Il logo Aido (immagine presa dal sito Casate Online)
Diverse bustine di zucchero con il logo di AIDO sono state distribuite in diversi esercizi commerciali del territorio del gruppo intercomunale Sirtori-Viganò-Barzanò. Leggiamo di seguito l’articolo completo di Casate Online.
Il progetto Centomila caffè
SIRTORI (Lecco) – L’importanza della donazione passa anche attraverso un caffè. Nell’ambito delle iniziative denominate ”Aidosirtorianchio” ne è stata proposta una particolarmente originale: bustine di zucchero con il logo di AIDO sono state distribuite in diversi esercizi commerciali del territorio.
Un progetto – dal titolo ”Centomila caffè” fortemente voluto dal direttivo del gruppo intercomunale AIDO Sirtori-Viganò-Barzanò in collaborazione con Lecco Zuccheri azienda leader nella produzione di bustine di zucchero per bar.
”Abbiamo distribuito 100.000 bustine di zucchero da 5 grammi personalizzate: davanti ci sono il logo del gruppo e la nostra mail mentre sul retro il simbolo della giornata nazionale del sì e la frase: questo esercizio promuove AIDO e promuove la vita” ci ha spiegato il vicepresidente Simone Pulici.
Aggiunge: ”Con questa iniziativa vogliamo promuovere i principi fondamentali di AIDO: sì alla speranza, sì all’amore che ci rende umani, sì alla vita, sì alla donazione di organi, tessuti e cellule promuovendo, in base al principio della solidarietà sociale, la cultura della donazione. E poi la conoscenza di stili di vita atti a prevenire l’insorgere di patologie che possano richiedere come terapia un trapianto di organo; infine la raccolta di dichiarazioni di volontà favorevoli alla donazione di organi, tessuti e cellule post mortem”.
”Per manifestare il consenso alla donazione di organi, tessuti e cellule dopo la morte è possibile l’iscrizione attraverso app e sito AIDO utilizzando la propria SPID o CIE, oppure compilando un modulo cartaceo da consegnare ad un gruppo AIDO sul territorio. O ancora sottoscrivendo il proprio consenso presso l’anagrafe del comune di residenza al momento del rinnovo della carta d’identità” ha concluso Pulici a nome del sodalizio che, al pari degli altri gruppi AIDO comunali saranno presenti sul territorio durante le manifestazioni natalizie con materiale informativo.
Il gruppo intercomunale AIDO Sirtori-Viganò-Barzanò ringrazia sentitamente tutti gli esercizi che hanno aderito all’iniziativa:
Cheers Monticello, Cavasin Ettore Monticello,
Baita Alpini Monticello, Baita Alpini Missaglia, Baita Alpini Torrevilla,
Bar Karkade Viganò, Centro Anziani Sirtori, Retrò Cafè Monticello
Bar Dal Gianca Monticello, Centro Promozione Sociale Barzanò
Bar Cerenguito Missaglia, Bar Ma.Ma. Missaglia,
Bim Bum Bar Maresso, Pasticceria Nessi Dolzago,
Pizzeria Tony e Max Missaglia, Paolo Sala Bakery Viganò,
Ristorante Tricudai Lomagna, Trattoria al Burlon-da Andrea Missaglia,
In Italia, le chiacchiere da bar restano un vero e proprio must. Oltre 4 italiani su 10 (41%) frequentano il bar durante l’orario dell’aperitivo, uno su quattro (26%) lo fa in pausa pranzo: questi sono i risultati dello studio promosso da Sanbittèr, condotto tramite una Social Web Opinion Analysis. Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo pubblicato su You Mark.
Il rapporto degli italiani con il bar: numeri alla mano
MILANO – Il bar è da sempre un’istituzione tutta italiana, un luogo simbolico dove il momento dell’aperitivo si trasforma in un rituale di socialità, leggerezza e condivisione. Oggi l’aperitivo è un fenomeno globale: secondo un rapporto di Euromonitor International, il mercato continua a crescere costantemente, con una forte domanda non solo di aperitivi classici, ma anche di bevande analcoliche pensate per accompagnare questo momento conviviale.
Oltre all’Italia, anche Paesi come Stati Uniti, Regno Unito e Nord Europa hanno abbracciato questo rito tutto italiano, reinterpretandolo in chiave locale ma senza snaturarne lo spirito.
In Italia, le chiacchiere da bar restano un vero e proprio must. Oltre 4 italiani su 10 (41%) frequentano il bar durante l’orario dell’aperitivo, uno su quattro (26%) lo fa in pausa pranzo, uno su cinque (21%) per la colazione e oltre uno su dieci (12%) in altri momenti della giornata.
