martedì 20 Gennaio 2026
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Festa del gelato a Roma per 130.000 – La città si è confermata capitale del gelato

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festa del gelato

ROMA – Gelato per tutti alla Festa del gelato. Ma anche premi per i più fortunati nella manifestazione romana dedicata alla delizia fredda.

Festa del gelato: degustazioni e giochi

Tra tutti coloro che acquistando il Gelato Pass (5€),si sono assicurati l’opportunità di assaggiare i gelati in gara. Oppure diventare giudici e votare il proprio gusto preferito.

Sono stati estratti due nomi. Il comitato del Gelato World Tour, infatti, ha deciso di celebrare l’inizio del “campionato”; organizzando il concorso “Gusta&Vinci”, che metteva in palio un iPod nano e un iPad4.

Premi vinti durante la Festa del gelato

Ad aggiudicarsi l’Ipad4 di ultima generazione messo in palio dal Comitato del Gelato World Tour nel corso della 3 giorni romana è stata Francesca Di Nano. Di Vairano Patenora (Caserta).

“La tappa di Roma del Gelato World Tour è stata per me un’esperienza molto piacevole e interessante. Con l’acquisto del Gelato Pass ho avuto la possibilità di degustare gelati buonissimi e gusti molto particolari; frutto della bravura dei maestri gelatieri che hanno saputo unire fantasia ed un utilizzo sapiente dei prodotti tipici dei loro territori.

Ho anche avuto la possibilità di assaggiare gusti “strani” che richiamavano nel sapore i prodotti tipici e caratteristici delle varie regioni coinvolte.

Li ho trovati molto gustosi e genuini. Che buoni! Trovo molto bella la mission di diffondere nel mondo la cultura del gelato artigianale.

E’ un modo per sensibilizzare e informare i consumatori e promuovere un prodotto genuino di alta qualità. In Italia vanta vere eccellenze. Infine, non avendo un Ipad, sono contentissima di averlo vinto!”.

Il piccolo vincitore dell’Ipod nano

E’ stato Alessandro Pierini, 10 anni, della Scuola S.Pio X di Roma (Classe 5^A).

Prossima tappa Valencia

(5-7 luglio 2013, Playa de la Malvarrosa). Poi Melbourne (25-27 Ottobre 2013) e Dubai. San Paolo, Chicago, Shanghai e Berlino.

Saranno 40 i gelatieri che concorreranno al Gran Finale che si svolgerà a Rimini a settembre 2014; contendendosi il titolo di World’s Best Gelato.

Otto città nei cinque continenti diventano dunque capitali del gelato

Quello buono, genuino, nutriente e interpretato in centinaia di gusti. Roma, Valencia, Chicago, Dubai, Shanghai, San Paolo; Melbourne e Berlino accoglieranno nelle loro piazze migliaia di persone e contribuiranno a valorizzare realtà artigianali e prodotti tipici locali.

Sedici gelatieri selezionati

Ad ogni tappa, si sfidano creando gusti che combinano tradizione e innovazione; esaltando i sapori dei migliori ingredienti.

Il gelato viene prodotto giornalmente con ingredienti selezionati e di alta qualità della Mec3. (l’azienda leader nella produzione di ingredienti per gelateria artigianale e pasticceria).

All’interno di un laboratorio in trasparenza, dotato delle più recenti macchine della Carpigiani e servito nelle vetrine della Ifi dotate di innovativa chiusura ermetica.

 Villaggio del Gelato World Tour

Il pubblico partecipa a mini-lezioni sull’Arte del Gelato tenute dai docenti di Carpigiani Gelato University. Inoltre, assiste ‘dal vivo’ alla creazione dei gelati che potrà poi degustare acquistando l’apposito Gelato Pass.

Segue incontri sui trend del gelato, officine gastronomiche e sfide di abilità alla mescita tra i gelatieri professionisti; (con il Gelato Pass si ha anche l’opportunità di diventare giudici della gara, votare il proprio gusto preferito e partecipare al concorso “Gusta&Vinci”, che mette in palio un iPod nano e un iPad nano).

Il Gelato Museum

Organizza divertenti ed istruttivi laboratori didattici per bambini e offre inoltre l’opportunità di scoprire le tappe della storia del gelato, dal 12.000 a.C. ad oggi.

E’ possibile seguire le tappe del Gelato World Tour visitando il sito www.gelatoworldtour.com e le pagine appositamente create su Facebook e Twitter.

