venerdì 02 Gennaio 2026
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CASA – Con le rivoluzione domotica anche il caffè si ordinerà al telefono. Entro il 2029 la metà delle case robotizzate ma c’è il problema privacy

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domotica

MILANO – Nei prossimi anni la domotica, ossia l’automazione della casa, rivoluzionerà le nostre vite e il nostro modo di abitare come mai negli ultimi due secoli: potremo programmare tutto, riscaldamento, illuminazione, lavatrici, caffè e sveglia, quest’ultima anche in base al meteo o al traffico.

Ne è convinto Andrea Merloni, presidente di Indesit, salito in cattedra all’ambasciata di Mosca per una “lectio sulla domotica” nell’ambito di Exhibitaly, la manifestazione lanciata dal governo italiano per promuovere le eccellenze del nostro Paese in Russia.

Una lezione solo apparentemente insolita, perché nella sua quarta mostra tematica, il 5 dicembre prossimo, Exhibitaly metterà in vetrina l’innovazione tecnologica del Belpaese.

«Una innovazione di cui Indesit è una punta di diamante, con la sua lunga storia di successo», ha spiegato l’ambasciatore Antonio Zanardi Landi.

«Siamo vicini ad un cambiamento epocale che muterà il nostro modo di abitare»

Ha assicurato Merloni. Stimando che entro il 2020 il 50% delle case europee saranno smart. Con un mercato del valore di 10 miliardi di dollari nella sola Europa.

Una cifra a cui si aggiungono, entro la stessa data, altri 15 miliardi di dollari per le smart city. Tra Itc (le tecnologie dell’informazione e della comunicazione) e smart grid (reti intelligenti).

Una rivoluzione che accompagnerà quella della nostra vita sempre più digitale. Come testimoniano i dati snocciolati dal presidente del gruppo marchigiano. 2,4 mld di utenti internet, un numero di cellulari smart che quest’anno supereranno il numero di abitanti del pianeta. Una potenza di dati passata dai 200 exabyte del 2003 agli 800. Che da allora si registrano ogni anno, una potenza di connettività che crescerà dai 100 milioni di pc nel 1993 ad oltre 10 mld nel 2020, e una potenza di calcolo che ha consentito alla google self driving car di guidare senza conducente e senza incidenti per 500 mila km, grazie ad un microprocessore estremamente rapido. «Un giorno l’auto ci porterà in giro da sola», ha profetizzato Merloni.

La rivoluzione digitale, ha sottolineato, ha già cambiato pelle all’editoria

Gli e-book hanno superato i libri stampati), alla fotografia (dalle macchine digitali al sito Flickr, con 50 mln di utenti registrati e oltre 6 mld di foto postate), alla musica (a ottobre 2011 60 mld di canzoni vendute).

Le applicazioni sono scaricate a ritmi sempre più vertiginosi, 46 mld nel 2012, ma il prossimo anno quasi raddoppieranno e nel 2016 toccheranno quota 309 mld. E nel 2020 ci saranno 50 mld di oggetti connessi, con una media di 6,5 oggetti a persona.

Un mondo quindi dove la robotica «sarà di casa», collegando tra loro tutti gli elettrodomestici e le varie reti di alimentazione, e garantendo confort, sicurezza, risparmio energetico, salute.

Cosa ostacola per ora questa rivoluzione?

«La mancanza di un linguaggio comune, che consumi poca banda e faccia dialogare tra loro tutti gli oggetti», spiega Merloni, ricordando però che sono in corso varie sperimentazioni, compresa quella di ‘Home Lab’, il nuovo consorzio italiano di ricerca sulla domotica nato dalla volontà di otto soci fondatori (tra cui Ariston Thermo Group e Indesit Company) di fare sistema in un mercato in espansione.

«Una volta trovato il linguaggio standard, la domotica partirà. Grazie anche alla nuova frontiera di sensori sempre meno costosi e sempre più sensibili», assicura.

E in questo settore, aggiunge. «il nostro Paese potrà competere senza timori a livello tecnologico L’estro e la fantasia italiani ci aiuteranno a trovare soluzioni intelligenti. E uno spazio in questo business del futuro».

