lunedì 19 Gennaio 2026
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Novità dal Notiziario torrefattori. Il mensile del Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè

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consiglio direttivo

MILANO – Tra gli aggiornamenti continui raccolti dalla redazione, Comunicaffè pubblica il sommario delle notizie del mensile realizzato dal Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè.

Il sesto numero ha titoli piuttosto eloquenti, che invogliano a consultare il fascicolo nel dettaglio.

Gruppo Triveneto Torrefattori Caffè e Comunicaffè, insieme

Uniti sempre per la diffusione della cultura del caffè attraverso la condivisione dei fatti. Restituendo agli operatori un quadro il più completo possibile del settore.

L’ultima uscita del Notiziario Torrefattori, si apre con un Editoriale piuttosto comunicativo. La parola di apertura infatti, ha il suono più di un’esortazione. Quasi un imperativo.

Editoriale

  3    Reagire

Un invito a tutti gli operatori che sfuma rapidamente nelle notizie riguardanti l’attualità.

  4    La roya vista dall’Anacafè Guatemala

  6    Arrivano le tariffe anticrisi per l’espresso

Mercato Internazionale

  8   Colombia verso i 10 milioni di sacchi

Si passa poi ad alcune Pillole d’export

9   Esportare il caffè in Australia

Paesi Produttori

10   Litigi e solidarietà

Produttori – Focus Indonesia

L’attenzione del Notiziario, per questo numero, si concentra allora su uno dei più importanti Paesi produttori di caffè. Spazio quindi al prodotto nato in Indonesia.

11   L’intrigante e buon caffè dell’Indonesia

Tra Innovazione e Tradizione

Quando l’espresso non è solo una questione di sensazioni, ma anche di tecnologia. Ormai il collegamento tra smartphone e caffè si declina in più opportunità. Il consumatore ora, potrà anche sfruttare il calore della preparazione, per ricaricare la batteria. In tutti i sensi.

12   Caricare il cellulare col calore di un caffè

Social Media

Una riflessione sicuramente va dedicata all’ambito del marketing. Un settore che le aziende non possono più permettersi di sottovalutare.

Quali sono dunque le opportunità che derivano dai mezzi social?

13   Il futuro della pubblicità?

Fiere ed Eventi

14   Giugno ricco di appuntamenti

Si parla poi anche di Costume e cultura

16   Il Caffè Letterario

17   La piramide del caffè

Passando allora alla Rassegna Stampa

18   Caffè e salute:
Il gesto di solidarietà “Made in Italy” divenuto esempio d’esportazione

Le Aziende informano

19   I primi 100 anni del Gruppo Cimbali

Associazione Caffè Trieste

20   Assemblea dell’Associazione Caffè Trieste

22   Elenco aziende fornitrici convenzionate

L’Angolo del Consulente

Si conclude come tradizione, con questo prezioso spazio dedicato alla risoluzione delle questioni più spinose incontrate dagli operatori.

24   Deducibilità perdite su crediti

Scadenzario fiscale

26   Mese di giugno 2013

Spazio Mercato

26   Le Vostre inserzioni “Vendo-Compro-Cerco”

Direttore responsabile: Susanna de Mottoni  e.mail: s.demottoni@me.com

Hanno collaborato a questo numero:

Mattia Assandri, Massimiliano Fabian, Antonio e Diego Franciosa, Emilio Galeandro; Giovanna Gelmi, Bernardino de Hassek, Maria Cristina Latini.

Poi ancora, Giacomo Mallano, Francesca Marchi, Óscar René García Murga. Infine, Massimo Petronio, Lorenzo Polojac, Vincenzo Sandalj.

Nomine – Bonello, alle risorse umane Lavazza da quelle di Armani

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massimo bonello Lavazza
Slogan Lavazza per i mercati esteri

MILANO – Massimo Bonello passa a Lavazza. La nomina, che scatterà dal 17 giugno, è quella di direttore delle risorse umane e Property&Facility del gruppo Lavazza.

Massimo Bonello: quali aree di responsabilità

Saranno personale e organizzazione, corporate social responsibility e real estate.

Bonello arriva da Giorgio Armani, società che aveva lasciato qualche giorno fa dopo 10 anni di lavoro e all’interno della quale rivestiva il ruolo di responsabile mondiale delle risorse umane. Nelle scorse settimane si era parlato di una sua destinazione in un altro gruppo del lusso, Brioni.

Invece, il manager ritorna nel campo del food

Subito dopo la laurea in giurisprudenza, il suo primo incarico di peso era stato quello di direttore delle risorse umane in Coca Cola.

Ice Futures Us – Produttori centro americani contro la riduzione dello sconto sui caffè brasiliani

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Ice Futures Us

MILANO – Levata di scudi dei produttori centro americani contro la proposta riduzione dello sconto applicato dall’ Ice Futures Us sulle origini brasiliane.

Ice Futures Us contro i Produttori centro americani

Il direttore generale del Consiglio degli esportatori di caffè del Brasile (Cecafé) Guilherme Braga ha fatto un annuncio, la settimana scorsa.

Ha dichiarato così l’intenzione di richiedere formalmente alle autorità della borsa newyorchese l’applicazione di uno sconto inferiore a quello attuale (di 9 centesimi per libbra). Allo scopo di incentivare le contrattazioni degli arabica di produzione brasiliana.

Immediate le reazioni contrarie

Suscitate da parte dei responsabili delle principali entità associative dell’area centro americana, che temono ripercussioni negative sui prezzi; già ai minimi storici.

“Affosseranno il mercato – ha dichiarato il direttore generale dell’Istituto onduregno del caffè (Ihcafé) Victor Hugo Molina. Aggiungendo anche – ci mobiliteremo a difesa dei produttori di qualità”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il vice direttore dell’Istituto del caffè della Costa Rica (Icafé) Edgar Rojas

 “Faremo fronte comune contro la riduzione dello sconto, che se applicato complicherebbe ulteriormente la situazione dei produttori”.

