lunedì 19 Gennaio 2026
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A Firenze nei bar più nulla è gratis: parla il barista campione Sanapo

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latte tè
Latte

FIRENZE – Nell’intervista che avete potuto vedere e ascoltare nell’edizione di ieri, Francesco Sanapo dice che – in futuro e nell’ambito delle novità del mercato -, il consumatore italiano accetterebbe l’aumento del prezzo dell’espresso per una qualità e un servizio migliore.

Intanto però nella stessa Firenze auspicata da Sanapo come “la capitale del caffè” dal campione italiano caffetteria, da giorni in molti bar lo spruzzo di latte comporta un’aggiunta di 10 centesimi perché, dicono i baristi interpellati: “Le materie prime sono rincarate”. E lo stesso sta già accadendo in molti bar di tante altre città, a cominciare da Milano. Che cosa ne pensate?

Mentre il dibattito è aperto, e aspettiamo opinioni in merito, per i frequentatori di Firenze, Milano e altre città italiane, vale il “Scordatevi tutto ciò che potevate avere gratis”. Le vecchie abitudini spariscono. E con loro la «macchia» di latte nella tazzina del caffè che non costa un euro di più, il mazzetto di odori che l’ortolano te lo dà gratuitamente, lo shopper che si considera incorporato con ciò che ci devi mettere dentro, l’aperitivo che paghi il bicchiere e ti trovi un sacco di prelibatezze aggiunte per lo stesso prezzo.

Figuriamoci il cioccolatino «di cortesia», sul piattino della tazzina.
Addio alla parola gratis. Il mondo cambia e il prezzemolo sale la scala dei prodotti di lusso: costa, dice l’ortolano. E’ la crisi, bellezza. I portafogli si sgonfiano, gli esercenti e i commercianti perdono consumatori ma si lamentano di dover pagare le materie prime il resto sempre di più. Forse sognerebbero di alzare i prezzi, ma guai. Perderebbero ancora più clienti. Non resta che abbattere ogni forma di aggiunta gratis. Da Confesercenti si spiega che non c’è una regola precisa. Ognuno fa come crede e come può. Ma i dieci centesimi in aggiunta al prezzo del caffè macchiato stanno diventando un’abitudine. Peggio ancora se la «macchia» la si chiede in tazza grande. Lì assomiglia pericolosamente al cappuccino, i 10 centesimi di aggiunta sembrano ancora più ragionevoli.

La posizione del sindacato Confesercenti

Spiegano in Confesercenti: «Le materie prime aumentano ormai anche di settimana in settimana, i latticini che usa il pasticcere sono addirittura aumentati dal 7 al 10%». Nessuno regala più niente.

Brasile– Safras & Mercado stima il raccolto in 52,9 milioni di sacchi

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Brasile Mondo nuovo amarelo
Brasile e caffè, un binomio indissolubile

MILANO – In Brasile continua a tenere banco, come sempre in questo periodo dell’anno, l’immancabile balletto delle stime sull’entità del nuovo raccolto. Venerdì scorso poi, sono stati diffusi i risultati del secondo sondaggio di Safras & Mercado. Realizzato consultando agronomi, tecnici, produttori; esportatori, cooperative e organismi pubblici.

Safras & Mercado: i risultati

Sulle scorta delle valutazioni e delle statistiche raccolte, l’autorevole analista agricolo brasiliano stima ora il raccolto 2013/14 in 52,9 milioni di sacchi: ben 600mila sacchi in più rispetto al limite superiore del primo sondaggio – realizzato nel dicembre 2012 – che indicava un dato compreso tra 49,1 e 52,3 milioni di sacchi.

Secondo Gil Barabach, responsabile del sondaggio, questa correzione al rialzo è motivata da un raccolto di arabica più abbondante delle attese negli stati di Minas Gerais e San Paolo, tale da compensare anche le diminuite aspettative per quanto riguarda il raccolto di conillon in alcune aree del paese.

S&M ha contestualmente rettificato al rialzo di 800mila sacchi la stima sulla produzione 2012/13 portandola a 55,2 milioni di sacchi.
Tornando al raccolto attuale, esso sarà costituito da 37,9 milioni di sacchi di arabica, in calo (-6,7%) rispetto ai 40,6 milioni dell’annata scorsa, per effetto del prevalere della ciclicità negativa.