Questi dati emergono da uno studio promosso da Sanbittèr, condotto tramite una Social Web Opinion Analysis su un campione di 480 professionisti del settore (barman, gestori, proprietari) e un monitoraggio su 1.200 persone tra i 18 e i 55 anni, per analizzare il rapporto tra italiani e bar.
Chiacchere da bar
I temi più discussi davanti a un aperitivo riflettano le passioni e le preoccupazioni quotidiane del Paese. In cima alla classifica ci sono calcio (59%) e altri sport (29%), seguiti da politica (49%), temi internazionali (46%), ambiente (44%), alimentazione (41%), lavoro (37%), shopping (35%), gossip (33%) e cinema (21%). Tra i personaggi più citati durante le conversazioni, gli influencer dominano con il 41%, seguiti dal capo ufficio (36%), politici (29%), sportivi e divi di Hollywood (27%), e solo in fondo altri volti del mondo televisivo (21%).
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Lo afferma l’ultimo report di Roma Capitale: l’inflazione nella Città Eterna ha raggiunto quota 121,7, con un incremento dell’1,4% rispetto allo stesso mese del 2024. E non si arresta nemmeno l’oramai celebre caro caffè, con un indice inflattivo che supera di 17,3 punti quello di ottobre 2024. Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo del portale Abitare a Roma.
Il rincaro del caffè a Roma
ROMA – A Roma il carovita continua a correre, senza mai rallentare. Anche ottobre ha portato con sé un nuovo record, subito dopo quello segnato a settembre.
Lo conferma l’ultimo report di Roma Capitale sull’indice dei prezzi al consumo: l’inflazione nella Capitale ha raggiunto quota 121,7, con un incremento dell’1,4% rispetto allo stesso mese del 2024.
Rispetto a settembre 2025, mese già pesantemente segnato dai rincari, si registra un ulteriore +0,1%. Una salita costante e trasversale, che riguarda quasi tutte le macro–aree analizzate. L’unica eccezione è rappresentata dal settore comunicazioni, che resta stabile.
Per il resto, i rialzi sono diffusi:
Altri beni e servizi – categoria che comprende parrucchieri, cura della persona, gioiellerie, assistenza e assicurazioni – vola a +4,6%.
Servizi ricettivi e ristorazione: +2,7%.
Prodotti alimentari, bevande analcoliche e istruzione: +2,5%.
Alcolici e tabacchi: +2,2%.
Servizi sanitari e spese per la salute: +1,5%.
Abbigliamento e calzature: +0,9%.
Entrando nel dettaglio, la spesa alimentare continua a essere una delle voci più pesanti:
Carne: +6,5% in un anno.
Pesce: +4,2%.
Formaggi e uova: +4,8%.
E non si arresta nemmeno l’oramai celebre caro caffè, con un indice inflattivo che supera di 17,3 punti quello di ottobre 2024.
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In occasione del McDonald’s Job Tour, la giornata dedicata alla selezione del personale, a Montecchio Emilia sono arrivati in ottanta per affrontare i primi colloqui. L’apertura del nuovo locale porterà a cinque il numero dei McDonald’s presenti in provincia di Reggio Emilia, dove il marchio è già radicato, tutti dotati di McCafé.
Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo pubblicato sul portale Gazzetta di Reggio.
Il McDonald’s Job Tour a Montecchio Emilia
MONTECCHIO EMILIA (Reggio Emilia) – A Montecchio sono arrivati in 80 candidati per sostenere i primi colloqui del McDonald’s Job Tour, la giornata dedicata alla selezione del personale per il nuovo ristorante che aprirà nei prossimi mesi.
La Sala della Rocca, nel cuore del castello, si è trasformata per un’intera mattinata in un punto di incontro tra candidati e recruiter, con un flusso continuo di giovani, studenti, persone alla prima esperienza e lavoratori in cerca di una possibilità concreta di stabilità.
Le selezioni
Le selezioni serviranno a individuare 50 profili da inserire nel team del nuovo McDonald’s di Montecchio.
I futuri assunti saranno formati attraverso un percorso specifico e inquadrati con contratti part-time o full-time, in base alle esigenze del ristorante, seguendo il contratto nazionale del turismo. L’apertura porterà a 5 il numero dei McDonald’s presenti in provincia di Reggio Emilia, dove il marchio è già radicato con 200 dipendenti e 4 ristoranti attivi, tutti dotati di McDrive e McCafé.
La tappa di Montecchio si inserisce nel piano di crescita nazionale che nel 2025 prevede 5.000 nuove assunzioni in tutta Italia. McDonald’s oggi è presente con oltre 790 ristoranti sul territorio nazionale, impiega 38.000 persone e serve quotidianamente più di 1 milione di clienti.