Resta però un problema in questo scenario tanto affascinante quanto inquietante.

«Mettendo in rete tutto, bisognerà capire come tutelare la privacy in questo nuovo modo di abitare».

Per evitare che qualcuno sappia come è programmata la nostra vita.

La Cina tutela Grana padano e Parma dop. Ue e Pechino completano riconoscimento primi dop e igp

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Grana Padano
Grana Padano

MILANO – La notizia era molto attesa dall’intero comparto dell’alimentare ed eccola finalmente, con importanti prospettive di sviluppi in altri settori. La notizia è che il Grana padano e il Prosciutto di Parma sono tra le prime dieci denominazioni europee ad aver ricevuto in Cina la tutela – in quanto indicazioni geografiche protette – contro imitazioni e falsi.

Nel contempo, l’Ue ha riconosciuto altrettanti alimenti di qualità d’origine cinese. Lo ha annunciato il commissario all’agricoltura Dacian Ciolos sottolineando che «la Cina sarà uno dei principali mercati di esportazione dei prodotti alimentari europei».

Il riconoscimento da parte di Pechino delle prime indicazioni geografiche europee rappresenta – precisano gli addetti ai lavori – una grande opportunità per quelle eccellenze alimentari, ma anche un’importante riconoscimento, da parte del più grande mercato di consumatori al mondo, della tradizione e del sovoir-fair dei produttori Ue.

Ha dato quindi esito positivo il ‘progetto-test’ Ue-Cina, avviato poco più di un anno fa. Che prevedeva il riconoscimento di 10 denominazione d’origine e indicazioni geografiche; da parte di Pechino e di altrettanti alimenti di qualità d’origine cinesi da parte di Bruxelles.

Il completamento del progetto – ha detto il commissario Ciolos, «costituisce un importante passo avanti. Adesso stiamo cercando di mettere a frutto questo successo nei negoziati in corso per la conclusione di un più ampio accordo bilaterale sulle indicazioni geografiche. Che ci auguriamo di concludere nel corso del 2013».

Oltre alle eccellenze italiane, gli altri prodotti tutelati dalla Cina sono i formaggi francesi Comte e Roquefort, gli inglesi Cheddar e Blue Stilton. Gli oli d’oliva spagnoli Priego de Cordoba e Sierra Magina, il salmone scozzese e le prugne francesi d’Agen. 

Tra le indicazioni geografiche cinesi riconosciute dall’Ue ci sono vermicelli, aglio, te, aceto di riso, prodotti della pesca. Oltre a specifici tipi di asparago, mela e pomelo.

Mille eccellenze alimentari

Queste denominazioni cinesi vanno ad aggiungersi alle oltre mille eccellenze alimentari di cui l’Italia è leader in Europa. Nel 2010 il valore totale delle esportazioni di indicazioni geografiche verso la Cina è ammontato a più di 650 milioni di euro.

Lindt, calendari avvento non venduti in Italia azienda risponde dopo notizie stampa, prodotto è sicuro

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MILANO – Lindt Italia rassicura i consumatori sui calendari dell’avvento venduti in Germania dopo gli articoli pubblicati nei giorni scorsi da alcune testate web secondo cui si sarebbero trovate tracce di idrocarburi derivati dal petrolio nel cioccolato.

Il calendario sottoposto ai test effettuati in Germania è risultato sicuro e privo di rischi per il consumatore. In ogni caso questo prodotto non è commercializzato in Italia» spiega l’azienda in una nota.

Le immagini finora pubblicate da alcuni media inoltre sono relative ad altri prodotti, anch’essi sicuri. Che in ogni caso non hanno alcuna relazione con il calendario in oggetto.

Domotica: la rivoluzione dei consumi at home passa anche dal caffè

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domotica

MILANO – Nei prossimi anni la domotica, ossia l’automazione della casa, rivoluzionerà le nostre vite e il nostro modo di abitare come mai negli ultimi due secoli: potremo programmare tutto, riscaldamento, illuminazione, lavatrici, caffè e sveglia, quest’ultima anche in base al meteo o al traffico. Ne è convinto Andrea Merloni, presidente di Indesit, salito in cattedra all’ambasciata di Mosca per una “lectio sulla domotica” nell’ambito di Exhibitaly, la manifestazione lanciata dal governo italiano per promuovere le eccellenze del nostro Paese in Russia.