L’ammissione alla quotazione degli arabica lavati e semi lavati brasiliani è avvenuta a fine 2010. Con decorrenza dal contratto per scadenza marzo 2013.

La decisione dell’ Ice Futures Us

E’  arrivata dopo oltre un decennio di proposte e trattative duramente osteggiate dalle lobby latino americane.

Il suo impatto è stato sin qui pressoché nullo. Dal momento che non ci sono state ancora consegne sui primi due contratti andati a scadenza (marzo e maggio).

Secondo Cecafé è proprio l’entità elevata dello sconto a scoraggiare gli operatori. Almeno quelli che sono in grado di spuntare prezzi migliori attraverso i classici canali commerciali.

Opposta la posizione dei paesi del centro America

Secondo i quali condizioni più favorevoli farebbero lievitare gli stock certificati, con un ulteriore effetto depressivo sulle quotazioni.

I prezzi degli arabica

Hanno toccato venerdì i loro minimi da ottobre 2009. Il contratto principale (luglio) di New York ha chiuso a 127,25 centesimi, in calo di 280 punti sulla seduta precedente.

Il testo integrale della relazione del Presidente Suggi Liverani

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suggi liverani trieste coffee cluster

MILANO – Su Comunicaffè proponiamo l’analisi dettagliata dei punti di forza e delle criticità del distretto che sta valorizzando nel modo migliore le sinergie tra le aziende iscritte. Un punto di vista approfondito fornito dal Presidente Suggi Liverani.

Da questa osservazione delle società, emergono i segni della crisi anche sulla filiera. Le opportunità e il piano di sviluppo tra marketing, ricerca e logistica. L’intensa attività internazionale nell’ambito del progetto “Mercati emergenti”. Le azioni per la promozione di Trieste come “Capitale dell’espresso”.

E nel futuro c’è l’incarico attribuito al socio, illycaffè della realizzazione e dell’organizzazione del padiglione caffè a Expo Milano 2015.

Suggi Liverani accompagna nell’excursus del distretto industriale

Trieste Coffee Cluster S.r.l. (Tcc) è l’Agenzia per lo Sviluppo del Distretto Industriale del Caffè di Trieste. Nata per volontà di 6 aziende. Poi frutto del lavoro congiunto svolto da Qualicaf Trieste s.r.l., da Confindustria Trieste e dall’Associazione Caffè Trieste.

Tcc nasce per decreto del Presidente della Regione FVG n. 0268 del 16 ottobre 2008

Due anni dopo il riconoscimento formale del Distretto Industriale del Caffè con delibera della Giunta Regionale 15 dicembre 2006 n. 3065.

La società, a capitale misto pubblico e privato, ha lo scopo di promuovere la valorizzazione e lo sviluppo del sistema produttivo locale. Nonché di favorire l’allungamento della filiera industriale.

L’obiettivo di Tcc

L’organizzazione si impegna a sostenere servizi e  progetti volti al  rafforzamento della competitività del distretto. Alla valorizzazione delle competenze esistenti.

Poi al miglioramento delle condizioni competitive, allo stimolo alla ricerca e all’innovazione continua. E ancora all’attrazione di nuove imprese, anche nell’ottica di costituire aggregazioni di filiera volte alla promozione sul mercato nazionale e sui mercati esteri.

Punti di forza e criticità

La buona competitività del Distretto del Caffè di Trieste nel mercato internazionale è determinata innanzitutto dal fattore geografico.

Seguito dal know-how degli operatori. Oltre che dalla concentrazione in un unico territorio di capacità produttive, tecniche, organizzative e finanziarie.

Una posizione strategica

In quanto collocata strategicamente nel punto d’incontro tra il bacino del Mediterraneo e le aree in forte crescita dell’Europa Centrale e Orientale.

Trieste ha la possibilità di giocare un ruolo importante nel controllo e nella gestione di due distinti flussi logistici intercontinentali.

In particolare: il collegamento tra l’Estremo Oriente e i mercati dell’Europa Centrale e Orientale; il cabotaggio tra il Centro Europa, la Turchia, il Medio Oriente e il Nord Africa.

La favorevole localizzazione e la prossimità con Austria, Germania, Slovenia, Svizzera e Ungheria.

A questa, si aggiunge una dotazione infrastrutturale come il porto. Seppur non adeguatamente sviluppato ha contribuito all’ affermazione e sviluppo di Trieste quale città del caffè.

Il Distretto del caffè di Trieste

E’ un centro di eccellenza riconosciuto a livello mondiale, anche in campo scientifico. Un’eccellenza che deriva dalla particolare struttura del settore caffeicolo triestino. Caratterizzata dalla presenza dell’intera filiera del caffè.

È una realtà unica che possiede tutte le caratteristiche di un sistema. Un vero e proprio cluster costituito da più sottoinsiemi (importatori, spedizionieri, decaffeinizzatori, torrefattori, laboratori di ricerca). Tutti operano con buona integrazione per aumentare il valore aggiunto del prodotto.

Uno dei principali “asset” del distretto industriale triestino

E’ costituito da una diffusa cultura tecnica e dal prezioso “saper fare“. Acquisito nel corso degli ultimi tre secoli dalla sua comunità di pratica.

Questo straordinario capitale di competenze non solo ha determinato una vincente specializzazione nel settore, ma è stato negli anni alla base dello sviluppo dell’intero tessuto imprenditoriale.

Trieste è nota anche come luogo d’innovazione

La capacità di innovare è comune alle medie e piccole imprese e alle più grandi realtà produttive del distretto. Poi è fortemente sostenuta da un ampio ed articolato sistema di ricerca, il Sistema Trieste.  In grado di generare “knowledge spillovers” sul territorio.

Aggiunge Suggi Liverani : oggi possiamo contare su 50 unità locali. Un fatturato aggregato superiore ai 500 milioni di euro (15% del fatturato nazionale di settore).

