sabato 17 Gennaio 2026
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Cacao, cambio di rotta sul cioccolato: non è un eccitante ma un calmante

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international chocolate tasting
Cioccolato: l'assaggio da competizione

MILANO – Il cioccolato al mattino, durante lo studio o nei periodi di stress vi fa sentire meglio. Succede perché è un eccitante che riempie di energia? Tutto il contrario, ci dice invece uno studio condotto in Australia dall’università di Sydney. Alcuni estratti del cacao sono invece un meraviglioso… calmante!

Lo studio è stato condotto su 72 persone, uomini e donne di età compresa tra 40 e 65 anni. Sono stati divisi in tre gruppi diversi, ai quali per un mese, ogni giorno, è stato somministrato un integratore basato su 500 milligrammi o 250 milligrammi di polifenoli. Oppure una bibita senza nessun polifenolo. I polifenoli sono molecole estratte dal cacao e fanno parte del gusto del cioccolato. E che noi pensiamo dia questa splendida carica di energia.

Funziona non l’eccitamento ma il rilassamento

In realtà, dai risultati, si è visto come il gruppo di soggetti che aveva assunto per un mese 500mg al giorno di polifenoli fosse più calmo e lucido; rispetto ai soggetti degli altri due gruppi. Dunque, queste molecole contenute nel cacao hanno il potere di farci star bene col rilassamento. Non con l’eccitazione. Nessuna differenza, invece, per quanto riguarda le abilità cognitive nei tre gruppi.

Fonte: Benessere

Comunicaffè, oggi la prima notizia siamo noi: dopo dieci anni il notiziario cambia il modo di invio notizie

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La nuova tecnica di diffusione di Comunicaffè ci permetterà di diffondere più notizie, immagini e video interviste senza inviare file pesanti perché tutto farà capo al portale che, tra l’altro, potrete consultare da tutto il mondo.

Inoltre, prestissimo, il portale stesso conterrà anche l’archivio delle migliaia di notizie sul caffè il cacao e il tè che abbiamo diffuso in questi primi dieci anni

Ma le novità che vi aspettano saranno ancora tante e vi chiediamo soltanto un po’ di pazienza.

Speriamo che l’innovazione piaccia e incontri il vostro interesse e attendiamo i vostri commenti che terremo nel massimo conto.

Il campione italiano di caffetteria Francesco Sanapo presenta in anteprima nazionale la performance con cui gareggerà ai Mondiali di caffè 2013. Uniti nel nome del made in Italy: Sanapo rappresenterà l’Italia al WBC (World Barista Championship) che si terrà a Melbourne (Australia) il prossimo 22-26 maggio

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caffè corsini

BADIA AL PINO (Arezzo) – È un evento speciale quello che Caffè Corsini, azienda leader nel settore alimentare, propone presso la sua sede alle porte di Arezzo. In località Badia al Pino (via del Sembolino 62/64) il prossimo lunedì 6 maggio.

Caffè Corsini si rivolge agli operatori

Alle ore 11, la torrefazione aprirà le sue porte a tutti, dai semplici appassionati agli operatori del settore; a torrefattori e ai giovani baristi, per ospitare un’importante anteprima nazionale. Ad ingresso libero e in nome del made in Italy.

La performance con cui il tre volte campione italiano di caffetteria Francesco Sanapo (2010, 2011, 2013). Responsabile master bar per Caffè Corsini, rappresenterà l’Italia al prossimo Wbc (World Barista Championship). Il mondiale del caffè che si terrà a Melbourne dal 22 al 26 maggio.

Sarà una vera e propria simulazione della gara

Con lo stesso ritmo e la stessa professionalità, la stessa con cui Sanapo cercherà di conquistare il titolo di campione mondiale; mai vinto da un italiano, tra gli oltre 55 paesi che si contenderanno il titolo.

Così come per il mondiale, lunedì Sanapo preparerà 4 caffè espressi, 4 cappuccini e 4 bevande analcoliche a base di caffè in 15 minuti.

Inoltre, i partecipanti prenderanno il posto della giuria di esperti del settore, che Sanapo affronterà per il mondiale. Da cui verrà giudicato per il gusto, la pulizia, la creatività; l’abilità tecnica e la presentazione del prodotto.

Nell’evento di lunedì

Sarà possibile entrare in quell’universo, e, per la prima volta, spiare da vicino l’esperienza di Sanapo. Accumulata nei viaggi in giro per il mondo e nei Paesi d’Origine del caffè, alla ricerca dei caffè speciali da presentare per la gara.

Sarà un’occasione unica per apprendere notizie sull’universo caffè. Tra sezioni di assaggio, di cupping, sperimentando nuovi metodi e strategie.

E per fare il tifo per lui, uniti nel sentimento del tricolore.

Spiega Patrick Hoffer, Presidente della Caffè Corsini

Da molti anni sostiene il percorso di Sanapo, dandogli la possibilità di creare miscele da competizione nel laboratorio di qualità dell’azienda toscana.

“Vorrei che l’evento andasse oltre le semplici schematizzazioni. Non parliamo della gara della Corsini, o della gara di Sanapo.

Ma di una gara che può riunire l’italia a supportare l’evoluzione e la qualità del made in italy. Ci auguriamo che venga vissuta in questo modo”.

Per l’evento

E’ gradita la prenotazione al numero 800868054 o a info@caffecorsini.it.

Ulteriori informazioni sul percorso di Sanapo visibili sono visibili sul nuovo sito www.francescosanapo.com. Oppure sull’account twitter francesco sanapo.

 LE SCHEDE SINTETICHE

Francesco Sanapo è nato a Specchia, in provincia di Lecce, il 2 dicembre del 1979. Ha cominciato a fare il barista giovanissimo nella Caffetteria del padre Silvano nel paese di nascita.

Dopo essersi recato a Londra ed aver parlato con il proprietario di Harrod’s, ha capito quanta professionalità e ricerca ci sia dietro un vero caffè.

Ha quindi cominciato a fare corsi di formazione in giro per il mondo. Frequentando, tra gli altri, la “9bar Academy” di Pavia, l’AIBES (Associazione italiana barmen e sostenitori).

