mercoledì 14 Gennaio 2026
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Capannoni, il tavolo permanente sul caffè ecosostenibile

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Rossano Ercolini e Luca Menesini, sindaco di Capannori

CAPANNORI (Lucca) – Istituire a Capannori un tavolo permanente per promuovere e studiare soluzioni ecosostenibili per il caffè da utilizzarsi nelle macchine domestiche. Al suo interno saranno coinvolti il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, il Comune di Capannori, produttori, associazioni e mondo accademico. E’ questa la volontà emersa ieri pomeriggio (22 marzo) nel corso della tavola rotonda che si è tenuta a Capannori in occasione dello showroom Separare il caffè dal suo contenitore si può: sempre. Il gusto del caffè sostenibile dedicato alle soluzioni per rendere riciclabili le capsule di caffè usa e getta che è stato promosso dal Centro di ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori, l’Associazione Ambiente e Futuro per Rifiuti Zero e le società Kompresso Srl, Caffemotive Srl, Eti Srl, Ims spa e Goglio spa.

Capannori profuma di caffè

“Dopo il nostro caso studio di due anni fa in cui emerse come una parte consistente del rifiuto non riciclabile fosse composta dalle capsule usa e getta di caffè e la lettera che inviammo a uno fra i più noti marchi italiani, l’attenzione sulla questione si è fatta sempre maggiore – afferma, a nome dell’amministrazione comunale, Rossano Ercolini, coordinatore del Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori -. Siamo fieri che proprio Capannori possa giocare un ruolo importante in quest’opera che sta portando i produttori a ripensare le modalità di progettazione del caffè per le moderne macchine che vengono utilizzate nelle case, in modo che quello che viene anche chiamato ‘oro nero’ diventi una risorsa per la comunità. Auspichiamo un sempre più ampio coinvolgimento delle realtà del settore nelle iniziative che stiamo portando avanti. La significative risposte che stiamo ottenendo durante questo showroom sono la dimostrazione che siamo sulla strada giusta”.

Molti i partecipanti all’iniziativa, tra cui gli operatori del settore

Coop Italia e Illy oltre al Consorzio Ese (Easy Serving Espresso) di Milano, inventori di nuovi sistemi di progettazione più sostenibili di “monoporzionato” come l’ingenere Gianpaolo Belloli di Kompresso, il titolare del marchio Tablì e responsabile comunicazione di Caffemotive Srl Andrej Godina. Oltre a questi c’erano professori e ricercatori universitari della facoltà di agraria di Firenze che si sono dimostrati particolarmente interessati a promuovere un progetto sperimentale di valorizzazione agronomica dei fondi del caffè, esperti di gestione dei rifiuti come i rappresentanti di Ascit e della cooperativa Erica. Infine c’erano attivisti e cittadini.

I relatori si sono addentrati negli aspetti più tecnici della attuazione di una progettazione coerente con gli obiettivi della strategia Rifiuti zero che richiede sempre più il coinvolgimento della Responsabilità Estesa del Produttore come a sua tempo richiesta a una dota ditta italiana di caffè dalla lettera inviata dal Centro Ricerca Rifiuti Zero a firma di Rossano Ercolini, che nel proprio intervento ha ripercorso le tappe del caso studio. Gianpaoli Belloli, esperto di packaging farmaceutico e titolare di un brevetto per la compattazione di compresse monoporzionate di caffè ha illustrato per la società Kompresso non solo questo metodo che riduce di circa l’80% il ricorso all’imballaggio plastico che comunque risulta facilmente separabile ed avviabile al riciclo ma anche modalità di progettazione di capsule “smontabili” che consentono facilmente di separare il fondo di caffè dal contenitore.

Claudio Mazzini di Coop Italia ha presentato la Valutazione del Ciclo di Vita delle capsule prodotte dal proprio gruppo commerciale (svolta in collaborazione con Conai- Consorzio Nazionale degli Imballaggi) che consentendo di separare il fondo del caffè dal contenitore plastico (che però risulta ancora non avviabile al riciclo in quanto non ritenuto imballaggio) fa risparmiare in termini di mancate emissioni di anidride carbonioca e di recupero di materia compostabile.

