MILANO – Comunicaffè ha anche una dimensione internazionale. Il suo portale anglofono infatti, segue le stesse direttive del sito italiano. Un costante aggiornamento sul mondo del caffè, la diffusione delle notizie.
Internazionale e aggiornato
Questa è l’offerta quotidiana che la redazione garantisce ai propri lettori. Sia a livello nazionale che internazionale. In più, come si è soliti fare dal principio, riepiloghiamo i titoli già diffusi. Gli appassionati del caffè, possono quindi contare in un’informazione senza pause.
D.E MASTER BLENDERS 1753 – Resi noti i termini dell’opa di Oak Leaf B.V.
USA – Starbucks esporrà le informazioni sulle calorie delle bevande in tutti i locali americani
USA – Caffè e capsule di Marley Coffee disponibili nei 140 punti vendita della catena Shaw’s and Star Market
CANADA – Ethical Bean Coffee festeggia 10 anni di attività all’insegna del Bio ed Equosolidale
CANADA – Ten Peaks Coffee Company pubblica i risultati delle votazioni dell’assemblea generale degli azionisti
Internazionale è sinonimo di Globale
GLOBAL – Costa apre il primo locale spagnolo all’aeroporto El Prat di Barcellona
GIAMAICA – Senatore propone piano in 8 punti per rilanciare il settore del caffè
COSTA RICA – Il presidente cinese Xi Jinping in visita alle piantagioni di caffè
COSTA RICA – Parlamento approva stanziamento a favore dei produttori per affrontare l’emergenza Roya
GLOBAL – Workshop dell’associazione 4C per un futuro sostenibile del settore del caffè
MILANO – Il collezionista Enrico Maltoni racconta in questo video come è nata la sua passione per le macchine per caffè espresso d’epoca. Come poi si è trasformata nel suo lavoro. Dalla passione di Maltoni e dall’incontro con la famiglia Cimbali è poi nato il Mumac.
Mumac. Il Museo delle macchine per il caffè
La struttura viene poi svelata con sapienti immagini mostrando e descrivendo uno per uno i modelli più interessanti.
Pensato e creato dal Gruppo Cimbali, in occasione del centenario della propria attività nel 2012. Mumac è la prima esposizione permanente dedicata alla storia, alla tecnologia, al design e alla cultura delle macchine per il caffè espresso.
Visitare il museo
Il Mumac si trova in Via Neruda, 2 a Binasco nei pressi di Milano. L’apertura al pubblico, può essere prenotata. Scrivendo a ufficiostampa@gruppocimbali.com .
Informazioni estese e approfondite, dettagli puntuali, correttezza filologica e esattezza storica. Il Mumac è il museo di macchine per caffè espresso tra i più articolati e completi del mondo.
Cento anni di storia e innovazioni
Allestito in un’area riqualificata e restaurata della storica sede del Gruppo Cimbali. Il Mumac vuole essere un vero e proprio tributo a quel settore così tipicamente made in Italy quale è quello del caffè e delle macchine per caffè espresso. Di cui l’Italia è il principale produttore mondiale.
La storia di queste macchine si dispiega lungo un intero secolo
Quel ‘900 ricco di eventi storici epocali, in cui esse si dimostrano, via via, sempre al passo con i tempi. Sia dal punto di vista del progresso tecnologico, che dello sviluppo industriale e dei mutamenti culturali e di costume.
Grandi marchi e pietre miliari
Le macchine per caffè espresso da bar non hanno mai smesso di evolversi. Ancora oggi, continuano a seguire quel progresso tecnologico, industriale e culturale che il Gruppo Cimbali ha voluto celebrare proprio nell’anno in cui ricorre. Insomma, per l’azienda, un grande evento: il centenario della nascita.
Un’occasione perfetta per tirare le fila di un lungo percorso
Tanto chiaro e completo da potersi cristallizzare in un’esposizione vera e propria. Fatta di macchine che sono vere pietre miliari della storia dell’industria italiana.
