giovedì 01 Gennaio 2026
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VENDING/1 – Il settore della d.a. è cresciuto del 7%, tra il 20101 e il 2011 con un buon equilibrio degli utili che si sono rimasti al 17,3% in calo di circa l’1% sul 2010

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macchinette vending distribuzione automatica
Vending in Italia, prospettive future

MILANO – Secondo un’indagine Leanus® basata sull’analisi dei singoli bilanci di una popolazione di 173 “Gestori”, il settore del Vending è cresciuto tra il 2010 e il 2011 di oltre il 7% (contro il 12% del precedente esercizio) mantenendo nel suo complesso un buon equilibrio economico e patrimoniale; in lieve flessione i livelli di Marginalità Operativa (17.3%) in calo di circa 1% rispetto al 2010.

Leanus®, che recentemente ha pubblicato l’analisi delle società calcistiche di serie A e B, attribuisce all’intero settore la categoria “Runners” (ovvero crescita sostenuta ma con bassa o ridotta solidità economico-patrimoniale).

Sulla valutazione complessiva pesa infatti l’elevato livello di indebitamento e la bassa patrimonializzazione (ovvero le imprese possono fare affidamento su ridotti apporti di capitali da parte della proprietà pur registrando elevati livelli di indebitamento verso il sistema creditizio).

L’analisi delle 2 Grandi Gestioni “non familiari” (che da sole rappresentano 1/3 del mercato preso come riferimento) conferma come il private equity e piu’ in generale l’intervento sul capitale da parte di operatori istituzionali possa contribuire alla crescita di un intero settore ma a discapito della solidità patrimoniale; migliore invece il profilo complessivo delle 171 Gestioni Familiari, che (ad eccezione dei 6 gruppi di dimensione superiore ai 20 Milioni di Euro) hanno una dimensione media di circa 4 Milioni di Euro.

Ma qual è la capacità delle imprese di reagire a cambiamenti improvvisi del mercato (nuove tecnologie, regolamentazioni, andamento dei tassi di interesse?)

“L’elevato indebitamento e la ridotta disponibilità di liquidità delle grandi imprese; ed in particolare delle “non familiari”; riducono sensibilmente il margine di sicurezza. Ovvero la capacità di rimanere in equilibrio anche a seguito di sollecitazioni negative determinate da fattori esterni o gestionali

Differenze tra le gestioni

La riduzione del 5% del numero di battute piegherebbe le grandi imprese non familiari. Ma potrebbe essere assorbito dalle imprese familiari. Che  sembrano avere maggiore capacità di reagire e di resistere ad eventi negativi esterni. In virtù di un miglior equilibrio patrimoniale delle proprie imprese. Costruite e gestite con obiettivi non speculativi.

” Fischetti “

L’indagine Leanus®, riporta le analisi di dettaglio dei Gestori con obbligo di deposito del bilancio e che sarà oggetto di una pubblicazione Confida. Include i modelli di calcolo per la valutazione delle Gare di Appalto. E dell’impatto di fattori esterni sulla solidità delle singole imprese. Modelli che Confida ha voluto definire per fornire a ciascuna impresa del Vending strumenti concreti. Per competere con le “Star” del settore ed emergere nonostante la situazione economica generale

 

SEGUONO GRAFICI

 

Totale 173 Gestioni: Andamento Economico

GLOBALE 173 Gestioni: Valutazione Equilibrio economico, patrimoniale e finanziario

Totale 173 Gestioni: Classifica per Categoria Leanus (4/173 Imprese escluse)

 

VENDING/2 – Non c’è crisi per i servizi della manutenzione. A Milano distribuzione automatica a braccetto con la domotica

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distribuzione automtica
distribuione automatica, mezzi per il rifornimento

MILANO – Specializzata, da oltre 50 anni, nella gestione di servizi di ristoro tramite la distribuzione automatica all’interno di aziende pubbliche e private, Fri70 apre le porte del suo stabilimento di Settimo Milanese, in occasione di Apertamente, iniziativa di Federalimentare con il Miur. Un laboratorio di manutenzione e centro logistico per i rifornimenti dei self service aziendali, dal caffè alla frutta nelle scuole, fino alle macchine a capsule per il caffè in case e locali, che nasconde un piccolo museo sulla storia dell’automazione, dalla Lavazza firmata Pininfarina ai distributori a gettone di bibite e carburanti, fino alle innovazioni che testimoniano l’ingegno italiano.

