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Diabete e dolcificanti: aspartame ok, ma fate attenzione al fruttosio

aspartame dolcificante
Le compresse di aspartame

MILANO – L’aspartame non fa male e non procura il cancro. Dopo un’attenta revisione da parte di alcuni ricercatori italiani, la reputazione di questo dolcificante è stata completamente riabilitata.

Alcuni studi effettuati su topi avevano infatti ipotizzato una connessione tra l’assunzione di aspartame e l’insorgenza di alcune tipologie di cancro, di malattie cardiache e del parto prematuro.

La revisione di tutti gli studi pubblicati sull’argomento dal 1990 al 2012 ha permesso di concludere che tale correlazione costante non esiste. Per cui l’aspartame è stato di diritto inserito nelle nuove Linee guida per la gestione del diabete.

L’aspartame è indicato per i diabetici perché non ha alcun effetto metabolico sulla glicemia.

Sconsigliato invece il fruttosio, lo zucchero che si trova nella frutta e nel miele. Perché, pur avendo un metabolismo indipendente dall’insulina, produce un repentino aumento del picco glicemico. E aumenta i livelli di acido urico.

Il presidente della Società italiana di diabetologi, Giorgio Sesti, ha messo in guardia anche le persone sane dalla scelta del fruttosio come dolcificante.

Per il suo elevato apporto calorico, inoltre, il fruttosio è contrindicato anche per le persone obese o in sovrappeso.

Stevia e Sorbitolo vanno bene

Altri dolcificanti che non innalzano la glicemia sono ad esempio saccarina, stevia e sorbitolo.