venerdì 02 Gennaio 2026
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Sestriere: 3 caffetterie sulle piste per gli allenamenti dei discesisti della nazionale azzurra

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Sestriere
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SESTRIERE (TORINO) – «Un lavoro enorme, un impegno da veri tifosi ed appassionati», Claudio Ravetto, direttore agonistico dello sci maschile, parla del lavoro dello staff del Sestriere dove gli azzurri del gigante e dello slalom stanno preparando le gare del fine settimana in Val d’Isère. «Abbiamo barrato la pista Olimpica – spiega Gualtiero Brasso, direttore sportivo della stazione -, tanto per la traccia del gigante quanto per quella dello slalom. Siamo da due giorni in pista con 15 persone e 3 bar aperti. È sempre un piacere per noi dare una mano alla Nazionale e collaborare con la Fisi».

«Le condizioni sono veramente eccezionali – ha proseguito Ravetto – e ci permettono di lavorare al massimo. Per arrivare al fine settimana con le giuste sensazioni nelle gambe. Il Colle e tutto il comprensorio della Vialattea organizzeranno una serie di eventi agonistici durante l’inverno: oltre 60 gare Fis, la Coppa del mondo di atleti disabili a gennaio, il tradizionale Uovo d’Oro dedicato ai più piccoli e la Finale della Coppa del mondo Master il prossimo 5 e 6 aprile. Come sempre una stagione ricca di appuntamenti e iniziative all’insegna dell’impegno per riportare le piste Olimpiche di Torino 2006 al rango che meritano”.

“Ci ha fatto molto piacere il contatto che il Presidente Roda ha voluto aprire nei confronti della nostra società e della nostra località – ha proseguito Brasso. E continuiamo a coltivare il sogno di poter riottenere gare importanti sulle nostre nevi”.

La prima giornata dedicata alla nocciola nazionale

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nocciola

MILANO – Roma, Milano, Napoli e i 230 paesi «corilicoli» del Bel Paese saranno il palcoscenico, sabato 15 dicembre, della prima «giornata nazionale» dedicata alla nocciola italiana. Un’iniziativa ideata dall’associazione nazionale e cofinanziata dal Mipaaf.

Degustazioni, laboratori sensoriali, escursioni guidate, menu a tema nei ristoranti rappresentano il ricco programma di questa festa della nocciola.

L’Italia è secondo produttore al mondo dopo la Turchia e unico Paese a vantare tre marchi europei qualità come di Giffoni Igp, la romana dop e la Piemonte Igp.

«Un alimento cardine della dieta mediterranea, di altissimo profilo nutrizionale, garantito e controllato in ogni fase della filiera produttiva, dalla pianta alla tavola», afferma Rosario D’Acunto, presidente dell’Associazione nazionale Città della Nocciola – E che rappresenta anche un’attrattiva di tendenza per i sempre pi— numerosi appassionati di turismo rurale ed enogastronomico”.

Tante le iniziative in programma. A cominciare dal Piemonte dove, nel territorio di Castellero d’Asti, all’interno dell’iniziativa del week end »Nocciola Day in Monferrato”, verrà organizzata una visita guidata intitolata »Storie e segreti della Tonda Gentile.

Anche il paesino di Cortemilia celebra il «Nocciola Day» insieme a tutti i suoi ristoratori che proporranno nel menu un piatto salato a base di questo frutto A Bevagna, in Umbria, dal 14 al 16 dicembre si festeggia con il «weekend »: agriturismi, ristoranti e bar proporranno menu a base di questo frutto. In piazza Mercato Coperto inoltre ci saranno la degustazione e la vendita di prodotti alla nocciola e di cioccolata calda.

A Roma

Mentre a Roma, nello Spazio di «Res Tipica» presso la Nuova Fiera di Roma «Arti e Mestieri Expo», si potrà lasciare sulla parete «NocciolaWall» una curiosa dedica nocciogolosa. 

Dalle ore 17.30, si terrà inoltre «NoccioliAmo»: laboratorio didattico con degustazione guidata delle varietà dell’italiane e creme spalmabili a confronto a cura di Irma Brizi, Noccio-tester dell’ Associazione nazionale.