Una ditta rinnovata due anni fa e che oggi conta 21 dipendenti per due milioni di fatturato che attraverso applicazioni di domotica, rifornimento al 100% tramite energie rinnovabili, e logistica per la manutenzione con programmazione degli interventi di emergenza satellitare si dimostra al passo coi tempi e in grado di promuovere una corretta educazione alimentare.

«La Distribuzione Automatica, nel partecipare al progetto Apertamente; afferma  Lucio Pinetti, Presidente della Confida, associazione italiana distribuzione automatica); apre le porte delle proprie aziende per favorire la conoscenza di un settore molto diffuso, ma poco noto».

«Il rapporto tra distributore automatico e utente si risolve spesso nella mera relazione uomo-macchina; continua Pinetti ; ma la Distribuzione Automatica rappresenta, invece, una realtà ben più complessa. Una importante componente della catena distributiva di prodotti alimentari. E un’organizzazione aziendale in cui operano molte funzioni. La Distribuzione Automatica è un vettore dei prodotti che vi sono contenuti ed oggi grazie alle tecnologie disponibili, può rappresentare.

SALUTE – 5 milioni di italiani a rischio gotta, le regole d’oro

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gotta caffè

MILANO – Le prime regole anti gotta sono, come capita spesso, di tipo alimentare. Tra gli alimenti protettivi e quindi «consigliati» i reumatologi mettono latte, formaggi freschi e poco grassi, frutta (in particolare ciliegie), cibi ricchi di vitamina C e caffè in quantità moderata e Pane, pasta e riso, verdure e legumi, tè sono invece nella lista degli alimenti «consentiti».

Seguono gli alimenti «da ridurre». Come pesce magro, carni rosse e bianche, formaggi grassi, vino, frutta zuccherata e dolci e quelli «da evitare»: molluschi, frutti di mare, pesci grassi o salati, selvaggina, brodo di carne, salumi e carne insaccata, salse piccanti, bevande gassate zuccherate, birra e superalcolici, mentre «un bicchiere di vino ai pasti può essere consentito», rassicura Minisola.

«Lo scopo della Consensus italiana, alla quale hanno partecipato oltre a reumatologi anche esperti di altre discipline, dalla medicina interna alla nefrologia, alla medicina generale – precisa il direttore della Divisione di reumatologia dell’ospedale San Camillo di Roma – è raccogliere le evidenze scientifiche emerse negli ultimi anni sulla gestione dei malati e adattare le raccomandazioni Eular alla realtá italiana».

In sintesi, la Sir ribadisce innanzitutto «l’importanza di una diagnosi precoce». Visto che «spesso i sintomi della gotta vengono confusi e non riconosciuti». E «di una terapia appropriata alla quale affiancare una corretta educazione del paziente».

Gli studi più recenti hanno inoltre evidenziato i benefici della riduzione del peso e dell’attivitá fisica; per i pazienti gottosi o iperuricemici.

Mentre per quanto riguarda la terapia farmacologica, conclude Minisola. «Oltre al tradizionale allopurinolo abbiamo ora a disposizione un altro farmaco, il febuxostat. Che consente di trattare gli episodi di artrite acuta anche nei pazienti resistenti all’allopurinolo».

