domenica 18 Gennaio 2026
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Caffè Kenon: la settima edizione del concorso creativo «Pimp your cup»

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NAPOLI – E’stato pubblicato il bando per la settima edizione di “PIMP YOUR CUP” indetto da Caffè Kenon. Si tratta di una gara creativa per la creazione di una tazzina da espresso, rivolta a designer, architetti, scuole, studenti ma anche a gente comune, gente che ama il caffè e che si vuole cimentare nel decoro di una tazzina e del relativo piattino. Il tema di quest’anno è “L’oro di Napoli attraverso le testimonianze degli artisti di tutti i tempi”. Un invito a creare arte partendo dall’arte, con un’unica cornice: l’aroma inconfondibile del caffè.

L’espresso napoletano affonda le sue radici nel 1700 e da allora ha acquistato un ruolo di rilievo tra le bellezze di Napoli. Nomi illustri della letteratura, delle arti, della scienza hanno cantato le lodi della città partenopea. Da Polibio a Goethe, da Elsa Morante a Erri de Luca. Pagine indimenticabili di letteratura possono oggi trovare una nuova interpretazione nel tratto creativo di “estrosi artisti”. Non ci sono limiti alla fantasia se non quello di restare nel tema del bando e di concedere libero sfogo all’inventiva.

I progetti vanno presentati entro il 30 giugno (farà fede il timbro postale) e successivamente, entro settembre, la scelta delle opere con la premiazione del vincitore.
“PIMP YOUR CUP” è una sfida creativa che stimola l’ingegno. È un premio in denaro (euro 1.000 al vincitore) ma anche la soddisfazione di vedere l’opera della propria ricerca utilizzata in tantissimi bar e una grande visibilità sui media. Il progetto vincitore sarà inoltre custodito in un’ elegante confezione regalo, a produzione limitata, che Caffè Kenon studia sempre per l’occasione.

L’obiettivo è quello di trasformare un oggetto di uso quotidiano, come la tazzina col suo piattino, in una piccola opera d’arte. Che sia degna di essere usata e messa in esposizione.

I progetto vanno inviati seguendo le modalità descritte nel bando di concorso che va richiesto a concorsokenon@sphitalia.net .

Pimp your cup arriva alla settima edizione, tema: L’oro di Napoli

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pimp your cup

NAPOLI – E’ stato pubblicato il bando per la settima edizione di “PIMP YOUR CUP”, gara creativa per la creazione di una tazzina da espresso, rivolta a designer, architetti, scuole, studenti ma anche a gente comune, gente che ama il caffè e che si vuole cimentare nel decoro di una tazzina e del relativo piattino.

Pimp Your Cup fa il suo ritorno

Il tema di quest’anno è “L’oro di Napoli attraverso le testimonianze degli artisti di tutti i tempi”. Un invito a creare arte partendo dall’arte, con un’unica cornice: l’aroma inconfondibile del caffè.

L’espresso napoletano affonda le sue radici nel 1700 e da allora ha acquistato un ruolo di rilievo tra le bellezze di Napoli. Nomi illustri della letteratura, delle arti, della scienza hanno cantato le lodi della città partenopea. Da Polibio a Goethe, da Elsa Morante a Erri de Luca.

Pagine indimenticabili di letteratura possono oggi trovare una nuova interpretazione nel tratto creativo di “estrosi artisti”. Non ci sono limiti alla fantasia se non quello di restare nel tema del bando e di concedere libero sfogo all’inventiva. I progetti vanno presentati entro il 30 giugno (farà fede il timbro postale) e successivamente, entro settembre, la scelta delle opere con la premiazione del vincitore.

“PIMP YOUR CUP” è una sfida creativa che stimola l’ingegno

È un premio in denaro (euro 1.000 al vincitore) ma anche la soddisfazione di vedere l’opera della propria ricerca utilizzata in tantissimi bar e una grande visibilità sui media.

Il progetto vincitore sarà inoltre custodito in un’ elegante confezione regalo, a produzione limitata, che Caffè Kenon studia sempre per l’occasione.

L’obiettivo è quello di trasformare un oggetto di uso quotidiano

Come la tazzina col suo piattino, in una piccola opera d’arte degna di essere usata e messa in esposizione.

Per ulteriori informazioni sulla partecipazione al concorso inoltrare ogni eventuale richiesta al indirizzo di posta elettronica: concorsokenon@sphitalia.net

Distribuzione automatica: si risolve il problema della banconota da 5 euro

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caffè confida direttiva sup distribuzione automatica
La pausa caffè

MILANO – La distribuzione automatica in Italia è un settore che conta un parco macchine installato nel 2012 di circa 2.400.000 distributori di cui oltre 1.600.000 riguarda le piccole macchine per ufficio funzionanti a capsule e cialde, mentre la restante parte è riferita ai grandi distributori automatici di bevande calde, fredde e prodotti solidi preconfezionati. La modalità più comune per il pagamento è la moneta o la chiave elettronica. Si stima che in Italia siano circa 100.000 i da di alimenti e bevande corredati di lettore di banconote.