Quindi in crescita, 1000 occupati. Nel 2012 il 26,74% del caffè sbarcato in Italia è transitato per il nostro porto.

Trieste Coffee Cluster

Conduce da alcuni anni una analisi sui bilanci delle società di capitale delle imprese componenti il cluster. Al fine di individuare i trend dei principali indici economico-finanziari in termini aggregati.

Il dato tendenziale del fatturato 2008-2011 continua a segnare una crescita in termini aggregati. Passando da 380 milioni di euro nel 2008, a 400 milioni di euro nel 2009; a 435 milioni di euro nel 2010, a 510 milioni di euro nel 2011.

A fronte di questo trend, il rapporto Debt/Equity

E’ andato peggiorando, collocando la maggior parte delle imprese su un indice maggiore di 5. La distribuzione del Roe presenta elementi di polarizzazione.

Si contrae la fascia di imprese che tengono un Roe positivo (da 0 a 10%). A favore dell’aumento della fascia di imprese avente un Roe negativo e di quelle, poche, aventi un Roe superiore al 10%.

La distribuzione Profit/Loss (aziende in perdita versus aziende in utile) e

Evidenzia che nel 2011 il 43% delle imprese ha chiuso il bilancio in perdita e il 57 % in utile. Situazione comunque lievemente migliorata rispetto al 2008.

La Posizione Finanziaria Netta rispetto al Patrimonio Netto

La cosiddetta Leva Finanziaria, indica il grado di dipendenza da mezzi di terzi. E’ un indice importante guardato dal sistema creditizio, denota complessivamente un peggioramento.

Sono poche le imprese che detengono un indice “ottimale”, che si colloca convenzionalmente tra 0,75 e 1. Un dato perciò preoccupante se consideriamo che la struttura finanziaria ottimale è quella che consente di massimizzare il valore aziendale senza esporre l’impresa a rischi di liquidità.

La distribuzione del rating per macro-classi

Questo evidenzia la crescita della fascia di imprese ritenute vulnerabili: il rating medio di distretto si aggira tra B e BB. Dove si concentra il 55 % delle imprese del campione.

Questo nell’ambito di una metodologia di analisi quanti-qualitativa, More Rating Classe, che  assegna alle classi AAA, AA, A e BBB l’appartenenza all’Investment Grade.

Mentre alle classi BB, B, CCC l’appartenenza alla Non- Investment Grade. Infine, alle classi CC, C e D l’ appartenenza alla Distressed.

Il confronto delle performance economico/finanziarie del cluster del caffè

E’ stato operato rispetto al settore alimentare regionale. Si sono quindi elaborati i bilanci relativi a tutte le società di capitale della Regione Friuli Venezia Giulia attive nel 2011 nel settore Ateco 10 (Industrie alimentari).

Continua Suggi Liverani: a fronte di un Roe e di un Rating medio sostanzialmente allineato, il dato della leva finanziaria è peggiore per il nostro settore. Mentre a distribuzione del rating più concentrata nelle classi di rischio.

La spiegazione, in quest’ultimo caso, è riconducibile al fatto che l’industria alimentare nel suo complesso presenta innumerevoli sotto-insiemi di attività economica. In grado di mitigare/bilanciare il rischio imprenditoriale complessivo del settore.

Altri aspetti critici del comparto industriale del caffè sono:

il fenomeno della “commodizzazione” del prodotto. Evidenziato dal trend decrescente delle quotazioni del caffè crudo a valori costanti; le concentrazioni industriali in atto in Europa e con ritardo nel nostro paese (cito ad esempio la recente acquisizione dell’olandese Master Blender ad opera del gruppo Benckiser).

L’innalzamento delle barriere all’entrata dovute all’introduzione sui mercati dei nuovi sistemi di prodotto come i sistemi porzionati, difesi anche da portafogli brevetti consistenti (30.000 brevetti su tali sistemi) e la conseguente elevazione delle economie di scala.

A questi si aggiunge una vigorosa volatilità del prezzo della materia prima. Ovvero il caffè arabica che da un valore quasi stabile di 120 c/Lb di fine 2009, a giugno 2011 ha superato la soglia del 300 c/Lb per poi attestarsi ad oggi attorno ai 150 c/Lb, con un incremento di più del 25%.

A queste criticità strutturali del comparto si sommano quelle più specifiche del distretto triestino:

Innanzitutto le limitate dimensioni delle aziende triestine del caffè (con due eccezioni).

Poi la mancanza di spazi adeguati  per la localizzazione di attività industriali e per l’ampliamento di quelle esistenti. Un problema legato anche alla presenza del Sin;

Un altro problema è la carenza e l’arretratezza delle infrastrutture portuali e retro portual. Soprattutto nell’ottica dell’intermodalità;

il persistente legame ad un semilavorato, il caffè in grani, che nelle abitudini di consumo nel mercato globale sta cedendo quote a favore di altre modalità di fruizione. Quali ad esempio i sistemi porzionati e il pronto da bere.

Va sottolineata infine una scarsa propensione delle aziende a sondare prodotti e mercati affini o complementari nel comparto agroalimentare.  Più in generale si evidenzia la presenza di una filiera ben articolata ma corta nel suo complesso.

Evoluzione del quadro normativo dei distretti industriali regionali

La normativa di riferimento per i distretti industriali regionali riconosciuti ha subìto negli ultimi 8 anni una serie di modificazioni sostanziali.

La legge 4/2005 creava le Asdi ed assegnava alle Agenzia forti compiti di governance dei sistemi distrettuali. Prevedendo nel contempo finanziamenti sia per i progetti operativi sia per il funzionamento (questi ultimi solo per il primo triennio di attività).

Le Asdi prendevano la forma di società consortili miste pubblico-private e la Regione. Per non incorrere in sanzioni da parte della UE, ha deciso dopo 7 anni di emanare un regolamento attuativo assoggettando queste entità, considerate imprese private, alla normativa in materia di aiuti di Stato.