Da sempre aperte al confronto diretto con le altre grandi del settore, da Faema — oggi parte del gruppo. A Gaggia, Rancilio, o alle storiche La Pavoni e Victoria Arduino.
Per dare forma a questo itinerario articolato e complesso, il Gruppo Cimbali ha scelto di accogliere al proprio interno una delle più grandi collezioni di macchine per caffè espresso oggi esistenti; offrendogli la visibilità, lo spazio e l’importanza che merita: la Collezione Maltoni.
L’esposizione:
Multimediale e multisensoriale il Mumac è un museo di grande contemporaneità dal punto di vista dell’esperienza che offre al visitatore curioso.
Pronto a lasciarsi coinvolgere in un vissuto sinestesico fortemente evocativo. Senza rinunciare, tuttavia, al rigore di un itinerario storico, ricco di documenti.
Il percorso espositivo del Mumac
Si configura come un viaggio attraverso le epoche. Ciascuna sala corrisponde infatti a un intervallo temporale caratterizzato; prevede grandi pannelli introduttivi relativi al periodo storico.
Inoltre, è arricchita da foto, cartelloni pubblicitari dell’epoca e oggetti caratteristici. Naturalmente, ospita le macchine, perfettamente funzionanti e spesso inserite in suggestive ricostruzioni d’ambiente.
Infine, gli schermi touch screen
Presenti all’ingresso di ciascuna sala, invitano all’interattività e offrono il giusto approfondimento ai visitatori più attenti al dettaglio documentaristico.
Gli albori
Da tempo il mondo occidentale chiede un’evoluzione. Il caffè alla “turca“. Ovvero l’unico disponibile nei secoli XIII e XIX, non accontenta più il consumatore dell’epoca.
Questo ormai ambisce a non sentire più sul palato i fastidiosi residui della miscela.
È il 1901 e Luigi Bezzera brevetta il primo modello di macchina per caffè “a colonna”, realizzato poi da Pavoni
L’epoca del caffè “espresso” — un caffè nero, senza crema e rigorosamente prodotto sul momento — è cominciata.
La sala degli “albori” ritrae un mondo caratterizzato, sul piano estetico, dal vitalistico stile liberty. Scosso dai primi vagiti di un’industria ancora frammentaria e disomogenea per tecnologie, interessi e ambizioni.
Ma che comincia ad aspirare a qualcosa di diverso: un mondo totalmente nuovo. Solcato dai grandi transatlantici, capace di pensare in termini di “produzione di massa” e dare vita alla prima auto definibile “moderna”.
MILANO – Il Consiglio monetario nazionale (Cmn) – massimo organo monetario e creditizio del Brasile – ha approvato martedì una linea di credito da 3,16 miliardi di reais. A favore del settore del caffè per l’annata di raccolto in corso.
Cmn: le cifre stanziate
L’ingente somma, pari a oltre un miliardo di euro, verrà stanziata attraverso il Fondo per la difesa dell’economia caffearia (Funcafé) con le modalità seguenti.
Innanzitutto, 650 milioni di reais andranno a copertura dei costi di raccolta; poi, 1,14 miliardi di quelli di magazzinaggio;ancora 500 milioni serviranno a finanziare gli acquisti di caffè da parte di torrefattori ed esportatori; infine, 450 milioni andranno alle cooperative di produttori. Il resto poi, verrà distribuito tra le industrie di trasformazione e gli altri soggetti di filiera.
Le linee di credito sono essenziali
Si legge così in un comunicato del Cmn – poiché faranno sì che i produttori non debbano vendere il loro caffè a tutti i costi per fare cassa.
Ciò consentirà di evitare ulteriori pressioni al ribasso sui prezzi.
Il governo ha poi in serbo ulteriori misure a sostegno dei prezzi. I cui dettagli sono in corso di definizione, ha dichiarato Edilson Alcantara. Il direttore del Dipartimento del caffè (Decaf) presso il minagricoltura di Brasilia (Mapa).
I crediti di Cmn resi disponibili attraverso Funcafé
Questi consentiranno di ritirare dal mercato sino a 10 milioni di sacchi ha affermato lunedì il ministro dell’agricoltura Antônio Andrade.