L’aspetto più rilevante sul fronte occupazionale è la stabilità: il 92% dei lavoratori ha un contratto a tempo indeterminato o in apprendistato.
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Starbucks® e Percassi, celebrano un anno di “Where Coffee Meets Art” con il primo anniversario dall’apertura dell’unico Flagship Store in Italia, in Piazza San Silvestro a Roma (immagine concessa)
ROMA – Starbucks celebra il primo anniversario dall’inaugurazione del suo iconico Flagship Store in Italia ispirato al concetto “Where Coffee Meets Art”, aperto il 16 novembre 2024 in partnership con Percassi, licenziatario esclusivo del brand in Italia.
L’evento celebrativo si è svolto oggi alla presenza delle istituzioni locali, di Vincenzo Catrambone, General Manager di Starbucks Italy e di alcuni dei clienti più fedeli di Starbucks, nonché naturalmente di Lucamaleonte, l’eclettico artista romano che ha realizzato l’imponente murale che accoglie i visitatori al piano terra, ispirato al caffè, alla cultura romana e alla mitologia.
Nel corso dell’evento, Lucamaleonte ha realizzato una performance di live painting ampliando il suo artwork come prosecuzione del racconto visivo iniziato un anno fa. La giornata è proseguita con sessioni di degustazioni dedicate, ritratti dal vivo realizzati dall’illustratore Jacopo Ascari e da un dj set allestito nel Mixato Bar.
Nel pomeriggio, inoltre, i visitatori sono stati coinvolti in workshop creativi di crochet condotti da Cecilia e Martina Tornati, fondatrici del brand Almace e di calligraffiti, a cura dell’artista Warios.
Situato in Piazza San Silvestro, nel cuore della Capitale, il Flagship presenta un format inedito, “Where Coffee Meets Art”, che fonde arte, creatività e passione per il caffè. Lo store offre un’esperienza immersiva unica nel suo genere e rappresenta un punto d’incontro per la comunità romana e i visitatori provenienti da tutto il mondo, che trovano in Starbucks il perfetto Third Place, un luogo accogliente e fonte di ispirazione in cui sentirsi a casa, dove il rito del caffè si trasforma in un’esperienza culturale e condivisa.
Un punto di riferimento per la community
Il Flagship diventa così un punto di riferimento per la comunità, un luogo dinamico in cui il piacere del caffè si arricchisce di momenti di espressione artistica, scambio e connessione, consolidando il legame tra il brand e la città.
In un anno, il Flagship di San Silvestro ha sostenuto l’economia locale offrendo opportunità lavorative ad oltre 50 partner (dipendenti) e circa 7.000 ore di formazione. In questi primi 12 mesi, lo store ha ospitato numerosi eventi culturali, rafforzando il legame con il territorio grazie anche al sostegno di artisti emergenti e organizzato workshop e sessioni di coffee tasting, coniugando arte, caffè e sostenibilità in esperienze di condivisione e dialogo, perché “together is the best place to be”.
Il Flagship è stato inoltre teatro a giugno della finale nazionale della Barista Championship 2025, la competizione annuale che dal 2014 riunisce partner provenienti da 42 Paesi situati in Europa, Medio Oriente e Africa.
Starbucks in Italia
Oggi Starbucks conta in Italia 50 negozi – l’ultimo dei quali inaugurato a ottobre a Bolzano all’interno della High Street Gallery del nuovo complesso multifunzionale WaltherPark – e oltre 760 partner provenienti da dieci regioni: Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Trentino-Alto Adige e Veneto.
Le recenti iniziative del brand riaffermano il suo impegno a offrire una Starbucks Experience sempre più inclusiva e innovativa, come spazio di incontro focalizzato sulla connessione tra le persone. Tra queste vi è lo Starbucks Book Club, un percorso itinerante in cinque tappe alla scoperta dei grandi capolavori della letteratura, guidato dallo scrittore e autore Riccardo Pedicone. L’ultimo appuntamento sarà a dicembre proprio in uno store a Roma.
Inoltre, in ottica di inclusione, Starbucks ha recentemente introdotto la price parity, eliminando il sovrapprezzo per le sue quattro alternative vegetali al latte – avena, soia, cocco e mandorla.
I prodotti
Oltre all’immancabile menù Starbucks, i visitatori saranno accolti anche dalle proposte in edizione limitata della nuova campagna Holiday. Per gustare al meglio la magia del Natale, niente di meglio dei golosi Toffee Nut Latte e Toffee Nut Frappuccino® al gusto di noccioline tostate e caramellate, Gingerbread Latte e Gingerbread Frappuccino® al sapore di pan di zenzero e le irresistibili Chocolate Mousse Latte e Fudge Brownie Hot Chocolate.