Si è diplomato presso la S.C.A.E. (Speciality Coffee Association of Europe) di Londra, diventandone socio. Si è trasferito a Firenze nel 2000 ed ha lavorato in varie caffetterie. E’ attualmente responsabile master bar e direttore artistico del festival Pausa Caffe’ insieme a Andrej Godina.

Caffè Corsini è stata fondata ad Arezzo nel 1950

Da Corsino Corsini, che da un piccolo laboratorio artigianale di lavorazione del caffè ha creato una delle più importanti torrefazioni italiane nel mondo.

È presente attualmente con i suoi prodotti in oltre 60 paesi del mondo, nei department store più importanti. Da Harrods a Londra alla Galeire Lafayette a Parigi; ai Magazzini Gum a Mosca, oltre a tutte le catene di supermarket in Italia.

VENDING – La “macchinetta” evade le tasse. Lo scoop realizzato da L’Espresso

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Canadian Healthy Vending

di Stefano Livadiotti e Giulia Paravicini

MILANO – Ventidue milioni di italiani consumano caffè, bibite e merendine ai distributori automatici: Specie negli uffici. Un business enorme, i cui proventi sfuggono al fisco. Grazie a Tremonti(27 aprile 2013) Il mercato del lavoro. La riforma fiscale. E le macchinette che distribuiscono merendine. 

Macchinette evasori fiscali

Cosa hanno in comune? Semplice: sono tra i temi caldi indicati nell'”Agenda possibile“. La relazione dei saggi in materia economico-sociale che è stata consegnata nei giorni scorsi al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Che costituirà una sorta di traccia per il programma del nuovo governo.

«Bisogna potenziare iniziative finalizzate a insegnare stili di vita salutari nelle scuole e nelle università. Promuovendo, sul modello americano, l‘eliminazione dai distributori automatici collocati nelle scuole di cibo e bevande ad alto contenuto calorico», si legge a pagina 40.

Il problema delle macchinette

Quelle che distribuiscono caffè, bibite e snack per 2,5 miliardi di euro l’anno è dunque considerato una delle priorità nazionali.

Un riflettore, quello acceso dal gruppo di lavoro del Quirinale, che provoca più di qualche fastidio agli operatori del vending; (come lo chiamano gli addetti ai lavori). Da un po’ di tempo allergici a ogni forma di pubblicità.

Qualche anno fa erano finiti su Internet gli atti di un convegno in cui si celebrava la performance economica del settore. Appena negli uffici del fisco cominciarono a chiedersi quanto i distributori automatici fruttassero allo Stato in termini di entrate tributarie qualcuno lesto si premurò di far sparire il tutto.

Il business delle macchinette va a gonfie vele

Non sembra conoscere crisi. Secondo i dati ufficiali, i ricavi sono cresciuti del 12 per cento nel 2010 e di oltre il 7 per cento nel 2011.

Solo nel 2012, il primo anno dal dopoguerra chiuso con un calo nelle vendite nazionali dei beni di largo consumo; anche le macchinette hanno subìto una battuta d’arresto. Limitando comunque al minimo i danni.

Se le consumazioni sono calate del 2,74 per cento, i prezzi sono saliti. E così alla fine il fatturato complessivo è sceso solo dello 0,78 per cento. Un’inezia.

I numeri sono impressionanti

Due milioni e 254 mila distributori installati un po’ ovunque: in uffici, scuole, ospedali; stazioni, aeroporti, impianti sportivi. Dieci milioni di clienti abituali. (che infilano cioè una monetina nella macchinetta ogni giorno, o comunque più volte alla settimana).

Più altri 12 milioni che danno il loro contributo in almeno un caso al mese. Un totale di pezzi venduti pari a 5 miliardi e 905 milioni ogni anno. E un esercito di 33 mila e 500 addetti.

Basta però prendersi la briga di impugnare una calcolatrice per capire che i conti non tornano in nessun modo

A partire dal numero dei clienti. Lucio Pinetti, presidente della Confida, l’associazione di settore della Confcommercio che rappresenta 500 tra produttori e gestori. Assicura che tra il 2009 e il 2012 sono cresciuti di 980 mila unità e quindi, dice lui, del 2,3 per cento.

Delle due l’una

O non sa far di conto o non la dice giusta, perché il 2,3 per cento di 22 milioni fa 506 mila. Ma se anche si trattasse solo di un mero errore, sarebbe difficile far quadrare il volume delle vendite dichiarate. (e la spesa media giornaliera per utente, quantificata dalla Demoskopea in 0,96 centesimi).

Con il fatturato ufficiale della gestione, indicato in 2 miliardi, 137 milioni, 964 mila e 250 euro. (più 393 milioni, 587 mila e 245 euro di produzione di apparecchi).

Vorrebbe infatti dire che il prezzo unitario delle confezioni in vendita supera di poco i 36 centesimi. E uno studio commissionato dagli stessi operatori dice che su 20 prodotti solo cinque vengono offerti a meno di 40 centesimi.

Nella loro rivista, “Vending magazine”

Produttori e gestori piangono miseria. Dicono che nel 2011 ben 17 tra le prime cento società hanno chiuso in perdita. E aggiungono.

«Se calcoliamo la somma degli utili cumulati dalle top 100 negli ultimi cinque anni, al netto delle perdite, otteniamo un valore che, rapportato al fatturato cumulato dello stesso periodo, è 0,75 per cento».

Occuparsi di macchinette, insomma, non conviene davvero, giurano

Resta allora da capire in base a quale imperscrutabile logica imprenditoriale pur di avere il permesso per installarle accettino di pagare all’azienda (o all’ospedale o alla stazione ferroviaria) che le ospita un ristorno. (teoricamente giustificato dal consumo di acqua e di elettricità).

Pari in media al 12,9 per cento per i luoghi pubblici e al 5,9 per cento per quelli privati, che sono il 70 per cento del totale. Vai a sapere

Del resto, basta esaminare un caso concreto per rendersi conto che le cose non stanno come si vorrebbe far credere

Nel maggio del 2012 la Asl di Lecce ha assegnato il servizio di ristoro attraverso distributori automatici alla Somed Spa di Bari; che ha vinto la gara mettendo mano al portafoglio per 2 milioni 230 mila e 388 euro; guadagnandosi così il diritto di piazzare 211 macchinette per tre anni negli ospedali pugliesi.