Distribuzione automatica: il caso delle banconote da 5 euro

“Anche se per le ragioni sopra descritte la banconota da 5 Euro non rappresenta un criticità per il comparto né per il consumatore (stante i prezzi dei prodotti ben al di sotto di questo valore), le imprese stanno lavorando al fine di minimizzare eventuali disservizi legati alla mancata accettazione del nuovo taglio.” Dice Lucio Pinetti, Presidente di Confida – Associazione Italiana Distribuzione Automatica.

“Rendere diffusa l’accettazione di una nuova banconota è un’azione che richiede particolari attenzioni, infatti, così come accade anche per le monete, per la discriminazione mediante dispositivi elettronici, sono necessari processi strutturati volti ad ottenere il migliore compromesso possibile tra sicurezza e percentuale di accettazione.” Mario Majo, Presidente del Gruppo Imprese di fabbricazione di distributori automatici ed accessori per gli stessi di Confida nonché rappresentante in Italia di un’azienda multinazionale produttrice di sistemi di pagamento.

Il dispositivo elettronico deve infatti tutelare l’impresa nell’individuazione dei falsi

E allo stesso tempo deve offrire la migliore funzionalità al consumatore (accettazione della banconota in possesso del cliente possibilmente al primo tentativo). Questo equilibrio si ottiene mediante l’utilizzo di un’appropriata tecnologia applicata al lettore e la capacità di raccogliere un campione rappresentativo. Gli occhi elettronici dei sistemi di pagamento rivelano particolari generalmente non visibili all’occhio umano che sono direttamente collegati al processo di stampa (oltre 8 diversi siti in Europa) e ai fornitori di materie prime. Per tutti i consumatori del caffè al distributore automatico i tempi di attesa per veder accettata la nuova banconota da €5 non sono comunque lunghi.

Migliaia di tecnici attivi nel settore hanno già iniziato a recarsi su tutti i punti vendita. Il lavoro di aggiornamento sarà terminato al massimo in un paio di mesi. Resta sempre inteso che criticità specifiche possono essere segnalate al gestore di distributori automatici sempre individuabile su ogni apparecchiatura che di certo provvederà tempestivamente alla risoluzione dell’inconveniente. Confida – Associazione Italiana Distribuzione Automatica E-mail: confida@confida.com

Adan Vallecillo è l’artista a cui è stata assegnata la residenza illy SustainArt

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Adan Vallecillo
Adan Vallecillo

TRIESTE – È Adan Vallecillo (1977) l’assegnatario della residenza studio illy SustainArt della durata di tre mesi (10 settembre – 10 dicembre 2013) presso la Fondazione Bevilacqua La Masa. La giuria presieduta da Michelangelo Pistoletto, artista e direttore artistico di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, e composta da Angela Vettese, Presidente della Fondazione Bevilacqua La Masa (Italia), i curatori Meskerem Assegued (Etiopia), Carlos Basualdo (Argentina), Suman Gopinath (India), Gerardo Mosquera (Cuba), Mariangela Mendez Prencke (Colombia) e da Carlo Bach, direttore artistico illycaffè, ha scelto l’opera dell’artista honduregno come la più meritevole tra tutti i lavori di artisti e curatori caricati sul sito www.illysustainart.org .

Adan Vallecillo è nato a Danlì, El Paraiso in Honduras nel 1977

Dopo aver completato gli studi alla Scuola Nazionale di Belle Arti di Tegucigalpa (1995), ha frequentato la School of Visual Arts di San Juan, Puerto Rico (2000) e infine studiato Sociologia all’ Universidad Nacional Autónoma de Honduras (2010). La sua carriera comprende dozzine di personali e collettive, conferenze e workshop in America Latina, Caraibi, Europa e Stati Uniti.

“La straordinaria qualità dei lavori presentati sulla piattaforma quest’anno ha reso il compito di scegliere un unico candidato per la residenza arduo per il panel; nondimeno, considerata la forte empatia che promana dalla sua opera e il suo potere comunicativo articolato su più livelli e completato da una ricerca estetica intrinseca, abbiamo il grande piacere di annunciare che Adan Vallecillo sarà il beneficiario del programma di residenza studio di quest’estate presso la Fondazione Bevilacqua La Masa” ha dichiarato Carlo Bach, direttore artistico di illycaffè S.p.A..