Suggi Liverani spiega la situazione attuale

1. gli aiuti al funzionamento sono scaduti;

2. gli aiuti allo sviluppo di nuovi progetti sono assogettati alla normativa “de minimis”. (il beneficiario non può percepire, nell’arco di un triennio, aiuti superiori alla soglia di 200.000,00 €);

3. solo gli aiuti per progetti di ricerca, sviluppo ed innovazione escono dalla ghigliottina del “de minimis”. Si uniformano al Regolamento CE 800/2008. Questo prevede percentuali di aiuto differenti a seconda si tratti di ricerca, sviluppo, innovazione e delle caratteristiche del richiedente;

4. tutti i progetti devono essere cofinanziati in misura non inferiore al 20 % della spesa ammissibile.

Da rilevare inoltre che, solo grazie ad una recente modifica normativa che corregge una svista della Regione, sono nuovamente ammissibili progetti che riguardano la promozione.

Infine, dal 2005 ad oggi le dotazioni finanziarie in favore delle 7 ASDI regionali riconosciute sono passate da oltre 3 milioni di euro annui ai 500mila di quest’anno. ( e con l’utilizzo, ancora non certo, di fondi residui comunitari, cosiddetti PAR FSC).

Tutte queste considerazioni hanno portato la società fin dallo scorso anno a costituire una commissione interna per la messa a punto di proposte di contribuzione da parte dei soci. A fronte della necessaria copertura delle spese incomprimibili di funzionamento.

Ringrazio la commissione per il lavoro svolto.

Le opportunità e il piano di sviluppo

I macro obiettivi sono due. Prima di tutto, l’allungamento di filiera e il rafforzamento del legame tra le aziende e il territorio.

Tre principali assi strategici

1 – Marketing e Promozione – ha la finalità di capitalizzazione della rete di relazioni e competenze del Distretto e di ottimizzazione degli investimenti. Con piani di marketing e strategie promozionali.

2 – Ricerca, sviluppo, innovazione e alta formazione – è caratterizzato dalla volontà di accrescere le competenze dei singoli operatori. Oltre che la competitività dell’intero distretto nella ricerca di innovazione di prodotto, di processo e nei modelli di business.

3 – Logistica e infrastrutture – ha l’obiettivo di individuare nuovi assetti logistici e infrastrutturali per lo sviluppo del Distretto.

Il percorso

All’interno dei 3 Assi d’Azione sono stati delineati progetti finanziati o cofinanziati dalla Regione Fvg da realizzare in piani trienniali. Al fine di consolidare, sviluppare e soprattutto promuovere la filiera produttiva.

Per quanto riguarda concerne l’asse 1 (marketing e promozione)

Nel corso del 2012 è stata avviata la fase operativa del Portale di Trieste Coffee Cluster, al fine di farlo diventare, attraverso un’attività di comunicazione online.

A partire da contenuti forniti in licenza a titolo gratuito dal socio illycaffè è stata realizzata Coffeepedia. Un’enciclopedia libera specializzata che comprende informazioni riguardanti il mondo del caffè dalla produzione all’industrializzazione, dalla preparazione alla degustazione. L’obiettivo della Coffeepedia è quello di condividere la conoscenza, la cultura del caffè.

Nell’ottica di coniugare percorsi turistici con la filiera produttiva del caffè è stato delineato un piano di marketing territoriale. Questo, mediante i sistemi di georeferenziazione, può accompagnare gli utenti del portale attraverso percorsi conoscitivi che illustrino il tessuto produttivo triestino legato al mondo del caffè. Alla scoperta del Distretto e dei percorsi più significativi che ne caratterizzano il territorio.

Sono stati inoltre realizzati contenuti multimediali veicolati attraverso social network quali Facebook ( https://www.facebook.com/triestecoffeecluster ) e Twitter. In modo da poter raggiungere un target di utenti sempre più ampio.

E’ stato infine creato un canale Youtube dedicato dove sono stati inseriti i filmati promozionali di Trieste Coffee Cluster e di eventi organizzati da Tcc come “Trieste Capitale dell’Espresso”.

Sempre nell’ambito dell’Asse strategico 1

E’ stato portato a termine il Progetto Festival del Caffè,  articolato in più fasi  al fine di promuovere Trieste quale capitale dell’espresso italiano.

A novembre 2010 è stato realizzato il prototipo di Exhibit Diffuso del Caffè – “Museo Espresso”. Attraverso un workshop intensivo che si è tenuto in Porto Vecchio presso la sede di Icmp (Istituto di Cultura Marittimo Portuale).

Mentre a giugno 2011 Tcc ha allestito una sezione espositiva “Trieste Città del Caffè”. All’interno della mostra “Il secolo dell’Espresso italiano – la collezione Maltoni e Trieste – Città del Caffè” presso il Museo Etnografico di Lubiana.

Nel maggio 2012 è stato organizzato presso il Magazzino 26 in Porto Vecchio l’evento “Trieste Capitale dell’Espresso”. Al fine di segnare l’inizio di un nuovo percorso per rafforzare l’immagine internazionale della città sotto il profilo economico, imprenditoriale e  turistico.

L’evento è stato suddiviso in due momenti

Una conferenza stampa di presentazione di Trieste Coffee Cluster ed in particolare del Progetto “Trieste Capitale del Caffè Espresso italiano”.

Infine nell’ottobre 2012  Trieste Coffee Cluster ha partecipato in sinergia con l’Associazione Caffè Trieste all’evento Trieste Espresso Expò 2012.

Inoltre, ha realizzato nuovo materiale promozionale di Trieste Coffee Cluster che nella grafica e nei contenuti promuove Trieste quale capitale dell’espresso.

Relativamente al progetto “Mercati Emergenti”

Nel 2010 è stata realizzata la prima missione di promozione dell’Agenzia alla 23ma conferenza Asic di Bali. Nel 2011 Tcc ha partecipato al Coffee & Tea Festival di Dubai e nel 2012  all’Eafca  di Addis Abeba.

