lunedì 19 Gennaio 2026
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Fisco/2 – I consumatori dell’Adiconsum: “Sale l’iva, pausa caffè più amara”

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distributori automatici

MILANO – Il recente annuncio del governo renderà più amara la pausa caffè per oltre 20 milioni di italiani. Questo è il commento di Adiconsum e Confida all’aumento dell’Iva su bevande e alimenti ai distributori automatici.

Adicosum e Confida contro gli aumenti

«Se pur indispensabile il varo dell’ecobonus, la previsione di aumento dell’Iva sulle bevande e alimenti venduti nei distributori automatici, annunciato dal governo per finanziare l’ecobonus, si scaricheranno inevitabilmente su oltre 20 milioni di italiani.

Questi, dal 1° gennaio 2014 avranno l’amara sorpresa di un rincaro dei prezzi di tutti i prodotti presenti nelle macchinette che distribuiscono caffè, bibite e alimentari», hanno affermato in una nota congiunta Lucio Pinetti. Il presidente di Confida e Pietro Giordano. Il presidente di Adiconsum.

“ Sorprende – ha detto il presidente della Confida Lucio Pinetti – come lo Stato abbia voluto colpire proprio queste fasce di consumo.

Le stesse che, in particolare in questi anni di crisi, grazie al favorevole rapporto qualità prezzo, nel distributore automatico hanno finora trovato una valida soluzione di acquisto. Vengono così’ colpite piccole e medie imprese che invece andrebbero sostenute e rilanciate».

L’incremento dell’Iva

Sui prodotti somministrati attraverso i distributori automatici comporterà un aumento di almeno cinque centesimi sul caffè e le bevande calde. Oltre che di circa dieci centesimi sulle bevande fredde e gli snack.

«Ancora una volta un provvedimento che rischia di comprimere ulteriormente i consumi». Così aggiunge il presidente dei consumatori di Adiconsum Pietro Giordano.

«Questo provvedimento colpirà ancora una volta i `soliti noti´; imponendo l’ennesimo orpello e per di più sulle fasce sociali più deboli.

Basta far pesare la bolletta energetica verde sui redditi familiari e si recuperi il fabbisogno per l’ecobonus lasciando invariate tutte le aliquote Iva al 4%;

si operi, invece –propone Giordano– aumentando l’aliquota Iva al 25% per i beni di lusso. Cioè spostando l’imposizione fiscale dalle fasce deboli alle fasce più forti del Paese”.

Vietnam – I dati indicano una produzione in ulteriore calo nel 2013/14

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usda

MILANO – Usda non condivide l’entusiasmo dei trader. L’organizzazione ha diffuso il suo report annuale il 21 maggio, dedicato al settore del caffè del Vietnam.

Gli esperti della rete informativa estera del minagricoltura americano formulano una stima sul prossimo raccolto decisamente meno rosea rispetto alle previsioni espresse da un gruppo di commercianti in un recente sondaggio di Bloomberg. (vedi numero di venerdì di Comunicaffè).

Usda: cosa dicono i dati

Secondo il rapporto – redatto da uno specialista locale e rivisto dagli analisti agricoli del dicastero Usa – la produzione scenderà nel 2013/14 a 22,9 milioni di sacchi. Contro i 25 milioni circa del 2012/13 e i 26 milioni del 2011/12.

La stima del raccolto di arabica viene confermata a 850mila sacchi. Nonostante un’ulteriore espansione delle aree coltivate nel nord del paese, la produzione della varietà più pregiata è destinata a calare nel 2013/14 (-10%). Ciò per effetto delle sfavorevoli condizioni climatiche.

Il raccolto 2012/13

Ha risentito, nel suo complesso, delle piogge precoci cadute durante il periodo della fioritura. Questo infatti si sono ripercosse sulla successiva maturazione dei frutti.

Va detto che il dato sopra indicato (25 milioni di sacchi) risulta comunque superiore del 3% circa alla una prima stima contenuta nel report Usda semi-annuale dello scorso autunno.

