiuso in perdita. E aggiungono: «Se calcoliamo la somma degli utili cumulati dalle top 100 negli ultimi cinque anni, al netto delle perdite, otteniamo un valore che, rapportato al fatturato cumulato dello stesso periodo, è 0,75 per cento». Occuparsi di macchinette, insomma, non conviene davvero, giurano. Resta allora da capire in base a quale imperscrutabile logica imprenditoriale pur di avere il permesso per installarle accettino di pagare all’azienda (o all’ospedale o alla stazione ferroviaria) che le ospita un ristorno (teoricamente giustificato dal consumo di acqua e di elettricità) pari in media al 12,9 per cento per i luoghi pubblici e al 5,9 per cento per quelli privati, che sono il 70 per cento del totale. Vai a sapere Del resto, basta esaminare un caso concreto per rendersi conto che le cose non stanno come si vorrebbe far credere.

Nel maggio del 2012 la Asl di Lecce ha assegnato il servizio di ristoro attraverso distributori automatici alla Somed Spa di Bari, che ha vinto la gara mettendo mano al portafoglio per 2 milioni 230 mila e 388 euro, guadagnandosi così il diritto di piazzare 211 macchinette per tre anni negli ospedali pugliesi. Per ogni distributore ha quindi accettato di pagare una sorta di ticket di parcheggio pari a 9,6 euro al giorno. Ebbene, se si divide il fatturato del settore per la gestione (2 miliardi, 137 milioni, 964 mila e 250 euro) per il numero degli apparecchi in funzione (2 milioni, 254 mila e 103) si ricava che l’incasso giornaliero medio è di 2,59 euro. Dai quali vanno poi sottratte le spese per l’acquisto dei prodotti e quelle per la manutenzione. Se le cifre fossero davvero quelle stampate sulle brochure della Confida, chi ha firmato quel contratto andrebbe dunque interdetto in tutta fretta.

Forse proprio perché non gli tornavano i conti, nella legge finanziaria del 2008 Vincenzo Visco, allora responsabile delle Finanze nel governo guidato da Romano Prodi, aveva previsto l’obbligo di installare nei distributori una sorta di scatola nera, in grado di registrarne fedelmente gli incassi. La norma sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2009. Ma Prodi fu disarcionato. E al suo posto tornò Silvio Berlusconi, che si portò alle Finanze l’allora fidato Giulio Tremonti, quello che da giovane studente definiva i condoni come provvedimenti da dittatori sudamericani e poi da ministro ne ha sparati una raffica senza battere ciglio.

Così, con un breve comma inserito in un decreto legge che a parole avrebbe dovuto meritoriamente ridurre i costi amministrativi a carico delle imprese italiane, le scatole nere sono state cassate.

E dire che Tremonti qualche informazione su come girano davvero le cose nel vending avrebbe potuto rintracciarla senza troppa fatica

Nella seconda azienda più importante del settore, il Gruppo Argenta (200 milioni di giro d’affari e 1.500 dipendenti), siede, con la qualifica di sindaco effettivo, un tal Antonio Vitali, domiciliato a Milano, in via Palestrina e prima in via Crocefisso 12. Cioè proprio dove ha sede lo studio legale (e fiscale) Tremonti, Vitali, Romagnoli, Picardi e Associati. Di cui Vitali è un partner.

Francesco Sanapo presenta in anteprima nazionale la performance per i Mondiali 2013

0
Francesco Sanapo
La locandina dell'esibizione di Franceco Sanapo

BADIA AL PINO (Arezzo) – È un evento speciale quello che la Caffè Corsini, azienda leader nel settore alimentare, propone presso la sua sede alle porte di Arezzo, in località Badia al Pino (via del Sembolino 62/64) il prossimo lunedì 6 maggio. Alle ore 11, la torrefazione aprirà le sue porte a tutti, dai semplici appassionati agli operatori del settore, a torrefattori e ai giovani baristi, per ospitare un’importante anteprima nazionale, ad ingresso libero e in nome del made in Italy: la performance con cui il tre volte campione italiano di caffetteria Francesco Sanapo (2010, 2011, 2013), responsabile master bar per Caffè Corsini, rappresenterà l’Italia al prossimo WBC (World Barista Championship), il mondiale del caffè che si terrà a Melbourne dal 22 al 26 maggio (http://worldbaristachampionship.com/).