Quest’anno a febbraio  il Distretto è stato presente a Kampala in Uganda alla “10th African Fine Coffee Conference & Exhibition”. A maggio ha partecipato al “Costa Rica Cup of Excellence 2013” ad Heredia in Costa Rica e a fine mese sarà presente al “Melbourne International Coffee Expo’ 2013” in Australia.

Altre iniziative raccontate da Suggi Liverani

In questi tre anni sono state inoltre effettuate numerose presentazioni alle istituzioni locali e nazionali. Al sistema scientifico triestino, a giornali e televisioni internazionali, come la rete giapponese Nhk.

Passando all’Asse 2 – Ricerca, sviluppo, innovazione e alta formazione

Il Distretto sta finanziando una borsa di studio per sostenere il Dottorato di Ricerca in Scienza, Tecnologia ed Economia dell’industria del caffè, di durata triennale.

Con il compito di preparare personale altamente qualificato da immettere nel mondo produttivo e della ricerca con una preparazione specialistica nei settori scientifici e dell’economia. La tesi di dottorato verrà discussa a marzo 2014.

Trieste Coffee Cluster ha inoltre aderito al Master in Economia e Scienza del caffè

Promossa dalla Fondazione Ernesto Illy, oggi al terzo ciclo. Tcc ha collaborato con l’Istituto di Cultura Marittimo Portuale all’attivazione di un corso finanziato Fse per magazziniere specializzato nel caffè.

Relativamente al progetto “Board dell’innovazione”. E’ stato avviato il progetto Roadmap in collaborazione con Area Science Park.

Il Technology Roadmapping

E’ un processo strutturato che analizza le tecnologie e i prodotti del presente e del passato per individuarne trend e probabili evoluzioni. Per formulare strategie e per prevedere i possibili cambiamenti di tecnologie e prodotti.

I risultati di questo lavoro permetteranno a Trieste Coffee Cluster e alle imprese che lo compongono di formulare al meglio le proprie scelte strategiche.

In questo triennio Trieste Coffee Cluster ha inoltre promosso diversi eventi a carattere scientifico

Nel 2011 ha organizzato tre conferenze scientifiche e ad ottobre 2011 Tcc è stato main sponsor del 2nd Ms Food Day.

A febbraio 2012 Tcc ha collaborato all’organizzazione del Seminario  “L‘analisi sensoriale come strumento innovativo per il controllo della qualità dei prodotti alimentari“. Tenutosi presso la illycaffè SpA.

A settembre dello stesso anno all’interno di Trieste Next

Il Salone europeo dell’innovazione e della ricerca scientifica ha organizzato un ciclo di conferenze scientifiche. Ma anche un percorso formativo in 4 moduli in collaborazione con l’Università del Caffè di Trieste.

Inoltre è stato co-organizzatore assieme ad Area Science Park di “Food & Nutrition: Technology Dating”. Infine a novembre 2012 ha sponsorizzato e partecipato al “4°Convegno della  Società Italiana Scienze Sensoriali”.

Le azioni in atto

Nella prospettiva della promozione di Trieste quale capitale dell’Espresso il Cluster sta sviluppando  un piano di marketing territoriale. Questo accompagnerà l’utenza attraverso un percorso conoscitivo legato al mondo del caffè.

Il percorso “reale” interpreterà la tematica “Trieste, città del caffè”

Identificando gli edifici istituzionali (sede della Borsa, della Cciaa, musei, luoghi d’arte, ecc) così come i locali più significativi.

Accanto a questo percorso “fisico” se ne è identificato uno “virtuale” con focus sulle “imprese del caffè”. Un itinerario che individua tutta la filiera, fruibile soltanto virtualmente (navigando su web attraverso smartphone).

Relativamente all’Asse Ricerca & Innovazione

Tcc sta avviando un progetto volto a definire e validare un “Coffee Golden Standard” che permetta di allineare le performance qualitative della  bevanda caffè attraverso l’applicazione di regole condivise a livello internazionale. Con il coinvolgimento del network dei laboratori.

Per promuovere la conoscenza, sostenere la valorizzazione e la divulgazione di temi legati al settore del caffè nell’ambito universitario TCC sta preparando un Bando di concorso annuale per l’assegnazione di premi a tesi di laurea. La cui partecipazione sarà aperta a tutte le lauree degli studenti dell’Università di Trieste.

Oltre ai progetti del Piano di Sviluppo Triennale, Trieste Coffee Cluster dal 2012 è leading partner di Icte (Indian espresso cup taster)

Un progetto di cooperazione internazionale finanziato dalla Regione Fvg nell’ambito della legge regionale 19/2000.

L’obiettivo

E’ quello di definire e trasferire il modello di assaggio espresso italiano a operatori indiani. Attraverso la creazione di un centro virtuale ed uno reale per la formazione specialistica dei formatori in loco.

Attraverso la metodologia Icte, potranno a loro volta formare nuove risorse umane da inserire lungo tutta la filiera del caffè. Secondo un modello condiviso e basato sulla reciprocità dello scambio.

Il progetto

Nasce dalla necessità di diffondere presso i Paesi Produttori di caffè verde, tra cui l’India, le conoscenze acquisite dalle aziende triestine in più di due secoli di lavorazione, commercializzazione e miscelazione del caffè verde.

A fine novembre Trieste Coffee Cluster ha ospitato la delegazione di 12 esperti indiani selezionati in stretta collaborazione con l’Indian Coffee Board di Bangalore. Con l’obiettivo di formare gli esperti secondo il “Decalogo delle metodologie comuni del Cup Tasting for Espresso”.

Il passo successivo del progetto Icte

Per creare un modello di trasferimento di know how relativo alla filiera del caffè. Tramite la formazione di professionisti sulle metodologie di assaggio delle miscele per espresso, prevede che a loro volta i cup taster italiani svolgano la seconda parte del corso a Bangalore il prossimo settembre.