In lieve aumento (+2,7%) il raccolto di conillon, previsto a 15 milioni di sacchi, contro i 14,6 milioni del 2012/13.
Sempre secondo le stime di S&M, alla data del 12 giugno risultava completato il 23% del raccolto 2013/14: una percentuale più o meno in linea con quella registrata lo scorso anno nello stesso periodo.

La commercializzazione del raccolto 2012/13

E’ proceduta a ritmi più lenti rispetto agli anni passati. Alla data del 31 maggio risultava commercializzato l’87% del raccolto, contro una media del 96% negli ultimi 5 anni.

Riepiloghiamo di seguito le cifre di alcune tra le principali stime sul raccolto brasiliano.

Conab: 48,59 milioni di sacchi (arabica 36,41 milioni – robusta 12,18 milioni)
Ibge: 49,7 milioni di sacchi
Usda (Gain Report): 53,7 milioni (arabica 38,5 milioni – robusta 15,2 milioni)
S&M: 52,9 milioni di sacchi (arabica 37,9 – robusta 15 milioni)

L’idea: il carretto passava e quell’uomo gridava «Gelati»

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TORINO – Lo scorso 5 giugno, in occasione della la Giornata Mondiale dell’Ambiente, Biogelateria ha inaugurato il nuovo servizio di consegna a domicilio “in bicicletta” con i sui gelati biologici: Biogelateria In Bicicletta. Fin dalla sua nascita nel 1984 Tuttovo SRL – titolare del brand Biogelateria – ha avuto a cuore il rispetto della la natura e il benessere.

Con la scelta di materie prime certificate provenienti da agricoltura e allevamento biologici, Biogelateria ha dato e dà il suo contributo alla protezione dell’ambiente e al mantenimento del suo equilibrio, limitando l’inquinamento atmosferico e delle acque, evitando lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e l’erosione del suolo e preservando la biodiversità.

Da questa filosofia sono nati prodotti di alta qualità, buoni, genuini e salutari, adatti ad ogni esigenza. Tutti i gelati e i sorbetti di Biogelateria sono biologici e senza glutine, per andare incontro anche a chi segue particolari regimi alimentari ma non vuole rinunciare al piacere del gusto cremoso del gelato.+

Biogelateria In Bicicletta!
Biogelateria offre ora il nuovo servizio di consegna Biogelateria In Bicicletta.
Tramite i pony express in bicicletta, i deliziosi gelati – ordinati online tramite il sito www.biogelateria.it, -arrivano, comodamente ed ecologicamente, a casa dei clienti!

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E’ una nuova opportunità che colpisce per l’originalità, ma certamente non stupisce chi, essendo attento alle tematiche ambientali, già conosce l’azienda.
L’iniziativa conferma infatti la volontà aziendale di proseguire sulla strada della eco-sostenibilità e della salvaguardia della biodiversità. Nella convinzione che il rispetto dell’ambiente passi prima di tutto attraverso le scelte quotidiane.

Ecco quindi una nuova versione del tradizionale “carrettino dei gelati”. Che raggiunge comodamente tutto il territorio e unisce la golosità del buon gelato artigianale con la comodità della consegna a domicilio.

Biogelateria In Bicicletta è basato su un semplice concetto: valorizzare la qualità, sia quella degli ingredienti del gelato. Sia quella del servizio di consegna, improntato all’attenzione per l’ambiente.

Il risultato è un’iniziativa originale e sostenibile, giovane e responsabile, divertente e piacevole nello stile che caratterizza da sempre la Tuttovo srl .

Facile e comodo! Collegandosi al sito di Biogelateria (www.biogelateria.it) è possibile ordinare on-line la propria confezione di gelato, scegliendo tra diversi abbinamenti dai nomi invitanti ed evocativi: “Black and White”, “La vie en Rose”, “Dolce Sud”, “Tutti frutti”, “Delizia”, “Parbleu”, “Classic”, “Divino”.

Sono otto combinazioni di gusti, disponibili in sfiziose coppette da 70 gr o in comodi barattoli da 350 grammi. Che diventano il dessert perfetto da far arrivare a casa per una cena con amici. Da gustare in un caldo pomeriggio d’estate in famiglia o da assaporare come pranzo leggero nell’intervallo del lavoro.

Le consegne sono effettuate dal lunedì a sabato in due comode fasce orarie, una pomeridiana e l’altra serale . Nell’arco di un’ora dall’ordine, un pony express in bicicletta suonerà il campanello per consegnare il sacchetto dei gelati. Il servizio è attivo, per ora, sul territorio di Torino. Il pagamento avviene direttamente sul sito internet tramite Paypal o Carta di Credito.