Il rappresentante del sistema Tablì della società Caffemotive, Andrej Godina, ha illustrato i vantaggi del metodo di compressione del caffè che pur presentando i vantaggi del “porzionato” riduce quasi a zero le “criticità” ambientali consentendo una facile separabilità e il recupero dei materiali senza alterare il sapore del prodotto. Davide Brussa del consorzio Ese ma anche quality superior di Illy ha descritto con grande trasparenza il percorso di valutazione di una “cialda” rivestita con materiale cartaceo e quindi potenzialmente compostabile dove comunque rimangono ancora aspetti da risolvere ed oggetto di ulteriori approfondimenti.

Infine era presente una delegazione della società Co.Ind (collegata a Coop per la progettazione) che attraverso il suo presidente Tino Cesari ha ringraziato per l’iniziativa confermando il proprio sostegno a successivi appuntamenti. L’incontro si è chiuso con la decisione comune di attivare un tavolo permanente che riunisca gli operatori economici presenti, il Centro di Ricerca Rifiuti Zero ed il Comune di Capannori e i rappresentanti delle associazioni che hanno promosso l’iniziativa. Sull’argomento verrà realizzato un documentario a cura del filmaker Victor Ibanez. Fonte: luccaindiretta

World Barista Championship: i giudici si certificano a Belforte del Chienti

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melbourne world barista championship

BELFORTE DEL CHIENTI (Macerata) – Oggi e domani, il Centro tecnico della Nuova Simonelli, a Belforte del Chienti, ospiterà una seduta di certificazione del World Coffee Event riservata a coloro che aspirano a svolgere la funzione di giudice al Campionato mondiale per baristi (World barista championship) in programma a Melbourne, in Australia, nel prossimo mese di maggio. In vista delle gare iridate in Australia – cui prenderanno parte tutti i campioni nazionali (per l’Italia, il toscano di origine salentina Francesco Sanapo) – anche i giudici, infatti, si preparano ad affrontare con la massima professionalità l’appuntamento competitivo più importante e prestigioso del mondo del caffè.

Per poter partecipare all’evento, i giudici devono però ottenere la certificazione dal World barista championship (World Coffee Event), che a tale scopo organizza workshops della durata di due giorni in diversi paesi del mondo

Tre simili eventi si sono svolti nelle scorse settimane a Long Beach (USA), a Melbourne e a Singapore. L’Italia organizza il quarto e ultimo appuntamento e l’onore di ospitarlo spetta a Nuova Simonelli che all’interno della propria struttura vanta l’unico Laboratorio certificato dal Scaa (Speciality Coffee Association of America).

Gli aspiranti giudici sono diciotto e provengono da undici Paesi

Otto europei (Belgio, Francia, Italia, Islanda, Olanda, Spagna, Scozia, Svizzera) e tre extraeuropei (Usa, Uganda e Guatemala). I tre esaminatori sono uno statunitense, un islandese ed un olandese. “La decisione del World Coffee Event di organizzare in Italia e più precisamente nella sede della Nuova Simonelli uno dei quattro workshops internazionali è per noi motivo di orgoglio – ha detto il presidente dell’azienda marchigiana, Nando Ottavi – e l’evento dà ulteriore prestigio al Centro di formazione di Belforte del Chienti, che abbiamo attrezzato per far crescere professionalmente tutto coloro che operano nel mondo del caffè”.

Nel corso del workshop, i formatori WCE guideranno i partecipanti attraverso una serie di performance e test valutativi in grado di misurare le capacità dei giudici a svolgere con successo i loro compiti durante i concorsi. Per simulare una vera e propria gara sono necessari anche due baristi all’altezza di un campionato mondiale e questo ruolo a Belforte sarà svolto dall’ex campionessa italiana Elisa Molle e dal vice campione italiano Eddy Raghi.

Arabica: prezzi ai minimi dal 2008, il punto d’arbitraggio di Ice e Liffe

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arabica ico nkg

MILANO – Settimana debole per il mercato newyorchese degli arabica. Il contratto principale (maggio) ha perso 315 punti nella seduta di lunedì 18 marzo ed è arretrato di ulteriori 125 punti il martedì, giornata in cui ha toccato in corso di contrattazione un minimo di 132,55 centesimi per libbra costituente il livello intraday più basso da giugno 2010. Modesto il recupero intervenuto nei giorni successivi, che ha riportato la quotazione 135,30 centesimi nella seduta di venerdì.