SOMMARIO del numero di dicembre – anno XXIII – Nr. 12 del Notiziario Torrefattori il mensile del Gruppo Triveneto Torrefattori Caffé

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Auguri del PRESIDENTE

  3    Sommario: considerazioni Considerazioni su un anno molto difficile. Auguri di Buone Feste e per un  positivo 2013

EDITORIALE

  5    Rinnovamento

MERCATO INTERNAZIONALE

  6    Sentimenti negativi

PAESI PRODUTTORI

  7    Più collaborazione tra produttori e consumatori

ATTUALITÀ

  8    La scuola del Brasile

10        Miglior Bar d’Italia

11        Saldo negativo per il 2° anno del numero di aperture di bar

12        Tablì: più ecologico di così!

13        Pillole d’export: Turchia

 

TRA INNOVAZIONE E TRADIZIONE

16        Wanteat: la realtà del gusto è aumentata

SOCIAL MEDIA

17        Facebook

FIERE ED EVENTI

18    TriestEspresso chiude in crescita

ASSOCIAZIONE CAFFÈ TRIESTE

20        Evoluzione della bevanda caffè

CAFFÈ E SALUTE

21        Ecco come la caffeina agisce contro l’Alzheimer

L’ANGOLO DEL CONSULENTE

22        Articolo 62: come calcolare il tasso d’interesse

24        ELENCO AZIENDE FORNITRICI CONVENZIONATE

SPAZIO MERCATO

25        Le Vostre inserzioni “Vendo – Compro”

SCADENZARIO FISCALE

26    Mese di dicembre 2012

Direttore responsabile: Susanna de Mottoni     e.mail:s.demottoni@me.com

Hanno collaborato a questo numero:

Mattia Assandri, Antonio e Diego Franciosa, Alberto Gattegno, Giovanna Gelmi, Bernardino de Hassek, Maria Cristina Latini, Giacomo Mallano, Francesca Marchi, Óscar René García Murga, Massimo Petronio, Lorenzo Polojac, Vincenzo Sandalj

CACAO – I prezzi dei future alla chiusura del Nybot di ieri

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NEW YORK (USA) – Le quotazioni dei futures del Cacao alla chiusura di ieri, del Nybot, il New York Board of Trade. (10 t; US $ per t)

 

Cliccare il link: http://data.tradingcharts.com/futures/quotes/CC.html

Nascosta nel cervello la risposta per chi è goloso di cioccolato: cosa dice la scienza

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cioccolato dietetico
Per combattere lo stress e rafforzare il sistema sanitario, cioccolato fondente

MILANO – La voglia matta di scartare e gustare il cioccolato ora ha una spiegazione scientifica: il segreto è nel cervello. Il cioccolato stimola infatti un processo chimico nella parte del neostriato, fino ad oggi considerata responsabile del movimento, analogo a quello scatenato da sostanze chimiche simili all’oppio. A rivelarlo è una ricerca, condotta sui ratti, dell’University of Michigan (Usa) pubblicata sulla rivista ‘Current Biology’.

Cervello: è lui il vero amante del cioccolato

«Il risultato dimostra che il cervello dispone di sistemi più estesi per rispondere ai processi di ricompensa generati dalla dipendenza da alcune sostanze chimiche che aumentano il desiderio. Una novità rispetto alle conoscenze attuali», spiegano i ricercatori. I risultati rivelano una sorprendente estensione del ruolo del neostriato, termine che indica due nuclei del corpo striato (caudato e putamen) del cervello. I ricercatori hanno iniettato un farmaco ‘civettá direttamente nella regione del neostriato dei ratti.

E hanno osservato che gli animali mangiavano il doppio di cioccolatini rispetto al normale

Durante questa fase i livelli di encefalina, il neurotrasmettitore secreto a livello cerebrale e coinvolto nella regolazione della sensazione di dolore e nel meccanismo di ricompensa, erano saliti dopo l’assunzione del cacao.

«È probabile – avvertono gli scienziati – che l’encefalina nel zona del neostriato guidi alcune forme di consumo eccessivo e dipendenza», non solo degli oppiacei, ma anche di alimenti come appunto il cioccolato. «Fino ad oggi – spiega Alexandra DiFeliceantonio, autrice della ricerca – la zona del neostriato era stata legata principalmente alle funzioni del movimento. Ma ci aspettiamo che i risultati dimostrati, per ora solo nel ratto, possano dirci molto di più sui processi alla base delle tendenze ad abbuffarci di bon bon e cioccolatini». La stessa area del cervello, attivata artificialmente grazie all’encefalina, «si accende anche quando le persone obese desiderano alcuni alimenti che hanno davanti, o quando i tossicodipendenti vedono la droga», precisano i ricercatori. Fonte: ‘Current Biology’

VIETNAM – Produzione ed export 2011/12 a livelli record secondo le cifre del Gain Report del minagricoltura americano

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siccità

MILANO – Produzione, export e fatturati da record per l’industria vietnamita del caffè. Lo confermano i dati contenuti nel report semi-annuale diffuso la settimana scorsa dal Servizio Agricolo Estero (Fas) del Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (Usda).