A motivare questa correzione, l’andamento migliore del previsto delle esportazioni. Almeno nel corso dei primi 7 mesi dell’annata caffearia corrente.

A incidere negativamente sul prossimo raccolto sarà invece la siccità nei primi 3 mesi dell’anno solare 2013

Secondo fonti governative ha colpito non meno di 34mila ettari di piantagioni, di cui circa la metà nella sola provincia di Dak Lak.

Alcune stime, al solito pessimistiche, dell’Associazione vietnamita del caffè e del cacao (Vicofa) davano come probabile, nei mesi scorsi, un calo della produzione compreso tra il 20% e il 30%.

La situazione meteo si è normalizzata

Soprattutto a partire da fine marzo e i livelli delle precipitazioni sono stati in generale nella norma. Sia in aprile che a maggio.

A detta di vari operatori che hanno visitato le aree di produzione, lo stato delle piantagioni appare nettamente migliore. Ciò rispetto a quello che in cui esse si presentarono durante l’ultima grande siccità, nel 2005/06.

Le piogge delle ultime settimane hanno migliorato ulteriormente la situazione.

Il report Usda

Inoltre, osserva come il periodo di siccità di quest’anno abbia avuto caratteristiche diverse rispetto al passato. Potrebbero essere ricondotte al cambiamento climatico e alle anomalie che esso sta inducendo.

Per questo motivo, Vicofa ha proposta che vengano sviluppate nuove varietà di robusta e arabica maggiormente resistenti. Quindi più adattabili a condizioni climatiche sempre più mutevoli ed estreme.

Attualmente, la maggior parte del materiale genetico selezionato proviene dall’Istituto di scienze agricole e forestali degli Altipiani occidentali (Wasi).

Un progetto governativo, attualmente in corso

Prevede lo sviluppo di nuovevarietà ad alto rendimento da utilizzare per il rinnovo di circa 30mila ettari all’anno.

Secondo il Ministero dell’agricoltura e dello sviluppo rurale di Hanoi (Mard) dovranno essere rinnovati 200mila ettari di qui al 2020.

Il Master Plan per lo sviluppo del settore del caffè del Mard

Prevede una riduzione dell’area coltivata a 500mila ettari entro il 2020 e a 479mila entro il 2030.

Ma gli sviluppi attuali fanno sembrare improbabile il realizzarsi di questo scenario, visti i prezzi ancora sostenuti. (1.952 dollari/tonn, prezzo fob Ho Chi Minh City nei primi 7 mesi del 2012/13, in crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente). Inoltre, la maggiore redditività del caffè rispetto a molte altre colture.

Nel solo 2012, l’estensione delle aree coltivate a caffè (dati Mard) è cresciuta dell’8%; raggiungendo i 616mila ettari. E l’espansione continua nelle regioni di Dak Lak, Lam Dong e Dak Nong. Queste contano per quasi i tre quinti delle aree totali del paese.

L’export di caffè

Rimane una delle principali voci della bilancia commerciale vietnamita per quanto riguarda il settore primario. Le vendite all’estero di caffè in tutte le forme hanno portato nelle casse del paese asiatico 3,4 miliardi di dollari nel 2011/12.

Secondo il Mard, il Vietnam ha esportato 14,5 milioni di sacchi di caffè verdedurante i primi 7 mesi del 2012/13. Quindi, circa il 3% in più rispetto allo stesso lasso temporale del 2011/12.

Il buon andamento ha indotto gli autori del report a rivedere al rialzo le previsioni per l’export nell’arco dell’intera annata 2012/13. Stimato ora in 23,2 milioni di sacchi.

Le previsioni iniziali per il 2013/14 danno per probabile un calo dell’11% a 20,7 milioni di sacchi.

I dati dell’Ufficio generale delle dogane (Gco)

Indicano che l’export di caffè in tutte le forme è stato, nello stesso periodo, di 16,4 milioni di sacchi, per un valore di 2,1 miliardi di dollari. Segnando un miglioramento del 2% a volume e del 4% a valore rispetto all’annata precedente.