Domotica: dentro casa le cose cambieranno presto

Una lezione solo apparentemente insolita, perché nella sua quarta mostra tematica, il 5 dicembre prossimo, Exhibitaly metterà in vetrina l’innovazione tecnologica del Belpaese. «Una innovazione di cui Indesit è una punta di diamante, con la sua lunga storia di successo», ha spiegato l’ambasciatore Antonio Zanardi Landi.

«Siamo vicini ad un cambiamento epocale che muterà il nostro modo di abitare», ha assicurato Merloni

Stimando che entro il 2020 il 50% delle case europee saranno smart, con un mercato del valore di 10 miliardi di dollari nella sola Europa. Una cifra a cui si aggiungono, entro la stessa data, altri 15 miliardi di dollari per le smart city, tra Itc (le tecnologie dell’informazione e della comunicazione) e smart grid (reti intelligenti). Una rivoluzione che accompagnerà quella della nostra vita sempre più digitale, come testimoniano i dati snocciolati dal presidente del gruppo marchigiano: 2,4 mld di utenti internet, un numero di cellulari smart che quest’anno supereranno il numero di abitanti del pianeta, una potenza di dati passata dai 200 exabyte del 2003 agli 800 che da allora si registrano ogni anno, una potenza di connettività che crescerà dai 100 milioni di pc nel 1993 ad oltre 10 mld nel 2020, e una potenza di calcolo che ha consentito alla google self driving car di guidare senza conducente e senza incidenti per 500 mila km, grazie ad un microprocessore estremamente rapido. «Un giorno l’auto ci porterà in giro da sola», ha profetizzato Merloni.

La rivoluzione digitale, ha sottolineato, ha già cambiato pelle all’editoria (gli e-book hanno superato i libri stampati), alla fotografia (dalle macchine digitali al sito Flickr, con 50 mln di utenti registrati e oltre 6 mld di foto postate), alla musica (a ottobre 2011 60 mld di canzoni vendute). Le applicazioni sono scaricate a ritmi sempre più vertiginosi, 46 mld nel 2012, ma il prossimo anno quasi raddoppieranno e nel 2016 toccheranno quota 309 mld. E nel 2020 ci saranno 50 mld di oggetti connessi, con una media di 6,5 oggetti a persona.

Un mondo quindi dove la domotica «sarà di casa»

Collegando tra loro tutti gli elettrodomestici e le varie reti di alimentazione, e garantendo confort, sicurezza, risparmio energetico, salute. Cosa ostacola per ora questa rivoluzione? «La mancanza di un linguaggio comune, che consumi poca banda e faccia dialogare tra loro tutti gli oggetti», spiega Merloni, ricordando però che sono in corso varie sperimentazioni, compresa quella di ‘Home Lab‘, il nuovo consorzio italiano di ricerca sulla domotica nato dalla volontà di otto soci fondatori (tra cui Ariston Thermo Group e Indesit Company) di fare sistema in un mercato in espansione. «Una volta trovato il linguaggio standard, la domotica partirà, grazie anche alla’nuova frontiera di sensori sempre meno costosi e sempre più sensibili», assicura.

E in questo settore, aggiunge, «il nostro Paese potrà competere senza timori a livello tecnologico: l’estro e la fantasia italiani ci aiuteranno a trovare soluzioni intelligenti e uno spazio in questo business del futuro». Resta però un problema in questo scenario tanto affascinante quanto inquietante: «mettendo in rete tutto, bisognerà capire come tutelare la privacy in questo nuovo modo di abitare». Per evitare che qualcuno sappia come è programmata la nostra vita.