Sanapo scalda i motori

Sarà una vera e propria simulazione della gara, con lo stesso ritmo e la stessa professionalità, la stessa con cui Sanapo cercherà di conquistare il titolo di campione mondiale, mai vinto da un italiano, tra gli oltre 55 paesi che si contenderanno il titolo. Così come per il mondiale, lunedì Sanapo preparerà 4 caffè espressi, 4 cappuccini e 4 bevande analcoliche a base di caffè in 15 minuti, e i partecipanti prenderanno il posto della giuria di esperti del settore, che Sanapo affronterà per il mondiale, e da cui verrà giudicato per il gusto, la pulizia, la creatività, l’abilità tecnica e la presentazione del prodotto.

Nell’evento di lunedì sarà possibile entrare in quell’universo, e, per la prima volta, spiare da vicino l’esperienza di Sanapo, accumulata nei viaggi in giro per il mondo e nei Paesi d’Origine del caffè, alla ricerca dei caffè speciali da presentare per la gara. Sarà un’occasione unica per apprendere notizie sull’universo caffè, tra sezioni di assaggio, di cupping, sperimentando nuovi metodi e strategie. E per fare il tifo per lui, uniti nel sentimento del tricolore.

Spiega Patrick Hoffer, Presidente della Caffè Corsini, che da molti anni sostiene il percorso di Sanapo

Dandogli la possibilità di creare miscele da competizione nel laboratorio di qualità dell’azienda toscana: “Vorrei che l’evento andasse oltre le semplici schematizzazioni. Non parliamo della gara della Corsini, o della gara di Sanapo, ma di una gara che può riunire l’italia a supportare l’evoluzione e la qualità del made in italy. Ci auguriamo che venga vissuta in questo modo”. Per l’evento è gradita la prenotazione al numero 800868054 o a info@caffecorsini.it. Ulteriori informazioni sul percorso di Sanapo visibili sul nuovo sito www.francescosanapo.com e sull’account twitter francesco sanapo.

Francesco Sanapo è nato a Specchia, in provincia di Lecce, il 2 dicembre del 1979

Ha cominciato a fare il barista giovanissimo nella Caffetteria del padre Silvano nel paese di nascita. Dopo essersi recato a Londra ed aver parlato con il proprietario di Harrod’s, ha capito quanta professionalità e ricerca ci sia dietro un vero caffè. Ha quindi cominciato a fare corsi di formazione in giro per il mondo, frequentando, tra gli altri, la “9bar Academy” di Pavia, l’AIBES (Associazione italiana barmen e sostenitori). Si è diplomato presso la S.C.A.E. (Speciality Coffee Association of Europe) di Londra, diventandone socio.

Si è trasferito a Firenze nel 2000 ed ha lavorato in varie caffetterie. E’ attualmente responsabile master bar e direttore artistico del festival Pausa Caffe’ insieme a Andrej Godina. Caffè Corsini è stata fondata ad Arezzo nel 1950 da Corsino Corsini, che da un piccolo laboratorio artigianale di lavorazione del caffè ha creato una delle più importanti torrefazioni italiane nel mondo. È presente attualmente con i suoi prodotti in oltre 60 paesi del mondo, nei department store più importanti, da Harrods a Londra alla Galeire Lafayette a Parigi, ai Magazzini Gum a Mosca, oltre a tutte le catene di supermarket in Italia.

Francesco Sanapo presenta la sua esibizione per il mondiale Wbc

0
sanapo

MILANO – Dal prossimo 22 al 26 si svolgeranno a Melbourne in Australia le finali per il WBC, il World Barista Championship, la manifestazione che ogni anno, in una sede diversa, nomina il migliore barista del mondo. Quest’anno, e per la terza volta, l’Italia sarà rappresentata dal suo campione nazionale, Francesco Sanapo.