I dati disaggregati relativi al primo semestre indicano che il Vietnam ha esportato caffè nel periodo suddetto verso una settantina di paesi di tutto il mondo.

I primi 14 mercati hanno contato per circa l’80% del totale.

Come è possibile vedere dalla tabella sottostante, gli Usa e la Germania rimangono, di gran lunga, i principali clienti del Vietnam: Seguiti poi da Spagna, Belgio e Italia.

È sorprendente osservare come al sesto posto si trovi un paese esportatore, l’Ecuador

Questo importa volumi apprezzabili di robusta del Vietnam per rifornire i propri stabilimenti di produzione di caffè solubile. (l’Ecuador è il quarto esportatore mondiale di caffè solubile tra i paesi produttori alle spalle di Brasile, India e Colombia, ndr.).

vietnam-produzione

In assenza di dati ufficiali, il report stima le scorte a fine aprile tra i 6,6 e i 7,2 milioni di sacchi

Le scorte di riporto dall’annata precedente avrebbero superato di poco il milione di sacchi.

Molto promettenti i dati sui consumi interni stimati in 1,83 milioni di sacchi per l’annata in corso (+9,5%). Le previsioni iniziali per il 2013/14 danno per probabile un’ulteriore crescita del 10%. Questa porterebbe a scavalcare la soglia storica dei 2 milioni di sacchi.

Il mercato è costituito per i due terzi da caffè torrefatto

Mentre per il rimanente terzo da caffè solubile (Trung Nguyen, Vinacafe e Nescafe i brand leader).

Particolarmente vivace il settore delle caffetterie. Ai competitor già affermati – Trung Nguyen, Highlands, Vinacafe, Gloria Jeans, The Coffee Bean & Tea Leaf – si è aggiunta di recente anche Starbucks. Che ha inaugurato a febbraio il suo primo locale vietnamita.

La circolare numero 08/2013/TT-BCT, relativa al commercio delle commodity

Con essa, il Ministero dell’industria e del commercio fa divieto, con decorrenza dal 7 luglio prossimo, alle aziende straniere che non abbiano ancora ottenuto il rilascio di una licenza per l’export, di acquistare caffè direttamente dai produttori; o creare stazioni di raccolta ai fini dell’esportazione.

All’art. 3, la circolare specifica che l’acquisto diretto è consentito alle aziende estere già dotate di regolare licenza unicamente presso i commercianti vietnamiti autorizzati.

Condizioni più restrittive per l’attribuzione delle licenze sono state introdotte per la generalità degli esportatori. Compresi quelli nazionali.

Tra i requisiti richiesti

La disponibilità di almeno un magazzino in regola con gli standard governativi. Poi l’avere prodotto o esportato almeno 5mila tonn all’anno per 2 anni consecutivi.

Concludiamo ricordando che il governo vietnamita ha approvato l’istituzione di un Consiglio di coordinamento del settore del caffè.

Questo realizzerà studi, formulerà raccomandazioni, sosterrà la ristrutturazione organizzativa del comparto e rappresenterà il Mard presso l’Ico. Il varo ufficiale del nuovo organismo è previsto nei prossimi mesi.

Nuova Simonelli – Aurelia II, la macchina ufficiale del WBC “vestita” con i colori del mondo

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Aurelia II

BELFORTE DEL CHIENTI (Macerata) – E’ nata nel 2008 per valorizzare la professionalità del barista, l’Aurelia II Competizione. La macchina che ha fatto il suo esordio nel Campionato del mondo dei baristi del 2009.

Aurelia II, tecnologicamente cresciuta

Una crescita avvenuta negli anni in virtù di un continuo confronto tra baristi, esperti e progettisti. Da tali continue relazioni sul campo è stato anche sviluppato il sistema T3.

Introdotto a partire dal Campionato del 2012, stabilisce nuovi standard di riferimento sull’accuratezza termica dell’acqua in erogazione.

Permettendo così al barista di impostare, con la massima flessibilità, la temperatura di erogazione di ogni singolo gruppo. Attraverso tre diversi parametri (acqua, gruppo, vapore).