Alle 18.30 poi golosa sorpresa finale con il taglio della torta «Nocciola Day» affidata al presidente Rosario D’Acunto. Sempre nel Lazio ma nel comune di Caprarola, in provincia di Viterbo. I numerosi agriturismi del territorio proporranno menu e prime colazioni a base di nocciola « Nocciola Romana DOP», appositamente studiati per la celebrazione del Nocciola Day.

Nel ristorante «Marenna» Feudi di San Gregorio, 1 stella Michelin. Lo chef Paolo Barrale realizzerà un menu esclusivo a base di piatti a base di nocciola di Giffoni I.G.P. . All’ appuntamento sarà presente anche il Consorzio di Tutela della Nocciola di Giffoni I.G.P.

In provincia di Salerno

Mentre presso il Villa Rizzo Resort e spa di San Cipriano Picentino (Salerno) si potrà vivere un weekend gourmet. Grazie ad un inedito lo show cooking dedicato alla nocciola italiana. Sempre nel territorio dei monti Picentini, in provincia di Salerno, questo frutto sarà protagoniste all’interno dell’evento «Divino Natale» a Giffoni Valle Piana. Con prodotti preparati con questi fruto: crema di caffè, biscotti, nocciole e torrone con granella.

Mentre ad Avella – l’altra capitale del frutto campano – tutti in piazza. Per un aperitivo alla nocciola, stand di artigiani, musica e visite guidate.

Infine il «Consorzio Valorizzazione e Tutela del frutto di Calabria» ha ideato una serie di laboratori. Per svelare la qualità del prodotto nocciola di Calabria e italiana.

Per l’occasione sono stati organizzati una serie di incontri formativi con agronomi del consorzio che vedranno protagonisti gli studenti degli istituti superiori locali.

In Tv arriva il “re del cioccolato” Ernst Knam. La nuova serie in onda su Real Time

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Ernst Knam
Ernast Knam

MILANO – Il pasticcere e maitre chocolatier Ernst Knam è il protagonista della nuova serie «Il re del cioccolato», in onda tutti i venerdì alle ore 23.35 su Real Time (canale 31 del digitale terrestre), a partire dal 7 dicembre.  Ognuno degli otto episodi previsti Knam e il suo team di esperti preparerà dolci creazioni e fantastiche sculture di cioccolato per la sua clientela all’interno della pasticceria milanese di cui è proprietario.

Ad animare le puntate sarà la precisione tedesca del maitre chocolatier che lo porta a discutere con le diverse personalità dei suoi collaboratori per la realizzazione di dolci impeccabili.

«Ho la possibilità – dice Ernst Knam – di fare i dolci come desidero. La mia è una professione nella quale non ci si può annoiare, bisogna essere un po’ pazzi perché si sa sempre quando comincia il domani ma mai quando finisce.

Otto ore per giorno è una parola che non si conosce e di cui non si ha bisogno. Ogni giorno si può creare qualcosa di nuovo, bisogna farlo con amore altrimenti non ne uscirà niente!».

Nasce il premio speciale Start-up Comitato Leonardo. In classifica c’è posto anche per le nuove aziende del caffè

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MILANO – Il Comitato Leonardo, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Agenzia ICE, ha deciso per l’anno 2012 di promuovere un Premio Speciale Start-up, che va ad aggiungersi agli ambiti riconoscimenti già conferiti dal Comitato Leonardo: il Premio Leonardo, i Premi Leonardo Qualità Italia, il Premio Leonardo International e il Premio alla Carriera.

A essere premiata sarà una start-up innovativa italiana che si è particolarmente distinta per:
(a) innovazione, intesa come avanzamento dello stato delle conoscenze;
(b) successo, qualificato in termini di velocità di crescita dell’impresa e di ricadute positive anche sul resto del tessuto produttivo;
(c) internazionalizzazione, intesa come capacità di raggiungere e offrire i propri prodotti o servizi sui mercati esteri;
(d) occupazione, in particolare giovanile;
(e) impatto sociale, inteso come contributo alla risoluzione di problemi dei cittadini.

Il Comitato Leonardo e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno chiesto ad associazioni particolarmente rappresentative e significative per le startup innovative –quali l’Associazione italiana del private equity e venture capital (AIFI), l’associazione Italian Angels for Growth (IAG), l’Associazione Parchi scientifici e tecnologici italiani (APSTI), l’Associazione degli incubatori e delle business plan competition accademiche italiane (PNICUBE) e l’associazione Italia Startup – di proporre per il premio 2 startup ciascuna, appartenenti a settori differenti.