Infine nel 2013 è stato avviato il progetto “Trieste Coffee Experience”. Al fine di valorizzare l’immagine turistica e di accoglienza della città di Trieste.

TCE propone l’utilizzo dei siti già conosciuti al pubblico locale ma attualmente scarsamente inseriti all’interno degli itinerari turistici “classici” attraverso la sistematizzazione all’interno di un’offerta turistica tematica, mediante la diffusione di materiale informativo promozionale ed una Applicazione Smartphone dedicata.

PROSPETTIVE FUTURE Nonostante la perdurante congiuntura economica, il mercato mondiale del caffè cresce moderatamente, ma costantemente: nel 2012 le importazioni hanno avuto un’incremento del 4%.

Il segmento del caffè di qualità e dell’espresso è in crescita nel mondo e l’industria italiana ha un ruolo trainante e contribuisce positivamente all’export nazionale.

Attualmente il mix dell’offerta sul mercato si sta modificando con l’affermazione di nuovi prodotti

Inoltre, le concentrazioni industriali, la volatilità dei prezzi della materia prima, i cambiamenti climatici che iniziano ad avere effetti sui paesi produttori di caffè. Sono tutti fattori che stanno rapidamente mutando lo scenario del mercato mondiale.

Trieste è uno scalo importante per il caffè verde oggi soprattutto di provenienza asiatica. Poi è un punto di riferimento internazionale per l’espresso italiano. Oltre ad essere un centro d’eccellenza riconosciuto per la ricerca sul caffè e i servizi legati al caffè.

La filiera triestina del caffè rappresenta il 15% dell’intero settore dell’industria nazionale. Fatturato confrontabile a valore con la metà della produzione industriale della provincia. L’importanza del settore per il territorio è maggiore rispetto a qualsiasi altra città d’Italia.

Suggi Liverani “Trieste Coffee Cluster deve continuare a investire sul binomio caffè – territorio”

Si devono promuovere sinergie tra il sistema industriale e scientifico al fine di favorire la creazione di nuovi “business”; va stimolato il porto per il miglioramento dei servizi di consegna e per l’istituzione di nuove rotte e non ultimo il caffè va promosso. Anche con grandi eventi aperti al pubblico con il coinvolgimento di tutta la città.

Su quest’ultimo punto desidero segnalare l’incarico attribuito al nostro socio, illycaffè della realizzazione e dell’organizzazione del padiglione caffè al prossimo Expo Milano 2015; i sei mesi di eventi del padiglione già si annunciano come il più grande evento mondiale dedicato al caffè di tutti i tempi.

Sarà il banco di prova per dimostrare la nostra capacità di fare squadra. Oltre che un’opportunità di riscossa per la città che ha mancato l’obiettivo Expo nel 2008.

                                           Il presidente di Trieste Coffee Cluster

                                                                                       Furio Suggi Liverani

 

L’epidemia di Hemileia vastatrix. Vulnerabile il settore guatemalteco

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Hemileia vastatrix

MILANO – Prospettive negative per il settore del caffè in Guatemala, a causa dell’epidemia di Hemileia vastatrix. Il Gain Report del Dipartimento Usa dell’agricoltura (Usda), diffuso venerdì scorso, stima il raccolto di quest’anno poco al di sopra dei 4,2 milioni di sacchi da 60 kg. Con quindi un calo produttivo tutto sommato contenuto (-4,5%).

Hemileia vastatrix: a rischio l’intero settore

Ma la situazione peggiorerà ancora sensibilmente nel 2013/14. Un’annata per la quale è preventivata sin d’ora una flessione dell’8%, che farà scendere la produzione a 3,875 milioni di sacchi.

Un’evoluzione sfavorevole imputabile principalmente al proliferare della ruggine del caffè. Questa ha colpito, per la prima volta, anche le piantagioni al di sopra dei 1.500 metri di altitudine.

Settore vulnerabile anche in Guatemala

L’epidemia di Hemileia Vastatrix ha messo a nudo le vulnerabilità strutturali del comparto. Nonché l’esigenza di investimenti ingenti per il rilancio.

I produttori guatemaltechi sono abituati da decenni a coesistere con questa malattia crittogamica. La strategia di lotta si basa tradizionalmente sull’utilizzo di fungicidi rameici cui si sono aggiunti quelli sistemici.

L’efficacia di entrambi dipende soprattutto dalla tempestività dell’applicazione. Questa infatti, deve avvenire all’inizio della stagione delle piogge.

Il 95% degli arbusti ha ormai raggiunto o superato la maturità produttiva

Ed è dunque maggiormente vulnerabile agli attacchi delle avversità.

A ciò va aggiunta la prevalenza della piccola proprietà. Un limite alle possibilità di investimento in profilassi agronomica.

In Guatemala, il caffè dà da vivere a 90mila famiglie e di queste circa il 45% coltiva meno di un ettaro di terreno.

Per questo motivo l’attuazione su larga scala di strategie radicali di lotta si presenta come una strada in salita. Il rinnovo colturale richiede infatti svariati anni prima che le nuove piante possano produrre. Sia in termini economici che commerciali accettabili.

Anche una potatura drastica degli arbusti comporta circa 3 anni di fermo produttivo.

Tempi troppo lunghi da sopportare per i piccoli produttori

A meno che il governo non intervenga direttamente con politiche di sostegno e credito.

Quali strategie? Il report delinea una serie di azioni coordinate e differenziate da attuare con diversi orizzonti temporali.

A breve termine, la priorità è rappresentata dalla massima diffusione dei fungicidi e degli strumenti per la loro irrorazione; soprattutto a beneficio dei piccoli e medi produttori.

Di nuovo in Guatemala

Al pari di quanto accaduto in Honduras e Costa Rica, il governo ha dichiarato, dallo scorso febbraio, a livello nazionale lo stato di emergenza fitosanitaria. Vista la preminente importanza socioeconomica del settore del caffè.