Dopo i picchi storici raggiunti nel 2011, gli arabica hanno perso l’anno scorso il 37% del loro valore

la peggiore performance tra le 24 materie prime del paniere del Standard & Poor’s Commodity Index (Spci). Dall’inizio dell’anno le quotazioni dei futures hanno subito un’ulteriore arretramento del 7% circa. Intanto, l’arbitraggio New York/Londra (contratto per scadenza maggio dell’Ice e del Liffe) è sceso giovedì scorso a quota 34,10 centesimi: Si tratta del livello più basso da dicembre 2008. Lo spread tra i contratti benchmark delle 2 borse aveva toccato a maggio 2011 un massimo di 189 centesimi.

Secondo gli analisti, qualora il differenziale dovesse stabilizzarsi in area 35 centesimi potrebbe cominciare a invertirsi il trend negli ultimi 2 anni, durante i quali i caffè robusta hanno rosicchiato quote crescenti di mercato agli arabica

Una tendenza, quest’ultima, sulla quale hanno inciso anche le conseguenze della crisi globale e l’incremento dei consumi nei nuovi mercati e nei paesi produttori, dove è forte la domanda di miscele economiche a base di robusta. Le statistiche Ico indicano che la domanda è cresciuta nel corso dell’ultimo decennio a una media annua del 3,9% nei mercati emergenti e solo dell’1,1% in quelli tradizionali.

Le più recenti cifre dell’Organizzazione attestano inoltre che le esportazioni di robusta hanno registrato nell’annata trascorsa un incremento del 16,6%

Raggiungendo i 43,1 milioni di sacchi, a fronte di un calo del 2,2% degli arabica. La quota dei robusta sul totale dell’export è risalita al 39,4%. A scommettere su una ripresa della domanda di caffè arabica è Andrea Illy, ceo di illycaffè e presidente del Comitato promozione e sviluppo del mercato dell’Ico. A giudizio di Illy, la parziale ripresa economica prevista su scala globale nella seconda metà dell’anno contribuirà a rilanciare i consumi di miscele più pregiate invertendo la tendenza dei torrefattori ad accrescere l’utilizzo di caffè robusta tipica dei tempi di crisi.

Secondo Rabobank International, il 2012/13 si concluderà con un surplus produttivo su scala mondiale di 6,6 milioni di sacchi per quanto riguarda gli arabica

Ma nel 2013/14, la situazione si invertirà, con un deficit di almeno un milione di sacchi. A incidere sul rapporto tra domanda e offerta sarà in primo luogo il forte calo produttivo atteso in Messico e America centrale a causa del proliferare della ruggine del caffè. “Si tratta del peggiore fenomeno epidemico dal 1976” scrive l’analista della banca olandese Keith Flury, che teme che molti produttori possano abbandonare la coltura del caffè per i minori profitti e i costi eccessivi di profilassi agronomica. Secondo il report, la produzione di questa area geografica subirà un calo del 14%, che farà seguito alla flessione del 4% già prevista per l’annata in corso. Tradotto in cifre ciò significherebbe almeno 3,3 milioni di sacchi in meno.

Il presidente del Comitato consultivo del settore privato dell’Ico, il guatemalteco Ricardo Villanueva, ha recentemente dichiarato che il suo paese avrà bisogno di un centinaio di milioni di dollari per finanziare una strategia integrata di lotta contro la roya

Sempre nel 2013/14, i robusta registreranno un modesto surplus (300mila sacchi), con i consumi dei paesi emergenti a tenere sempre viva la domanda. Da Rabobank un ulteriore campanello d’allarme per il congestionamento dei porti brasiliani, dove si stanno creando dei preoccupanti colli di bottiglia. Le limitazioni logistiche e il rischio di scioperi rischiano di rallentare anche l’export di caffè scrive la banca, che cita il caso dello scalo di Paranagua dove il numero di navi in attesa di attracco ha superato le 100 unità e la situazione potrebbe addirittura peggiorare in presenza di un meteo sfavorevole.