I titoli delle notizie di venerdì su Comunicaffè International

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mondo del caffè

MILANO – E’ stato un venerdì intenso per Comunicaffè e il suo portale internazionale. Infatti, i titoli che hanno riportato notizie importanti, sono state parecchie. Eccole tutte riepilogate per i lettori che si fossero persi lo scorso numero.

Venerdì: cos’è successo nel settore caffeicolo

In tutto il pianeta, il caffè non smette mai di far parlare di sé. La bevanda più apprezzata nei bar la mattina presto, si declina tra competizioni e sfide internazionali.

Venerdì, sono state 24 ore da Campioni: tante sono state infatti le occasioni che hanno visto trionfare italiani e professionisti in tutto il mondo.

WBC – Luca Casadei tra i 12 migliori baristi del mondo

UK – Annunciati i vincitori del Vending Industry Award

Un venerdì in cui il Canada ha stretto una nuova partnership per SPoT Coffee

Si procede quindi con cambiamenti ai vertici e mutamenti nel mercato. Le aziende continuano infatti ad evolversi, tra acquisizioni e nuove strategie di marketing.

DE MASTER BLENDERS – Al via l’acquisto per 7,5 miliardi di euro da parte di Benckiser

USA – Coffee Holding Co. annuncia il lancio di un nuovo brand

– Nuove nomine ai vertici di Green Mountain Coffee Roasters

– Nca pubblica l’Annual Trending Report sui consumi di caffè

BRASILE – Cooxupé ridimensiona le stime sul raccolto 2013/14

BM&F BOVESPA – Ipotesi di cross-listing con il contratto sul caffè del Cme

COSTA RICA – Esportazioni in calo del 13% nel 2012/13

Una serata speciale al Mumac – L’apertura straordinaria del Museo della macchina per il caffè di Binasco presso Milano in occasione della notte bianca

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mumac
La sede del Mumac di Binasco al tramonto

BINASCO (Milano) – Grazie all’accordo con l’Amministrazione Comunale di Binasco il Mumac, museo della macchina per caffè espresso, recentemente inaugurato da Gruppo Cimbali.

Mumac rimarrà aperto in via straordinaria

Domani sera dalle 19 a mezzanotte, in occasione della Notte Bianca. Un bus-navetta comunale garantirà il collegamento tra il centro di Binasco (zona Castello, Via Dante) e il museo, che aspetterà i visitatori in una veste notturna, ancora più suggestiva.

Cento anni in una notte

Pensato e voluto non solo per celebrare i cento anni di Gruppo Cimbali. Ma, soprattutto, per offrire alla comunità un progetto culturale di forte valore.

Il Mumac ospita una collezione di oltre 200 macchine per caffè espresso delle migliori marche italiane

Questa perciò la rende tra le più complete al mondo. In questo modo, si riassume la storia della tecnologia e del design italiano degli ultimi 100 anni.

Attraverso un percorso multimediale, ricco di stimoli audio-visivi, si parte dai primi anni del novecento, raccontati con l’ausilio della riproduzione di un caffè liberty. Così, si attraversano i successivi decenni del secolo scorso. Fino poi, ad arrivare ai giorni nostri.

I designer

Sono di certo autori  incredibili. Creatori dei rari esemplari dell’esposizione. Tra questi, meritano di essere ricordati i Fratelli Castiglioni, Sottsass, Bonetto e Giugiaro.

Il museo occupa un’area di 1700 mq

Ricavati da un ambizioso progetto di riqualificazione industriale di vecchi magazzini Cimbali, della sede storica di Binasco. La scelta di questo luogo testimonia il forte legame dell’azienda al suo territorio e contribuisce alla rivalutazione di un’area prettamente industriale.

Enrico Maltoni: il collezionista di macchine d’epoca per la preparazione del caffè espresso

Proprio lui ha contribuito alla nascita del Mumac, il museo della macchina del caffè che ha la sua sede a Binasco. Nei pressi di Milano.

Alla vigilia dell’apertura straordinaria del museo per la notte di sabato 22 giugno, in occasione della notte bianca di Binasco, la cittadina alle porte di Milano dova hanno la loro sede il Mumac e il gruppo Cimbali, svela curiosità e segreti del Museo.