L’Aurelia II Competizione – T3 a Melbourne

Si è presentata in una versione rinnovata con un display TFT. Questo, oltre a fornire visivamente molte informazioni, consente di controllare in tempo reale la temperatura dell’acqua di erogazioni di ciascun gruppo.

Dal 2009 ad oggi

Le storie del Campionato del mondo dei baristi e dell’Aurelia II hanno percorso strade strettamente parallele. Ogni anno si sono ricongiunte nel nome dei campioni e nel logo del concorso.

Ogni volta ha impreziosito e contraddistinto la macchina ufficiale del WBC.

Ad Atlanta (2009) “Aurelia Competizione”

Si presentava con una moderna veste grafica. In grado di combinare l’opacità del nero alla lucentezza dell’acciaio. Le fiancate laterali erano valorizzate da piacevoli motivi floreali che richiamavano, in chiave moderna, lo stile dell’art nouveau.

Il flusso cremoso del caffè era simbolicamente rappresentato da linee morbide e sinuose. Queste sembravano prendere vita ed evolversi naturalmente in forme che trasmettono l’opulenza dell’aroma. Inserendo in modo sobrio e raffinato il marchio del World Barista Championship.

A Londra (2010)

La veste grafica combinava le diverse sfumature del grigio con la lucentezza dell’acciaio. Nella parte frontale spiccava la barra superiore raffigurante, in uno stile gioioso ed elegante, i simboli dell’Inghilterra.

Accattivante anche la parte laterale, con il marchio London 2010 del World Barista Championship sulle fiancate.

A Bogotà (2011)

L’Aurelia Competizione è stata un’autentica ‘ambasciatrice del caffè’ anche nel design. Richiamando i sapori, gli aromi e le calde atmosfere della Colombia, la macchina si presentava con un’esplosione di colori.

Dal marrone all’arancio. Poi verde, lilla, e azzurro. Tutti mescolati in una suggestiva e dinamica coreografia. Nelle parti laterali presentava, come sempre in modo sobrio e raffinato, il marchio del World Barista Championship.

A Vienna (2012)

La maggiore novità è stata l’introduzione del sistema T3, ma anche l’aspetto estetico ha avuto il suo ruolo per far esaltare la maestosità e la lucentezza.

In omaggio alla sobrietà del Paese ospitante, che evoca anche i padri della musica colta, alla lucentezza dell’acciaio è stato sovrapposto solo il logo del World Barista Championship.

Ben evidente sul retro della macchina, mentre sulle fiancate lo stesso logo, più piccolo, è stato circoscritto da semplici e leggere linee circolari dipinte con i colori dell’iride.

Colori che sono considerati emblema del livello “mondiale” degli eventi e che, essendo sette, sono in analogia con il numero di note in una scala musicale.

Quest’anno a Melbourne è ritornato il colore

Le fiancate della Aurelia II -T3 Competizione sono dominate dai colori dell’Australia. Non solo il blu della bandiera e dell’oceano che la circonda, ma anche di quei colori che identificano Melbourne come la capitale culturale del Paese.

La grande “M” disegnata contiene colori ed elementi grafici che ricordano la lunga scia di eventi culturali, ricreativi e sportivi. Gli stessi che fanno di Melbourne durante tutto l’anno una delle città più attive e vivaci del mondo.

Statistiche mensili Ico – Colombiani e Brasiliani trainano l’export mondiale

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conab

MILANO – Ancora positivi gli sviluppi dell’export mondiale. Questo secondo i dati Ico relativi al mese di aprile. Gli stessi diffusi venerdì pomeriggio.

Ico: cosa dicono i dati sullle esportazioni

Queste ultime, in tutte le forme verso tutte le destinazioni hanno raggiunto il mese scorso un totale di 9.599.460 sacchi. In crescita del 4,43% rispetto ad aprile 2012.

Lievitano le esportazioni di colombiani dolci (+53,5%)

Infatti tornano ad avvicinarsi al milione di sacchi (966.550 sacchi). In forte progressione anche l’export di brasiliani naturali (+20%), che risale 2.754.774 sacchi.