I finanziamenti saranno disponibili a breve . Permetteranno così di attuare al meglio le strategie di sostegno dei prezzi. Sempre attraverso le aste di opzioni put e il programma Pepro, ha dichiarato il ministro prendendo la parola, a Brasilia. Durante il convegno inaugurale delle celebrazioni per il cinquantenario dell’Ico, che culmineranno a Belo Horizonte, capitale del Minas Gerais, dal 9 al 13 settembre.
L’evento si è svolto presso l’Instituto Rio Branco
La prestigiosa Scuola Superiore in Relazioni Internazionali dipendente dal ministero degli affari esteri, alla presenza del direttore esecutivo dell’Ico, il brasiliano Robério Oliveira Silva.
Da Silva parole di elogio per le politiche del governo di Brasilia a sostegno dei prezzi.
“Senza la sostenibilità economica, il produttore non è nemmeno in grado di mantenere la sostenibilità ambientale. – ha sottolineato il numero uno dell’Ico. – è necessario quindi creare condizioni che aiutino i produttori a ottenere prezzi equi e remunerativi per il loro caffè”.
Il recente viaggio compiuto in America centrale
Silva ha osservato come la piaga attacchi oggi anche le piantagioni situate al di sopra dei 1.600 metri, in fasce altimetriche considerate un tempo immuni da tale malattia.
Un fenomeno che va imputato innanzitutto ai mutamenti climatici in atto.
Silva ha infine annunciato, per la prossima settimana, una nuova missione di studio dell’Ico in America centrale
Questa verrà compiuta congiuntamente con la Fao e con il prestigioso istituto brasiliano di ricerca agronomica Embrapa.
Pioggia minaccia il raccolto di cereja descascado
Le piogge frequenti cadute, nella seconda metà di maggio, nelle principali aree di produzione degli stati di San Paolo, Paraná e Minas Gerais si stanno ripercuotendo sulla qualità del raccolto 2013/14.
Lo afferma il più recente bollettino di Somar Meteorologia, diffuso martedì.
“L’eccesso di giorni piovosi e di umidità ha accelerato il processo di maturazione dei grani. Causando una diminuzione drastica della produzione di caffè cereja descascado in questo raccolto.” Afferma l’agrometeorologo di Somar Marco Antônio dos Santos.
Normalmente, detta tipologia di caffè – ottenuta con lavorazione semi-umida.
– Costituisce il 30% della produzione di caffè speciali in Brasile, sostiene dos Santos. “Ma quest’anno, a causa delle intemperie climatiche, la produzione sarà dimezzata e costituirà, al massimo, il 15% del totale”.
Anche le altre tipologie di caffè speciali potrebbe risentire, sul piano della qualità, dell’impatto climatico.
Soffermandosi sull’andamento generale delle operazioni di raccolta
Somar osserva come si stiano rilevando un po’ ovunque indici di produttività nettamente al di sopra delle medie storiche per un anno di ciclicità negativa.
Nuovi episodi piovosi sono previsti nella terza decade di giugno. Si osserva, in particolare, il formarsi di un’area di instabilità destinata a raggiungere la coffee belt nella giornata di oggi.
MILANO – Sempre più globali i piani di espansione di Tata Coffee. La società controllata che gestisce il ramo caffè di Tata Global Beverages, parte quest’ultima del colosso multinazionale indiano Tata Group.
Tata Coffee si rivela ufficialmente
In un’intervista al quotidiano Business Standard, il direttore esecutivo di Tata Coffee Limited Hameed Huq ha esposto l’ambizioso business plan della compagnia di Bangalore.
Un’azienda che è considerata come la più grande integrata esistente al mondo nel settore del caffè; oltre che il massimo esportatore indiano di questo prodotto.