Il progetto Biogelateria In Bicicletta, è realizzato con la collaborazione di Pony Zero srl , Cecchi Point Hub Culturale. Più Banco Alimentare a cui sarà devoluto un contributo per ogni acquisto. Ma ci sono anche MDCIB, Master per Dirigenti d’Azienda, promosso da Fondirigenti, Skillab e Politecnico di Torino. Ed in collaborazione con Unione Industriale di Torino e CNA.

Una ragione in più per gustare la delizia del gelato

Sì perché Biogelateria è stato insignito dell’ambito riconoscimento “Maestro del gusto” assegnato da Slow Food fin dal 2011. Ma anche del marchio dell’ ”Eccellenza Artigiana” conferito dalla Regione Piemonte dal 2007!

DOLCIFICANTI – Il fruttosio crea dipendenza simile a cocaina? Il fruttosio utilizzato nella produzione di certi alimenti, come per esempio i biscotti, ma anche per dolcificare il caffè, secondo uno studio può avere effetti simili alla cocaina nel causare dipendenza

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MILANO – I dolcificanti utilizzati nella produzione degli alimenti che compriamo al supermercato, come per esempio il fruttosio, possono alterare il comportamento delle persone.

Similmente a quanto fa la cocaina sostengono i ricercatori. I produttori non la pensano allo stesso modo, ovviamente. Drogati di dolcificanti si potrebbe dire.

Soprattutto dopo aver scoperto che uno di questi ingredienti ampiamente utilizzato dall’industria alimentare, secondo i ricercatori, ha effetti simili a quelli della cocaina.

Dolcificanti creano dipendenza

La scoperta è stata fatta dagli scienziati dell’Università di Guelph, coordinati dal dottor Francesco Leri, professore Associato di Neuroscienze e Scienze Cognitive Applicate.

I quali hanno analizzato gli effetti dello sciroppo zuccherino estratto dal mais, noto anche con il nome di fruttosio. Questo ingrediente infatti, secondo il rapporto presentato al 2013 Canadian Neuroscience Meeting della Canadian Association for Neuroscience – Association Canadienne des Neurosciences (CAN-ACN), sposta di fatto la causa del problema della pandemia di obesità a quello della dipendenza – tipico delle droghe.

Se dunque gli alimenti ricchi di zuccheri possono essere causa di sovrappeso e obesità – quand’anche diverse altre malattie – il nuovo allarme è la dipendenza.

Gli autori dello studio

Sostengono infatti che l’alto contenuto di fruttosio da sciroppo di mais può causare reazioni comportamentali simili a quelle prodotte dall’abuso di sostanze come la cocaina.

La dipendenza, di qualsiasi forma si tratti, ha sempre una connotazione negativa. Si passa infatti dal piacere di un qualcosa a l’esserne dipendenti.

Secondo i ricercatori quindi, l’epidemia globale di obesità si potrebbe spiegare proprio in termini di dipendenza.

La sola abbondanza di risorse alimentari non può pertanto esserne la sola causa, ribadiscono gli autori dello studio.

Leri e colleghi hanno così osservato gli effetti deleteri del fruttosio in questo studio condotto su modello animale

L’intento era quello di dimostrare che solo una piccola percentuale di persone diviene dipendente dal cibo. (così come da altre situazioni).

Dietro a questo fattore ci deve essere dell’altro. «Abbiamo le prove in animali da laboratorio di una vulnerabilità condivisa nello sviluppare preferenze per i cibi dolci e per la cocaina». Ha spiegato Leri.

Nei loro test, i ricercatori hanno esaminato i cambiamenti comportamentali, chimici e neurobiologici indotti dal consumo di cibi contenenti HFCS, che causano assuefazione.

«Noi non siamo topi. – sottolinea Leri – però non pensiamo troppo circa l’impatto dei dolci sul cervello e comportamento dei nostri figli.

Ora c’è una convincente evidenza neurobiologica e comportamentale che indica che la dipendenza da cibo è possibile.

Il nostro obiettivo primario è quello di scoprire predittori biologici di vulnerabilità a sviluppare un eccessivo consumo di sciroppo di fruttosio».

La presentazione dello studio, come ci si poteva aspettare, ha sollevato un polverone

Le associazioni di produttori di fruttosio da mais hanno bollato la ricerca come “irresponsabile” e controproducente Per via dell’associazione tra un dolcificante ampiamente utilizzato e una droga pesante come la cocaina.