A medio termine, gli interventi dovranno focalizzarsi sullo sviluppo e sulla distribuzione di materiale genetico resistente alla ruggine.

Il Centro agronomico tropicale per la ricerca e la formazione (Catie)

Avviò sin dagli anni cinquanta specifici studi sostenuti a suo tempo da Usda.

Un programma quindicennale sfociò nella creazione di varietà resistenti alla roya, che vennero positivamente sperimentate sul campo. La mancanza di fondi limitò in seguito le possibilità di sviluppo e attuazione ulteriore del programma.

Si calcola che servirebbero almeno 1,2 milioni annui di investimenti,. Ovviamente, distribuiti su una decina d’anni. Così attuare efficacemente un piano di rinnovo delle piantagioni.

Il World Coffee Research Institute

L’istituzione operante presso ilNorman Borlaug Institute di College Station, Texas, sta compiendo ricerche approfondite sulle cultivar diffuse in Guatemala; utilizzando in primis la banca genetica del Catie.

La grande sfida è quella di sviluppare varietà a prova di ruggine che conservino un elevato profilo in tazza.

Il report sottolinea che le piantagioni centro americane presentano un’eccessiva omogeneità. In più, la scarsa varietà genetica le rende maggiormente vulnerabili agli attacchi delle malattie crittogamiche.

Le politiche

 Il governo ha creato nel 2001 un fondo fiduciario della durata di 15 anni la cui gestione è stata affidata ad Anacafé. Viste le attuali difficoltà causate dalla ruggine, l’esecutivo ha disposto vari interventi di sostegno.

Tra cui l’erogazione di credito ai produttori a tassi agevolati (2-3%). Inoltre, sta considerando attualmente un’estensione dell’operatività del fondo per ulteriori 10 anni oltre la scadenza del 2016.

Anacafé è consapevole dell’esigenza di ripensare le strategie e le politiche caffearie

Tra le misure allo studio, il potenziamento degli investimenti in ricerca agronomica e trasferimento di tecnologie. Poi una presenza più capillare sul territorio dei servizi di assistenza tecnica e consulenza.

Nonché uno sforzo importante a favore della diversificazione agricola, per ridurre la dipendenza dei produttori dalla sola coltura del caffè.

L’Associazione è molto attiva sul fronte del marketing

Significativa la sua presenza a TriestEspresso Expo. Dove si distingue per un moderno approccio di mercato volto a valorizzare le peculiarità uniche dei suoi caffè.

Nel quale ha avuto un ruolo essenziale l’identificazione di specifici profili geografici e la loro tracciabilità.

Il portale www.guatemalancoffees.com  comprende un sistema di ricerca che fornisce informazioni dettagliate sui produttori; integrabile attraverso le mappedi Google Earth.

Esportazioni

L’export di caffè in tutte le forme del Guatemala ha superato di poco i 4 milioni di sacchi nel 2011/12. Le stime danno per probabile un calo a 3,87 milioni di sacchi nel 2012/13 e 3,5 milioni nel 2013/14.

Gli Usa rimangono il mercato di destinazione più importante

Con circa il 40% del totale, seguiti dai paesi dell’Ue (30% circa). Le esportazioni verso Giappone, Germania e Canada hanno subito quest’anno una consistente battuta d’arresto.

Consumi

I consumi interni sono stimati in circa 2,4 kg pro capite.

Il segmento dell’alta gamma è in crescita grazie anche al traino del settore turistico.

La distribuzione automatica è un potente strumento di crescita economica

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vending la distribuzione automatica venditalia
Vending

MILANO – La distribuzione Automatica (Vending) si dimostra nei numeri un settore economico in grado di resistere alla crisi. Flessibilità, prossimità e un corretto equilibrio qualità / prezzo. Tutti elementi che fanno del Vending un servizio sempre più apprezzatodal consumatore.

La distribuzione automatica coinvolge più settori

Per oltre 40 anni di esclusivo interesse degli operatori del settore e quasi interamente indirizzato ai consumi nei luoghi di lavoro, oggi la distribuzione automatica è invece un potente strumento. In quanto a disposizione di un ben più ampio ventaglio di settori economici.

Bar, ristoranti, alberghi, GDO e commercio al dettaglio

Ma anche industria di marca. Questi sono solo alcuni tra i comparti che meglio possono cogliere le opportunità offerte dal Vending.

Il Piemonte rappresenta da solo circa il 7% del mercato totale della Distribuzione Automatica italiana

Un dato riferito alle sole imprese di gestione), esprimendo un fatturato di oltre 100 milioni di Euro e con un’occupazione stimata di circa 2.500 addetti.

Con questi numeri il Piemonte si attesta come la IV regione come importanza in Italia nel Vending. Preceduta solo da Lombardia, Emilia Romagna e Lazio.

La distribuzione automatica deve ancora crescere

Nonostante la sua grande diffusione (sono oltre 20 milioni gli utilizzatori di distributori automatici in Italia), il vending è un settore ancora poco conosciuto; oltre l’80% dei consumatori ignora persino il nome dell’azienda che svolge il servizio nel luogo presso il quale si rifornisce.

Temi come: la qualità, l’etica commerciale e il consumo consapevole diventano quindi fondamentali per una corretta conoscenza del settore. Per potersi orientare nel panorama delle offerte per poter cogliere le differenze.

Esser certificati

La certificazione di qualità (TQS Vending) e i capitolati standard per le Pubbliche amministrazioni e per le scuole sono gli “strumenti” con i quali premiare la differenza qualitativa del servizio e dare garanzie ai consumatori.

Di tutto questo si è parlato al convegno organizzato da ConfidaAssociazione Italiana Distribuzione Automatica.

L’obiettivo del convegno è stato quello di fornire a chi ha il compito di valutare il servizio di distribuzione automatica offerto sul luogo di lavoro, degli strumenti per poter scegliere al meglio.