Il rinnovamento
“Abbiamo appena ultimato l’ampliamento del nostro stabilimento per la produzione di caffè solubile di Theni (Tamil Nadu). La cui capacità produttiva è stata aumentata di un terzo e raggiunge le 8.500 tonn. Ora puntiamo a espanderci ulteriormente attraverso delle acquisizioni da operare principalmente in Europa”.
“La nostra strategia è quella di essere vicini ai nostri clienti. In Europa c’è un enorme potenziale di crescita per il nostro business. Per questo, siamo interessati a rilevare delle aziende locali. Abbiamo visionato vari stabilimenti, anche se non abbiamo ancora focalizzato alcuna operazione specifica”.
In alternativa, Tata potrebbe decidere di costruire direttamente un proprio stabilimento nel vecchio continente.
Investimento preventivato: una cinquantina di milioni di euro
La nuova fabbrica ampliata di Theni è stata quindi inaugurata nella giornata di ieri. La struttura è costata 800 milioni di rupie (10,2 milioni di euro) e sarà in grado di produrre tutti i tipi di caffè solubile (spray dried, agglomerato e liofilizzato). Strategica la posizione, a meno di 200 km dal porto di Tuticorin, nel Tamil Nadu meridionale.
Circa il 90% della materia prima utilizzata è di importazione. Tata dispone di un ulteriore stabilimento situato a Toopran, non lontano da Hyderabad, la capitale dell’Andhra Pradesh.
Questo nuovo importante investimento costituisce un ulteriore passo in avanti nella realizzazione della roadmap della compagnia
Punta a raddoppiare il fatturato attuale raggiungendo il traguardo dei 10 miliardi di rupie (128 milioni di euro) entro il 2015. Con l’ambizione di fare concorrenza ai massimi competitor mondiali, come Kraft e Nestlé.
Tata Coffee esporta in numerosi paesi esteri
Ha recentemente diversificato i propri mercati – puntando sull’Africa occidentale, il Giappone e il sud est asiatico.
– per ridurre la dipendenza dalla Russia e dai paesi Csi.
La compagnia è proprietaria di 19 piantagioni di caffè e 7 piantagioni di tè
Nei distretti di Coorg, Hassan e Chickmagalur (Karnataka).
Produce 1.000 tonn all’anno di caffè arabica e robusta, che esporta in Europa, Asia, nord America e Paesi del Golfo.
MILANO – Il portale Comunicaffè.it si arricchisce di nuovi, esclusivi contenuti di servizio riservati agli abbonati.
Infatti, accedendo al sito con il normale login e cliccando nel menu il bottone BorsaCaffè, posto sotto la testata, è possibile entrare nella sezione informativa.
BorsaCaffè: tutte le notizie aggiornate relative ai mercati
Ancora al suo interno, è consultabile e scaricabile il pdf del report redatto quotidianamente dagli analisti di Intl FCStone, con il riepilogo della giornata borsistica a Londra e New York.
Su BorsaCaffè, disponibili inoltre vari grafici e statistiche sull’andamento storico dei due mercati. Compreso il riepilogo dei dati contenuti nel Commitment of Traders Report (Cot); il rapporto sintetico settimanale che dettaglia il totale dei contratti futures aperti (long e short) suddivisi per tipologia di operatori.
Le quotazioni in tempo reale (con un delay è di pochi minuti) di Liffe e Ice Futures US
Nonché le chiusure quotidiane dei futures sul cacao e i valori dell’indicatore giornaliero dell’Icco. (International Cocoa Organization).
Per rendere ancor più completo il servizio offerto ai nostri utenti, sono consultabili anche i prezzi e l’andamento dei titoli delle più importanti società mondiali operanti nella filiera del caffè.
Assieme ad altre informazioni finanziarie rilevanti, tra cui i corsi delle principali monete mondiali.
La colonna all’estrema destra della pagina
Riporta infine i link alle più recenti analisi statistiche e di mercato pubblicate dal nostro quotidiano.
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Comunicaffè.it si conferma, ancora una volta, il più completo e dinamico portale informativo italiano dedicato al settore del caffè e dei prodotti tropicali.
Con servizi agli abbonati e contenuti esclusivi in costante espansione e aggiornamento.