La residenza consiste in un percorso di studio della durata di due mesi presso la Fondazione Bevilacqua La Masa

In cui l’artista/curatore potrà lavorare a stretto contatto con gli altri giovani assegnatari degli studi della Fondazione e partecipare con loro alle tante iniziative annualmente organizzate per gli ospiti degli atelier. Avrà a disposizione un atelier personale all’interno del complesso di studi di SS.Cosma e Damiano nell’isola della Giudecca (già sede di cinque atelier BLM), nel quale sarà oggetto di frequenti studio visit che la Fondazione organizza con giornalisti, critici e curatori del settore, indipendenti o rappresentanti delle principali istituzione nazionali e internazionali dedite ai giovani artisti, come il Palais de Tokyo (Parigi), il Camden Arts Centre (Londra), Künstlerhaus Bethanien (Berlino). Avrà la possibilità di presentare il proprio lavoro al pubblico generale, in occasione degli Artists’ Talk e delle giornate di Open Studios.

Durante i due mesi alloggerà nella foresteria di Palazzo Carminati, vivendo a stretto contatto con i giovani assegnatari degli studi e potendo beneficiare di questo ambiente ricco di stimoli e relazioni interpersonali. Con questa residenza la Fondazione Bevilacqua La Masa continua la strada iniziata con “Art Enclosures / Confini d’Arte”, confermando il suo impegno verso gli artisti dei paesi extraeuropei e non occidentali, in uno spirito di conoscenza e aiuto reciproco.

illy SustainArt illy SustainArt è un progetto nato nel 2007 con l’intento di approfondire il raggio di azione di illycaffè nell’arte contemporanea

Ed estendere alla comunità artistica internazionale il suo approccio a una crescita sostenibile. Il centro del progetto è il sito www.illysustainArt.org, una vetrina aperta sul mondo dell’arte contemporanea che si propone come punto di riferimento, luogo d’incontro e di scambio culturale per artisti e curatori provenienti da Paesi emergenti, che qui hanno la possibilità di mostrare il proprio lavoro a noti esponenti dell’arte contemporanea mondiale: Meskerem Assegued, Carlo Bach, Carlos Basualdo, Suman Gopinath, Gerardo Mosquera, Michelangelo Pistoletto, Mariangela Mendez Prencke, Angela Vettese. Si inserisce in questo ambito anche il Premio illy SustainArt, che l’azienda assegna periodicamente ad artisti emergenti selezionati in occasione di importanti appuntamenti internazionali, fra cui Arco Madrid, SP-Arte a San Paolo e Art Rotterdam. Fondazione Bevilacqua La Masa. La storia della Fondazione Bevilacqua la Masa comincia oltre un secolo fa per volontà di una donna generosa e lungimirante, che seppe precorrere gli intenti e le attuali prerogative delle istituzioni italiane impegnate nella valorizzazione del lavoro degli artisti esordienti.

Al termine di una vita in gran parte impiegata a sostenere l’allora nascente popolo italiano, Felicita Bevilacqua (1822-1899), vedova del generale Giuseppe La Masa, decise di lasciare al Comune di Venezia il palazzo di Ca’ Pesaro, purché fosse impiegato per agevolare i “giovani artisti ai quali è spesso interdetto l’ingresso nelle grandi mostre”.
 Negli ultimi dieci anni in BLM hanno esposto il loro lavoro 1200 artisti. 218 sono le mostre che si sono svolte, più di 50 cataloghi pubblicati e centinaia di poster, inviti e brochures. Tre gli aspetti principali del programma della Fondazione Bevilacqua La Masa: – L’organizzazione di mostre di artisti viventi di fama internazionale, allo scopo di fornire al territorio locale un’importante opportunità per venire in contatto con i grandi artisti contemporanei, rendendolo parte del circuito di centri di esposizioni internazionali, come il Centre Pompidou di Parigi e la Whitechapel Gallery, nonché luoghi di residenza di artisti come il Camdem Art Centre di Londra e il Palais de Tokyo di Parigi. – Le attività dedicate ai giovani artisti.

L’esposizione collettiva annuale ora alla sua 96ma edizione, l’assegnazione di borse di studio ai giovani artisti più promettenti, l’annuale mostra dei Borsisti e l’allocazione dei 12 Studi d’Artista. Inoltre mostre personali e collettive sui lavori dei giovani artisti organizzate in collaborazione con università, accademie, centri di esposizione e altre istituzioni sia in Italia che all’estero. – Attività di informazione e divulgazione, come l’Archivio Giovani, creato in collaborazione con il centro Viafarini di Milano e la biblioteca specializzata in Arte contemporanea. Inoltre molte sono anche le pubblicazioni curate dalla stessa BLM, accanto all’archivio storico dell’istituzione. La Fondazione organizza seminari, workshop, congressi e incontri coinvolgendo artisti, critici e teorici di grande fama internazionale. La Fondazione Bevilacqua La Masa dal 2002 è presieduta da Angela Vettese e diretta da Elisabetta Meneghel.