Per ogni distributore ha quindi accettato di pagare una sorta di ticket di parcheggio pari a 9,6 euro al giorno. Ebbene, se si divide il fatturato del settore per la gestione (2 miliardi, 137 milioni, 964 mila e 250 euro). Per il numero degli apparecchi in funzione (2 milioni, 254 mila e 103) si ricava che l’incasso giornaliero medio è di 2,59 euro.

Dai quali vanno poi sottratte le spese per l’acquisto dei prodotti e quelle per la manutenzione. Se le cifre fossero davvero quelle stampate sulle brochure della Confida, chi ha firmato quel contratto andrebbe dunque interdetto in tutta fretta.

Forse proprio perché non gli tornavano i conti, nella legge finanziaria del 2008 Vincenzo Visco, allora responsabile delle Finanze nel governo guidato da Romano Prodi, aveva previsto l’obbligo di installare nei distributori una sorta di scatola nera. In grado di registrarne fedelmente gli incassi.

La norma sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2009. Ma Prodi fu disarcionato

E al suo posto tornò Silvio Berlusconi, che si portò alle Finanze l’allora fidato Giulio Tremonti. Quello che da giovane studente definiva i condoni come provvedimenti da dittatori sudamericani e poi da ministro ne ha sparati una raffica senza battere ciglio.

Così, con un breve comma inserito in un decreto legge che a parole avrebbe dovuto meritoriamente ridurre i costi amministrativi a carico delle imprese italiane. Le scatole nere sono state cassate.

E dire che Tremonti qualche informazione su come girano davvero le cose nel vending avrebbe potuto rintracciarla senza troppa fatica.

Nella seconda azienda più importante del settore, il Gruppo Argenta (200 milioni di giro d’affari e 1.500 dipendenti), siede, con la qualifica di sindaco effettivo, un tal Antonio Vitali; domiciliato a Milano, in via Palestrina e prima in via Crocefisso 12.

Cioè proprio dove ha sede lo studio legale (e fiscale) Tremonti, Vitali, Romagnoli; Picardi e Associati. Di cui Vitali è un partner.

 

Lucio Pinetti. La replica Confida “Distribuzione Automatica: un settore trasparente”

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lucio pinetti vending confida venditalia
Lucio Pinetti Presidente Confida

MILANO – Confida, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, esprime grande indignazione per la superficialità con la quale il settimanale l’Espresso, n. 17 2013 nell’articolo “Il Fisco non prende caffè“. A firma Stefano Livadiotti e Giulia Paravicini, ha trattato il tema della distribuzione automatica e per l’approccio più da processo sommario che da inchiesta che ne è derivato.

Lucio Pinetti si espone contro l’Espresso

L’articolo riporta, oltre ad inaccettabili insinuazioni diffamatorie, grossolani errori di interpretazione dei dati di settore.

Con gli stessi dati in possesso dell’Espresso (“Studio sul settore della Distribuzione Automatica Italiana 2012″ a cura di Accenture; – Aprile 2013 e “Vending, Comportamenti d’uso e soddisfazione – Indagine quantitativa” a cura di Demoskopea – Febbraio 2013.) dimostriamo di seguito che basta una corretta lettura dei numeri per giungere a considerazioni totalmente opposte a quelle insinuate nell’articolo.

Il Vending è un settore sano, ma specialmente trasparente.

Ecco la dimostrazione. Iniziamo dal numero di consumatori:

L’articolo contesta la veridicità dell’aumento stimato in un milione di unità tra gli utilizzatori di distributori automatici nel triennio 2009-2012.

Calcolatrice alla mano, iniziamo dall’universo di utilizzatori di distributori automatici (studio Demoksopea 2012)

Il campione analizzato da Demoskopea e’ quello relativo agli Italiani di età compresa tra i 18 e i 64 anni. Ovvero, relativamente al periodo di analisi (12-16 novembre 2012) pari a circa 38.100.000 individui.

L’incremento di utilizzatori di distributori automatici nel triennio 2009 – 2012 è stato pari al 2.3%. (dal 41,9 nel 2009 al 44,2 nel 2012)

Estendendo il campione 

A tutti gli Italiani potenzialmente utilizzatori di distributori automatici (dai 14 anni in su) si ottiene un universo di 51.600.000 individui, di cui il 44,2% è pari a circa 22.800.000.

Nel 2009 lo stesso universo era composto da 52.400.000 individui e il 41,9% era pari a 21.950.000. Con le dovute approssimazioni, indicare in circa un milione l’aumento dei consumatori è assolutamente corretto.

L’errore quindi è stato dei giornalisti autori dell’articolo

Per calcolare l’incremento dei consumatori hanno applicato l’aumento agli italiani già utilizzatori di distributori automatici e non al totale della popolazione.

Questa è solo la prima, e non la più grave, delle ingiustizie rese al settore.

Andiamo avanti

Rispetto alla presunta allergia a forme di pubblicità, menzionata nelle prime righe dell’articolo, rimandiamo alla campagna di pubblicità “Macchinetta Amore Mio“.

Realizzata nel 2011 e andata in onda su Sky, Mediaset Premium e numerosi portali internet. Nonché alla campagna appena conclusasi – novembre 2012/gennaio 2013 – per promuovere il marchio di qualità TQS Vending (specifico per la distribuzione automatica) su una ventina circa di testate giornalistiche di settori diversi; (Case da abitare, Corriere delle comunicazioni, Macplas, Qualenergia; La nuova ecologia, La termotecnica, Imprese edili, ItaliaImballaggio; Technofashion, Farmacia news, Reti idriche e gas;

Il giornale della ceramica, Rassegna dell’imballaggio; Acqua e aria, Il sole24ore edilizia e territorio; Il giornale dell’ingegnere, Innovazione P.A., L’ufficio tecnico, Panorama della sanità).

E’ quindi falsa l’affermazione che la Distribuzione Automatica è un settore allergico alla pubblicità

Anzi alla sua visibilità questa dedica grandi investimenti e molta attenzione.

Rispetto poi a presunte sparizioni di atti di convegni in cui si celebravano i dati del settore, svaniti poi da internet. Basta andare sul sito di Confida (area stampa e dati di settore) per trovare tutti i comunicati stampa (correlati di dati) relativi ai convegni da noi organizzati e la rassegna stampa relativa al settore. Falso quindi anche affermare che siano spariti da internet numeri del comparto.