My Chef: la catena vuole ridurre il personale nell’aeroporto di Caselle

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My chef
Il logo di My Chef

MILANO – My Chef, società che gestisce i servizi di ristorazione di aeroporti, autostrade, stazioni e centri commerciali, ha presentato un piano di ristrutturazione dipendenti dagli attuali 43 a 12. I lavoratori sono sul piede di guerra e ieri hanno scioperato tutto il giorno. Sono rimasti chiusi il ristorante, il bar, il self service, il wine bar, la pizzeria, la mensa. Altre iniziative sono allo studio per i prossimi giorni.

My Chef – che gestisce molte altre situazioni identiche in Italia – ha intenzione di chiudere a Caselle il self service

Nonché le cucine, dove lavorano 4 cuochi e sei aiutanti e di modificare tutti gli spazi attuali. La società, controllata dal gruppo Elior, ha un volume d’affari di oltre 100 milioni di euro, serve più di 30 milioni di clienti in 140 punti di ristoro.

Oiac: il nostro lettore Frederic Kawuma (Uganda) nuovo presidente

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oiac
Kwuma presidente oiac

MILANO – Cambio della guardia ai vertici dell’Organizzazione interafricana del caffè (Oiac). Al termine della 52a assemblea generale, che si è svolta a fine novembre a Abidjan (Costa d’Avorio) è stato eletto il nuovo segretario generale. Si tratta dell’ugandese Frederic Kawuma, che succede all’angolana Josefa Leonel Correia Sacko. Nel discorso di investitura, Kawuma ha indicato quale priorità del suo mandato “il rilancio qualitativo e quantitativo della produzione caffearia africana sul mercato mondiale”, nonché il miglioramento della governance nella gestione delle risorse dell’Oiac, con l’obiettivo di fare di questa organizzazione “un’autorità di riferimento a livello continentale”.

Oiac: Kouamé Koffi Edgar (Costa d’Avorio) è stato nominato direttore degli studi economici

La presidenza dell’organizzazione per il biennio 2012-13 è stata affidata al Togo. I delegati di questo paese hanno accettato con riserva, in attesa dell’assenso definitivo da parte del loro governo.

Tra le raccomandazioni rivolte dall’Oiac a suoi membri quelle di diversificare le fonti di finanziamento orientandosi verso lo sviluppo di partnership pubblico-privato, allo scopo di migliorare la competitività sui mercati mondiali, e di promuovere i consumi interni prendendo ad esempio quanto fatto in Kenya.

*Al neoeletto presidente, tra i primi lettori di questo notiziario, i complimenti di Comunicaffè e gli auguri di buon lavoro.

Ethical Coffee Company: ecco la prima macchina dell’azienda svizzera

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ethical coffee company
Logo Ethical coffee company

MILANO – Dopo il software, l’hardware. Ethical Coffee Company alza ancora l’asticella della sfida nel sempre più affollato e competitivo universo dei sistemi monodose lanciando la sua prima macchina da caffè. L’annuncio è stato dato a inizio settimana dal presidente di Ecc Jean-Paul Gaillard, il brillante manager francese che negli anni novanta (quando la casa madre voleva addirittura rottamarlo) reinventò il concept Nespresso riposizionandolo nell’alta gamma e trasformandolo in uno degli assett più redditizi e in rapida espansione di Nestlé.

Ethical Coffee Company la sfida al competitor svizzero

Dopo varie esperienze in altri settori, Gaillard è tornata alcuni anni fa alla sua vecchia passione, il caffè, schierandosi però dall’altra parte della barricata e sfidando Nespresso, in nome della sostenibilità e della libera competizione di mercato. “Il nostro sarà un sistema aperto” ha dichiarato Gaillard in un’intervista a una nota agenzia di stampa aggiungendo che la nuova macchina funzionerà, oltre che con i serving Ecc, con qualsiasi capsula Nespresso-compatibile.