Il retroscena – Così Cinzia Linardi si è confermata “il naso” più fine d’Italia

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cinzia linardi

MILANO – Momenti intensi e qualche sorpresa hanno caratterizzato quindi la due giorni della finale italiana di Cup Tasters. Sponsorizzata da Asachimici, si è svolta nell’ambito dell’appuntamento fiorentino di Pausa Caffè. Si è conclusa infine, con la vittoria di Cinzia Linardi.

La semifinale ha presentato caffè con caratteristiche più facilmente riconoscibili. Inoltre, ha visto vincitore Davide Berti, che ha centrato le otto tazze “diverse” di ogni tripletta.

La gara, ricordiamo, vede poste su un lungo tavolo otto gruppi di tre tazze di caffè filtro. Ognuna composta da due uguali da identificare “scartando” la terza con un gusto diverso. Ovviamente, vince chi ne identifica il maggior numero nel minor tempo.

Cinzia Linardi e Davide Berti, una coppia vincente

Davide è marito di Cinzia Linardi. La campionessa 2012 e più che mai determinata a conquistare la vittoria nel 2013. Così, venerdì Cinzia si è presentata con la determinazione di chi “vuole farcela”.

Chiaramente, sul suo viso solare meno sorrisi del solito, per far posto alla concentrazione.

La finale ha visto protagonisti olfatto e gusto

I sensi sono stati quindi messi alla prova. Con caffè che differivano tra loro per aspetti minimi, pressoché impercepibili. Proprio per questo, richiedevano una preparazione curatissima realizzata con macchine filtro più che pulite, al fine di non alterare il gusto del caffè.

Una certezza garantita grazie al trattamento realizzato con le pastiglie PulyCaff Brew Tabs di Asachimici

Già dalla prima coppia di concorrenti si è colto che qualcosa era cambiato. Infatti, il numero delle tazze “azzeccate” era diminuito notevolmente.

Infine, faccia a faccia tra Cinzia e Luca Ventriglia

Quest’ultimo conclude prima della rivale, ma ha centrato solo 3 tazze. Infine è la campionessa uscente a effettuare il rito che dirà se ha vinto ancora.

Sul tavolo sono rimaste solo le tazze selezionate, che Cinzia Linardi alza una per una.

Se sul fondo si trova un apposito contrassegno, la scelta è corretta. A ogni “obiettivo” centrato, si alzano gli appalusi: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 … un po’ di suspense e anche l’ottava viene alzata.

En plein! Otto su otto in 5 minuti, 1 secondo e 7 decimi.

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Andrea Antonelli consegna a Cinzia Linardi la targa della vittoria e il biglietto per la finale del campionto Cup Tarsters di Nizza

Alla premiazione Andrea Antonelli

Il consulente e trainer PulyCaff consegna la targa messa in palio da Asachimici e soprattutto il biglietto per Nizza. Dove l’azienda sosterrà la campionessa italiana, che ci ha rilasciato qualche dichiarazione a caldo.

Le parole di Cinzia Linardi

“Ho affrontato la competizione più sicura rispetto allo scorso anno, in quanto ho avuto più possibilità di disporre di caffè crudo da tostare e assaggiare alla brasiliana, dunque di allenarmi. Inoltre, l’esperienza della Cup of Excellence in Salvador alla quale ho partecipato in qualità di observer, mi ha permesso di effettuare un training intenso e molto proficuo”.

In questi ultimi giorni (la finale mondiale è in programma a Nizza – Francia – dal 26 al 28 giugno) si allena anche con l’acqua.

L’obiettivo è senz’altro ambizioso, ma preferisce non sbilanciarsi

“Ringrazio Asachimici per l’appoggio che mi dà; spero di ricambiarla con un buon piazzamento, almeno migliore rispetto al decimo posto dell’anno scorso”.

Come si pulisce la macchina filtro

In chiusura di gara, Andrea Antonelli ha illustrato come mantenere sempre efficiente e a prova dei sensibilissimi sensi dei cup tasters la macchina filtro.

Al cui interno si formano residui oleosi e incrostazioni minerali che, se non rimossi, possono alterare il gusto del caffè. La pulizia prende il via con la macchina a temperatura di esercizio (circa 90°C).

Ovvero, porre PulyCaff Brew Tabs (utilizzare una pastiglia azzurra da 4 grammi ogni 2 litri di capacità) nell’imbuto superiore.Quindi senza utilizzare il filtro di carta. Per poi dare il via all’erogazione dell’acqua che scioglie e porta con sé il detergente nel contenitore sottostante: lasciare agire.