Il documento rivede al rialzo le cifre sul raccolto 2011/12, stimato ora in 26 milioni di sacchi. Ciò equivale al 30% in più rispetto al precedente raccolto 2010/11, già da record, di 20 milioni di sacchi. Corretto, in conseguenza, anche il dato sull’export di caffè in tutte le forme relativo al 2011/12, stimato a sua volta nel volume, senza precedenti, di 24,4 milioni di sacchi.

Attraverso il Global Agriculture Information Network (Gain), il Fas offre statistiche aggiornate sulle produzioni agricole di 130 paesi di tutto il mondo.

I dati vengono raccolti e compilati dagli specialisti operanti presso le ambasciate Usa e sottoposti quindi al vaglio degli analisti agricoli del ministero di Washington.

I Gain report costituiscono il principale riferimento statistico ai fini delle stime ufficiali del dicastero americano sulle produzioni agricole, diffuse mediante le circolari mensili.

Produzione Il raccolto 2012/13 

Sarà, nelle previsioni degli esperti americani, di 24,2 milioni di sacchi. Il calo (-9%) rispetto al dato record dell’annata trascorsa è imputabile principalmente alle fioriture precoci causate dalle piogge fuori stagione nelle 4 principali province produttrici – Dak Lak, Lam Dong, Dak Nong, and Gia Lai – in cui si concentra quasi il 90% delle superfici coltivate a caffè del paese.

Le condizioni meteo sono state per il resto sostanzialmente favorevoli. È bene aggiungere che la flessione è in parte dovuta anche un normale calo fisiologico dopo l’eccezionale raccolto dell’annata trascorsa, anche se lo stress vegetativo delle piante è stato ben compensato dalla corretta fertilizzazione, l’utilizzo mirato degli input e una migliore irrigazione.

 

Un elemento che continua a influire negativamente sui raccolti è costituito dall’invecchiamento delle piantagioni, che interessa ormai il 25% dell’ettaraggio complessivo a caffè e, secondo le stime, riduce sino al 15% il potenziale produttivo. L’impatto appare comunque destinato a ridursi negli anni a venire, grazie al rinnovo colturale in pieno atto.

A ciò va aggiunta la continua espansione delle aree coltivate passate dai 571mila ettari del 2011 a 615mila quest’anno. Nel solo Dak Nong, l’estensione delle superfici a caffè è aumentata, da un anno all’altro, del 49% portando l’ettaraggio di questa provincia dal 14% al 19% del totale nazionale.

Detto trend di espansione appare in contrasto con gli obiettivi delineati dalle politiche governative, di cui parleremo più avanti.

Gli ultimi aggiornamenti i

Idicano che le operazioni del nuovo raccolto procedono a buon ritmo favorite dalle condizioni meteo. Come riferito nel numero di Comunicaffè di martedì, le ultime stime diffuse dalle autorità locali indicano che il raccolto del Dak Lak (massima area di produzione del paese con circa un terzo delle superfici coltivate) potrebbe subire un calo nettamente più contenuto (-5%) rispetto a quello inizialmente ipotizzato (-10%).

Sarà da record la produzione di arabica destinata a raggiungere un volume di 850mila sacchi, in crescita di oltre il 6% rispetto all’annata precedente.

Le aree coltivate ad arabica nel nord del paese continuano a espandersi, anche se, a detta di alcuni esperti, la produzione potrebbe risentire negativamente, in futuro, del mutamento climatico.

Secondo il report, la quota degli arabica è destinata a rimanere marginale rispetto ai robusta e non supererà il 5% della produzione totale di caffè del Vietnam nei prossimi 3 anni.