La rosa delle finaliste

Le 10 startup candidate formeranno quindi una rosa di imprese finaliste. Che sarà resa pubblica, e all’interno della quale sarà individuata la start-up vincitrice della prima edizione del Premio Speciale Start-up.

La scelta finale, ad opera del Comitato Leonardo, del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’ ICE, ricadrà sulla startup. Che, tra le 10, si sarà maggiormente distinta in termini di innovazione, di contributo alla costruzione di un’immagine dell’Italia nel mondo. E di ispirazione e testimonianza per le nuove generazioni.

Il Presidente della Repubblica conferirà il premio in occasione della Giornata della Qualità Italia, che si svolgerà al Quirinale all’ inizio del prossimo anno.

Per maggiori informazioni, gli interessati possono rivolgersi a:
– Comitato Leonardo, tel 06.5992.7990 – e-mail 
segreteria@comitatoleonardo.it
– Agenzia ICE – tel 06.5992.6007 – e-mail stampa@ice.it
– MISE – ref. Emanuele Cigliuti, tel 06.42043.4335 – mailemanuele.cigliuti@mise.gov.it

Fonte: Ice

Coffee Company attacca per la concorrenza sleale Nespresso in Francia. Il motivo: “Ha discreditato i prodotti di Ecc attraverso il club, i blog e i distributori”

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Nespresso Ethical Coffee Company Ethical Coffee Company u
Il logo Nespresso

MILANO – Ethical Coffee Company passa al contrattacco. Dopo i pronunciamenti provvisori a proprio favore ottenuti la scorsa estate in Svizzera e Germania, Ecc annuncia ora una nuova iniziativa clamorosa. La compagnia svizzera intende avviare un’azione legale davanti alla giustizia francese nei confronti di Nespresso. Motivo: Nespresso avrebbe sistematicamente discreditato i prodotti di Ecc attraverso i club, il blog e i suoi distributori d’oltralpe.

“Intendiamo far cessare a questa concorrenza sleale e diffamatoria” ha dichiarato il presidente Jean-Paul Gaillard accusando Nestlé di avere diffuso informazioni false e tendenziose rivolte ai consumatori dei serving Ecc. “Quando abbiamo lanciato le nostre capsule sapevamo che sarebbe stato una dura lotta. Nessun problema quando la competizione è equa, ma se il gioco si fa scorretto c’è un’unica cosa da fare: adire le vie legali”.

Per questo Ethical Coffee Company ha deciso di intraprendere una causa volta a far cessare le presunte pratiche scorrette di Nespresso e a ottenere un “cospicuo indennizzo”, che secondo fonti vicine all’azienda supererebbe i 50 milioni di euro.
Il colosso elvetico rinvia tutte le accuse al mittente. “Si tratta di un copione già visto” ha dichiarato Daniel Weston, General Counsel di Nespresso, aggiungendo che non è la prima volta che Ecc avanza questo tipo di rivendicazioni.

Starbucks pagherà più tasse al fisco britannico: “Abbiamo già dato, ma scegliamo di fare di più per rispetto ai nostri clienti”. Entro il 2014 la Cina sarà il 2° mercato dopo gli Usa dove Seattle crescerà più del previsto

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Il logo Starbucks

MILANO – Starbucks pagherà più tasse nel Regno Unito. Lo hanno dichiarato ieri i vertici della compagnia di Seattle rimandando a oggi per l’annuncio ufficiale con i dettagli. Con questa mossa, il colosso di Seattle punta a riscattarsi agli occhi dell’opinione pubblica britannica e sanare la propria situazione tributaria dopo che recenti rivelazioni stampa hanno inciso negativamente sulle vendite e suscitato le attenzioni del fisco di sua maestà.

Come già riferito da Comunicaffè, un’indagine della Reuters ha passato al setaccio a inizio ottobre i bilanci di Starbucks Uk svelando una realtà clamorosa. La filiale britannica – pur sbandierando risultati brillanti nei report e nelle conference call – non ha dichiarato nessun utile negli ultimi tre anni, né versato al fisco una sola sterlina a titolo di imposta sulle società, a fronte di vendite per un totale di 1,2 miliardi di sterline.