Lunedì 6 maggio, ore 11, Caffè Corsini, via del Sembolino 62/64, Badia al Pino (Arezzo) il tre volte campione italiano di caffetteria presenterà in anteprima la sua esibizione che ci ha spiegato in una video intervista.

Sanapo pronto per Melbourne

Per vedere e ascoltare l’intervista basta cliccare sotto: http://www.youtube.com/watch?v=U2T7Mgw3ND8

WORLD BARISTA CHAMPIONSHIP 2013 – Francesco Sanapo al lavoro nel suo laboratorio anche il primo maggio

0
wbc Francesco Sanapo Torino
Francesco Sanapo all'opera a Torino

MILANO – Dal prossimo 22 al 26 si svolgeranno a Melbourne in Australia le finali per il WBC, il World Barista Championship, la manifestazione che ogni anno, in una sede diversa, nomina il migliore barista del mondo.

Wbc Australia: Francesco Sanapo per l’Italia

Quest’anno, e per la terza volta, l’Italia sarà rappresentata dal suo campione nazionale, Francesco Sanapo.

La sua collaborazione ad illustrare la sua preparazione è testimoniata anche dalla costanza nel rilasciare video esplicativi.

Per condividere l’esperienza con tutti coloro che vogliono vivere la gara al massimo

Osservandone non solo la perfomance vera e propria, ma anche tutto ciò che precede la gara stessa. Il Wbc infatti, non è solo la sfida di qualche giorno.

E’ tutto ciò che vi gravita attorno, dall’allenamento sino alla pratica sul palco.

MILANO – Dalla Corte: domani prende il via appuntamento al dc campus

0
Latte Art Grading Battle

MILANO – Il 3, 4 e 5 maggio si svolge a Milano al dc loft 127, in via Candiani 127, il dc campus. L’appuntamento dedicato ai campioni internazionali delle categorie Latte Art e Coffee in Good Spirits .Che si confronteranno così nelle finali mondiali in programma a Nizza (Francia) dal 26 al 28 giugno.

Dc Campus Dalla Corte

Per gli operatori del settore è di sicuro un’importante occasione per entrare in contatto con i migliori baristi a livello internazionale.

Per conoscere così bene le loro tecniche; la loro conoscenza approfondita del mondo del caffè e dell’espresso. Oltre che il mondo dei campionati Scae.

Il programma si mostra denso di momenti di informazione. Prove, dimostrazioni; “amichevoli” a colpi di decori con la lattiera e simulazioni delle finali delle due categorie.

Sabato 4 maggio

In calendario numerosi incontri sui temi della latte arte e del caffè nel bere miscelato. Con l’intervento di esperti del settore e prove pratiche.

Domenica 5 maggio

Nel pomeriggio, porte aperte a curiosi e amanti del caffè che possono assistere alle gare di Latte Art, Coffee in Good Spirits e Latte Soyart. Una nuova competizione in cui sono protagonisti i cappuccini decorati con latte di soia.

In una sala adiacente si può un buon espresso e fare una rapida “proof of taste” (la “prova del gusto”). Scoprendo così l’influenza che la temperatura di erogazione ha sul gusto del prodotto in tazza. Assieme ai segreti per ottenere un eccellente espresso.

Il dC Campus è organizzato da Dalla Corte macchine per espresso

Insieme a Mahlkönig, Urnex, Alpro, con la collaborazione di Latte Centrale di Brescia, Grand Marnier e Cafés Richard.

“50 BEST 2013” – Lavazza e Massimo Bottura reinterpretano il tiramisù italiano

0
50 best 2013

TORINO – Lavazza è partner e protagonista dell’evento internazionale più esclusivo dedicato alla gastronomia, il “ The World’s 50 Best Restaurant ”.

La classifica a livello mondiale per gli esperti di gastronomia svoltosi il 29 aprile a Londra. Un “50 Best” che, ancora una volta, è all’insegna dell’italianità.

Garantita dalla firma di Lavazza, che ha fatto grande nel mondo l’espresso italiano, e dalla indiscussa dote di Massimo Bottura di rivisitare in chiave non convenzionale i sapori più autentici del patrimonio gastronomico italiano. Una capacità che ha messo d’accordo critica e guide italiane e mondiali.