Il raccolto 2011/12

 Come già detto – ha raggiunto il livello record di 26 milioni di sacchi: quasi 2 milioni di sacchi in più rispetto alle stime dell’Ico. La produzione di arabica è stata di 800mila sacchi, pari al 3% del totale.

Allo scopo di spuntare prezzi migliori sui mercati internazionali, un numero crescente di produttori sta intraprendendo dei percorsi di certificazione (4C, UTZ Certified e Rainforest Alliance) beneficiando anche del sostegno attivo dello stato.

Export 

Stando alle statistiche del Ministero dell’agricoltura e dello sviluppo rurale (Mard nell’acronimo in lingua inglese), il Vietnam, nel 2011/12, ha esportato caffè verde in un’ottantina di paesi per un totale di 23,9 milioni di sacchi.

Il dato è superiore del 27% a quello del 2010/11.

Questo straordinario incremento è stato reso possibile dalla produzione record e dalla forte espansione della domanda di robusta sui mercati internazionali. Cresce anche l’export di prodotti trasformati, che il report stima in 455.000 sacchi.

Secondo i dati di Vicofa (l’Associazione vietnamita del cacao e del caffè), l’export di caffè in tutte le forme ha raggiunto nel 2011/12 un totale a valore di 3,4 miliardi di dollari, in crescita del 24% sull’annata precedente.

Tornando all’export di verde, il report osserva che i primi 10 mercati hanno assorbito i due terzi circa dei volumi totali.

La Germania ha scavalcato, anche si di poco, gli Stati Uniti

Diventando il primo paese importatore dei chicchi vietnamiti con 209.740 tonn o poco meno di 3,5 milioni di sacchi(+58,39% sull’anno precedente), contro le 207.802 tonn degli Usa (+33,86%).

Con un volume di 104.370 tonn (1.739.500 sacchi) di caffè verde importato dal Vietnam (+3%), l’Italia si piazza al terzo posto davanti alla Spagna (+27,75%) e al Belgio (-41%).

In calo la share complessiva dell’Unione Europea, che è scesa dal 51% del 2010/11 al 44% nel 2011/12.

Le quotazioni internazionali continuano a offrire un forte incentivo ai produttori.

Il prezzo medio di esportazione del caffè vietnamita (fob Ho Chi Minh City) è risultato pari nel 2011/12 a 1.984 dollari/tonn, in calo del 7% rispetto al 2010/11. A ottobre, il prezzo medio all’export è risalito a 2.103 dollari, in crescita del 6% rispetto allo stesso mese del 2011.

 

Scorte 

Le scorte iniziali 2012/13 sono stimate poco al di sotto del milione di sacchi (984mila sacchi), comunque in crescita del 19% rispetto all’analogo valore dell’annata trascorsa.

Ogni stima risulta comunque difficoltosa – viene sottolineato nel rapporto – vista la mancanza di statistiche ufficiali e la pluralità di soggetti detentori delle scorte.

Consumi 

Difficile quantificare i consumi interni del Vietnam mancando statistiche ufficiali ed essendo le cifre disponibili fondate principalmente su stime indipendenti degli analisti o dell’industria.

Il report stima in 1,67 milioni di sacchi corrispettivo caffè verde i consumi per il 2011/12 destinati a salire a 1,83 milioni quest’anno.

La domanda interna è in crescita grazie alla vivacità demografica e all’apprezzamento crescente della bevanda caffè.

Catene di caffetterie Usa

Anche in Vietnam, il successo delle caffetterie all’americana (in particolare tra i giovani), e, più in generale, il diffondersi di mode e stili di vita ispirati all’occidente costituisce un importante elemento di traino.

Alle catene più popolari (Highlands, Trung Nguyen, Gloria Jeans, The Coffee Bean & Tea Leaf) si aggiunge un numero crescente di esercizi indipendenti.

L’imminente discesa in campo di Sarbucks

Ed è imminente la discesa in campo di Starbucks, prevista inizialmente per il 2011. Secondo indiscrezioni stampa diffuse la settimana scorsa (e riprese da Comunicaffè International), il gigante di Seattle potrebbe aprire il suo primo locale in Vietnam entro la fine dell’anno.