In parziale calo gli altri dolci, che scendono sotto i 2,5 milioni di sacchi a 2.459.338 sacchi (-1,8%).

Più marcata la flessione dei robusta (-9,1%), che si fermano a 3.418.798 sacchi.

I dati ico sui primi 7 mesi dell’annata caffearia (ottobre 2012-aprile 2013)

L’export mondiale è cresciuto del 7,1% raggiungendo quota 65.980.190 sacchi.

Il totale degli ultimi 12 mesi raggiunge il volume senza precedenti di 113.846.866 sacchi; ossia il 19% in più rispetto al pari periodo immediatamente precedente.

L’export di arabica e robusta si è attestato a 68.210.932 e 45.635.934 sacchi, in crescita rispettivamente del 4,88% e del 18,9%.

Per vedere le statistiche complete basta clicca qui

Promozione – Per l’assessore al turismo dell’Umbria “anche il cioccolato è un prodotto tipico”

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cioccolato fondente
Blocchi di cioccolato fondente

PERUGIA – “Certo, qui da noi il cacao non viene coltivato. Ma l’immagine dell’Umbria è da tanto tempo associata con la produzione e la promozione del cioccolato. Anche grazie, negli ultimi due decenni, al grande successo di ‘Eurochocolate’.”

Cioccolato protagonista del ‘paniere’ dell’enogastronomia di eccellenza

“Così come delle eccellenze ‘tout court’ della nostra regione”.

Lo ha detto l’assessore regionale al turismo e alla promozione dell’Umbria Fabrizio Bracco. Annunciando che in tempi brevi la Regione metterà a punto un’“App”, specificamente dedicata al cioccolato e al suo grande valore promozionale per l’Umbria.

Rispondendo così alla presa di posizione di Eugenio Guarducci, patron di “Eurochocolate”. Lui che aveva criticato l’assenza del cioccolato dalle pubblicazioni della Regione dedicate alla promozione dell’enogastronomia.

Il cioccolato è Glocal

“Nell’era della globalizzazione – ha spiegato Bracco –, il concetto di territorio e di specificità, anche nel caso dei prodotti dell’enogastronomia, non significa chiusura localistica.

Ciò che conta sono le pratiche. Come ad esempio accade nella moderna cucina di territorio, o nella produzione vitivinicola, che proprio per questo acquistano valenza internazionale.

Sono appunto le pratiche che ricombinano in modo originale e peculiare caratteristiche territoriali e suggestioni esterne; facendo così diventare globale, anzi ‘glocal’, il prodotto locale”.

Il supporto della regione

Si può contare sul sostegno della Regione per la promozione del rapporto fra la sua immagine e il cioccolato. Questo è testimoniato – ricorda l’assessore – innanzitutto dall’impegno che la stessa Regione e la Camera di Commercio stanno mettendo in campo per fare dell’Umbria la capofila delle “Regione Europee del Cioccolato” nel progetto della “Via del Cioccolato”.

Da inserire tra gli Itinerari Culturali Europei. Ma anche per la partecipazione della Regione ad un bando di recente emanato dalla Commissione Europea per la promozione di prodotti turistici transnazionali.

Proprio con uno specifico progetto dedicato al cioccolato. Per non parlare – aggiunge Bracco – del previsto impegno di rafforzare il “Distretto del Cioccolato”, da parte di Regione e “Sviluppumbria”.

 

I titoli in italiano delle notizie diffuse venerdì da Comunicaffè International

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mondo del caffè

MILANO – Come d’abitudine, ecco i titoli delle nozie diffuse sullo scorso numero di Comunicaffè International. Le notizie pubblicate, ora riprese sul portale tradotte in italiano.

I titoli dal sito anglofono

Le notizie riguardano nuove aperture in parti diverse del mondo. Dall’Australi alla Turchia, i marchi più importanti si evolvono alla conquista di diversi mercati.