Inoltre, con la nuova linea Matcha Latte, Starbucks propone quattro squisite novità stagionali: Toffee Nut Matcha Latte, Toffee Nut Cream Iced Matcha Latte, Gingerbread Matcha Latte e Gingerbread Cream Iced Matcha Latte: un’esplosione di sapori da scoprire a ogni sorso.
Le parole di Vincenzo Catrambone
Vincenzo Catrambone, General Manager di Starbucks Italia, ha dichiarato: “Roma ha accolto il Flagship Store Starbucks con entusiasmo e curiosità e siamo orgogliosi di celebrare questo primo anniversario insieme alla città e ai nostri partner, rinnovando l’impegno di “Where Coffee Meets Art” nel valorizzare l’arte e la comunità locale.
Fin dal primo giorno, il nostro Flagship è diventato un luogo in cui il caffè è un linguaggio universale che unisce persone, generazioni e culture diverse. In un anno abbiamo visto crescere una comunità attiva, coinvolta e connessa, una comunità che riconosce in Starbucks non solo come un luogo di condivisione, ma anche come uno spazio di cultura e appartenenza. Continuiamo a credere in questo percorso, unendo qualità, innovazione e creatività per rendere ogni visita una Starbucks Experience unica”.
Indirizzo: Piazza San Silvestro 6, 00187, Roma (RM)
Tappa Sud al Salone DeGusto di Catanzaro (immagine concessa)
CATANZARO – La Tappa Sud delle selezioni nazionali SCA Italy Barista, Latte Art e Brewers Cup si è conclusa al Salone DeGusto di Catanzaro, dove dal 15 al 18 novembre si sono svolte tre delle competizioni più attese del panorama specialty. Per la prima volta, la Calabria ha ospitato una tappa ufficiale delle gare firmate Specialty Coffee Association Italy.
I vincitori della Tappa Sud 2025
Barista –Cesare Spinella
Brewers Cup –Luca Lasalandra
Latte Art – Maurizio Boi
I tre vincitori avanzano ora verso la fase conclusiva delle selezioni nazionali, in vista dei Campionati Italiani SCA 2026, previsti a Rimini nel mese di gennaio. L’ultima tappa Roasting da Fratelli Milano a Roma del 29-30 Novembre definirà l’elenco dei finalisti a SIGEP 26.
«Siamo molto contenti di aver ospitato le selezioni di SCA al deGusto, perché abbiamo visto l’entusiasmo di chi è stato coinvolto e quanto siano state partecipate», afferma Francesca Trotta di Cosenza Eventi.
«Pensiamo già alla prossima edizione per rendere ancora più memorabili queste spettacolari selezioni e dare vita a una sezione interamente dedicata alla specialty coffe in modo da dare maggiore attenzione a un prodotto che pensiamo di conoscere ma che in realtà ha tantissimo da raccontarci.»
«La tappa Sud al Salone DeGusto del Lido di Catanzaro è stata per noi un passaggio prezioso», dichiara Alberto Polojac, Coordinatore nazionale SCA Italy. «Essere presenti qui ci ha permesso di farci conoscere da un pubblico più ampio, attento e curioso, che ha accolto le nostre competizioni con entusiasmo.
I competitor in gara hanno mostrato un livello straordinario, alzando l’asticella con talento e dedizione, e regalando momenti capaci di catturare e ispirare tutti i partecipanti. È stata una prima volta che ci ha confermato quanto questo appuntamento possa diventare un punto fermo del nostro percorso».
SCA Italy ringrazia gli sponsor che hanno supportato la Tappa Sud: La San Marco, main sponsor con le macchine espresso e macinacaffè, e Salone DeGusto di Catanzaro, partner ospitante dell’evento. E tutti i partner tecnici dell’evento: Pulycaff, BWT Water and More, Metallurgica Motta, Oatly, Club House e Montano Caffè.
Dirigente Rosalba De Vivo, Kevin Mingozzi e il professor Emanuele Colluto (immagine: Il Resto Del Carlino)
A volte il talento trova la sua strada partendo da un semplice banco di scuola. È il caso di Kevin Mingozzi, giovane barista in erba dell’Istituto Veronelli di Sasso Marconi, che ha trasformato la sua passione per il caffè in un biglietto di sola andata per il podio europeo.
Kevin ha conquistato la Svezia e si è portato a casa un argento che profuma di impegno, creatività e tanta, tantissima determinazione. Una storia di crescita e sfida che dimostra come, con la miscela giusta, si possa arrivare davvero lontano. Leggiamo in seguito una parte dell’articolo pubblicato su Il Resto Del Carlino.