Infine, scaricare la soluzione ed eliminare ogni residuo; poi sciacquare il cesto porta filtro e il contenitore con acqua corrente.

Per ripulire dal calcare la testina (operazione da svolgere ogni giorno se si lavora con un’acqua dura) seguire le istruzioni del costruttore e usare PulyCleaner Descaler per la rimozione totale di ogni incrostazione. www.pulycaff.com

 

Ricerca Censis-Fipe – Movida: piace soprattutto ai giovani, ma anche i meno giovani

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giovani movida
Gli assembramenti sono una minaccia per la ripartenza sicura

ROMA – Che ai giovani piaccia la movida è un fatto acclarato, ma che la apprezzi ben il 92,1%  è un dato degno di nota. E’ eclatante la scoperta che  il 46,3% delle persone di una certa età giudichi importante che vi siano luoghi nelle città caratterizzati dalla concentrazione di locali per mangiare, ballare, divertirsi.

Giovani e la movida: un binomio perfetto

Insomma, piace alla stragrande maggioranza dei cittadini che associano a questo fenomeno sociale un giudizio positivo. La  percentuale di chi vede la movida come un fatto positivo  diminuisce solo con l’aumentare dell’età.

Pur rimanendo il valore più alto rispetto a chi la vede come ‘negativa’. Ciò vale fino alla fascia di età over 65 dove i due valori si invertono; ma risultano fortemente influenzati da chi (40,1%) non sa neanche che cosa sia la movida.

È questo uno degli aspetti della ricerca Censis-Fipe

La federazione italiana pubblici esercizi aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia, ha collaborato con Silb. Ovvero l’associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo.

Alle persone piace uscire la sera e distrarsi

Inoltre, per oltre il 63% dei cittadini è molto importante che nelle città ci siano luoghi dove mangiare, ballare e divertirsi. Anche qui le percentuali più alte si registrano nella fascia di età 18-29 anni. Ma diminuiscono con l’aumentare dell’età.

Nonostante ciò, anche fra gli ultra sessantacinquenni c’è un buon 46,3% che ritiene la movida molto importante per la qualità della vita.

Oltre che abbastanza importante per attirare turisti.

Tradotto in valori assoluti

Sono quindi oltre 29 milioni gli italiani che una volta ogni tanto escono la sera e di questi 15,6 milioni escono almeno una volta a settimana. Mentre a frequentare il centro storico della propria città sono circa 22 milioni di italiani.

Parla il Presidente Fipe

«La movida – sostiene il presidente Fipe, Lino Stoppani – assume sempre più una connotazione turistica, come dimostrano le notti bianche.

Spesso però un’offerta fuori controllo da parte di locali diversi dai pubblici esercizi; una vendita di alcol a basso costo e comportamenti spregiudicati da parte di alcuni operatori, se non addirittura una presenza di offerta abusiva che può spingersi fino a limiti deprecabili e riprovevoli, contribuiscono a trasformare i luoghi di ritrovo in arene di conflitto. Con problemi di gestione dell’ordine pubblico.
È necessario trovare quindi un punto di equilibrio per migliorare la qualità della vita di chi si diverte e di chi risiede nelle zone del divertimento».

La movida è anche un problema

Uscire la sera è considerato un comportamento positivo – si esce per passeggiare, incontrare amici (69%), andare a mangiare (59%) o al pub, in discoteche ed enoteche (28%) e anche per fare shopping (2,7%).

Tuttavia, il mal governo di un territorio fa percepire la movida come un problema tanto da arrivare all’emanazione di regole ed ordinanze. Queste spesso non reggono di fronte ai giudizi dei Tribunali Amministrativi.

In questo contesto trovano spazio le degenerazioni che trasformano un fenomeno da opportunità a problema

E sulla ferrea regola che la buona notizia non è mai una notizia e quella cattiva lo è, la ‘malamovida’ trova un’eco forte sui mass-media.

Soprattutto se ad essa sono legati fatti di cronaca nera. A far degenerare la situazione sono gli eccessi, sia nel senso del numero delle persone rispetto agli spazi delle zone cruciali; sia nel senso del consumo di alcol soprattutto quando associato ad assunzione di sostanze stupefacenti. Sia nel senso della perdita di ogni freno.