Vi invitiamo a visitare il nostro sito anche per postare giudizi e commenti.
MILANO – Il caffè, come il tè, non sono un farmaci ma neppure alimenti: soltanto bevande. Diverso il caso del cacao/cioccolato. Ma se voi, un vostro amico o cliente assume un nuovo farmaco potrebbe essere utile la consultazione di Farmamenu.
Una guida online che permette, da due anni, con un facile motore di ricerca di scoprire le interazioni tra farmaci, alimenti e bevande; quindi compreso il caffè, il tè e il cioccolato.
Farmamenu con i consumatori
Il fatto è che, anche se poco noto, se si assumono dei farmaci, anche l’espresso o i caffè quotidiani potrebbero avere qualche controindicazione.
Farmamenu elimina in fretta tutti i dubbi
Sulla base di ricerche che sono state certificate dall’Università Federico II di Napoli.
Oltre all’autorevole certificazione il portale, contiene un potente motore di ricerca dove inserire il nome dei vari farmaci. E’ inoltre appoggiato dagli ordini dei farmacisti, e medici odontoiatri della provincia di Salerno.
MILANO – Da vicenda esemplare, legata al salvataggio di un importante caffè storico italiano come è il San Marco di Trieste, la storia giuliana, dopo la firma dell’accordo, cambia in corsa uno degli aspetti principali perché lo scrittore Claudio Magris preferisce rinunciare alla carica di Presidente del progetto mentre il locale si prepara a diventare un centro multifuzionale. Lo riferisce il Piccolo di Trieste
TRIESTE – «Sono molto, molto contento». Parole semplicissime e una sottolineatura che è già un’eccezione, qui sta il pensiero che Claudio Magris esplicita all’indomani della buona notizia sul futuro del caffè San Marco, che passa di gestione con un progetto culturale in allegato, diventando anche libreria, showroom di case editrici locali, e peraltro pure di prodotti tipici, e poi Centro studi, punto Internet e sede di incontri letterari, musicali e teatrali, e che vuole inaugurare tavoli all’aperto, offrire i “lunch” di mezzogiorno e cene su prenotazione la sera.
Gli interni del caffè San Marco di Trieste
Insomma, un caffè culturale e in realtà multifunzionale, una ambiziosa versione aggiornata della storica tradizione del San Marco che si appresta a festeggiare i suoi primi 100 anni. E di cui Claudio Magris ha, per così dire, per immutabile inclinazione, incarnato e protetto le funzioni: un luogo di incontro, di lettura e scrittura, dove si è soli e tuttavia mai soli veramente, e accasati in un ambiente che ha l’arte intatta dell’epoca che lo ha costruito. E per la quale è in cima a tutte le guide turistiche, anche se il conto economico ultimamente soffre.
«È un buon progetto» aggiunge lo scrittore a commento delle veramente molte idee di Alexandros Delithanassis. Che è l’editore della Asterios e libraio della “San Marco» che stanno di casa proprio di fronte, in via Donizetti. E che ha ha presentato alle Assicurazioni Generali, proprietarie dell’immobile e del caffè ormai in crisi. Alleandosi a tre collaboratori destinati a diventare soci, uno dei quali cura il progetto del filologico restauro interno.
Lo scrittore, sempre restìo a intervenire nella mischia dei fatti quotidiani, aveva per il San Marco inviato una lettera aperta alle Assicurazioni Generali. Proprio mentre queste ultime erano alla ricerca di nuove soluzioni per non dover chiudere il locale. E aveva molto motivato la sua richiesta di conservarne natura, struttura, senso, valore aggiunto, che parlano in diretta di un trascorso mitteleuropeo. E dunque sono per Trieste storia e simbolo, e non solo materia.
«Ero preoccupato – dice oggi – per qualsiasi soluzione che alterasse la fisionomia storica del San Marco. Una fisionomia “classica” che doveva essere mantenuta. Vedo che le Assicurazioni Generali sono state sensibili».