Kevin Mingozzi di Sasso Marconi vince l’argento alla Barista Competition della Aeht in Svezia
SASSO MARCONI (BOLOGNA) – Dai banchi dell’istituto alberghiero Veronelli fino al palcoscenico europeo. Così Kevin Mingozzi, studente di Sasso Marconi, ha conquistato la Svezia, miscelando talento e dedizione come gli ingredienti di un espresso perfetto, fino a ottenere la medaglia d’argento alla Annual Conference dell’Aeht, la manifestazione internazionale che si è svolta pochi giorni fa nella città di Västerås.
Il giovane, guidato dal professor Emanuele Colluto, ha gareggiato nella categoria Barista Competition, una sfida che ha previsto il lavoro in team per la creazione di inedite bevande a base di caffè: miscelazioni, estrazioni alternative e prove di caffetteria con tecniche di latte art.
Una competizione che ha portato Kevin ad affrontare un’intensa preparazione nel corso di poche settimane, sia sotto l’aspetto di pratiche in bar, sia nella scelta e nello studio dei prodotti tipici svedesi, delle ricette e delle tecniche richieste.
Una volta arrivato in Svezia, la cinque giorni si è aperta con un incontro introduttivo dedicato al sorteggio e all’abbinamento tra le scuole partecipanti, seguito da una prova scritta sulla filiera del caffè, dalle coltivazioni alle varietà, dai processi di lavorazione fino alle estrazioni alternative della bevanda e al servizio.
Le prove pratiche e orali hanno previsto diverse fasi, tra cui la preparazione e il servizio di varie tipologie di caffè e bevande creative. Tutte le attività si sono svolte in coppia, nel caso di Kevin insieme a un collega sloveno, e interamente in lingua inglese, comprendendo anche la stesura del piano di lavoro, il briefing iniziale e la comunicazione con la squadra e la giuria durante ogni momento della competizione.
Una sfida vissuta con intensità e passione, culminata nel luccichio dell’argento, segno tangibile di un’esperienza formativa e di crescita.
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TORINO – Un tocco leggero o un taglio deciso. Con Eliche, design by Pininfarina, il design si reinventa in un omaggio al movimento, alla leggerezza e alla precisione aerodinamica.
Da sempre Pininfarina trasforma l’aerodinamica in arte: dalla ricerca che ha portato alla prima galleria del vento italiana, alle linee iconiche che hanno segnato la storia del design automobilistico. Guido Gobino interpreta questo spirito con una pralina dal design inedito, pensata per esaltare texture, profumo e gusto in ogni assaggio.
Dalla stessa città, Torino, dove automobile e cioccolato sono simboli di eccellenza, creatività e passione, nasce un incontro tra due brand storici che condividono la stessa arte: dare forma all’emozione.
Ogni dettaglio ha una funzione sensoriale: la curvatura che accoglie il palato, lo spessore che libera il profumo, la forma che guida la degustazione come un percorso.
Eliche sarà disponibile in nove ricette firmate Guido Gobino – dal Fondente Monorigine 70% al latte e caramello, fino alle nuove creazioni alla frutta – celebrando l’estetica del sapore, in perfetto equilibrio tra design e piacere sensoriale.
Eliche sarà disponibile nelle botteghe Guido Gobino e online a partire dal 20 Novem-bre 2025.
Le Botteghe di Torino
Via Cagliari 15/b
Via Lagrange 1/A
Corso Vittorio Emanuele II 72
Le Botteghe di Milano
Corso Giuseppe Garibaldi 35
Corso Magenta 36
Riguardo Guido Gobino
La Cioccolateria Artigiana Guido Gobino si caratterizza dalla costante aspirazione e tendenza alla realizzazione di un cioccolato di eccellenza, prodotto nel rispetto della tradizione torinese con uno sguardo rivolto al futuro.
La pregiata qualità del suo cioccolato nasce dal connubio di creatività, gusto e passione. La sua è una storia lunga sessant’anni e contraddistinta da un’attenta selezione delle materie prime, da una lavorazione all’avanguardia, da una sperimentazione ininterrotta con il fine di raggiungere una qualità assoluta.
Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti ed è distribuito in 52 Paesi, dal Giappone agli Emirati Arabi Uniti, dagli USA alla Francia, dalla Cina all’Australia.
Dal 2021 Guido Gobino è affiancato dal figlio Pietro che ha portato un nuovo spirito innovativo e, oltre a rimarcare la sensibilità verso le tematiche ambientali, ha contribuito alla pubblicazione del primo Bilancio di Sostenibilità, quale strumento per testimoniare l’impegno dell’azienda nella divulgazione di una strategia d’impresa responsabile.