Il surplus per l’anno in corso potrebbe rivelarsi alla fine meno ampio del previsto. Lo sostiene Société Générale traendo auspici negativi sia dalla situazione in America centrale che dalle cifre sin qui giunte dalla Colombia stando alle quali “le previsioni di ripresa produttiva per l’anno in corso appaiono con buona probabilità eccessivamente ottimistiche”. Il colosso francese prevede un rialzo dei prezzi, che potrebbero attestarsi attorno ai 160 centesimi nell’ultimo trimestre dell’anno.

A tale proposito è interessante osservare la forte disparità di opinioni tra gli addetti ai lavori per quanto riguarda la media dei prezzi degli arabica ipotizzabile nel quarto trimestre 2013. Le previsioni vanno da un minimo di 135 centesimi (Macquarie Group) a un massimo di 220 centesimi (Commerzbank). Citigroup e Rabobank indicano un valore rispettivamente di 155 e 165 centesimi. Più livellate le previsioni relative ai robusta, che spaziano dai 1.950 dollari di Macquarie ai 2.050 di Commerzbank e i 2.100 di Rabobank.

Malima: a Parma il nuovo caffè al Teatro Regio e arriva anche il dehors

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teatro regio parma malima
Il Teatro Regio di Parma

PARMA – Oltre a un caffè e un tramezzino di corsa tra un atto e l’altro, si potrà bere e mangiare con più tranquillità al bar del Teatro Regio. Anche nei giorni fuori spettacolo, il bancone del foyer e quello del loggione resteranno aperti dalle 7 alle 21. E d’estate verrà allestito anche un dehors nello spazio tra gli archi dell’edificio e la sede della Provincia. Un programma già pianificato, quello della Malima srl, società che si è aggiudicata la gestione del bar del Tempio della Lirica e dell’Auditorium Paganini per i prossimi sei anni.

Malima, vincitrice della gara di affidamento della concessione del servizio bar – anche perché unica partecipante

La Malima srl di Enrico Mariani e Carlotta Graffigna. Al Regio gestiranno il bar del foyer e quello del loggione. Più il servizio del bar Paganini. Il profilo dei vincitori è stato giudicato idoneo da una commissione composta dall’amministratore esecutivo del Regio Carlo Fontana, la direttrice del Paganini Maria Teresa Fornari e il vicesegretario del Comune di Parma Donatella Signifredi.

La commissione è stata nominata dal presidente della Fondazione Teatro Regio, nonché sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. I ristoratori hanno già gestito il bar del foyer negli ultimi cinque anni.

Le nuove condizioni: 2mila euro di canone mensile, e il 3% lordo sul fatturato da versare alla Fondazione Teatro Regio, ma solo a partire dal secondo anno

La Malima srl si è aggiudicata il servizio rialzando dello 0,1% le cifre del bando. Per i bar di Regio e Paganini verranno impiegate tra le otto e le dodici persone. L’ingresso per il bancone del Regio sarà sia dal portone centrale, sia da quello laterale sotto gli archi verso la Provincia. Il nuovo plateatico, invece, avrà spazio per quattro ombrelloni e 12-13 tavolini. Il canone è stabilito dal Comune. Dovrebbe aggirarsi sui mille euro al mese. Il sogno dei gestori è di partire già a maggio, con l’avvio della stagione di danza. Intanto, il 29 marzo, prove generali di aperitivo con in scena il Parsifal. Fonte: La repubblica

Export indiano in calo, imbarchi pari a 294.242 tonnellate

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caffè indiano
Caffè raccolto in una piantagione indiana

MILANO – L’export indiano del caffè appare destinato a segnare una flessione compresa tra il 12% e il 15% nell’anno fiscale 2012/13 (aprile-marzo). Tra il 1° aprile 2012 e il 18 marzo 2013, gli imbarchi sono stati pari a 294.242 tonn. Si prevede che di, qui a fine del mese, si incrementeranno al massimo di qualche migliaio di tonnellate, tutt’al più superando di poco la soglia delle 300mila tonn.