Altro motivo di attacco è l’aver condotto lo studio su modello animale. Questo, secondo i produttori di fruttosio, non ha un riscontro reale con l’essere umano.

Certo, ognuno tira l’acqua al suo mulino, e spesso ragione e torto si alternano vicendevolmente.

Quale che sia la verità

Ciò che non si può negare è che qualsiasi sostanza immettiamo nel nostro organismo è soggetta a un processo chimico. A sua volta innesca una reazione chimica che va a influenzare la risposta sia fisica che mentale.

E’ ragionevole pensare pertanto che alcune sostanze possano, nelle persone predisposte, essere causa di dipendenza.
Che un prodotto sia “ampiamente utilizzato”, poi, non significa che sia sicuro o non dannoso (l’Eternit insegna). Teniamone conto perché spesso gli interessi commerciali vanno oltre l’interesse per il benessere dei consumatori.
Fonte: La Stampa

TRIESTE, SALVATO IL CAFFE’ SAN MARCO/2 – Ieri firmato l’accordo: ecco la storia di come è stato raggiunto. Magris a Greco: «Salviamo il San Marco». Lo scrittore rivela: «Ho parlato con i vertici delle Generali, l’amministratore delegato è molto sensibile al significato e al ruolo del caffè storico San Marco»

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caffè san marco generali trieste
Il logo di Generali Assicurazioni

MILANO – Nell’edizione di ieri abbiamo raccontato la vicenda del Caffè San Marco di Trieste. Di come sia stato firmato l’accordo. In questo articolo, sempre del quotidiano Il Piccolo, la ricostruzione di come sia maturata l’intesa.

Con la discesa in campo dello scrittore Claudio Magris che si è rivolto direttamente ai vertici delle Assicurazioni generali, proprietarie dei muri del locale.

Caffè San Marco: il caso

«Il Caffè San Marco non è un luogo in cui il tempo è denaro. Ma un luogo in cui il (modesto) denaro aiuta a godere e a vivere il tempo.

Il breve tempo che ci è dato e ancor più breve tempo che si riesce a strappare alla fatica e agli assilli del vivere»: Claudio Magris fa così non solo un generico appello per la salvaguardia del caffè di via Battisti che attende nuovi gestori; ma diventa inoltre interlocutore dei proprietari, le Assicurazioni Generali.

di Gabriella Ziani

TRIESTE – Il caffè-simbolo di una Trieste vede più di un suo simbolo vacillare. Soprattutto dopo la morte del gestore Franco Filippi alla fine del 2012.

Da quel momento, è nelle mani della moglie e della figlia. Sin da subito consapevoli che il peso economico di una simile attività sarebbe stato difficile da sostenere.

Le Assicurazioni Generali, proprietarie del caffè

Si sono messe alla ricerca di un’azienda di gestione specializzata.

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Lo scrittore Claudio Magris 

Magris ha da sempre nel San Marco il suo secondo studio. Il luogo degli incontri e della scrittura. (oltreché il suo ritratto, ha deciso di non aspettare gli eventi e ha parlato con Mario Greco; amministratore delegato delle Assicurazioni Generali.

«È molto sensibile al significato e al ruolo del caffè. Ben consapevole che non si può investire in esso pensando all’immediato profitto.

Bensì bisogna investire nell’immagine, che alla fine risulta importante pure per il profitto. Così come insegnano i magnati americani che hanno speso per costruire sale da concerto o regalando capolavori artistici a musei le cui sale portano i loro nomi».

Il discorso chiama in causa anche il momento contingente non certo facile

«Ci sono molte situazioni complicate in Italia in questo momento. – scrive Magris. – Istituzioni e organizzazioni da eliminare; altre da cambiare. Altre sostanzialmente da conservare.

Il Caffè San Marco è certo una di queste istituzioni. Prevedendo ovviamente piccoli lavori di normale manutenzione che possono essere necessari qua e là per rimettere un po’ a posto il locale. Ma il sale della vita – prosegue lo scrittore triestino – è il pluralismo. Ci sono e ci devono essere caffè eleganti. Bar in cui fermarsi pochi minuti per lasciare il posto ad altri. Locali come le “cafeterie” abbinate a librerie o altri punti vendita. Luoghi silenziosi, luoghi rumorosi. Così come ci devono essere i ristoranti di lusso, le trattorie e le osmizze».