Veniamo ai conti del Settore

Che sono la parte più importante dell’articolo e rappresentano gli errori più grossolani commessi dai giornalisti. La verità va cercata nei numeri, naturalmente ci vuole un minimo di impegno per fare due facili calcoli.

Per tutte le valutazioni che seguiranno utilizzeremo lo Studio di Settore sulla Distribuzione Automatica 2012 di Accenture.

Il totale del parco macchine installato in Italia 

E’ pari a 2.431.394 distributori automatici, di cui 1.687.394 riguarda le Macchine OCS – Office Coffee Service. Quelle cioè piccole da ufficio funzionanti a capsule e cialde.

Queste ultime, da sole, valgono 1.598.870.467 di erogazioni. Inoltre, generano un fatturato pari a Euro 528.743.769.

Considerato che questi dati si riferiscono ad un anno solare, il 2012, dividendo le erogazioni per il fatturato si ottiene il prezzo medio di questa categoria di prodotti, che è pari a Euro 0.33.

Se ora dividiamo le erogazioni per il numero di macchine otteniamo il numero di erogazioni effettuate per singola macchina in un anno. (ricordiamo che sono quelle piccole per ufficio) 1.598.870.467/1.687.394 = 947,5 erogazioni a macchina per anno.

Dividendo questo dato per 220 giorni (essendo la Distribuzione Automatica concentrata per oltre il 90% nei luoghi di lavoro, i conti vanno svolti basandosi sui giorni lavorativi) otteniamo 4,3 consumazioni al giorno. Per un fatturato giornaliero per singola macchina di Euro 1,4.

Vi sono poi 402.902 distributori automatici di bevande calde

Che andrebbero divisi peraltro tra “free standing“, le più grandi, e” table top”, più piccole da ufficio, ma funzionanti a pulsante e non a inserimento diretto della cialda.

Le erogazioni prodotte dalle macchine per bevande calde sono pari a 2.905.758.718. Queste generano un fatturato pari a Euro 845.979.531 con un conseguente prezzo medio di Euro 0,29 (tra caffè, cappuccino, cioccolata, ecc).

Anche questo è un prezzo assolutamente in linea con quello che trova nei pulsanti delle aziende.

Se ora dividiamo le erogazioni per il numero di macchine otteniamo 2.905.758.718/402.902 = 7.212 erogazioni/anno per macchina. Che divise per 220 portano a 32,8 erogazioni al giorno.

Moltiplicando questo dato per il prezzo medio (Euro 0.29) si ottiene quindi il valore di 9,5 euro di incasso medio giornaliero. (e non di Euro 2,59 come maldestramente calcolato nell’articolo).

A saperli leggere, i numeri parlano chiaro

Nel frattempo abbiamo già ottenuto 4.504.629.185 erogazioni ad un prezzo medio di 0,305 euro. Questo dato, insieme ai prossimi, ci serve per smentire seccamente un’altra falsa affermazione: la non coincidenza dei prezzi dichiarati con quelli stimati.

Analizziamo ora i distributori automatici di acqua

Quindi bottiglie da mezzo litro e lattine. (a cosiddetti distributori a colonna) e quelli a vetrina (a dischi e spirali).

Qui la situazione si complica leggermente a causa della numerosità delle categorie di prodotti che distribuiscono. Ma i numeri sono più contenuti e si possono fare stime molto accurate.

Per comodità di calcolo (e perché, in particolare per acqua e bevande fredde, i prodotti possono essere caricati sulle diverse tipologie di macchina) accorpiamo i distributori a caduta (acqua e lattina) con quelli a vetrina. (ancora acqua. lattine e prodotti solidi). Il totale di distributori automatici è in questo caso 330.401 e il relativo fatturato è pari a Euro 740.846.676.

Il numero di erogazioni realizzate in un anno è pari a 1.820.322.422

In questo caso il prezzo medio (ottenuto con le stesse modalità di calcolo svolte per le precedenti categorie di distributori automatici) è pari a Euro 0,406.

Bisogna considerare che tra queste consumazioni ben 696.464.042 sono di acqua. Che ha un prezzo medio (dichiarato nello studio di Accenture) pari a euro 0,27.

Se aggiungiamo le erogazioni di acqua a quelle di caffè

(calcolate in precedenza per le macchine OCS, quelle free standing e le table top) otteniamo un valore di 5.201.093.227 (vale a dire 696.464.042 erogazioni di acqua sommate a 4.504.629.185 erogazioni di caffè).

Se aggiungiamo il fatturato dell’acqua (626.464.042 erogazioni x Euro 0,27 prezzo medio bottiglia = Euro 169.145.291) a quello del caffè, otteniamo il fatturato annuo sviluppato da questi due soli prodotti, che è pari a Euro 1.543.868.591

Da qui si evince che due soli prodotti, il caffè e l’acqua pesano per l’82% delle erogazioni complessive. Hanno un prezzo medio pari a euro 0,297.

Se quindi consideriamo quanto sopra illustrato si capisce chiaramente perché, anche se solo 5 categorie di prodotti su 20 sono venduti a meno di 40 centesimi, il prezzo medio complessivo sviluppato dal comparto è di Euro 0,34. (basta semplicemente considerare i pesi delle categorie; cosa gravemente trascurata nei conteggi dell’articolo).

Torniamo ai distributori a vetrine e colonne

Poi sottraiamo le erogazioni e il fatturato dell’acqua. Così facendo otteniamo che il fatturato degli altri prodotti (lattine, snack dolci e salati) è pari a euro 571.701.385. Mentre le erogazioni rimanenti sono 1.820.322.422-696.464.042 = 1.123.858.380.

il prezzo medio che ne deriva è 571.701.385/1.123.858.380 = Euro 0,51.

Ma questi prodotti incidono solo per il 18% dei consumi

Anche se si tratta di diverse categorie (snack dolci e salati, succhi di frutta, bevande gassate e non, ecc).

Questo dato dimostra inoltre quanto le nostre aziende si preoccupino di offrire un ampio servizio anche se i prodotti trainanti il settore sono solo due!)

Con i calcoli finora svolti applicati alla categoria di distributori automatici a colonna/vetrina, otteniamo che per questi il un consumo annuo è di 5.509 erogazioni per macchina.