L’export indiano ha raggiunto le 347.855 tonn

Con un incremento del 16,4% sull’anno precedente. Il Coffee Board of India stima il raccolto 2012/13 in 315mila tonn. L’India esporta principalmente verso Italia, Germania, Federazione Russa, Belgio e Spagna.

Vietnam: Trader olandese prevede una forte ripresa dell’export

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Vietnam
L'irrigazione di una piantagione

MILANO – L’export di marzo del Vietnam segnerà una ripresa, grazie alla vivacità della domanda mondiale. Lo afferma, in un report diffuso nei giorni scorsi, il trader olandese Nedcoffee BV, secondo il quale gli imbarchi cresceranno per effetto degli acquisti dell’industria, ma anche della ricostituzione delle scorte certificate Liffe. Queste ultime risultavano pari a 125.820 tonn alla data del 4 marzo, in crescita dell’11% rispetto a 2 settimane prima. Secondo i dati del dipartimento generale delle dogane di Hanoi, l’export del primo produttore mondiale di robusta è stato pari, a febbraio, a 100.380 tonn, in forte calo (-54%) rispetto a gennaio.

Vietnam, una stima

Stando alle stime di Nedcoffee, che opera direttamente in Vietnam con propri uffici in Ho Chi Minh City, gli imbarchi avevano già superato le 35mila tonn nei primi 8 giorni di marzo ed è ipotizzabile che essi raggiungano, a fine mese, un totale di 135mila tonn. Nella parte restante dell’annata caffearia 2012/13, l’export si attesterà mediamente poco al di sotto delle 90mila tonn mensili. Il trader di Amsterdam definisce prematura qualsiasi valutazione sul rischio siccità nell’area degli altipiani centrali, anche perché la stagione delle piogge non comincia mai prima di aprile. La situazione è nettamente migliore rispetto al 2005/06 (l’anno dell’ultima siccità, ndr.) – si legge ancora nel report – lo stato delle piantagioni è ancora abbastanza buono. Secondo i bollettini del centro nazionale per le previsioni idro-meteorologiche, il livello dei fiumi ha subito un ulteriore lieve abbassamento nella seconda decade di marzo.

Recenti previsioni, di cui abbiamo riferito nel numero di Comunicaffè International, danno per probabile il manifestarsi di precipitazioni diffuse in tutta la coffee belt vietnamita a partire da metà aprile

Le piogge, pressoché quotidiane, favoriscono intanto lo sviluppo del raccolto dell’Indonesia, terzo produttore mondiale di robusta alle spalle del Vietnam e del Brasile. Nedcoffee mantiene la sua stima di 335mila tonn per quanto riguarda il raccolto nel sud di Sumatra, la principale area produttiva del paese.

Il dato è inferiore dell’1,1% a quello della stagione passata. Vicofa pessimista La produzione del Vietnam subirà il prossimo anno una flessione del 30%, rispetto ai 20 milioni di sacchi raccolti nel 2012/13. A sostenerlo è l’associazione vietnamita del caffè e del cacao (Vicofa).

“La siccità sta danneggiando le piantagioni e il raccolto che inizierà il prossimo ottobre inevitabilmente ne risentirà” ha dichiarato il presidente dell’associazione Luong Van Tu. Secondo un comunicato diramato da Vicofa, la siccità ha colpito 55mila ettari di coltivazioni nella regione degli altipiani centrali, ma solo 95 ettari avrebbero sinora riportato danni gravi.

Momenti Speciali: il progetto per i ragazzi disabili dell’alberghiero Panzini

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Momenti speciali

SENIGALLIA (Ancona) – Grazie al dirigente scolastico professoressa Maria Rosella Bitti e del d.s.g.a. dott.ssa Paola Perlini e’ stato possibile ancora una volta organizzare giornate uniche e speciali presso l’iis “Panzini “ di Senigallia. Gli alunni diversamente abili del nostro istituto, affiancati a turno dagli alunni delle classi 4f alberghiero e 2a enogastronomico, hanno avuto la possibilità durante le 5 giornate del progetto “momenti speciali”, di acquisire e consolidare abilità tecnico pratiche relative ai settori di cucina, di sala bar e della vendita, seguiti dagli insegnanti di sostegno e dagli assistenti ed educatori professionali.