Nell’autunno del 2020, in occasione del 25° anniversario del Tourinot, viene presentato “5 grammi di felicità”, il libro scritto da Giuseppe Culicchia ed edito da Slow Food Editore che racconta la storia del celebre Tourinot, il Giandujotto di Torino.
Nel gennaio 2019 l’azienda sigla un accordo di licenza pluriennale con Armani/Dolci per la produzione e la distribuzione in tutto il mondo della linea Armani/Dolci by Guido Gobino. guidogobino.com
La scheda sintetica di Pininfarina
Icona globale dello stile italiano, Pininfarina è riconosciuta per la sua capacità unica di creare bellezza senza tempo attraverso valori di eleganza, purezza e innovazione. Fondata nel 1930, da realtà artigiana si è evoluta in un gruppo internazionale, massima espressione del design automobilistico e presenza consolidata nel design industriale, architettonico, nautico e della mobilità. oltre l’automotive. Con 500 dipendenti, sedi in Italia, Germania, Cina e Stati Uniti e quotata in borsa dal 1986, Pininfarina ha realizzato in oltre novant’anni più di 1.450 progetti di design automobilisti-co e di mobilità e oltre 750 progetti di design di prodotto e architettura, ricevendo negli ultimi 10 anni oltre 90 premi internazionali di design.
Adesso è possibile comprare la singola lattina Coca-Cola in versione più piccola. Se ora si può comprare la singola mini lattina, ha spiegato l’amministratore delegato Henrique Braun, è perché non tutti in America possono permettersi la stessa Coca-Cola. Leggiamo di seguito un estratto dell’articolo di Federico Fubini per il quotidiano ll Corriere della Sera.
La mini lattina di Coca-Cola
ATLANTA – Non serve un’analisi approfondita dei dati: basta guardare alle lattine di Coca-Cola per farsi un’idea degli equilibri nell’economia americana a nove mesi dal ritorno di Donald Trump.
Da ottobre il gruppo di Atlanta permette la vendita nei negozi di quartiere della mini-lattina da 212 grammi in formato singolo. Dal 2009, quando ha debuttato, si era potuta comprare solo in pacchi almeno da sei mentre la lattina sfusa era quella classica da 375 grammi. Non più.
Se ora si può comprare la singola mini-lattina, ha spiegato l’amministratore delegato Henrique Braun, è perché non tutti in America possono permettersi la stessa Coca-Cola. “Vediamo una divergenza nella spesa per gruppi di reddito — ha detto Henrique Braun —. La pressione sui consumatori a reddito medio e basso c’è ancora”. E poi, sempre Henrique: “Abbiamo lanciato le “mini-lattine” per tenere conto della pressione sul potere d’acquisto giornaliero”.
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Chicchi di caffè tostato (Image by Couleur from Pixabay)
MILANO – Quando i grandi torrefattori si pronunciano sullo specialty coffee, perché è un prodotto in cui hanno deciso di investire, è già una notizia: ecco di seguito Kimbo, Julius Meinl e Costadoro, confrontarsi su un mercato di nicchia che tuttavia sta trovando spazio anche tra il pubblico più ampio in Italia.
Il primo a rispondere ad alcune domande è Massimiliano Scala, Head of Marketing Kimbo.
Massimiliano Scala (foto concessa)
Oggi quanto lo specialty interessa il consumatore finale? e in prospettiva quanto e come può crescere questo mercato? E se sì, in quale forma (singola origine o miscela, tostato chiaro o scuro, con quali note aromatiche prevalenti)
“In Italia è un segmento ancora molto piccolo, ma che sta cominciano ad interessare il consumatore più evoluto, il consumatore che ama esplorare nuovi gusti e provare nuove esperienze.
Il trend è arrivato dai mercati internazionali ed è stato favorito dalla sempre maggiore globalizzazione dei consumi. Oggi, alla proposta di specialty monorigine, riteniamo si debba affiancare un prodotto “più democratico” con un profilo di gusto più smooth, meno segmentante, e anche più adatto al palato del consumatore italiano abituato a bere espresso. Riteniamo quindi che proporre al consumatore miscele di caffè specialty possa dare un valore aggiunto.
Le vendite di specialty nel mercato italiano e estero su che canale si concentrano?
“A livello globale il trend è partito dal fuori casa, dalle caffetterie specialty. Il consumo si è rapidamente spostato anche a casa, favorito in un primo momento dalle vendite dirette nei punti di consumo, successivamente dall’accelerazione delle vendite online e dalla diffusione anche nella distribuzione di qualità. In Italia oggi il fenomeno riguarda soprattutto l’online e le (poche) caffetterie specialty presenti sul territorio.”