WBC: Francesco Sanapo si classifica 6° al campionato mondiale del caffè

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wbc francesco Sanapo con Eddy Righi e Juri Grandini a Melbourne
Grancesco Sanapo con Eddy Righi e Juri Grandini a Melbourne

MELBOURNE – E’ la prima volta che l’Italia approda alla finale del World Barista Championship che si è svolta a Melbourne in Australia dal 23 al 26 maggio “Penso che il mio sia un successo storico, perché finalmente siamo riusciti ad aprire una porta e far vedere al mondo che anche l’Italia fa qualità” Francesco Sanapo, campione italiano di caffè, si è classificato sesto al 14esimo campionato mondiale di caffè (World Barista Championship, WBC) che si è tenuto a Melbourne in Australia dal 22 al 26 maggio scorso.

WBC, competizione agguerrita

Ha sfidato 53 rappresentati di diversi paesi del mondo, è arrivato in finale portando per la prima volta l’Italia sul podio tra i finalisti. Sanapo di Caffè Corsini (torrefazione di Arezzo) ha preparato 4 caffè espressi, 4 cappuccini e 4 bevande analcoliche a base di caffè in 15 minuti, e, con la sua miscela naturale, un caffè monorigine che ha selezionato sugli altopiani etiopi, ha passato le semifinali tra 12 concorrenti (venerdi 24 maggio), disputando la gara finale domenica contro 5 campioni: Pete Licata degli Stati Uniti, che si è aggiudicato il titolo di campione del mondo di caffè; Matthew Perger dall’Australia (2° classificato), William Hernandez di El Salvador (3°), Colin Harmon dall’Irlanda (4°) e Nick Clark della Nuova Zelanda (5°). Team Italia: da sinistra: Eddy Righi, Francesco Sanapo e Iuri Grandini

Giudicato per il gusto, la pulizia, la creatività, l’abilità tecnica e la presentazione del prodotto, Sanapo, salentino di nascita e fiorentino di adozione, ha sbaragliato la concorrenza per ‘overall’, giudizio globale della performance, in cui ha preso il massimo dei voti.

Le parole del protagonista

Dice: “Sono molto felice, e’ la prima volta in assoluto che l’Italia arriva in finale. Fino a ieri il nostro ranking non era dei migliori (facendo una media eravamo 25 esimi) penso che il mio sia un successo storico per l’Italia del caffè e anche per tutti i baristi italiani, perché finalmente siamo riusciti ad aprire una porta e far vedere al mondo che anche l’Italia fa qualità. Per questo devo ringraziare tutto il team Italia che mi ha supportato, in primis Patrick Hoffer della Caffè Corsini, con cui lavoro giorno dopo giorno per migliorarmi e che ha sempre creduto in me in tutti questi anni, e poi Eddy Righi, Iuri Grandini e Andrea Lattuada coordinatore della SCAE Italia (Speciality Coffee Association of Europe).

Inoltre penso che il mio risultato possa servire a tutti i giovani baristi perché ho dimostrato loro che niente e’ impossibile e che con passione sacrificio e dedizione anche un’umile professione come il barista (in Italia più che mai è considerata come una professione di ripiego) possa portare a grande soddisfazione. Vi aspetto al Pausa Caffè Festival a Firenze il prossimo 13 e 14 giugno, manifestazione di cui sono l’ideatore insieme a Andrej Godina, dedicata al mondo del caffè a 360°, con cui cerco di sensibilizzare alla qualità del made in Italy. – ha poi concluso – Vi farò assaggiare il caffè del mondiale”.

Costa Rica: produzione in calo sin da quest’anno per effetto della roya

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costa rica coltivatori
Una piantagione di caffè nell'area di San Marcos de Tarrazú, Costa Rica

MILANO – Anche per la Costa Rica si prospetta un consistente calo produttivo dovuto al proliferare della ruggine del caffè. Secondo il Report annuale diffuso questo mese dalla rete informativa globale del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (Usda), il paese latino americano ha prodotto nel 2012/13 1.670.471 sacchi di caffè da 60 kg, con una flessione del 5,95% rispetto al 2011/12. Andrà ancora peggio nel 2013/14: il report prevede infatti che il raccolto subirà un ulteriore calo del 15% (quasi 250.500 sacchi in meno) attestandosi a 1,42 milioni di sacchi. Un’inversione di tendenza che fa seguito a un paio di anni caratterizzati da una parziale ripresa produttiva.

Costa Rica: novità sulla produzione

La causa principale, come già detto, è il diffondersi epidemico dell’Hemileia Vastatrix, che ha colpito, in maggiore o minore misura, il 65% delle superfici coltivate. Circa 15.900 ettari di piantagioni (grosso modo un quarto della superficie totale) sono stati aggrediti in modo grave dalla malattia crittogamica, con segni evidenti quali defoliazione, caduta prematura dei frutti, esaurimento degli arbusti. Il minor volume di precipitazioni registrato tra giugno e novembre – si legge nel report – ha indotto molti produttori ad abbassare la guardia e a trascurare profilassi e pratiche agricole, nella convinzione che la situazione fosse sotto controllo: un eccesso di confidenza che i più hanno pagato molto caro.