Momenti speciali: un progetto di inclusione sociale

E’ uno spettacolo unico vedere i nostri ragazzi impastare e infornare biscotti e torte salate sotto l’occhio vigile e a volte commosso del prof.re Samuele Servadio in cucina. E’ emozionante quando i ragazzi in sala si organizzano per il confezionamento dei prodotti ancora caldi tra fiocchi e bigliettini o per la mise en place dei tavoli in sala guidati dal prof.re Massimo Ranieri che da anni riesce a dar vita a questi progetti con professionalità e soprattutto con passione.

E’ veramente una colazione speciale quando il caffè e la fetta di torta è preparata e servita da mani che a volte vorrebbero fare di più

E che dire della sensazione che abbiamo tutti provato nel vedere i nostri ragazzi organizzare e gestire la vendita dei prodotti finiti nella hall del nostro istituto in divisa perfetta, attenti alle richieste e pronti a dare spiegazioni. Al termine del progetto possiamo ormai rivelare a tutti voi l’ingrediente segreto del successo di queste ricette: i nostri ragazzi speciali.

Torrefattori, baristi o pasticceri? La nuova tendenza del fai da te in Italia

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tostatura acrilammide torrefattori
Il caffè dopo la tostatura

MILANO – I torrefattori in Italia sono veramente tanti (e questo fa parte del problema della guerra dei prezzi per cercare di differenziarsi sul mercato). Evidentemente non si è mai in troppi, secondo l’analisi di Di Carloscafe, secondo cui si starebbe affermando sempre più una tendenza nel diventare tostatori da parte di professionisti dell’horeca. Leggiamo il suo punto di vista.

Di Carloscafe

Torrefattori (un po’ improvvisati) che si moltiplicano

Incredibile come questo proliferare di Gran Torrefattori sotto le vesti di pasticceri o baristi , sicuramente arrivati o stanchi per ciò che han fatto fino ad ora oppure in cerca di ulteriori risparmi “facili” stia aumentando. Incredibile ma sino ad oggi non sono riusciti a trovare una Torrefazione ideale al loro fabbisogno, allora si staccano da nomi blasonati capaci di offrire una elevata qualità quali Illy, Pellini, Club Kave e altri, perché con la loro arroganza si sentono Gran Guru “de sto c….” capaci di offrire una miglior qualità sulle regole della perfetta ignoranza, quasi io potessi da domani aprirmi una pasticceria e vantarmi del miglior “millefoglie” in zona.

Sono tentato ad entrare da uno di questi arrivisti e metterli in crisi davanti, magari, ad una platea di clienti truffati nella buona fede

Altri vantano l’uso di energie alternative, affiancando una bella tostatrice che, se anche da un kilo, produce ossidi di carbonio in quantità, annullando uno sforzo ecosostenibile; in poche parole, era meglio se avessero risparmiato gli investimenti in energie rinnovabili poiché l’ente fornitrice inquinerebbe di meno per produrre l’energia necessaria al singolo “virtuoso”.

Vedete come tutto o quasi ci insegna: fate fare il lavoro a chi lo sa’ fare e l’ha’ sempre fatto, non improvvisate. Altra cosa sana: siete arrivati a pagare anche 18/20 € kilo per della arabica buona, ma cosa ci volete guadagnare da un kilo di caffè, volete dare proprio della merda ai vostri clienti? (non mi esprimo per chi lo paga sotto i 18 vergognatevi). I vostri soldi non ve li rubano i torrefattori seri!

Di Carloscafe

Fac tazzine, lavoratori scrivono alle istituzioni: “Cosa ci accadrà adesso?”

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fac tazzine
I lavoratori in crisi

ALBISOLA SUPERIORE (Savona) – Una situazione che non si sblocca, una fiducia nelle istituzioni che si sta logorando pian piano e l’ombra della mobilità tra appena quattro mesi. Non è per nulla semplice la condizione in cui di trovano i lavoratori della Fac, l’azienda albisolese produttrice di tazzine da caffè, chiusa per fallimento il 30 luglio scorso e alla ricerca di una rinascita che appare sempre più difficile. E’ per questo che un gruppo di cassaintegrati ha deciso di scrivere al sindaco Franco Orsi, alla Provincia di Savona, alla Regione Liguria e alle organizzazioni sindacali per lanciate il proprio “sos”.