Da ciò discende un’evidenza

«Ci devono poi essere luoghi, e a Trieste ce n’è uno solo, come il Caffè San Marco, noto in tutto il mondo come un marchio di Trieste. Luoghi in cui passare ore a leggere, scrivere, chiacchierare, in cui essere come diceva un grande scrittore frequentatore dei caffè viennesi, Peter Altenberg, soli e insieme in compagnia. Il San Marco è uno di questi luoghi, appartiene a quella civiltà dei caffè così viva in Francia e nella Mitteleuropa, che ha spesso segnato la cultura e la letteratura. Deve continuare a essere come è stato, a essere gestito con lo spirito e lo stile con cui l’ha gestito Filippi e lo sta gestendo la sua famiglia».

 

Fonte: Il Piccolo

Whitbread – Le caffetterie Costa tirano la volata anche nel primo trimestre 2013

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Costa Coffee Parigi
Costa Coffee Paris

MILANO – La performance di Costa Coffee continua a essere trainante per i risultati di Whitbread. Lo dimostrano i  risultati della prima trimestrale di esercizio, relativi alle 13 settimane concluse il 30 maggio.

WhitbreadIl colosso britannico del leisure

Mette a segno un +13,8% nelle vendite (+3,1% like-for-like); confermando quindi gli eccellenti risultati che hanno fatto volare il titolo nell’arco dell’ultimo anno (+60%).

Superando le previsioni degli stessi analisti. Tra gli assett del firmamento Whitbread, Costa è quello che brilla di più. Con uno sfolgorante +23,1% nelle vendite su scala globale, che raggiungono i 281,8 milioni di sterline; oltre ad un incremento a parità di perimetro dell’8% nelle vendite Uk.

Bene anche la catena di alberghi economici Premier Inn

Registra vendite in crescita del 19,9% (+2,7% like-for-like) unitamente a un incremento del 20,6% del numero di stanze disponibili.

Meno esaltanti i numeri dell’area ristorazione, con Beefeater e Brewers Fayre

Infatti, evidenziano risultati sostanzialmente piatti sull’anno penalizzati, probabilmente, dalle sfavorevoli condizioni meteo.

“Abbiamo avuto la primavera più fredda dal 1962 a oggi e la gente, la sera, ha preferito rimanere a casa al caldo piuttosto che uscire.” ha commentato il ceo di Whitbread Andy Harrison aggiungendo che il clima non ha condizionato invece la frequentazione delle caffetterie Costa, che si concentra soprattutto nelle fasce orarie diurne.

Tornando a Costa Coffee

La catena fondata nel 1971 dai fratelli italiani Sergio e Bruno Costa punta ad aprire 300 nuovi locali nell’arco di questo esercizio (di cui un centinaio in Cina) e a raddoppiare le vendite su scala globale, portandole a 2 miliardi di sterline, entro il 2018.

Rivisti al rialzo anche gli obiettivi di Costa Express (distributori automatici), che intende raggiungere un totale di 750 unità operative nell’arco dell’anno.

CURIOSITA’ – Nasce il primo bar dei gatti a Parigi. Le cafè des chats: apre in agosto nel quartiere del Marais

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Le cafè des chats

MILANO – Apre a Parigi entro l’estate il primo `bar dei gatti´: caffè, tè e pasticcini saranno degustati in compagnia di una decina di mici che vivranno sul posto e potranno essere adottati. Le cafè des chats, dovrebbe aprire i battenti nel quartiere del Marais in agosto: la prefettura ha già concesso la licenza.

Le cafè des chats: prossima l’apertura

Mancano solo alcune migliaia di euro per finanziare interamente il progetto da 40.000 euro. L’idea è di Margaux Gandelon, giovane imprenditrice francese- Amante dei gatti, che ha potuto riunire la somma necessaria per realizzare il suo sogno grazie a una piattaforma di crowdfunding.

L’obiettivo dell’iniziativa

E’ fare in modo che «tutti gli amanti dei mici che non ne possiedono a casa possano approfittare della loro compagnia al bar».

Le norme d’igiene saranno rispettate, assicura la Gandelon

«Le cafè des chats ospiterà al massimo una decina di gatti – spiega -. Tutti i felini avranno un libretto sanitario. Ogni dipendente del bar sarà responsabile di due o tre gatti e dovrà fare un check-up settimanale e assicurarne l’igiene quotidiana.

Un veterinario li visiterà ogni tre mesi. Inoltre, i clienti che lo desiderano, potranno anche adottarli».

I titoli delle notizie di ieri su Comunicaffè International

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mondo del caffè

MILANO – Dalla redazione di Comunicaffè, parte il recupero dei titoli già diffusi sul portale internazionale. Sempre per garantire un aggiornamento costante sul mercato del caffè. Le notizie arrivano infatti di continuo e da tutto il mondo. Noi le riproponiamo per chi le avesse perse.