Il tutto grazie a una serie di complesse transazioni infragruppo aventi ad oggetto proprietà intellettuali, prezzi di trasferimento e prestiti intersocietari. Pratiche di ottimizzazione fiscale usuali per le corporation globali, che non determinano necessariamente elusione fiscale e di cui Starbucks continua a rivendicare la legittimità. Per alcune di esse, la compagnia americana aveva già reso conto un paio di anni fa fornendo chiarimenti che il fisco inglese giudicò allora soddisfacenti.

Ma in tempi di crisi, austerità a spending review drastiche, gli escamotage messi in piedi dal colosso americano sono apparse agli occhi dell’opinione pubblica britannica un raggiro insopportabile.

Lo sdegno popolare

Di qui un’ondata popolare di sdegno amplificata dal tam-tam dei media e dei social network, che hanno invitato al boicottaggio dell’insegna della sirenetta. Sono quindi scese in campo ben due commissioni parlamentari, che hanno preteso spiegazioni dalle autorità fiscali.

Si è arrivati così alla memorabile audizione dello scorso mese davanti al Public Accounts Committee (Pac), le cui immagini hanno fatto il giro del mondo, dove i top manager di Amazon, Google e Starbucks – in visibile imbarazzo davanti al fuoco di fila delle domande degli MPs britannici – hanno dovuto giocare in difesa fornendo risposte evasive o trincerandosi nei tecnicismi finanziari e contabili.

Troy Alstead, cfo di Starbucks Global ha ribadito in tale occasione che Starbucks non porta i profitti fuori dal Regno Unito e ha spiegato che i risultati finanziari negativi registrati sul mercato britannico dipendono da alcuni errori commessi nelle strategie immobiliari, che hanno fatto lievitare gli oneri sui fitti commerciali.

Ma la giustificazione non ha soddisfatto i membri della commissione (“O gestite male l’azienda o c’è un trucco”, ha detto senza mezzi termini il deputato laburista Austin Mitchell”). Anche perché Alstead è apparso piuttosto vago (invocando anche una presunta richiesta di riservatezza da parte del governo olandese) quando si è trattato di chiarire i termini di alcune operazioni effettuate su una consociata dei Paesi Bassi.

L’accordo raggiunto

Ieri infine è giunto l’annuncio dell’accordo raggiunto tra Starbucks e l’Hmrc (Her Majesty’s Revenue and Customs, l’agenzia del fisco britannico), in base al quale la catena americana si impegna a versare un supplemento di tributi al fisco inglese, pur continuando a difendere la congruità di quanto già pagato e seguitando a sostenere di non avere violato la legge.

Come già detto, i dettagli dell’operazione verranno resi noti ufficialmente quest’oggi. Secondo indiscrezioni, Starbucks corrisponderà all’erario britannico tra i 5 e i 10 milioni di sterline a titolo di corporation tax. Ciò la sottoporrebbe a un livello di tassazione comparabile a quello della rivale Costa Coffee, riferisce Sky News.

Alstead sottolinea dal canto suo che anche senza le transazioni infragruppo, Starbucks avrebbe dovuto pagare ben poco sui propri utili, poiché la gestione in Uk “non è redditizia”.

“Ribadisco ad alta voce e con la massima fermezza che ci siamo attenuti strettamente non soltanto alla lettera, ma anche allo spirito delle leggi vigenti – afferma Alstead – Scegliamo, in una certa misura, di andare oltre e fare di più del dovuto animati dal sincero interesse di dare una risposta ai nostri clienti, che non capiscono e sono molto preoccupati”.

Continua intanto l’offensiva a tutto campo condotta, sul fronte tributario, dal governo Cameron, che afferma di avere recuperato entrate fiscali supplementari per 7 miliardi di sterline rispetto al precedente governo.

La Gran Bretagna a caccia delle evasioni di Starbucks

Lunedì scorso, il Cancelliere dello scacchiere George Osborne (il corrispondente del nostro ministro delle Finanze) ha annunciato l’ingaggio di 2.500 ispettori delle tasse. Nell’intento di perseguire aggressivamente chi evade o elude il fisco.

“Vogliamo avere il sistema di tassazione delle imprese più competitivo tra tutte le principali economie mondiali. Ma pretendiamo anche che le tasse vengono pagate” ha dichiarato Osborne. Che ha anche confermato la recente sottoscrizione di una convenzione fiscale con la Svizzera. Che ricalca quella che gli elvetici hanno siglato con la Germania nell’agosto 2011.