Ulteriori 3-5 aperture sarebbero previste nell’arco del 2013, tutte nell’area urbana di Ho Chi Minh City.

Indagini e ricerche di mercato indicano che i consumi sono costituiti per i due terzi da caffè torrefatto e per un terzo da caffè solubile.

Per quanto riguarda il solubile, la scena è dominata da tre grandi competitor: Trung Nguyen Coffee Corporation (marchio G7), con una share del 38%, Vinacafe Bien Hoa (31%) e Nescafé (27%).

Gli analisti

A detta degli analisti, i consumi di solubile sono destinati a crescere sensibilmente nei prossimi anni (stima di crescita del 10,5% nel periodo 2008-2013).

Importante, in questo senso, il fattore convenience. Con la comparsa sul mercato di una vasta gamma di prodotti 2 in 1, 3 in 1 e 4 in 1 : Cioè preparati istantanei con latte/zucchero/panna rivolti, in particolare, alla fascia più giovane di consumatori.

Dang Le Nguyen Vu, presidente di Trung Nguyen Group, ha dichiarato in una recente intervista di puntare a incrementare i consumi vietnamiti di caffè da 1 a 5 kg pro capite.

Politiche

 Il Mard ha recentemente approvato il master plan per lo sviluppo del settore caffeario sino al 2020 con una visione al 2030.

Esso punta a ridurre le superfici coltivate a caffè a circa mezzo milione di ettari entro fine decennio e a 479mila nell’arco del decennio successivo.

Nelle 4 principali province, gli ettaraggi dovrebbero scendere a 447mila ettari nel 2020 e 433mila nel 2030.

Il governo seguita a incoraggiare i produttori a espandere (dove le condizioni pedo-climatiche lo consentono) la coltura degli arabica. Nonché a investire nel rinnovo delle piantagioni e nel miglioramento delle pratiche agricole.

Stati generali del vending: “Impresa in tempo di crisi”, parla il presidente Pinetti

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lucio pinetti vending confida venditalia
Lucio Pinetti Presidente Confida

MILANO – Oggi il vending è stato riconosciuto un modello di efficienza per il commercio. Dai risultati delle ricerche e delle analisi che oggi abbiamo avuto modo di conoscere, emerge chiaramente come, malgrado il difficile contesto economico, la distribuzione automatica sia stata capace non di resistere, bensì di reagire positivamente alla crisi.

 Ma siamo anche  un modello di sviluppo per nuove soluzioni del commercio, perché mettendo le competenze delle nostre aziende a disposizione di altre attività commerciali possiamo fare in modo che la nostra positività si estenda anche ai nuovi potenziali partner quali il retail e le industrie di marca.

Non ci deve spaventare un nuovo modello di business ne’ preoccuparci la condivisione di progetti con altri comparti del commercio.

Dobbiamo mettere a disposizione le nostre professionalità. Dobbiamo fare in modo che la distribuzione automatica non sia utilizzata solo da noi, ma sia utilizzata da chiunque possa impiegarla.

E per fare questo dobbiamo generosamente mettere in campo le nostre esperienze, perché retail e industria possano integrare le loro attività forti della capacità dei professionisti del Vending.

Se i fabbricanti, ma ancor più i gestori di distributori automatici non ci crederanno davvero, questo mondo di straordinarie occasioni non si aprirà mai.

Oggi abbiamo appreso che la frequenza di utilizzo dei distributori automatici e’ aumentata di tre punti percentuali nell’ultimo triennio, passando da un già rilevante 41,9% a ben 44,2%.

Se pensiamo che questa percentuale è riferita a 38 milioni di cittadini ci troviamo di fronte a un risultato sensazionale.

La nostra collaborazione con Adiconsum dimostra che possiamo essere anche un modello di concertazione, di trasparenza e di responsabilità nel rapporto sempre più proficuo tra le imprese del vending e i consumatori.