50 Best 2013: i piatti firmati Bottura e Lavazza

Per Lavazza e i “ 50 Best 2013 ”, Massimo Bottura ha creato It’s just a dessert. E’ solo un dessert, una giocosa reinterpretazione del classico Tiramisù italiano.

The Trail of Tiramisù

(“Sulle tracce del Tiramisù”) pubblicato dalWashington Post, riporta la storia che sta alla base  del tipico dolce italiano. Creato verso la fine degli anni Settanta.

Andando ad aggiungersi alle innumerevoli interpretazioni realizzate in tutto il mondo, lo Chef Massimo Bottura ha creato una propria versione rigorosamente stravolta. Tradendone la forma in nome del gusto.

Con questo dessert, che è stato servito a Londra ai migliori 50 chef del mondo, Massimo Bottura stuzzica la fantasia per innescare una rivoluzionaria esperienza di questo amatissimo piatto.

Servita in una tazzina di vetro Lavazza, il rituale italiano dell’espresso è capovolto

Croccante e cremoso, caldo e freddo, It’s just a dessert parla dolcemente al palato con una schiuma di mascarpone alla vaniglia; briciole di amaretto, nocciole e mandorle; gelato di caffè Lavazza ¡Tierra! e un sussurro finale di tuorlo d’uovo.

I 500 invitati – chef stellati, critici gastronomici, opinion leaders –

Sono intervenuti da tutto il mondo per partecipare all’evento organizzato da “Restaurant Magazine”. Hanno potuto quindi gustare questo straordinario piatto firmato dallo Chef classificatosi nella top 5 della passata edizione dei “ 50 best 2013 ” e realizzato con caffè Lavazza nella sua miscela ¡Tierra!.

Ancora una volta, Lavazza parla sia di innovazione sia di tradizione

Affermandosi come It’s just a dessert E’ solo un dessert il caffè che meglio di ogni altro incarna l’italianità. Che si adatta perfettamente tanto alla cucina più tradizionale come alla cucina più creativa.

La collaborazione con Bottura e la partnership dell’azienda con questo evento di risonanza internazionale confermano, infatti, che Lavazza è la firma scelta dall’alta gastronomia mondiale.

Da oltre trent’anni si dedica alla sperimentazione sul prodotto, non solo attraverso il proprio Training Center. La prima scuola dell’Espresso fondata in Italia nel 1979 e che oggi conta 50 sedi in tutto il mondo.

Ma anche attraverso collaborazioni eccellenti, come quelle con Slowfood, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e con chef di fama internazionale. Tra cui, oltre a Bottura, il geniale Ferran Adrià, Carlo Cracco e Davide Oldani.

Il Training Center Lavazza

Insieme a questi chef di rilievo mondiale, ha dato vita a nuove e inesplorate forme del caffè, inimmaginabili prima di allora. Nascono così le creazioni di Adrià, come Èspesso, il primo caffè solido della storia, Coffesphere. Ovvero l’uovo di caffè, e il Caviale di Caffè.

E poi Coffee Lens

Le lenti al caffè firmate da un altro chef d’eccezione come Carlo Cracco; o ancora E-Spoon ed E-Cup. Progettate dallo chef Davide Oldani per conservare intatte tutte le caratteristiche aromatiche dell’autentico espresso italiano.

Da decenni di ricerca e sperimentazione sul caffè sono nati nuovi modi di intendere l’espresso. Prodotti nuovi destinati al consumo fuori casa che hanno riscosso immediato successo di pubblico attraverso una vasta gamma di ricette sempre nuove. Vere e proprie gourmandises per intenditori alla portata di tutti.

Eccellenza, tradizione, innovazione, esperienza

La presenza di Lavazza nei principali eventi internazionali dedicati all’alta gastronomia e nella carta dei ristoranti più esclusivi è un risultato molto importante per un’azienda che ha come mission più importante la diffusione in tutto il mondo dell’autentico espresso made in Italy.