Ma il ruolo di Magris rispetto al San Marco è intimo e particolare. Tanto che sui davanzali interni delle finestre c’è come si sa il suo ritratto-omaggio. Quello che i nuovi gestori in procinto di entrare in possesso del caffé a fine mese, dopo aver formalmente firmato il contratto dopodomani, hanno già accennato al fatto che, del futuro Centro studi San Marco che si affiancherà alle attività commerciali, proprio Claudio Magris sarebbe stato il presidente onorario.
«Ma non posso fare il presidente anche se onorario»
«No, nessuno me ne ha mai parlato – obietta invece con nettezza lo scrittore. Che è appena diventato un “classico” italiano con la raccolta delle sue opere nei Meridiani Mondadori. – E comunque io non voglio niente, nessuna presidenza “ad honorem”. Per nessun motivo accetterei oggi un incarico, né politico, né simbolico, né reale, né retribuito, né gratuito. Io al caffè San Marco spero di poter continuare a leggere, scrivere, chiacchierare. Presiedere sostanzialmente, o anche solo formalmente qualsiasi istituzione o organismo, anche a me caro – precisa Magris -, è contro la mia natura…».
MILANO – Nonostante la rivoluzione digitale, i quotidiani continuano a perdere lettori. Come fermare il declino? Il Guardian rompe con il virtuale e apre un bar a Londra.
Qui, il pubblico può incontrare i giornalisti e navigare gratis sul web. Ma in America c’è chi ci aveva già pensato. Finendo pure sulle guide gastronomiche.
Il Guardian dice basta con la realtà virtuale
Soprattutto nei media. I giornalisti devono piantarla di stare tutto il giorno su twitter e sugli altri social media. Per tornare a sporcarsi le suole di polvere, a cercare storie, a stare a contatto con “la gente”.
Sì, ma come fare senza fare un salto indietro nel tempo e gettare alle ortiche tablet e wi-fi?
Il Guardian ha avuto un’idea: aprire un bar e piazzarci dentro i giornalisti
Proprio così: nel modaiolo sobborgo londinese di Shoreditch, a poca distanza dalla sede del quotidiano, lo scorso 29 maggio ha aperto i battenti un nuovo caffè, chiamato non a caso #GuardianCoffee.
Nelle intenzioni del direttore del Guardian Alan Dusbridger è e sarà “una redazione aperta”. Dove chiunque potrà entrare e ordinare un caffè e qualunque delle altre cose che si trovano normalmente in un bar. I giornalisti potranno lavorare, fare interviste e incontrare i lettori.
Certo non è un caffè qualunque
Infatti, dentro i tavoli sono incardinati iPad, alle pareti ci sono infografici. Ovviamente il wi-fi è potentissimo e il caporedattore digitale Joanna Geary promette di farlo diventare il proprio ufficio almeno per metà della giornata lavorativa.
Inoltre, manca completamente un “arredo” tradizionale dei pub inglesi e non solo. Un quotidiano di carta a disposizione sul bancone del bar.
In Gran Bretagna non sono mancate le ironie
Soprattutto da parte dei giornali concorrenti che non hanno avuto per primi l’idea. C’è chi si è chiesto per esempio se al bar del Guardian si potrà ordinare un caffè “nero”. (a causa della nota propensione al politicamente corretto del quotidiano liberal).
Qualcun altro invece, ha scommesso che visti gli stipendi percepiti dai baristi (oltre 50mila sterline l’anno) molti giovani cronisti squattrinati diranno addio al computer per dedicarsi a preparare cappuccini.
Ma si sa, ogni novità porta scompiglio, soprattutto nel mondo dell’informazione
E comunque il #GuardianCoffee non è il primo locale pubblico gestito da un quotidiano.
Infatti, nel Connecticut, il quotidiano locale Register Citizen di Torrington gestisce dal 2010 una redazione aperta al pubblico in cui è attivo un servizio di ristorazione e caffetteria.
Qui, i cittadini possono navigare in internet gratis e anche partecipare alle riunioni di redazione. Soprattutto se hanno storie di cronaca da raccontare in presa diretta (ne aveva scritto anche il New York Times).