Secondo il 45% dei giovani ci sono dei momenti di svago in cui è lecito trasgredire e secondo il 26,6% di essi nella sfera privata ogni comportamento è lecito.
È sbagliato pensare, tuttavia, che a creare un rapporto critico con l’alcol sia la movida o la discoteca.

Da un’indagine a cui la ricerca fa riferimento, risulta che oltre il 90% dei minori in età compresa tra i 12 e 14 anni ha già provato alcolici; mentre il 59% ha sperimentato l’alcol in presenza dei propri genitori.

Ancora più significativo diventa il 73% degli adolescenti che ha bevuto la prima volta in presenza di adulti

E l’iniziazione è avvenuta per il 63% in occasione di un semplice un pasto in casa o fuori casa e in meno del 23% dei casi in un’occasione speciale.

«Occorre pertanto – conclude Stoppani –  riflettere anche sulla capacità di istituzioni. Quali la  famiglia e la scuola di  indirizzare i giovani verso salutari stili di vita».

Fonte: Fipe-Confcommercio

Il locale polivalente a Torino, avrebbe dovuto essere inaugurata già nel 2011

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Murazzi Student Zone
ai Murazzi di Torino una sala studio hi-tech con 250 posti, caffetteria e Internet

TORINO – Dopo una lunga serie di vicissitudini sfortunate e successivi rinvii, il Murazzi Student Zone. La sala studio polivalente di respiro internazionale alle arcate 30-38 dei Murazzi, apre finalmente i battenti.

Murazzi Student Zone finalmente aperta

L’appuntamento è andato in onda venerdì, alla presenza del sindaco Fassino, per un taglio del nastro atteso da tempo, già da settembre 2011.

La sala studio all’ex Lega dei Furiosi

Avrà dopo l’estate, anche un locale attiguo per il loisir là dove trovava posto il The Beach. Nelle intenzioni di Palazzo civico è il primo tassello per rivitalizzare i Murazzi anche di giorno.

Offrirà quindi 250 posti a sedere, postazioni multimediali, punti informativi; wi-fi e una caffetteria Busters Coffee; 750 metri quadri aperti tutti i giorni, dal mattino alla sera.

Nonché, sarà un punto di incontro e valorizzazione della creatività giovanile. Con un ricco calendario di appuntamenti, organizzato dalle associazioni studentesche grazie a un finanziamento ministeriale, che spazierà dalla musica al teatro, ai corsi più vari.

A guidare l’impresa è Paolo Romano

Giovane torinese impegnato nell’organizzazione eventi, vincitore del bando indetto dalla Città. Una scelta, quella di un gestore privato, su cui Palazzo civico ha dovuto puntare dopo una serie di eventi sfortunati che hanno accompagnato la nascita della sala studio.

Il cantiere, aperto ad aprile 2011

Sarebbe dovuto concludersi in 150 giorni, ma ha accumulato fin da subito rallentamenti, tra autorizzazioni arrivate in ritardo, una bonifica imprevista di amianto; poi la piena del Po e, dulcis in fundo, la rinuncia alla gestione dei locali da parte dell’Edisu, alle prese coi tagli regionali.

Dopo una prima inaugurazione a giugno in occasione del Performing Festival, gli spazi hanno di nuovo chiuso i battenti, ma ormai la maledizione è svanita. Oggi sarà finalmente la volta buona.

Fonte: La Stampa

Caffè verde e gastrite. Quali sono gli effetti? Perché consumare caffè crudo?

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comitato italiano caffè
semi-caffe-verde

MILANO  – A dispetto del caffè nero torrefatto, alcuni professionisti dell’alimentazione sostengono che la bevanda a base di caffè verde crudo possa essere consumata anche dai soggetti con lievi disturbi della mucosa gastrica.

Caffè verde: via libera al suo consumo

Quest’affermazione, che a parer mio è assolutamente opinabile, sarebbe giustificata dalla differente composizione chimica della polvere di caffè verde crudo; almeno rispetto alla stessa ottenuta dai semi preventivamente torrefatti.

Successivamente, vedremo di analizzare con maggior cura i vari aspetti che possono influire o meno sul disturbo della gastrite. Ma, per il momento, cerchiamo di capire quale sia la reale funzione dell’infuso ottenuto dal caffè verde crudo.

Perché’ consumare caffè verde crudo?

Dal caffè verde crudo, previa infusione della polvere ottenuta per macinatura dei semi della Coffea (arabica o robusta), si ottiene una bevanda dal colore verdastro-giallognolo.