La macchina sarà disponibile in Francia a partire da febbraio

Ethical Coffee punta a vendere tra le 150 e le 250 mila unità nell’arco del 2013. La risposta da parte dei dettaglianti è sin d’ora “estremamente positiva” ha dichiarato Gaillard. L’obiettivo è quello di rosicchiare ulteriori quote di mercato al sistema Nespresso non più soltanto sul fronte dei consumabili, ma anche su quello delle apparecchiature per la preparazione del caffè. E di aggirare nel contempo le protezioni implementate sui modelli più recenti delle macchine Nespresso (come la Pixie), che rendono più difficoltosa (senza peraltro impedirla) l’espulsione di alcuni tipi di capsule non originali.

Ma la nuova macchina Ethical Coffee Company strizzerà l’occhio anche alla vasta platea dei clienti degli altri prodotti Nespresso-compatibili – come le capsule Èspresso 1882 di Vergnano (che a sua volta ha lanciato una macchina dedicata, la nuovissima Trè, bella ed economica), L’Or Espresso di Maison du Café (D.E Master Blenders 1753) o Café Royal della catena svizzera Migros. Un mercato in fortissima espansione, visti anche i tempi di austerity in buona parte d’Europa. La macchina sarà in grado di preparare sia l’espresso che varie bevande a base di latte. Verrà messa in vendita in Francia a non più di 150 euro collocandosi dunque nella stessa forchetta di prezzo (fatte salve le promozioni natalizie) di alcuni tra i modelli più popolari della gamma Nespresso, come la Pixie e la Citiz (prive entrambe, però, di cappuccinatore). A titolo di raffronto, la Lattissima o la Citiz & Milk costano un centinaio di euro in più. Non va comunque dimenticato che i modelli più economici, come l’Essenza sono acquistabili on line per meno di 90 euro. Rimane aperta intanto la battaglia legale che oppone Ecc a Nespresso, anche se i pronunciamenti della scorsa estate da parte della Corte Federale svizzera di Losanna e del tribunale regionale di Düsseldorf in Germania hanno segnato dei punti importanti a favore del torrefattore elvetico. Le capsule di Ecc sono commercializzate in una decina di paesi. L’azienda punta a venderne 500 milioni l’anno prossimo, contro le 280 mila unità previste a fine 2012. I serving sono realizzati in plastica ecologica, biodegradabile in 6 mesi in compost industriale e in un anno in compost domestico. Nespresso ha venduto 6,5 miliardi di capsule nel 2010.

Caffè Corsini ha attivato un impianto fotovoltaico con cui risparmia il 50% dell’energia necessaria e salva un bosco da 300 alberi all’anno

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CAFFè CORSINI
CAFFè CORSINI

MILANO – È sempre più “verde” la filosofia di Caffè Corsini, azienda leader a livello mondiale, fondata ad Arezzo nel 1950 da Silvano Corsini, che da un piccolo laboratorio artigianale di lavorazione del caffè ha creato una delle più importanti torrefazioni italiane nel mondo, presente attualmente con i suoi prodotti in oltre 60 paesi del mondo, nei department store più importanti, da Harrods a Londra alla Galeire Lafayette a Parigi, ai Magazzini Gum a Mosca, oltre a tutte le catene di supermarket in Italia.

L’azienda,  sotto la direzione di Patrick Hoffer,  rinnova in questi giorni il suo impegno verso il territorio, grazie a strategie di sostenibilità ambientale e energie rinnovabili.

Oltre a riciclare carta,cartone e materiale plastico con l’apposito compattatore, ha infatti di recente sostituito per intero la vecchia copertura del tetto con moduli fotovoltaici, grazie ai quali risparmia circa il 50% dell’energia necessaria, evitando così di abbattere ogni anno un bosco di oltre 300 alberi.

“Ancora oggi, dopo tanti anni e tanti investimenti, la Corsini conserva una caratterizzazione ‘artigiana’, in stretta sinergia con le persone che vi lavorano”, sostiene il Presidente Hoffer.

“Dal rispetto per i lavoratori e i consumatori, che da sempre ci contraddistingue, il passo all’ambiente che ci circonda è breve.

È per questo che, con un investimento iniziale di € 1.600.000, circa 2 mesi di studio e fattibilità e 3 mesi per la realizzazione dell’intero progetto, la Corsini ha coperto l’intera superficie utile del tetto dell’azienda, situato a Badia al Pino (AR), corrispondente a circa 5500 mq. Abbiamo installato un totale di 2520 moduli da 120 Wp totalmente integrati a tetto.