Un esempio seguito nel 2011 dal Winnipeg Free Press di Manitoba, in Canada
Proprietario di un bar chiamato News Cafe. Dove i giornalisti non solo pranzano ma organizzano incontri ed eventi live, fanno interviste a personaggi famosi e politici e mantengono i contatti con i lettori;
il caffè ha molto successo anche per la qualità del cibo servito, tanto da essere finito, con ottime recensioni, in una app che recensisce i locali pubblici della città. Vuoi vedere che il futuro dei giornali è appeso a una tazzina di caffè?
MILANO – Che cosa è accaduto nel mondo del caffè, nella giornata passata? Non sempre i lettori possono esser connessi per conoscere i cambiamenti sul mercato in tempo reale. La redazione di Comunicaffè, riporta aggiornate, le notizie già diffuse sul sito anglofono. Così da garantire un’informazione sempre costante.
Le notizie sul caffè che vi siete persi
BRASILE – Cmn dà il disco verde a una linea di credito da un miliardo di euro
VIETNAM – Prezzi interni in lieve calo a inizio settimana
VIETNAM – Commercianti di caffè in gravi difficoltà finanziarie
COLOMBIA – Conto alla rovescia per il Festival del caffè di Calarca
SOSTENIBILITA’ – Cafédirect userà i crediti di CO2 per finanziare le produzioni sostenibili
CINA – Ecuador promuove i suoi caffè a Macao
CINA – Polizia scopre un produttore di caffè solubile contraffatto: aveva già guadagnato un milione di dollari
USA – Il caffè solubile Hula Girl Coffee può essere bevuto anche nello spazio
USA – Annunciati i vincitori degli Editor’s Choice Awards di 10rate.com nelle categorie macchine da caffè, macinadosatori e sistemi per il caffè porzionato
NCA – Il Coffee Summit 2013 torna a Philadelphia
INDIA – World Tea & Coffee Expo cresce e cambia sede
BINASCO (Milano) – Grazie all’accordo con l’Amministrazione Comunale di Binasco il Mumac, museo della macchina per caffè espresso, recentemente inaugurato da Gruppo Cimbali, rimarrà aperto in via straordinaria per la serata del 22 giugno. Dalle 19 a mezzanotte, in occasione della Notte Bianca.
Un bus-navetta comunale garantirà il collegamento tra il centro di Binasco (zona Castello, Via Dante) e il museo, che aspetterà i visitatori in una veste notturna, ancora più suggestiva.
Mumac offre una notte bianca all’insegna della cultura
Pensato e voluto non solo per celebrare i cento anni di Gruppo Cimbali, ma soprattutto per offrire alla comunità un progetto culturale di forte valore.
Il Mumac ospita infatti una collezione di oltre 200 macchine per caffè espresso delle migliori marche italiane. Quindi, tra le più complete al mondo. Così, riassume la storia della tecnologia e del design italiano degli ultimi 100 anni.
Attraverso un percorso multimediale, ricco di stimoli audio-visivi, si parte dai primi anni del novecento
Raccontati con l’ausilio della riproduzione di un caffè liberty e si attraversano i successivi decenni del secolo scorso, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Tra i designer, autori dei rari esemplari dell’esposizione, meritano di essere ricordati i Fratelli Castiglioni, Sottsass, Bonetto e Giugiaro.
Il museo occupa un’area di 1700 mq
Ricavati da un ambizioso progetto di riqualificazione industriale di vecchi magazzini Cimbali, della sede storica di Binasco. La scelta di questo luogo testimonia il forte legame dell’azienda al suo territorio e contribuisce alla rivalutazione di un’area prettamente industriale.
Enrico Maltoni è il collezionista di macchine d’epoca per la preparazione del caffè espresso
Lui ha contribuito alla nascita del Mumac. Alla vigilia dell’apertura straordinaria del museo per la notte di sabato 22 giugno, in occasione della notte bianca di Binasco, svela curiosità e segreti del Museo.
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