Ovvero 25 al giorno, che per un prezzo medio di euro 0,405 porta ad un fatturato quotidiano di Euro 10,14 Volumi, prezzi e fatturati; questi, letti così (che è il modo corretto di farlo e non come purtroppo superficialmente e grossolanamente è stato fatto dai giornalisti dell’Espresso) sono perfettamente in linea con i dati pubblicati e con i bilanci delle imprese del settore.

Sono pure sbagliati i dati di crescita del 2011 e del 2010 pubblicati nell’articolo

Sempre secondo Accenture, che da tre anni realizza lo studio di settore del comparto, nel 2010 il settore delle gestioni è cresciuto del 7.19%. Mentre nel 2011 del 2,47%.

Di questo noi andiamo fieri e forse anche i giornalisti avrebbero dovuto rallegrarsene. Visto che ciò significa il mantenimento di decine di migliaia di posti di lavoro. In particolare in questi difficili anni di crisi.

Riferimenti all’appalto ASL Lecce

Rammarica verificare che dinanzi ad un grave problema quale quello degli esorbitanti canoni di concessione richiesti dalle pubbliche amministrazioni per servizi di cui non sono nemmeno fruitori. Cche riguardano milioni di cittadini, l’accento sia stato posto, come dimostrato, su inesistenti fantasmi che comprometterebbero l’etica fiscale del settore.

Proviamo a rivedere la gara di appalto dell’ASL di Lecce con i numeri giusti

Diamo per buono il conto dei 9,6 euro al giorno di canone, calcolato nell’articolo.

In tutta evidenza il più grande “svarione” è stato quello di mettere insieme le piccole macchine da ufficio (che pesano per circa 2/3 sul totale del parco macchine) con quelle free standing e table top; che hanno portato all’errato fatturato di 2,59 euro giorno per macchina (ben lontano come detto dalla richiesta di canone).

La media è invece come dimostrato sopra 9,5 euro al giorno per le bevande calde e 10,14 per i distributori di acqua/snack.

Considerato che gli ospedali rappresentano postazioni con i maggiori tassi di consumo, è del tutto ragionevole attendersi fatturati giornalieri superiori al canone richiesto. La cui incidenza tuttavia (e qui siamo d’accordo) è inaccettabile per una sana conduzione dell’impresa.

Abbiamo però migliaia di casi di imprenditori che per mantenere la forza lavoro e mantenere in vita l’azienda accettano condizioni di mercato deprimenti e mortificanti: questa è la realtà. Peccato che in questo caso a mortificare le aziende e penalizzare il consumatore sia la Pubblica Amministrazione.

Concludiamo

Informando che Confida (finora tra le pochissime Associazioni che svolgono questo servizio) invia ai propri associati annualmente il profilo aziendale dell’impresa ottenuto attraverso l’elaborazione e l’analisi del bilancio.

Fornendo indicazioni sull’equilibrio patrimoniale, economico e finanziario del singolo associato. In relazione alla sua classe di imprese di appartenenza (piccola media e grande).

Lo fa utilizzando un innovativo strumento di analisi di bilancio (Leanus) sviluppato da un Team di esperti, tra docenti e MBA dell’Università Bocconi di Milano.

Con lo stesso strumento, utilizzando i dati pubblici del Registro Imprese, abbiamo ottenuto l’incidenza delle imposte delle imprese del vending sui ricavi.

Che, guarda caso, risulta mediamente superiore rispetto a molti altri comparti economici italiani. (2,2% sui ricavi contro una media dell’1% delle imprese del Commercio)

Sono dati pubblici

Che possono essere agevolmente ricavati e che dimostrano, esattamente al contrario di quanto ingiustamente dichiarato nell’articolo; che il settore della Distribuzione Automatica è, in percentuale e nel suo complesso, tra i settori nei quali più incidono le imposte sul volume d’affari.

Da ultimo; il dato di Euro 0,96 di spesa giornaliera al distributore automatico (Indagine Demoskopea 2012) rispetto a 0,72 euro nel 2009 per gli utilizzatori abituali di distributori automatici si riferisce ad un campione di n. 507 individui.

Per noi operatori del settore è evidentemente importante ai fini della valutazione di una tendenza

E’ in tutta evidenza scorretto rapportarlo a oltre 20 milioni di cittadini per trarne considerazioni di natura fiscale.

Con questo documento abbiamo voluto rendere un quadro ben diverso dalla tesi diffamatoria che l’Espresso ha voluto sostenere. Molto più di mille querele fa la diffusione della verità.

Con questo dimostriamo che la Distribuzione Automatica Italiana è fiera delle proprie Imprese, dei propri Imprenditori e dei propri lavoratori.

Altro che nascondersi! I dati sono la nostra forza !

                                                                              Lucio Pinetti

                                                                        Presidente CONFIDA

                                          Associazione Italiana Distribuzione Automatica

 

Info: CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica

Via Giovanni Marradi, 1 20123 Milano

Tel. 02 33106427 Fax 02 33105705

E-mail confida@confida.com

NESTLE’ – Pronto lo sbarco in Camerun con un megastabilimento da 30 milioni di euro

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Nestlé

MILANO – Attraverso la sua filiale locale, Nestlé investirà 20 miliardi di franchi cfa (oltre 30 milioni di euro) in Camerun nella realizzazione di uno stabilimento per la trasformazione del caffè verde. Il primo della multinazionale svizzera in questa importante nazione del Golfo di Guinea.

Nestlé piazza un suo punto in Camerun

L’inizio dei lavori di costruzione è previsto per agosto.

La struttura avrà una capacità produttiva di 20mila tonn: oltre la metà dell’ultimo raccolto del Camerun. Che è stato a pari 33mila tonn, secondo le statistiche Ico.

“Il Gruppo vuole fare sì che il caffè diventi un prodotto accessibile ai consumatori camerunensi. Così da contribuire nel contempo alla creazione di nuovo impiego.” ha dichiarato il ceo de l’azienda-Cameroun Bruno Olierhok.

La produzione verrà commercializzata inizialmente sul solo mercato nazionale. Ma le vendite verranno estese in futuro anche ad altri paesi africani.