Chi si è attenuto scrupolosamente alla prevenzione prescritta e ha applicato i fungicidi come raccomandato è riuscito spesso a contenere i danni. La malattia ha avuto un’incidenza maggiore nel sud del paese, in particolare nei cantoni di Perez Zeledon e Coto Brus.

I produttori più gravemente colpiti si trovano ora di fronte a due alternative

Compiere un intervento drastico di potatura degli arbusti o sostituirli, possibilmente con varietà resistenti alla ruggine. In entrambi i casi dovranno sopportare tempi lunghi di fermo produttivo. Secondo dati preliminari diffusi dall’istituto del Caffè della Costa Rica (Icafé) non meno di 5mila ettari coltivati a caffè dovranno essere totalmente rinnovati. Tale stato di cose – unito alla lentezza con la quale procede il piano di rinnovo colturale avviato nel 2010, nonché ai problemi climatici – induce al pessimismo per la prossima stagione di raccolto e motiva le previsioni al ribasso per il 2013/14.

Icafé ha distribuito fungicidi ai produttori nell’ambito di un programma di assistenza finanziato dal governo, con uno stanziamento di 4 milioni di dollari, erogato successivamente alla dichiarazione dello stato di emergenza fitosanitaria avvenuto lo scorso gennaio. Il governo della Costa Rica sta cercando ottenere il via libera dal parlamento a un piano da 40 milioni di dollari, che serviranno a finanziare il rinnovo con cultivar resistenti e a sostenere i produttori durante il periodo di fermo produttivo.

Export Costa Rica

Nelle previsioni del report, l’export subirà quest’anno un calo del 17% scendendo a 1,18 milioni di sacchi, contro 1.421.741 sacchi nel 2011/12 (1.224.387 nel 2010/11). A valore, la variazione negativa si preannuncia ancora più accentuata, per effetto del calo dei prezzi. Gli imbarchi della Costa Rica hanno subito una consistente flessione rispetto ai primi anni duemila quando il paese centroamericano arrivò a esportare oltre 2 milioni di sacchi all’anno (2.016.971 sacchi nel 2001/02). Anche i mercati di destinazione sono cambiati. In passato, la parte più consistente dei flussi commerciali si dirigeva vero Europa e Giappone.

Oggi oltre la metà delle esportazioni prende la via degli Stati Uniti, che nel 2011/12 hanno importato dalla Costa Rica 733.095 sacchi di caffè (51,56%). Volumi significativi vengono inoltre imbarcati verso il Belgio (189.670 sacchi), la Germania (85.402 sacchi) e l’Italia (61.191 sacchi).

Nel 2011/12, le esportazioni di caffè della Costa Rica hanno raggiunto un valore di 479,8 milioni di dollari

Quasi il 20%in più rispetto all’annata precedente. Nonostante il ridimensionamento subito nel corso dell’ultimo decennio, il caffè rimane a valore la terza voce dell’export agricolo, dietro a banane e ananas. Mercato interno I consumi interni rimangono elevati: 380mila sacchi nel 2011/12, per una popolazione di circa 4 milioni e mezzo di abitanti. Secondo statistiche Ico, relative all’anno solare 2011, il dato pro capite è uno dei più elevati tra i paesi produttori: 3,6 kg, inferiore soltanto a quello di Honduras e Brasile.

Le previsioni per quest’anno prevedono un ulteriore incremento a 390mila sacchi. Le vendite di caffè verde all’industria nazionale sono scese ai minimi degli ultimi 8 anni nel 2011/12 (appena 237mila sacchi contro 281.850 nel 2010/11) determinando una ripresa delle importazioni di caffè di minore qualità da paesi quali Nicaragua, Honduras e Messico. Secondo il report, la situazione potrebbe cambiare nei prossimi anni, anche per effetto delle più efficienti politiche di approvvigionamento adottate dai torrefattori.

Francesco Sanapo arriva con orgoglio, sesto alla finale del Wbc

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caffè corsini Francesco sanapo
Francesco Sanapo durante le prove

MELBOURNE (Australia) – Francesco Sanapo si è classificato sesto nella finale del World Barista Championship 2013. Ha vinto lo statunitense Pete Licata, vecchia volpe del campionato. Già secondo alla finale di Bogotà.

Francesco è entusiasta: “Sono semplicemente orgoglioso di essere italiano – ci ha detto subito felicissimo. – tutti hanno apprezzato la mia esibizione e alla fine mi hanno abbracciato”.