Le linee specialty di un brand più commerciale entrano spesso nei ristoranti e pasticcerie di un certo livello
Ma i coffee shop specializzati o la GDO sono ancora poco interessati o pensate di poter penetrare anche questo due target, almeno in quei Paesi come Giappone e Cina dove i brand italiani del caffè, lo specialty e le estrazioni alternative, attraggono molto?
“In Italia al momento non abbiamo ritenuto opportuno lanciare la linea Sapiente anche nel retail fisico, né nei coffee shop specializzati.
La strategia di lancio international si adatterà invece ai singoli mercati dove opereremo. Partiremo da Uk e US, dove il business sarà prevalentemente guidato dall’online ma coprirà anche i nostri migliori punti di consumo del fuori casa. Anche a livello internazionale proporre delle miscele Specialty, invece che delle monorigini, darà alla nostra offerta una certa distintività rispetto al resto del mercato specialty, esaltando l’arte, tutta italiana, della miscelazione.”
Stessa domanda a Julius Meinl, per la quale risponde Andreea Postolache global sales director
Andreea Postolache (immagine concessa)
“In Julius Meinl stiamo assistendo a un crescente interesse per il caffè specialty da parte dei consumatori finali. Ciò che rende il caffè davvero speciale è la varietà di esperienze che può offrire – dalle note aromatiche distintive fino ai retrogusti complessi. I consumatori sono sempre più curiosi di esplorare queste sfumature e sempre più coinvolti nell’artigianalità che sta dietro a una tazza eccezionale.
Come torrefattori, consideriamo numerosi fattori per offrire esperienze di alto livello – dall’origine del chicco, alla varietà e al metodo di lavorazione, fino all’equilibrio delle miscele e ai profili di tostatura. È incoraggiante vedere che i consumatori stanno diventando appassionati a questi dettagli tanto quanto noi.
Siamo impegnati nel proporre esperienze di caffè premium, come lo specialty: il caffè che per lavorazione, assenza di difetti e complessità aromatica è una delle coffee experience più complete. Offriamo anche edizioni limitate di caffè specialty nel nostro portafoglio HoReCa.
La formazione resta un motore chiave per la crescita – attraverso i nostri corsi certificati SCA, formiamo i clienti affinché possano coinvolgere i consumatori con conoscenze sull’origine, le competenze sensoriali e le storie che si celano dietro al caffè specialty. Questo alimenta l’apprezzamento, la curiosità e un legame duraturo con la cultura del caffè.”
Le vendite di specialty nel mercato italiano e estero su che canale si concentrano?
“Sia in Italia che nei principali mercati europei, il consumo di caffè specialty è guidato principalmente da piccole caffetterie indipendenti. Queste realtà sono spesso le prime ad adottare e promuovere proposte specialty, con una cerchia più ristretta ma molto coinvolta di clienti abituali che ricercano profili aromatici selezionati e metodi di estrazione innovativi.
Vediamo anche caffetterie più piccole che non si definiscono esclusivamente specialty, ma che desiderano attrarre una parte dei loro clienti curiosi verso questo mondo. Queste attività spesso propongono opzioni specialty accanto alle miscele tradizionali, presentandole come novità o aggiunte premium per ampliare il proprio appeal.
Fuori dal segmento dei caffè indipendenti, osserviamo un interesse crescente da parte dell’alta gastronomia – ristoranti, boutique hotel e pasticcerie – che desiderano elevare la propria esperienza legata al caffè. Anche l’e-commerce è diventato un canale emergente per la vendita di caffè specialty, in particolare tra i consumatori più giovani, che preferiscono scoprire il caffè premium a casa.
Le linee specialty di un brand più commerciale entrano spesso nei ristoranti e pasticcerie di un certo livello. Ma i coffee shop specializzati o la GDO sono ancora poco interessati?
“Siamo d’accordo che la GDO italiana è davvero lontana dallo specialty oggi. Ma siamo convinti che raggiungere questi segmenti non solo è possibile, ma è già in atto. Julius Meinl ha una filiale dedicata con sede a Shanghai, in Cina, che ci consente di restare vicini alle dinamiche del mercato e costruire solide partnership locali. La nostra eredità viennese, l’impegno per la qualità e il costante orientamento all’innovazione risuonano profondamente con i consumatori in mercati come quello cinese, dove esiste una forte valorizzazione della tradizione e dell’artigianalità.”
E si inserisce nella discussione sullo specialty, Federica Trombetta Head of Marketing & Online Operations
Federica Trombetta (foto concessa)
Oggi quanto lo specialty interessa il consumatore finale? In prospettiva quanto e come può crescere questo mercato?