LA MARZOCCO AUSTRALIA – Aperto un nuovo showroom ad Abbotsford (Melbourne)
TURCHIA – espressamente illy inaugura la sua seconda caffetteria ad Ankara

GLOBAL – Nespresso lancia la gamma di macchine Maestria negli Emirati Arabi Uniti
RUSSIA – Nestlé investirà 29 milioni di franchi svizzeri per potenziare la sua rete distributiva

ASIA – McDonald’s prepara lo sbarco in Vietnam
USA – Krispy Kreme pubblica la trimestrale e alza l’outlook per l’esercizio 2014
USA – Crimson Cup Coffee & Tea: successo garantito per gli affiliati grazie al programma “Seven Steps to Success”

Lo scandalo Starbucks– Locale di Hong Kong utilizzava l’acqua della toilette

I titoli continuano, assieme agli aggiornamenti continui che arrivano dall’ovest e dell’est del mondo. Negli Stati Uniti esistono nuove disposizioni, mentre nelle Filippine Nestlé agisce.

USA – Dutch Bros. Coffee stipula un contratto di esclusiva con l’Università dell’Oregon
USA – Fda definisce le norme finali della nuova legge sulla sicurezza alimentare

FILIPPINE – Nestlé sottoscrive un memorandum d’intesa con l’Università di Los Baños
SPAGNA – Kaiku Gran Cocina è brand leader nel ready-to-drink
MICE 2013 – Café de Colombia consolida la sua posizione nel mercato australiano

Caffetterie in stile Starbucks addirittura a Napoli, per molti capitale dell’espresso classico

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NAPOLI – Il caffè è un piacere che va gustato intensamente, magari seduti ad un tavolino in compagnia. Ma cosa accade quando non ci si vuole accontentare di una piccola tazzina da bar? La risposta ci è data dalla cultura tipica dei paesi anglofoni, cioè quella di trasformare il semplice caffè in una bevanda allungata, mischiata con spezie come cannella e zenzero, o resa fredda per l’estate.

Quante volte vediamo nei film i personaggi che camminano con il tipico bicchierone di carta in una mano? Oppure vediamo questi caffè pronti per essere bevuti dalle celebrities paparazzate? Ma capita di vederlo anche nella vita reale andando all’estero, perché ormai il caffè è moda, come testimoniato dall’incredibile successo di caffetterie come Starbucks. Il fascino un po’ straniero di un luogo dove prendere questi bibitoni ha contagiato molte persone, soprattutto giovani, che sentono di appartenere così, almeno temporaneamente, ad un’altra cultura.

Nonostante il fatto che sia una tradizione completamente diversa da quella a cui è abituato il popolo napoletano, una fetta di spazio sono riusciti a conquistarsela le nuove caffetterie come Cup Cap’s Coffee e Starbest Coffee (che su facebook contano già 2000 like).

Entrambi i bar si ispirano al più famoso Starbucks, presentano nei loro menù tutti i tipi di bevande possibili con il tipico sbuffo di panna in cima, ma non solo. Non mancano i dolci a cui ci hanno fatto abituare negli altri paesi: cheescake, torta triplo cioccolato, torta oreo, pancake, giant cookies e ovviamente, muffin di tutti i tipi! Anche il packaging dei prodotti non è da meno.

Molti dei prodotti arrivano dagli Usa

I prodotti in molti casi vengono direttamente dagli Stati Uniti, come i drink AriZona o i muffin al mirtillo. Dove trovare queste coffee house? Cup Cap’s Coffee è sito in via San Carlo 4, ad un passo da piazza del Plebiscito; dove si riversano anche moltissimi turisti. A giorni si aprirà anche la nuova sede al Vomero, a pizza Fuga, di fronte alla funicolare centrale!

Starbest Coffee, invece, si trova in via Mezzocannone 91, in piena zona universitaria, ed accoglie gli stanchi studenti tra un corso e l’altro. È dotato di poltrone e tavolini per restare a leggere, studiare o fare un break con gli amici. Ed anche di postazione pc con connessione internet (come i veri Starbucks!).