Cura dimagrante per il colosso Starbucks

Dopo la drastica cura dimagrante attuata a partire nel 2008, che ha portato alla chiusura del 10% dei suoi locali americani, Starbucks Corp. torna intanto a parlare di espansione del business. Con obiettivi ambiziosi anche in patria oltre che nei mercati emergenti.

Il portafoglio di Seattle si è arricchito da un anno a questa parte di nuovi asset funzionali all’allargamento, E al consolidamento delle merceologie al di fuori del core business del caffè. Sono stati acquisiti il produttore di succhi di frutta e smoothies Evolution Fresh per 30 milioni di dollari; l’azienda dolciaria La Boulange Bakery, costata un centinaio di milioni di dollari. E Teavana Holdings, un’insegna che vende tè sfuso di qualità in tutti gli States con 300 store, tutti all’interno di grandi centri commerciali.

Per quest’ultima operazione, funzionale allo sbarco in grande stile nel mercato globale del tè, Starbucks ha staccato un assegno da 620 milioni di dollari.

Gli obiettivi di Starbucks?

Superare il traguardo dei 20 mila locali in tutto il mondo entro il 2014 contro i circa 18 mila attuali. 18.066 alla data del 30 settembre scorso. Con la Cina (dove è stata accesa da poco la 100 insegna) destinata a diventare il secondo mercato dietro agli Usa e davanti al Canada.

4 mila caffetterie in Asia firmate Starbucks

Complessivamente, la regione Asia-Pacifico conterà, a fine 2013, un totale di 4 mila caffetterie. Di cui un migliaio in Cina. Destinate a diventare 1.500 entro il 2015. Con una rete di locali estesa a una settantina di metropoli.

Nelle Americhe verranno inaugurati 3 mila nuovi locali nell’arco del prossimo quinquennio. Di cui 1.500 negli Usa; che rimangono di gran lunga il più importante mercato di Starbucks con circa 11.100 insegne.

Un traguardo, quest’ultimo, molto più ambizioso di quello delineato appena qualche mese fa. Quando i piani per gli States erano di mille aperture in 5 anni.

Secondo il responsabile per il mercato Usa Cliff Burrows, il mercato interno non è affatto saturo. E i problemi degli anni trascorsi derivano semmai da un’espansione indiscriminata. Che ha portato spesso a scegliere delle location dove i riscontri di traffico e redditività non erano adeguati.

Francia: test tra macchine domestiche promuove a pieni voti la U di Krups ma la migliore resta la Moka Bialetti

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Gruppo Bialetti bialetti francia moka
Moka Bialetti

MILANO – In Francia tre macchine e tre sistemi per il caffè porzionato a confronto. A proporre questo test, il portale informativo metrofrance. Sul banco di collaudo, il più recente modello della gamma Nespresso, la “U” di Krups, la Senseo “Twist” della Philips e la nuovissima Verismo 580 di Starbucks, fabbricata da Krüger.

Il panel di esperti di Francia ha plebiscitato il modello Nespresso preferito agli altri due per la maggiore semplicità di utilizzo, per la compattezza, per l’efficace meccanismo di espulsione della capsula e per il design accattivante.

La Verismo in Francia viene apprezzata per le linee gradevoli e la versatilità. Tra i punti a sfavore, l’elevato costo dei serving.

La Twist è di gran lunga la più economica, ma anche la più ingombrante e soprattutto non è una macchina per l’espresso, visto che la pressione di erogazione del caffè si limita a 1,5 bar. Ma vediamo brevemente i punti salienti del test.

Sul capitolo prezzo, come già detto, in Francia vince nettamente la Twist, in vendita a EUR100, contro EUR 139 e EUR 149 rispettivamente per la “U” e la Verismo. Ma cosa offre ciascuno di questi modelli?

La “U” può erogare tre tipi di caffè: ristretto (25 ml), espresso (40ml) e lungo 110ml. L’erogazione della Verismo è personalizzabile sino a 145 ml. La Twist propone espresso (30 ml), caffè (210 ml) e latte (135 ml).

Come già detto parlare di espresso è comunque improprio vista la modesta pressione della macchina, a fronte dei 19 bar erogati sia dalla “U” che da Verismo.