UK – John Gordon trionfa per la terza volta nel Uk Barista Championships

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john gordon

MILANO – John Gordon entra nella leggenda laureandosi per la terza volta miglior barista britannico. Un exploit riuscito prima d’ora soltanto a Simon Robertson. Vincitore nel 2002, 2003 e 2005.

John Gordon premiato a Londra

La consacrazione è avvenuta, lo scorso week-end, nella cornice del London Coffee Festival. Un evento che ha ospitato le finali del Uk Barista Championships e delle altre competizioni nazionali valide per il circuito World Coffee Events.

Si è gareggiato con macchine Sanremo

Gordon, che lavora come Operations Manager per la torrefazione londinese Square Mile Coffee Roasters, era già salito sul gradino più alto del podio nel 2010 e nel 2011.

Si è imposto con 27 punti di vantaggio sul secondo classificato

Il campione uscente Maxwell Colonna-Dashwood, sesto classificato al Wbc 2012 di Vienna. Al terzo posto, staccata di 33 punti e mezzo, Estelle Bright. Barista capo del Caravan Kings Cross di Londra.

Con questa vittoria, Gordon stacca il biglietto per il mondiale australiano. In programma dal 22 al 26 maggio, nell’ambito del Melbourne International Coffee Expo.

Gordon per la terza volta miglior barista britannico, ora va a Melbourne

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john gordon

MILANO – John Gordon entra nella leggenda laureandosi per la terza volta miglior barista britannico, un exploit riuscito prima d’ora soltanto a Simon Robertson, vincitore nel 2002, 2003 e 2005.

La consacrazione è avvenuta, lo scorso week-end, nella cornice del London Coffee Festival, che ha ospitato le finali del Uk Barista Championships e delle altre competizioni nazionali valide per il circuito World Coffee Events. Si è gareggiato con macchine Sanremo.

Gordon, che lavora come Operations Manager per la torrefazione londinese Square Mile Coffee Roasters, era già salito sul gradino più alto del podio nel 2010 e nel 2011

Si è imposto con 27 punti di vantaggio sul secondo classificato, il campione uscente Maxwell Colonna-Dashwood, sesto classificato al Wbc 2012 di Vienna. Al terzo posto, staccata di 33 punti e mezzo, Estelle Bright, barista capo del Caravan Kings Cross di Londra.

Con questa vittoria, Gordon stacca il biglietto per il mondiale australiano, in programma dal 22 al 26 maggio, nell’ambito del Melbourne International Coffee Expo.

Nestlé: 30 milioni di euro in Camerun per lo stabilimento del caffè verde

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nespresso svizzera Nestlé
Uno dei siti produttivi Nespresso

MILANO – Attraverso la sua filiale locale, Nestlé investirà 20 miliardi di franchi cfa (oltre 30 milioni di euro) in Camerun nella realizzazione di uno stabilimento per la trasformazione del caffè verde, il primo della multinazionale svizzera in questa importante nazione del Golfo di Guinea.

Nestlé, l’inizio dei lavori di costruzione è previsto per agosto

La struttura avrà una capacità produttiva di 20mila tonn: oltre la metà dell’ultimo raccolto del Camerun, che è stato a pari 33mila tonn, secondo le statistiche Ico.

“Nestlé vuole fare sì che il caffè diventi un prodotto accessibile ai consumatori camerunensi e contribuire nel contempo alla creazione di nuovo impiego” ha dichiarato il ceo di Nestlé-Cameroun Bruno Olierhok.

La produzione verrà commercializzata inizialmente sul solo mercato nazionale, ma le vendite verranno estese in futuro anche ad altri paesi africani.

La replica di Pinetti, presidente Confida: Vending, un settore trasparente”

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Lucio Pinetti assemblea generale venditalia
Lucio Pinetti presidente di Confida

MILANO – Confida, Associazione italiana distribuzione automatica, attraverso la voce del presidente Pinetti, esprime grande indignazione per la superficialità con la quale il settimanale l’Espresso, n. 17 2013 nell’articolo “Il Fisco non prende caffè” a firma Stefano Livadiotti e Giulia Paravicini, ha trattato il tema della distribuzione automatica e per l’approccio più da processo sommario che da inchiesta che ne è derivato. L’articolo riporta, oltre ad inaccettabili insinuazioni diffamatorie, grossolani errori di interpretazione dei dati di settore.

Con gli stessi dati in possesso dell’Espresso (“Studio sul settore della Distribuzione Automatica Italiana 2012” a cura di Accenture – Aprile 2013 e “Vending, Comportamenti d’uso e soddisfazione – Indagine quantitativa” a cura di Demoskopea – Febbraio 2013) dimostriamo di seguito che basta una corretta lettura dei numeri per giungere a considerazioni totalmente opposte a quelle insinuate nell’articolo.

Pinetti: Il Vending è un settore sano, ma specialmente trasparente

Ecco la dimostrazione. Iniziamo dal numero di consumatori: L’articolo contesta la veridicità dell’aumento stimato in un milione di unità tra gli utilizzatori di distributori automatici nel triennio 2009-2012. Calcolatrice alla mano, iniziamo dall’universo di utilizzatori di distributori automatici (studio Demoksopea 2012) Il campione analizzato da Demoskopea e’ quello relativo agli Italiani di età compresa tra i 18 e i 64 anni, ovvero, relativamente al periodo di analisi (12-16 novembre 2012) pari a circa 38.100.000 individui.

L’incremento di utilizzatori di distributori automatici nel triennio 2009 – 2012 è stato pari al 2.3%. (dal 41,9 nel 2009 al 44,2 nel 2012) Estendendo il campione a tutti gli Italiani potenzialmente utilizzatori di distributori automatici (dai 14 anni in su) si ottiene un universo di 51.600.000 individui, di cui il 44,2% è pari a circa 22.800.000. Nel 2009 lo stesso universo era composto da 52.400.000 individui e il 41,9% era pari a 21.950.000.

Con le dovute approssimazioni , indicare in circa un milione l’aumento dei consumatori è assolutamente corretto

L’errore quindi è stato dei giornalisti autori dell’articolo che per calcolare l’incremento dei consumatori hanno applicato l’aumento agli italiani già utilizzatori di distributori automatici e non al totale della popolazione. Questa è solo la prima, e non la più grave, delle ingiustizie rese al settore.