Costa Coffee – Superato il traguardo del miliardo di sterline di fatturato

0
costa coffee
Costa Coffee

MILANO – La corazzata Whitbread, con Costa Coffeeavanza inesorabile verso nuovi traguardi. Supera così la pietra miliare dei 2 miliardi di sterline (2,36 miliardi di euro) di fatturato. È il dato che emerge dai risultati preliminari per l’esercizio terminato il 28 febbraio, che il colosso britannico del leisure ha pubblicato lunedì.

Costa Coffee. Le cifre di bilancio

Restituiscono il ritratto di un gruppo in salute, con una crescita robusta di utili e fatturato.

Le vendite hanno raggiunto i 2,03 miliardi di sterline. Con una crescita del 14,2% (+3,7% a parità di perimetro). Invece, l’utile ante imposte cresce dell’11,4% salendo a 356,5 milioni di sterline.

L’eps è di 150,45 pence (+12%). Mentre, il dividendo annuo di 57,40 pence.

Gli utili di Whitbread Hotels and Restaurants

Registrano un +5,9% toccando i 313,1 milioni di sterline.

Il fatturato della catena di alberghi economici Premier Inn avanza del 13,1% (3,1% like-for-like). Rosicchiando quote di mercato alla concorrenza più costosa.

Ma la performance più rilevante arriva, ancora una volta, da Costa Coffee

L’asset sempre più centrale nelle strategie di espansione del gruppo. La catena di caffetterie fondata nel 1971 a Londra dai fratelli italiani Sergio e Bruno Costa (dal 1995 nella famiglia Whitbread) taglia a sua volta, in netto anticipo sui tempi previsti, un altro traguardo storico. Quello del miliardo di sterline di fatturato, raggiunto conseguendo un incremento del 24,1% delle vendite su scala globale.

L’utile operativo cresce del 29,3% a 90,1 milioni di sterline; mentre il roic cresce di 2,3 punti percentuali al 34,7%.

“Nell’aprile 2011 ci eravamo prefissati l’ambizioso obiettivo del raddoppio del fatturato annuo da 659 milioni a 1,3 miliardi entro il 2016.

– si legge nella nota a corredo dei risultati. – Siamo ormai in vista di questo storico traguardo e il nostro nuovo obiettivo è ora quello di raggiungere i 2 miliardi di sterline entro il 2018.

Entro la stessa data, Premier Inn Uk punta ad accrescere del 45% il numero di stanze nel Regno Unito portandolo a 75mila.

Sempre entro il 2018, Whitbread intende creare 12mila nuovi posti di lavoro

Che andranno ad aggiungersi ai 3mila posti netti creati  nel 2012/13. Tornando a Costa, le vendite della “catena di caffetterie preferita dagli inglesi” registrano intanto (esclusi i locali in franchising) un +24% in Uk. Raggiungendo i 592 milioni di sterline. Le vendite a parità di perimetro sono cresciute del 6,8%.

Durante l’esercizio trascorso sono state accese 186 nuove insegne portando il totale dei locali in terra britannica 1.578; ampiamente in linea con un ruolino di marcia che prevede di avere 1.900 esercizi operativi entro il 2016.

Bene anche Costa Express

Che conta oltre 2.500 punti vending (di cui 700 in partnership con Shell). Mentre l’azienda non ha fornito cifre specifiche per quanto riguarda le vendite della gamma di prodotti “Costa at home”. (caffè e bevande a base di caffè in serving Tassimo) recentemente lanciata sul mercato.

Costa cita inoltre i rilevanti investimenti compiuti nella formazione (con le Costa Accademies)

Oltre che nella ristrutturazione dei punti vendita: due terzi dei locali britannici sono stati inaugurati o totalmente rinnovati nell’arco degli ultimi 3 anni.

Un recente indagine YouGov

Conferma intanto che Costa Coffee continua a essere in cima alle preferenze dei britannici. Con una popolarità in cresciuta di quasi 8 punti percentuali dopo lo scandalo fiscale che ha travolto Starbucks.

Costa ha servito 320 milioni di tazze di caffè

E altre bevande in Uk portando la sua share dal 10% all’11%.

