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TRIESTE, SALVATO IL CAFFE’ SAN MARCO/2 – Ieri firmato l’accordo: ecco la storia di come è stato raggiunto. Magris a Greco: «Salviamo il San Marco». Lo scrittore rivela: «Ho parlato con i vertici delle Generali, l’amministratore delegato è molto sensibile al significato e al ruolo del caffè storico San Marco»

"Il Caffè San Marco non è un luogo in cui il tempo è denaro. Ma un luogo in cui il (modesto) denaro aiuta a godere e a vivere il tempo." le parole dello scrittore Claudio Magris

caffè san marco

MILANO – Nell’edizione di ieri abbiamo raccontato la vicenda del Caffè San Marco di Trieste. Di come sia stato firmato l’accordo. In questo articolo, sempre del quotidiano Il Piccolo, la ricostruzione di come sia maturata l’intesa.

Con la discesa in campo dello scrittore Claudio Magris che si è rivolto direttamente ai vertici delle Assicurazioni generali, proprietarie dei muri del locale.

Caffè San Marco: il caso

«Il Caffè San Marco non è un luogo in cui il tempo è denaro. Ma un luogo in cui il (modesto) denaro aiuta a godere e a vivere il tempo.

Il breve tempo che ci è dato e ancor più breve tempo che si riesce a strappare alla fatica e agli assilli del vivere»: Claudio Magris fa così non solo un generico appello per la salvaguardia del caffè di via Battisti che attende nuovi gestori; ma diventa inoltre interlocutore dei proprietari, le Assicurazioni Generali.

di Gabriella Ziani

TRIESTE – Il caffè-simbolo di una Trieste vede più di un suo simbolo vacillare. Soprattutto dopo la morte del gestore Franco Filippi alla fine del 2012.

Da quel momento, è nelle mani della moglie e della figlia. Sin da subito consapevoli che il peso economico di una simile attività sarebbe stato difficile da sostenere.

Le Assicurazioni Generali, proprietarie del caffè

Si sono messe alla ricerca di un’azienda di gestione specializzata.

magris
Lo scrittore Claudio Magris 

Magris ha da sempre nel San Marco il suo secondo studio. Il luogo degli incontri e della scrittura. (oltreché il suo ritratto, ha deciso di non aspettare gli eventi e ha parlato con Mario Greco; amministratore delegato delle Assicurazioni Generali.

«È molto sensibile al significato e al ruolo del caffè. Ben consapevole che non si può investire in esso pensando all’immediato profitto.

Bensì bisogna investire nell’immagine, che alla fine risulta importante pure per il profitto. Così come insegnano i magnati americani che hanno speso per costruire sale da concerto o regalando capolavori artistici a musei le cui sale portano i loro nomi».

Il discorso chiama in causa anche il momento contingente non certo facile

«Ci sono molte situazioni complicate in Italia in questo momento. – scrive Magris. – Istituzioni e organizzazioni da eliminare; altre da cambiare. Altre sostanzialmente da conservare.

Il Caffè San Marco è certo una di queste istituzioni. Prevedendo ovviamente piccoli lavori di normale manutenzione che possono essere necessari qua e là per rimettere un po’ a posto il locale. Ma il sale della vita – prosegue lo scrittore triestino – è il pluralismo. Ci sono e ci devono essere caffè eleganti. Bar in cui fermarsi pochi minuti per lasciare il posto ad altri. Locali come le “cafeterie” abbinate a librerie o altri punti vendita. Luoghi silenziosi, luoghi rumorosi. Così come ci devono essere i ristoranti di lusso, le trattorie e le osmizze».

Da ciò discende un’evidenza

«Ci devono poi essere luoghi, e a Trieste ce n’è uno solo, come il Caffè San Marco, noto in tutto il mondo come un marchio di Trieste. Luoghi in cui passare ore a leggere, scrivere, chiacchierare, in cui essere come diceva un grande scrittore frequentatore dei caffè viennesi, Peter Altenberg, soli e insieme in compagnia. Il San Marco è uno di questi luoghi, appartiene a quella civiltà dei caffè così viva in Francia e nella Mitteleuropa, che ha spesso segnato la cultura e la letteratura. Deve continuare a essere come è stato, a essere gestito con lo spirito e lo stile con cui l’ha gestito Filippi e lo sta gestendo la sua famiglia».

 

Fonte: Il Piccolo