Essere un modello positivo non deve spaventarci né sottintendere che il benessere sia ugualmente diffuso all’interno di tutta la filiera. Nel nostro settore vi sono aziende in difficoltà che potrebbero trarre giovamento se tutto il comparto, d’ora in poi, si assumesse maggiori responsabilità.

È il momento di guardare avanti, di continuare a scommettere con coraggio nel nostro lavoro. Il pessimismo impera al punto che anche chi va bene si convince del contrario, paralizzando il sistema a monte, gli investimenti e l’innovazione.

Con noi dobbiamo portare un dato fondamentale che abbiamo assunto oggi: perde solo chi rimane fermo.

I fabbricanti di distributori automatici in questi anni stanno facendo sacrifici enormi per garantire macchine innovative che ancora non  troviamo sul mercato. Allora se è vero che il futuro passa anche da un miglioramento dell’offerta in termini di apparecchiature , è ora di ricominciare a rinnovare il parco macchine.

Il consumatore è pronto a riconoscerci un aumento del prezzo per un’offerta diversa a fronte di una garanzia sui prodotti e servizi; le istituzioni si dicono pronte a darci una mano per quanto concerne il doveroso rispetto della marginalità di sistema, ma il meccanismo dobbiamo farlo partire noi, altrimenti rimangono solo buoni propositi.

Tutto il sistema deve rivolgere un forte messaggio alle aziende che oggi più soffrono. Cerchiamo quindi di vincere le paure, ottimizziamo la nostra attività tradizionale, diversifichiamo l’offerta e cerchiamo nuovi modelli di business.

Come Associazione io credo che noi proseguiremo nella nostra attività forti della bontà delle nostre azioni.

Sono fiero di rappresentare questa organizzazione, sono fiero di rappresentare questo comparto, sono certo che l’anno prossimo parleremo ancora di Distribuzione Automatica come un modello di efficienza del commercio.

 

 

                                                                                      Lucio Pinetti 

                                                                        Presidente CONFIDA

                                            Ass. Italiana Distribuzione automatica

Documenti ufficiali (clicca per scaricare):

CARTELLA STAMPA

CONCLUSIONE LAVORI

CONFIDA ADICONSUM

DK PER CONFIDA

STUDI CONFCOMMERCIO

PREMIO /1 – Un brindisi per La Marzocco

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MILANO – Circa 500 leader di aziende operanti nel settore del caffè, tra le quali l’italiana La Marzocco,  si sono riuniti ieri sera alla cena di gala presso il Passenger Terminal Amsterdam in occasione dell’European Coffee Awards, edizione 2012 dell’European Coffee Symposium. L’evento di alto profilo organizzato da Allegra Strategies, annualmente riunisce i senior executives del settore in Europa.

La Marzocco, in compagnia di La Cimbali e Thermoplan, si è imposta nella categoria “Best Coffee Equipment Supplier”. L’Amministratore Delegato, Guido Bernardinelli, ed il Marketing Director, Chris Salierno, sono stati onorati a ricevere il Primo Premio a nome dello staff de La Marzocco. E a nome del network dei distributori e partner, che rappresentano il marchio e la filosofia artigianale dell’azienda intorno al mondo.

Il premio è una conferma dopo gli altri premi assegnati nei due anni precedenti. E dimostra dimostra il rispetto che La Marzocco ha all’interno della dinamica comunità del settore del caffè di qualità in tutto l’Europa e nel mondo.

La Marzocco festeggia, inoltre, Henk Langkemper di Espresso Service West, il distributore per La Marzocco in Olanda. E lo fa per il suo meritato premio “Outstanding Contribution to the European Coffee Industry”.

Oggi, Guido Bernardinelli, interverrà alla conferenza ad Amsterdam col titolo “Perseguire lealtà nei confronti del marchio”.

Il “Giò Renti” a Riccardo Illy, imprenditore e politico vitivinicoltore a Montalcino – “Dalla crisi si esce con lo shock”

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Riccardo Illy
Riccardo Illy nella sua cantina

MILANO – Riccardo Illy non ha dubbi: “L’economia stagna. Ci vorrà uno shock tecnologico, oppure molto tempo per uscire da una situazione che presenta analogie, anche se le cause sono opposte, con la depressione del 1929. Alcune chances per Siena sono l’export di prodotti di qualità verso i paesi che corrono a tassi più elevati, la valorizzazione della sua cultura”.