Limpida e sobria (non nera come quella tradizionale). Dall’aroma delicato e quasi impercettibile, ma comunque dotata di potere stimolante.

Come molti lettori avranno già intuito, quest’ultima peculiarità è determinata dalla presenza di 1,3,7-trimetilxantina. Più comunemente conosciuta col termine caffeina. Ovviamente anche delle relative “varianti molecolari“.

La caffeina possiede due principali effetti positivi sulla mobilitazione dei grassi dal tessuto adiposo

Il primo è diretto, per cui la caffeina è in grado di stimolare anche “da sola” la lipolisi; il secondo è invece indiretto. Poiché promuovendo la liberazione di catecolamine, favorisce ulteriormente la mobilitazione delle scorte di grassi.

Va da sé che, pur riversandosi nel sangue, se questi lipidi non dovessero essere utilizzati a scopo energetico, tornerebbero nuovamente a stipare le cellule adipose.

Il contenuto di metilxantine

Il caffè verde crudo è già stato collocato tra i rimedi naturali utili per il calo ponderale della massa grassa in eccesso

Infatti, alcuni affermano che il caffè verde crudo, se contestualizzato in una dieta ipocalorica ed equilibrata, possa rappresentare un valido complemento alla terapia contro il sovrappeso e l’obesità.

Analogamente al caffè tradizionale torrefatto e agli integratori/energy drink termogenici.

Il caffè verde crudo possiede una caratteristica assolutamente unica

Infatti, esso spicca per la ridotta velocità di assorbimento dello stimolante. Poiché la trimetilxantina è in forma legata all’acido clorogenico formando il clorogenato;

ciò si riflette in un rallentamento della farmacocinetica e in un aumento della sua permanenza in circolo. Detta anche emivita e regolata dalla metabolizzazione epatica oltre che dalla filtrazione renale.

I poligfenoli

Per giunta, tra le varie caratteristiche chimiche del caffè verde crudo (e differentemente dal caffè nero torrefatto), si evidenzia un notevole contenuto di molecole antiossidanti. Come appunto ipolifenoli, acido ferulico, acido clorogenico.

Oltre che di minerali e di vitamine idrosolubili; non a caso costituisce anche un prodotto fitocomplesso.

A questo punto una domanda sorge spontanea; per quale motivo il caffè verde crudo dovrebbe essere più consigliato di quello nero torrefatto in caso di gastrite o sintomatologia analoga?

Effetti del caffè verde crudo sullo stomaco: differenze rispetto al caffè nero torrefatto

In effetti, il caffè verde crudo interagisce con l’organismo in maniera abbastanza differente rispetto a quello nero torrefatto. Anche se,  stiamo affrontando l’argomento ancora in maniera empirica.

Mentre in ambito nutrizionale ciò che spesso fa’ la differenza è la porzione, quindi la dose del principio attivo. Ad ogni modo, di seguito, cercheremo di sviscerare gli aspetti più importanti che potrebbero differenziare gli effetti del caffè verde crudo sulla mucosa gastrica. Rispetto a quello nero torrefatto.

Il pH In Primis

Quello del caffè verde crudo (5) è assolutamente meno aggressivo e più vicino alla neutralità rispetto a quello del caffè nero torrefatto.

Questo ha un pH tendenzialmente acido (3-3,5); questa differenza è abbastanza importante.

Poiché, nella maggior parte dei casi di gastrite o di bruciori di stomaco, la barriera difensiva instaurata dalla mucosa non è sufficiente a proteggere l’epitelio dai succhi gastrici digestivi fortemente acidi e talvolta (in maniera anomala) secreti anche a stomaco vuoto.

Sotto questo punto di vista, il caffè verde crudo risulta certamente meno dannoso di quello nero torrefatto. Ma non ancora consigliabile.

Quantità di caffeina

Il caffè verde crudo contiene meno caffeina libera di quello nero torrefatto; questa differenza è imputabile soprattutto alla mancanza di trattamento termico dei semi (torrefazione che scinde il clorogenato e favorisce la diluizione della metilxantina).

Quindi, probabilmente dalla temperatura di infusione della polvere. Quest’ultima, mentre nel caffè nero è sempre molto alta, per il caffè verde crudo NON deve mai superare gli 80°C. Maggiori e più concentrate quantità di caffeina amplificano i relativi effetti sulla mucosa gastrica.

