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Mario Cerutti, presidente Cic, sul Disciplinare moka: «L’obiettivo? È la qualità del caffè in tazza»

Il presidente del Comitato italiano del caffè: "Come Comitato italiano del caffè abbiamo iniziato da anni un percorso, condiviso dagli associati, di valorizzazione della bevanda caffè. Siamo partiti dal caffè espresso, per poi definire, in collaborazione con il Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale, parametri più specifici per il caffè espresso tradizionale. Questo lavoro di analisi è stato importante perché i parametri individuati sono stati poi inseriti nel dossier tecnico relativo alla candidatura Unesco. Nella recente Assemblea del Comitato italiano del caffè, abbiamo poi approvato invece i parametri del caffè moka, che sono stati definiti da un gruppo di lavoro composto da aziende di torrefazione e produttori di caffettiere."

mario cerutti
Mario Cerutti

MILANO – Di recente abbiamo pubblicato il Disciplinare della moka, varato dal Comitato italiano del caffè, con i parametri precisi da seguire per eseguire l’estrazione ideale con questo strumento legato a doppio filo alla tradizione del consumo domestico italiano. Lo abbiamo commentato insieme a Mario Cerutti, presidente del Comitato italiano del
caffè, che si è pronunciato sul lancio di questo documento molto particolare perché interessa tutti gli italiani, e non soltanto loro perché la moka si usa in buona parte del mondo.

Mario Cerutti: perché si sentiva il bisogno di un disciplinare della moka, per uno strumento di cucina che tutti già usano abitualmente in casa e fuori?

“Come Comitato italiano del caffè abbiamo iniziato da anni un percorso, condiviso dagli associati, di valorizzazione della bevanda caffè. Siamo partiti dal caffè espresso, per
poi definire, in collaborazione con il Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale, parametri più specifici per il caffè espresso tradizionale. Questo lavoro di analisi è stato importante perché i parametri individuati sono stati poi inseriti nel dossier tecnico relativo alla candidatura Unesco.

Nella recente Assemblea del Comitato italiano del caffè, abbiamo poi approvato invece i parametri del caffè moka, che sono stati definiti da un gruppo di lavoro composto da
aziende di torrefazione e produttori di caffettiere.”

Mario Cerutti: vi siete posti come obiettivo quello di portare nelle cucine di tutti il buon caffè?

“Certamente, la qualità della bevanda è l’obiettivo principale del nostro lavoro; voglio sottolineare inoltre che è stato importante anche trovare un comune denominatore tra tutti gli operatori del settore.”

E come riuscirete a farlo entrare nelle case degli italiani?

Mario Cerutti: “Sarà compito di ogni singolo operatore continuare a valorizzare al meglio i propri prodotti, tra cui il caffè moka, nei rapporti con i clienti ed i consumatori.”

La sua applicazione migliorerà la qualità in tazza? Come?

“Sì, perché fornirà indicazioni chiare sulle modalità di preparazione e sulle caratteristiche e parametri del caffè moka.”

Anche la moka seguirà lo stesso percorso che ha intrapreso il caffè espresso italiano tradizionale per il riconoscimento come bene immateriale dell’Unesco?

“Per il momento, ci stiamo focalizzando sulla tutela Unesco del caffè espresso che rappresenta un patrimonio nazionale, un valore sociale e culturale, un prodotto identitario che ci racconta, ogni giorno, in tutto il mondo.”

La moka è uno dei prodotti italiani più apprezzati nel mondo: il disciplinare parlerà la lingua di più coffeelover, avrà versioni plurilingue?

Conclude Mario Cerutti: “Al momento è in italiano, ma verrà realizzata anche una
versione in lingua inglese in caso di necessità.”