La realizzazione è stata fatta dalla ditta Poly-Energy di Poppi, sempre in provincia di Arezzo”.

“Nello specifico, abbiamo deciso di installare i moduli micromorph della ditta Heliosphera, in quanto hanno un’ottima resa anche in condizioni di scarsa luminosità rispetto ai vecchi moduli cristallini, che rendono in maniera ottimale solo con un’inclinazione perfetta rispetto al sole e con luce intensa.

I nostri pannelli hanno anche un basso coefficiente termico assicurando un rendimento estremamente elevato in qualsiasi zona climatica. Tali modulisono realizzati con tecnologia Svizzera e costruiti in Europa”.

Per fare degli esempi, “La produzione reale dell’impianto, di circa 350 MWh annui, in giornate soleggiate riesce a produrre circa 1,5 MWhin un solo giorno. Evita quindi che vengano emessi in circolo 195 Tondi CO2 (anidride carbonica). Così possiamo salvare un bosco di circa 300 alberi all’anno”.

Altro tassello importante della Corsini è la salvaguardia dei territori di produzione, la tutela dell’ambiente e della popolazione locale che lavora il caffè.

“Curiamo i rapporti commerciali diretti con i piccoli produttori del sud del mondo, riconoscendo loro pari dignità e opportunità per uno sviluppo autonomo. I chicchi di caffè, provenienti dalle diverse origini, vengono selezionati singolarmente, attraverso viaggi alla ricerca di miscele pure, per portare in tavola e al bar un gusto che non è solo frutto di numeri e macchine, ma di volti, di aroma e di culture di terre diverse. Come la Colombia, il Brasile, la Jamaica, il Kenia, l’India, El Salvador”.

Ma gli accorgimenti green della Corsini non finiscono qui.

L’azienda ha infatti adottato da tempo delle strategie anche per l’inquinamento acustico, le emissioni in atmosfera, la gestione dei rifiuti, i deflussi delle acque di scarico.

“Tutti i macchinari sono certificati CE e corrispondenti alle normative vigenti per impatto acustico. È in atto da molti mesi in azienda il riciclaggio di carta/cartone e materiale plastico con apposito compattatore questo ha portato a più che dimezzare i rifiuti conferiti in discarica”, ha detto Patrick.

Ma non basta: “Oggi la nostra attenzione deve essere sempre più rivolta all’ambiente, secondo un’urgenza di risparmio e riutilizzo. È per questo che, dopo l’impianto fotovoltaico, stiamo effettuando degli studi di fattibilità per proporre un nuovo packaging, che permetta a noi e ai nostri clienti di riciclare i materiali al 100%, sia per la linea di caffè in grani che per le cialde. Vorremmo che tutto fosse riutilizzabile, persino gli imballaggi, che sappiamo costituire circa il 25-30% del totale dei rifiuti solidi urbani.

Dato che il packaging è ciò che rimane del prodotto, potremmo fargli indossare qualcosa di accattivante, che non si butti dopo l’uso”.

Con più di 3.000 tonnellate di caffè torrefatto all’anno, Caffè Corsini è presente sul mercato con una vasta gamma di prodotti indirizzati sia alla grande distribuzione che al canale bar.

Dalla linea Caffè Corsini fino alla Compagnia dell’Arabica, la gamma di prodotti copre ogni potenziale domanda di consumo. Dal caffè in grani, a quello macinato, alle cialde, l’american coffee, l’orzo, i caffè provenienti dalle agricolture biologiche. Quello al ginseng e la linea the Mhai Diva.

Alla base di tutti un’accurata selezione di luoghi di coltivazione, di produzione, e la  severità e la capillarità dei controlli. Che iniziano con i campioni del paese di origine e terminano con il controllo post-vendita.

La tecnologia Come funziona l’impianto: L’impianto trasforma l’energia contenuta nelle radiazioni solari in corrente elettrica utilizzabile direttamente per alimentare l’attività industriale.