Fonte: Napoli da vivere

Vietnam – Export in flessione, ma meno del previsto

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export vietnamita
La raccolta del caffè in Vietnam

MILANO – Rilevante, ma inferiore al previsto, la flessione dell’export vietnamita. Questo secondo i dati preliminari diffusi dall’Ufficio statistico del governo (Gso).

Export vietnamita: i dettagli

Gli imbarchi del primo produttore mondiale di robusta hanno raggiunto a maggio quota 110mila tonn (1,83 milioni di sacchi). Pari a un calo del 46% rispetto allo stesso mese del 2012. Mentre dello 0,7% rispetto ad aprile 2013.

L’export vietnamita nei primi 8 mesi 2012/2013

Tale dato porta il totale delle esportazioni, nei primi 8 mesi dell’annata caffearia 2012/13, a 1,08 milioni di tonn (18,08 milioni di sacchi). Ossia il 5,3% in meno rispetto al pari periodo del 2011/12.

Le stime del commercio avevano previsto per maggio un volume dell’export attorno alle 100mila tonn.

Migliorano anche le aspettative per il raccolto 2013/14

Le stime dei privati sembrano smentire le previsioni catastrofiste di Vicofa. L’organizzazione infatti, aveva paventato un calo produttivo superiore al 30% rispetto al raccolto precedente, per effetto soprattutto della lunga siccità.

Secondo un commerciante di Ho Chi Minh City, citato da Reuters, il deficit idrico è cessato. Inoltre, il regime delle precipitazioni si è regolarizzato e le favorevoli condizioni climatiche potrebbero anzi favorire una ripresa produttiva.

Altri trader stranieri, citati dalla stessa fonte

Affermano che lo stato delle piantagioni è migliore del previsto; tanto da lasciar intravedere un raccolto molto abbondante.

Già a inizio maggio, un sondaggio sul raccolto 2013/14 – condotto da Bloomberg presso una decina di operatori del settore – aveva dato una stima mediana di 1,5 milioni di tonn. Quindi in crescita del 5% rispetto all’annata precedente.

Leggermente superiore la stima di Rabobank, che prevede una produzione di 26 milioni di sacchi (1,56 milioni di tonn).

Il governatore della Banca statale del Vietnam Nguyen Van Binh

Ha annunciato intanto, la settimana scorsa, l’apertura di una linea di credito preferenziale a favore dei produttori di caffè, durante il periodo 2013-2015. Per un totale di 8-10mila miliardi di dong (292-365 milioni di euro).

Una somma di poco inferiore ai 3.100 miliardi verrà specialmente destinata al rinnovo di circa 23mila ettari di piantagioni nella provincia di Lam Dong. Seconda area produttiva del paese alle spalle del Dak Lak.

Da lunedì a Parcines (Bolzano) – Fino al 31 ottobre Coffee Time

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coffee time

PARCINES (Bolzano) – In mostra le macchine da caffè storiche della collezione della torrefazione Schreyögg. Fondata a Merano nel 1890. Qui, saranno esposte da lunedì prossimo al Museo delle macchine da scrivere Peter Mitterhofer di Parcines nell’ambito della mostra temporanea “Coffee Time“.

Nell’immagine sopra il logo della mostra, una tazzina di caffè ricostruita con chicchi torrefatti.

Coffee time: dove e quando

L’inaugurazione è prevista alle ore 18 al Museo delle macchine da scrivere Peter Mitterhofer. In piazza della Chiesa 10. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 31 ottobre 2013.

Macchine da caffè e da scrivere assieme

Un accostamento al primo sguardo inconsueto, quello tra questi due strumenti. Eppure, entrambi si incontrano in un luogo particolare: l’ufficio, il posto di lavoro.

Proprio sul ruolo del caffè nel mondo del lavoro, sui suoi effetti e la sua affermazione si concentra la mostra. Attraverso la storia e lo sviluppo delle macchine da caffè della Schreyögg, di cui espone circa 120 esemplari.

Coffee Time propone curiosità e interessanti informazioni

Correlato alla mostra, sono anche previste delle degustazioni con visita guidata alla torrefazione.Schreyoegg(dal 2001 spostatasi da Merano a Rablà, a pochi chilometri dal museo).