In particolare: l’aumento della secrezione acida (che come abbiamo già visto, incide negativamente sull’irritazione della mucosa e sulla comparsa dei sintomi). L’aumento della contrazione della muscolatura liscia gastrica. La stessa che verosimilmente, anticipa ed enfatizza la pirosi.

Il caffè verde crudo sembrerebbe promuovere meno la gastrite rispetto a quello nero torrefatto

Velocità d’assorbimento della caffeina: per i motivi sopra descritti, il caffè verde crudo determina un assorbimento più lento della caffeina.

Questa, non raggiungendo picchi ematici così elevati come quelli del caffè nero torrefatto, “probabilmente” innesca meno irruentemente la secrezione acida e la peristalsi della sacca. Ancora una volta, il caffè verde crudo parrebbe meno nocivo di quello nero torrefatto per la gastrite.

Mancata torrefazione

Il trattamento termico (cottura a 200-240°C), a cui vengono sottoposti i semi per ottenere il caffè nero torrefatto, determina la carammelizzazione degli zuccheri (da cui il colore scuro). Assieme alla formazione del cosiddetto caffeone.

Si tratta di un olio voltatile composto da una miscela di composti terpenici. Esso conferisce il caratteristico aroma al caffè e nel contempo irrita le mucose dello stomaco, stimolando la produzione di succo gastrico; tale caratteristica facilita la digestione in un individuo sano. Ma aumenta i problemi in corso di gastrite.

La presenza del caffeone è evidenziata dal velo lucido ed untuoso apprezzabile sulla superficie dei semi di caffè nero torrefatto

Non essendo sottoposto a torrefazione, il caffè verde è privo di caffeone. Come tale risulta meno irritante per le mucose dello stomaco.

In conclusione, dovendo scegliere tra l’uno e l’altro prodotto, al fine di “evitare” l’insorgenza della sintomatologia gastrica (pirosi) o, ancor peggio, della gastrite, sarebbe preferibile orientarsi sul caffè verde crudo;

tuttavia, in presenza di sintomatologia o di diagnosi clinica preesistente di gastrite, anche il caffè verde crudo rientra tra le bevande assolutamente sconsigliate.

Per cui da evitare nella terapia alimentare finalizzata alla riduzione della pirosi o al ripristino dell’integrità della mucosa gastrica.

Fonte: www.my-personaltrainer.it

La ricarica senza fili è nelle mani di Starbucks e delle grandi catene di caffetterie

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Il Nokia Lumia 920 con la sua stazione di ricarica senza fili ne spine
Il Nokia Lumia 920 con la sua stazione di ricarica senza fili ne spine

MILANO – Saranno Starbucks, McDonalds e altre catene a scegliere quali aziende prevarranno nell’emergente settore della ricarica senza fili di smartphone e cellulari. I sistemi installati nei locali, infatti, sono destinati a diventare lo standard.

Nella mondo della ricarica senza fili di tablet e smartphone ci sono due gruppi d’interesse che si stanno affrontando, ma a vincere sarà uno solo e a stabilirlo saranno bar e caffetterie. È questa la più che credibile ipotesi espressa da D. Schreiber (AD, Powermat), che prende a esempio la “vittoria” del Wi-Fi sull’homeRF.

A stabilire quale sistema sarebbe stato quello vincente per la comunicazione senza fili, spiega Schreiber, furono i locali che abbracciarono il Wi-Fi, Starbucks in particolare, spingendo i produttori di notebook a fare lo stesso: dovevano assicurare ai clienti un prodotto che si potesse usare degustando un cappuccino da sette dollari.

Ebbene, i locali stanno cominciando a offrire stazioni dedicate per ricaricare lo smartphone e usare il notebook degustando una colazione da quindici dollari. E dovranno scegliere tra Power Matters Alliance (PMA) e Wireless Power Consortium (WPC), i due gruppi che stanno portando avanti soluzioni per la ricarica senza fili. Schreiber, che fa capo al primo gruppo, crede che sarà ancora una volta Starbucks a decretare il vincitore.

La soluzione del Wireless Power Consortium è già presente su molti dispositivi, con lo standard Qi, ma il gruppo PMA si è già accaparrato la celebre catena di caffetterie, McDonalds e altre realtà meno note. Stanno inoltre arrivando adesioni anche da nuove aziende, ognuna con le sue idee sulla ricarica senza fili.