La tecnologia solare fotovoltaica, infatti, sfrutta le proprietà di alcuni materiali semiconduttori come il silicio. In grado di raccogliere l’energia che il sole irradia sulla terra.

Gli impianti per la produzione di energia elettrica mediante tecnologia fotovoltaica presentano diversi vantaggi. Quali ad esempio l’abbattimento delle emissioni inquinanti, un’estrema affidabilità (grazie all’assenza di parti in movimento). Costi di manutenzione ridotti al minimo e la modularità del sistema. Grazie alla quale per aumentare la taglia necessaria è sufficiente aumentare il numero di moduli dell’impianto.

Inoltre,  l’impianto fotovoltaico permette di ridurre la temperatura interna dell’edificio nei mesi  freddi. E di tagliare le spese di condizionamento nei mesi caldi. La superficie dei pannelli è infatti in grado di ridurre l’impatto degli agenti atmosferici e di minimizzare la dispersione termica.

Info Caffè Corsini – Corsino Corsini Spa Via del Sembolino, 62/64

52041 –Badia al Pino (AR), Italia Tel.: +39 (0)575 410728

www.caffecorsini.it

Illy raddoppia a Milano e apre al 7° piano della Rinascente in Duomo

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MILANO –  Illy raddoppia nel cuore di Milano, da un capo all’altro di Corso Vittorio Emanuele II. Un nuovo corner illy è stato inaugurato mercoledì28 novembre all’interno del flagship store la Rinascente piazza Duomo, al settimo piano, che da anni è interamente dedicato all’enogastronomia di alto livello.  Ha inoltre appena riaperto, il 17 novembre, illyshop in Galleria San Carlo, che da temporary store si è trasformato in boutique permanente, interamente rinnovata.

Punto di riferimento per lo shopping di fascia alta, la Rinascente non si smentisce con il suo settimo piano: vista spettacolare sulle guglie del Duomo, ambiente raffinato e cosmopolita, una location prestigiosa per vivere tutti i momenti della giornata dedicati al gusto. 

All’interno dei due spazi, gli appassionati possono esplorare tutti gli aspetti del mondo illy. Dalla preparazione dell’espresso, con i due nuovi modelli di macchine da caffè Iperespresso Y3 Touch, lineare e compatta, e Y1.1 Touch Special Edition pure black, raffinata edizione speciale in alluminio e vetro neri.

Al mondo dell’arte, con le illy Art Collection, l’ultima delle quali è firmata dall’artista americana Kiki Smith, che ha decorato tazzine e barattoli con una narrazione lieve fatta di fiori, farfalle, lune e soli.

Protagonista, come sempre, sarà l’inconfondibile blend illy 100% arabica –combinazione di 9 qualità provenienti dalle migliori piantagioni di Sud America, America, India, Africa e Cina – disponibile in tostatura media, forte o decaffeinato.

Gli intenditori che vogliono scoprire e apprezzare i singoli aromi e le sfumature di gusto del blend illy troveranno inoltre le tre speciali varietà di caffè arabica della linea Monoarabica: Brasile, Guatemala ed Etiopia.

Il concept architettonico alla base dei due illyshop milanesi

E in generale di tutti i nuovi punti vendita illy – è stato ideato dal team creativo interno di illycaffè in collaborazione con lo studio di architetti Metroarea. E ruota intorno alla figura geometrica del cubo e alla sua modularità. Proponendolo in diverse dimensioni e materiali di origine naturale.

L’ispirazione nasce dal concetto della vecchia cassa da trasporto in legno. Le cui geometrie vengono rielaborate e utilizzate per contenere ed esporre i prodotti illy. Libri sul mondo del caffè, oltre che per realizzare sedute e piani d’appoggio.

Ovuunque domina la naturalità dei materiali. Il legno di rovere per i cubi e la lavagna per le pareti. Che diventano superfici di comunicazione sulle quali raccontare l’azienda e i suoi prodotti.

Dettagli bianchi, rossi laccati e cromati richiamano gli elementi distintivi del brand. Al centro dell’illyshop in Galleria San Carlo campeggia infatti un grande chandelier; composto da più di 600 tazzine cromate, che illuminate riflettono suggestive ombre sulle pareti.