Il direttore finanziario Nicholas Cadbury ha sottolineato come il buon andamento delle vendite sia dipeso anche dall’inverno rigido;

che ha incoraggiato le pause caffè durante lo shopping nelle high street incidendo anche sui tempi di permanenza nei locali.

Gli utili di Costa International calano a 2,4 milioni di sterline

Dai 4,6 dell’esercizio precedente, per effetto degli investimenti compiuti nell’espansione del business globale.

Le vendite di Costa Emei crescono del 4,9% (4,8% like for like). Con risultati positivi in medio oriente e qualche difficoltà invece in Polonia. Anche a causa dell’elevamento dell’aliquota iva sulle bevande a base di latte al 23%.

In Cina, Costa registra 89 nuove aperture portando il totale dei locali a 253 in 28 città. Confermato l’obiettivo dei 500 locali operativi entro il 2016.

Ico– Frena l’export a marzo, positive le variazioni sui 6 mesi e sull’anno

0
dolci colombiani export mondiale

MILANO – Export in frenata a marzo. Secondo i dati Ico diffusi martedì, le esportazioni di caffè in tutte le forme dei paesi membri sono state nel terzo mese dell’anno solare, sesto dell’annata cafferia, di 9,61 milioni di sacchi. In calo quindi del 3,9% rispetto a marzo 2012 quando furono pari a poco più di 10 milioni di sacchi.

Ico: i dati del rapporto

Cresce l’export di brasiliani naturali (+10%) e colombiani dolci (+16,5%). Mentre segnano il passo gli imbarchi di altri dolci (-14%) e robusta (-8,3%).

Nei primi 6 mesi del 2012/13

Le esportazioni hanno raggiunto i 56,1 milioni di sacchi, con un incremento del 7% sul primo semestre 2011/12.

Nell’arco degli ultimi 12 mesi disponibili, l’export ha raggiunto il livello senza precedenti di 113.153.005 sacchi in crescita dell’8,6% sul pari periodo immediatamente precedente. In calo gli arabica (-3%), mentre le esportazioni di robusta crescono del 18%.

Tutte le statistiche a questo link.

4 EURO – BuzzFeed fa i conti ma sbaglia il prezzo del caffè

0
4 euro

MILANO – Cinque dollari corrispondono, al cambio attuale poco più di 4 euro. Poca cosa, direte, ma non in tutto il mondo il loro potere d’acquisto è lo stesso. E come si fa a stabilire il valore reale di una certa cifra?

4 euro: cosa si può comprare con questa cifra?

E’ sufficiente, per esempio, vedere quanto cibo si può comprare con quei soldi. Secondo BuzzFeed, con 5 dollari si possono comprare 3,8 kg di banane negli Usa e 11 kg in Etiopia.

Allo stesso modo, con i soliti 5 dollari, in Italia si possono comprare 200 grammi di caffè.

Un po’, tanto per la verità

Infatti, con quella cifra si può riuscire a comprare quasi un chilo di caffè, a seconda della qualità, naturalmente.

Al di là dell’affidabilità delle singole cifre, è interessante vedere come cambi il valore della stessa cifra di denaro da Paese in Paese su www.gizmondo.com

Cioccolato – Barry Callebaut: cacao asiatico per i prodotti americani

0
barry callebaut
Barry Callebaut

ZURIGO (Svizzera) – Barry Callebaut accelera il suo sviluppo in Asia. Un mercato ancora modesto nel comparto del cacao. Ma dove il gigante svizzero, lo scorso dicembre, per 950 milioni di dollari, ha acquisito la divisione ingredienti dell’azienda di Singapore Petra.

Barry Callebaut punta sui mercati emergenti

Con questa operazione, la quota a volume della produzione del colosso sui mercati emergenti dovrebbe passare, entro la fine dell’anno, dal 22 al 30%.

Le peculiarità del cacao asiatico sono molto apprezzate dai consumatori americani

L’America, oggi, per l’azienda rappresenta il secondo mercato, con tassi di crescita che, nel secondo semestre dell’esercizio 2012-2013, chiuso il 28 febbraio 2013, hanno raggiunto il  13,6%.