Francesco Sanapo, racconta la sua vittoria

“Quando si arriva alla finale il livello dei concorrenti è altissimo. Siamo stati tutti bravi. Tutti abbiamo portato dei grandi caffè, ma quello degli altri è stato giudicato migliore del mio.

Questa è l’unica vera spiegazione del risultato. Ero motivatissimo, concentrato, nessun errore di esecuzione. Quello che ha fatto la differenza è stato il caffè scelto da ciascun di noi. Il mio etiope era ottimo. Ma quello degli altri cinque finalisti è stato giudicato più meritevole”.

Dalla voce si capisce che sei comunque molto soddisfatto

“Sì, è cos. Perché con questo risultato ho aperto la porta ai giovani baristi italiani. Ora tocca a loro provarci, portare al massimo livello mondiale il nostro modo di interpretare l’espresso e il cappuccino. Tocca ai giovani”.

 

Francesco Sanapo in finale
Francesco Sanapo in gara al WBC di Melbourne

 

“Non è stato così. Tutti mi hanno abbracciato, tutti mi hanno detto che ho dato dell’Italia un’immagine bellissima. Diversa da quella che si ha di solito. La verità è che quando si arriva alla finale tutti i concorrenti hanno grandissimi caffè. Così è stato anche questa volta”.

Come giudichi la tua prestazione?

“E’ stato un successo grandissimo. Un risultato che ci siamo sudati, il frutto di una grande preparazione. L’ho capito dai tantissimi complimenti ricevuti, dai tanti che hanno esultato con me”.

Che cosa cambia per te questo risultato?

“Per il momento non cambia nulla. E’ successo però che qualcosa si è finalmente mosso per il movimento dei baristi italiani. Ecco, io mi metto a disposizione per spingere questo movimento ad andare avanti a dare ancora di più”.

La classifica:

1. Pete Licata (Stati Uniti)
2. Matthew Perger (Australia)
3. William Hernandez (El Salvador)
4. Colin Harmoh (Irlanda)
5. Nick Clark (Nuova Zelanda)
6. Francesco Sanapo (Italia)

Caffè Quarta affianca l’iniziativa a Montecarlo di Daniele Conte fratello dell’allenatore della Juve

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ClioCom

MONTECARLO (Principato di Monaco) – L’eccellenza del Salento sbarca e sbanca a Montecarlo con la nuova proposta imprenditoriale di Daniele Conte, fratello dell’allenatore della Juventus Antonio, con il tecnico leccese che è stato l’“ospite d’onore” della serata di inaugurazione del “One Apple Concept Bar”, che ha già riscosso grande successo a Torino. E così, come accaduto per il locale di via Lagrange nella città della squadra bianconera, con la nuova favola monegasca si rafforza il matrimonio tra i fratelli Conte e “Quarta Caffé”.

C’era anche Antonio Quarta il re della torrefazione nel Salento e non solo, alla serata-evento che ha visto anche la presenza della Juventus – squadra quasi al completo – per festeggiare lo scudetto numero 29, o numero 31, poco importa arrovellarsi con il pallottoliere dei titoli, se c’è da una celebrare un’altra conquista della Vecchia Signora.

Mentre nel Principato venivano sistemati per strada i guard-rail in vista del Gran Premio automobilistico del prossimo weekend, a scaldare i motori ha pensato la serata di gala fortemente voluta dai Conte, all’indomani dell’ultima partita di campionato. «One apple, una mela al giorno, una sorta di slogan della salute che ho preso in prestito per rappresentare l’auspicio di una vita sana, trascorrendo momenti di relax e nutrendosi con cibi di qualità», afferma Daniele Conte. La spensieratezza la mette il locale, alla bontà dei prodotti provvede anche Quarta, visto che nel nuovo bar di Montecarlo sarà servito esclusivamente il caffe salentino con la miscela Barocco, la specialità che l’imprenditore ha messo a disposizione della nuova avventura transalpina.

Antonio Quarta a sinistra con Antonio Conte

Il locale si trova accanto al prestigioso ristorante “La Saliere”, tra i più esclusivi della zona. È nel porto privato di Fontvieille, sponda Jean Charles Rey. È qui che l’altra sera Conte ha atteso i suoi ospiti nel locale suddiviso in tre spazi, tante quante sono le proposte. Bar, ristorante e zona cocktail. E proprio accanto al lato bar, che dà direttamente sul privée. C’erano i beniamini dei tifosi juventini, da Pirlo a Chiellini, da Vidal a Bonucci, da Quagliarella a Giovinco.

Naturalmente c’era Antonio Conte. Impossibilitato a rilasciare dichiarazioni perché non autorizzato dalla società in contesti non direttamente legati alla sfera calcistica. Ma che non si è risparmiato per le foto con i tifosi e per gli autografi. E ancora una volta è stato rafforzato il legame con il Salento. Vecchi amici di origini leccesi, la carica di una terra diventata vincente. Il trittico “testa, cuore, gambe” che è la cifra di un successo recentemente traslato anche in ambito letterario.