Pinetti: Andiamo avanti

Rispetto alla presunta allergia a forme di pubblicità, menzionata nelle prime righe dell’articolo, rimandiamo alla campagna di pubblicità “Macchinetta Amore Mio” realizzata nel 2011 e andata in onda su Sky, Mediaset Premium e numerosi portali internet, nonché alla campagna appena conclusasi – novembre 2012/gennaio 2013 – per promuovere il marchio di qualità TQS Vending (specifico per la distribuzione automatica) su una ventina circa di testate giornalistiche di settori diversi (Case da abitare, Corriere delle comunicazioni, Macplas, Qualenergia, La nuova ecologia, La termotecnica, Imprese edili, ItaliaImballaggio, Technofashion, Farmacia news, Reti idriche e gas, Il giornale della ceramica, Rassegna dell’imballaggio, Acqua e aria, Il sole24ore edilizia e territorio, Il giornale dell’ingegnere, Innovazione P.A., L’ufficio tecnico, Panorama della sanità).

E’ quindi falsa l’affermazione che la Distribuzione Automatica è un settore allergico alla pubblicità, anzi alla sua visibilità questa dedica grandi investimenti e molta attenzione

Rispetto poi a presunte sparizioni di atti di convegni in cui si celebravano i dati del settore, svaniti poi da internet, basta andare sul sito di Confida (area stampa e dati di settore) per trovare tutti i comunicati stampa (correlati di dati) relativi ai convegni da noi organizzati e la rassegna stampa relativa al settore. Falso quindi anche affermare che siano spariti da internet numeri del comparto Veniamo ai conti del Settore che sono la parte più importante dell’articolo e rappresentano gli errori più grossolani commessi dai giornalisti. La verità va cercata nei numeri, naturalmente ci vuole un minimo di impegno per fare due facili calcoli.

Per tutte le valutazioni che seguiranno utilizzeremo lo Studio di Settore sulla Distribuzione Automatica 2012 di Accenture. Il totale del parco macchine installato in Italia è pari a 2.431.394 distributori automatici, di cui 1.687.394 riguarda le Macchine OCS – Office Coffee Service, quelle cioè piccole da ufficio funzionanti a capsule e cialde. Queste ultime, da sole, valgono 1.598.870.467 di erogazioni e generano un fatturato pari a Euro 528.743.769Considerato che questi dati si riferiscono ad un anno solare, il 2012, dividendo le erogazioni per il fatturato si ottiene il prezzo medio di questa categoria di prodotti, che è pari a Euro 0.33. Se ora dividiamo le erogazioni per il numero di macchine otteniamo il numero di erogazioni effettuate per singola macchina in un anno (ricordiamo che sono quelle piccole per ufficio) 1.598.870.467/1.687.394 = 947,5 erogazioni a macchina per anno. Dividendo questo dato per 220 giorni (essendo la Distribuzione Automatica concentrata per oltre il 90% nei luoghi di lavoro, i conti vanno svolti basandosi sui giorni lavorativi) otteniamo 4,3 consumazioni al giorno per un fatturato giornaliero per singola macchina di Euro 1,4. Vi sono poi 402.902 distributori automatici di bevande calde, che andrebbero divisi peraltro tra “free standing”, le più grandi, e” table top”, più piccole da ufficio, ma funzionanti a pulsante e non a inserimento diretto della cialda. Le erogazioni prodotte dalle macchine per bevande calde sono pari a 2.905.758.718 che generano un fatturato pari a Euro 845.979.531 con un conseguente prezzo medio di Euro 0,29 (tra caffè, cappuccino, cioccolata, ecc). Anche questo è un prezzo assolutamente in linea con quello che trova nei pulsanti delle aziende! Se ora dividiamo le erogazioni per il numero di macchine otteniamo 2.905.758.718/402.902 = 7.212 erogazioni/anno per macchina, che divise per 220 portano a 32,8 erogazioni al giorno. Moltiplicando questo dato per il prezzo medio (Euro 0.29) si ottiene il valore di 9,5 euro di incasso medio giornaliero (e non di Euro 2,59 come maldestramente calcolato nell’articolo). A saperli leggere, i numeri parlano chiaro! Nel frattempo abbiamo già ottenuto 4.504.629.185 erogazioni ad un prezzo medio di 0,305 euro, questo dato, insieme ai prossimi, ci serve per smentire seccamente un’altra falsa affermazione: la non coincidenza dei prezzi dichiarati con quelli stimati. Ma ci arriviamo tra un po’: andiamo avanti. Analizziamo ora i distributori automatici di acqua (bottiglie da mezzo litro) e lattine (a cosiddetti distributori a colonna) e quelli a vetrina (a dischi e spirali). Qui la situazione si complica leggermente a causa della numerosità delle categorie di prodotti che distribuiscono, ma i numeri sono più contenuti e si possono fare stime molto accurate.. Per comodità di calcolo (e perché, in particolare per acqua e bevande fredde, i prodotti possono essere caricati sulle diverse tipologie di macchina) accorpiamo i distributori a caduta (acqua e lattina) con quelli a vetrina (ancora acqua. lattine e prodotti solidi)Il totale di distributori automatici è in questo caso 330.401 e il relativo fatturato è pari a Euro 740.846.676. Il numero di erogazioni realizzate in un anno è pari a 1.820.322.422 In questo caso il prezzo medio (ottenuto con le stesse modalità di calcolo svolte per le precedenti categorie di distributori automatici) è pari a Euro 0,406 Bisogna considerare che tra queste consumazioni ben 696.464.042 sono di acqua, che ha un prezzo medio (dichiarato nello studio di Accenture) pari a euro 0,27 Se aggiungiamo le erogazioni di acqua a quelle di caffè (calcolate in precedenza per le macchine OCS, quelle free standing e le table top) otteniamo un valore di 5.201.093.227 (vale a dire 696.464.042 erogazioni di acqua sommate a 4.504.629.185 erogazioni di caffè) Se aggiungiamo il fatturato dell’acqua (626.464.042 erogazioni x Euro 0,27 prezzo medio bottiglia = Euro 169.145.291) a quello del caffè, otteniamo il fatturato annuo sviluppato da questi due soli prodotti, che è pari a Euro 1.543.868.591 Da qui si evince che due soli prodotti, il caffè e l’acqua pesano per l’82% delle erogazioni complessive ed hanno un prezzo medio pari a euro 0,297 Se quindi consideriamo quanto sopra illustrato si capisce chiaramente perché, anche se solo 5 categorie di prodotti su 20 sono venduti a meno di 40 centesimi, il prezzo medio complessivo sviluppato dal comparto è di Euro 0,34 (basta semplicemente considerare i pesi delle categorie, cosa gravemente trascurata nei conteggi dell’articolo) Torniamo ai distributori a vetrine e colonne e sottraiamo le erogazioni e il fatturato dell’acqua. Così facendo otteniamo che il fatturato degli altri prodotti (lattine, snack dolci e salati) è pari a euro 571.701.385, mentre le erogazioni rimanenti sono 1.820.322.422-696.464.042 = 1.123.858.380. il prezzo medio che ne deriva è 571.701.385/1.123.858.380 = Euro 0,51 Ma questi prodotti incidono solo per il 18% dei consumi, anche se si tratta di diverse categorie (snack dolci e salati, succhi di frutta, bevande gassate e non, ecc). Questo dato dimostra inoltre quanto le nostre aziende si preoccupino di offrire un ampio servizio anche se i prodotti trainanti il settore sono solo due!) Con i calcoli finora svolti applicati alla categoria di distributori automatici a colonna/vetrina, otteniamo che per questi il un consumo annuo è di 5.509 erogazioni per macchina ovvero 25 al giorno, che per un prezzo medio di euro 0,405 porta ad un fatturato quotidiano di Euro 10,14 Volumi, prezzi e fatturati, letti così (che è il modo corretto di farlo e non come purtroppo superficialmente e grossolanamente è stato fatto dai giornalisti dell’Espresso) sono perfettamente in linea con i dati pubblicati e con i bilanci delle imprese del settore. Sono pure sbagliati i dati di crescita del 2011 e del 2010 pubblicati nell’articolo. Sempre secondo Accenture, che da tre anni realizza lo studio di settore del comparto, nel 2010 il settore delle gestioni è cresciuto del 7.19% mentre nel 2011 del 2,47%.