Qui l’offerta si arricchirà da una selezione di prodotti della Gruppo illy. Polo del gusto che riunisce aziende d’eccellenza enogastronomica. In particolare il cioccolato Domori e i tè Dammann Frères.

 

illyshop c/o la Rinascente

Piazza Duomo, Milano (MM Duomo)

Orari: lun/dom 9:30 – 24:00

illyshop San Carlo

Galleria S. Carlo, traversa di corso Vittorio Emanuele II, Milano (MM S. Babila)

Orari: mar/sab 10:00-19:30, dom/lun 13:00-19:30

Tel: 02 36744052

illyshopmilano@illy.com

 

il progetto illypoint

illycaffè distribuisce i suoi prodotti in modo selettivo, all’interno di luoghi in grado di esprimere e rappresentare il suo mondo: i migliori bar illy, lo shop online www.shop.illy.com, gli espressamente illy e, dal 2011, gli illyshop, veri e propri negozi monomarca.

Gli illyshop sono luoghi d’incontro con il consumatore, all’interno dei quali è presentata tutta l’offerta di prodotti illy e vengono periodicamente organizzati momenti di degustazione, con la collaborazione dell’Università del caffè.

Gli illyshop possono essere dei punti vendita in contesti commerciali preesistenti, come all’interno de la Rinascente di Milano Piazza Duomo e di Printemps Haussmann a Parigi, oppure delle vere e proprie boutique dedicate a illy, come illyshop in Galleria San Carlo a Milano.

Un’evoluzione del progetto illypoint è rappresentata da illyteca, il concept store dedicato alle aziende della Gruppo illy (illycaffè, Domori, Dammann Frères, Mastrojanni, Agrimontana). Attualmente in Italia ce ne sono due, aTrieste e Brescia.

Gli italiani bevono poco ma non eccedono con gli zuccheri. Caffe, cappuccini e te aiutano a bere i 2 litri al giorno ma non bastano

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L'aforisma zucchero e dolcificanti zuccheri
Saper scegliere lo zucchero in funzione delle nostre esigenze

MILANO – Gli italiani sanno che dovrebbero bere almeno due litri di bevande al giorno ma ne consumano meno della metà (circa 800 ml). Da sfatare invece le credenze sull’assunzione eccessiva degli zuccheri (saccarosio, fruttosio e lattosio): circa 67 grammi quotidiani per gli uomini e 61 per le donne. Ben al di sotto quindi dei 75 grammi, indicati dagli esperti come limite da non superare.

Lo zucchero aggiiunto in media agli alimenti e bevande durante la giornata (caffè, tè, spremute, yogurt ecc.) è pari a circa 3,3 cucchiaini. Poco più di 60 Kcal, pari a solo il 3,3% delle calorie giornaliere per un adulto sano.

È quanto emerge dai dati preliminari dell’indagine Liz, raccolti su circa 800 persone (saranno 5.000 al termine dello studio) dai medici di famiglia della Società Italiana di Medicina Generale, in collaborazione con Nutrition Foundation of Italy.

Lo studio è stato presentato al 29° Congresso della società scientifica svolto a Firenze. «Abbiamo raccolto dati reali e aggiornati – ha affermato Claudio Cricelli, presidente Simg – per intraprendere e proporre alle istituzioni azioni di prevenzione mirate.

Nel sondaggio abbiamo chiesto agli italiani cosa sanno del corretto consumo di liquidi e zuccheri e come effettivamente si comportano.

La recente proposta di tassare le bevande gassate, virtuosa negli intenti, appare quindi ingiustificata perché non tiene conto dei consumi reali dei cittadini.

La medicina dei sani, cioè la promozione della salute attraverso stili di vita corretti, deve agire su sedentarietà, alimentazione scorretta, fumo di sigaretta e abuso di alcol».

Eliminando questi fattori di rischio, l’80% delle malattie croniche, come diabete, tumori, ipertensione e patologie cardiovascolari, può essere prevenuto.