«Antonio è rimasto legatissimo al Salento, e anche io», ha detto entusiasta Daniele. «Anche in un’esperienza del genere emergono le caratteristiche di chi viene dalla nostra terra; la caparbietà e la determinazione che aiutano a venir fuori anche nei momenti difficili». E poi c’è la carta vincente del gusto salentino.La mela al giorno da mordere piano per gustarne tutto il sapore. «Ho portato a Montecarlo le frise, da gustare con l’olio. Si potrà poi brindare con i nostri vini, il Primitivo, il Negroamaro».

Per sorseggiare la qualità in un panorama unico

«Quarta è un amico, il legame è nato con il locale di Torino e continua qui». La mela al giorno si gode lo scenario da favola, “One Apple”. Pensando alle radici pugliesi e non ad equivoci da Stevejobs-maniaci. Non c’è niente di folle, comunque, ad essere affamati di messaggi di salentinità nel mondo. Anche in una notte di festa, dal sapore così principesco.

Un caffè amaro per i fratelli Zanetti – Martino e Massimo in disaccordo

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fratelli zanetti

TREVISO – Caffè amaro in campagna elettorale. È quello con il marchio «Silver» diventato in queste ore motivo di contrasto tra i fratelli Zanetti.

Il caso riguarda l’acquisizione di un marchio aziendale risalente a oltre 40 anni fa. Citata, peraltro incidentalmente, da Massimo Zanetti, Mr Segafredo, nell’intervista concessa alla “Tribuna” in qualità di candidato a sindaco.

Fratelli Zanetti: Martino smentisce Massimo

L’imprenditore, rispondendo alle domande del cronista, ha ripercorso le tappe della sua ascesa imprenditoriale. A cominciare dall’acquisizione delle prime aziende.

Elencando il nome di tali società, il titolare del marchio Segafredo ha citato la vicenda della «Silver Caffè» con la data del 1969.

E’ arrivata con una lettera, la replica del presidente e legale rappresentante di Hausbrandt Trieste,- altro colosso del caffè -, l’imprenditore Martino Zanetti, fratello di Massimo.

Che, con riferimento alla Silver Caffè, ha tenuto a precisare come il marchio sia di proprietà esclusiva della Hausbrandt Trieste 1892 spa.

La lotta tra i due fratelli Zanetti

«Si precisa al riguardo», scrive Martino Zanetti nella sua lettera, «che nel 1968 i signori Martino Zanetti e Mario Zanetti, fratelli del signor Massimo Zanetti, assistiti dal ragionier Francesco Bonamigo di Treviso e dal ragionier Ruini di Conegliano, costituivano la società S.I.L.E.A.. Con la quale affittavano gli immobili e gli impianti della società Silver Caffé e assumevano il relativo personale».

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Martino Zanetti, titolare della Hausbrandt

La lettera continua

«Successivamente S.I.L.E.A. acquisiva il marchio “Silver Caffé” dal fallimento della società Silver». Quindi, sottolinea, «il marchio “Silver Caffé” è a tuttoggi di proprietà esclusiva della società Hausbrandt Trieste 1892 spa.

Questa è l’unica esclusiva titolare del diritto di uso dello stesso. È pertanto assolutamente falso che la società Silver Caffé sia stata acquisita dal signor Massimo Zanetti poco più che ventenne».

La lettera potrebbe finire qui, con la precisazione relativa alla storia di un marchio: storia risalente nel tempo. Ma che per Martino Zanetti ha importanza attuale.

In quanto – spiega – potrebbe erroneamente far pensare che la Silver con i suoi segni e i suoi loghi sia di proprietà della Segafredo, anzichè della Hausbrandt Trieste. Come invece è in realtà.

Martino Zanetti prosegue uscendo dal «caso Silver»

I fratelli Zanetti non si trovano d’accordo neppure sull’uso della propria storia personale.

Mettendo da parte il caso Silver, Martino Zanetti ha commentato anche le espressioni nette nel merito della campagna elettorale del fratello.

Sempre riferendosi allo stesso articolo in cui l’imprenditore-candidato a sindaco si racconta parlando della sua infanzia e della sua famiglia.

Martino Zanetti contesta – con evidente riferimento alle dichiarazioni del fratello – un «utilizzo improprio di riferimenti a persone care alla famiglia Zanetti e a vicende familiari private».

Riferimenti e vicende, prosegue Zanetti con parole ancora più dure «biecamente utilizzate per promuovere una campagna elettorale dagli esiti improbabili».
Fonte: La Tribuna di Treviso

Zanetti, il re del caffè compra il Treviso calcio a due giorni dal voto

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Massimo Zanetti
Massimo Zanetti

TREVISO – Il re del caffè segna il gol all’ultimo minuto. Con un tempismo veramente straordinario. Massimo Zanetti, industriale e candidato sindaco a Treviso, 36 ore prima dell’apertura dei seggi elettorali, annuncia di avere comprato il Treviso Calcio.