Lo ha detto Riccardo Illy, già sindaco di Trieste, presidente del Friuli Venezia Giulia, anche parlamentare, alla consegna del Premio “Gio’ Renti”  2012, dell’Associazione culturale enogastronomica senese, Camera di Commercio e ChiantiBanca, a Il Convito di Curina.

Investimenti da opinion leader

Perché un opinion leader, come Illy, testimonial di uno dei più affermati nomi del caffè, ha deciso di investire nel senese dove con le etichette Mastrojanni presenta il suo vino che nasce a Montalcino?

“Perché, dopo aver sviluppato l’attività con il caffè, il cioccolato, il tè, il vino rappresenta un importante settore di sviluppo per la generazione successiva.

E quale migliore se non il Brunello di Montalcino: universale, perché si beve da sempre e ovunque”. 

Il premio

Momento il Premio “Gio’ Renti”,  in ricordo di Giovanni Righi Parenti, per un confronto, condotto da Virginia Masoni, fra Riccardo Illy e i presidenti della Camera di Commercio Massimo Guasconi, di ChiantiBanca Claudio Corsi, dell’Aces Ettore Silvestri.

Sono onorato di ricevere questo Premio, ha detto Illy: “mira a riconoscere i meriti di persone che hanno valorizzato le ricchezze del territorio di Siena all’estero, che oggi significa il mondo intero”.

Sei edizioni, ha detto Guasconi, “coprono un arco sufficiente per dimostrare l’importanza del Premio: celebra un personaggio che ha contribuito allo sviluppo ed è un’opportunità per promuovere la nostra realtà attraverso coloro che, ricevendo il Premio, diventano ambasciatori del nostro territorio”.

Il Premio ha incontrato il consenso di Chianti Banca che, ha continuato il presidente Claudio Corsi, “come banca della comunità, è sensibile alle migliori sollecitazioni delle realtà in cui opera.

Tanto più oggi quando la situazione economica consiglia di investire nelle alternative  che migliorano la competitività. Banca locale ed area d’insediamento devono crescere insieme.

Per questo, ChiantiBanca sostiene concretamente la crescita del territorio, anche attivando partnership con le realtà economiche, istituzionali e sociali”.

Il consenso che, ha continuato Ettore Silvestri presidente Aces, “ha sostenuto nel tempo l’iniziativa è uno stimolo ad andare avanti”.

Con la consegna del premio “Gio’ Renti” a Riccardo Illy, una menzione speciale è stata riconosciuta a Giovanni Mantovani direttore dell’Ente Fiera Verona.

Riccardo Illy parla del futuro del Brunello

Poi Riccardo Illy ha parlato delle prospettive dell’economia e del Brunello.

“La situazione economica e finanziaria non è facile. Quali sono le imprese e i territori che se la cavano meglio in questo momento? Quelle che hanno la capacità di esportare i loro beni o servizi. Soprattutto verso i Paesi, che crescono a tassi più elevati. Siena ha produzioni di pregio e cultura da esportare; sono delle chances per uscire dall’empasse”.

Poi il Brunello di Montalcino. Una delle strategie che i produttori, assieme agli amministratori locali, per Illy, “potrebbero implementare è quella di legare la promozione del vino al territorio. Chi visita Montalcino conosce e apprezza il Brunello: quando torna a casa, lo consumerà ancora, anche per rievocare i momenti passati in Toscana.

Chi invece consuma il Brunello dove risiede o viaggia e lo apprezza, sarà incuriosito di conoscere il dove viene prodotto. Con una promozione congiunta si crea una potente sinergia.

L’ospitalità a Montalcino va diffusa e migliorata. Le tante piccole aziende vitivinicole, inoltre, vanno aiutate a esportare i loro vini, per chiudere il cerchio. Questo compito deve essere garantito  al meglio dal Consorzio del Brunello con il supporto della Camera di Commercio e degli altri enti locali”.