Fac: i lavoratori non ce la fanno più

“E’ quasi un anno che viviamo a fatica e non sereni per la perdita del posto di lavoro – scrive il gruppo di lavoratori Fac – Abbiamo figli da mantenere, affitti mutui e bollette varie da pagare. A dicembre 2012 il nostro sindaco Orsi aveva presentato pubblicamente a tutta la cittadinanza albisolese un piano di salvataggio della nostra azienda, creandoci aspettative e ridandoci un filo di speranza.

Questo piano prevedeva la creazione di una società da parte di una cordata di imprenditori (se fossero riusciti ad acquistare le aree dove è insita l’azienda di proprietà di un’altra società di nome Alfa)

Per poter ripartire con la produzione prima che ci scada la cassa integrazione straordinaria il 30 di luglio 2013″. “Abbiamo saputo dai nostri membri dell’RSU e dai giornali che Alfa è disposta a trattare la vendita degli immobili, e questa è una notizia che ci ha leggermente confortato, ma la cosa che ci mette ansia e preoccupazione è un’altra: la curatrice fallimentare Serenella Rossano ha fatto sapere che indirà un’asta a fine maggio, inizio giugno – si legge nella lettera – La cordata che si dovrebbe costituire in società (se nel frattempo avrà raggiunto un accordo con Alfa), parteciperà all’asta? Se così non fosse, la curatrice come si comporterà? Ne indirà un’altra? Ci sarà uno spazio per un accordo extragiudiziale? Siamo a metà marzo e la scadenza della cassa integrazione e solo tra 4 mesi circa Cosa ci accadrà? Se non si trovano soluzioni velocemente rischiamo di entrare in stato di mobilità e quindi di licenziamento”. Fonte: Ivg.it

Morelli ri-eletto Presidente del Consorzio per lo Sviluppo e la Tutela dello Standard E.S.E.

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Logo Consorzio Ese caffè porzionato roberto morelli
Logo Consorzio Ese caffè porzionato

MILANO – L’Assemblea dei Soci del Consorzio E.S.E. ha riconfermato tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione che guiderà il Consorzio E.S.E. fino al 2015. Ne faranno ancora parte i consiglieri: Mario Cerutti (Luigi Lavazza SpA) Renaud Gey (Groupe Seb) Michael McCauley (Cafes Richard) Roberto Morelli (illycaffè SpA) Paolo Torri (Gruppo Cimbali) Franco Guzzi (Direttore Generale del Consorzio).

Il Consiglio di Amministrazione ha subito rieletto con voto unanime il Presidente uscente, Roberto Morelli

Che in illycaffè ricopre il ruolo di Direttore delle strategie di business, oltre ad essere Direttore della Fondazione Ernesto Illy e neo-nominato Direttore del Cluster (padiglione tematico) del Caffè di Expo 2015, con cui l’azienda triestina ha appena siglato una partnership strategica.

Il Consorzio per lo Sviluppo e la Tutela dello Standard E.S.E. (Easy Serving Espresso) è l’unica organizzazione al mondo che vede l’integrazione verticale tra torrefattori, produttori di macchine per espresso e di cialdatrici ed in questi anni ha affermato a livello mondiale lo standard E.S.E. come ‘unico standard industriale aperto’. Questo è stato possibile grazie alle caratteristiche tecniche che rendono ogni cialda monodose di caffè in carta E.S.E. compatibile con tutte le macchine per espresso E.S.E..

Oggi, il Consorzio si appresta ad affermare la completa eco-sostenibilità della cialda di caffè a standard E.S.E., confermata dal positivo superamento di numerosi ed approfonditi test di biodegradabilità e compostabilità; premessa per lì ottenimento della relativa certificazione.