Appuntamento il 19 giugno, il 9 e il 25 luglio, il 4 e il 26 settembre, sempre alle ore 9.30. La durata è di due ore. Mentre la prenotazione è obbligatoria. Chiamando al museo al numero telefonico 0473 967581.

Il 21 giugno alle ore 20 il museo ospiterà una conferenza in lingua tedesca

Concentrata  sugli effetti del caffè sulla salute, a cura di Steffen Schwarz del Coffee Consulate di Mannheim (Germania). Il centro di formazione che offre workshop e corsi per professionisti del caffè e interessati.

I libri sul caffè

Fino al 14 agosto 2013, la biblioteca pubblica di Parcines proporrà invece “Coffee Crime“. La mostra di libri sul tema caffè.

Il 21 settembre, alle ore 19, di nuovo al museo sarà la volta di una serata letteraria sulla cultura del caffè a Vienna (anch’essa in tedesco), con Waltraud Holzner.

Ma la mostra Coffe Time dà spazio anche all’arte

Per tutta la durata dell’esposizione, alcuni luoghi pubblici (bar, banche, negozi) esporranno cinque sedie d’artista al caffè realizzate dall’artista – collezionista di macchine da scrivere – Silvano Donadoni.

Parallelamente alla mostra il Museo delle macchine da scrivere avvierà un sondaggio a livello provinciale sul tema “pausa caffè”. I cui risultati verranno resi noti in autunno. Al sondaggio è collegato un gioco a premi.

Per partecipare è possibile utilizzare anche il questionario on-line compilabile alla pagina web del museo http://www.schreibmaschinenmuseum.com/.

Coffee Time fa capo all'”Anno dell’oggetto museale 2013″

Un ciclo di eventi promosso dalla Ripartizione Musei della Provincia di Bolzano in collaborazione con l’Associazione musei altoatesini.

Info: Museo delle macchine da scrivere, piazza della Chiesa 10, Parcines, tel. 0473 967581, http://www.schreibmaschinenmuseum.com/

Assemblea – Trieste Coffee Cluster: approvato il bilancio 2012

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Trieste Coffee Cluster

TRIESTE – Giovedì 23 maggio si è riunita l’Assemblea dei soci di Trieste Coffee Cluster. L’Agenzia per lo sviluppo del distretto del caffè di Trieste, sotto la Presidenza del dottor Furio Suggi Liverani, per approvare il bilancio 2012.

Trieste Coffee Cluster: le parole di Suggi

Nella sua relazione, il Presidente ha illustrato  le tappe raggiunte dal Distretto industriale del caffè nell’ultimo triennio. Ha quindi evidenziato l’obiettivo principale della società: promuovere la valorizzazione e lo sviluppo del sistema produttivo locale;  favorire l’allungamento della filiera industriale.

I 3 principali assi d’azione del Piano di Sviluppo del Distretto

Ovvero, Marketing e promozione; ricerca, sviluppo, innovazione e alta formazione; logistica e infrastrutture.

Inoltre, Furio Suggi Liverani ha sottolineato che oltre ai progetti del piano di sviluppo Triennale, Trieste Coffee Cluster dal 2012 è leading partner di Icte (Indian espresso cup taster).

Un progetto di cooperazione internazionale finanziato dalla Regione FVG nell’ambito della legge regionale 19/2000. Inoltre nel 2013 è stato avviato il progetto “Trieste Coffee Experience”, al fine di valorizzare l’immagine turistica e di accoglienza della città di Trieste.

Il Presidente ha infine illustrato le prospettive future

Sottolineando che Trieste Coffee Cluster deve continuare a investire sul binomio caffè-territorio.

Si devono promuovere sinergie tra il sistema industriale e scientifico al fine di favorire la creazione di nuovi “business”. Poi, va stimolato il porto per il miglioramento dei servizi di consegna e per l’istituzione di nuove rotte.

Non ultimo, il caffè va promosso anche con grandi eventi aperti al pubblico con il coinvolgimento di tutta la città.

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