Quanto costano i serving? Da un minimo di 18 centesimi per le cialde Senseo a un massimo di 41 centesimi per la Verismo, che salgono addirittura 78 se si decide di utilizzare anche la capsula per il latte.

Da notare che nel caso della Verismo non esistono, per il momento, alternative alle capsule prodotte da Starbucks, mentre sono sempre più numerosi i serving low cost compatibili con i sistemi Senseo e Nespresso.

Sul piano della carrozzeria vince la Verismo. Con le parti in metallo a conferirle una maggiore solidità, rispetto agli altri due modelli: Almeno all’apparenza, più “plasticosi”.

Vantaggi e svantaggi Rapida e semplice da usare la “U”, alla quale è abbinato un vasto assortimento di capsule a marchio Nespresso adatte a tutti i gusti. La semplicità è però anche un limite, poiché i tempi di erogazione preimpostati tolgono spazio alla personalizzazione della bevanda.

Decisamente parsimoniosa la Twist, che richiede un minor investimento iniziale e modesti costi di esercizio (cialde economiche e bassi consumi elettrici).

Il risultato in tazza è però modesto e, secondo il test, il caffè “sa di plastica” quando la macchina è nuova.

La Verismo è rapida e versatile, anche se tende a gocciolare un po’ di più a fine erogazione. Ulteriore neo, come già detto, il costo delle capsule.

Il verdetto Promossa a pieni voti la “U” (8,5/10). Sufficienza piena per la Verismo (6,5/10). Bocciata, nonostante la maggiore economicità, la Twist (5/10), penalizzata anche dal design fortemente caratterizzato e dall’ingombro.

Ma la moka … Ma la vera vincitrice secondo gli esperti di metrofrance … è la vecchia e cara caffettiera italiana. Nella fattispecie, la Moka Express Bialetti da tre tazze, che costa appena una ventina di euro.

Utilizzando del caffè fresco macinato comprato da un torrefattore artigianale – chiosa l’articolo – la macchinetta dell’omino coi baffi offre un rapporto qualità-prezzo imbattibile!

ETHICAL COFFEE COMPANY – A febbraio la prima macchina dell’azienda svizzera che ha lanciato la sfida a Nespresso. Il presidente Jean-Paul Gaillard: “Sarà uno standard aperto e subito adatto a tutte le capsule Nespresso compatibili”

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Logo Ethical coffee company

MILANO – Dopo il software, l’hardware. Ethical Coffee Company alza ancora l’asticella della sfida nel sempre più affollato e competitivo universo dei sistemi monodose lanciando la sua prima macchina da caffè. L’annuncio è stato dato a inizio settimana dal presidente di Ecc Jean-Paul Gaillard, il brillante manager francese che negli anni novanta (quando la casa madre voleva addirittura rottamarlo) reinventò il concept Nespresso riposizionandolo nell’alta gamma e trasformandolo in uno degli assett più redditizi e in rapida espansione di Nestlé.

Dopo varie esperienze in altri settori, Gaillard è tornata alcuni anni fa alla sua vecchia passione, il caffè, schierandosi però dall’altra parte della barricata e sfidando Nespresso, in nome della sostenibilità e della libera competizione di mercato.

“Il nostro sarà un sistema aperto” ha dichiarato Gaillard in un’intervista a una nota agenzia di stampa aggiungendo che la nuova macchina funzionerà, oltre che con i serving Ecc, con qualsiasi capsula Nespresso-compatibile.

La macchina sarà disponibile in Francia a partire da febbraio

Ethical Coffee punta a vendere tra le 150 e le 250 mila unità nell’arco del 2013. La risposta da parte dei dettaglianti è sin d’ora “estremamente positiva” ha dichiarato Gaillard.

L’obiettivo è quello di rosicchiare ulteriori quote di mercato al sistema Nespresso non più soltanto sul fronte dei consumabili, ma anche su quello delle apparecchiature per la preparazione del caffè.

E di aggirare nel contempo le protezioni implementate sui modelli più recenti delle macchine Nespresso (come la Pixie), che rendono più difficoltosa (senza peraltro impedirla) l’espulsione di alcuni tipi di capsule non originali.

Ma la nuova macchina strizzerà l’occhio anche alla vasta platea dei clienti degli altri prodotti Nespresso-compatibili

Come le capsule Èspresso 1882 di Vergnano (che a sua volta ha lanciato una macchina dedicata, la nuovissima Trè, bella ed economica); L’Or Espresso di Maison du Café (D.E Master Blenders 1753) o Café Royal della catena svizzera Migros.