Svizzera– Il Café de Colombia è diventata indicazione geografica protetta

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usda Caolombia simbolo Juan Valdez
Il marchio di Jaun Valdez

BERNA – Il termine d’opposizione contro la registrazione dell’indicazione geografica protetta (IGP) Café de Colombia è scaduto. Non essendo pervenuta alcuna opposizione all’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG), tale denominazione può pertanto venir iscritta nel Registro delle DOP e IGP.

Cafè de Colombia finalmente certificato

Si tratta della prima denominazione estera registrata in Svizzera. In Colombia, il Café de Colombia è una denominazione d’origine dal 2005. La sua tipicità è ampiamente riconosciuta oltre le frontiere colombiane.

La domanda di registrazione della denominazione Café de Colombia come IGP è stata depositata il 7 luglio 2008 dalla Federacíon Nacional de Cafeteros de Colombia.

Non essendo stata inoltrata alcuna opposizione all’UFAG entro il termine di tre mesi previsto a tal fine, il Café de Colombia può essere registrato come IGP nel Registro federale delle denominazioni d’origine e delle indicazioni geografiche.

In Colombia

La coltivazione del caffè possiede una grande tradizione. Iniziata nella prima metà del XVIII secolo e diffusasi molto rapidamente su vaste aree del territorio.

Da decenni, il caffè è uno dei principali prodotti d’esportazione del Paese. Nonché importante propulsore di sviluppo sociale.

Le sue caratteristiche

Sono legate alle peculiarità del Paese. Ad esempio la qualità del suolo. Oppure il clima montano tropicale tipico della zona colombiana di coltivazione del caffè. Assieme poi all’uniformità delle procedure di semina e raccolta.

Il Registro federale svizzero

Quello in cui sono riportatate le denominazioni d’origine e le indicazioni geografiche, conta attualmente 28 registrazioni. SOno 19 DOP e 9 IGP.

La documentazione è disponibile sul sito Internet www.ufag.admin.ch .

Ico – Direttore esecutivo insignito della massima onorificenza del Minas Gerais

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Robério Oliveira Silva

MILANO – Importante riconoscimento per Robério Oliveira Silva, che è stato insignito della “Medalha da Inconfidência”. La massima onorificenza del Minas Gerais, lo stato brasiliano di cui è nativo il direttore esecutivo dell’Ico. E’ il massimo stato produttore di caffè del Brasile, con oltre la metà del raccolto annuale.

La consegna è avvenuta in una cerimonia che si è svolta presso la sede londinese dell’Organizzazione.

Robério Oliveira Silva non era il solo

Oltre al governatore del Minas Gerais, sono state presenti altre figure importanti. Come Antônio Augusto Junho Anastasia e l’ambasciatore Marcos Vinícius Pinta Gama. Il rappresentante permanente del Brasile presso l’Ico.

Ha partecipato inoltre all’evento, anche una delegazione giunta dal Brasile. Una cerimonia importante e significativa.

CS – Iniziativa “Musei da gustare”: evento e apertura museo

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caffè cagliari

MODENA – Anche quest’anno la Provincia di Modena ripropone l’iniziativa di apertura dei musei della provincia “ Musei da gustare ”.

Il tema di quest’anno è “Lontano e vicino: miti e mete del percorso”.

Il museo- collezione Caffè Cagliari “Le Macchine da caffè” aderisce all’iniziativa con il seguente programma.

Musei da gustare: una serie di appuntamenti per il palato

Si parte sabato 1 Giugno 2013. L’Ingresso è Gratuito.

Dalle ore 10.00 – 11.30  Incontro ”Le origini del caffè: storia, leggende e provenienze dell’amato chicco. Assieme alla visita del Museo ”Le Macchine da Caffè”

Partendo dalle leggende

Racconti più o meno verosimili che avvolgono la scoperta del caffè, verrà ripercorsa l’evoluzione storica di questa amata bevanda. Sia nei luoghi di produzione e di consumo che nei metodi di preparazione.

Verrà quindi spiegato l’attuale percorso dei chicchi, nel lungo viaggio dagli attuali paesi produttori ai paesi importatori. Al termine verrà poi effettuata una visita guidata al prestigioso museo aziendale di antiche macchine da caffè.

Musei da gustare continua al Museo Cagliari

ore 15.00 – 18.30 Visite guidate al Museo, organizzate ogni 30 minuti circa.

Sabato 8 Giugno – Domenica 9 Giugno 2013

Gli incontri partiranno dalle ore 9.30 – 12.30 e ore 15.00 – 18.30

Visite guidate al Museo ogni 30 minuti circa.

Il museo si trova dietro la sede Caffè Cagliari

In Via Giordano 125 (ingresso da Via Toscanini).

Per informazioni: tel. 335 6917635 – info@collezionecaffecagliari.it

Per aggiornamenti consultare il sito aziendale www.caffecagliari.it/news

Web: www.caffecagliari.it
E-mail: comunicazione@caffecagliari.it

Ferrero – Investe in Camerun e privilegia produzioni locali

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Ferrero
Lo stabilimento Ferrero di Alba

MILANO – Il gruppo Ferrero raddoppia  la sua presenza in Camerun. Annunciando la realizzazione di una seconda unità produttiva nella regione del Sud-Ovest del Paese, con l’impiego di 250 dipendenti.

Gruppo Ferrero va oltre Yaoundé

L’annuncio, riferisce l’agenzia Ecofin, è avvenuto nel corso di un incontro che rappresentanti del gruppo hanno avuto, a Yaoundé. Presso il Ministero dell’Economia, alla presenza dell’ambasciatore d’Italia, Stefano Pontesilli.

Prodotti locali

Al contrario di quella di Yaoundé (avviata nel 2006), che trasforma prodotti importati, la nuova fabbrica lavorerà esclusivamente quelli coltivati localmente.

Cioè nei villaggi della regione.  Si tratta di piantagioni di caffè, cacao, canna da zucchero e frutti tropicali.