E immediatamente scoppia la polemica con i suoi competitori per la carica di primo cittadino.

Massimo Zanetti conquista i tifosi del Treviso

La squadra biancoceleste è appena retrocessa dalla prima alla seconda divisione. Dopo una stagione tormentata e segnata dai problemi economici dell’attuale gestione.

Ma Zanetti, in piena campagna elettorale, fa promesse e parla già di risalita.

«Sono un sognatore ma anche un imprenditore, che semina sperando di raccogliere – ha spiegato. – Mi ero impegnato con la città dicendo che avrei fatto qualcosa per il Treviso.

Sono riuscito a convincere una persona danarosa, un altro imprenditore del territorio, a iniziare questa avventura. Lui ha sempre detto di no, ma insieme a me ha deciso di farlo. Ritorneremo una grande squadra».

Massimo Zanetti sindaco

Se sarà eletto sindaco, ha aggiunto, non prenderà le redini della società da presidente. ma comunque vadano le elezioni manterrà il suo impegno a risollevare le sorti del club.

Per fare il suo annuncio, Zanetti ha scelto il palchetto allestito ieri sera in piazza Borsa. Dal quale ha concluso la campagna elettorale delle liste civiche a suo sostegno per la corsa a Ca’ Sugana.

Dalle casse acustiche alle spalle di Zanetti arrivavano le note dell’inno del Treviso Calcio

Composto da Red Canzian dei Pooh. Non era la prima volta, a dire il vero, l’aveva già scelto per accompagnare le proprie uscite pubbliche.

Fra i presenti c’erano alcuni tifosi della curva e i piccoli calciatori in erba delle giovanili del Treviso. Tutti in tuta, assieme agli accompagnatori.

E c’era anche Corvezzo, l’ormai ex presidente, braccia conserte, qualche passo più indietro dei candidati in prima fila. A giorni l’acquisizione di Zanetti e del suo socio sarà formalizzata: il secondo nome potrebbe essere quello di Bepi De Longhi, altro noto imprenditore trevigiano.

Le conferme arriveranno solo dopo la firma

Come se non bastasse, nel corso del suo ultimo comizio elettorale l’imprenditore della Segafredo ha anche spiegato di avere convinto l’amico De Longhi a confermare la sponsorizzazione del Treviso Basket.

Ha poi annunciato il ritorno delle grandi mostre di Marco Goldin in città. Una serie di colpi di scena proprio nell’ultimo giorno utile per lanciare messaggi alla città, chiamata al voto domani e lunedì, che non poteva lasciare indifferenti i rivali.

I quali non l’hanno presa molto bene. Non va per il sottile lo Sceriffo di Treviso Giancarlo Gentilini. Il candidato sindaco di Lega e Pdl: «Tutti quanti adoperano degli espedienti per acquistare voti – ha commentato.

Io gliel’avevo chiesto tante volte, di rilevare la società, e mi ha sempre detto di no perché aveva preso una cantonata con il Bologna, si dice. Adesso ne fa merce di scambio. Compra il Treviso per avere voti e questo è un reato».

Lo Sceriffo crede nella buona fede di Massimo Zanetti

«ritengo che non sia un industriale da strapazzo, l’ho sempre giudicato una persona a posto e se dice una cosa la mantiene», ma rimane dubbioso.

«In questo momento non doveva farlo, puzza di bruciato». «Sono contento – sorride Giovanni Manildo (Pd) -. E’ una buona notizia per la città e per il calcio, perché, al di là dell’esito delle elezioni, Zanetti dovrà mantenere la sua promessa.

Il tempismo dell’annuncio fa sospettare un’operazione elettorale

«Io non l’avrei mai fatto a due giorni dal voto. Se non altro per evitare strumentalizzazioni ». E Alessandro Gnocchi, portavoce e candidato sindaco del Movimento 5 Stelle: «Ne ricavo un’impressione triste. Se questo sarà il suo stile di amministratore, fatto di pura propaganda… Ma se sarà in grado di fare qualcosa di buono per la città, ben venga. Non faccio processi alle intenzioni, anche se viene da pensar male».

Solo Alessia Bellon (Indipendenza Veneta) lo appoggia in pieno

«Sono contenta per Treviso. Spero che Zanetti investa tanti soldi nella squadra. Voglio essere ottimista e pensare bene, altrimenti ne farebbero le spese i tifosi, la squadra e la città.

Io sono una donna del fare e non mi sento di puntare il dito contro chi fa, a prescindere dalle intenzioni».
*Fonte: Corriere del Veneto