Un mercato in fortissima espansione, visti anche i tempi di austerity in buona parte d’Europa.

La macchina sarà in grado di preparare sia l’espresso che varie bevande a base di latte. Si cenderà in Francia a non più di 150 euro. Collocandosi dunque nella stessa forchetta di prezzo (fatte salve le promozioni natalizie) di alcuni tra i modelli più popolari della gamma Nespresso. Come la Pixie e la Citiz (prive entrambe, però, di cappuccinatore).

A titolo di raffronto, la Lattissima o la Citiz & Milk costano un centinaio di euro in più. Non va comunque dimenticato che i modelli più economici, come l’Essenza sono acquistabili on line per meno di 90 euro.

Rimane aperta intanto la battaglia legale che oppone Ecc a Nespresso

Anche se i pronunciamenti della scorsa estate da parte della Corte Federale svizzera di Losanna e del tribunale regionale di Düsseldorf in Germania hanno segnato dei punti importanti a favore del torrefattore elvetico.

Le capsule di Ecc sono commercializzate in una decina di paesi. L’azienda punta a venderne 500 milioni l’anno prossimo, contro le 280 mila unità previste a fine 2012.

I serving sono realizzati in plastica ecologica, biodegradabile in 6 mesi in compost industriale e in un anno in compost domestico.

Nespresso ha venduto 6,5 miliardi di capsule nel 2010.

AFRICA – Cambio della guardia ai vertici dell’Oiac. Il nostro lettore Frederic Kawuma (Uganda) nuovo presidente

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oiac
Kwuma presidente oiac

MILANO – Cambio della guardia ai vertici dell’Organizzazione interafricana del caffè (Oiac). Al termine della 52a assemblea generale, che si è svolta a fine novembre a Abidjan (Costa d’Avorio) è stato eletto il nuovo segretario generale. Si tratta dell’ugandese Frederic Kawuma, che succede all’angolana Josefa Leonel Correia Sacko.

Nel discorso di investitura, Kawuma ha indicato quale priorità del suo mandato “il rilancio qualitativo e quantitativo della produzione caffearia africana sul mercato mondiale”. Nonché il miglioramento della governance nella gestione delle risorse dell’Oiac. Con l’obiettivo di fare di questa organizzazione “un’autorità di riferimento a livello continentale”.

Kouamé Koffi Edgar (Costa d’Avorio) è il nuovo direttore degli studi economici.

La presidenza dell’organizzazione per il biennio 2012-13 si è affidata al Togo.

I delegati di questo paese hanno accettato con riserva, in attesa dell’assenso definitivo da parte del loro governo.

Tra le raccomandazioni rivolte dall’Oiac a suoi membri quelle di diversificare le fonti di finanziamento orientandosi verso lo sviluppo di partnership pubblico-privato, allo scopo di migliorare la competitività sui mercati mondiali, e di promuovere i consumi interni prendendo ad esempio quanto fatto in Kenya.

*Al neoeletto presidente, tra i primi lettori di questo notiziario, i complimenti di Comunicaffè e gli auguri di buon lavoro.

 

MY CHEF – All’aeroporto di Torino vuole ridurre da 43 a 12 il personale per i servizi di caffetteria, ristorante e mensa. La società ha 140 punti di ristore e ricavi per oltre 100 milioni

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My chef
Il logo di My Chef

MILANO – My Chef, società che gestisce i servizi di ristorazione di aeroporti, autostrade, stazioni e centri commerciali, ha presentato un piano di ristrutturazione dipendenti dagli attuali 43 a 12.

I lavoratori sono sul piede di guerra e ieri hanno scioperato tutto il giorno. Sono rimasti chiusi il ristorante, il bar, il self service, il wine bar, la pizzeria, la mensa. Altre iniziative sono allo studio per i prossimi giorni.

My Chef – che gestisce molte altre situazioni identiche in Italia – ha intenzione di chiudere a Caselle il self service e e cucine. Dove lavorano 4 cuochi e sei aiutanti e di modificare tutti gli spazi attuali.

La società, controllata dal gruppo Elior, ha un volume d’affari di oltre 100 milioni di euro. Serve più di 30 milioni di clienti in 140 punti di ristoro.