Tutto sommato, per i consumatori non dovrebbe cambiare molto. Entrambi i gruppi d’interesse hanno sistemi che usano la ricarica induttiva, e le differenze le faranno Starbucks, McDonalds e altre catene a scegliere quali aziende prevarranno nell’emergente settore della ricarica senza fili. I sistemi installati nei locali, infatti, sono destinati a diventare lo standard.

Nella mondo della ricarica senza fili di tablet e smartphone ci sono due gruppi d’interesse che si stanno affrontando, ma a vincere sarà uno solo e a stabilirlo saranno bar e caffetterie. È questa la più che credibile ipotesi espressa da D. Schreiber (AD, Powermat), che prende a esempio la “vittoria” del Wi-Fi sull’homeRF.

A stabilire quale sistema sarebbe stato quello vincente per la comunicazione senza fili, spiega Schreiber, furono i locali che abbracciarono il Wi-Fi, Starbucks in particolare, spingendo i produttori di notebook a fare lo stesso: dovevano assicurare ai clienti un prodotto che si potesse usare degustando un cappuccino da sette dollari.

Nokia Lumia 920 con stazione di ricarica senza fili
Ebbene, i locali stanno cominciando a offrire stazioni dedicate per ricaricare lo smartphone e usare il notebook degustando una colazione da quindici dollari. E dovranno scegliere tra Power Matters Alliance (PMA) e Wireless Power Consortium (WPC), i due gruppi che stanno portando avanti soluzioni per la ricarica senza fili.

Schreiber, che fa capo al primo gruppo, crede che sarà ancora una volta Starbucks a decretare il vincitore. La soluzione del Wireless Power Consortium è già presente su molti dispositivi, con lo standard Qi. Ma il gruppo PMA si è già accaparrato la celebre catena di caffetterie, McDonalds e altre realtà meno note. Stanno inoltre arrivando adesioni anche da nuove aziende; ognuna con le sue idee sulla ricarica senza fili.

Per i consumatori non dovrebbe cambiare molto

Entrambi i gruppi d’interesse hanno sistemi che usano la ricarica induttiva, e le differenze tra uno e l’altro non sembrano davvero rilevanti. Che vinca PMA o WPC, comunque, fa una strana impressione sapere che a determinarlo non saranno le preferenze dei consumatori. O quelle delle aziende coinvolte. Bensì ma le scelte di bar e caffetterie.

 

 

 

Le cifre ufficiali 2013 del ministero Usa sulla produzione e il commercio

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Logo Usda cifre
Il logo dell'Usda

MILANO – Attesa per il primo report semestrale 2013 di Usda (il minagricoltura americano) sui mercati e il commercio mondiale del caffè, che verrà diffuso questa sera alla chiusura dei mercati.
Il documento contiene le cifre ufficiali del dicastero Usa sulla produzione, l’export e i consumi, per l’annata in corso e per la prossima.

Secondo i calcoli degli analisti, fondati sulle stime contenute nei Gain Report dedicati ai singoli paesi (ai quali abbiamo dato ampio risalto nelle ultime settimane), è prevedibile una lieve revisione al rialzo delle cifre sulla produzione mondiale per il 2012/13, stimata a dicembre nel dato record di 151 milioni di sacchi.

Tutti i dettagli nel numero di lunedì di Comunicaffè e Comunicaffè International.

Dopo il caffè arriva la Margherita sospesa: l’idea da una pizzeria di Orta Nova

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campionato europeo della pizza

MILANO – La tradizione del caffè sospeso fa degli emuli anche nell’universo di un’altra specialità simbolo della gastronomia partenopea: quella della pizza. L’idea è venuta a Francesco La Contana, titolare del ristorante-pizzeria ‘Passo d’Orta’. Che si trova a Orta Nova (Foggia), che ha lanciato la “Margherita sospesa”.

I clienti di buon cuore possono versare l’intero prezzo di una pizza Margherita (3,50 euro). O anche solo una parte, che andrà a sommarsi alle altre donazioni parziali.

Come fruire della pizza gratuita

Per fruire della pizza gratuita è sufficiente rivolgersi al personale del locale. Chiedendo se ci sono delle pizze margherite sospese disponibili.

Nel caso le offerte dovessero essere maggiori delle richieste, le pizze sospese accumulate verranno preparate e donate alla mensa dei poveri di Orta Nova. O, a rotazione, ad altri enti e/o banchi alimentari che ce ne faranno futura richiesta.