“L’Assemblea dei Soci ha accolto il suggerimento del C.d.A. ed il mio come Presidente uscente, di operare con continuità rispetto al mandato precedente. – ha dichiarato Morelli subito dopo la sua nomina

– Abbiamo tutti ritenuto ancora validi ed attuali gli obiettivi, più volte condivisi, legati all’imminente ottenimento della certificazione volontaria di compostabilità regolamentata dalla norma UNI EN 13432:2002 ed ora sostenuta dalla recente direttiva UE del 7 febbraio 2013.” Il Consorzio dispone dunque di tutti gli elementi per completare il processo di certificazione di compostabilità condiviso in questi tre anni ed il Presidente Roberto Morelli non ha esitazioni nell’affermare che “Lo standard E.S.E. ha davanti a sé prospettive più che interessanti e la cialda di caffè in carta a standard E.S.E. è un prodotto maturo, ma tutt’altro che superato”.

Affermazioni dimostrabili con l’osservazione di alcuni fatti oggettivi

Precisa Morelli “In primo luogo, per l’accresciuta sensibilità ambientale, ormai diffusa sia nei Paesi trainanti sia in quelli emergenti, che ha portato al proliferare di prodotti cosiddetti amici dell’ambiente. In questa realtà – conclude il Presidente – il consumatore è sicuramente già in grado di identificare nel binomio “carta + caffè”, tipica dello standard E.S.E., una naturale appartenenza della cialda in carta a queste categorie di prodotti eco-sostenibili”.

Da ricordare anche la crescita costante del comparto del caffè porzionato

“Nel 2010 si era tutti a conoscenza del fatto che il mercato del caffè porzionato rappresentava l’8% del mercato globale caffè mondo – sottolinea Roberto Morelli – con un ritmo di crescita anno su annuo pari a circa il 20%, caso unico nel settore alimentare. Oggi si stima che nel 2015 il porzionato potrà arrivare a rappresentare il 14% del mercato globale caffè mondo; in valore questi dati corrispondono a circa 3 miliardi di euro di porzionati venduti nel mondo (dati riferiti al modern retail, Fonte Euromonitor).

I soci del Consorzio E.S.E. hanno confermato la scelta di puntare su un progetto che contribuisca a confermare i punti di forza originali dello standard E.S.E.

La libertà di scelta tra diverse marche (caffè e macchine) perché tra loro compatibili, la flessibilità dell’offerta, la semplicità d’uso, la convenienza, l’eco-sostenibilità. “Nell’attuale contesto in continuo rinnovamento, in cui proliferano offerte di sistemi chiusi ad alto contenuto tecnologico che garantiscono gusto e qualità costanti, ma vincolanti per l’abbinamento obbligato tra macchina e monodose di caffè – conclude il Presidente Morelli – il Consorzio ancora una volta parteciperà alle sfide del mercato del caffè porzionato in coerenza con quanto chiaramente indicato nella sua ragione sociale: sviluppare e tutelare lo standard di un sistema aperto di preparazione dell’espresso”.

Il Consorzio promuove un sistema di preparazione dell’espresso che si basa sull’utilizzo di serving, ossia monodosi di caffè pressato tra due strati di carta filtro, e di macchine per espresso compatibili, entrambe conformi allo standard E.S.E. Il sistema E.S.E. è rappresentato all’interno del Consorzio da un forte nucleo di aziende, libere concorrenti sul mercato, accomunate dalla volontà di affermare i prodotti a marchio E.S.E. sul mercato dei sistemi di caffè porzionato. Attualmente il Consorzio aggrega 14 tra le principali aziende del comparto del caffè espresso: CAFES RICHARD (°) – DE’ LONGHI (*)– GROUPE SEB (*) – GRUPPO CIMBALI (*) – HANDPRESSO (*) – I.C.A. (*) – ILLYCAFFE’ (°) – KITCHENAID (*) – KRAFT FOODS EUROPE (°) – LAVAZZA (°) – NESTLE’ HELLAS (°) – PHILIPS-SAECO (*) – SARA LEE (°) – UESHIMA COFFEE CO. (°) Per informazioni: www.esesystem.com ; Tel. +39+2+20239.1 E.S.E. Consortium c/o Cohn & Wolfe – Via Benedetto Marcello, 63 – 20124 Milano