“Io credo che il mercato degli specialty sia destinato a crescere. Negli ultimi anni, il prezzo del caffè ha subito rincari significativi, e questo ha portato il consumatore finale a voler dare sempre più valore alla materia prima e, di conseguenza, alla propria esperienza quotidiana, come quella della colazione. In quest’ottica, comunicare all’interno del proprio locale che si utilizza un caffè di singola origine o una miscela specialty sarà sicuramente un punto di vantaggio competitivo per il barista 2.0.
Noi lavoriamo con moltissimi clienti esteri e, in particolare, dalla nostra filiale di Londra riceviamo feedback molto chiari: al di fuori dell’Italia questa scelta è già realtà. Il mondo dello specialty si sta sviluppando attraverso anche catene di caffetterie che propongono specialty (o pseudo-specialty) per differenziarsi, offrire valore aggiunto e creare un’esperienza diversa per il cliente.
Il monorigine è sicuramente un mondo affascinante, ma forse ancora complesso da comprendere appieno per il grande pubblico. Una miscela ben studiata, invece, può permettere di raggiungere più palati, offrendo al tempo stesso qualità e costanza.
Noi di Costadoro stiamo osservando con attenzione questo trend e stiamo valutando come affrontarlo secondo i nostri metodi e tempi, con l’obiettivo di proporre un prodotto unico, ma accessibile: un lusso per tutti.”
Le vendite di specialty nel mercato italiano e estero su che canale si concentrano?
“Le vendite di caffè specialty, sia in Italia che all’estero, si concentrano prevalentemente sul canale Ho.Re.Ca., dove la sensibilità verso la qualità e l’esperienza di consumo è già molto sviluppata. È in questo contesto che troviamo i partner più attenti e capaci di valorizzare appieno il prodotto.
Come dicevo anche in precedenza, molti dei nostri caffè specialty — soprattutto i formati da 1 kg—vanno ai nostri clienti nel Regno Unito anche se clienti lungimiranti credono nello specialty per la somministrazione come unica referenza anche in italia. In questo scenario, la tostatura tende ad essere leggermente più chiara rispetto a quella a cui siamo tradizionalmente abituati.
Questo richiede un’attenzione ancora maggiore durante tutto il processo di lavorazione, considerando che si parte già da una materia prima d’eccellenza.
Noi di Costadoro, indipendentemente dal fatto che si tratti di specialty o meno, rispettiamo sempre il caffè e curiamo con precisione la tostatura per evitare qualsiasi bruciatura. L’obiettivo è quello di esaltare ogni singola origine e creare miscele dai sentori unici, capaci di offrire un’esperienza sensoriale distintiva.
Stiamo anche iniziando a ragionare su come portare questi prodotti sempre più verso il grande pubblico, anche grazie a nuove partnership in fase di sviluppo. È ancora un progetto embrionale, ma rappresenta un passo importante per rendere il mondo dello specialty un “lusso accessibile” a un pubblico più ampio.”
Le linee specialty di un brand più commerciale entrano spesso nei ristoranti e pasticcerie di un certo livello.
“Noi crediamo che, per aziende come la nostra—artigiani industrializzati—entrare nel mondo dello specialty sia non solo possibile, ma anche importante. Abbiamo dalla nostra parte una struttura solida, macchinari all’avanguardia e un reparto Ricerca & Sviluppo tra i più avanzati del mercato.
Elementi che spesso mancano ai micro-roaster, pur molto appassionati, ma limitati nelle possibilità produttive e di controllo qualità su larga scala.
È vero, come dice la domanda, che molti coffee shop specializzati fanno ancora fatica a comprendere appieno il valore aggiunto dello specialty, forse perché lo guardano con l’occhio del prezzo più che con quello dell’origine e della qualità sensoriale.
Ma il fermento che c’è oggi nel mondo del caffè e l’aumento dei prezzi della materia prima—che sfugge ormai al controllo—stanno spingendo il consumatore a voler capire meglio cosa sta bevendo. E questa crescente consapevolezza aiuta anche i locali a ripensare l’offerta in chiave più qualitativa.
Per quanto riguarda la GDO, è un mondo sicuramente più complesso per lo specialty, soprattutto per la shelf life del prodotto e per far si che il consumatore riesca a trovare un prodotto “appena tostato” sullo scaffale, ma secondo me in futuro ci sarà spazio anche per la GDO Italia, per dei progetti monorigine o specialty.
Le estrazioni alternative rappresentano un altro fronte interessante, soprattutto nei coffee shop che vogliono offrire una vera esperienza di degustazione. Certo, sono ancora poco sviluppate, anche perché richiedono più tempo, formazione e impegno operativo. Ma per chi vuole raccontare davvero uno specialty, sono tra i metodi più efficaci per valorizzare la qualità e le caratteristiche organolettiche del caffè.”
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