Pinetti: Di questo noi andiamo fieri e forse anche i giornalisti avrebbero dovuto rallegrarsene

Visto che ciò significa il mantenimento di decine di migliaia di posti di lavoro, in particolare in questi difficili anni di crisi. Riferimenti all’appalto ASL Lecce Rammarica verificare che dinanzi ad un grave problema quale quello degli esorbitanti canoni di concessione richiesti dalle pubbliche amministrazioni per servizi di cui non sono nemmeno fruitori e che riguardano milioni di cittadini, l’accento sia stato posto, come dimostrato, su inesistenti fantasmi che comprometterebbero l’etica fiscale del settore.

Proviamo a rivedere la gara di appalto dell’ASL di Lecce con i numeri giusti Diamo per buono il conto dei 9,6 euro al giorno di canone, calcolato nell’articolo. In tutta evidenza il più grande “svarione” è stato quello di mettere insieme le piccole macchine da ufficio (che pesano per circa 2/3 sul totale del parco macchine) con quelle free standing e table top, che hanno portato all’errato fatturato di 2,59 euro giorno per macchina (ben lontano come detto dalla richiesta di canone).

La media è invece come dimostrato sopra 9,5 euro al giorno per le bevande calde e 10,14 per i distributori di acqua/snack. Considerato che gli ospedali rappresentano postazioni con i maggiori tassi di consumo, è del tutto ragionevole attendersi fatturati giornalieri superiori al canone richiesto, la cui incidenza tuttavia (e qui siamo d’accordo) è inaccettabile per una sana conduzione dell’impresa.

Abbiamo però migliaia di casi di imprenditori che per mantenere la forza lavoro e mantenere in vita l’azienda accettano condizioni di mercato deprimenti e mortificanti: questa è la realtà. Peccato che in questo caso a mortificare le aziende e penalizzare il consumatore sia la Pubblica Amministrazione.

Concludiamo informando che Confida (finora tra le pochissime Associazioni che svolgono questo servizio) invia ai propri associati annualmente il profilo aziendale dell’impresa

Ottenuto attraverso l’elaborazione e l’analisi del bilancio e fornendo indicazioni sull’equilibrio patrimoniale, economico e finanziario del singolo associato in relazione alla sua classe di imprese di appartenenza (piccola media e grande). Lo fa utilizzando un innovativo strumento di analisi di bilancio (Leanus) sviluppato da un Team di esperti, tra docenti e MBA dell’Università Bocconi di Milano.

Con lo stesso strumento, utilizzando i dati pubblici del Registro Imprese, abbiamo ottenuto l’incidenza delle imposte delle imprese del vending sui ricavi, che, guarda caso, risulta mediamente superiore rispetto a molti altri comparti economici italiani (2,2% sui ricavi contro una media dell’1% delle imprese del Commercio) Sono dati pubblici, che possono essere agevolmente ricavati e che dimostrano, esattamente al contrario di quanto ingiustamente dichiarato nell’articolo, che il settore della Distribuzione Automatica è, in percentuale e nel suo complesso, tra i settori nei quali più incidono le imposte sul volume d’affari.

Da ultimo; il dato di Euro 0,96 di spesa giornaliera al distributore automatico (Indagine Demoskopea 2012) rispetto a 0,72 euro nel 2009 per gli utilizzatori abituali di distributori automatici si riferisce ad un campione di n. 507 individui. Per noi operatori del settore è evidentemente importante ai fini della valutazione di una tendenza.

E’ in tutta evidenza scorretto rapportarlo a oltre 20 milioni di cittadini per trarne considerazioni di natura fiscale. Con questo documento abbiamo voluto rendere un quadro ben diverso dalla tesi diffamatoria che l’Espresso ha voluto sostenere. Molto più di mille querele fa la diffusione della verità.

Con questo dimostriamo che la Distribuzione Automatica Italiana è fiera delle proprie Imprese, dei propri Imprenditori e dei propri lavoratori. Altro che nascondersi! I dati sono la nostra forza! Lucio Pinetti Presidente CONFIDA Associazione Italiana Distribuzione Automatica Info: CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica Via Giovanni Marradi, 1 20123 Milano Tel. 02 33106427 Fax 02 33105705 E-mail confida@confida.com

Lucio Pinetti