Titoli imporatnti per l’ultimo numero

UK – Costa Coffee traina le vendite di Whitbread

RUSSIA – Appuntamento a settembre con United Coffee & Tea Event 2013

USA – AVT Inks installerà i distributori automatici di Marley Coffee nelle librerie universitarie di tutta l’America

USA – Dunkin’ Donuts rinnova il design dei suoi locali

GLOBAL – Tata Coffee punta a espandersi in Europa

NESTLE’ – Stefan Catsicas sarà il nuovo Chief Technology Officer

ASSOCIAZIONE 4C – Disponibile online il nuovo report annuale

LOUIS DREYFUS COMMODITIES – Il ceo Serge Schoen si dimetterà a fine mese

VIETNAM – Export in calo del 43% durante il mese di maggio

Francesco Sanapo, organizzatore con Andrej Godina del Festival Pausa Caffè 2

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MILANO – In questa videointervista parla Francesco Sanapo. All’organizzatore, assieme ad Andrej Godina, della seconda edizione del Festival Pausa Caffe che si è svolto a Firenze, abbiamo chiesto di fare il bilancio della manifestazione.

Francesco Sanapo racconta

Il finalista del Wbc di Melbourune, conferma che è stato un grande successo. La manifestazione è cresciuta molto sia sul fronte della partecipazione sia della cultura del caffè sia dell’arte, musica; gastronomia e cinema ispirate alla bevanda.

Francesco Sanapo si sofferma poi sulla presentazione all’Istituto dell’agricoltura d’oltremare dei migliori caffè di El Salvador

Un incontro che ha entusiasmato produttori e consumatori presenti per l’elevatissimo livello del caffè proposto.

Altro capitolo importante la conferenza sulle nuove frontiere di sviluppo del mercato del caffè in Italia .Alla quale sarà dedicata, durante i prossimi mesi, un’attività itinerante in tutta Italia, sotto la sigla “Io bevo caffè di qualità“.

Questa volta con tappe anche al sud.

Parole appassionate, quelle pronunciate da Francesco Sanapo

Per invitare i baristi che desiderano proporre il loro locale a farsi avanti. Sul tema dei grandi numeri, sulla partecipazione popolare che manca ancora al caffè, al confronto con le manifestazioni sul vino e il cioccolato, Sanapo ha chiamato in causa le grandi aziende.

Le uniche che possono portare in alto i festival del caffè, uscendo però dalla logica mercantile. Infine la parte agonistica, l’elevato livello dei partecipanti provenienti da tutta italia, sia per il sesto campionato Cup Tasters sia per la sfida latte Challenge. E poi il futuro: Sanapo annuncia presto un suo intervento sul Wbc che farà sicuramente discutere.

 

Fipe “Niente aumento dell’Iva tassando sagre, feste di partito e circoli privati”

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MILANO – Fondamentale e provocatoria proposta al governo da parte della Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi; il maggior sindacato del settore in linea con quanto sostenuto negli ultimi anni con forza senza trovare mai udienza.

Per evitare di deprimere ulteriormente i consumi come accadrebbe con l’aumento dell’Iva in calendario dal primo luglio.

Fipe: nuovi obiettivi

Il suggerimento dunque è quello di reperire le risorse, rimuovendo le esenzioni fiscali di cui beneficiano sagre, feste di partiti politici; circoli privati, circoli sportivi e quant’altro.

Se ciò avvenisse, si potrebbero infatti reperire risorse stimate dal centro studi Fipe per circa 5 miliardi di euro.

Fipe ha recentemente scritto al vice ministro dell’Economia e finanze, Luigi Casero

Proprio per illustrare questa situazione. Per portare così alla ribalta una battaglia intrapresa da molto tempo. Il mercato della somministrazione legata a questa offerta ‘parallela’ sviluppa un mercato di dimensioni stimate attorno al 15% rispetto a quello ufficiale.

Oltretutto, alcune di queste esenzioni sono già state individuate dalla Commissione europea come “aiuto di Stato”. La Federazione ha già da tempo sottoposto la questione all’Antitrust. Sia a livello nazionale che comunitario.

«Innanzitutto, rimuovere i privilegi di alcuni. – commenta il presidente Lino Stoppani – Questo può corrispondere a creare condizioni migliori per tutti gli altri. Inoltre potrà consentire la ripresa economica».